BRAD 17

NRDC-ITA riceve la visita del NATO LANDCOM gen Williams prima della validazione come LCC nella VJTF di eNRF

Il 28 settembre scorso, fa sapere il NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA) dal suo sito web, il comandante, gen Roberto Perretti, ha ricevuto il generale statunitense Darryl A.Williams, comandante del NATO Headquarters Allied Land Command (LANDCOM) di Izmir, in Turchia.

Al gen Williams il benvenuto con gli onori delle bandiere dei paesi NATO presenti a NRDC-ITA schierate all’ingresso del Comando nella caserma Ugo Mara di Solbiate Olona, in provincia di Varese.

L’imminente validazione del Comando NATO italiano come Land Component Command (LCC), ovvero quale componente terrestre nell’ambito del concetto di enhanced-NATO Response Force (eNRF), ha rappresentato il fulcro di interesse nell’aggiornamento fornito al gen Williams.

NRDC-ITA sta infatti per cominciare l’esercitazione Brilliant Ledger 17, che ne attesterà la raggiunta prontezza combat prima di assumere la responsabilità come LCC dal gennaio 2018.

“La visita – si legge dal sito di NRDC-ITA – rafforza i legami di cooperazione con il LANDCOM turco, rappresentando un ulteriore passo verso la più efficace e completa interoperabilità”.

Il concetto di enhanced-NATO Response Force (eNRF) – nel cui ambito il NATO Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC-ITA) di Solbiate Olona sarà nel 2018 il Land Component Command (LCC), la componente terrestre della eNRF –  costituisce uno strumento militare di reazione avanzato che, per rapidità di intervento e capacità operative schierabili, consente all’Alleanza Atlantica di fronteggiare con immediatezza qualsiasi minaccia in nome della Difesa Collettiva, cioè in risposta alle crisi, con tempi di schieramento brevissimi.

L’eNRF è stato delineato nel summit NATO del Galles del 2014 e rappresenta la volontà dell’Alleanza di avere uno strumento idoneo ad affrontare ogni minaccia e, al tempo stesso, di mantenere la credibilità.

Il dispositivo elaborato nell’ambito di questo concetto e costituito dalle Forze dei paesi contributori è definito Very High Readiness Joint Task Force (VJTF).

NRDC-ITA sarà dunque il Land Component Command responsabile dal prossimo gennaio 2018, al suo interno il principale strumento operativo sarà costituito dalla 132^ brigata Ariete recentemente esercitatasi con la Bright Armoured 17 (BRAD 17) del giugno scorso nel complesso addestrativo di Pordenone.

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Fonte e foto: NRDC-ITA website

Se il parà non viene dal cielo. Atto tattico in condimeteo avverse sul Cellina nella BRAD 17

“Interdizione a volare”. Il verdetto arriva dalla base aerea di Aviano dopo un ultimo bollettino meteo che conferma l’imminente arrivo di una bomba d’acqua sul greto del Cellina, corso d’acqua a regime torrentizio e clou location per le esercitazioni militari nel nord est italiano.

È qui che il 28 giugno è programmato un atto tattico a favore dei media nell’ambito della esercitazione Bright Armoured 17 (BRAD 17, link articoli in calce), pianificata e condotta dalla 132^ brigata Ariete nella serie degli eventi addestrativi in vista del ruolo di Very High Readiness Joint Land Brigade della NATO da ricoprire nel 2018.

“L’evento prevede una infiltrazione di paracadutisti in un terreno chiave – aveva anticipato il Comandante della Brigata, gen Angelo Michele Ristuccia, nel corso del briefing di presentazione delle attività – con la conseguente messa in sicurezza del key terrain, seguito dalla gittata di un ponte da assalto del Genio e il trafilamento delle unità che assumeranno poi la difesa dell’area”.

Non solo. La seconda parte sarebbe stata ancora più movimentata: “L’evento successivo prevede un air assault dei parà con gli elicotteri dell’Aviation Battalion (con assetti specialistici del 4° rgt AVES Altair italiano, ndr) a sorveglianza dell’area e l’attacco avversario che vede coinvolti gli Apache americani”.

