dual use

COMLOG: il Gen Figliuolo in visita a Treviso al SERIMANT e al 184° Cansiglio

Il Comandante Logistico dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo, ha visitato, il 7 e l’8 ottobre scorsi, il 184° Battaglione Sostegno TLC Cansiglio e la Sezione Rifornimenti e Mantenimento (SERIMANT) di stanza a Treviso.

Lo si apprende da una nota stampa del Comando Logistico (COMLOG) dell’Esercito.

Giunto nel corso della prima giornata alla caserma De Dominicis, sede del 184° Cansiglio, il Generale Figliuolo è stato aggiornato dal Comandante, Tenente Colonnello Mario Colecchia, sulle attività in corso e future.

L’Alto Ufficiale ha espresso, nella circostanza, parole di soddisfazione per lo sforzo che il 184° Cansiglio sta profondendo in innumerevoli impegni, non ultimo, lo sviluppo di un nuovo sistema di capacità interfonica nell’ambito del Programma della Difesa denominato Forza NEC, fortemente voluto dal vertice della Forza Armata per abbattere i tempi di comunicazione a tutto vantaggio delle operazioni sul terreno.

Il giorno successivo, si apprende, il Comandante Logistico si è recato alla Caserma Boltar, sede della Sezione Rifornimenti e Mantenimento (SERIMANT), dove è stato ricevuto dal Direttore, Colonnello Raniero Marchetto.

Il Generale Figliuolo ha potuto apprezzare le attività che l’Ente sta conducendo per il mantenimento dei mezzi anfibi AAV7, dei carri Ariete e Leopard, per l’informatizzazione dei depositi carburanti e della flotta BV 206, veicolo cingolato all terrain con spiccata connotazione dual use.

In particolare, in riferimento al BV 206, il Comandante Logistico ha evidenziato lo sforzo profuso nelle attività di formazione sul campo, cosiddette “training on job”, svolte dal personale del Sostegno Generale in strettissima sinergia e a favore del personale manutentore dei reparti alpini impegnati presso il Poligono di Monte Romano nella recente esercitazione LARAN 2019, sottolineando il crescente ruolo che in prossime attività simili avrà il Comando Logistico con i suoi Enti dipendenti.

In questo caso, sottolinea la nota, “l’esperienza della SERIMANT segna un importassimo precedente e ‘best practise’ per il futuro”.

Entrambe le visite sono state l’occasione per parlare direttamente a tutto il personale militare e civile degli Enti, esprimendo un caloroso ringraziamento per il lavoro svolto assieme nelle complesse attività d’istituto.

Come rimarcato dal Generale Figliuolo, “il Comando Logistico è il connubio di 2 anime, quella civile e quella militare, che silenziosamente, giorno dopo giorno, sostengono lo sforzo operativo dell’Esercito, contribuendo al successo delle operazioni e al suo prestigio, a livello nazionale e internazionale”.

Fonte e foto: COMLOG

Difesa: droni, AMX, Tornado ed Eurofighter in continuo addestramento

Droni e velivoli delle Forze Armate si addestrano costantemente anche per la sicurezza dei cittadini e per la tutela dell’ambiente”, scrive lo Stato Maggiore della Difesa in un comunicato stampa del 5 giugno.

La Difesa, nel garantire pienamente i compiti istituzionali, ha dimostrato in più occasioni di saper ottimizzare le risorse, in termini di mezzi e capacità, per metterle a disposizione della collettività. Tali capacità sistemiche con caratteristiche “duali” vengono tra l’altro impiegate, con compiti di controllo del territorio nazionale, sia a supporto della sicurezza dei cittadini che a tutela dell’ambiente.

Tra i mezzi impiegati risultano particolarmente efficaci, anche sfruttando le necessarie missioni di addestramento, i velivoli AMX, Tornado, Eurofighter e gli aeromobili a pilotaggio remoto Predator MQ-9 dell’Aeronautica Militare cosi come i droni Raven dell’Esercito Italiano che trovano utile impiego nel garantire la sorveglianza aerea dei territori a rischio.

