Alberto Primicerj

COMFOTER: cambio comando, al gen Primicerj subentra il collega Sperotto. E il COMFOTER si trasforma in comando di supporto

discorso-primicerjSi è svolta il 29 settembre scorso, a Palazzo Carli a Verona, la cerimonia di cambio al vertice del Comando delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER) dell’Esercito Italiano.

Presieduta dal Capo di stato maggiore dell’Esercito, gen Danilo Errico, la cerimonia di avvicendamento alla guida del COMFOTER ha visto il gen Alberto Primicerj cedere, dopo due anni al vertice, la guida del prestigioso comando veronese al gen Amedeo Sperotto, già Capo di stato maggiore del medesimo comando, fa sapere il comunicato stampa del COMFOTER.

Alla cerimonia erano presenti tutti i Comandanti dei reparti dipendenti del COMFOTER e numerose autorità civili e religiose, a dimostrazione dei profondi legami e sinergie con le comunità locali.

sindaco-tosi-consegna-medaglia-gen-primicerjIl sindaco della città scaligera, Flavio Tosi, a margine del suo indirizzo di saluto ha consegnato al gen Primicerj, che alla stessa data ha terminato il suo servizio attivo, la medaglia della città come segno tangibile di apprezzamento per il lavoro svolto.

Il Capo di stato maggiore dell’Esercito, nel suo discorso, ha ringraziato il comandante uscente per il lavoro svolto nel corso del suo mandato, finalizzato a perseguire gli obiettivi delle Forze Operative Terrestri, da sempre riconducibili al raggiungimento dell’approntamento delle unità dell’Esercito impiegate nei vari teatri operativi esteri e nelle operazioni nazionali.

Nello stesso giorno, il COMFOTER si riconfigura in Comando delle Forze Operative Terrestri di Supporto, mantenendo lo stesso livello di comando ma modificando i propri compiti.

A partire dal 1997 il COMFOTER ha gestito l’addestramento e l’approntamento del personale dell’Esercito che è stato impiegato nelle missioni all’estero e sul territorio nazionale, di fatto il 75% dell’intera Forza Armata.

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Fonte e foto: COMFOTER

COMFOTER, cambio al vertice: il gen Primicerj cede il comando al collega Sperotto

palazzo-carli_verona_comfoter-esercito-italianoDomani, 29 settembre, il generale di corpo d’armata Alberto Primicerj cederà il Comando delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER) al collega Amedeo Sperotto, attuale Capo di stato maggiore del COMFOTER.

La cerimonia si terrà a Palazzo Carli a Verona nel pomeriggio, a partire dalle 15.30.

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Fonte e foto: COMFOTER

Foto apertura: tgverona

Il COMFOTER ricorda l’eccidio della Divisione Acqui nel suo 73° anniversario con il sottosegretario Rossi

20160923_comfoter_div-acqui_73-eccidio-cefalonia-corfu-3Il Sottosegretario di Stato alla Difesa, senatore Domenico Rossi, su delega del Governo ha preso parte oggi, 23 settembre, a Verona, al 73° Anniversario dell’eccidio della Divisione Acqui a Cefalonia e Corfù. Lo si apprende dal comunicato stampa odierno del COMFOTER, il Comando delle Forze terrestri che ha sede a Verona.

Accompagnato dal Prefetto di Verona, dott Salvatore Mulas, e dal Comandante delle Forze Operative Terrestri, gen Alberto Primicerj, il Sottosegretario si è recato al Parco Divisione Acqui per deporre una corona di alloro al Monumento Nazionale dedicato ai Soldati Italiani Caduti.

Nel corso della cerimonia di commemorazione del 73° Anniversario dell’eccidio della Divisione Acqui, alla quale hanno preso parte, tra gli altri, il Sindaco di Verona, Flavio Tosi, e il Presidente dell’Associazione nazionale Divisione Acqui, Graziella Bettini, il Sottosegretario ha ricordato gli uomini dell’Esercito che combatterono a Cefalonia e a Corfù e ha elogiato la composta e partecipata presenza di circa duecento alunni di istituti scolastici veronesi e bolognesi.

