Giuseppe De Giorgi

Marina Militare, il discorso del nuovo Capo di stato maggiore amm Girardelli: cambiamento nella coerenza, senza clamori

20160622_TOA CaSMM_De Giorgi-Girardelli (1)L’ammiraglio Valter Girardelli è da stamane il nuovo Capo di stato maggiore della Marina (CaSMM). La cerimonia di avvicendamento al vertice della Forza Armata ha avuto luogo oggi, 22 giugno, alle 11, a Palazzo Marina, a Roma (link articoli in calce).

Questo il testo del discorso di assunzione dell’incarico di CaSMM dell’amm Girardelli (fonte Marina Militare):

“Signor Ministro della Difesa, Onorevoli Rappresentanti del Parlamento, Autorità di Governo, Signor Capo di Stato Maggiore della Difesa, Autorità civili, religiose e militari, Signore e Signori, ma, soprattutto, Ufficiali, Sottufficiali, Graduati, Marinai e Personale civile della Marina, mi risuonano alla mente, alte nella loro semplicità e nel loro valore perenne, le parole del Giuramento, fatto oltre quaranta anni fa nel Piazzale dell’Accademia navale, parole di dovere e disciplina, di Patria e onore.

Sento fortissima, in questo momento, la presenza, persistente, radicata e ispiratrice, di questi valori, nell’assumere il Comando della Marina Militare.

In questi valori, ho sempre creduto, credo e in essi continuerò a trovare vocazione.

Esprimo, con la solennità del caso, questo mio impegno, indirizzandolo a tutti gli appartenenti alla Marina, alle altre Forze Armate ai Corpi Armati e non armati dello Stato, al vertice militare della Difesa, al Ministro della Difesa, al Governo e a tutte le istituzioni repubblicane, autorevolmente rappresentate in questo piazzale e alle quali la Forza Armata è da sempre al servizio.

Mi sento onorato di questa presenza che mi conferisce testimonianza di fiducia e sostegno.

Il mio primo pensiero deferente va alle istituzioni repubblicane, innanzitutto al Capo dello Stato, Comandante Supremo delle Forze Armate.

Esprimo la mia gratitudine al Governo, che ha deliberato la mia nomina a questo incarico, in particolare al Presidente del Consiglio e, soprattutto, per la fiducia accordatami e la stima manifestatami, al Ministro della Difesa, al cui fianco ho avuto il privilegio di vivere una straordinaria esperienza professionale e umana, non ultimo nel periodo in cui ho ricoperto l’incarico di Capo di Gabinetto.

Al Capo di Stato Maggiore della Difesa assicuro piena condivisione di intenti, con a mente comunque il superiore bene della Marina, componente fondamentale di uno strumento nazionale di difesa e sicurezza sempre più integrato, efficace, interoperabile, interforze, multidisciplinare, sempre più proteso verso impieghi ben oltre la dimensione prettamente militare delle capacità operative possedute.

Ho visto la nostra Forza Armata, nel corso della mia, quasi quindicennale esperienza interforze, progressivamente trasformarsi in una ottica di sempre maggiore competenza e professionalità, ho seguito lo sviluppo delle principali tematiche ad essa afferenti, sino ad avere la certezza che quella di oggi è una Marina di qualità, di primo livello, nei mezzi ma soprattutto nel personale, in tutte le componenti operative, di supporto, di formazione, di sostegno e di esecuzione amministrativa.

Le esigenze fondamentali di difesa e di sicurezza della Nazione, così come le essenziali necessità di presenza, di sorveglianza, di proiezione, di intervento, di flessibilità operativa, di incisione capacitiva, non solo conseguenti a obblighi internazionali, ma, soprattutto, a supporto di una “robusta” e ambiziosa agenda italiana di salvaguardia degli interessi nazionali, laddove gli stessi debbono essere protetti e consolidati, poggiano e debbono essere soddisfatte da questa Marina.

Una Marina che si colloca fra le migliori istituzioni del Paese, molto stimata e apprezzata fra le Marine del mondo: una grande Marina.

Ad Essa sono stati riservati e sono in corso interventi, di ampia portata, tesi al fine di continuare a rendere disponibile allo Stato assetti e capacità, in tutte e tre (e non tralascio di evocare la quarta, quella cibernetica) le dimensioni di impiego, sotto, sulla e sopra la superficie dei mari.

Lo sforzo e l’attenzione che il Governo, sotto le indicazioni e certo anche la direzione del Ministro della Difesa – a cui rivolgo il sentito apprezzamento e ringraziamento di tutta la Forza Armata -, ha riservato alla Marina, trovano tangibile segno nel programma di rinnovamento della linea delle Fregate, nel programma di sostituzione delle linee più obsolete, nell’ammodernamento delle linee subacquee e di quelle elicotteristiche, nel mantenimento e rinnovo di quelle aeree, negli interventi per ripristinare l’efficienza lavorativa degli arsenali e degli stabilimenti di lavoro e in altri molteplici settori.

