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Marina: nave San Giusto in Atlantico per la Gruflex 2018, esercitazione aeronavale concomitante al 20° anniversario SIAF/SILF

È in corso di svolgimento fino al 23 novembre 2018, nelle acque dell’Oceano Atlantico, l’esercitazione aeronavale GRUFLEX 2018 (Grupo de la Flota Exercitacion 2018) organizzata e condotta dalla Marina Spagnola alla quale, oltre ad assetti statunitensi e portoghesi, partecipa anche la nave da sbarco anfibio San Giusto della Marina Militare Italiana con a bordo elicotteri, un battaglione di rinforzo di 230 fucilieri di Marina e mezzi della Brigata Marina San Marco.

È la stessa Forza Armata a darne notizia oggi, 15 novembre.

Quest’anno l’esercitazione si svolge in concomitanza con il 20° anniversario dell’attivazione della Forza Anfibia e della Forza da Sbarco italo-spagnola Spanish Italian Amphibious Force/Spanish Italian Landing Force (SIAF/SILF), evento celebrato negli scorsi giorni in porto a Rota (Spagna).

Fonte e foto: Marina Militare

Ex Canale 13: conclusa l’esercitazione joint e combined pianificata e condotta dal COI con il supporto di COMFORPAT

Si è conclusa venerdì 21 giugno, dopo un settimana di intensa attività addestrativa, l’esercitazione multinazionale e interforze italo-maltese Canale 13 condotta nelle acque e nello spazio aereo limitrofo l’isola di Malta.

Pianificata e coordinata dal Comando Operativo di vertice Interforze (COI) e condotta con il supporto del Comando delle Forze da Pattugliamento per la Sorveglianza e la Difesa Costiera (COMFORPAT) di Augusta, la Canale 13 ha visto la partecipazione di assetti e di personale della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare, dei Carabinieri e della Guardia Costiera, oltre a unità e personale di paesi del Mediterraneo.

Oltre a rappresentare un momento significativo nell’ambito della cooperazione e dell’accordo bilaterale in atto con le Forze Armate maltesi, l’esercitazione ha costituito un’importante occasione per rafforzare il dialogo e la cooperazione tra i paesi dell’Iniziativa 5+5, accrescendo la fiducia reciproca e l’uso di procedure standard comuni.

L’attività addestrativa è stata intensa e si è sviluppata attraverso operazioni multinazionali (combined) di Ricerca e Soccorso marittimo (Search and Rescue Operations – SAR), di sorveglianza degli spazi marittimi con controllo e ispezione di mercantili sospettati di svolgere traffici illeciti, scorta a convogli e pratica di Explosive and Ordnance Disposal (EOD) navali.

Per l’occasione è stato costituito l’Exercise Command and Control Centre (ECC), avente il compito di coordinare le attività e incrementare i contenuti addestrativi ed esercitare le funzioni di Comando e Controllo degli assetti impiegati.

Non solo. Particolare enfasi è stata data all’attività di sorveglianza degli spazi marittimi e controllo dei traffici mercantili (Maritime Law Enforcement Operations) per il contrasto alle attività illecite e criminali, oltre naturalmente al soccorso di navi in situazioni di pericolo ed emergenza.

L’esercitazione ha avuto come obiettivo principale il miglioramento della cooperazione e interoperabilità delle capacità operative delle forze aero-navali nelle operazioni di peace-support, per questo si è sviluppata in una serie di fasi distinte finalizzate esclusivamente al mantenimento della sicurezza.

Tali attività hanno consentito di accrescere lo scambio di esperienze attraverso l’addestramento del personale nell’uso di procedure standard comuni, di allerta e il corretto uso delle tecniche di SAR. Con queste finalità in questa edizione è stato tenuto a battesimo, per la prima volta in un contesto internazionale, il nuovo elicottero HH139A in dotazione al 15° stormo dell’Aeronautica Militare e dislocato presso l’82° Centro CSAR di Trapani.

Specifica attenzione è stata rivolta all’addestramento di team EOD (Explosives Ordinance Disposal – Bonifica Ordigni Esplosivi) in attività subacquee e di unità nella condotta di operazioni di ispezione a bordo di navi mercantili. Così favorendo e incoraggiando anche la cooperazione e integrazione tra le forze partecipanti nelle operazioni di controllo di naviglio mercantile sospettato di svolgere attività illegali, e che ha visto la partecipazione dei palombari della Marina Militare e dei fucilieri della brigata marina San Marco.

Inoltre, per sviluppare una situazione condivisa sul traffico mercantile, è stato utilizzato il Virtual – Regional Maritime Traffic Centre (V-RMTC), la rete virtuale sviluppata dalla Marina Militare per la condivisione delle informazioni relative al traffico mercantile.

Il VIP e Media Day si è tenuto il 21 giugno a bordo della nave italiana Cigala Fulgosi della Marina Militare, nel porto Grand Harbour di Malta, alla presenza di autorità militari italiane, maltesi e delle nazioni partecipanti.

