Carabinieri

Difesa, esercitazione interforze Mangusta 2018: Folgore, Tuscania e parà statunitensi impegnati in Toscana con assetti AVES e Aeronautica

Oltre mille Paracadutisti della Folgore con unità specialistiche e operative dei Carabinieri Paracadutisti del reggimento Tuscania, specialisti delle trasmissioni e della guerra elettronica, nuclei cinofili, assetti dell’Aeronautica Militare e unità di Paracadutisti statunitensi hanno concluso con successo l’esercitazione multinazionale e interforze Mangusta 2018, che si è svolta nelle aree addestrative della Toscana, ha fatto sapere oggi, 6 dicembre, lo stato maggiore della Difesa.

La “Mangusta”, tradizionale esercitazione della brigata Paracadutisti Folgore, ha previsto la contrapposizione sul campo di due unità avversarie per testare le capacità acquisite dai propri paracadutisti nella concezione e nella conduzione delle operazioni, a seguito di aviolancio, in ambienti operativi non permissivi per la conquista e la tenuta di posizioni strategiche e per consentire l’afflusso delle Forze Alleate in uno scenario di crisi, spiega in dettaglio la Difesa.

L’esercitazione ha simulato l’immediato intervento della NATO con l’invio di un contingente multinazionale che ha conquistato l’aeroporto occupato da forze ostili con l’aviolancio di una prima aliquota impegnata in una “Forcible Entry Operation”, ovvero un’operazione avioportata che ha lo scopo di preparare il terreno per l’ingresso in area operativa dei successivi scaglioni di forze.

Questa fase dell’esercitazione ha visto mettere in campo tutte le risorse sia in termini di attività difensive che offensive, anche tramite l’impiego delle unità specialistiche del reggimento Paracadutisti Genio Guastatori, nonché nelle più tipiche delle attività della Folgore, spiega il comunicato, “ovvero l’interdizione e la contro-interdizione d’area mirate al massimo controllo del territorio”.

L’infiltrazione dei Paracadutisti della Folgore è avvenuta tramite aviolanci con la tecnica della caduta libera e della navigazione aerea a paracadute aperto e mediante l’impiego di battelli per le infiltrazioni via mare.

Durante l’intera esercitazione si sono susseguite attività di aviolancio di CDS (Container Delivery System) per rifornire e per consegnare equipaggiamenti alle truppe dispiegate sul terreno tramite l’impiego di velivoli sia ad ala fissa che ad ala rotante dell’Aviazione dell’Esercito (AVES) e dell’Aeronautica Militare, volte a implementare la capacità di proiezione dall’aria delle Forze Armate Italiane.

Di fondamentale importanza, conclude la Difesa, il ruolo svolto dalle unità dei nuclei cinofili impiegati con i propri cani per il controllo del territorio, oltre che dagli assetti delle trasmissioni e della guerra elettronica che hanno giocato un ruolo fondamentale anche con le attività di ingaggio radar verso gli assetti di volo sia italiani che statunitensi.

L’esercitazione rappresenta un’eccellente opportunità e un significativo ritorno per la Difesa in termini di interoperabilità e integrazione con le Forze Armate straniere e di massimizzazione del valore addestrativo per via del realismo dello scenario e per l’impiego dei vari assetti specialistici nazionali e internazionali, spiega la Difesa, senza trascurare l’aggiornamento delle capacità professionali, tecniche e tattiche del personale delle Forze Armate appartenente alle diverse specialità.

Oltre ai reparti della brigata Paracadutisti Folgore, si apprende, hanno partecipato all’esercitazione: l’Aeronautica Militare con la 46° Brigata Aerea, l’ Arma dei Carabinieri con 1° reggimento Carabinieri Paracadutisti Tuscania e il nucleo cinofili di Firenze, l’ Aviazione leggera del’Esercito con 7° reggimento Vega e 1° reggimento Antares, il reggimento Granatieri di Sardegna, 33° reggimento Guerra Elettronica, 13° battaglione Aquileia, Centro Militare di Veterinaria, 11° reggimento Trasmissioni, 16° Airwing, 121° reggimento Artiglieria Controaerei,  e le unità statunitensi della 1-91 CAV, US AIR National Guard.