20160923_comfoter_div-acqui_73-eccidio-cefalonia-corfu-2Dopo l’armistizio, la Acqui, a presidio delle isole greche, nei giorni dall’8 al 25 settembre rifiutò la resa e ingaggiò con le preponderanti forze tedesche una lotta disperata e sanguinosa, che si concluse con l’olocausto di quasi tutti i componenti della Divisione.

A margine della commemorazione il Comune di Verona, la scuola media Bettiloni di Verona e l’istituto scolastico Gandino di Bologna hanno ricevuto le copie degli Encomi Solenni tributati dal Ministero della Difesa ai reduci della Divisione Acqui.

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Fonte e foto: COMFOTER

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COMFOTER e Uni Verona insieme per l’educazione alla salute e il benessere psico-fisico

2_momento-della-visitaIl Comando delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER) e l’Università di Verona hanno illustrato le potenzialità del Centro polifunzionale Manuel Fiorito alle istituzioni regionali, provinciali e locali.

L’evento si è tenuto il 7 settembre e ha fatto seguito all’accordo siglato lo scorso 26 aprile (link articolo in calce) dal gen Alberto Primicerj, comandante delle Forze operative terrestri, e dal prof Nicola Sartor, rettore dell’Università degli studi di Verona, per la realizzazione di comuni sinergie nel settore della formazione e dell’educazione alla salute e al benessere psico-fisico del proprio personale.

Il gen Primicerj, il prof Sartor, il presidente del Centro universitario sportivo (CUS) Verona, dott Danilo Zantedeschi, e il presidente del Collegio didattico di Scienze Motorie, prof Federico Schena, hanno accolto le numerose autorità presenti.

1_primicerj-e-sartorTra i programmi del Centro per il 2017, l’apertura della palestra in cui saranno svolti corsi organizzati dal Centro Fitness e dai centri sportivi di ricerca e formazione di Scienze Motorie. Inoltre, il Centro per la preparazione alla maratona proporrà sedute di allenamento funzionale alla corsa, fa sapere nel dettaglio il comunicato stampa del COMFOTER.

Dalla firma dell’accordo sono stati compiuti importanti interventi per migliorare la fruibilità della struttura, grazie al grande impegno profuso dall’Università e al decisivo apporto fornito dal CUS di Verona.

L’obiettivo è renderne sempre più sinergico l’utilizzo con analoghe strutture confinanti di proprietà dell’università per la creazione di un “Polo dello sport e del movimento”, il cui scopo è educare alla salute e al benessere psico-fisico attraverso il movimento, nonché favorire la preparazione atletica e sportiva degli studenti e del personale appartenente all’Università e all’Esercito.

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COMFOTER e Università di Verona: accordo in favore di studenti e militari (26 aprile 2016)

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Fonte e foto: COMFOTER

Nelle foto:

FOTO 1: Generale Alberto Primicerj e il Prof. Sartor

FOTO 2, da sx a dx: Dott. Zantedeschi, il Prof. Sartor, Il gen Primicerj, il Prof. Schena

FOTO 3, da sx a dx: , il Prof. Schena , Il gen Primicerj , il Prof. Sartor , Dott. Zantedeschi

COMFOTER e Università di Verona: accordo in favore di studenti e militari

20160426_COMFOTER_UniVerona_Generale Primicerj e il Professor Sartor (1)Andrà a pieno vantaggio sia degli studenti e del personale dell’Università degli Studi di Verona, sia del personale dell’Esercito l’accordo stipulato oggi, 26 aprile, a Verona, tra il Comando delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER) e l’università scaligera.

Come spiega il COMFOTER stesso in un comunicato stampa odierno, “Oggi, nel salone d’Onore di Palazzo Carli, il generale Alberto Primicerj, Comandante delle Forze Operative Terrestri, e il professor Nicola Sartor, Rettore dell’Università degli studi di Verona, hanno siglato un accordo quadro per la realizzazione di comuni sinergie nel settore della formazione e dell’educazione alla salute e al benessere psico-fisico.”