I droni “RAVEN B/DDL” dell’Esercito rappresentano uno strumento di sorveglianza e ricognizione a lancio manuale, che permette l’acquisizione di immagini e video, in real time, dell’area di responsabilità. “Con un peso massimo di 2 kg, i droni Raven permettono di vedere senza essere visti da un’altitudine di 500 piedi, con un raggio massimo d’azione di 10 km e una autonomia di 60 minuti”, spiega in dettaglio il comunicato. Sulla base delle immagini acquisite le pattuglie sul terreno intervengono poi per contestare la flagranza di reato.

“Gli aeromobili a pilotaggio remoto Predator MQ-9 dell’Aeronautica Militare invece hanno un raggio d’azione che supera il migliaio di chilometri, una persistenza in volo di oltre le 24 ore e si caratterizzano anche per l’assenza di personale rischierato, un elemento fondamentale perché consente di intervenire ovunque e in qualsiasi condizione. Un vero e proprio occhio dal cielo che senza esser visto trasmette e mette in condivisione in tempo reale, con i foto-interpreti, l’intelligence, i decisori e le agenzia che supporta, i dati registrati”.

Queste caratteristiche degli aeromobili a pilotaggio remoto, nelle operazioni fuori dai confini nazionali, sottolinea lo Stato Maggiore, assicurano la protezione delle forze terrestri e delle popolazioni locali, ad esempio individuando dall’alto la presenza di possibili ordigni esplosivi improvvisati.

Inoltre, per quanto riguarda la tutela dell’Ambiente, i velivoli AMX, Tornado, Eurofighter sono in grado di fornire, nel più breve tempo possibile, una chiara visione delle aree di interesse con immagini ad alta risoluzione, consentendo e facilitando l’intervento delle squadre a terra, come successo in occasione dei terremoti e delle alluvioni degli ultimi anni e anche del recente crollo del Ponte Morandi a Genova.

Queste capacità sono state impiegate con ottimi risultati anche in Campania nell’ambito delle attività a tutela dell’ambiente. “Si tratta di un impiego innovativo delle Forze Armate a supporto della collettività, possibile grazie al continuo e capillare addestramento del personale militare per mantenere e migliorare continuamente le capacità di difesa della Patria, salvaguardia dello spazio aereo nazionale e per assolvere ai compiti assegnati nelle missioni all’estero in cooperazione con gli altri attori della comunità internazionale”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: PI SMD

Embedded in aree di crisi ma anche in operazioni dual-use con l’Esercito: i nuovi corsi del Centro Studi Roma 3000

Sono aperte le iscrizioni online ai nuovi corsi del Centro Studi Roma 3000, ente no profit – presieduto da Alessandro Conte – impegnato da anni nello studio delle dinamiche di politica internazionale delle aree di crisi con particolare attenzione ai temi della sicurezza, della difesa e dei flussi migratori.

I nuovi corsi di prossimo avvio sono dedicati non solo a giornalisti e operatori civili delle organizzazioni di volontariato e soccorso, ma anche a beneficiari del bando Torno Subito della Regione Lazio.

Nel dettaglio si apprende dal sito web del Centro, i corsi che si concentreranno nel periodo di fine giugno – inizio luglio 2019 sono: “Operare embedded e comunicare in operazioni dual use dell’Esercito; “Culture awareness e leader engagement in aree di crisi”; “Workshop, introduzione all’attività in aree di crisi”; mentre i Progetti di formazione riservati al progetto Torno Subito della Regione Lazio presentano due percorsi formativi specifici per chi vuole affrontare un percorso lavorativo o di volontariato all’estero con organizzazioni internazionali o per supportare attività no-profit in aree di crisi o a rischio: “Operatore civile in aree di crisi per attività di volontariato o lavorativa” ( durata 240 ore , sede L’ Aquila); “Analista di rischio internazionale per le organizzazioni no-profit e per le aziende” (durata 120 ore, sede L’ Aquila).