Fonte e foto: PI SMD

TAAC-W, RS: dai militari italiani un corso di fotografia per le giornaliste afgane

Nella sede del Train Advise and Assist Command West (TAAC-W) di Herat, comando multinazionale a guida italiana su base brigata Pinerolo della Missione NATO Resolute Support (RS) in Afghanistan, si è svolto un corso basico di fotografia a favore dell’Associazione Giornaliste di Herat, ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa (SMD) con un comunicato stampa del 23 novembre scorso.

“Il corso, nato da una specifica richiesta delle giornaliste al fine di migliorare le capacità tecniche necessarie allo svolgimento della propria attività professionale – spiega SMD – è stato condotto attraverso l’insegnamento e approfondimento delle nozioni di base per l’utilizzo delle reflex e mirrorless di ultima generazione nonché delle tecniche di inquadratura e composizione fotografica e di post produzione”.

Il contingente italiano in Afghanistan continua a supportare il presente e il futuro delle donne afgane grazie a progetti mirati ed eventi volti a favorirne l’integrazione nelle istituzioni e nella società, sottolinea la Difesa.

In particolare, SMD menziona la mostra fotografica dell’Associazione Giornaliste intitolata “The Stranger Look”, le mostre di arte moderna dell’Associazione Visual Art, nonché il seminario volto a favorire l’integrazione del personale femminile nelle Forze di Sicurezza Afgane tenutosi nel mese di settembre.

Inoltre, il personale del TAAC-W continua la professionalizzazione delle donne appartenenti alle Afghan National Defence Security Forces (ANDSF) grazie all’impegno del Military Advisory Team dell’Esercito e del Police Advisory Team dell’Arma dei Carabinieri, che hanno organizzato e condotto negli ultimi mesi corsi altamente formativi per la condotta delle elezioni parlamentari.

Il lavoro degli advisor italiani si inquadra nell’ambito della missione NATO Resolute Support (RS) con il compito principale di fornire addestramento, consulenza e assistenza alle Forze di Sicurezza Afgane per migliorarne la funzionalità e la loro capacità di autosostenersi.

Fonte e foto: SMD

 

Trident Juncture 2018, Norvegia: si conclude la livex con la liberazione dei territori occupati

La fase Live Exercise (LIVEX) dell’esercitazione Trident Juncture 2018, in atto in Norvegia, si è appena conclusa, ha fatto sapere con un comunicato stampa del 9 novembre la Italian Multinational Brigade schierata nel paese scandinavo.

Più in dettaglio, si legge, “con la battaglia simulata di Oppdal, a cui hanno preso parte anche gli assetti terrestri e le componenti aeree dello strumento militare nazionale, si è conclusa la fase LIVEX , con unità schierate sul terreno, dell’esercitazione Trident Juncture, la più importante attività addestrativa organizzata dall’Alleanza Atlantica dalla fine della Guerra Fredda, che ha visto impiegati circa 50.000 militari di 31 diverse Nazioni, 150 aerei, 70 navi e oltre 10.000 veicoli terrestri”.

Al termine dell’esercitazione, l’Ammiraglio James Gordon Foggo, Comandante dell’Allied Joint Force Command di Napoli (NATO JFC Naples) e direttore dell’esercitazione, ha voluto ringraziare calorosamente i militari di tutte le Nazioni partecipanti e, in particolare, la Norvegia, che ha ospitato sul suo territorio la complessa attività addestrativa, si apprende.

L’Ammiraglio ha voluto rimarcare che la Trident Juncture ha rappresentato, da un lato, lo spirito di solidarietà e di coesione tra i Paesi membri a favore di quelli che maggiormente percepiscono la rinnovata assertività militare a est, e, dall’altro, la determinazione dell’Alleanza Atlantica nella sua missione primaria di difesa collettiva dell’integrità territoriale euro-atlantica contro ogni possibile aggressione e minaccia esterna, mantenendo un alto livello di preparazione e di reazione.

L’esercitazione ha previsto la contrapposizione sul campo di due unità avversarie, a livello corpo d’armata, le quali si sono alternate nel condurre operazioni in attacco e in difesa.

In particolare, la fase conclusiva, certamente tra quelle più complesse di tutta l’attività, consisteva nella completa liberazione di territori precedentemente occupati dalle forze avversarie.

L’obiettivo finale della Trident Juncture era quello di verificare la capacità della NATO di pianificare e condurre un’importante operazione di difesa collettiva, oltre che di valutare l’effettivo grado di integrazione e di cooperazione tra le Forze Armate dei Paesi membri e la loro capacità di interagire con Paesi amici, quali la Finlandia e la Svezia.

