Centro Addestramento Alpino

Il Centro Addestramento Alpino di Courmayeur perde il Caporal Maggiore Scelto Giordano: cordoglio di CaSMD e CaSME

Il Caporal Maggiore Scelto dell’Esercito Maurizio Giordano, in forza presso il Centro Addestramento Alpino di Courmayeur (Aosta), ha perso la vita in Pakistan alle 6.00 di stamane, ora italiana, nel corso di una spedizione alpinistica.

Questi i messaggi di cordoglio, rispettivamente del Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), gen Claudio Graziano, e del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), gen Salvatore Farina:

“Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, appresa la triste notizia del grave incidente, in cui ha perso la vita il Caporal Maggiore Scelto dell’Esercito Maurizio Giordano, ha espresso ai familiari del militare e al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, profondo cordoglio e sentimenti di affettuosa vicinanza a nome delle Forze Armate e suo personale.

Il Graduato degli alpini, componente di una spedizione alpinistica della Sezione Militare Alta Montagna del Centro Addestramento Alpino dell’Esercito, questa mattina (alle ore 06.00 italiane circa), mentre stava tentando l’ascensione alla cima del monte Gasherbrum IV sul versante pakistano della catena del Karakorum, è precipitato da un seracco di ghiaccio e a nulla sono valsi gli immediati tentativi di soccorso da parte dei commilitoni.

La spedizione militare era iniziata lo scorso 10 giugno, nell’ambito delle attività addestrative di alta montagna che, periodicamente, sono condotte dagli atleti militari del Centro Addestramento Alpino. Della spedizione, oltre al Caporal Maggiore Scelto Maurizio Giordano, facevano parte il Maggiore Valerio Stella, il Caporal Maggiore Capo Marco Majori, già autore di importanti ascese in sud America e nell’area pakistana, il Caporal Maggiore Scelto Marco Farina, “veterano” della catena dell’Himalaya. Al team militare era stato aggregato anche il signor Daniele Bernasconi, guida alpina del CAI di Lecco di provata esperienza.

Per il Caporal Maggiore Scelto Maurizio Giordano si trattava della prima esperienza in quest’area, che ne segnava l’ingresso ufficiale nel mondo dell’alpinismo d’élite extraeuropeo, dopo aver affrontato decine e decine d’impegnative arrampicate in ambito europeo”.

*

“Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, appresa la triste notizia del decesso del Caporal Maggiore Scelto Maurizio Giordano, militare impegnato nella spedizione alpinistica in Pakistan, esprime sentimenti di solidale cordoglio ai familiari, a nome della Forza Armata e suo personale.

L’incidente mortale, avvenuto alle 06.00 (ora italiana) di questa mattina, è stato causato dal crollo di un seracco durante la fase di discesa da quota 7000mt al campo base situato a quota 5000mt. Il militare, 32 anni di Cuneo, era in forza al Centro Addestramento Alpino di Courmayeur (AO) e faceva parte della spedizione di 5 alpinisti impegnati nell’ascensione al Gasherbrum IV in Pakistan.

Il CMS Giordano aveva già affrontato con successo numerose ascensioni sulle Alpi e sulle Dolomiti, evidenziando in ogni circostanza grande professionalità e spirito di servizio.

L’Esercito ha immediatamente attivato le procedure per fornire tutto il supporto e il sostegno necessario alla famiglia del militare coinvolto, nella consapevolezza del momento di sconforto che stanno attraversando i parenti”.

Fonte e foto: PI SMD; PI SME

Esercitazione 5 Torri: aperta nuova via alpinistica di decimo grado sulla Torre Grande

Alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), Generale Claudio Graziano, del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, e del Comandante delle Truppe Alpine (COMALP), Generale di Corpo d’Armata Claudio Berto, si è svolta ieri, 4 luglio, nell’omonimo comprensorio montano – “cuore delle Dolomiti bellunesi e patrimonio dell’umanità” – l’esercitazione 5 Torri 2018 che, assieme alle Truppe Alpine dell’Esercito, ha visto impegnati soldati di 14 Paesi alleati e amici, assetti di tutte le Forze Armate nazionali e personale del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico e della Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini.