La Summer School è incentrata sulla formazione di base di carattere teorico pratico per Operatore in aree di crisi.

I corsi sono a numero chiuso, le iscrizioni si chiudono il 1° giugno.

Tutte le informazioni al link http://www.europeansafetyacademy.it/corsi/

Fonte e foto: Centro Studi Roma 3000 European Safety Academy

Difesa: uno tsunami sul litorale romano per mostrare il “duplice uso sistemico” delle Forze Armate

È in corso oggi, 7 maggio, all’aeroporto militare di Pratica di Mare, a Roma, l’evento dimostrativo “Duplice uso sistemico: impiego innovativo delle Forze Armate al servizio del Paese”, attività che permette alla Difesa di mostrare in concreto agli studenti delle scuole romane le capacità con cui le Forze Armate e l’Arma dei Carabinieri supportano la Protezione Civile in caso di emergenze nazionali.

Capacità che discendono dal continuo e capillare addestramento del personale militare per mantenere e migliorare continuamente le capacità di difesa della Patria, salvaguardia dello spazio aereo nazionale e per assolvere i compiti assegnati nelle missioni all’estero in cooperazione con altri attori della comunità internazionale, specifica la Difesa nel dare notizia dell’attività.

Lo scenario prevede che il litorale romano venga colpito da uno tsunami: la simulazione di questo evento calamitoso coinvolge più specialisti dell’emergenza riuniti a sistema. Dalla costituzione su nave Etna di una sala operativa interforze e interagenzia per la gestione dell’evento, al soccorso aereo, alla tutela del patrimonio culturale, passando per il trasporto di malati altamente infettivi e le attività di decontaminazione da sostanze chimico-batteriologiche e radioattive.

“Gli eventi sismici e il maltempo che hanno più volte colpito l’Italia, la lotta al terrorismo e il rafforzamento della sicurezza interna – scrive la Difesa nel comunicato stampa – hanno comportato un progressivo coinvolgimento delle Forze Armate che hanno messo a disposizione dei cittadini le proprie capacità, il proprio addestramento e i propri mezzi in un quadro di attività sinergiche svolte dalle diverse Amministrazioni dello Stato e coordinate dal Dipartimento della Protezione Civile”.

Fonte: PI SMD

Foto: LiveUniCT

MNBG-W, KFOR: Niagara, l’esercitazione disaster relief che ha fatto evacuare una scuola

Le unità del Multinational Battle Group West (MNBG-W) della missione in Kosovo, sono state impegnate in una esercitazione di risposta a una emergenza causata da un disastro naturale (Disaster Relief), si apprende dallo stesso MNBG-W.

“Niagara”, questo il nome dell’esercitazione, è stata condotta nei giorni scorsi dai militari italiani della Missione in Kosovo, in collaborazione con le autorità civili locali, Vigili del Fuoco e Kosovo Police, ha fatto sapere il comunicato stampa di ieri, 16 aprile, del MNBG-W.

L’esercitazione ha avuto luogo nella municipalità di Djakovica/Gjakovë e rientra nell’ambito delle attività operative volte a mantenere elevato il livello di addestramento delle unità di KFOR per fornire una pronta ed efficace riposta, in caso di richiesta di supporto da parte delle autorità locali, al verificarsi di calamità naturali. La gestione delle situazioni di emergenza causate da disordini civili ma anche da disastri naturali, in tutto il Kosovo, è uno dei compiti affidati a KFOR, ricorda il comunicato stampa.

“In tale contesto KFOR detiene la posizione di terzo responsabile a intervenire, con le istituzioni civili locali quali primi responsabili ed EULEX quale secondo responsabile”, spiega in dettaglio il MNBG-W.

Nello scenario operativo pianificato è stato simulato un intervento a supporto delle autorità locali che ha espresso le capacità dual use delle Forze Armate Italiane, per la gestione di una alluvione che ha interessato un centro abitato e la successiva evacuazione di una scuola.

L’evento è stato gestito dal Battaglione di manovra del MNBG-W, intervenuto a supporto dei Vigili del Fuoco e della polizia della Municipalità di Djakovica/Gjakovë.

