cooperazione

Accordo tra il 2° FOD e l’ospedale Cardarelli per affrontare le emergenze mediche

20150416_2° FOD_accordo con Osp Cardarelli_gen De Pascale_dott Caputo (2)Stamane, 16 aprile, nella caserma Cavalleri di San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli, sede del 2° Comando delle Forze di Difesa del Centro Sud Italia e Isole (2° FOD), è stato sottoscritto un accordo di collaborazione tra l’azienda ospedaliera Antonio Cardarelli di Napoli e il 2° FOD.

Il comandante, generale Carmine De Pascale, ha incontrato il direttore generale, dottoressa Patrizia Caputo, per siglare un accordo che prevede la frequenza, da parte degli ufficiali medici del 2° FOD, dei reparti di emergenza medica e chirurgica dell’Ospedale Cardarelli al fine di mantenere viva la cultura e la preparazione medica e, al contempo, favorire la crescita professionale nel difficile settore delle emergenze sanitarie.

Gli ufficiali medici, affiancati dai colleghi dell’ospedale, svolgeranno un percorso formativo che li vedrà dapprima impegnati nelle attività del pronto soccorso, poi negli ambulatori specialistici e, infine, in sala operatoria, all’attività chirurgica.

20150416_2° FOD_accordo con Osp Cardarelli_gen De Pascale_dott Caputo (1)L’aggiornamento del personale medico è fondamentale per assicurare le molteplici attività sanitarie sia di istituto sia operative e per tale motivo è prevista dalle norme vigenti ed è seguita con vivo interesse della Forza Armata.

La cerimonia della firma dell’accordo, svoltasi alla presenza del personale militare e di una rappresentanza di studenti in medicina intervenuti per l’occasione, è stata seguita da una illustrazione dei compiti del 2° FOD, tenuta dal Capo di stato maggiore del Comando, generale Luigi Vinaccia, nei vari teatri operativi all’estero, nonché dei numerosi impegni in campo nazionale, non ultimi l’operazione Strade Sicure.

È seguita una relazione tenuta dalla dottoressa Scarpati sulle manovre di primo soccorso nelle emergenze sanitarie, mentre la cerimonia è stata conclusa da una relazione sulla medicina delle catastrofi del professor Giuseppe Noschese, che ha organizzato l’evento insieme con il tenente colonnello medico Luigi Mancone.

L’accordo rappresenta uno degli aspetti della sinergia tra le varie istituzioni che insistono sul territorio e costituisce un passo importante verso la crescita e lo sviluppo delle professionalità esistenti al fine di migliorare la prontezza alla gestione delle emergenze.

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Fonte e foto: 2° FOD

Marina Militare: il CaSMM, amm De Giorgi, in Africa per lo sviluppo della cooperazione con la Marina militare dell’Angola. Il 30° Gruppo navale domani in Congo

Il 30° Gruppo Navale, impegnato nella campagna Il Sistema Paese in movimento, dal 15 al 19 febbraio ha sostato nel porto di Luanda, in Angola, dove, a sostegno della politica estera dell’Italia, ha fatto parte di un intensa attività di incontri con autorità governative e ha dato grande stimolo alla cooperazione tra la nostra Marina Militare e quella angolana. Gli argomenti trattati hanno riguardato la sicurezza marittima, con particolare riguardo all’antipirateria, le procedure di abbordo in mare e nozioni di base sulla difesa da ordigni esplosivi improvvisati.

“Questo è un momento straordinario per l’Italia e per la Marina Militare – ha dichiarato il Capo di stato maggiore della Marina (CaSMM), ammiraglio Giuseppe De Giorgi, giunto in Angola per sottolineare l’iniziativa italiana – L’Angola è un paese strategico dal punto di vista della sicurezza marittima dell’Oceano Atlantico. L’obiettivo è sviluppare con l’Angola una collaborazione di lungo periodo nei settori della difesa, della sicurezza e dello sviluppo tecnologico”.

Nel corso della sosta, l’ammiraglio De Giorgi, ha incontrato oltre al suo omologo angolano, anche il Capo di stato maggiore della Difesa e il ministro della Difesa dell’Angola.

A bordo alla portaerei Cavour si è inoltre tenuto il seminario promosso dal Segretariato Generale della Difesa e mirato ad ampliare le opportunità di cooperazione nel settore della Difesa tra l’Italia e l’Angola, a favore di partner industriali e militari di entrambi i paesi.

Lo spirito di “amicizia e collaborazione” esistente tra Italia e Angola è alla “base dei buoni rapporti che legano i due Paesi”, ha sottolineato l’ambasciatore Giuseppe Mistretta in apertura del seminario, ribadendo l’importanza e la necessità di “fare sistema”.

Il 30° Gruppo Navale, partito da Civitavecchia il 13 novembre scorso (link articolo in calce), proseguirà la navigazione giungendo a Pointe Noire, in Congo, il prossimo 20 febbraio.