La convenzione, si apprende nel comunicato, “ha per oggetto la disciplina delle forme di utilizzo più idonee degli impianti sportivi di proprietà del demanio militare – Centro polifunzionale logistico addestrativo Manuel Fiorito – di Borgo Roma, a Verona, sulla base del principio di efficienza, efficacia ed economicità di utilizzo del bene pubblico”.

20160426_COMFOTER_UniVerona_Generale Primicerj e il Professor Sartor (2)Tali impianti, in sinergia con analoghe strutture confinanti di proprietà dell’università, consentiranno la creazione di un “Polo dello sport e del movimento” allo scopo di promuovere iniziative comuni nel campo dell’educazione alla salute e al benessere psico-fisico attraverso il movimento, nonché in quello della preparazione atletica e sportiva degli studenti e del personale appartenente all’Università e all’Esercito.

L’accordo è nato dalla collaborazione tra il COMFOTER e l’Università degli Studi e si inserisce nel più ampio panorama delle sempre maggiori sinergie che si stanno sviluppando a livello nazionale tra il sistema universitario e l’Esercito, sottolinea il comunicato.

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Fonte e foto: COMFOTER

20160426_COMFOTER e UNI Verona_gen Primicerj e prof Sartor

Esercito: intitolata al caduto Luca Sanna una piazza in provincia di Pavia

Intitolazione al Caporal Maggiore Capo Luca Sanna di una Piazza a Pietra de' Giorgi (PV), Gen.B. Michele Cittadella, Sindaco Gianmaria Testori, On. Ignazio La Russa e Prefetto PaviaLa cittadina pavese di Pietra de’ Giorgi ha intitolato una piazza al caporal maggiore capo Luca Sanna, caduto in Afghanistan il 18 gennaio 2011. La cerimonia, fa sapere il Comando Militare Esercito (CME) della Lombardia, ha avuto luogo lunedì 1° febbraio.

Luca Sanna fu colpito mortalmente a Bala Murgab, in Afghanistan, nello stesso attentato dove rimase gravemente ferito il cittadino vogherese primo maresciallo (Ruolo d’Onore) Luca Barisonzi.

La commovente cerimonia, svoltasi alla presenza delle più alte autorità civili e militari locali, ha visto la presenza del sindaco, Gianmaria Testori, del prefetto di Pavia, Erminia Rosa Cesari, e del senatore Ignazio La Russa, ministro della Difesa all’epoca dell’attentato.

Presentazione libro Eroi in Divisa, scritto dal padre del Caporal Maggiore Capo Luca SannaDopo la cerimonia, a Palazzo Cusani di Milano, sede del Comando Militare Esercito Lombardia, si è tenuta la presentazione del volume “Eroi in divisa”, scritto da Antonio Sanna, padre del caporal maggiore capo Luca Sanna. Nel luglio 2015 il volume era stato presentato anche Roma presso la Sala del Refettorio della Camera dei Deputati.

Con questo volume, scritto in ottave sarde con traduzione in italiano, Antonio Sanna ha voluto rendere onore a chi, negli anni, ha sacrificato la vita per l’Italia: non solo al figlio ma anche a tutti gli altri Caduti in missione. Antonio Sanna, infatti, con il concreto aiuto della Forza Armata, è riuscito a mettersi in contatto con le altre famiglie dei militari caduti in operazioni.

Alla presentazione, introdotta dal generale Michele Cittadella, comandante del CME Lombardia, sono intervenuti come relatori, oltre all’autore, anche la professoressa Paola Chiesa, docente e ricercatrice storica, il generale Marcello Bellacicco, vice comandante delle Truppe Alpine (COMALP), e il generale Alberto Primicerj, comandante delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER).