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Fonte: stato maggiore Difesa

Foto: stato maggiore Difesa

Marò: per la Difesa la vicenda è una farsa, “si concluda quanto prima” auspica il CaSMD ammiraglio Binelli Mantelli

Lo stato maggiore della Difesa italiano ha diffuso oggi 23 marzo il seguente comunicato stampa:

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, a nome ed insieme a tutto il personale delle Forze Armate, si stringe affettuosamente ai nostri Fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ammirandone l’esempio, il coraggio, la disciplina e il senso dello Stato. È consapevole e condivide la loro sofferenza e soprattutto quella delle loro famiglie che da noi non saranno mai abbandonate, oggi così come dopo la conclusione di questa vicenda. Auspica che questa vicenda che sta sempre più assumendo i toni di una farsa si concluda quanto prima e che i nostri Fucilieri, funzionari dello Stato in servizio di stato, alla stessa stregua di tutti i militari che operano all’estero con Onore per la pace e stabilità internazionali, siano al più presto riconsegnati alla giurisdizione italiana.

Nota: il presente comunicato è stato partecipato anche al Presidente del COCER interforze, Generale Cotticelli.

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Fonte: stato maggiore della Difesa

Marò, “malo e oscuro cammino”

By Vincenzo Ciaraffa

Il 19 febbraio scorso, su questo stesso blog, terminammo un articolo sui nostri due marò detenuti illegalmente in India adattando alla circostanza una frase, dedicata ai Carabinieri, che il bandito siciliano Salvatore Giuliano aveva inciso sul calcio di legno del suo mitra: «Per voi vedo malo e oscuro cammino».

Una quindicina di giorni dopo, invece, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone ritornarono in Italia con quella che, un tempo, i nostri militari di leva chiamavano impropriamente «licenza elettorale», concessa loro magnanimamente dall’India per farli venire a votare nel loro Paese in occasione delle ultime elezioni politiche.

I due Sottufficiali avevano appena calcato il patrio suolo che arrivò il ruggito del coniglio dalla Farnesina: «L’Italia ha informato il governo indiano che, stante la formale instaurazione di una controversia internazionale tra due Stati, i fucilieri di marina […] non faranno rientro in India alla scadenza del permesso loro concesso». Boom!

Soprattutto perché piacevolmente stupiti dall’infrequente, tardivo scatto di orgoglio del governo, su alcuni media nazionali e sui social network esplose la gioia del popolo della rete e di tutti quegli italiani che avevano tenuto desto il dibattito sulla vicenda dei due sfortunati militari del San Marco. Nella circostanza, infatti, alcuni quotidiani nazionali titolarono che il nostro governo aveva tirato fuori l’orgoglio, altri invece che aveva (finalmente) tirato fuori le palle!

Insomma sembrava che le fosche previsioni dello scrivente fossero state eccessive, se non addirittura infondate, e che il futuro dei nostri due militari non si prospettasse per nulla come un «… malo e oscuro cammino». E ciò con nostra grande gioia! Insomma per una volta essere smentiti ci faceva sentir bene, anche se non condividevamo lo “stile 8 settembre 1943” con il quale il governo stava tradendo un impegno comunque assunto con uno Stato estero e di fronte al mondo intero.

Infatti, giunti a quel punto, più che dalla fellonia, la Farnesina si sarebbe dovuta far ispirare da un orgoglioso buonsenso intessendo negoziati sempre più serrati con l’India e, nel frattempo, portare il caso davanti all’ONU e all’alta corte di giustizia dell’Aia.

Non è stato un caso che abbiamo tirato in ballo l’8 settembre del 1943, perché nei giorni che precedettero quel tragico settembre di settanta anni fa l’Italia riuscì nella titanica impresa di ritrovarsi per alcuni mesi in guerra con ben nove nazioni.

Quasi come adesso che è riuscita a fare imbestialire gli indiani, specialmente l’opinione pubblica, a fare una figura di merda sul piano della credibilità internazionale e ad aggravare la posizione dei due marò che per la terza volta – e senza nessun patema d’animo da parte di chicchessia – sono stati consegnati agli indiani come agnelli da sacrificare sull’altare dell’indecenza della nostra classe politica e dirigente.

Mentre scriviamo, infatti, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, si sono involati da Brindisi alla volta della loro prigione indiana con un aereo militare graziosamente messo a disposizione dallo Stato Maggiore Difesa che, a quanto pare, è più versato a fare il gestore di aereo taxi che delle Forze Armate nazionali.

La Farnesina, dal canto suo, fa sapere che il governo italiano «Ha chiesto e ottenuto dalle autorità indiane l’assicurazione scritta riguardo al trattamento per i due fucilieri e alla tutela dei loro diritti e che, inoltre, il governo indiano avrebbe garantito che per i nostri due marò non ci sarà la pena di morte».

Ma che nazione affidabile è quella che ritiene di potere condizionare l’opera della propria magistratura a nostro favore e che quoziente d’intelligenza possiede un governo che ci crede pure!

