analisi d’area

L’ascesa cinese in Asia Centrale/1, Boccalon-Mentesana-Sollero

Introduzione della tesi L’ascesa cinese in Asia Centrale, di Annalisa Boccalon – Valentina Mentesana – Agnese Sollero.

L’interesse cinese per l’Asia Centrale è un fenomeno recente, ma per questo non privo di un certo interesse. Nell’approccio cinese a questa regione si ritrovano i principali vettori del corso esterno di Pechino e l’area in questione, per molti versi, si è dimostrata un formidabile “laboratorio” per la politica cinese.

Sicurezza ed economia sono i settori in cui si sviluppa maggiormente la presenza della Cina in Asia Centrale, due settori che hanno immediati riflessi negli affari interni del Paese. Da un lato, la ricerca di nuovi mercati e l’obiettivo della sicurezza energetica sono fattori imprescindibili per sostenere e amplificare lo sviluppo economico cinese; dall’altro, la stabilità al di là dei confini è percepita come il miglior alleato nella guerra alla spinte centrifughe dell’ovest.

Il presente elaborato, dunque, si prefigge lo scopo di delineare i tratti principali della politica cinese in Asia Centrale tenendo conto delle direttrici appena citate: sicurezza ed economia.

Si procederà tracciando, innanzitutto, un quadro generale dei recenti sviluppi della politica estera cinese e degli strumenti di cui si serve il gigante asiatico per affermare e approfondire la sua presenza in Asia Centrale, non senza non esaminare il cuore geografico dei rapporti tra Cina e Asia Centrale: lo Xinjiang.

Nella seconda parte, ci si concentrerà sul settore energetico e sulla politica cinese in tale settore. In seguito al boom economico, Pechino si sta dimostrando sempre più assetata di risorse e ha trovato nell’area centroasiatica dei partner pronti a soddisfare i suoi appetiti. In questa parte, saranno presentati i tratti principali dell’operato delle aziende petrolifere cinesi e i risultati della loro partnership con le repubbliche ex-sovietiche.

Infine, si cercherà di analizzare la dinamica instauratasi tra Cina e Russia in Asia Centrale.

Mosca è una controparte imprescindibile per i giochi centroasiatici cinesi e un attore con cui Pechino è tenuta a confrontarsi, vista la secolare presenza economica, politica e culturale russa nell’area.

A tale proposito, inoltre, si delineeranno le caratteristiche principali della cooperazione dei due attori all’interno della Shanghai Cooperation Organisation e si cercherà di comprendere se i due vicini asiatici possano avere degli interessi in comune o se la corsa al Centro Asia li porrà in diretta contrapposizione.

Seguirà La politica estera cinese, di Valentina Mentesana

Immagine fornita dalle autrici

Giovani analisti in scena. Nella categoria Nuove Leve al via una tesi sulla Cina in Asia Centrale, autrici: Boccalon, Mentesana e Sollero

La categoria Nuove Leve di Paola Casoli il Blog, riservata ai giovani analisti che si affacciano sulla scena dell’analisi d’area e di mezzi&armamenti, si arricchisce di tre nuovi nomi: Annalisa Boccalon, Valentina Mentesana e Agnese Sollero, con una tesina svolta nell’ambito del corso di Geopolitica dell’Università di Trieste dal titolo L’ascesa cinese in Asia Centrale.

A breve su queste pagine, mentre proseguono le pubblicazioni dei giovani analisti Luca Susic, Marco Antollovich, Anna Miykova, Giovanni Pallotta e Luca Maiotti.

Giovani analisti in scena. Nella categoria Nuove Leve al via le pubblicazioni di Luca Maiotti. Si parte con un articolo su Boko Haram

La categoria Nuove Leve, riservata ai giovani analisti che si affacciano sulla scena dell’analisi d’area e di mezzi&armamenti, ha un nuovo nome: Luca Maiotti, con una tesi sui guerrilleros saharawi nel Sahara Occidentale di imminente pubblicazione su Paola Casoli il Blog e – prima ancora – un articolo sulla genesi e gli sviluppi di Boko Haram, ovvero la “Congregazione per la Propagazione degli Insegnamenti del Profeta e del Jihad”, sviluppatasi nella zona settentrionale della Nigeria. Presto su queste pagine.