Lo rendono noto il COMALP e lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa di ieri, 4 luglio.

“Esercitazione tradizionale e moderna – ha affermato il gen Graziano, CaSMD, intervenuto all’avvio della 5 Torri 2018 – in cui hanno operato 14 Paesi amici e alleati alle nostre Forze Armate che si sono addestrati insieme per prepararsi a intervenire in qualsiasi condizione climatica e ambientale. Gran parte della Terra è composta da montagne e gran parte delle operazioni in questo momento in atto si sviluppano in aree compartimentate e montuose”.

Su queste vette, dove 100 anni fa era posizionato il Comando dell’artiglieria italiana, le Truppe Alpine – “eredi dei leggendari soldati di montagna che durante il Primo Conflitto Mondiale scrissero epiche pagine di storia militare e alpinistica”, sottolinea il comunicato – hanno dato dimostrazione delle proprie capacità di sviluppare in modo efficace il moderno concetto di ‘mountain warfare’, evoluzione delle tradizionali tecniche di combattimento ad alta quota.

“Bisogna imparare a operare in un mondo moderno e a quattro dimensioni, compreso lo spazio cibernetico, e dobbiamo continuare ad addestrare i nostri uomini e donne nel modo migliore. La palestra naturale di oggi ne è un esempio, perché là dove l’ambiente è severo si cimenta la fratellanza in armi, in amicizia, la solidarietà, la capacità di sapersi relazionare e operare in sinergia con la società e le componenti civili e quindi ad essere soldati della montagna ed alpini. Cento anni fa su queste montagne si combatté in un modo violento e spaventoso, anche con odio, perché nell’ultimo anno della Grande Guerra l’Italia comprese che una sconfitta militare avrebbe significato il tracollo di tutta la Nazione. Ma gli stessi nemici di allora sono adesso i nostri amici più forti, con gli sloveni, con i croati, con gli austriaci siamo oggi impegnati nelle operazioni internazionali, come in Libano e in Kosovo. Dobbiamo perciò tutelare quanto costruito finora, non dare nulla per scontato, tutelando in particolare quel patrimonio di valori comuni e condivisi anche con gli altri paesi, tramandati dai nostri nonni, e fare in modo che il valore più importante da custodire sia quello di un’Europa unita.”

Salutando tutte le autorità intervenute e il pubblico presente, il Comandante delle Truppe Alpine ha ricordato come “oggi, dopo oltre 100 anni, i nomi delle montagne intorno riportano alla memoria cruente battaglie, gesta eroiche ed episodi legati alla dura vita dei soldati tra i monti di cui rimangono evidenti e ben visibili tracce in tutta la zona circostante”.

Proprio per ricordare tutti quei giovani che sui monti donarono la propria vita alla Patria, personale della Sezione militare di Alta Montagna del Reparto Attività Sportive del Centro Addestramento Alpino ha aperto nei giorni scorsi una nuova via alpinistica di decimo grado sulla Torre Grande, denominata “I ragazzi del ’99”, da loro risalita ora per la prima volta in modo integrale.

La Sezione di Alta Montagna è formata da alcuni tra i migliori elementi del panorama alpinistico italiano e dalle più qualificate Guide Alpine Militari dell’Esercito e rappresenta oggi la migliore e più elevata espressione delle capacità tecniche del Centro Addestramento Alpino nell’alpinismo e nell’arrampicata sportiva di altissimo livello.

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Fonte e foto: COMALP; PI SMD

TAAC-W, Resolute Support: un corso di Mountain Warfare per i militari afgani da parte del Centro Addestramento Alpino di Aosta

L’apprendimento dei principali nodi, delle manovre di cordata, delle tecniche di discesa in corda doppia e di risalita di corda fissa, nonché l’uso di teleferica per il trasporto dell’armamento di reparto: sono solo alcuni degli obiettivi di apprendimento inseriti nel programma didattico previsto per il corso di “Mountain Warfare” organizzato dal Train Advise Assist Command West (TAAC W) a favore di dieci militari dell’Afghan National Army (ANA), l’Esercito Afgano.