Allo stesso tempo, l’esercitazione è stata sfruttata anche per analizzare il sistema di prontezza operativa e di risposta militare immediata alle minacce dell’Alleanza, attraverso l’impiego della NATO Response Force (NRF), diretta dal NRDC-ITA (NATO Rapid Deployble Corps) di Solbiate Olona per tutto l’anno 2018.

La partecipazione nazionale, oltre a NRDC-ITA, ha visto schierato anche un complesso di forze terrestri, su base 132^ brigata corazzata Ariete, costituente la VJTF Land Brigade (Very High Readiness Joint Task Force), cioè l’assetto di massima prontezza operativa dell’Alleanza, la cui responsabilità è stata assegnata, nel 2018, alle Forze Armate Italiane.

Per tale esigenza, la brigata Ariete (Comando Brigata e assetti dell’11° reggimento Bersaglieri, del 10° reggimento Genio Guastatori, del reggimento logistico Ariete, del Reparto Comando e Supporti Tattici Ariete) è stata rinforzata con assetti tratti dal 187° reggimento Paracadutisti, dal 7° reggimento Trasmissioni, dal 1° reggimento Artiglieria da montagna, dalla Scuola di Commissariato di Maddaloni e da una compagnia di Polizia Militare del 13° reggimento Carabinieri Friuli-Venezia Giulia.

Durante la LIVEX, inoltre, la VJTF ha potuto anche contare sul supporto dell’Aeronautica Militare, che ha schierato nella base di Bodø gli Eurofighter (provenienti dal 4° Stormo di Grosseto, dal 36° Stormo di Gioia del Colle e dal 37° Stormo di Trapani) per le attività di difesa aerea e di scorta e protezione dei velivoli strategici dell’Alleanza, i Tornado (dal 6° Stormo di Ghedi) per la soppressione delle difese aeree avversarie,  il KC-767 (del 14° Stormo di Pratica di Mare) per il rifornimento in volo degli aerei NATO e il G-550 CAEW (del 14° Stormo) per la sorveglianza, l’avvistamento, il comando e controllo.

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Fonte e foto: Italian Multinational Brigade PAO

Quarantennale 160° corso Accademia Militare: tra loro i gen Serino, Perretti, Castellano, Luzi, Governale, Micale, Veltri

“40, 100,160, 200 ecco i numeri che riecheggeranno al centro di Modena e precisamente al Palazzo Ducale l’8 e il 9 Novembre, segnala con un comunicato stampa il gen Giuseppe Morabito a proposito del quarantennale del 160° corso dell’Accademia Militare di Modena, che così prosegue:

“40 anni dopo l’arrivo a Modena, esattamente 100 anni dopo la fine vittoriosa della Prima Guerra mondiale, il 160° corso dell’Accademia Militare torna nella città estense per celebrare le quattro decadi di vita militare e onorare il suo gemellaggio con il 200° corso che in queste ore inizia la sua esperienza di dedizione alla Patria.

Come se non bastassero questi numeri a sottolineare l’unicità di questo rientro alla Casa Madre, come non ricordare che esattamente quel 16 ottobre 1978 nelle stesse ore in cui i futuri Ufficiali del 160° corso entravano al Palazzo Ducale, sede dell’Accademia, il Cardinale Carol Wojtyla, scegliendo il nome di Giovanni Paolo II, era eletto al soglio pontificio.

Una serie di coincidenze storiche se si vuole casuali ma significative.  Un’altra è il centenario della comparsa delle stimmate a Padre Pio, che sarà ricordato durante le celebrazioni modenesi.

I cento anni dalla fine della Grande Guerra sono una data di valenza e importanza storica assoluta per l’Italia e va evidenziato anche che proprio quest’anno l’Esercito e la sua Accademia raggiungono l’importante traguardo di 200 Corsi svolti nei 340 anni di storia del più antico istituto militare di formazione del mondo.

Il 160° corso era composto di più di due centinaia di giovani che credevano e ancora oggi credono nelle Istituzioni e tra loro annoverano eccellenze assolute.

