BSEC

La regione del Grande Mar Nero a cavallo tra Europa e Asia; focus sulle interrelazioni con la Bulgaria, A.Miykova/10

By Anna Miykova

Cap 2 della tesi La regione del Grande Mar Nero a cavallo tra Europa e Asia; focus sulle interrelazioni con la Bulgaria (Anna Miykova)

La prospettiva bulgara

La partecipazione della Bulgaria nella sopracitata Organizzazione rappresenta un’indubbia testimonianza delle sue ambizioni di essere uno dei centri della stabilità politica ed economica nella Regione dei Balcani e del Mar Nero. Questa volontà venne palesata già nel 1989 (tre anni prima dell’inizio della BSEC) attraverso il sostegno dimostrato all’idea della Turchia di dar vita a una tale formazione regionale di cooperazione economica. Il 25 giugno 1992 il Presidente della Repubblica Zheliu Zhelev sottoscrisse a Istanbul il documento istitutivo della BSEC, facendo della Bulgaria uno degli 11 Stati fondatori. Con una legge, votata il 28 ottobre 1998, il Parlamento ne ratificò lo Statuto, mentre con la legge del 6 ottobre 1999 venne ratificato anche il Protocollo per i privilegi e le immunità dell’Organizzazione per la cooperazione economica del Mar Nero.

La Banca europea per gli investimenti (BEI), o European Investment Bank, è l’istituzione finanziaria dell’Unione Europea creata nel 1957, con il Trattato di Roma. Scopo della Banca è quello di sostenere gli obiettivi dell’Unione Europea fornendo finanziamenti a lungo termine per specifici progetti di investimento e contribuire in tal modo a una maggiore integrazione e coesione socio-economica dei paesi membri. Come istituzione comunitaria la BEI effettua, inoltre, un continuo adattamento delle proprie attività di investimento in funzione degli sviluppi delle politiche comunitarie. Gli obiettivi politici dell’UE finanziati dalla BEI sono: sviluppo regionale, reti trans-europee di trasporto, sviluppo delle telecomunicazioni e del settore dell’energia, ricerca/sviluppo e innovazione, sviluppo e protezione dell’ambiente, salute ed educazione. Pur muovendosi nell’ambito del sistema normativo comunitario (lo Statuto della Banca è oggetto di uno dei protocolli allegati al Trattato CEE) la BEI è dotata, rispetto alla UE, di autonoma personalità giuridica nonché di indipendenza finanziaria, amministrativa e di controllo.

Tra i maggiori contributi apportati dalla Bulgaria allo sviluppo della cooperazione nell’ambito della BSEC, possono essere indicati:

i. Gli sforzi della Bulgaria per l’ininterrotto rafforzamento istituzionale dell’organizzazione, incluso il mantenimento della flessibilità istituzionale guadagnata nel corso degli anni. Sebbene all’inizio lo Stato ritenesse che un’iniziativa di questo tipo potrebbe rivelarsi in futuro, condizione limitante per le aspirazioni europee degli Stati della regione, successivamente è diventata uno dei membri più attivi dell’Organizzazione, sostenendo il suo diritto di esistenza e di sviluppo;

ii. La partecipazione della Bulgaria all’attività dei gruppi di lavoro (a livello di esperti) della BSEC. Così, ad esempio, lo Stato coordina il gruppo per la tutela dell’ambiente dal 1998 al 2000, il gruppo sul turismo dal 2000 al 2002, il gruppo di lavoro sull’agricoltura e l’agroindustria dal 2005 al 2007, il gruppo che fornisce aiuto in caso di emergenza dal 1° maggio 2005 al 1° maggio 2007 et alii.

iii. Gli impegni della Bulgaria negli incontri ad hoc e nelle iniziative di istituzioni separate della BSEC. Infatti, lo Stato ospita alcuni incontri ed iniziative tenutesi tra il 2006 e il 2008 a Varna.

iv. La partecipazione della Bulgaria all’attività dell’Assemblea interparlamentare della BSEC (PABSEC). Durante il primo semestre del 2007 (01 gennaio – 30 giugno 2997), la Bulgaria ricoprì la Presidenza della PABSEC nella persona di Georgi Pirinski, Presidente del Parlamento. Nel giugno del 2007, Varna – in quanto città marittima del Mar Nero – ebbe nuovamente l’onore di fare da padrona di casa a un prestigioso forum della PABSEC, ovvero la ventinovesima sessione dell’Assemblea. Il tema principale delle discussioni fu proprio lo sviluppo futuro dei contatti tra la BSEC e l’UE, inclusi i parametri dell’attività congiunta tra la PABSEC e il Parlamento europeo.

v. La partecipazione della Bulgaria alla Banca per il commercio e lo sviluppo del Mar Nero. Il paese ha attivamente contribuito – già ai tempi della sua presidenza della BSEC nella seconda metà del 1994 – alla realizzazione dell’idea che la BSEC creasse una propria istituzione finanziaria. In aggiunta, la Bulgaria possiede ben 13,5% del capitale sociale della Banca ed è rappresentata nel Consiglio di amministrazione e nel Consiglio dei direttori della Banca, oltre ad avere un proprio vice presidente.