È lo stato maggiore della Difesa a renderlo noto con un comunicato stampa di ieri, 12 marzo.

Il corso basico di combattimento in ambiente montano, si apprende in dettaglio, è stato condotto dal personale del TAAC W; in particolare, specifica il comunicato, da istruttori del Centro Addestramento Alpino di Aosta.

Il corso è durato tre settimane e si è concluso con un esame finale valido per il conseguimento dell’abilitazione al combattimento in alta quota, che ha avuto luogo su una falesia naturale attrezzata per l’occasione e situata a circa 20 chilometri di distanza dalla base di Camp Arena, a Herat.

Questo tipo di addestramento, spiega il comunicato, è nato dalle richieste di supporto espresse dal comandante del 207^ Corpo d’Armata afgano per rendere ancor più aderente l’addestramento dei propri militari con la morfologia del territorio.

Grande soddisfazione è stata manifestata dagli istruttori del contingente italiano, su base brigata Sassari al comando del gen Gianluca Carai, per i risultati conseguiti e la prestazione fornita dagli allievi durante le attività pratiche.

Il comandante del TAAC W ha pronunciato parole di elogio nei confronti dei militari afgani, incitandoli a esprimere la medesima professionalità durante le attività operative nelle quali saranno coinvolti con lo scopo di garantire la pace nel proprio Paese.

L’obiettivo della missione Resolute Support consiste nell’addestramento, assistenza e consulenza delle forze di sicurezza afgane, ricorda il comunicato dello stato maggiore della Difesa, in tale ottica si inserisce anche il corso Mountain Warfare.

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Fonte e foto: PI SMD

CaSTA 2018: i primi Campioni italiani dell’Esercito sono della Tridentina; tutto il podio del fondo maschile al Centro Addestramento Alpino

I primi caporalmaggiori Stephan Miribung e Marta Benzoni del Reparto Comando e Supporti Tattici Tridentina si sono aggiudicati ieri mattina, 6 marzo, a Sestriere, il titolo di Campione italiano dell’Esercito nella specialità dello slalom gigante nell’ambito della 70^ edizione dei Campionati sciistici delle Truppe Alpine (CaSTA), ha fatto sapere con un comunicato stampa del 6 marzo il Comando Truppe Alpine (COMALP) di Bolzano.

Sempre in giornata, sulla pista Loris di Pragelato, si è disputata una gara di sci di fondo (15 km maschile e 10 km femminile) valevole per l’assegnazione dei Trofei dell’Amicizia e Interforze che ha visto, in campo maschile, il dominio degli atleti del Centro Addestramento Alpino, capaci di salire su tutti e tre i gradini del podio con il caporalmaggiore capo scelto Fabio Pasini, il primo caporalmaggiore Enrico Nizzi e il caporalmaggiore Mikael Abram.

In campo femminile le atlete del Centro Addestramento Alpino si sono dovute invece arrendere all’Agente della Polizia di Stato Giulia Stuerz, capace di tagliare il traguardo davanti al caporale Ilenia Defrancesco e al primo caporalmaggiore Alice Canclini.

Da Pragelato è partita anche la prima giornata di gare per i 26 plotoni in lotta per aggiudicarsi, venerdì sera, i Trofei Buffa e International Federation of Mountain Soldiers, terminata nel pomeriggio dopo una marcia scialpinistica di circa 20 km di sviluppo e un dislivello complessivo (positivo e negativo) di oltre 2.000 metri, intervallato da prove di tiro con l’arma in dotazione, movimento a cronometro e di ricerca di travolti da valanga.

Tante le gare in programma anche oggi, 7 marzo, con l’assegnazione, in serata, di ulteriori due titoli nazionali nello sci alpinismo al termine di una spettacolare gara in notturna, che verrà trasmessa in diretta streaming dalle 20.00 sui siti www.ana.it e www.meteomont.org, conclude il comunicato stampa.

