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Esercito, gli artificieri bonificano bomba d’aereo a Mantova

20150708_artificieri Esercito_bonifica ordigno_MantovaQuesta mattina, 8 luglio, fa sapere l’Esercito Italiano nel suo comunicato odierno, un nucleo di artificieri dell’Esercito ha disinnescato una bomba d’aereo risalente al secondo conflitto mondiale nel centro cittadino di Mantova.

L’ordigno, una bomba d’aereo di 100 libbre di fabbricazione statunitense del tipo AN-M 30 GP con caricamento ad alto esplosivo, era stato rinvenuto accidentalmente in viale Montello nel corso dei lavori di scavo per la realizzazione delle strutture da dedicare all’installazione del teleriscaldamento.

Le operazioni di messa in sicurezza del territorio, coordinate dalla Prefettura di Mantova, sono iniziate alle 6.30 con l’evacuazione di circa 350 residenti. Alle 10 gli specialisti dell’Esercito hanno proceduto con il “despolettamento” dell’ordigno rimuovendo le spolette anteriore e posteriore della bomba.

Successivamente gli artificieri hanno provveduto al trasferimento dell’ordigno presso un’area designata dalla prefettura di Mantova denominata “Bus del Gatt”, a circa 5 chilometri dal luogo di rinvenimento, dove è stato fatto brillare. Le operazioni sono terminate intorno alle 15.

L’intervento è stato condotto dagli specialisti del 10° reggimento Genio guastatori della 132° brigata corazzata Ariete, che è uno dei 12 reggimenti dell’Esercito in grado di intervenire per la bonifica degli ordigni esplosivi e dei residuati bellici.

Negli ultimi 10 anni gli interventi effettuati dagli artificieri dell’Esercito sono stati circa 30.000.

L’Esercito, grazie alla capacità “dual-use” dei reparti del Genio, oltre all’impiego operativo nelle missioni internazionali, è in grado d’intervenire tempestivamente, in tutto il territorio nazionale, a supporto della popolazione, in interventi di pubblica utilità.

L’Esercito è l’unica Forza Armata preposta alla formazione degli artificieri di tutte le Forze di Polizia, Forze Armate e Corpi Armati dello Stato.

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Fonte e foto: Esercito Italiano

Silent Clangor: esplosivi e difesa di posizioni per il 32° regg Genio guastatori in esercitazione

Si è conclusa positivamente, fa sapere nel suo comunicato la brigata Taurinense, l’esercitazione Silent Clangor, che ha visto impegnato per due settimane il 32° reggimento Genio guastatori in una serie di attività operative volte all’affinamento delle capacità specifiche dell’arma del Genio.

I genieri si sono cimentati in una serie di atti tattici di difesa di posizioni contro un’ipotetica manovra offensiva nemica, sia in ambiente fluviale che terrestre, addestrandosi a interdire la mobilità simulando la posa di ostacoli attivi, l’abbattimento di alberi e la distruzione di un ponte con l’ausilio degli esplosivi.

Il 32° reggimento Genio guastatori incarna pienamente la capacità dual use dell’Esercito, continuamente impiegato nella bonifica del territorio dagli ordigni bellici e sempre pronto al soccorso delle popolazioni colpite da calamità naturali mantenendo costantemente, nel contempo, le piene capacità operative.

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Fonte e foto: Brigata Taurinense

EUFOR RCA, Rep Centrafricana: completato lo schieramento del contingente italiano, genieri paracadutisti della Folgore da ieri a Bangui. Sui Lince la torretta Hitrole

Si è completato ieri, fa sapere un comunicato stampa odierno dello stato maggiore della Difesa, lo schieramento del contingente italiano inquadrato nella missione militare dell’Unione Europea nella Repubblica Centrafricana (EUFOR RCA), di stanza nella capitale Bangui presso la base Ucatex.

Sono circa cinquanta i militari dell’Esercito che nell’ultima settimana si sono integrati nella forza multinazionale UE che opera nella capitale del paese africano dallo scorso 15 giugno, con l’obiettivo di creare un ambiente sicuro e consentire l’assistenza umanitaria alla popolazione civile minacciata dai violenti scontri interni tra fazioni opposte iniziati alla fine del 2013, che hanno causato migliaia di vittime e l’esodo di più di un milione e trecentomila persone.

