Arma di Artiglieria

MNBG-W, KFOR: gli artiglieri del 24° rgt Peloritani in Kosovo ricordano la Battaglia del Solstizio

Si è svolta lo scorso 15 giugno a Villaggio Italia – Peč/Pejë, base del Multinational Battle Group West (MNBG-W – Gruppo Tattico Multinazionale – Ovest), la celebrazione del 101° anniversario della Battaglia del Solstizio, festa dell’Arma di Artiglieria, fa sapere con un comunicato stampa il contingente italiano in Kosovo, attualmente su base 24° reggimento artiglieria terrestre Peloritani.

“Iniziata con la cerimonia dell’alzabandiera e la deposizione di una corona di fiori al monumento ai caduti, la semplice ma significativa celebrazione è proseguita con la lettura della preghiera dell’artigliere”, si apprende.

Durante la commemorazione, il Comandante del MNBG-W ha dato lettura dell’ordine del giorno inviato dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, ricordando l’estremo sacrificio dei 90.000 soldati italiani che in nome della Patria trasformarono l’offensiva austriaca in una pesantissima disfatta, sancendo di fatto la definitiva sconfitta dell’Esercito Austro-Ungarico nel primo conflitto mondiale.

L’anniversario della Battaglia del Solstizio ricorda appunto l’azione delle unità italiane nella battaglia del Piave del 15 giugno 1918. Per il valoroso comportamento dimostrato venne decorata l’Arma di Artiglieria, che aveva contribuito in misura determinante al successo della battaglia, con la terza medaglia d’oro al valor militare, con la seguente motivazione: “Sempre e dovunque, con abnegazione prodigò il suo valore, la sua perizia, il suo sangue, agevolando alla fanteria, in meravigliosa gara d’eroismi, il travagliato cammino della vittoria per la grandezza della Patria”.

Dallo scorso 13 giugno gli artiglieri del 24° reggimento Peloritani operano nell’ambito del MNBG W, un battaglione multinazionale composto da quattro compagnie di manovra di cui una italiana, nell’ambito della missione a guida NATO, denominata Joint Enterprise.

Condotta nel versante occidentale del Kosovo, in un’area di circa 6.000 chilometri quadrati, la missione dei militari di KFOR, iniziata il 12 giugno del 1999, proprio nell’anno in cui ricorre il ventesimo anniversario dell’ingresso delle forze della NATO in Kosovo, ha il compito di contribuire al mantenimento della libertà di movimento e della sicurezza dell’area, garantendo la difesa delle popolazioni che ivi coesistono.

I compiti della missione NATO KFOR, ricorda il comunicato, sono:

Concorrere, nell’ambito delle operazioni a guida NATO in corso di svolgimento nella Joint Operation Area (JOA) e nel quadro di una progressiva riduzione della presenza militare, allo svolgimento di un’azione di presenza e deterrenza che mantenga un ambiente sicuro e impedisca il ricorso alla violenza, contribuendo, nel contempo, al consolidamento della pace ed al processo di crescita civile.

L’attuale missione di KFOR consiste in:

  • continuare a contribuire al mantenimento della sicurezza e della libertà di movimento (Safe and Secure Environment and Freedom of Movement);
  • supervisionare il MTA (Military Technical Agreement) con la Serbia;
  • assistere lo sviluppo delle Istituzioni locali al fine di migliorare la stabilità nella regione;
  • condurre attività di comunicazione a sostegno della missione;
  • supportare e cooperare con le Istituzioni Internazionali;
  • su ordine, passare rapidamente dalla “Deterrent Presence” alla “Minimum Presence“.

Fonte e foto: MNBG-W

Esercito, dalla Battaglia del Solstizio agli Artiglieri di oggi: tecnologia, creatività e tradizione

Il 14 giugno scorso, alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, e del Comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto (COMFOTER SPT), Generale di Corpo d’Armata Giuseppenicola Tota, si è celebrato il 101° anniversario della Battaglia del Solstizio.

È l’Esercito Italiano a ricordare, dal suo sito istituzionale, lo storico evento.

Alla cerimonia hanno partecipato numerose autorità civili e militari, i labari delle associazioni combattentistiche e d’arma, i gonfaloni delle comuni limitrofi, la Bandiera di Guerra del Comando Artiglieria e quella d’Istituto del Comando Artiglieria Controaerei che hanno sfilato, con i rispettivi reparti in armi e sulle note della Banda dell’Esercito, per le vie di Bracciano gremite di cittadini.

Durante la cerimonia, il Generale Farina ha ricordato come “dinnanzi al profondo mutamento degli scenari di riferimento, voi artiglieri avete saputo cogliere la necessità di rinnovamento, con lungimiranza e flessibilità, ampliando le vostre capacità oltre il settore dell’impiego del fuoco terrestre e controaereo verso altre funzioni altrettanto essenziali come ad esempio la capacità Counter – APR (aeromobile a pilotaggio remoto) o quella di difesa e prevenzione da minacce CBRN. L’Artiglieria costituisce pertanto un’indiscussa eccellenza in rapida e continua evoluzione in cui tecnologia, creatività e tradizione si coniugano alla perfezione e ne fanno uno strumento assolutamente indispensabile per un esercito moderno, bilanciato e, soprattutto, in grado di rispondere efficacemente a qualunque impegno. Tali capacità operative non potranno mai prescindere dal fattore umano. La nostra principale risorsa è, e rimarrà sempre, il personale: poter contare su donne e uomini sostenuti dal senso del dovere, animati da una passione autentica per il servizio e in grado di intravedere in ogni sfida un’opportunità per migliorare se stessi, il nostro esercito e l’intero Paese”.

Nell’ambito delle celebrazioni dell’anniversario della Battaglia del Solstizio e festa dell’arma di Artiglieria, la Banda dell’Esercito si è esibita il giorno precedente nella suggestiva cornice del Castello Odescalchi, in un concerto aperto al pubblico che ha visto la partecipazione di numerose autorità civili e militari.

“Il 15 giugno di ogni anno – conclude l’Esercito – gli Artiglieri celebrano i fatti d’arme che videro protagonista l’Artiglieria italiana che, tra il 15 e il 23 giugno 1918, con un’intelligente e coraggiosa azione anticipò l’attacco dell’esercito austro-ungarico, colpendo con precisione le aree vitali avversarie diventando determinante per la vittoria della 2ª battaglia del Piave, la prima conseguita nel 1918 da un esercito dell’Intesa, preludendo alla fine della guerra e al completamento dell’unità nazionale”.

Fonte e foto: esercito.difesa.it