L’edizione dei CaSTA 2018 è stata aperta ufficicalmente ieri, 6 marzo, con l’accensione del braciere a Sestriere da parte del campione di scialpinismo del Centro Sportivo Esercito, 1°Caporalmaggiore Robert Antonioli (link articolo qui e in calce).

La 70^ edizione dei Campionati sciistici delle Truppe Alpine si concluderà il prossimo 10 marzo.

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Fonte e foto: COMALP

CaSTA: si concludono le gare militari della 69^ edizione, vince il Centro Addestramento Alpino di Aosta

Si è conclusa oggi pomeriggio, 17 marzo, la settimana dei Campionati Sciistici delle Truppe Alpine (CaSTA) 2017, quest’anno alla 69^ edizione.

Durante la cerimonia di chiusura, in Piazza del Magistrato a San Candido, sono stati assegnati i Trofei in palio e ammainate le bandiere degli 11 paesi partecipanti alla manifestazione, fa sapere il Comando Truppe Alpine (COMALP) con un comunicato stampa odierno.

Alla cerimonia era presente il Sotto Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen Claudio Mora, che nel suo intervento ha sottolineato come “i Campionati e, in particolar modo la gara dei plotoni – momento di reale verifica del livello addestrativo raggiunto – trascendono la semplice competizione sportiva: costituiscono un’importante occasione addestrativa in un ambiente duro come quello montano che, con la sua austerità, esige soldati di solide e comprovate qualità fisiche e morali”.

Per il gen Mora “Sono proprio queste doti e questa familiarità nei confronti di un ambiente così difficile che hanno contribuito a forgiare la leggenda delle Penne Nere”.

Ricordando poi i recenti impieghi in Centro Italia, il gen Mora ha rimarcato come,  proprio in situazioni estreme, le truppe da montagna abbiano saputo dimostrare di essere una pedina operativa flessibile e idonea ad agire non solo nelle diverse operazioni militari ma anche in situazioni emergenziali e nelle attività a supporto della popolazione, dando prova di indiscussa professionalità e umanità.

La vittoria finale va ai ragazzi del Centro Addestramento Alpino di Aosta che si aggiudicano il Trofeo Medaglie d’Oro Alpine, davanti al Reparto Comando e Supporti Tattici Tridentina ed al 4° reggimento Alpini paracadutisti.

Per quanto riguarda i Plotoni, successo della brigata Alpina Julia, capace di mettere ben tre reggimenti sul podio in entrambe le classifiche, nazionale e internazionale; al termine di una combattutissima staffetta scialpinistica: l’8° reggimento Alpini di Venzone e il 7° di Belluno si sono infatti spartiti i Trofei Buffa e “International Federation of Mountain Soldiers”, con il reggimento Logistico di Merano terzo in entrambi.

Nella classifica per l’assegnazione del Trofeo dell’Amicizia, l’Italia, rappresentata dal Centro Sportivo Esercito, si impone nettamente su Romania e Svizzera, con l’Esercito che ha la meglio anche sui colleghi dei Carabinieri per quanto riguarda il Trofeo Interforze, fa sapere il comunicato.

“Sono stati giorni intensi, segnati da sfide con ritmi serrati e da esaltanti incontri sportivi sui campi di gara – ha dichiarato il Comandante delle Truppe Alpine, generale Federico BonatoQueste gare hanno consentito un reciproco arricchimento professionale e hanno rafforzato i vincoli di amicizia e collaborazione tra Nazioni, importantissimi tra Forze Armate amiche e Alleate”.

Il gen Bonato si è poi soffermato su altri due aspetti importanti della manifestazione, quello della solidarietà – che ha visto le Truppe Alpine impegnate a favore dell’Associazione San Vincenzo de Paoli di Dobbiaco, a cui al termine della cerimonia sono stati consegnati 4.700 euro frutto di una raccolta fondi promossa durante tutta la settimana – e quello del ricordo di chi è caduto nell’adempimento del proprio dovere.

