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Aerei senza pilota, UAV: l’Iran mette nei programmi scolastici delle superiori la caccia e l’abbattimento dei droni

La caccia e l’abbattimento dei droni entrano a far parte del programma scolastico dei licei dal prossimo anno. Così ha deciso l’Iran secondo quanto annunciato dal generale Ali Fazli, capitano di corvetta delle Basij Forces iraniane (forze di mobilitazione su base volontaria).

I testi dei licei e degli istituti superiori saranno dunque arricchiti di una nuova sezione dedicata alla difesa, dedicata in particolare ai velivoli senza pilota (UAV) conosciuti anche con il nome di droni.

“Quest’anno – ha annunciato il generale Fazli a Mashhad lo scorso 17 agosto – assisteremo a dei cambiamenti nei contenuti, negli insegnanti, nelle ore di insegnamento delle lezioni di prontezza alla difesa […] e la caccia e l’abbattimento dei droni spia è un esempio di questo cambiamento di contenuti”

Le lezioni di difesa nelle scuole superiori iraniane saranno pari a due-tre ore a settimana, a seconda del livello scolastico.

Lo scorso febbraio, ricorda l’agenzia di stampa iraniana Fars, che riporta la notizia, la Islamic Revolution Guards Corps (IRGC) ha annunciato di aver dato la caccia a un drone dopo che questo si era avvicinato alla zona esercitativa nel sud dell’Iran: “Il primo giorno dell’esercitazione Payambar-e Azam 8 (The Great Prophet VIII) – ha affermato il portavoce dell’esercitazione, generale Hamid Sarkheili – l’electronic warfare system dell’IRGC ha intercettato dei segnali che dimostravano il tentativo da parte di un drone sconosciuto di entrare nello spazio aereo [iraniano]”.

Ma non è il primo tentativo di ingresso nel paese da parte di UAV stranieri, si legge dall’articolo della Fars. L’Iran aveva infatti già annunciato la presenza e l’allontanamento di un drone americano sul Golfo Persico il 4 dicembre 2012. Si trattava allora, secondo quanto riferito da IRGC, di un drone ScanEagle, “del tipo di solito lanciato da grosse navi da guerra”. Prima ancora, nel dicembre 2011, l’Iran aveva annunciato l’abbattimento di un drone americano RQ-170.

Tutto ciò rappresenta una minaccia per l’Iran, al punto che da ora i drone sono diventati materia di studio per i ragazzi iraniani delle scuole superiori.

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Fonte: Fars

Foto: Islamic Invitation Turkey

Primo volo per il nEUROn, il primo UCAV sviluppato su piattaforma virtuale

Volo inaugurale lo scorso 1° dicembre presso la base militare di Istres, in Francia, per il nEUROn, il primo dimostratore tecnologico di nuova generazione per un UCAV (Unmanned Combat Aerial Vehicle) europeo.

I rappresentanti di tutti e sei i paesi partecipanti al progetto (Francia, Italia, Svezia, Spagna, Svizzera e Grecia) erano presenti all’evento, fa sapere in un comunicato stampa Alenia Aermacchi, l’azienda di Venegono del gruppo Finmeccanica.

Il nEUROn, che aveva effettuato il roll-out lo scorso gennaio dopo cinque anni di progettazione, sviluppo, assemblaggio e prove statiche, rappresenta a tutti gli effetti un triplice primato per l’Europa e per le industrie aerospaziali dei paesi che aderiscono al programma: è il primo UCAV sviluppato attraverso la cooperazione tra più paesi europei; è il primo velivolo da combattimento stealth ed è il primo velivolo da combattimento interamente progettato e sviluppato su di una piattaforma virtuale.

Il programma nEUROn è stato lanciato dal ministero della Difesa francese ed è sostenuto da Italia, Svezia, Spagna, Grecia e Svizzera con l’obiettivo di realizzare un dimostratore tecnologico di un velivolo da combattimento non pilotato UCAV.

Dal punto di vista industriale il nEUROn è un programma guidato dalla francese Dassault Aviation con Alenia Aermacchi come primo partner industriale, con una partecipazione pari al 22% del programma e con responsabilità a livello di sistema e sottosistema. Alenia Aermacchi inoltre, come capofila nazionale, guida un gruppo di società italiane che include anche SELEX Galileo, società di Finmeccanica.