Sul terreno è stata schierata la compagnia italiana rinforzata dalle unità di supporto logistico e di supporto alla mobilità messe a disposizione dal Gruppo Supporto di Aderenza (GSA), per un impiego dual use, con il concorso di tre pattuglie di Military Police (MP) dei Carabinieri, di un plotone dell’Esercito Moldavo e di due plotoni dell’Esercito Austriaco.

Il portavoce dei Vigili del fuoco di Djakovica/Gjakovë, Mr. Blerim Kadrija, ha affermato di essere molto soddisfatto del conseguimento degli obiettivi addestrativi che la sua unità sperava di ottenere con questa esercitazione.

“L’esercitazione Niagara ci ha dato la possibilità di valutare e affinare le procedure per la gestione di un complesso intervento di protezione civile esprimendo le nostre capacità di impiego dual use”, ha affermato il Ten. Col. Elvidio Cedrola, Comandante del Battaglione di Manovra del MNBG-W. “Nel caso specifico si è trattato di coordinare le azioni di molteplici attori: militari di diversa nazionalità, autorità civili, forze locali di Polizia e Vigili del Fuoco”.

Inoltre, sfruttando la possibilità offerta dall’esercitazione, tutto il personale della scuola è stato istruito sulle modalità di evacuazione.

“I risultati conseguiti – si legge dal comunicato – sono stati più che soddisfacenti, alla luce del fatto che le forze di KFOR devono addestrarsi con frequenza per mantenere elevato il livello di prontezza e di risposta con l’obiettivo di garantire, a tutti gli abitanti del Kosovo, un ambiente stabile e sicuro e la libertà di movimento, indipendentemente da come questi potrebbero essere minacciati. L’intento è quello di ripetere nel futuro attività similari anche nelle altre municipalità”.

Fonte e foto: MNBG-W

Esercito: gli artificieri dell’11 rgt Genio Guastatori disinnescano ordigni in provincia di Chieti

“La lotta agli ordigni inesplosi, pesante eredità della 2^ Guerra Mondiale, coinvolge ancora molte zone del territorio nazionale e la Provincia di Chieti è spesso in prima linea nel combattere questa battaglia”, ricorda un comunicato stampa di ieri, 4 aprile, dell’11° reggimento Genio Guastatori di Foggia.

Il territorio teatino, infatti, durante il secondo conflitto era attraversato dalla Linea Gustav tedesca, teatro di innumerevoli bombardamenti delle forze alleate nell’avanzata per la liberazione del meridione italiano.

L’Esercito, con i suoi artificieri dell’11° Reggimento Genio Guastatori di Foggia, unità specialistica alle dipendenze della Brigata Meccanizzata Pinerolo di Bari, è competente sul territorio per la bonifica degli ordigni bellici inesplosi.

Nel solo 2018 gli interventi dei nuclei EOD (Explosive Ordnance Disposal, ovvero bonifica ordigni esplosivi) nella provincia di Chieti sono stati 51 e già 13 dall’inizio del 2019.

Nel corso degli ultimi giorni l’Esercito è intervenuto il 2 aprile in Contrada Polercia nel comune di Vasto, dove era stata rinvenuta una bomba da mortaio inglese, mentre il 4 aprile gli stessi artificieri hanno rimosso e fatto brillare due granate di artiglieria calibro 94 mm ad alto esplosivo rinvenute nel comune di Giuliano Teatino.

Le operazioni, disposte su autorizzazione del Comando Forze Operative Sud (COMFOPSUD) di Napoli, sono state coordinate dalla Prefettura di Chieti e si sono concluse senza disagi per la popolazione, si apprende dal comunicato.

Per le capacità tecniche del proprio personale e dei mezzi che ha in dotazione, l’Esercito Italiano è particolarmente attivo nel fornire il proprio contributo per gli interventi di pubblica utilità.