Concluse le gare militari, l’attenzione si sposta a Versciaco dove sono in corso di svolgimento le finali delle discipline tecniche della Coppa Europa di sci alpino, la cui organizzazione è stata assegnata dalla FISI alle Truppe Alpine dell’Esercito nell’ambito dei CaSTA.

In tale contesto è stata assegnata già questa mattina la prima Coppa di Cristallo, al termine del Gigante femminile vinto dall’atleta austriaca Elisabeth Kappaurer, che ha incoronato regina l’atleta norvegese Kristin Lysdahl.

L’appuntamento con le altre finali è per domani e domenica, con diretta RAI Sport rispettivamente alle 12 (Gigante maschile) e dalle 13.45 (Slalom maschile e femminile), fa sapere il COMALP.

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CaSTA 2017: oro nel biathlon per gli alpini Danne e Andreola. Stasera sci alpinismo in notturna

È stato assegnato oggi il secondo titolo di Campione Italiano dell’Esercito ai Campionati Sciistici delle Truppe Alpine (CaSTA) 2017, fa sapere il comunicato stampa del Comando Truppe Alpine (COMALP).

In particolare, si tratta del secondo titolo per il Reparto Comando e Supporti Tattici Tridentina, con l’oro che arriva nel biathlon femminile.

Sulla pista “Saskia” di Dobbiaco sono stati il Caporalmaggiore Capo Daniele Danne, del Centro Addestramento Alpino di Aosta, e il Caporalmaggiore Scelto Michela Andreola, effettiva al Reparto Comando e Supporti Tattici Tridentina di Bolzano, ad avere la meglio nella gara di biathlon su un nutrito numero di partenti.

Per i ragazzi di Bolzano si tratta del secondo alloro in due giorni di gare e, questa sera, guardano con ottimismo alla gara di sci alpinismo in notturna, dove il Caporalmaggiore Capo Daniele Cappelletti e il 1° Caporalmaggiore Anna Moraschetti – campioni in carica – partono da favoriti.

Numerosi gli atleti del Centro Sportivo Esercito iscritti alla gara, valida anche per l’assegnazione del Trofeo dell’Amicizia, tra cui il Caporalmaggiore Capo Manfred Reichegger e il Caporal Maggiore Alba De Silvestro, nomi di primissimo piano dello sci alpinismo mondiale.

Sempre nell’ambito del Trofeo dell’Amicizia, si è disputato oggi in Croda Rossa uno slalom gigante che ha visto salire sul gradino più alto del podio il 1°Caporalmaggiore Giulio Bosca e il Caporalmaggiore Jasmine Fiorano, entrambi effettivi al Centro Addestramento Alpino.

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NRDC-ITA: Eagle Snowmaster 17, per operare in ambiente montano e per il team che partecipa ai CaSTA

Si è da poco conclusa l’esercitazione Eagle Snowmaster 2017, condotta dal NATO Rapid Deployable Corps Italy (NRDC-ITA) in collaborazione con il Centro Addestramento Alpino di Aosta.

La Eagle Snowmaster 2017 ha permesso di addestrare lo staff multinazionale di NRDC-ITA: nel dettaglio, ha visto impegnati 67 rappresentanti di diverse Forze Armate dei 13 paesi partner del corpo d’armata.

L’esercitazione ha avuto lo scopo di incrementare sia le prestazioni fisiche e la capacità di resistenza individuali sia le conoscenze e abilità per operare in ambiente montano e invernale, fa sapere NRDC-ITA nel suo comunicato stampa del 10 marzo scorso.

Durante l’esercitazione sono state condotte non solo marce diurne e notturne in quota in ambiente innevato, ma anche attività sciistica in assetto tattico, mettendo a disposizione del personale internazionale l’equipaggiamento idoneo a operare in tale ambiente.

Le attività, gestite dagli istruttori della Sezione Sci Alpinistica del Centro Addestramento Alpino, hanno inoltre permesso di rafforzare lo spirito di corpo e la capacità di “team building” tra il personale dello staff partecipante. Particolare attenzione è stata riservata a lezioni teorico-pratiche di climatologia e di primo soccorso in ambiente montano.