Il Gen.C.A.Alberto Primijeri, il Gen.D. Marcello Bellacicco, il sig. Antonio Sanna e la dott.ssa Paola ChiesaArticoli correlati:

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Fonte e foto: CME Lombardia

Intitolazione al Caporal Maggiore Capo Luca Sanna di una Piazza a Pietra de' Giorgi (PV)

COMFOTER e ospedale Sacro Cuore di Negrar: cure e studi sulla riabilitazione al centro di una convenzione

20151020_COMFOTER_dott Piccinini-gen Primicerj_convenzione Osp Negrar (2)Il 20 ottobre scorso, nel Salone d’Onore di Palazzo Carli a Verona, il generale Alberto Primicerj, comandante del COMFOTER, e il dottor Mario Piccinini, direttore amministrativo dell’ospedale Sacro Cuore – Don Calabria, hanno siglato una convenzione finalizzata all’erogazione di prestazioni sanitarie ad alta specializzazione a militari coinvolti in incidenti in servizio e a concedere la possibilità al personale sanitario militare di accrescere la propria competenza clinica.

L’intesa prevede altresì che medici civili e militari esaminino congiuntamente casi di particolare complessità clinica che possano trovare possibilità terapeutiche adeguate nella struttura sanitaria negrarese.

20151020_COMFOTER_dott Piccinini-gen Primicerj_convenzione Osp Negrar (3)L’ospedale Sacro Cuore – Don Calabria si caratterizza per la disponibilità di tecnologie sanitarie e di competenze professionali di assoluto pregio e di grande interesse per le problematiche sanitarie del personale militare.

Tra queste, merita particolare menzione la recente acquisizione di un esoscheletro, l’Ekso, che consente di implementare in modo significativo i percorsi riabilitativi delle vittime di traumi dell’apparato locomotore.

Il primo paziente a testare l’apparecchiatura è stato proprio un militare ferito in Afghanistan: Simone Careddu, 35enne sardo, veronese di adozione, che è costretto su una sedia a rotelle dal 2009, vittima di un attentato in Afghanistan. Primo maresciallo della brigata paracadutisti Folgore, Simone ha di recente indossato all’ospedale Sacro Cuore – Don Calabria l’esoscheletro robotico che gli ha permesso di alzarsi e di deambulare.

20151020_COMFOTER_dott Piccinini-gen Primicerj_convenzione Osp Negrar (1)Tra le altre competenze di interesse per il personale militare, merita un cenno il Centro per le malattie tropicali, guidato dal dottor Bisoffi, che è anche a capo del Centro di riferimento regionale per le malattie tropicali.

L’accordo è nato dalla collaborazione tra il COMFOTER e il nosocomio di Negrar e si inserisce nel più ampio panorama delle sempre maggiori sinergie che si stanno sviluppando tra il sistema sanitario militare e quello delle Regioni.

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Fonte e foto: COMFOTER

5 Torri 2015: “capacità di combattere in montagna peculiarità che ci è riconosciuta nel mondo”, afferma il CaSMD gen Graziano. Le foto

CMC Paolo MASSARDIOltre 700 militari di 11 paesi hanno partecipato all’esercitazione organizzata dal Comando Truppe Alpine (COMALP) dell’Esercito in località 5 Torri, fa sapere l’Esercito, dove 100 anni fa l’Esercito Italiano combatté nelle trincee a oltre 2.200 metri di quota.

Alla giornata conclusiva oggi, 9 luglio, hanno partecipato il Capo di stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Danilo Errico, il Comandante delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER), generale Alberto Primicerj, e il Comandante delle Truppe Alpine (COMALP), generale Federico Bonato.

CMC Paolo MASSARDILe autorità civili e militari e il pubblico intervenuto hanno assistito a una significativa attività addestrativa delle truppe da montagna.

L’esercitazione, ha rappresentato l’occasione per testare il livello di capacità raggiunto in addestramento dagli alpini, implementando le tecniche alpinistiche per il movimento e per il soccorso in montagna congiuntamente ad altre Forze Armate italiane e straniere di Austria, Bulgaria, Germania, Giordania, FYROM (Former Yugoslav Republic of Macedonia), Oman, Regno Unito, Slovenia, Spagna e Svizzera, e affinare la cooperazione con altre unità specialistiche dell’Esercito Italiano.

Esercitazione_5_Torri_026_sIl generale Graziano, durante il suo intervento, ha affermato che “questa esercitazione è segno della trasformazione e della continuità in cui bisogna muoversi. In un momento di risorse limitate, è necessario esaltare le nostre eccellenze. Tra le molte capacità c’è quella di combattere in montagna, peculiarità che ci è riconosciuta nel mondo”.