In particolare, “gli uomini del Genio, grazie all’esperienza maturata nei teatri operativi e alla loro spiccata connotazione dual –use, operano a favore della comunità sia in caso di pubbliche calamità, sia con la bonifica dei residuati bellici ancora ampiamente presenti sul territorio nazionale”, conlcude il comunicato.

Fonte e foto: 11 rgt Genio Guastatori

Difesa: le Forze Armate supportano la popolazione del Mozambico. Foto

Due aerei dell’Aeronautica Militare trasportano un ospedale e un team di esperti nell’ambito dell’operazione umanitaria decisa per far fronte alle alluvioni in Mozambico (link articolo).

Più in dettaglio, lo stato maggiore della Difesa precisa che sono partiti alla volta del Mozambico un aereo C-130J della 46a Brigata Aerea di Pisa dell’Aeronautica Militare e un aereo KC-767A del 14° Stormo di Pratica di Mare. Il decollo è avvenuto dalla base del 3° Stormo di Villafranca (VR).

Il C-130J trasferisce personale del Dipartimento della Protezione Civile in Mozambico, colpito dagli effetti del ciclone Idai. Il velivolo rimarrà a disposizione per assicurare i trasporti aerei che saranno necessari all’interno dell’area del disastro.

Il KC-767A trasporta nel Paese africano un Posto Medico Avanzato (PMA) di secondo livello, messo a disposizione dalla Regione Piemonte, e un ulteriore team di sanitari e tecnici.

L’intera attività – disposta dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli, su indicazione del Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta – rientra nell’ambito dell’operazione umanitaria decisa allo scopo di contribuire all’assistenza delle popolazioni del Mozambico colpite da catastrofiche alluvioni.

L’intervento umanitario è stato deciso, su richiesta della Commissione Europea agli Stati membri, dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

“Questa operazione testimonia, ancora una volta, la capacità dual use della Difesa, la grande versatilità e capacità di integrarsi in chiave internazionale, interforze e interministeriale delle Forze Armate che sono in grado di rispondere con prontezza alle diverse richieste di intervento in Italia e all’estero”, conclude la Difesa.

L’hashtag per parlarne sui social è: #UnaForzaPerilPaese

Fonte e foto: PI SMD

 

Difesa: 130 ordigni rimossi dal Lago di Garda da COMSUBIN della Marina e artificieri dell’Esercito

Una delicata operazione di dieci giorni è stata condotta intorno all’Isola del Trimelone, in provincia di Verona, dai palombari del Comando Subacquei e Incursori (COMSUBIN) della Marina Militare e dagli artificieri dell’8° reggimento Genio Guastatori di Legnago della Brigata Paracadutisti Folgore dell’Esercito, ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa del 1° marzo scorso.

Più in dettaglio, si apprende, dal 18 febbraio al 1° marzo i Palombari del COMSUBIN e gli Artificieri dell’8° reggimento Genio Guastatori Paracadutisti di Legnago della Brigata Folgore dell’Esercito Italiano hanno condotto una delicata operazione tesa alla rimozione subacquea e successiva distruzione in cava di 130 ordigni esplosivi rivenuti nelle acque del Lago di Garda, intorno all’Isola del Trimelone.

Su richiesta del Comune di Brenzone, la Prefettura di Verona ha disposto e coordinato un intervento di bonifica d’urgenza durante il quale i palombari della Marina, distaccati presso il Nucleo SDAI di Ancona (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi), si sono immersi per ricercare ed effettuare il riconoscimento delle anomalie ferro magnetiche, segnalate da una ditta specializzata in tale settore.

Le immersioni pianificate e condotte intorno all’isola, durante questa missione, hanno permesso di bonificare la fascia di fondale compresa tra i 40 e 50 metri di profondità, grazie al supporto degli assetti iperbarici in dotazione al Gruppo Operativo Subaquei (GOS), come la camera di decompressione carrellabile in dotazione a tutti i Nuclei SDAI.

Tra i 130 ordigni esplosivi rimossi dagli artificieri della Marina si contano, tra l’altro, 14 bombe da fucile, 8 bombe a mano, 48 proiettili di medio calibro, 8 di grosso calibro e 2 fusti di balestite.