Per i circa 1.200 militari – tra italiani, albanesi, spagnoli, sloveni, turchi, polacchi, statunitensi –  coinvolti nell’esercitazione, tutto questo è routine. La preparazione consiste nel raggiungere la piena capacità a interoperare in modo integrato ed efficace su tutta la linea. A partire da questo scenario remoto di warfighting, fino al C2 (comando e controllo).

La brigata Ariete in questa esercitazione ha schierato tutto il suo posto comando, rischierandosi alla Comina, area nella immediata periferia di Pordenone.

Tornando al nostro atto tattico, dunque, il verdetto di Aviano sancisce che la missione aerea del secondo evento è abortita. Le condizioni meteorologiche sono decisamente avverse.

E sugli elementi della natura non si può pianificare: anche questo entra di diritto a far parte dell’esercitazione in corso.

“Faremo un ground assault, decide il col Giuseppe Bertoncello, comandante del 187° reggimento Paracadutisti Folgore di Livorno.

Per la prima parte dell’atto tattico è ancora possibile sfruttare un breve finestra di meteo favorevole. Dunque gli Apache statunitensi possono essere guidati dal JTAC (Joint Terminal Attack Controller) nel fuoco aereo per l’eventuale neutralizzazione della minaccia.

Intanto, mentre l’infiltrazione preventiva degli assetti esploranti è già in atto lungo il greto del Cellina, il comandante, col Bertoncello, sottolinea l’importanza della partecipazione dei suoi uomini alla BRAD 17: “Abbiamo colto l’opportunità, una sfida per metterci alla prova considerato che il 187° Paracadutisti sarà lo spearhead battalion della NATO VJTF (Very High Readiness Joint Task Force, ndr), ovvero l’elemento di punta della Land Brigade nel 2018”.

Questo significa che “i paracadutisti del 187° saranno la prima unità a schierarsi in caso di chiamata, dato che sono espressamente configurati per essere immessi”.

Un vero e proprio entry party, dunque, sia che si tratti di infiltrarsi con un air assault o, come nell’imminente nubifragio del 28 giugno, di un ground assault.

“L’azione programmata in questo evento tattico – spiega nel dettaglio il col Bertoncello – si svolge con un ground convoy e, una volta occupata l’area ritenuta funzionale alla manovra, avverrà la marcatura del terreno per la gittatura del ponte da parte degli elementi del Genio (qui il 10° Genio guastatori di Cremona, ndr)”.

Gittato il ponte – due campate in meno di cinque minuti – il carro scompare tra i cespugli lungo il greto, in attesa di recuperare poi il tutto subito dopo l’avvenuto trafilamento dei mezzi.

Il coordinamento dei mezzi per il passaggio sul ponte è un altro elemento chiave dell’esercitazione, che prevede il raggiungimento dell’interoperabilità nel settore delle comunicazioni e dell’utilizzo delle attrezzature comuni: qui, infatti, intervengono assetti italiani, spagnoli e albanesi. Da coordinare nella medesima azione con il medesimo fine.

“Tutto questo è preceduto da una pianificazione congiunta – chiarisce il col Bertoncello – tra la componente terrestre, il supporto elicotteri, il Genio e le unità supportate, in questo caso gli spagnoli e l’11° reggimento Bersaglieri”.

“Il risultato positivo è assicurato dall’addestramento intenso – sottolinea il magg Simone Serafin, dell’11° Bersaglieriquesta manovra con interazione a livello di comunicazioni e di movimenti con spagnoli e albanesi è uno dei banchi di prova”.

Accanto ai mezzi italiani – con i Dardo che chiudono il trafilamento sul ponte con le bocche da fuoco in posizioni contrapposte – troviamo infatti gli M113 spagnoli e i mezzi da trasporto truppe albanesi.

“Gli spagnoli hanno una fanteria pesante simile alla nostra – spiega il magg Serafin – significa che la velocità di progressione è la stessa, quindi la manovra è facilitata”.