In risposta alla crisi, l’Unione Europea ha messo in atto un’iniziativa politica, militare e di assistenza umanitaria e allo sviluppo. La componente militare a Bangui è attualmente costituita da circa 750 soldati di diverse nazioni e comprende anche una forza di polizia.

Le attività avvengono nel quadro della risoluzione ONU 2134 del 28 gennaio 2014 e della decisione del Consiglio Europeo del 10 febbraio, con le quali veniva rispettivamente autorizzata e poi costituita un’operazione militare di stabilizzazione per assicurare in prospettiva la transizione verso la missione delle Nazioni Unite denominata MINUSCA.

In ambito nazionale la missione è stata inserita nel decreto legge del Consiglio dei Ministri dello scorso 23 luglio, che proroga fino al 31 dicembre 2014 le missioni internazionali e fa seguito alla decisione dell’Italia di aderire alla missione annunciata al termine del summit Unione Europea – Africa dello scorso aprile.

Il contributo militare italiano è costituito da un distaccamento dell’8° reggimento genio guastatori della brigata paracadutisti Folgore, cui si aggiungono alcuni elementi nell’ambito dello staff del comando di EUFOR RCA a Bangui. Tra i compiti previsti per i genieri quello di garantire la mobilità delle forze europee, la bonifica di residuati bellici e la realizzazione di lavori infrastrutturali di base in favore della popolazione e del governo locale;  i genieri italiani avranno tra l’altro il compito di monitorare un importante progetto di ricostruzione di un ponte, finanziato dall’UE e affidato a imprese locali.

Il contingente italiano disporrà di un importante parco macchine operatrici del genio e di un congruo numero di veicoli blindati Lince dotati di torretta remotizzata Hitrole, il sistema d’arma italiano a elevata tecnologia sviluppato per la protezione degli equipaggi.

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Fonte e foto: Media Advisor EUFOR; stato maggiore Difesa

Sisma: un raggruppamento di 300 militari e 100 mezzi dell’Esercito al COA di Poggio Renatico in supporto alle popolazioni colpite

Si chiama Una Acies il raggruppamento costituito su base dell’8° reggimento Genio Guastatori della Folgore, schierato sabato 9 giugno scorso a Poggio Renatico nella sede del Comando operazioni aeree (COA) dell’Aeronautica Militare.

È costituito da 300 militari, con circa 100 mezzi, che saranno impiegati: negli sgomberi delle macerie con personale del Genio dotato di macchine movimento terra e attrezzature di vario genere; nei controlli di staticità delle strutture (ingegneri militari); nei controlli del territorio e nelle aree sgomberate a seguito dei crolli (le zone rosse).

Un’aliquota di supporto di ulteriori 60 militari è impiegata attualmente, fa sapere lo stato maggiore della Difesa, per le esigenze logistiche del rischieramento a Poggio Renatico.

Il nuovo assetto si aggiunge ai circa 50 militari che operano a Ferrara, Bologna, Mantova, Modena, Sant’Agostino, in provincia di Ferrara, Bondeno, in provincia di Ferrara, e Crevalcore in provincia di Bologna, su richiesta delle prefetture competenti per territorio, con relativi mezzi e materiali tra cui: 20 mezzi vari, 10 vagoni letto da 80 posti, 2 vagoni cisterna, 3 shelter bagno/doccia, 2 gruppi elettrogeni, 1 cisterna da 10.000 litri, 1 motopompa e 1 torre di illuminazione.

Inoltre, sono ancora in stato di allertamento e prontamente impiegabili 6 plotoni, di cui 3 del genio, 30 militari del genio ferrovieri, 1 elicottero HH3F dell’Aeronautica Militare, ubicato a Cervia.

Ieri 13 giugno il Capo di stato maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, si è recato a Poggio Renatico per una visita alla base dell’Aeronautica Militare e per incontrare i militari del nuovo raggruppamento, denominato Una Acies, inviato dall’Esercito in supporto alle popolazioni colpite dal sisma.

Accompagnato dal Capo di stato maggiore dell’Aeronautica Militare, generale Giuseppe Bernardis, il generale Abrate è stato accolto presso la base del COA dal generale Tiziano Tosi, Comandante la Squadra Aerea, e dal generale Mirco Zuliani, Comandante il COA e CAOC5.

Quindi, nel pomeriggio, insieme al generale Danilo Errico, Comandante del 1° FOD, il generale Abrate ha incontrato i soldati che operano in concorso al Dipartimento della Protezione Civile nelle zone di Bondeno, San Felice sul Panaro e Crevalcore.