Durante l’esercitazione è stato dato spazio anche all’allenamento del team che rappresenterà NRDC-ITA in occasione dei prossimi Campionati Sciistici delle Truppe Alpine (CaSTA 2017), al via oggi, 13 marzo, in Alta Val Pusteria (Alto Adige).

La Eagle Snowmaster 2017 ha rappresentato per il Comando NATO di Solbiate Olona una valida opportunità per addestrare un significativo numero di personale dello staff di NRDC-ITA a operare in ambiente montano poco permissivo. Ciò ha rivestito particolare importanza per lo sviluppo delle capacità professionali dello staff specie in una fase addestrativa durante la quale NRDC-ITA è impegnato nella preparazione delle attività che condurranno il Corpo d’Armata a ricoprire il ruolo di Land Component Command (LCC) a partire dal 2018.

Il LCC è la componente terrestre della eNRF, cioè la “enhanced” NATO Response Force (eNRF), uno strumento militare di reazione avanzato che, per rapidità di intervento e capacità operative schierabili, consente all’Alleanza di fronteggiare con immediatezza qualsiasi minaccia in nome della Difesa Collettiva, ovvero in risposta alle crisi, con tempi di schieramento brevissimi.

Nell’ambito della eNRF, NRDC-ITA deterrà quindi il comando e controllo della parte terrestre della VJTF, il cui compito sarà quello di assicurare la prima e immediata risposta della NATO a possibili minacce, con la capacità di schierare l’intero dispositivo militare tra i 5 e i 15 giorni dal preavviso d’ordine.

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Fonte e foto: NRDC-ITA

Esercito: vittoria in Coppa del mondo sci-alpinismo del c.le mag. Boscacci nella specialità Long Distance

Esercito Italiano_ Boscacci Michele 2016 (1)Michele Boscacci, atleta di sci alpinismo del Centro Sportivo Esercito, ha vinto la Coppa del Mondo generale e nella specialità Long Distance, ha fatto sapere il COmando Truppe ALpine (COMALP) con un comunicato stampa dello scorso 25 aprile.

Per l’alpino, caporalmaggiore Boscacci, sottolinea il comunicato, si è trattato di “una   stagione da incorniciare, in cui è giunta anche la vittoria nella classifica generale di Coppa del Mondo”.

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Fonte e foto: COMALP

Esercito Italiano_ Boscacci Michele 2016 (2)

L’Esercito sull’Himalaya con Farina e Cazzanelli: si tenta una nuova via sulla parete nord del Chamlang Peak

OLYMPUS DIGITAL CAMERAIl caporal maggiore scelto Marco Farina e il caporal maggiore François Cazzanelli tenteranno l’inviolata parete nord del Chamlang Peak (7.319 metri), ha fatto sapere l’Esercito in un comunicato stampa di ieri, 31 marzo.

Questo è dunque l’obiettivo principale della Chamlang Expedition 2016, quarta spedizione del progetto Vertical Dreams della Sezione militare di alta montagna (SMAM) del Centro addestramento alpino di Aosta.

Farina e Cazzanelli partono oggi, 1° aprile, alla volta di Kathmandu, dando inizio alla spedizione che permetterà loro di tentare la salita e l’apertura di una nuova via sull’inviolata parete nord della montagna himalayana.

Chamlang PeakIl caporal maggiore scelto Farina e il caporal maggiore Cazzanelli non sono nuovi a imprese di questo tipo: nel dicembre 2014 raggiunsero la vetta del celebre Cerro Torre lungo la Via dei Ragni, in Patagonia, insieme con il caporal maggiore scelto Marco Majori (link articolo in calce).