Tutto il materiale è stato consegnato agli artificieri del 8° reggimento Genio Guastatori Paracadutisti di Legnago della Brigata Folgore dell’Esercito Italiano che provvederà alla loro distruzione in cava.

Gli specialisti dell’Esercito costituiscono i nuclei EOD (acronimo inglese per Explosive Ordnance Disposal, cioè bonifica ordigni esplosivi) e hanno la competenza per questo tipo di interventi in ambito nazionale, oltre a vantare una lunga esperienza nelle missioni operative svolte all’estero in Kosovo, Libano e Afghanistan. Tale esperienza all’estero, unitamente al costante addestramento, conferisce agli specialisti dell’Esercito la connotazione “Dual-Use”, ricorda il comunicato, ovvero la capacità di intervenire, a supporto della comunità nazionale, su tutto il territorio italiano.

“Con questa operazione abbiamo completato i recuperi subacquei sui punti che ci erano stati segnalati da una ditta specializzata nelle ricerche di ordigni esplosivi alla quale il Comune di Brezone aveva assegnato tale mandato.  Sono molto orgoglioso e soddisfatto delle attività che abbiamo condotto nel lago di Garda negli ultimi anni”, ha dichiarato il Comandante del Nucleo SDAI, Capitano di Corvetta Marco Cassetta, “Gli interventi che abbiamo svolto su richiesta della Prefettura di Verona hanno permesso di rimuovere 7.669 ordigni che, nel 1954, erano stati proiettati in queste acque a seguito di un’esplosione avvenuta all’interno di un deposito presente sull’Isola del Trimelone.”

Fonte e foto: PI SMD

Difesa: la Pinerolo festeggia il suo 197° anniversario mentre è a Herat

I militari della brigata Pinerolo del Train Advise and Assist Command West (TAAC-W), inquadrati nella missione NATO Resolute Support (RS) in Afghanistan, festeggiano 197 anni di storia, ha ricordato con un comunicato stampa del 16 novembre lo stato maggiore della Difesa (SMD).

Più in dettaglio si apprende che nella base di Camp Arena a Herat, nella missione in Afghanistan, gli uomini e le donne della brigata Pinerolo inquadrati nel TAAC-W, comando multinazionale a guida italiana della Missione NATO RS, hanno celebrato la ricorrenza dei 197 anni di storia tra impegni operativi attuali e sfide per il futuro.

In particolare, scrive SMD, “il Sottufficiale di Corpo della Brigata e del TAAC-W, custode della storia e delle tradizioni dell’Unità, ha ricordato i fasti e la gloria del passato nonché l’impegno presente dei militari che, in missione sul territorio afgano con un delicato impegno operativo in un’area sensibile dell’Asia, hanno svolto un lavoro importante nel fornire addestramento assistenza e consulenza a favore delle Afghan National Defence and Security Forces (ANDSF), e hanno altresì assicurato assistenza alla popolazione attraverso progetti di cooperazione civile e militare per il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione locale”.

Il vicecomandante di Resolute Support, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Camporeale, durante la sua visita al personale del TAAC-W ha voluto rivolgere personalmente gli auguri a tutti gli uomini e le donne della Pinerolo, ringraziandoli per l’impegno e la dedizione con cui quotidianamente svolgono il proprio lavoro.

La storia della Brigata affonda le sue radici nel lontano 13 novembre 1821 quando il Reggimento Saluzzo, protagonista di battaglie epiche tra il 1672 ed il 1738 sulla penisola italica ma anche al di fuori di essa, con decreto reale fu trasformato in Brigata Pinerolo, ricorda SMD.

Da allora la Brigata ha contribuito a scrivere la storia dell’Esercito e dell’Italia partecipando alle guerre d’indipendenza, ai conflitti mondiali e alle operazioni militari per la pace all’estero in Albania, Kosovo, Libano, Afghanistan, Iraq e Gibuti.