“Il coraggio fisico e mentale e la resistenza che oggi questi uomini e queste donne hanno dimostrato in esercitazione – ha aggiunto il Capo di Stato Maggiore della Difesa – sono elementi fondamentali per un soldato. Oggi siamo più preparati ma con lo stesso spirito di chi combatté la Prima Guerra Mondiale su queste montagne”.

Esercitazione_5_Torri_020_sIl Capo di stato maggiore dell’Esercito, dopo aver ringraziato le autorità intervenute, ha evidenziato come “l’esercitazione odierna abbia costituito una preziosa opportunità per affinare la cooperazione in ambiente di alta montagna in ambito joint e combined, grazie alla partecipazione di personale proveniente da altre Forze Armate e Nazioni alleate”.

Attività addestrative in montagna, in condizioni estreme, contribuiscono a incrementare la sicurezza dei militari impegnati nelle operazioni internazionali e allo stesso tempo consolidano la capacità “dual use” della forza armata di intervenire su tutto il territorio italiano a supporto della comunità nazionale.

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Fonte: COMALP; Esercito Italiano

Foto: CMC Paolo Massardi; COMALP; Esercito Italiano

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L’AVES compie 64 anni, poco più di un anno fa la scomparsa del comandante gen Calligaris e del ten pilota Lozzi

20150515_64° AVES Esercito Italiano_gen Errico CaSME_gen Primicerj COMFOTER_gen Bettelli Com AVES (3)È stato celebrato venerdì scorso, 15 maggio, nall’aeroporto militare Fabbri di Viterbo, sede del 1° reggimento Antares, il 64° anniversario della costituzione dell’Aviazione dell’Esercito (AVES).

Alla cerimonia hanno partecipato il Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME), generale Danilo Errico, il Comandante delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER), generale Alberto Primicerj, e il Comandante dell’AVES, generale Antonio Bettelli, oltre a numerose autorità civili, militari e religiose.

Nel corso della cerimonia sono state concesse delle onorificenze al personale che si è particolarmente distinto nel servizio in Italia e all’estero.

20150515_64° AVES Esercito Italiano_gen Errico CaSME_gen Primicerj COMFOTER_gen Bettelli Com AVES (2)Tra questi è stata concessa la Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito al capitano Paolo Bazzano e al primo maresciallo luogotenente Lorenzo Mesaglio; la Croce d’Oro al Merito dell’Esercito al generale Francesco Riccò e al colonnello Salvatore Jannella; la Croce d’Argento al Merito dell’Esercito al colonnello Luigi Adiletta e la Croce di Bronzo al Merito dell’Esercito al tenente colonnello Marco Cardillo e al primo maresciallo luogotenente Marco Vegni.

Il generale Errico ha sottolineato nel suo intervento l’importanza di questa professionalità “che si fonda su un’attenta opera di selezione e formazione e che è stata testimoniata sia nelle molteplici situazioni di emergenza sul territorio nazionale, con interventi a favore delle popolazioni per prestare soccorsi, portare rifornimenti in località rimaste isolate, effettuare trasporti sanitari d’urgenza, spegnere incendi, là dove il dolore e la necessità richiedevano solidarietà umana e salvaguardia della vita; sia nei diversi teatri operativi, dalle prime esperienze in libano, Mozambico e Namibia fino all’Iraq e all’Afghanistan passando per Kurdistan e Kosovo, che hanno evidenziato come l’aviazione dell’esercito costituisca, oltre che una preziosa risorsa in ambito nazionale, anche una componente operativa imprescindibile in ogni operazione di rilievo oltre confine”.

20150515_64° AVES Esercito Italiano_gen Errico CaSME_gen Primicerj COMFOTER_gen Bettelli Com AVES (1)L’aviazione dell’Esercito, nata il 10 maggio 1951, è una specialità tecnologicamente all’avanguardia in continua trasformazione che si è affermata rapidamente fino a diventare, oggi, una componente determinante nei moderni scenari di impiego dell’Esercito.

