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TAAC-W, RS: la Pinerolo avvicenda la Sassari alla guida del comando NATO nell’Afghanistan occidentale

Si è svolta questa mattina, 12 giugno, nell’aeroporto di Herat, in Afghanistan occidentale, la cerimonia di avvicendamento alla guida del Train Advise Assist Command West (TAAC W), il comando NATO multinazionale e interforze a guida italiana che opera nella regione ovest dell’Afghanistan nell’ambito della Missione Resolute Support (RS), fa sapere lo stato maggiore della Difesa.

La brigata Sassari, dopo sei mesi di addestramento, consulenza e assistenza a favore delle forze di sicurezza locali, è stata avvicendata dalla brigata Pinerolo.

Alla cerimonia hanno partecipato l’Ambasciatore d’Italia a Kabul, Roberto Cantone, il Comandante del Comando NATO di Brunssum, Generale di Corpo d’Armata Riccardo Marchiò, il Comandante della missione Resolute Support, gen John W. Nicholson, l’Italian Senior Representative. Generale di Divisione Massimo Panizzi in rappresentanza del Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze (COI), e tutte le massime autorità civili e militari afgane della regione ovest.

Il gen Marchiò, nel suo intervento, ha ringraziato il Comandante cedente, Generale di Brigata Gianluca Carai, e i “Sassarini” schierati per gli eccellenti risultati conseguiti e ha formulato al Generale di Brigata Francesco Bruno, e alle sue unità, gli auguri per il delicato e fondamentale compito che li attende.

Il gen Nicholson ha ripercorso le numerose attività condotte dal TAAC-W nel semestre di responsabilità della Sassari, citando alcune significative operazioni, quali l’assistenza “a domicilio” alle Forze di Sicurezza afgane in aree distanti da Herat, ovvero gli Expeditionary Advisor Package (EAP), che hanno visto i Sassarini schierati, anche per lunghi periodi, nelle varie provincie della regione ovest a supporto delle controparti locali, impegnate, autonomamente, durante le fasi di pianificazione e di condotta di attività militari contro l’insorgenza.

L’eccezionale contributo fornito dal contingente italiano durante le operazioni di messa in sicurezza delle aree interessate all’inaugurazione dei lavori per la realizzazione del gasdotto TAPI, presieduta dal Presidente della Repubblica dell’Afghanistan Ashraf Ghani, e successivamente durante l’incontro dello stesso Presidente con il Comandante del Supreme Allied Commander Europe (SACEUR), Generale Curtis Scaparotti, accompagnato da quattro ambasciatori presso la NATO.

Il gen Nicholson ha, inoltre, evidenziato come la regione ovest, a guida italiana, risulta aver ottenuto i migliori risultati di tutto il paese, in termini di sicurezza, sviluppo economico e sociale – “tra cui spiccano gli elevati livelli di integrazione femminile e di scolarizzazione”, sottolinea la Difesa – e anche in termini di controllo del territorio, con oltre l’84% della popolazione sotto l’influenza delle istituzioni governative.

Risultati tangibili che dimostrano l’impegno e la dedizione dei soldati italiani che si sono alternati in Afghanistan dal 2002 a oggi.

Per il Comando della brigata Pinerolo si tratta del secondo mandato in terra afgana, spiega la Difesa.

Contestualmente il 9° reggimento Fanteria Bari ha assunto il comando della Task Force Arena, unità preposta alla sicurezza e al supporto delle attività del contingente italiano, avvicendando il 152° reggimento Fanteria Sassari.

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Fonte e foto: PI SMD 

TAAC-W (RS): la roccaforte talebana di Shewan di nuovo in mano alle forze afgane grazie ai militari italiani

Si è da poco concluso l’Expeditionary Advisor Package (EAP) dei militari del contingente italiano, su base brigata Sassari, condotta a Farah dal 2 al 19 aprile, ha fatto sapere con un comunicato stampa del 27 aprile il Train Advise and Assistance Command – West (TAAC-W), che a Herat opera nell’ambito della missione a guida NATO Resolute Support (RS).

Il recente EAP ha assistito le Forze di Sicurezza afgane, come da sua caratteristica “a domicilio”, durante le fasi di pianificazione e di condotta delle operazioni, che hanno portato al controllo totale della storica roccaforte talebana di Shewan e alla messa in sicurezza degli abitanti.

“In nessuna delle fasi i militari italiani sono stati impiegati in attività cinetiche”, specifica il comunicato stampa del TAAC-W.

I circa 400 istruttori, compresa una aliquota statunitense, schierati nella ex base italiana di Farah a 200 km a sud di Herat, sede del contingente nazionale in Afghanistan, hanno messo a disposizione le proprie conoscenze per guidare al successo i circa 1.300 militari delle Forze di Sicurezza afgane “che a vario titolo hanno condotto, autonomamente, le operazioni militari sul terreno e per via aerea”, spiega il TAAC-W.

L’intervento delle Forze Armate Afgane, assistite dai militari italiani, è nato sulla base delle richieste di supporto espresse dalle autorità governative locali con l’ambizioso intento di allontanare le sacche di insorti presenti nell’area di Farah.

Questi ultimi, recentemente, con azioni limitate ma di grande risonanza mediatica, avevano intimorito la popolazione civile che, pertanto, rivendicava maggiori condizioni di sicurezza.

L’azione si rendeva inoltre necessaria per creare il clima di sicurezza indispensabile al fine di garantire la registrazione degli elettori alle liste degli aventi diritto e la loro libera espressione di voto durante le elezioni politiche programmate per il prossimo autunno.

Fondamentali per il raggiungimento del successo sono stati i costanti incontri organizzati dai militari italiani con tutte le autorità civili e militari locali, e in particolar modo con i capi villaggio e gli ulema, avvenuti sia preventivamente alle operazioni che durante lo svolgimento delle stesse, creando il giusto clima di collaborazione tra tutti i principali attori nel conseguire un così importante risultato.

Grande apprezzamento per gli esiti delle operazioni è stato inoltre espresso in più occasioni dal Comandante della missione NATO in Afghanistan, il generale statunitense John W.Nicholson, e dai suoi collaboratori del comando Resolute Support di Kabul, che in diverse occasioni hanno raggiunto la base di Farah e hanno preso parte alle shure con le autorità locali, riscontrando in prima persona l’efficacia delle azioni condotte sul terreno.

Anche il governatore della provincia di Farah, Abdul Bazir Salanghi, ha esteso il senso di gratitudine della sua popolazione per il costante supporto ricevuto dai militari italiani.

“Oggi, grazie ad anni di addestramento e assistenza, – sottolinea il comunicato del TAAC-W – il popolo afgano può beneficiare di Esercito e Polizia locali addestrati, equipaggiati e pronti a garantire, con sempre maggiore autonomia, la sicurezza per il proprio paese”.

Il lavoro degli advisor italiani svolto durante l’EAP si sviluppa nell’ambito della missione RS con il compito principale di addestrare, consigliare e assistere le forze di sicurezza locali, per migliorarne la funzionalità e la loro capacità di autosostenersi.

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Fonte e foto: TAAC-W, SMD