brigata Folgore

Sector West, UNIFIL: oltre 800 I pazienti assistiti dai medici del contingente italiano in 3 mesi di operazione

I medici del contingente militare italiano del Settore Ovest di UNIFIL, nel Libano del sud, hanno assistito oltre 800 pazienti nel corso degli ultimi tre mesi di operazione, fa sapere lo stesso contingente con un comunicato stampa inviato il 27 febbraio.

Il personale sanitario del CSS (Combat Service Support) Battalion, su base reggimento Logistico Folgore, è intervenuto in diversi villaggi e scuole libanesi e ha assicurato cure e medicinali per la popolazione civile fornendo anche suggerimenti sulla profilassi delle malattie più comuni nell’area.

Si tratta di attività che, oltre a contribuire a migliorare le condizioni di vita dei civili libanesi, hanno avuto un impatto positivo in termini di fiducia e apprezzamento per il ruolo che i militari italiani stanno svolgendo nell’ambito della missione UNIFIL.

Oltre a svolgere attività di medical care, il Level 1 del CSS Battalion ha il delicato compito di assicurare il supporto sanitario agli oltre 600 militari italiani presenti presso la base di Shama, spiega il Sector West, e di garantire il mantenimento dei requisiti igienico sanitari attraverso l’analisi delle acque e la disinfezione e disinfestazione delle aree comuni.

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Fonte e foto: Sector West UNIFIL

 

Sector West, UNIFIL: concluso il corso CBRN del 7° rgt Difesa NBC a favore delle LAF

Si è concluso, presso il Comando del Settore Ovest di UNIFIL a guida Italiana su base brigata Paracadutisti Folgore, il corso per la difesa da attacchi condotti con agenti Chimici, Biologici, Radioattivi e Nucleari (CBRN) a favore di 10 unità delle Forze Armate Libanesi (LAF), ha reso noto lo stesso Sector West (SW) di UNIFIL con un comunicato stampa odierno.

Il corso, sviluppato dal personale del 7° reggimento Difesa NBC Cremona, inquadrato all’interno del Combat Support Battalion del Comando del Settore ovest di UNIFIL, è stato articolato su lezioni teorico pratiche tese a illustrare le tecniche per la rilevazione e la difesa dagli attacchi condotti con agenti chimici, biologici o radioattivi.

Il 7° reggimento NBC ha sede a Civitavecchia e, unico in Italia, ha il compito di provvedere alla difesa dai pericoli CBRN, ricorda il comunicato stampa.

Il Reggimento garantisce la sicurezza del personale del contingente italiano tramite controlli chimici e radiologici in tutta l’area di responsabilità, analisi chimiche sulle derrate alimentari, monitoraggi radiologici sugli itinerari battuti dalle pattuglie italiane e sui materiali in transito da e verso l’Italia.

L’addestramento congiunto tra i peacekeeper italiani e le LAF, oltre a rappresentare un aspetto fondamentale per poter operare al massimo delle capacità e in sicurezza, rimane uno degli elementi più importanti della missione UNIFIL per continuare a garantire la stabilità dell’area, conclude il comunicato.

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Fonte e foto: SW UNIFIL

 

Sector West, UNIFIL: primo corso Sharpshooter Skills per le forze di sicurezza libanesi da parte dei militari italiani in Libano

Si è conclusa a Shama, presso la sede del comando del Sector West (SW) di Unifil a guida italiana su base brigata Paracadutisti Folgore, la prima edizione del corso “Sharpshooter skills”, volto a fornire ai partecipanti, tutti appartenenti al General Directorate of State Security (GDSS) libanese, le conoscenze di base per l’impiego dell’armamento in dotazione nel tiro di precisione sulle lunghe distanze.

È lo stesso SW a darne notizia con un comunicato stampa del 22 gennaio.

I frequentatori, si apprende in dettaglio, hanno seguito lezioni teorico-pratiche incentrate su osservazione e stima delle distanze, individuazione, identificazione e indicazione dei bersagli, azzeramento dell’arma in dotazione e tecniche di puntamento e tiro.

Oltre alle lezioni in aula e alle attività in bianco, il personale libanese ha avuto modo di esercitarsi anche a fuoco, presso il poligono di tiro di Al Naqoura, dove nel corso di due intense giornate sono state messe in pratica tutte le nozioni acquisite.

Significativo il numero dei partecipanti, sottolinea il Sector West: “2 sottufficiali e 14 graduati, dato che conferma il notevole interesse e l’importanza che l’addestramento congiunto con Unifil – e in particolare con le Forze Armate Italiane – riveste per la controparte libanese”.

“Si tratta – sottolinea il comunicato –  di una proficua interazione, dai contenuti altamente tecnici e qualificanti, mirata a far acquisire concrete capacità operative alle forze di sicurezza libanesi, nello spirito della Risoluzione 1701 delle Nazioni Unite”.