Grazie alla capacità “dual use”, acquisita da oltre 37 anni di missioni internazionali, l’AVES è in grado di intervenire, sul territorio nazionale, in tutte le operazioni di concorso e sostegno alla popolazione in caso di pubblica utilità e in occasione di calamità naturali.

È in grado di operare 24 ore su 24 su tutto il territorio italiano a supporto della comunità nazionale attraverso differenti impieghi operativi, come le campagne estive anti incendio boschive, il concorso in operazioni di ricerca e soccorso di personale disperso, costituendo oltre che una preziosa risorsa in ambito nazionale, anche una pedina operativa imprescindibile in ogni operazione di rilevo oltreconfine.

20150515_64° AVES Esercito Italiano_gen Errico CaSME_gen Primicerj COMFOTER_gen Bettelli Com AVES (4)L’Esercito, dal 1982 nelle campagne antincendio, ha svolto 3.200 missioni, totalizzando circa 5.000 ore di volo con un rilascio di circa 120.000 tonnellate d’acqua.

Nel periodo 2005-2014 l’AVES ha raggiunto un totale di 190.500 ore di volo, delle quali, nell’ultimo anno, oltre 10.000 ore impiegate in missioni addestrative per approntamento delle Forze, circa 3.000 ore per missioni per operazioni e oltre 100 ore per missioni in concorso.

Il 23 gennaio 2014 l’AVES ha perso in un incidente di elicottero l’allora comandante, generale Giangiacomo Calligaris, e il tenente pilota Paolo Lozzi.

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Fonte e foto: Esercito Italiano

Trident Jaguar 15: NRDC-ITA apre il capitolo delle esercitazioni “non article 5”. Chiaro messaggio NATO

20140424_NATO JWC_TRJR15_gen Primicerj COMFOTER_gen Marchiò NRDC-ITAAprendo gli interventi nella giornata dedicata ai visitatori vip nell’ambito dell’esercitazione Trident Jaguar 15, attualmente in corso nel NATO Joint Warfare Centre (JWC) di Stavanger, il generale italiano Mirco Zuliani, vicecomandante dell’Allied Command Transformation (ACT) NATO di Norfolk, in Virginia, ha inteso sottolineare che “il Distinguished Visitors Day (DVDay) è l’elemento visibile di una lunga preparazione durata ben 18 mesi”.

E oggi, 24 aprile, nel “comando NATO più settentrionale”, come ha ricordato il generale tedesco Reinhard Wolski, comandante del JWC, proprio mentre l’esercitazione Trident Jaguar 15 sta coinvolgendo il comando italiano di reazione rapida della NATO (NRDC-ITA) di Solbiate Olona, si mettono a frutto quei lunghi mesi di preparazione: per il JWC stesso, responsabile dell’intera architettura dell’esercitazione, e per NRDC-ITA, che come training audience finora sta svolgendo un ottimo lavoro, come lo stesso gen Wolski ricordava nella sua intervista di mercoledì 22 aprile (link articolo in calce).

Ed è proprio il comando italiano NRDC-ITA ad aprire la serie delle esercitazioni Trident Jaguar destinata a esercitare e a valutare i comandi di livello operativo joint che sono necessari alla NATO per poter gestire tutte le possibili aree di crisi come previsto dal livello di ambizione che l’Alleanza ha definito nel vertice di Lisbona nel 2010, dimostrando contemporaneamente di saper trasformare la propria struttura adeguandola ai mutamenti dello scenario geopolitico.

Subito dopo il comando italiano, infatti, sarà il similare comando inglese, ARRC (Allied Rapid Reaction Corps), a esercitarsi su uno scenario, come quello utilizzato da NRDC-ITA, caratterizzato da una situazione geopolitica complessa che bilancia effetti militari con situazioni politiche, basato su dati reali: a partire dalla geografia – l’area scandiva baltica; passando attraverso le infrastrutture realmente esistenti; per finire con paesi coinvolti che fanno realmente parte dell’Alleanza Atlantica.