Alenia Aermacchi è responsabile della progettazione e produzione del sistema di generazione e distribuzione elettrica; del sistema dati aria a bassa osservabilità e soprattutto del sistema integrato di armamento con piena autonomia di gestione dei sottosistemi, la cosiddetta Smart Integrated Weapon Bay (SIWB), che effettuerà automaticamente il riconoscimento del bersaglio; la trasmissione della richiesta di approvazione al comandante della stazione di terra e il lancio dell’armamento con modalità stealth.

Questo volo inaugurale arriva dopo un’intensa attività di prove motore. Il velivolo sarà ora sottoposto a un programma di test in volo per un periodo di circa due anni in Francia, Svezia e Italia. Questi test riguarderanno qualità del volo; grado di invisibilità ai radar (stealth); sistemi aria-terra lanciati dal vano di carico interno; integrazione in un ambiente C4i (comando, controllo comunicazione, computer e intelligence) nonché integrazione di una piattaforma non abitata negli spazi aerei.

“Per Alenia Aermacchi e per tutta l’industria italiana – ha detto Giuseppe Giordo, amministratore delegato di Alenia Aermacchi – il primo volo del nEUROn  rappresenta un traguardo estremamente importante perché sin dall’inizio abbiamo profuso in questo progetto importanti risorse umane, finanziarie e tecnologiche con l’obiettivo di validare soluzioni e tecnologie che saranno poi impiegate su tutti i futuri programmi di questo tipo”.

Alenia Aermacchi ha sempre prestato grande attenzione alle attività di sviluppo tecnologico e dimostrazione della nuova frontiera del volo, i velivoli senza pilota, capaci di compiere missioni complesse, in maniera autonoma, come lo Sky-X che ha effettuato il suo primo volo nel 2005 e lo Sky-Y che ha volato per la prima volta nel 2007, le prime macchine della loro categoria mai sviluppate in Europa.

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Fonte: Alenia Aermacchi

Foto: Alenia Aermacchi

Oltre l’F-35

Il Pentagono sta già guardando al futuro dopo l’F-35 e l’F-22. Quando i due caccia andranno in pensione – ma si parla di decadi – ci vorrà qualcosa che rispecchi il mutamento della guerra sempre più fatta di drone che di piloti in volo.

Sarà uno studio lungo diciotto mesi a valutare il lavoro in rete di veicoli con pilota e veicoli senza pilota, ovvero gli unmanned aerial vehicle (UAV) conosciuti, appunto, come drone. È Frank Kendall, il sottosegretario alla Difesa per le acquisizioni, a dare queste indicazioni riportate da Bloomberg News il 22 ottobre scorso.

L’oggetto dello studio concettuale sarà una rete dove le due tipologie di mezzi verranno messe in sistema con capacità d’arma del tutto innovative. Dalla guerra elettronica in poi, per intenderci.

L’obiettivo è preparare il Pentagono all’abbandono dei jet caccia così come li conosciamo oggi, l’F-22, o come li stiamo per conoscere, l’F-35.

Il prezzo dell’impresa è sui 20 o 30 milioni di dollari messi a disposizione dall’ente che sponsorizza la futuristica concept definition, ovvero la Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA), e che si occupa di mantenere al top l’equipaggiamento del Pentagono.

L’F-35 della Lockheed Martin darà di sicuro una grande soddisfazione, riconosce Kendall, ma “non è troppo presto per cominciare a prendere in considerazione una nuova generazione di veicoli”. Nel progetto sono coinvolti anche Marina e Aeronautica, che hanno le loro versioni personalizzate di F-35 la cui produzione durerà fino al 2035.

Il Pentagono fa conto di 8mila ore volate per ognuno dei 2.443 F-35 nell’arco di trent’anni, giusto per avere una proiezione di massima sull’uso dei mezzi. Per l’F-35, ovvero il programma Joint Strike Fighter, si sono spesi quasi 400 miliardi di dollari e molte critiche, visto che il costo è lievitato del 70% rispetto a quanto preventivato in origine. Per l’F-22, intanto, si sta parlando di 12 miliardi di dollari da spendere in riqualificazione del mezzo, che ha inciso per 67 miliardi di dollari ed è stato concepito come caccia del XXI secolo ai tempi della Guerra fredda.

Lo studio sarà aperto alle valutazioni e alle proposte delle Forze Armate statunitensi, senza nessun preconcetto su quella che sarà “la natura del dominio aereo nei decenni futuri”, ha fatto sapere Kendall.

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Fonte: Bloomberg

Foto: Bloomberg/Lockheed Martin