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Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: tuttoscienze.it

Afghanistan, RC-W ISAF: passaggio di responsabilità nella Task Force Genio. Il colonnello Mascarino cede al collega Mirra

Si è svolto ieri pomeriggio il passaggio di responsabilità della Task Force (TF) Genio, tra il comandante del 5° reggimento Genio guastatori, colonnello Maurizio Mascarino (cedente), e il comandante del 21° reggimento Genio guastatori, colonnello Gianpaolo Mirra (subentrante).

La cerimonia si è svolta a Camp Arena, a Herat, alla presenza del comandante del Regional Comand-West (RC-W), generale Luciano Portolano, e delle Bandiere di Guerra, si apprende dal comunicato stampa di RC-W di ISAF.

La TF Genio è una delle componenti più qualificate del contingente italiano. Il suo compito principale è la lotta agli ordigni improvvisati, le trappole esplosive impiegate dalla insorgenza contro le truppe della coalizione conosciute anche con l’acronimo IED (Improvised Explosive Device).

In tal senso le compagnie delle Task Force Genio operano distribuite in tutta l’area di RC-West, da nord a sud, per dare continuità e sicurezza lungo i principali assi stradali.

Il generale Portolano si è complimentato per l’eccellente lavoro svolto dai genieri e ha ricordato tutti i guastatori deceduti durante l’operazione ISAF, in particolare il sergente maggiore Michele Silvestri caduto il 24 marzo scorso in Gulistan.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Libano, UNIFIL: conclusa la visita del comandante del COI generale Bertolini al contingente italiano

E’ durata due giorni la visita di questa settimana del generale Marco Bertolini, comandante del COI (Comando Operativo Interforze),  al contingente italiano a Shama, in Libano, che opera sotto l’egida delle Nazioni Unite ed è impegnato nell’Operazione Leonte XI al comando del generale Carlo Lamanna.

Durante la sua permanenza in Libano, si apprende dal comunicato stampa del Sector West di UNIFIL su base brigata Pinerolo, il comandante del COI ha visitato le basi avanzate occupate dal contingente nazionale lungo la Blue Line, attuale  limite armistiziale che divide Libano e Israele.

Nel corso della visita, il generale Bertolini ha potuto apprezzare direttamente sul terreno anche il lavoro svolto dal Genio guastatori.  L’attività di sminamento, condotta dai genieri  lungo la Blue Line, è di fondamentale importanza per  consentire il collocamento dei cosiddetti Blue Pillar.

Prima di visitare il contingente italiano in Libano presso la base di Shama, il comandante del COI aveva fatto visita al capo missione UNIFIL, generale Paolo Serra, nel quartier generale di Naqoura.

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Fonte: Sector West UNIFIL

Foto: Sector West UNIFIL

Nel 69esimo anniversario di El Alamein quasi 4mila chiedono una via di Milano intitolata a Paolo Caccia Dominioni

Sono 3.781 le firme raccolte dall’iniziativa Intitoliamo una via di Milano a Paolo Caccia Dominioni, promossa nel dicembre 2010 dalla Libreria Militare che ha sede proprio nel capoluogo lombardo.

Dalla pagina di Facebook dedicata all’iniziativa si apprende che di queste 3.781 firme ben 3.271 provengono dal Gruppo Guastatori dell’Associazione Genieri e Trasmettitori, del resto Paolo Caccia Dominioni comandò proprio il XXXI btg. Guastatori nella seconda guerra mondiale; mentre 63 sono le adesioni per posta elettronica e 303 le sottoscrizioni della pagina Facebook.

Questi risultati vengono inviati per lettera oggi stesso, in occasione del 69esimo anniversario della battaglia di El Alamein, al sindaco di Milano Giuliano Pisapia, insieme all’attestazione dell’interesse per l’iniziativa dimostrata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il patrocinio del Capo di stato maggiore dell’Esercito Giuseppe Valotto.

L’iniziativa promossa dalla Libreria Militare aveva già riscontrato il plauso dell’ex sindaco di Milano Letizia Moratti, che in una lettera del 10 dicembre 2010 indirizzata al titolare della libreria stessa, Angelo Luigi Pirocchi, informava di aver provveduto a far trasmettere la proposta all’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano.

Paolo Caccia Dominioni di Sillavengo nacque a Nerviano il 14 maggio 1896 e morì a Roma il 12 agosto 1992.