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Fonte e foto: SW UNIFIL

Sector West, UNIFIL: incontro con i libanesi laureati in Italia rafforza il legame tra i Paesi, “una seconda famiglia nella Terra dei Cedri” spiega il gen Sganga

Si è svolto nella base militare di Shama, nel Libano del sud, sede del Comando del Settore Ovest (Sector West, SW) della missione UNIFIL a guida italiana attualmente su base brigata Paracadutisti Folgore, l’incontro con l’associazione delle persone laureatesi in Italia.

È lo stesso SW a darne notizia con un comunicato stampa del 15 gennaio scorso.

Il gen Rodolfo Sganga, Comandante del contingente italiano, ha accolto oltre 40 professionisti che lavorano nel Sud del Libano in molti campi, dall’architettura all’archeologia, all’ambito medico e ingegneristico.

Ogni anno sono più di duecento gli studenti libanesi che scelgono di frequentare le università italiane, spiega il comunicato stampa.

Nel corso dell’incontro nella base di Shama è emerso quanto sia profondo, solido e con radici antichissime il legame che unisce queste persone, in particolare, e il Libano, in generale, all’Italia.

“Il legame tra il popolo italiano e quello libanese è quanto mai solido perché forte di radici storiche importanti”, scrive il Sector West, che permettono, come ricordato dal gen Sganga, “di sentire più leggero il peso di lasciare le nostre famiglie in Italia per svolgere il nostro servizio in Libano, perché alleggerito dalla sensazione di sentirsi accolti da una seconda famiglia qui nella Terra dei Cedri”.

A termine dell’evento il Presidente dell’associazione ha voluto rendere omaggio ai militari italiani, donando al gen Sganga un mosaico, interamente fatto a mano dagli studenti di archeologia del prof Hassan Badawi, raffigurante lo stemma della brigata Paracadutisti Folgore.

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Fonte e foto: SW UNIFIL

Sector West, UNIFIL: Combinex 2018 per testare le capacità di risposta alle crisi

Nei giorni scorsi – fa sapere il Sector West (SW) di UNIFIL tramite il sito web istituzionale della Difesa – i peacekeeper italiani del battaglione a guida italiana ITALBATT, su base brigata Paracadutisti Folgore nell’ambito della Missione Leonte XXIII, hanno condotto un’importante attività mirata a testare la capacità di risposta delle unità in diversi scenari e situazioni di crisi, nonché la capacità di saper applicare correttamente le specifiche regole di ingaggio previste nel delicato teatro operativo libanese.

Nel corso dell’esercitazione complessa sono state effettuate una serie di attività. Più in dettaglio, si apprende, è stato simulato un attacco con predisposizione di posto comando e sala operativa nel bunker, una minaccia di un incendio all’interno della base, l’arrivo e il soccorso di un ferito civile dall’esterno, un attacco con IED con danni e l’evacuazione medica di un ferito, la movimentazione di artificieri IEDD per la bonifica dell’area e la successiva rimozione del mezzo pesante coinvolto nell’esplosione.

Sotto la guida del Comandante di ITALBATT, col Cristian Margheriti, i Paracadutisti del Savoia Cavalleria e del 183° reggimento Paracadutisti Nembo hanno verificato la fondamentale implementazione di tutti quei piani di contingenza necessari a reagire a ogni tipo di incidente e prevenire così possibili escalation, riscuotendo l’apprezzamento dei valutatori e dei vertici di UNIFIL.

L’esercitazione combinata, denominata appunto COMBINEX, vedrà interessate, nei prossimi mesi, anche tutte le unità straniere schierate con la Joint Task Force Lebanon – Sector West (JTFL-SW), a guida italiana sotto il comando del gen Rodolfo Sganga.

Il Settore Ovest (JTFL-SW), posto sotto la responsabilità italiana, è composto da circa 3.800 uomini provenienti da 13 nazioni, conclude il comunicato.

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Il 183° rgt Paracadutisti e il rgt Savoia Cavalleria (3°) in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: difesa.it via SW UNIFIL e rgt Savoia Cavalleria (3°)

 

Sector West, UNIFIL: primi progetti CIMIC del 2018, a conferma dell’inclinazione umanitaria che UNIFIL ha dal suo dispiegamento

Due importanti progetti realizzati con i fondi della Cooperazione Civile-Militare italiana (CIMIC) sono stati recentemente inaugurati nel Libano del sud, dove operano i militari italiani nell’ambito della missione a guida Nazioni Unite UNIFIL.