I soldati della Pinerolo hanno inoltre preso parte, grazie alla capacità dual use, agli interventi di pubblica utilità in aiuto alle popolazioni colpite da calamità naturali, dimostrando sempre professionalità e generosità, riconosciute peraltro con una Medaglia di Bronzo al valore dell’Esercito conferita a seguito del soccorso prestato alle popolazioni apulo lucane colpite dal sisma del 1980, nonché all’operazione in concorso alle Forze di Polizia denominata Strade Sicure.

Nella storia recente, la Pinerolo è stata scelta dall’Esercito per lo sviluppo del Progetto Forza NEC (Network Enabled Capabilities), un programma che darà la possibilità di collegare ogni singolo soldato con il proprio comando per avere, tramite un sistema digitale, tutte le informazioni e gli ordini per operare sul campo.

La celebrazione di questa ricorrenza in Afghanistan è un importante momento di unità e fratellanza per il personale della Pinerolo, di ieri e di oggi, che vede protagonisti gli uomini e le donne impiegati nei vari teatri ma rappresenta, al contempo, incoraggiamento e stimolo per il futuro della Brigata in un modello operativo di successo che garantisce la pace e la stabilità sempre nello spirito del proprio motto: “Sempre più avanti, sempre più in alto!”.

Fonte: Stato Maggiore della Difesa

Emergenza maltempo: gli assetti specialistici dell’Esercito per la popolazione colpita; nuclei di collegamento schierati da domenica

“L’Esercito ha disposto l’impiego su chiamata di tutti i suoi assetti specialistici per fronteggiare l’emergenza maltempo che sta colpendo tutta la Penisola già dalla fine dello scorso week-end – scrive la Forza Armata in un comunicato stampa di oggi, 30 ottobre – garantendo l’immediato soccorso alla popolazione colpita dalle forti piogge e dal forte vento e il necessario supporto alle Istituzioni locali in coordinamento con la Protezione Civile”.

In particolare, si apprende, sono in itinere  ricognizioni di squadre delle unità del Genio  in Liguria, dove preoccupano le aree litorali colpite dal forte  vento e mareggiate, e nel Triveneto, dove sono monitorati i livelli dei fiumi a rischio esondazione e si stanno valutando eventuali concorsi specialisti della Forza Armata oltre agli assetti del reggimento Lagunari Serenissima, impiegati nell’area della golena di Ponte di Piave (TV) con barchini pronti per il recupero di cittadini rimasti isolati, in collaborazione con i Vigili del Fuoco.

Nel Centro Italia sono stati effettuati due interventi a favore della Prefettura di Roma per la rimozione di alberi che hanno causato forti disagi alla viabilità di aree cruciali della Capitale: Monteverde e Guidonia Montecelio (RM).

Tutte le attività sono coordinate con le Prefettura di Genova e le Presidenze della Regioni colpite, sottolinea il comunciato, attraverso nuclei di collegamento della Forza Armata schierati già da domenica nelle sedi di coordinamento.

Sul territorio sono già stati allertati i 12 reggimenti Genio omogeneamente distribuiti su tutta la Penisola che esprimono delle capacità non solamente operative ma anche di protezione civile;  dotati di mezzi speciali quali escavatori cingolati, terne ruotate, autogru, motopompe, torri di illuminazione, gruppi elettrogeni, veicoli tattici utilissimi nel ripristino della viabilità e negli interventi post alluvionali.

I mezzi e le professionalità dell’Esercito sono una capacità duale in grado d’intervenire, in ogni momento, in tutto il territorio italiano a supporto della comunità nazionale, spiega l’Esercito, come dimostrato durante le emergenze e le calamità naturali che hanno colpito il Paese nel corso degli ultimi anni.

In particolare, i reparti Genio, grazie alle esperienze maturate nelle missioni estere e all’elevata connotazione dual-use, sono in grado di intervenire prontamente ed efficacemente a favore della comunità nazionale in casi di maltempo, come già avvenuto in passato, conclude l’Esercito.

Fonte e foto: PI SME