Proseguono intanto su Paola Casoli il Blog le pubblicazioni di Luca Susic, Marco Antollovich, Anna Miykova, Giovanni Pallotta.

La regione del Grande Mar Nero a cavallo tra Europa e Asia; focus sulle interrelazioni con la Bulgaria, A.Miykova/1

By Anna Miykova

Introduzione della tesi “La regione del Grande Mar Nero a cavallo tra Europa e Asia; focus sulle interrelazioni con la Bulgaria” (A.Miykova)

Tempo fa, leggendo un articolo del Prof. Devedzhiev, presidente dell’Associazione geopolitica bulgara, mi hanno colpito queste parole: “Con un velo di dispiacere constato che gli ambienti scientifici in Bulgaria, ma anche i pubblicisti, la politica e gli attori statali vantano conoscenze e dimostrano competenze sulla geopolitica globale, mentre sulla Bulgaria resta l’eco del vuoto. Non una parola, né un urlo di salvezza sul suo destino sfortunato di “isola” infrastrutturale con le conseguenti perdite nazionali irreparabili che questo triste fatto ha comportato”.

Mi trovo alquanto d’accordo. A prima vista, guardando la cartina dell’Europa, la Bulgaria non risalta particolarmente all’occhio. È uno Stato piuttosto piccolo – forse in passato non lo era? – che confina a Nord con la Romania, a Sud con la Grecia e la Turchia, a Ovest con la Serbia e la Macedonia e a Est con una distesa d’acqua: il mar Nero; il mare che ne ha influenzato la politica, la geografia e le sue relazioni con l’esterno. E lo stesso è vero per tutti gli altri grandi attori della regione circostante che in un modo o nell’altro determinano l’immagine odierna della Bulgaria: la grande Russia, la Georgia, l’Ucraina, gli Stati del Caucaso, nonché la NATO, gli Stati Uniti e l’UE.

Il motivo che mi ha spinta ad interrogarmi sul ruolo della Bulgaria nella regione del “grande mar Nero” è la volontà di dare delle risposte concrete. Essa è davvero solo un’isola infrastrutturale, un territorio di passaggio? Quali sono le sue reali potenzialità? Quale ruolo ha assunto o potrà assumere la Bulgaria nel suo prossimo futuro, come attore – sebbene piccolo – all’interno del complesso gioco geopolitico che si delinea nel Mar Nero?

Il presente lavoro verrà suddiviso in cinque capitoli tematici. Nella prima parte sarà analizzato il Mar Nero sotto l’aspetto geografico e le sue origini storiche, portando l’esempio della famosa teoria di Ryan e Pittman sull’inondazione storica che avrebbe trasformato il lago di acqua dolce – allora esistente – nell’attuale bacino marittimo e quindi salato. Verrà data una breve descrizione dei popoli antichi che vi abitarono e la colonizzazione delle sue coste, dove si vedrà come anche nell’Antichità la funzione di arteria commerciale del Mar Nero fosse una delle sue principali funzioni. Seguirà una dettagliata spiegazione sulla nascita del concetto di “Wider Black Sea Region” – introdotto per la prima volta ad opera del German Marshall Fund – e sugli attori principali che nutrono un interesse per questa regione. Il capitolo si concluderà con un breve inquadramento storico che delinea le cosiddette “tre catastrofi nazionali” della Bulgaria – ovvero la Seconda guerra balcanica, il Primo e il Secondo conflitto mondiale – e le rispettive gravi perdite sia in termini territoriali che in termini umani. In aggiunta, si percorrerà velocemente il periodo successivo alla Seconda guerra mondiale, con le relative influenze sovietiche e gli sviluppi politici successivi.

