Carlo Cabigiosu

COMFOPSUD: celebrato il ventennale dell’ingresso in Kosovo del contingente italiano

Conclusa con una cerimonia militare in piazza Carlo II a Napoli, alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, del Comandante Generale dell’Arma del Carabinieri Generale di Corpo d’armata Giovanni Nistri, degli ex Comandanti del Contingente italiano in Kosovo, del Sindaco di Caserta e di altre autorità locali, la due giorni di celebrazioni per il ventennale dell’ingresso del Contingente Italiano in Kosovo, avvenuto nel giugno del 1999.

Ne ha dato notizia con un comunicato stampa del 20 settembre il Comando Forze Operative Sud (COMFOPSUD) di Napoli.

La manifestazione è stata aperta ufficialmente giovedì nei saloni della Reggia di Caserta con la conferenza storico rievocativa tenuta dal Generale di Corpo d’Armata (in quiescenza) Mauro Del Vecchio, primo Comandante del Contingente Italiano in Kosovo e Comandante della Brigata Bersaglieri Garibaldi che ha ripercorso l’ingresso nei territori kosovari dei militari italiani raccontando la sua esperienza, corredata da quella degli altri Comandanti presenti, tra i quali il Generale di Corpo d’armata Carlo Cabigiosu, primo Comandante italiano della Forza NATO di KFOR.

A corollario della conferenza è stata allestita una mostra video fotografica riferita agli accadimenti di quel periodo.

Durante la cerimonia militare in piazza, in cui erano presenti i reparti e molti dei protagonisti che nel 1999 diedero inizio alla missione, il Generale Farina, anch’egli ex comandante della Kosovo Force da settembre 2013 a settembre 2014, ha sottolineato quanto KFOR sia una missione importante che contribuisce alla stabilizzazione dei Balcani occidentali e, in termini più ampi, dell’intera Europa, spiega il comunicato, aggiungendo che in tale ambito l’Esercito Italiano svolge un ruolo primario sia per il mantenimento della sicurezza nell’area sia per l’integrazione degli attori regionali con l’Unione Europea.

Il Gen Farina ha così proseguito: “La nostra tradizione culturale improntata al dialogo e al rispetto verso il prossimo e la formazione attenta e costante dei nostri militari sono stati elementi fondamentali per ottenere in Kosovo la fiducia, la sinergia, il dialogo e il rispetto tra le parti. I Comandanti e i Soldati italiani dell’Esercito, dei Carabinieri e dell’Aeronautica e della Marina che negli anni hanno operato in Kosovo hanno sempre dimostrato altissima preparazione e ferma determinazione sul campo coniugando l’uso proporzionato della forza con un atteggiamento proattivo e imparziale tra le parti. Solo con un approccio multidimensionale, coordinato e integrato con ogni altro soggetto operante sul campo è possibile ottenere grandi risultati. Questi aspetti sono infatti alla base del motto more togheter che coniai durante il mio mandato da Comandante di KFOR”.

La missione in Kosovo, nella denominazione di KFOR (Kosovo Force), iniziò il 12 giugno 1999, su mandato delle Nazioni Unite, con l’adozione, da parte del Consiglio di Sicurezza della Risoluzione 1244, che autorizzava l’impiego di un contingente militare inizialmente composto da circa 50.000 militari provenienti da Paesi NATO e altri alleati, ricorda il comunicato stampa del COMFOPSUD.

Il Contingente italiano, composto allora da circa 6.500 uomini delle unità della Brigata Garibaldi e da assetti specialistici di altre Forze Armate, entrò in Kosovo alla mezzanotte dello stesso giorno e raggiunse la città di Pec il mattino del 14 giugno 1999. Alla Brigata italiana, Brigata Multinazionale Ovest (MNB-W), venne assegnata la responsabilità dell’area ovest.

Attualmente all’operazione Joint Enterprise in Kosovo partecipano 28 paesi, con un impegno complessivo di forze di circa 4.000 unità, e il Comando della Kosovo Force è affidata in modo continuativo a un Generale dell’Esercito italiano dal 2013, ricorda il comunicato.

Fonte e foto: COMFOPSUD

Nrdc-Ita: un 2010 di esercitazioni per il prossimo turno di comando nella Nrf

Nrdc-ItaUn comando Nato unico sul territorio nazionale, il Nato Rapid Deployable Corps Italy (Nrdc-Ita) di Solbiate Olona in provincia di Varese. Così lo ha presentato il comandante generale di corpo d’armata Gian Marco Chiarini ieri 15 febbraio al consigliere del ministro della Difesa Marco Airaghi in visita alla struttura.

Nrdc-Ita infatti “continua a fornire un grande contributo in termini di professionalità e di immagine sia in patria sia all’estero – ha sottolineato Chiarini – confrontandosi in modo eccellente con le forze armate degli altri paesi”.

Nella caserma Ugo Mara, sede del corpo d’armata Nrdc-Ita comandato dal generale Chiarini, sono presenti quattordici nazioni Nato oltre all’Italia. Negli anni scorsi Nrdc ha affrontato impegni internazionali come Isaf VIII in Afghanistan, due turni di rotazione al comando componente terrestre della Nato Response Force (Nrf) e un ulteriore incarico in Afghanistan.

Il prossimo impegno operativo di rilievo sarà un nuovo turno di comando come componente terrestre in Nrf nel 2011. E il 2010 servirà come anno di preparazione per l’evento.

Dopo l’esercitazione Eagle Blade 09 di novembre dello scorso anno, disegnata su una crisis response operation che si è poi evoluta in war fighting, la successiva esercitazione condotta nel gennaio di quest’anno si è svolta in forma di seminario di studi geostrategici per un approfondimento sulle nuove sfide che la Nato deve affrontare.

La Eagle Eye 2010, così è stata denominata, ha visto la partecipazione del vicesegretario generale della Nato ambasciatore Claudio Bisogniero, che ha illustrato gli impegni della Nato e le sue priorità; del generale di corpo d’armata Carlo Cabigiosu, che ha affrontato le sfide future della Nato e il nuovo concetto strategico; del professore Massimo de Leonardis dell’Università Cattolica di Milano, che ha affrontato la questione della diversità di approccio al conflitto da parte islamica e da parte occidentale; del direttore del Centro Studi Internazionali Andrea Margelletti, che ha parlato dell’importanza di una intelligence di natura sociologica più che tecnico-militare.

Ora ci sono in programma altre tre esercitazioni computer assisted di livello più elevato. La prossima, denominata Eagle Meteor, si terrà nel mese di giugno e partirà dal risultato raggiunto con la precedente Eagle Blade per allargare l’esercitazione a uno spettro più ampio quale quello della ricostruzione. L’aspetto non kinetik non deve trarre in inganno, dato che è comunque prevista la valutazione della prontezza operativa.

A seguire in ottobre è prevista la Noble Light, finalizzata a validare il personale sulle procedure di lavoro di staff. Infine, a dicembre, è in programma l’esercitazione Steadfast Juno, che sarà l’attività conclusiva finalizzata a validare tutte le componenti che danno vita alla Nrf.

In parallelo il personale si addestrerà individualmente con attività specifiche a seconda della diversa area operativa  di appartenenza.

AGGIORNAMENTI:

Nrdc-Ita, uomini e donne esercitati per affrontare ogni minaccia per la prossima Nrf 16 (25 maggio 2010)

Nrdc-Ita si prepara a guidare la prossima Nrf 16 e riceve la visita del generale Bouchard (26 marzo 2010)

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Fonte: PAO Nrdc-Ita

Foto: PAO Nrdc-Ita