Finito il trafilamento delle forze amiche, i mezzi consolidano la presenza sul key terrain, mentre i paracadutisti concludono la loro azione ripiegando, pronti alla ridislocazione dopo essere stati esfiltrati dagli elicotteri che sfruttano fino alla fine la tregua di maltempo.

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Il 10° rgt Genio guastatori in Paola Casoli il Blog

Il 4° rgt AVES Altair in Paola Casoli il Blog

Foto proprie

 

BRAD 17: il parere degli internazionali coinvolti nell’esercitazione di preparazione alla VJTF

“Hanno fatto un gran lavoro, raggiungendo gli obiettivi prefissati di interoperabilità e comunicazione”, ha dichiarato l’osservatore turco, civil servant della NATO, proveniente dal LANDCOM di Izmir e presente, nella sua qualifica di osservatore, anche alla fase del Media Day dell’esercitazione Bright Armoured 17 (BRAD 17), condotta dalla brigata Ariete al comando del gen Angelo Michele Ristuccia tra il 19 e il 30 giugno scorsi nelle aree addestrative del Friuli.

La BRAD 17, che ha visto circa 1.200 militari impegnati tra La Comina di Pordenone e il poligono del Cellina-Meduna, ha costituito un impegno addestrativo fondamentale per la 132^ brigata Ariete, che ha pianificato e condotto l’intera esercitazione proiettando tutto il Posto Comando nell’area della Comina.

L’evento addestrativo ha impegnato unità operative dei Paesi alleati che contribuiscono alla costituzione di un pacchetto di forze terrestri ad elevata prontezza, alle dipendenze del Comando 132^ brigata corazzata Ariete, oltre naturalmente a quelle italiane: l’11° reggimento Bersaglieri; il reggimento Logistico Ariete; reparti del 32° reggimento Carri e del 10° reggimento Genio Guastatori; assetti specialistici dell’Aviazione dell’Esercito (4° reggimento AVES ALTAIR); del 187° reggimento Paracadutisti  Folgore; del 1° reggimento Artiglieria da montagna; del Comando delle Trasmissioni dell’Esercito, oltre a una componente elicotteri dello US Army e una delle Forze Armate Slovene, inserite in un Aviation Task Group a guida del 4° ALTAIR, più un’unità di livello battle group spagnola e assetti operativi provenienti da Albania e Slovenia. Erano presenti anche osservatori provenienti dalla Polonia, dalla Lituania e dalla Turchia.

La BRAD 17 precede di pochi mesi l’evento di ottobre, che vedrà la Ariete impegnata in una esercitazione finalizzata alla validazione della Brigata come Very High Readiness Force Land Brigade della NATO.

Un concetto dell’Alleanza che va a inserirsi nella capacità di risposta rapida, ovvero al dispiegamento in tempi brevissimi dalla ricezione dell’ordine: è la eNRF, la enhanced NATO Reponse Force di cui è parte la Very High Readiness Joint Task Force (VJTF), concetto NATO sviluppato dopo il summit nel Galles del 2014.

Proprio nell’ambito di questa VJTF la brigata Ariete andrà a costituire nel 2018 la Land Brigade alle dipendenze del Land Component Command (LCC), che verrà invece rappresentato dal Corpo di reazione rapida della NATO di Solbiate Olona, il NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA).

Da questa internazionalità nasce l’esigenza di esercitare le capacità a interoperare e a comunicare, amalgamando paesi e mezzi di diversa provenienza all’interno della NATO.

Non è così scontato. Ed è fondamentale, soprattutto in questo scenario remoto di warfighting.

“Dobbiamo costruire, prima di dispiegare” avverte subito Uroš Trinko, il tenente colonnello delle Forze Armate Slovene che con 48 suoi connazionali si trova in quella che è “la prima esercitazione di tale livello e di tale importanza a cui stiamo partecipando”.

“Nell’ambito della VJTF, in cui siamo chiamati a operare l’anno prossimo – sottolinea il ten col Trinkoavremo un notice to move di 5 giorni: chiaro che è necessario prepararci e addestrarci per bene in modo da raggiungere lo status di alta prontezza operativa, e per farlo abbiamo bisogno di tempo”.