Fu tenente del Genio nella prima guerra mondiale e nella Campagna di Libia, capitano in Africa Orientale e maggiore comandante del XXXI battaglione Guastatori nella seconda guerra mondiale, garibaldino della 106ª Garibaldi, Capo di stato maggiore del C.V.L. Lombardo nella Resistenza.

Nella seconda battaglia di El Alamein nel novembre 1942, riuscì a sfuggire all’accerchiamento con tutto il suo reparto, unico reparto superstite del X Corpo d’armata italiano; per questo venne decorato con la Medaglia d’argento al valor militare.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale si assunse volontariamente l’incarico di ricercare le salme dei caduti di ogni nazione disperse tra le sabbie del deserto egiziano a El Alamein, portando avanti le ricerche  personalmente e con grande rischio tra i campi minati ancora attivi.

Nel dopoguerra progetta e realizza il Sacrario a Q.33 di El Alamein, recuperando in quattordici anni oltre tremila salme di caduti italiani, tedeschi e alleati, insieme a un suo vecchio sottoposto del XXXI battaglione Guastatori, Renato Chiodini.

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Fonte: Intitoliamo una via di Milano a Paolo Caccia Dominioni/Facebook; per i riferimenti biografici: Associazione Nazionale Alpini, Ars Bellica e Wikipedia

Foto: Ars Bellica

Nrdc-Ita, bonificati i residuati bellici. Generale Pennino: “la nostra parola d’ordine è sicurezza”

Sono stati fatti esplodere all’ora di pranzo di oggi 10 aprile i residuati bellici risalenti alla Seconda Guerra Mondiale rinvenuti sul sedime della caserma Ugo Mara di Solbiate Olona, sede del comando di reazione rapida della Nato Nrdc-Ita comandato dal generale di corpo d’armata Gian Marco Chiarini.

Il generale di brigata Antonio Pennino, comandante della brigata di supporto al comando di reazione rapida della Nato (Nrdc-Ita), ha commentato così l’intervento di bonifica: “Per noi la parola d’ordine è “sicurezza”, sia per i nostri operatori che per la popolazione che vive nelle zone limitrofe”.

Gli ordigni, tra i quali anche una bomba d’aereo americana del tipo AN M-57 da 250 libbre di esplosivo (foto), hanno impegnato gli specialisti appartenenti al 10° reggimento genio guastatori di Cremona dell’Esercito Italiano per circa cinque ore.

“I nostri specialisti del genio dell’Esercito – ha dichiarato il generale Pennino – possiedono una notevole esperienza specifica nel campo della bonifica degli ordigni esplosivi, accumulata tra l’altro nel corso di tutte le missioni che la Forza Armata ha effettuato nei teatri operativi, dove il rischio collegato alle mine e alle bombe rudimentali è considerato altissimo”.

L’attività è stata condotta sotto la supervisione del vice prefetto aggiunto e dirigente della Protezione Civile della prefettura di Varese, dottor Biagio Del Prete, in stretto coordinamento con gli organi di Pubblica Sicurezza. Il necessario coordinamento è stato assicurato presso l’Incident Control Point attrezzato all’interno della caserma Mara, presso il comando della brigata di supporto al comando di reazione rapida della Nato.

Nelle foto la bomba d’aereo americana e le fasi di bonifica dopo il disinnesco dell’ordigno avvenuto con la rimozione della spoletta anteriore, il detonatore, e il suo trasferimento in un fornello realizzato nella medesima area. L’intervento è stato effettuato dal caporalmaggiore capo Alfredo Ricchiuto e dal suo nucleo di specialisti EOD (Esplosive Ordnance Disposal) che vantano ormai una preziosa esperienza maturata anche nel campo degli insidiosi ordigni di circostanza rinvenuti nel corso delle varie missioni operative svolte all’estero.

Il 10° reggimento genio guastatori è una delle sette unità dell’Arma del genio incaricate di bonificare il territorio dell’Italia centro settentrionale dai numerosi residuati bellici ancora esistenti e pericolosi (nell’anno 2010 sono stati effettuati dal reparto circa 200 interventi per un totale di oltre 5000 ordigni di cui ben 5 bombe d’aereo).

Si tratta di una attività particolarmente delicata coordinata dal 1° FOD con sede a Vittorio Veneto e diretto dal generale di corpo d’armata Roberto Bernardini.

Fonte: PAO Nrdc-Ita

Foto: PAO Nrdc-Ita