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Fonte e foto: Marina Militare

Marina Militare: il cacciatorpediniere Mimbelli salpa domani per l’operazione antipirateria Ocean Shield in Corno d’Africa e Oceano Indiano. Tappe di solidarietà e cooperazione

Domani, sabato 18 gennaio 2014, il cacciatorpediniere della Marina Militare Francesco Mimbelli  partirà dalla base navale Mar Grande di Taranto per partecipare all’operazione Ocean Shield per il contrasto alla pirateria, integrata nella Task Force 508 della Nato, dando così il cambio alla fregata Libeccio, attualmente impegnata nell’operazione Atalanta di contrasto alla pirateria dell’Unione Europea. Il Mimbelli rientrerà in Italia in agosto.

La missione assegnata non sarà solo di contrasto alla pirateria ma anche di cooperazione e solidarietà. Durante le soste saranno infatti distribuiti aiuti umanitari e beni di prima necessità, fornendo assistenza alle popolazioni dell’area del Corno d’Africa e dell’Oceano Indiano.

Il 3 gennaio scorso è iniziata infatti una raccolta di beneficenza di latte pediatrico e giocattoli da inviare in terre di missione promossa dall’Ordinario Militare in Italia, monsignor Santo Marcianò.

Numerosi enti e organizzazioni si sono impegnati nell’attività di raccolta, effettuata in varie zone della Calabria, conclusa il 14 gennaio scorso raccogliendo un totale 10 metri cubi di materiale tra cui latte pediatrico.

Raggiunto il paese africano, il materiale sarà consegnato da nave Mimbelli della Marina Militare alle Suore Missionarie di Carità d’Ivrea, presenti a Mawe Dar Es Salaam.

Durante le soste la nave contribuirà al consolidamento dei rapporti di amicizia e cooperazione con i paesi rivieraschi.

La costante presenza dei dispositivi aeronavali e dei nuclei militari di protezione delle navi mercantili nelle zone del Corno d’Africa e dell’Oceano Indiano ha determinato dal 2010, anno di massima presenza del fenomeno, a oggi una riduzione di attacchi di pirateria del 93%.

Il cacciatorpediniere Mimbelli ha partecipato nell’ottobre scorso all’esercitazione NATO a guida italiana Brilliant Mariner – Mare Aperto 2013; prima ancora, nel febbraio 2011, è stato uno dei protagonisti dell’evacuazione degli italiani dalla Libia durante la crisi libica che è sfociata nel rovesciamento della leadership di Gheddafi e del suo assassinio nell’ottobre dello stesso anno.

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Fonte e foto: Marina Militare

Africa Partnership Station: fregata Scirocco della Marina impegnata in attività bilaterale con Tanzania

È attualmente in sosta a Dar Es Salaam, in Tanzania, la fregata Scirocco della Marina Militare Italiana. Si fermerà fino al prossimo 20 agosto, fa sapere la Marina Militare in un comunicato.

La sosta rientra nella serie di attività di cooperazione militare fuori area della fregata italiana, reduce dalla missione antipirateria Atalanta, condotta sotto bandiera dell’Unione Europea dal 14 aprile al 6 agosto scorso.

L’attività bilaterale Italia-Tanzania di sviluppo delle capacità militari, o capacity building, si inquadra nell’ambito del progetto di sviluppo della professionalità delle marine militari africane, l’Africa Partnership Station (APS), iniziativa che ha preso il via nel 2008 sotto egida della marina militare statunitense.

Gli obiettivi della partnership sono lo sviluppo delle nazioni africane fino al raggiungimento di un’autonomia basica nel campo della sicurezza della navigazione, del controllo dei traffici illeciti e del contrasto della pirateria; lo sviluppo della cooperazione regionale nel campo marittimo; la creazione di un canale di comunicazione efficace per avviare un rapporto di fiducia con le nazioni africane e rendere noto all’opinione pubblica internazionale l’operato svolto dalle marine militari nel campo della sicurezza marittima e del contrasto alla pirateria.

L’equipaggio di nave Scirocco, con il supporto delle componenti specialistiche imbarcate e in coordinamento con le autorità militari locali, sta conducendo un corso di addestramento mirato in diversi settori, tra cui quello della consapevolezza di ciò che avviene negli spazi marittimi, del contrasto alla proliferazione degli ordigni esplosivi improvvisati (IED), di navigazione e carteggio, di difesa passiva (antincendio e antifalla), di condotta imbarcazioni e pronto soccorso, a favore di quarantasette ufficiali della Marina Militare tanzana.

Nave Scirocco nell’ambito dell’APS, nei primi giorni di agosto, ha imbarcato anche due ufficiali della Marina Militare gibutina che sono stati inseriti nell’ambito dello staff di bordo e stanno conducendo attività addestrativa, affiancando il personale di bordo nei diversi servizi giornalieri.