In particolare saranno a Modena a celebrare i 40 anni di servizio anche il Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa Pietro Serino, il Comandante del NATO Rapid Deployable Corps Italiano Roberto Perretti, il Comandante delle Forze Operative del Sud Italia Rosario Castellano, il Capo di Stato Maggiore del Comando Generale dei Carabinieri Teo Luzi, il Direttore della Direzione Investigativa Antimafia Giuseppe Governale, il Consigliere Militare presso la Rappresentanza Permanente Italiana alle Nazioni Unite in New York Gino Micale e il Commissario Generale per le onoranze ai Caduti Alessandro Veltri. Questi sono solo la punta di diamante di un gruppo di persone eccezionali che da quaranta anni sono lustro dell’Italia.

La cerimonia del quarantennale sarà preceduta, nel pomeriggio dell’8 novembre, da quella della consegna dello spadino, nel corso della quale gli Allievi del 199° Corso consegneranno il simbolo dell’allievo ai colleghi del 200° Corso, un atto che sancisce per questi ultimi l’acquisizione dello status di Allievi Ufficiali.

Per assistere a questa cerimonia sono attesi in gran numero da tutte le regioni d’Italia i familiari dei giovani Cadetti del 200° Corso.

Il giorno successivo nell’ambito della cerimonia del quarantennale, il Generale di Corpo d’Armata Pietro Serino terrà un intervento in cui sottolineerà come il “passaggio” in Accademia fa sì che tutti gli Allievi di ogni epoca debbano ora sentirsi parte di un’unica famiglia.

Gli Allievi del 160° Corso sono stati testimoni della già citata elezione di Papa San Giovanni Paolo II, poi il 9 novembre 1989 della caduta del muro di Berlino e l’11 settembre 2001 del vile attentato al World Trade Centre.

Di quali cambiamenti epocali ed eventi storici saranno testimoni gli Allievi del 200° Corso non è dato saperlo ma l’augurio di Serino sarà quello che possano affrontare quanto la storia proporrà loro con la stessa saldezza morale e dedizione dei loro predecessori.

Ai due giorni di raduno organizzati sotto l’attenta direzione del Comandante dell’Accademia, Generale di Brigata Stefano Mannino, parteciperanno i familiari degli Allievi del Corso che sono deceduti in servizio e non in questi 40 anni, un ex parlamentare somalo che ha frequentato il 160° corso, Mohamed Omar Mohamed, e i Comandanti che accolsero il 160°a Modena nel 1978”.

Fonte: gen Giuseppe Morabito

Foto: Esercito Italiano

Trident Juncture 2018: al contingente italiano la visita dell’Amb Colella, che riferisce dell’apprezzamento verso i militari italiani

L’ambasciatore d’Italia in Norvegia, dottor Alberto Colella, ha incontrato ieri, 5 novembre, a Lesja, comune norvegese della contea di Oppland, il personale militare del contingente italiano su base 132^ brigata corazzata Ariete attualmente impegnato nell’esercitazione Trident Juncture 2018, la più importante attività addestrativa organizzata dall’Alleanza Atlantica dalla fine della Guerra Fredda.

È la stessa Italian Multinational Brigade a darne notizia oggi, 6 novembre, con un comunicato stampa.

Ricevuto nella base di Vidflotten dal generale di brigata Angelo Michele Ristuccia, comandante del contingente, l’Ambasciatore, accompagnato dall’addetto per la Difesa presso l’ambasciata, colonnello Massimo Ancora, ha inizialmente assistito a una presentazione dei diversi assetti presenti in Norvegia e a un’illustrazione delle principali attività addestrative e logistiche condotte nell’ambito della Trident Juncture, esprimendo grande ammirazione per le notevoli capacità dimostrate con lo schieramento in teatro di un così articolato e complesso dispositivo militare.

“Il vostro entusiasmo, la professionalità e la competenza che state dimostrando, mi fanno sentire orgoglioso di essere il rappresentante dell’Italia in Norvegia”, ha dichiarato l’Ambasciatore al personale riunito e, successivamente, alla stampa locale.

“Siete un esempio di eccellenza italiana nel mondo”, ha poi sottolineato l’ambasciatore Colella, citando gli apprezzamenti rivolti ai militari italiani che gli sono stati riportati nel corso di precedenti incontri.

Alla Trident Juncture le Forze Armate Italiane sono presenti con gli assetti dell’Esercito che, con il coordinamento di NRDC-ITA (NATO Rapid Deployble Corps – Italy) di Solbiate Olona, compongono la VJTF Land Brigade (Very High Readiness Joint Task Force), attuale punta di lancia dell’Alleanza.