Da un punto di vista puramente economico, le aspettative della Bulgaria sono connesse soprattutto con il finanziamento di progetti bulgari da parte della BSTDB. Alla fine di dicembre del 2006 il portafoglio di crediti della BSTDB per la Bulgaria ammontava a 114.547.334 milioni di dollari, posizionando lo Stato al quarto posto nella lista dei progetti per i paesi membri approvati in toto.

vi. Il ruolo chiave della Bulgaria per l’attivazione della cooperazione tra gli Stati membri della BSEC, in ispecie nella sfera energetica. A Sofia ha sede il Centro regionale energetico del Mar Nero e la capitale stessa ha ospitato nella primavera del 2004 (25 marzo 2004) il primo incontro del gruppo di lavoro per la politica energetica dell’Europa sud-orientale, al quale partecipano anche molti membri della BSEC. Inoltre la Bulgaria lavora molto attivamente nella realizzazione di azioni concrete contro l’inquinamento dell’ambiente dovuto alla produzione e al trasporto di risorse energetiche nella regione del Mar Nero.

vii. La prontezza dimostrata dalla Bulgaria, sia come membro potenziale che come membro effettivo dell’UE (tale è attualmente), di lavorare in maniera continuativa e sistematica per approfondire la cooperazione tra la BSEC e l’UE. In qualità di Stato membro di entrambe, la Bulgaria prevede di indirizzare i propri sforzi nel rafforzamento del pragmatismo nel quadro di questa cooperazione, nel superamento delle incomprensioni o degli ostacoli di origine puramente tecnica.

In quanto Stato membro dell’Organizzazione, la Bulgaria contribuirà in pratica anche per il raggiungimento di uno degli obiettivi strategici dell’UE – stimolando i rapporti di buon vicinato tra gli Stati della regione – di garantire ulteriore stabilità e sicurezza, utili alla prosperità economica e sociale dei popoli della regione.

Considerazioni generali

Come avevamo già affermato nell’Introduzione di questo capitolo, la fitta presenza di organizzazioni e iniziative regionali si inserisce in un contesto molto più complesso di quanto non appaia. Infatti, spesso si assiste a una sovrapposizione di ordini del giorno delle singole strutture, a rivalità regionali e a relazioni bilaterali tutt’altro che rosee, supportate da una capacità istituzionale insufficiente per intraprendere validi progetti di rilevanza regionale.

L’Organizzazione per la cooperazione economica del Mar Nero è un ottimo esempio di quanto appena descritto. A dispetto di strutture permanenti, quali una Segreteria, una Banca per la ricostruzione e lo sviluppo, un’Assemblea parlamentare, un Consiglio d’affari, un think tank e gruppi di lavoro tematici, la BSEC soffre di una serie di carenze quali la lentezza dei processi decisionali, la mancanza di fondi, la carenza di esperti e di personale qualificato e la limitata partecipazione del settore privato e degli attori della società civile. (altro…)

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By Anna Miykova

Cap 2 della tesi La regione del Grande Mar Nero a cavallo tra Europa e Asia; focus sulle interrelazioni con la Bulgaria (Anna Miykova)

La BSEC e il suo strumento finanziario: la Banca per il commercio e lo sviluppo del Mar Nero

L’Organizzazione per la cooperazione economica del Mar Nero, o Black Sea Economic Cooperation, è un’organizzazione istituita per la cooperazione regionale e viene alternativamente classificata anche come “organizzazione economica regionale”, “Unione economica fra Stati”, “Unione economica dei paesi della regione del Mar Nero” o definita anche “Patto”, “Zona” o “Progetto per la cooperazione economica del Mar Nero”.

La BSEC è stata creata su iniziativa della Turchia. Nasce come modello unico e promettente di iniziativa economica e politica multilaterale con lo scopo fondamentale sia di implementare la cooperazione tra gli Stati membri, sia di garantire la pace, la stabilità e i rapporti di buon vicinato con le altre nazioni della regione del Mar Nero.

Gli Stati membri sono attualmente 12 – Azerbaigian, Albania, Armenia, Bulgaria, Romania, Georgia, Grecia, Moldavia, Romania, Russia, Turchia, Ucraina e Serbia – ma l’organizzazione resta aperta all’ingresso di altri paesi che siano mossi dai medesimi intenti e ne condividano i principi. Come ci è dato osservare, la partecipazione non è ristretta ai paesi che hanno accesso al Mar Nero, infatti Albania, Armenia, Azerbaigian, Grecia, Moldavia e Serbia non sono stati litoranei; la Grecia, invece, ha posto il veto sulla candidatura del Montenegro dopo che la Turchia si era opposta alla candidatura di Cipro. Per lo stesso motivo la Grecia si oppone a qualunque nuova candidatura.

