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Esercito Italiano e artisti dello spettacolo insieme contro il cancro nel 152° di costituzione dell’Esercito

L’Esercito Italiano, una risorsa per il Paese, celebra il suo 152° anniversario di costituzione dando un sostegno alla ricerca contro il cancro. Ed è infatti questo lo slogan, “Una Risorsa per il Paese, un sostegno alla Ricerca”, che contraddistingue l’iniziativa in favore dell’AIRC (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro)per rendere il cancro sempre più curabile.

Il concerto in programma questa sera, a partire dalle 21.15, nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, ha proprio lo scopo di contribuire all’attività di ricerca medica nel settore oncologico.

L’evento, che andrà in onda in diretta su RAI 5 e Rai Radio1, è il frutto della collaborazione tra Esercito Italiano e alcuni rappresentanti del mondo della musica e dello spettacolo, quali Giovanni Allevi, Alessandro Siani, Elisa Isoardi, Giorgio Re e Andrea Celeste.

L’iniziativa, è realizzata in occasione del 152° anniversario della Forza Armata con lo scopo di contribuire alla raccolta fondi per il finanziamento dei progetti di ricerca dell’AIRC.

Tutti gli artisti che interverranno hanno aderito all’invito dell’Esercito con entusiasmo e in maniera completamente gratuita.

L’incontro musicale comprenderà brani di musica classica legati alla storia d’Italia e al repertorio verdiano in occasione del bicentenario della sua nascita. Verranno suonati anche pezzi di musica jazz e pop, per conferire la giusta combinazione di stili e per trascorrere una serata insieme all’insegna dell’impegno sociale. Non mancherà un momento di comicità.

La serata vedrà numerosi ospiti avvicendarsi sul palco, tra questi anche chi in prima persona può testimoniare il progresso della ricerca sul cancro. Nel corso della serata il presidente AIRC, Piero Sierra, illustrerà il ruolo centrale dell’associazione nello sviluppo di quella ricerca che sempre più porta risultati al letto del paziente.

Agli ospiti presenti in sala che contribuiranno alla Ricerca sul Cancro sarà donato il libro Un sacchetto profumato e altre storie, tutte scritte da noti autori per AIRC. Il libro porta la preziosa prefazione della signora Clio Napolitano.

L’evento è presentato da Elisa Isoardi. Il Maestro Giovanni Allevi, che è stato il primo e l’unico pianista solista della Banda dell’Esercito Italiano, eseguirà per l’occasione due proprie composizioni tratte dal suo ultimo album sinfonico Sunrise, trascritte per banda proprio per l’occasione, oltre a suonare alcuni suoi brani di pianoforte solo.

Ad esibirsi, con una canzone dedicata ai Caduti in missione, ci saranno anche il cantautore Giorgio Re in duetto con Andrea Celeste. Oltre alla musica anche la comicità sarà protagonista sul palco grazie al contributo di Alessandro Siani.

Durante la diretta su RAI 5 e Rai Radio1 i telespettatori potranno donare chiamando il numero verde AIRC 800-350350 e ottenere maggiori informazioni su come sostenere la ricerca sul cancro.

Lo spettacolo sarà trasmesso in streaming sul sito intranet dell’Esercito per permetterne la visione agli oltre 6mila uomini e donne della Forza Armata in missione internazionale.

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Fonte: stato maggiore dell’Esercito

Foto: stato maggiore dell’Esercito

L’altoforno dell’ideologia non cuoce nemmeno il pane

Brevi considerazioni sui tentativi d’arresto della produzione d’acciaio all’ILVA di Taranto

By Cybergeppetto

Non ho grande simpatia per certi industriali, soprattutto quelli che, sempre in combutta con i politici, i sindacalisti e i banchieri, campano di aiuti di stato e si muovono  in una zona grigia in cui tutti si spartiscono poltrone e soldi pubblici: gli ultimi sono quelli destinati alla “riqualificazione ambientale” del sito di cui ormai tutti i media dissertano.

Ciò premesso, “spegnere” un altoforno è un’attività che non si potrà riprendere se non dopo anni, ammesso che qualcuno abbia i soldi per farlo.

Si tratta di una cosa che, sia pure celata dietro il divieto di utilizzo a fini produttivi,  è insensata e che solo dei talebani del diritto, che prendono come valore assoluto i limiti di leggi e leggine regionali idiote che essi, o loro amichetti,  hanno scritto, per uccidere una realtà produttiva che verrà presto sostituita da altre fuori dall’Italia.

Per morire di cancro a Taranto, come in ogni città d’Italia, bastano le polveri sottili del traffico o le emissioni delle caldaie domestiche a gasolio o tante altre cose ancora, ma di cui nessuno parla.

Visto che tale decisione si suppone essere stata presa per il rispetto di limiti imposti solo in Puglia dalle normative ambientali, si tenga presente che dovrebbero chiudere analoghe attività,  stranamente soggette a vincoli diversi in altre parti d’Italia e magari riferibili a potentati contigui al massimalismo pseudo-ecologista. Insomma, se dobbiamo suicidarci, facciamolo per bene.

Non ci vuole un ingegnere per capire che se l’acciaio non si fonde non ci sarà necessità di lavorarlo, tutto il sistema produttivo che ruota attorno all’“area a caldo” è destinato a seguire la sorte dell’altoforno. Giusto per memoria, si sappia che lo spegnimento di un impianto non più conveniente si programma con uno o due anni d’anticipo.

Bisognerebbe che i nipotini del massimalismo imparassero che, oltre ai principi, spesso falsi e dietro cui si nascondono interessi poco chiari, contano i risultati.

Nel momento in cui l’altoforno sarà spento, il problema sarà risolto, il risultato sarà ottenuto, nessuno inquinerà più.

Non ci vorranno 334 milioni per la bonifica, soldi appena stanziati dal governo, basterà molto meno per comprare un ombrellone agli operai e mandarli al mare. In questi tempi di “spending review” non è male.

Di tutte le inutili discussioni fatte sinora solo una cosa è certa, siamo riusciti ad attribuire a una regione in cui la spesa è fuori controllo dei soldi che finiranno inevitabilmente nel tritacarne dell’intrallazzo. Per fare questo non avremo risolto il problema dell’inquinamento e avremo messo sul lastrico decine di migliaia di persone, indotto incluso. Un bel risultato che si aggiungerà al calo del PIL.

Non abbiamo bisogno della burocrazia europea per fare puttanate, noi…

Cybergeppetto

p.s. “Papà, che succede a Taranto? Non ho capito molto di queste discussioni in TV…”. “Neanche io – risponde piatto il papà – ma riusciremo a sprecare altri soldi e a mettere in pericolo un bel po’ di posti di lavoro, un classico…”

L’immagine è tratta da microeuro.it