Per il 2018, la brigata terrestre della Very High Readiness Joint Task Force è costituita su base 132° brigata corazzata Ariete (Comando Brigata, 11° reggimento Bersaglieri, del 10° reggimento Genio Guastatori, reggimento logistico Ariete, Reparto Comando e Supporti Tattici Ariete), con il rinforzo del 187° reggimento Paracadutisti, il supporto del 7° reggimento Trasmissioni, del 1° reggimento Artiglieria da montagna, della Scuola di Commissariato di Maddaloni e di una compagnia di Polizia Militare fornita dal 13° reggimento Carabinieri, ricorda il comunicato stampa.

Sono inoltre schierati a Bodø, nella contea di Nordland, assetti dell’Aeronautica Militare partecipanti all’esercitazione.

Tra questi: gli Eurofighter del 4° Stormo di Grosseto, 36° Stormo di Gioia del Colle e 37° Stormo di Trapani, con funzioni di difesa aerea; i Tornado del 6° Stormo di Ghedi, con capacità di soppressione delle difese aeree avversarie; il tanker (aviocisterna) KC-767 del 14° Stormo; il G-550 CAEW, anch’esso del 14° Stormo, piattaforma volante dai sensori sofisticati per le attività di sorveglianza e raccolta di informazioni.

Il supporto logistico, conclude il comunicato, è assicurato dal 3° Stormo di Villafranca di Verona, elemento chiave della logistica di proiezione dell’Aeronautica.

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Fonte e foto: Italian Multinational Brigade PAO

CME Abruzzo: 4 novembre, il programma delle celebrazioni

“Il 4 novembre 1918, con l’entrata delle truppe italiane vittoriose a Trento e Trieste, dopo quasi tre anni e mezzo di battaglie, aveva termine la Grande Guerra, che segnò il raggiungimento della completa unità nazionale”, ricorda il comunicato stampa del Comando Militare Esercito (CME) Abruzzo.

Cinque milioni di uomini appartenenti a tutte le classi sociali furono chiamati alle armi e combatterono gomito a gomito vivendo sofferenze ai limiti dell’umana sopportazione”.

In questa giornata, s’intende ricordare tutti coloro che hanno sacrificato il bene supremo della vita per un ideale di Paese e di Patria e per l’attaccamento al dovere: valori, sottolinea il CME Abruzzo, immutati nel tempo per i militari di allora come per quelli di oggi.

Come tradizione, anche quest’anno, in occasione del 4 novembre, si svolgeranno in Abruzzo una serie d’iniziative per consolidare l’incontro tra i cittadini e le istituzioni militari e civili dello Stato.

A L’Aquila il programma della giornata prevede:

– alle 9.45, presso la Chiesa di Cristo Re, in via Crispi, S.E. Card. Giuseppe Petrocchi celebrerà la Santa Messa in suffragio dei Caduti in servizio e per la Patria.

– alle 11.00, cerimonia di commemorazione presso il Monumento ai Caduti, alla Villa Comunale, con deposizione di una corona d’alloro da parte del Prefetto di L’Aquila, Dottor Giuseppe Linardi, e resa degli onori da parte di un picchetto armato interforze (Esercito, Marina Militare, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria e Vigili del Fuoco). A seguire, il Gen. B. Giuseppe Di Giovanni, Comandante Regionale dell’Esercito, consegnerà una Bandiera Nazionale ai rappresentanti dell’Istituto d’Istruzione Superiore “D. Cotugno”, al fine di rafforzare, anche nelle giovani generazioni, i sentimenti di unità, identità e appartenenza alla Nazione.

Infine, nel contesto dell’iniziativa “Caserme Aperte”, dalle 9.00 alle 17.00, la cittadinanza potrà accedere alla:

Caserma “Pasquali”, in Strada Statale 80 n.1, sede del 9° reggimento Alpini, ove sarà possibile visitare il Museo Storico del Reggimento e una mostra statica di mezzi/materiali in dotazione, tra cui quelli del Battaglione “Vicenza”, unità multifunzione di recente costituzione che, nell’ambito dell’impiego duale della Forza Armata in occasione di pubbliche calamità, opera seguendo l’imperativo “di più insieme”, in sinergia con le altre istituzioni e dimostrandosi una risorsa pronta e flessibile per la sicurezza dei cittadini;

Caserma “Mar. Magg. Medaglia d’Oro al Valor Militare Vincenzo Giudice” sede della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza, sita in via delle Fiamme Gialle n. 20- Coppito (AQ).