Nel dettaglio, ha fatto sapere ieri, 8 gennaio, il Sector West (SW), che attualmente è su base brigata Paracadutisti Folgore al comando del gen Rodolfo Sganga, i due progetti hanno interessato l’area di Bint Jbeil, dove sono stati forniti e installati nuovi cartelli stradali e sostituiti altri di deteriorati, e dove un impianto di illuminazione fotovoltaico è stato fornito e installato nel Palazzo della Prefettura dell’Unione di Bint Jbeil.

Questi progetti, nati dalle richieste del Presidente dell’Unione delle Municipalità di Bint Jbeil, ing Atallah Chaeyto, e del Qaimaqam di Bint Jbeil, prof Khalil Dbouk, contribuiscono ad apportare, oltre a un risparmio energetico tramite l’impiego dei pannelli fotovoltaici, un significativo miglioramento dell’efficienza della rete viaria, migliorando le condizioni di sicurezza per la popolazione locale, sottolinea il Sector West nel dare la notizia.

“UNIFIL – ricorda l’Ufficio Pubblica Informazione del Sector West – ha avuto sin dai primi anni del suo dispiegamento nel 1978, una forte inclinazione umanitaria nell’affrontare le conseguenze delle guerre e dell’occupazione nel sud del Libano”.

I contingenti UNIFIL, quali quello a guida italiana schierato nel Settore Ovest del Sud del Libano, forniscono assistenza medica, dentale, veterinaria e di altro tipo e conducono vari programmi di formazione per le persone in settori quali informatica, lingue, produzione di pizza, maglieria, yoga, taekwondo e molti altri.

“L’Italia e UNIFIL sono sempre con la popolazione, per la popolazione e tra la popolazione del Libano”, conclude il Sector West.

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Fonte e foto: SW UNIFIL

Sector West, UNIFIL: il Savoia Cavalleria al comando di ITALBATT. Lo Stendardo dei Cavalieri paracadutisti è ora ad Al Mansouri, nel sud del Libano

Il reggimento Savoia Cavalleria (3°) ha assunto il Comando dell’unità ITALBATT, nella Terra dei Cedri, lo scorso 29 dicembre, fa sapere lo stesso reggimento tramite il sito della Difesa.

Alla presenza del Comandante della Joint Task Force Lebanon (JTF-L), gen Rodolfo Sganga, lo Stendardo dell’unico reparto di Cavalleria paracadutisti dell’Esercito Italiano ha fatto il suo ingresso nella base di Al Mansouri, nel sud del Libano.

Il 103° Comandante del Savoia Cavalleria, col Cristian Margheriti, per i prossimi mesi sarà al Comando sia dei propri baschi amaranto che di quelli del 183° reggimento paracadutisti Nembo, già in operazione da circa due mesi.

“Un onore e un privilegio senza pari – ha commentato il col Margheriti – poter essere alla testa di professionisti, così altamente motivati, e operare sotto le insegne della propria Brigata, la Folgore“.

L’amalgama tra i due reparti delle aviotruppe, ricorda lo stato maggiore della Difesa dal suo sito web istituzionale, ha avuto inizio prima dell’estate scorsa, con una lunga serie di attività addestrative e di pianificazione che hanno portato il personale a lavorare in perfetta simbiosi, integrando le proprie esperienze frutto di molte altre operazioni che hanno visto coinvolti i due reggimenti della Folgore, sia in Italia che all’estero.

“Sulle orme della nobile, eroica e lunga storia che li contraddistingue, sia essa tracciata sui campi di girasoli di Isbuschenskij o tra le sabbie di El Alamein – conclude il post della Difesa che riporta il commento del col Margheriti – il personale di ITALBATT ha momentaneamente smesso di indossare il prezioso basco amaranto, per indossare quello blu dell’ONU e portare il proprio contributo professionale e umano in questa importante missione internazionale, che dalla fine del conflitto del 2006 vede i militari Italiani sempre protagonisti”.

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Fonte e foto: rgt Savoia Cavalleria via difesa.it

MNBG-W, KFOR: il 185° rgt Artiglieria Paracadutisti Folgore subentra al 3° rgt Artiglieria da montagna della Julia

Nella mattinata del 14 dicembre, alla presenza del Comandante di KFOR (COMKFOR), Generale di Divisione Salvatore Cuoci, ha avuto luogo l’avvicendamento al Comando del Multinational Battle Group West (MNBG-W) e del Contingente italiano dislocato a Belo Polje, nel Kosovo occidentale, presso la base di Villaggio Italia nell’ambito della missione KFOR, ha fatto sapere lo stesso MNBG-W con un comunicato stampa di giovedì stesso.

Il contingente uscente, su base 3° reggimento Artiglieria da Montagna della brigata Alpina Julia e sotto il comando del colonnello Enzo Ceruzzi, è stato avvicendato dal contingente subentrante, su base 185° reggimento Artiglieria Paracadutisti Folgore, comandato dal colonnello Ettore Gagliardi.