Questi eventi addestrativi sono infatti di complessità crescente e mirano al raggiungimento di uno status di interoperabilità ottimale per il ruolo richiesto. Come del resto aveva già anticipato il comandante della brigata Ariete, gen Ristuccia, nello spiegare agli organi di stampa i passi successivi di un complesso periodo di training in vista del ruolo dell’Ariete nell’ambito del VJTF nel 2018.

Alla richiesta se questa VJTF debba essere considerata una risposta alle minacce da est, o magari una preparazione specifica con un occhio al Southern Flank, il ten col Trinko ribadisce che la VJTF è uno strumento, questo significa che consente di fronteggiare con la adeguata preparazione ogni tipo di piano di contingenza, tra cui potrebbe naturalmente essere presa in considerazione anche l’Africa”.

Esperienza giudicata altrettanto positivamente anche dall’ufficiale albanese presente alla BRAD 17, il cap Olger Iljazi, inserito nell’Ufficio Piani dello staff della brigata.

“Il nostro obiettivo principale è lavorare e operare allo stesso modo e devo proprio dire che ci siamo trovati benissimo: gli obiettivi esercitativi sono stati raggiunti”, ha dichiarato il cap Iljazi, per la prima volta in esercitazione con la brigata Ariete e nell’ambito della VJTF.

L’Albania è presente con un plotone di Fanteria, “la 3^ compagnia Puma del 2° battaglione di Fanteria dell’Esercito Albanese” – specifica il Capitano, e 2 ufficiali nello staff della Brigata.

“L’esperienza è stata molto positiva – conclude il ten col Trinko, nel riprendere a sua volta la soddisfazione del Capitano albanese – abbiamo accresciuto il livello di interoperabilità necessario a consentire il raggiungimento dell’integrazione: per la Slovenia sono stati due gli elementi principali in questo processo, un plotone di military police, integrato nei Carabinieri, e l’elicottero da trasporto Cougar, presente alla BRAD 17”.

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Foto: 132^ brigata Ariete

BRAD 17: “VJTF grosso impegno per i Paesi contributori, la Ariete comando framework 2018”, così il Comandante gen Ristuccia

Al comando della 132^ brigata Ariete dal 16 dicembre 2016, dopo essere rientrato il 23 novembre dall’Iraq, il gen Angelo Michele Ristuccia sta conducendo la sua brigata verso la full spectrum capability in vista di un importante impegno in ambito NATO programmato per il 2018.

Obiettivo del percorso di attività addestrative di importanza crescente, in preparazione dell’esercitazione di ottobre, la capacità di “far lavorare insieme componenti diverse tra loro in modo integrato ed efficace”, spiega il Comandante nel corso del briefing che ha aperto ufficialmente il Media Day dell’esercitazione Bright Armoured 17 (BRAD 17) del 28 giugno scorso.

La brigata Ariete costituirà la Very High Readiness Force Land Brigade della NATO per l’anno 2018, “sarà il comando framework che assorbe le Forze dei Paesi che vi partecipano”, spiega il gen Ristuccia.

Questo significa che “rappresenterà un vero e proprio punto nevralgico”, con la partecipazione di Forze di diversi Paesi NATO che nella BRAD 17 si stanno già esercitando: unità di manovra turche, spagnole, albanesi, ceche, slovacche, italiane e un Aviation Battalion statunitense che include gli assetti e il personale italiano del 4° reggimento AVES Altair.

Da qui la necessità di portare al massimo livello le capacità di interoperabilità all’interno del pool di Forze a elevatissima reattività che vanno a costituire la Very High Readiness Joint Task Force (VJTF), “grosso impegno nazionale e di tutti i Paesi che offrono il loro contributo, indipendentemente dall’entità dello stesso contributo” specifica il Comandante.