Caserma sede del Comando Provinciale Carabinieri di L’Aquila, in via del Beato Cesidio n. 4.

Fonte: CME Abruzzo

Foto: difesa.it

CME Emilia-Romagna: le celebrazioni del 2 e del 4 novembre, Commemorazione dei Caduti, Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate

Le Forze Armate commemorano il 4 novembre, Giorno dell’Unità Nazionale, Giornata delle Forze Armate, scrive in un comunicato stampa il Comando Militare Esercito (CME) Emilia-Romagna, che ricorda la ricorrenza, legata alla firma dell’armistizio, a Padova, con gli emissari dell’Impero austro-ungarico.

Quest’anno l’evento cade a cento anni esatti dal proclama con cui il Generale Armando Diaz, alle 12 del 4 novembre 1918, annunciò la fine della guerra combattuta per 41 mesi dall’Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, contro l’Austria-Ungheria.

“Una vittoria – prosegue il comunicato – che costò immani sacrifici, ma che sul Piave, sull’Isonzo, nelle trincee del Monte Grappa, nei nostri cieli e mari, vide soldati, marinai, aviatori, carabinieri e finanzieri, scrivere pagine di altissimo valore, consolidando quel sentimento di identità nazionale che avrebbe portato gli italiani a sentirsi, per la prima volta, parte di un unico Popolo”.

Questo il calendario delle attività in programma (fonte CME Emilia-Romagna):

2 novembre: solenne commemorazione dei defunti, con il seguente programma:

8.30: deposizione di una corona d’alloro all’interno del chiostro della Basilica di Santo Stefano, lapidario dei Caduti bolognesi della Prima Guerra Mondiale;

9.00: Santa Messa di suffragio in ricordo di tutti i Caduti nella Basilica di San Petronio;

10.30: deposizione di corone d’alloro alla Cripta Ossario della Certosa – lapidario dei Caduti bolognesi nella Prima Guerra Mondiale.

4 novembre: con inizio alle ore 10.30, si svolgerà in Piazza Maggiore la tradizionale cerimonia militare con lo schieramento di una Compagnia d’onore composta da unità delle Forze Armate, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e dei Corpi armati e non dello Stato, alla presenza del Prefetto di Bologna, dottoressa Patrizia Impresa, e con l’allocuzione del Comandante Militare Esercito Emilia-Romagna, Generale di Brigata Cesare Alimenti.

Al termine della cerimonia, una rappresentanza di studenti del Liceo Scientifico Enrico Fermi di Bologna, dell’ITCS Gaetano Salvemini di Casalecchio di Reno (BO) e dell’Istituto Comprensivo di Zola Predosa (BO) riceverà un Tricolore.

Nel corso della giornata, dalle 9.00 alle 17.00, sarà allestita in Piazza del Nettuno a Bologna un’area espositiva con mezzi e cimeli della Grande Guerra.

In contemporanea, sarà esposta al Circolo Unificato dell’Esercito in via Marsala 12 a Bologna, con accesso libero, la rassegna dell’Assemblea Legislativa Regionale “Emilia Romagna al fronte”.

Si potrà infine visitare, dalle 9.00 alle 13.00, la Caserma L. Manara, sede del Comando Legione Carabinieri Emilia-Romagna.

Fonte: CME Emilia-Romagna

Foto: difesa.it

Trident Juncture 2018: il COM JFC NP amm Foggo III visita la Italian Multinational Brigade schierata in Norvegia

Trident Juncture, COM JFC NP amm Foggo visita la Ariete

Il Comandante dell’Allied Joint Force Command Naples (JFC NP), Ammiraglio James Gordon Foggo III, direttore dell’esercitazione Trident Juncture attualmente in svolgimento in Norvegia, ha visitato ieri a Lesja il comando dell’Italian Multinational Brigade, l’unità a elevata prontezza operativa a guida italiana che, nel quadro della enhanced NATO Response Force (eNRF), costituisce per il 2018 la Very High Readiness Joint Task Force Land Brigade (VJTF), ha fatto sapere con un comunciato stampa odierno la stessa Brigata.