Il passaggio della bandiera della NATO, formale atto di cessione della responsabilità, è stato presieduto dal COMKFOR, gen Cuoci, al cospetto di numerose autorità militari, civili, religiose, e folte rappresentanze dei diversi contingenti nazionali.

Il gen Cuoci ha sottolineato l’importanza dell’impegno delle Forze Armate nella missione in Kosovo, esprimendo sentite parole di compiacimento per l’intensità e la qualità del delicato lavoro svolto dai militari italiani e per quanto l’attività sia apprezzata dalle istituzioni kosovare e riconosciuta dai partner della comunità internazionale.

Durante gli ultimi sei mesi, il contingente multinazionale, guidato dal col Ceruzzi, composto da circa 230 soldati italiani e da ulteriori 400 militari provenienti da Austria, Moldavia e Slovenia, ha operato con successo nel pieno rispetto della risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

In particolare, il contingente multinazionale ha garantito il monitoraggio della libertà di movimento nell’area occidentale del Kosovo; lo sviluppo di attività addestrative ed esercitazioni tese al miglioramento dell’interoperabilità tra militari provenienti da nazioni diverse; l’attuazione di pattuglie congiunte con le Forze di Sicurezza Kosovare e le Forze Armate Serbe in prossimità e lungo la linea di demarcazione tra il Kosovo e la Serbia e lo svolgimento di progetti CIMIC per lo sviluppo economico e sociale dell’area balcanica.

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Fonte e foto: MNBG-W

 

Difesa, il CaSMD gen Graziano ai giurandi dell’Accademia Navale: “la dimensione interforze e internazionale una costante degli impieghi futuri”

Hanno prestato solenne Giuramento di fedeltà alla Repubblica sabato 2 dicembre scorso i 203 allievi dell’Accademia Navale di Livorno: alla cerimonia erano presenti il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), generale Claudio Graziano; il Ministro della Difesa, senatrice Roberta Pinotti, e il Capo di Stato Maggiore della Marina (CaSMM), ammiraglio Valter Girardelli, ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa del giorno stesso.

“Il Giuramento che oggi prestate – ha affermato il CaSMD rivolgendosi agli allievi – in questo prestigioso Istituto che assolve le sue funzioni da più di 130 anni, è la promessa solenne di impegnare tutte le vostre capacità per proseguire lungo la strada del dovere tracciata da generazioni di Ufficiali che, prima di voi, hanno avuto l’onore e la responsabilità di servire la Patria nei ranghi della Marina Militare e nella grande famiglia delle Forze Armate”.

“Negli attuali scenari internazionali, che si presentano estremamente dinamici, complessi ed in continua evoluzione – ha continuato il Capo di Stato Maggiore della Difesa –   il nostro strumento militare si caratterizza per la capacità di operare trasformandosi al fine di rispondere in maniera adeguata ed efficace alle sfide che minacciano la nostra sicurezza. La vostra generazione avrà l’onere di continuare a portare avanti questo cambiamento, in una dimensione sempre più marcatamente interforze, internazionale e anche interagenzia”.

“Fate tesoro degli insegnamenti che riceverete qui in Accademia – ha aggiunto il gen Graziano – poiché vi forniranno gli strumenti, culturali e professionali, per operare nel dominio marittimo e per portare avanti le tradizioni di Forza Armata. Per questo, vi esorto già da ora a guardare più in alto, ad una dimensione più ampia, quella interforze e internazionale, che sarà la costante dei vostri impieghi operativi futuri, al fianco dei colleghi di altre Forze Armate e di altri Paesi, nell’ambito delle principali Organizzazioni Internazionali”.

In particolare, tra le più recenti iniziative, il gen Graziano ha ricordato l’accordo siglato da 23 Paesi dell’UE sulla Cooperazione Strutturata Permanenti (Pesco), il cui avvio consentirà una graduale transizione militare in ambito europeo da mera cooperazione a concrete integrazioni capacitive, spiega il comunicato stampa.

Il gen Graziano ha così concluso il suo discorso: “Voi siete il nostro futuro! Il Giuramento è il solenne momento che accomuna gli Allievi di tutte le Accademie e di tutti i tempi, siate orgogliosi di essere la parte migliore della nostra società e di camminare con affianco tutte le altre Forze Armate”.

Al termine della cerimonia, per la prima volta, ha avuto luogo il defilamento degli allievi lungo Viale Italia, a Livorno, per un abbraccio simbolico a tutta la cittadinanza livornese fortemente colpita dall’alluvione del 10 settembre scorso.

Proprio in occasione di quell’evento, per il soccorso alla popolazione gli stessi allievi che sabato hanno giurato erano intervenuti fianco a fianco con i paracadutisti della brigata Folgore, con gli operatori delle altre istituzioni e della Protezione Civile, nonché con i volontari.

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Fonte e foto: stato maggiore Difesa