Gli alpinisti hanno deciso per il 2016 di dedicare la loro attenzione e la loro preparazione all’Himalaya. Il Chamlang è una montagna che raggiunge la quota di 7.319 metri con la sommità occidentale, oltre a presentare altre due cime di quota inferiore (centrale e orientale), tutte superiori ai 7.100 metri, fa sapere il comunicato. Notato nel 1954 da Sir Edmund Hillary, primo uomo a raggiungere la vetta dell’Everest, il Chamlang fu salito la prima volta nel 1962 da una spedizione giapponese, ma, considerate le elevate difficoltà tecniche, sono state poche le spedizioni che finora sono riuscite a raggiungere la vetta.

Completamente inviolata è invece la parete nord, che negli ultimi anni ha attirato l’attenzione di alcuni tra i migliori alpinisti contemporanei. Farina e Cazzanelli hanno già individuato nei mesi scorsi alcune possibili linee di salita dell’imponente versante nord di circa 2.000 metri, finalizzando quindi la loro preparazione fisica soprattutto alle ascensioni su ghiaccio e al misto, ovvero le tipologie di terreno su cui dovranno cimentarsi in Nepal.

Esercito Italiano_ Farina e Cazzanelli_2015Il Chamlang rappresenta un ulteriore livello di difficoltà e impegno complessivo del progetto pluriennale Vertical Dreams, nel quale gli alpinisti della SMAM saranno impegnati nella realizzazione di nuove vie in stile alpino, in contesti sempre più difficili e a quote sempre più elevate.

Farina e Cazzanelli volano alla volta di Kathmandu oggi, 1° aprile, poi un volo interno permetterà loro di raggiungere Lukla, da dove comincerà il trekking di avvicinamento alla montagna della durata di una settimana circa. Gli alpinisti avranno a disposizione un periodo di circa 25 giorni per completare l’acclimatamento e per tentare l’ascensione.

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Fonte e foto: Esercito Italiano

Antartide: il Centro addestramento alpino dell’Esercito responsabile di training e sicurezza di 71 scienziati

Esercito Italiano_Centro Addestramento Alpino_addestramento sul ghiacciaio (1)La preparazione degli scienziati in partenza per la 31^ Campagna antartica è affidata anche quest’anno al Centro Addestramento Alpino dell’Esercito, fa sapere la stessa Forza Armata in un comunicato stampa.

I 71 partecipanti, selezionati dall’ENEA (Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente), tra scientifici e logistici, verranno testati dagli specialisti del Centro Alpino per quanto riguarda le loro capacità individuali durante un intenso periodo di approntamento.

I frequentatori, divisi in due gruppi, durante le prime settimane di settembre si prepareranno in vista dell’impiego in Antartide, affidati alle guide alpine militari della Sezione sci alpinistica di Courmayeur.

Esercito Italiano_Centro Addestramento Alpino_addestramento su parete rocciosa2 (2)I ricercatori verranno addestrati al movimento in montagna, alla sopravvivenza in campi base in tenda, su ghiacciaio, in condizioni difficili e di isolamento. Il corso comprende anche lezioni teorico-pratiche di soccorso, pronto soccorso, impiego degli apparati radio, nonché una prima conoscenza delle razioni viveri in dotazione all’ENEA.

Gli aspiranti saranno suddivisi in due gruppi in base al loro impiego futuro: per alcuni, infatti, il corso avrà un indirizzo “soft”, portandoli a operare in condizioni climatiche di medio-alta montagna. Per altri, invece, il corso sarà “hard”, con scenari addestrativi decisamente più impegnativi e freddi, spiega l’Esercito.

Esercito Italiano_Centro Addestramento Alpino_addestramento su parete rocciosa2 (1)Della spedizione scientifica che, nella seconda metà del mese di ottobre, raggiungerà la base Mario Zucchelli di Baia Terra Nova, farà parte l’Esercito Italiano con due militari: il caporal maggiore capo scelto Loris Buzzi e il caporal maggiore scelto Jules Pession.

Entrambi sono istruttori di alpinismo e guide alpine del Centro Addestramento Alpino di Courmayeur e garantiranno la sicurezza durante i movimenti e gli stazionamenti degli scienziati nelle basi remote, oltre alla tenuta dei collegamenti e l’utilizzo dei mezzi speciali da neve per gli spostamenti logistici.

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