Ricevuto presso la base di Vidflotten dal gen Angelo Michele Ristuccia, comandante del contingente italiano e dell’Italian Multinational Brigade, l’alto ufficiale americano ha prima incontrato il personale delle diverse nazionalità che compongono in Norvegia la Brigata (oltre all’Italia: Spagna, Albania, Slovenia, Montenegro, Francia, Portogallo, Ungheria e Lituania) e, successivamente, ha assistito all’illustrazione del posto comando (main e forward command post), “manifestando interesse e apprezzamento per le soluzioni tattiche adottate nelle diverse configurazioni”, spiega il comunicato.

Durante il cordiale colloquio con il gen Ristuccia, l’amm Foggo ha espresso grande ammirazione per le notevoli capacità operative e logistiche espresse dall’Italia, come dimostrato dallo schieramento in teatro di un così articolato e complesso dispositivo militare.

Alla Trident Juncture, la più importante esercitazione organizzata dall’Alleanza Atlantica dalla fine della guerra fredda, con 50.000 militari schierati provenienti da 31 diverse nazioni, 150 aerei, 70 navi e oltre 10.000 veicoli terrestri, le Forze Armate Italiane sono presenti con gli assetti dell’Esercito che, con il coordinamento del NATO Rapid Deployble Corps – Italy (NRDC-ITA) di Solbiate Olona, compongono la VJTF Land Brigade (Very High Readiness Joint Task Force), attuale punta di lancia dell’Alleanza.

Per il 2018, la brigata terrestre della Very High Readiness Joint Task Force è costituita su base 132° Brigata corazzata Ariete (Comando Brigata, 11° reggimento Bersaglieri, del 10° reggimento Genio Guastatori, reggimento logistico Ariete, Reparto Comando e Supporti Tattici Ariete), con il rinforzo del 187° reggimento Paracadutisti, il supporto del 7° reggimento Trasmissioni, del 1° reggimento Artiglieria da montagna, della Scuola di Commissariato di Maddaloni e di una compagnia di Polizia Militare fornita dal 13° reggimento Carabinieri.

Alla Trident Juncture, conclude il comunicato, partecipano anche assetti dell’Aeronautica militare rischierati a Bodø, nella contea di Nordland.

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Fonte e foto: #TRJE18 Italian Multinational Brigade PAO

 

Prima Parthica, OIR: prosegue la lotta a Daesh con i corsi dei Carabinieri

“La Police Task Force-Iraq, guidata dall’ Arma dei Carabinieri e inquadrata nella missione Operation Inherent Resolve (OIR) – Prima Parthicascrive lo stato maggiore della Difesa (SMD) in un comunicato stampa di oggi, 25 ottobre –  prosegue nella conduzione di attività addestrative a supporto delle forze di polizia irachene e curde, fornendo ausilio nella complessa transizione da assetti impiegati in operazioni militari ad agenzie di sicurezza poste a presidio della legalità e a tutela dei cittadini”.

Nei giorni scorsi, si apprende, alla Iraqi Federal Police Special Training School di Bagdad, si sono conclusi con successo il 17° corso Law & Order, il 19° Crowd & Riot Control e il 13° corso Cultural Heritage Protection, tenuti dal personale dell’Arma dei Carabinieri che, nell’ambito dell’operazione Inherent Resolve – Prima Parthica e con la partecipazione di numerosi partners internazionali, quali le Polizie del Canada, Repubblica Ceca, Finlandia e Svezia, ha il compito di fornire assistenza alle forze di polizia irachene, svolgendo attività di addestramento e mentoring nella fase cruciale di lotta a Daesh.

In particolare, spiega SMD; i 32 frequentatori del Cultural Heritage Protection Course, molti dei quali già esperti di settore, hanno acquisito ulteriori fondamentali nozioni per le investigazioni in tale ambito e soprattutto per quanto concerne la condivisione informativa e il contrasto alle attività di scavo clandestino e al commercio illegale di reperti archeologici.

L’interesse e la sensibilità in questo settore è tale che da gennaio di quest’anno un team di Carabinieri di “addestramento e consulenza in tema di tutela del patrimonio culturale” è schierato, con compiti di consulenza e addestramento, presso le sedi UNESCO di Baghdad ed Erbil, fa sapere la Difesa.