Le attività si svolgeranno sia presso le strutture della locale Scuola Navale che a bordo di nave Scirocco e rappresentano un ulteriore contributo nazionale allo sviluppo dei rapporti di collaborazione e scambio con i paesi di un’area geografica di vitale importanza per l’economia mondiale.

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Fonte: Marina Militare Italiana

Foto: Marina Militare Italiana

Difesa, Iniziativa 5+5 del Mediterraneo Occidentale: sì a un quartier generale contro le crisi

La consapevolezza dell’implacablità delle crisi ha portato i ministri della Difesa dei paesi che aderiscono all’Iniziativa 5+5 del Mediterraneo Occidentale a valutare un piano per la costituzione di un quartier generale non permanente, a rotazione tra i paesi membri, per interventi in caso di crisi umanitarie determinate da catastrofi naturali.

E’ questa la conclusione a cui sono giunti i ministri della Difesa di Algeria, Francia, Italia, Libia, Malta, Mauritania, Marocco, Portogallo, Spagna e Tunisia, a margine della riunione tenutasi in Mauritania sabato 10 e domenica 11 dicembre, a cui ha partecipato il ministro della Difesa Giampaolo di Paola.

L’Iniziativa 5+5 del Mediterraneo Occidentale, nata a Parigi il 21 dicembre 2004, rappresenta un foro di collaborazione nel settore della difesa e della sicurezza per migliorare, “tramite la realizzazione di attività pratiche e attraverso lo scambio di idee e di esperienze”, come spiegato dal sito della Difesa, la reciproca comprensione e la fiducia nell’affrontare i comuni problemi della sicurezza.

In dettaglio, l’iniziativa promuove la collaborazione in tema di sorveglianza marittima, sicurezza aerea, addestramento ed educazione, contributo delle Forze Armate alla protezione civile, cooperazione nel ricerca e soccorso.

Fonte: ministero della Difesa

Foto: la carta del Mediterraneo è di Teorie su Atlantide

La farina cattocomunista non fa pane

By Cybergeppetto

Nel periodo caratterizzato dalle discussioni sulla manovra finanziaria, il dibattito si sofferma su come reperire soldi e non su come ridurre le spese.

Il fatto è che nessuno è disposto a rinunciare alle norme che lo interessano. Il Cardinal Bertone, parlando del mondo delle cooperative, ha dichiarato che i diritti sociali “sono parte integrante della democrazia sostanziale e l’impegno a rispettarli non puo’ dipendere meramente dall’andamento delle borse e del mercato”.

Il portavoce dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, Luigi Marino, ha criticato aspramente le riduzioni dei vantaggi fiscali alle coop. “Un provvedimento inqualificabile per colpire chi ha lavorato bene per far aumentare il reddito, con spirito mutualistico … È un dato di fatto che la cooperazione è forse l’unica forma di impresa ad aver aumentato l’occupazione e i fatturati in periodi di crisi … Abbiamo superato momenti difficili durante il fascismo, supereremo anche questo”.

Al netto delle affermazioni di principio, fumose come le stanze delle fumerie d’oppio, il fatto è che ognuno difende i privilegi della sua parrocchietta o della sua isoletta di comunismo reale.

Un cardinale così titolato e importante dovrebbe sapere che i diritti sono fieno in cascina che non si può distribuire se prima non lo si accumula.

Il rappresentante delle cooperative dovrebbe sapere che sul mercato ci si deve stare a pari condizioni con gli altri.

L’uno e l’altro dovrebbero sapere che se uno fa solidarietà non ha bisogno di aiuti di Stato, basta che ci metta la sua fede, il suo impegno, le sue preghiere o la sua cultura democratica, profitti zero. La scusa della solidarietà regge poco quando il portafoglio è grasso per aiuti di stato o, peggio, per delle condizioni di favore; basta chiederlo ai supermercati che non riescono a lavorare nei territori su cui le coop hanno una posizione dominante.

Ai giovani che troppo spesso sono distanti dalla realtà perché intenti ad ascoltare la musica con le cuffie alle orecchie, i moderni paraocchi, bisognerà dirglielo che i conti che non torneranno, ed è già da molti anni che non tornano, li dovranno pagare loro. Bisognerà comporre una canzone rap che scali le classifiche e che sia scaricabile come mp3, la chiamerei “Fratello, lo pagherai tu tutto questo bordello”, oppure “Assistenzialismo e cooperazione si fotteranno tutta la tua pensione”.

Cybergeppetto

p.s. In cima a tutte le classifiche è improvvisamente balzato il rap “Vecchio, mettiti nel culo il tuo debito e vieni a farti il secchio”. Il Cardinal Bertone e il portavoce delle cooperative hanno stigmatizzato il fenomeno.

“La Coop sei tu” è di Casacoop