La componente politica, mai come ora, rappresenta un elemento di fondamentale importanza nello sviluppo e nella condotta dell’esercitazione. L’ambiente operativo di riferimento, appositamente creato per la serie di esercitazioni Trident Jaguar, consente di ricreare uno scenario complesso i cui fattori militari e politici sono ideali per poter impiegare una forza multinazionale, tale da condurre operazioni del livello operativo joint a prevalente orientamento terrestre idonee a testare con realismo un Comando di una Task Force Joint secondo le procedure della NATO.

Questa trasformazione presuppone una “mentalità interforze più ampia”, come ha sottolineato il generale Riccardo Marchiò, comandante dell’NRDC-ITA, parlando oggi nell’auditorium del JWC di Stavanger.

Del resto, questo nuovo ruolo, che si indirizza a una tipologia di operazioni full spectrum e che può vedere un impiego della NATO sia come entità a sé stante, sia sotto l’egida di un mandato ONU o UE, corrisponde in modo diretto all’evoluzione dell’Alleanza così come indicato anche dalle risultanze del summit del Galles del settembre 2014. In tale contesto, infatti, il JTF HQ rappresenta la risposta ideale per far fronte a ogni sfida proveniente da un ambiente cosiddetto di hybrid warfare.

“È una questione di responsabilità crescente”, ha affermato il gen Zuliani. In cui “è necessario essere preparati per ogni evenienza, anzi, per il caso peggiore possibile”, gli ha fatto eco il vicecomandante del JFC di Napoli, il generale canadese Michael Day, sottolineando quanto sia importante “avere effetti deterrenti e dimostrare le proprie capacità”.

Un chiaro messaggio della NATO – “many voices, one message”, lo ha definito il gen Day – in un momento in cui, come ha evidenziato il vicecomandante inglese di NRDC-ITA, generale Sir George Norton, si assiste a una ”instabilità nel settore meridionale”.

Il periodo è dunque propizio per dare il via alla serie di esercitazioni Trident Jaguar, il cui obiettivo, sottolinea il comandante del JWC, gen Wolski, “è addestrare NRDC-ITA e ARRC per primi in operazioni non article 5”.

La mentalità più ampia a cui fa riferimento il gen Marchiò non prescinde tuttavia da una continua formazione, come ha dichiarato il comandante italiano dai microfoni dell’auditorium: “dobbiamo guardare al futuro”.

Ed è una visione che si basa sulla profonda comprensione degli attori presenti nell’ambito di una crisi, sottolinea il capo di stato maggiore di NRDC-ITA, generale Maurizio Boni. Un percorso già delineato nella esercitazione Eagle Joker 14 di Lecce, che in ottobre 2014 ha visto dispiegate 1.693 persone a centinaia di chilometri dalla sede di Solbiate Olona, come ricorda lo stesso gen Boni nel fornire i dati dell’attività che aveva condotto l’NRDC-ITA a ottenere la validazione nazionale come JTFHQ.

Oggi sono circa 1.100 gli uomini e le donne di NRDC-ITA che stanno sviluppando la Trident Jaguar 15 a Stavanger, provenienti dalle 12 nazioni rappresentate nel comando italiano. A completamento del complesso organico dell’esercitazione, l’Italia ha partecipato con il concorso di numerose cellule di risposta che hanno rappresentato la componente terrestre con le brigate Folgore, Julia, Granatieri di Sardegna, Friuli e Genio, quella marittima con il Maritime Component Command e quella aerea con il Joint Force Air Component Command, come esposto dal J7 di NRDC –ITA, colonnello Aldo Maria Vergano.

Tutta l’esercitazione è completamente ospitata all’interno del JWC. Ed è da questa collina che domina il fiordo di Stavanger che la NATO manda il suo messaggio di coesione e forza a concretizzare quanto stabilito e concordato dall’Alleanza nel recente summit del Galles.

Il rappresentante dello stato maggiore italiano presente a questa importante giornata, che vede l’Alleanza lanciare un messaggio forte di deterrenza e dimostrazione delle proprie rinnovate capacità, è stato il comandante delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER), generale Alberto Primicerj.

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Foto: NRDC-ITA PAO