Si tratta dunque di essere capaci di operare efficacemente in tempi di schieramento ristrettissimi dalla chiamata dell’Alleanza: è il concetto di enhanced-NATO Response Force (eNRF) – nel cui ambito il NATO Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC-ITA) di Solbiate Olona sarà nel 2018 il Land Component Command (LCC), la componente terrestre della eNRF –  ovvero uno strumento militare di reazione avanzato che, per rapidità di intervento e capacità operative schierabili, consente all’Alleanza di fronteggiare con immediatezza qualsiasi minaccia in nome della Difesa Collettiva, cioè in risposta alle crisi, con tempi di schieramento brevissimi.

Il concetto è stato delineato nel summit NATO del Galles del 2014, ricorda il gen Ristuccia, e rappresenta la volontà dell’Alleanza Atlantica di avere uno strumento idoneo ad affrontare ogni minaccia e, al tempo stesso, di mantenere la credibilità.

L’esercitazione conclusa oggi, 30 giugno, dalla brigata Ariete, denominata BRAD 17, è stata svolta in preparazione dell’esercitazione di ottobre in cui la brigata verrà valutata dal NATO LANDCOM di Izmir come Posto Comando Brigata nello spettro totale delle operazioni terrestri.

Questa full spectrum capability significa “affrontare le missioni dotati di adeguato equipaggiamento personale e adeguati strumenti a partire dal warfighting”.

Il concetto di interoperabilità desiderato include “l’interazione umana, tra le persone; la disponibilità a utilizzare le procedure comuni; i materiali da usare insieme, in comunione”, chiarisce il Comandante nello specificare che “le attività della BRAD 17 sono state finalizzate a far lavorare insieme componenti diverse in modo integrato ed efficace”.

Tutte le strutture C2 (Comando e Controllo) della Brigata sono state schierate per questa esercitazione.

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Fonte: brigata Ariete; Esercito

Foto proprie e brigata Ariete

 

La Ariete conclude la Bright Armoured 17 (BRAD 17) e raggiunge l’interoperabilità richiesta dalla NATO VJTF

Si è conclusa oggi, 30 giugno, nelle aree addestrative della Comina di Pordenone e del Cellina-Meduna, l’esercitazione “Bright Armoured 2017” (BRAD 17), che ha visto impegnate unità operative dei Paesi alleati che contribuiscono alla costituzione di un pacchetto di forze terrestri ad elevata prontezza, alle dipendenze del Comando 132^ brigata corazzata Ariete, fa sapere un comunciato stampa odierno della stessa Brigata.

La Ariete è stata identificata quale grande unità nazionale designata Very High Readiness Force Land Brigade della NATO per l’anno 2018.

L’obiettivo della BRAD 17 era quello di testare e incrementare il livello di interoperabilità tra il Comando della grande unità corazzata e le unità dipendenti, oltre a favorire la necessaria amalgama tra il personale dei reparti partecipanti.

All’attività, pianificata e organizzata dalla brigata Ariete, che per l’occasione ha proiettato nell’area della Comina il proprio Posto Comando, hanno preso parte l’11° reggimento Bersaglieri, il reggimento Logistico Ariete, reparti del 32° reggimento Carri e del 10° reggimento Genio Guastatori, oltre ad assetti specialistici dell’Aviazione dell’Esercito (4° reggimento AVES ALTAIR), del 187° reggimento Paracadutisti  Folgore, del 1° reggimento Artiglieria da montagna e del Comando delle Trasmissioni dell’Esercito.

Hanno partecipato inoltre una componente elicotteri dell’US Army e una delle Forze Armate slovene, inserite in un Aviation Task Group a guida del 4° ALTAIR, oltre a un’unità di livello battle group spagnola e assetti operativi provenienti da Albania e Slovenia. Erano presenti anche osservatori provenienti dalla Polonia, dalla Lituania e dalla Turchia.

L’esercitazione si è sviluppata attraverso una serie di attività tattiche di livello di complessità crescente, anche per testare le capacità dei posti comando di interagire nei diversi contesti operativi.

Oltre ai carri Ariete e ai veicoli da combattimento Dardo, nell’esercitazione sono stati impiegati mezzi spagnoli Pizarro, gli elicotteri italiani AB 205, quelli americani AH 64 Apaches e un Cougar sloveno.

In totale sono stati circa 1.200 i militari partecipanti.

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Fonte e foto: brigata Ariete