Tra la Grecia e la Turchia a tutt’oggi la questione cipriota rimane uno dei grandi nodi gordiani. Geograficamente situata in Asia, l’isola di Cipro dista circa 70 km dalle coste dell’Anatolia, 100 km da quelle del Vicino Oriente e quasi 400 da quelle africane. Nel corso dei secoli, numerosi popoli ed imperi si sono succeduti nel controllo dell’isola: nell’antichità i Micenei, l’Egitto dei Faraoni, l’Impero Persiano Achemenide, l’Impero di Alessandro Magno, l’Egitto della dinastia ellenistica dei Lagidi (Tolomei) e Roma; nel Medioevo: l’Impero Bizantino, gli Arabi, l’Ordine dei Cavalieri di Malta e la dinastia francese dei Lusignano; in epoca moderna la Repubblica di Venezia, l’Impero Ottomano ed infine in epoca contemporanea l’Impero Britannico.

La particolare collocazione geografica ha fatto sì che fin dall’antichità l’isola risultasse determinante per il controllo del Mediterraneo orientale. L’importanza geostrategica di Cipro aumentò con l’apertura del Canale di Suez (1869) che consentiva la navigazione dall’Europa all’Asia senza dovere più circumnavigare l’Africa; ciò destò l’interesse britannico che nel 1878 ottenne dalla Sublime Porta il permesso di occupare ed amministrare l’isola.

Durante la dominazione britannica, le tensioni, si disse alimentate ad arte da Londra, tra le due comunità, quella di lingua greca maggioritaria che puntava all’unione (énosis) con la Grecia e quella di lingua turca minoritaria che invece optava per la separazione (taksim), spinse sia Atene che Ankara ad intromettersi negli affari interni dell’isola.

L’adesione della Grecia e della Turchia alla NATO (1952) e l’indipendenza di Cipro (1960) non stemperarono le tensioni tra i due paesi e tra le due comunità isolane che anzi aumentarono fino a sfociare in violenti scontri interetnici che richiesero nel 1964 l’invio di una missione ONU; la UNFICYP (United Nations Peacekeeping Force in Cyprus). Nel luglio del 1974, per contrastare un colpo di Stato dei radicali greco-ciprioti sostenuti dalla giunta militare dei colonnelli di Atene che aveva come obiettivo l’annessione di Cipro alla Grecia, l’esercito turco invase la parte nord dell’isola (Operazione Attila) occupando circa un terzo dell’intero territorio, cacciando oltre centomila residenti greco-ciprioti verso sud e poi favorendo una significativa emigrazione turca nell’isola.

Posta davanti alle coste mediterranee dell’Anatolia, quasi a formare una naturale barriera difensiva da eventuali attacchi provenienti da sud, l’importanza geostrategica di Cipro non poteva certo sfuggire ad Ankara che in questo modo si assicurava il controllo del lato nord dell’isola prospiciente le coste anatoliche. L’intervento militare turco ricevette l’implicito avallo degli USA e dalla Gran Bretagna (la quale manteneva sull’isola le due basi militari di Akrotiri e Dhekelia) che mal tolleravano l’adesione di Cipro al Movimento dei Paesi non-Allineati per opera del primo presidente l’Arcivescovo Makarios III.

Nel 1983 la parte nord dell’isola si autoproclamò indipendente col nome di Repubblica Turca di Cipro Nord (TRNC). La dichiarazione di indipendenza, riconosciuta solo da Ankara, fu dichiarata “non valida dal punto di vista giuridico” dalle Risoluzioni 541 (1983) e 550 (1984) del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Soprattutto negli ultimi sette anni, con l’adesione della Repubblica di Cipro all’Unione Europea, il fallimento del piano Annan e la ripresa delle trattative tra le due comunità nel 2008, che la questione cipriota ha riacquistato nuova visibilità ed interesse a livello internazionale.

Dall’anno della sua nascita ad oggi, la struttura della BSEC è mutata una sola volta con l’ingresso della Serbia nel 2004, ma non sono pochi gli Stati ad aver goduto del diritto di ricevere lo status di osservatore. Tra questi si annoverano membri dell’Unione Europea come Austria, Germania, Italia, Polonia, Slovacchia, Francia e Repubblica Ceca; sono osservatori anche paesi non – comunitari o extra – europei come Bielorussia, Croazia, Egitto, Israele, Tunisia e gli Stati Uniti.

Inoltre un interesse particolare per l’organizzazione nutrono Bosnia e Erzegovina, Macedonia, Kazakistan e Turkmenistan.

La BSEC incentiva le relazioni sia con le organizzazioni internazionali che con le istituzioni; e la cooperazione può svilupparsi sotto diverse forme, tra cui il partenariato attraverso il dialogo in determinati settori. Tra i partner possono annoverarsi varie ONG ovvero associazioni e collettività regionali: la BERS, la BEI, l’Iniziativa Centro Europea (InCE), l’Unione economica baltica, l’OSCE, il Patto di stabilità per l’Europa sud-orientale, Mercosur et alii. Inoltre, la BSEC intrattiene una relazione speciale con le Nazioni Unite e soprattutto con la sua Commissione economica per l’Europa.

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