In totale, grazie a questi ultimi tre corsi, sono stati addestrati 432 iracheni appartenenti alle diverse forze di polizia ricevendo una formazione specifica nelle procedure di intervento di polizia (controllo del territorio, uso calibrato della forza secondo un’escalation di proporzionalità alla minaccia, tecnica di arresto e di ammanettamento e uso delle armi non letali), sul codice etico e di condotta del poliziotto verso le istituzioni pubbliche e la società civile con l’applicazione di standard del diritto internazionale umanitario.

Nella sede di Erbil, inoltre, si è concluso il 4° corso Police Female Officer condotto dalla Task Unit Carabinieri, rinforzata da personale femminile dell’Arma, a favore di 24 operatrici delle diverse forze di polizia della Regione Autonoma del Kurdistan.

Durante il modulo sono state approfondite tematiche inerenti alla tutela dei diritti umani e al trattamento delle vittime di violenze domestiche. Le partecipanti sono state coinvolte in attività pratiche nelle quali hanno sperimentato le tecniche di maneggio delle armi, perquisizioni personali, veicolari e tecniche di immobilizzazione.

La formazione delle Forze di Polizia irachene rappresenta oggi la priorità della Coalizione internazionale e testimonia, nell’ambito della missione in Iraq Inherent Resolve, lo sforzo compiuto dalle Forze Armate Italiane per la sconfitta di ISIS.

Il contributo italiano si sostanzia nell’operazione Prima Parthica e prevede lo schieramento di 1.100 militari suddivisi tra assetti Esercito, Aeronautica e Arma dei Carabinieri.

“La Police Task Force – Iraq è schierata a Baghdad dal 2015 e ha sinora addestrato oltre 22.000 poliziotti iracheni e curdi, contribuendo in maniera determinante al processo di normalizzazione dell’Iraq, conclude la Difesa.

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Fonte e foto: PI SMD

Difesa: al Festival della Scienza di Genova i laboratori delle Forze Armate e Nave Italia

Riparte oggi il Festival della Scienza di Genova, edizione che vede ancora la partecipazione del personale del Ministero della Difesa.

Quest’anno, fa sapere lo stato maggiore della Difesa (SMD) con un comunicato stampa di ieri, 24 ottobre, “il claim della manifestazione è dedicato ai cambiamenti con cui le Forze Armate, tramite l’utilizzo delle nuove tecnologie, riescono continuamente ad adeguarsi per essere sempre al passo con i tempi”.

Fino al 4 novembre, si apprende, “si potranno toccare con mano e sperimentare i mezzi e i materiali in dotazione ai militari italiani, entrando direttamente a contatto con gli uomini e le donne con le stellette e con le molteplici attività che quotidianamente svolgono con passione al servizio della collettività”.

A Piazza delle Feste saranno allestiti laboratori, attività didattiche, scientifiche e tecnologiche che attraverso installazioni inedite proietteranno tutti gli interessati e curiosi nel mondo delle tecnologie militari.

Sarà possibile vivere l’emozione di lavorare all’interno di una vera e propria sala operativa, per comprendere come gestire le calamità naturali con un’importante azione coordinata e con l’impiego di specifiche strumentazioni.

Rappresentanti dell’Esercito Italiano, della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare e dell’Arma dei Carabinieri guideranno i visitatori nel processo di attivazione dell’emergenza e delle attività da compiere fino alla sua risoluzione. Saranno esposti un mezzo militare VTLM Lince, un velivolo-drone Predator e un’automobile dell’Arma dei Carabinieri, dotati di tecnologie speciali d’avanguardia al servizio dei cittadini.

Infine, alla Calata Molo Vecchio, nell’Area Porto Antico, si potrà visitare Nave Italia, il più grande brigantino a vela del mondo di 61 metri, che dal 19 marzo 2007 è di proprietà della Fondazione Tender to Nave Italia, una Onlus costituita dalla Marina Militare Italiana e dallo Yacht Club Italiano, che utilizza la navigazione a vela per migliorare la qualità della vita di persone affette da disabilità fisiche, cognitive e problematiche di inserimento sociale.

Presente anche il Segretariato Generale della Difesa con alcuni importanti progetti scientifico tecnologico, per far comprendere i cambiamenti delle nuove tecnologie e far conoscere la duplice utilità della ricerca con le stellette.

Fonte: PI SMD

Foto: @FDellaScienza