Il secondo capitolo è interamente incentrato sulla cooperazione economica nella regione del mar Nero. Infatti, verrà trattata la nascita e lo sviluppo dell’Organizzazione per la cooperazione economica del mar Nero di cui fa parte anche la Bulgaria. Si analizzeranno in modo approfondito le sue funzioni, la sua struttura e gli organi politici nonché esecutivi dell’organizzazione. Poi, si darà una descrizione delle funzioni del suo strumento finanziario – la Banca per il commercio e lo sviluppo del Mar Nero – e i principali progetti bulgari che la Banca ha finanziato. Si farà riferimento a dati economici fornitici dalle Istituzioni finanziarie internazionali e i programmi o progetti che hanno beneficiato dei loro fondi. E per concludere, verrà affrontata la prospettiva e il ruolo della Bulgaria all’interno della BSEC e si analizzeranno i progetti transfrontalieri per i quali lo Stato ha versato fondi nazionali.

Nel terzo capitolo ci si addentrerà nell’analisi più prettamente marittima delle principali sfide e dei rischi che possono minacciare il Mar Nero, portando ad esempio gli incidenti della superpetroliera rumena Indipendenta e del sequestro della nave passeggeri Avrasya. In seguito, ci si soffermerà sull’analisi della principale forza operativa degli Stati litoranei del Mar Nero – BLACKSEAFOR – e si vedrà come la Bulgaria si sia impegnata in prima persona per dare l’input per la creazione di una forza navale congiunta a cui partecipa anche la Russia. Infine, verranno toccati in modo più approfondito i tratti salienti della cosiddetta “questione degli Stretti turchi” e il ruolo degli attori principali, ovvero Russia e Turchia, cercando di spiegare l’importanza di questi “accessi” alle acque del mare aperto per tutti gli Stati della regione, nonché per fini di proiezione di potenza o di operazioni militari.

Il penultimo capitolo si incentrerà principalmente sull’analisi del lungo iter che ha portato la Bulgaria a inserirsi nelle strutture euro-atlantiche. In primo luogo, si passeranno in rassegna gli iniziali contatti diplomatici e politici utili per l’avvicinamento e la reciproca conoscenza tra i leader politici bulgari e l’Alleanza atlantica. Seguiranno, poi, i principali programmi di partenariato della Bulgaria con la NATO, nonché quelli atti a preparare lo Stato alla “preadesione” al Patto atlantico. Ci si soffermerà sul difficile e ambiguo percorso – definito neutralismo – della classe politica statale che ha condotto, non senza difficoltà, a chiedere l’adesione della Bulgaria alla NATO. In conclusione, si vedrà come il principale membro della NATO – gli Stati Uniti – e l’Alleanza stessa attuino i loro interessi nella regione del Mar Nero, e in particolare nella Bulgaria (attraverso le basi aeree nel territorio bulgaro), non solo per fini di stabilizzazione ma anche per fini militari globali.

Nel quinto e ultimo capitolo, verrà analizzato il percorso della Bulgaria come membro dell’UE, soffermandosi in particolar modo sulla politica europea nella regione del Mar Nero. Si toccheranno le aree di cooperazione della Sinergia del mar Nero e si vedrà come lo Stato bulgaro persegua gli obiettivi definiti dall’UE. In ultimo, si tratterà l’importanza delle forniture energetiche per l’UE e per la Bulgaria in particolare, analizzando i principali progetti statali in costruzione. In questa analisi, emergerà anche il ruolo chiave della Russia in particolare per il trasporto energetico legato al progetto South Stream (alternativo al progetto Nabucco) sostenuto dall’UE per raggirare la dipendenza dal grande Paese fornitore.

Alla fine di questo lavoro, si proporranno delle conclusioni personali sul ruolo della Bulgaria nell’ intricato schema geopolitico che si delinea nella regione del Grande Mar Nero.

Anna Miykova

Foto: bulgaria-italia.com

Giovani analisti in scena. Paola Casoli il Blog apre la categoria dedicata alle nuove leve dell’analisi geopolitica e della Difesa

Si chiama Nuove leve la categoria di Paola Casoli il Blog che da oggi ospiterà, nelle rispettive aree, le tesi e gli scritti di chi si sta affacciando al mondo dell’analisi d’area e di mezzi&armamenti.
Si parte con una tesi di Luca Susic, intitolata Gli interessi statunitensi in Asia Centrale: storia recente e partnership NATO (relatore il professor Georg Meyr, correlatore il professor Ferdinando Sanfelice di Monteforte), recentemente discussa all’Università di Trieste.
Foto da army.mil