Bene, adesso che sappiamo che a Massimiliano Latorre e a Salvatore Girone gli indiani potrebbero affibbiare “soltanto” un piccolo ergastolo al posto della pena di morte, siamo tutti più contenti.

Infatti, mentre i due marò volavano alla volta dell’India, il governo Monti che (per nostra grande disgrazia) è ancora in carica per l’ordinaria amministrazione, ha fatto sentire la sua voce attraverso il sottosegretario al Ministero degli Esteri, Staffan: «La parola data da italiani è sacra».

Ma v********o, sottosegretario Staffan – che, peraltro, la suddetta frase l’hai scopiazzata dalla buonanima di Vittorio Emanuele III – non ti viene il sospetto che potremmo non rivedere più in Italia Massimiliano e Salvatore? Non ti è passata per la testa l’idea che anche difendere gli interessi dei propri cittadini e la dignità nazionale sia un compito sacro per un governo appena degno di questo nome?

Terminiamo con una domanda ai quattro Capi di Stato Maggiore: quando è che vi dimettete, gallonati, acquiescenti signori che vi muovete senza costrutto in quei grigi palazzi di via XX Settembre? Molti di noi si sono già dimessi. Da italiani.

Vincenzo Ciaraffa

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Foto: Marina Militare

Reggimento San Marco: oggi a Brindisi il saluto al rientro dall’Afghanistan da parte del CsmM ammiraglio Binelli Mantelli

Oggi 19 marzo, a Brindisi, il Capo di stato maggiore della Marina Militare, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, parteciperà alla cerimonia di saluto della Task Force Leone del reggimento San Marco di rientro dall’Afghanistan, a conclusione della partecipazione  alla missione NATO  ISAF (International Security Assistance Force).

I militari del Reggimento San Marco, al comando del Capitano di Vascello Giuseppe Panebianco, ricorda il comunicato stampa della Marina Militare, sono stati dislocati dal 10 settembre 2011 nella provincia di Farah, in Afghanistan. In 186 giorni di missione i fucilieri del San Marco sono stati impegnati in attività a favore della popolazione afgana e, insieme al personale del 5° reggimento genio guastatori di Macomer dell’Esercito, hanno svolto su veicoli blindati Lince più di 75mila chilometri di pattugliamento nei distretti di Bakwa e Gulistan.

Nell’ambito delle operazioni di cooperazione civile-militare (CIMIC), i fucilieri del San Marco hanno realizzato 26 progetti, tra i quali: l’escavazione di pozzi per l’acqua dolce, la ristrutturazione di edifici, la costruzione di una struttura sanitaria, la realizzazione di canali d’irrigazione e la distribuzione alla popolazione civile di utensili per la coltivazione dei campi, di materiale scolastico e vestiario di vario genere. Sono stati, inoltre distribuiti medicinali e visitati più di 2500 pazienti, originari delle regioni di Bakwa e Gulistan.

La cerimonia del passaggio di responsabilità in Afghanistan, che ha segnato la fine del periodo di impiego dei fucilieri nel teatro afgano, si è svolta lo scorso 14 marzo nella base operativa avanzata (la Forward Operating Base, FOB) Lavaredo a Bakwa.

In quella data, il comandante del reggimento San Marco della Marina Militare, capitano di vascello Giuseppe Panebianco ha ceduto la responsabilità dell’area assegnata alla Task Force South al comandante del 1° reggimento bersaglieri, colonnello Luciano Carlozzo.

I fucilieri di Marina, che per la prima volta hanno visto sventolare la loro bandiera di guerra in Afghanistan, sono stati schierati anche negli avamposti (i Combat Out Post, COP) Ice e Snow, rispettivamente di Buji e del Gulistan, passati ora ai bersaglieri del 1° reggimento.

Per il generale Marco Bertolini, comandante del COI, il Comando Operativo di vertice Interforze),  la partecipazione alla missione ISAF del reggimento San Marco della Marina Militare, inquadrato all’interno della brigata Sassari, ha rappresentato la vera espressione della parola interforze: reparti di Forze Armate diverse che operano coesi per raggiungere l’obiettivo comune.

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Fonte: Marina Militare, RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Cyber epigrammi – Chi volete in carcere? I Marò o Barabba?

By Cybergeppetto

A tutti quelli che blaterano della credibilità dell’Italia all’estero da quando abbiamo il governo tecnico farei alcune domande:

– come abbiamo fatto a lasciare i Marò in mano agli indiani quando, per legge, noi non estradiamo nemmeno i delinquenti verso un paese che ha la pena di morte?

– come è possibile che una compagnia armatrice che richiede una scorta possa poi disattendere le prescrizioni della Marina Militare?

– come fa il Ministro degli Esteri a fare un viaggio in India portandosi dietro industriali per fare business alla faccia dei nostri militari?

La credibilità all’estero si guadagna con il lavoro e con la fermezza, soprattutto verso un paese medioevale, classista e corrotto, in cui non esiste la democrazia e nel quale si preferisce perseguire chi lotta contro la pirateria invece di fare la propria parte nel consesso internazionale.