Non va sottaciuto che gli auspici sono superiori alle aspettative, che le aspettative sono superiori alle concrete possibilità e percorribilità nell’attuale contesto nazionale di riferimento.

Certo vi sono tematiche generali di sistema da superare, compressioni finanziarie da contenere, criticità da governare, ma credo che con pragmatismo, serietà, chiarezza di intenti, consapevolezza, umiltà e consapevole determinazione, si sapranno affrontare, in forma collegiale e condivisa, secondo un percorso coerente e proiettato in una ottica di risultato di medio-lungo termine.

Quello di oggi è un patrimonio di una Marina in evoluzione verso il futuro, basato sui saldi e sui migliori principi del passato, di cui siamo, di cui sarò, di cui saremo custodi fedeli e gelosi.

Mi sento di rendere omaggio:

–             a questa Marina;

–             alla sua bandiera, simbolo delle più elette virtù militari e dei principi su cui si fonda la realtà comunità nazionale.

–             ai suoi caduti nell’adempimento del dovere, che guidano con il loro luminoso esempio di eroismo il nostro senso di emulazione, dando forza e certezza al nostro presente;

–             alle Associazioni d’Arma, che preservano tradizioni marinare intergenerazionali e risaldano legami e sentimenti tra personale in servizio e in congedo, oltre il grado e l’età;

–             a tutti coloro che sono stati per me “precettori emeriti”, colleghi, collaboratori, essi con i loro esempi, insegnamenti, consigli, incitamenti e impegni, mi hanno accompagnato e incoraggiato nel corso del mio lungo cammino professionale.

Tra i collaboratori desidero ricordare tutto il personale, militare e civile, con cui sono entrato in relazione nel corso degli anni. Riguardo il più recente passato, desidero esprimere un cenno specifico al personale dello Stato Maggiore della Difesa, del Segretariato generale della Difesa e degli Uffici di diretta collaborazione del Ministro della Difesa, nonché al personale dirigenziale e di vertice della Presidenza della Repubblica, della Presidenza del Consiglio e degli altri Dicasteri che ringrazio per l’attenzione e perché no, anche, per la pazienza che ci hanno riservato.

Tra i colleghi desidero ricordare i compagni di Accademia del Corso ELEUTHEROS e della 53^ Sessione ORDINARIA/1^ Sessione speciale dell’Istituto Alti Studi Difesa, oggi presenti e ai quali va tutto il mio affetto e la mia riconoscenza.

Tra i “precettori emeriti”, meglio sarebbe chiamarli “maestri”, i miei predecessori che considero preziosi riferimenti e guide esperte.

Tra di loro l’Ammiraglio De Giorgi, che lascia oggi il servizio attivo a conclusione di una lunga e prestigiosa carriera e al quale porgo il saluto di tutta la Forza Armata e l’augurio per un futuro luminoso e ricco di ogni soddisfazione, bene e serenità. Ogni bene a te e alle persone a cui tieni, caro Giuseppe.

Rivolgo ora il mio pensiero direttamente al “GRANDE EQUIPAGGIO DELLA MARINA MILITARE”:

–             agli Ufficiali, ai Sottufficiali, ai marinai, di bordo e di terra, a quanti di loro sono ora in mare, in cielo, o operano nell’ambito delle missioni loro assegnate, in patria e all’estero, con specifico cenno anche al personale del Corpo delle Capitanerie di Porto;

–             al personale civile, parte integrante e irrinunciabile della grande comunità marinara,

–             alle nostre famiglie e ai nostri affetti – che con noi condividono disagi e difficoltà, pronti a sacrificarsi giornalmente per consentirci di assolvere i nostri compiti, la nostra missione,

–             alle Rappresentanze militari, che esercitano una funzione essenziale per migliorare la condizione militare,

–             alle organizzazioni sindacali, elementi di puntuale riflessione e stimolo verso l’arricchimento organizzativo,

per stringerli tutti in un unico simbolico, caloroso, forte, grato e fraterno saluto.

Saluto, con l’occasione, il mondo dell’informazione e quello dell’industria per la vicinanza dimostrata e il sostegno che ci riservano.

Il tempo sarà galantuomo per tracciare e definire programmi, dare attuazione concreta al pensiero, realizzare gli intendimenti.

Affronteremo le tematiche del presente nel segno della linearità con grande propensione alla innovazione.

Dobbiamo, infatti, volgere lo sguardo al futuro con fiducia, ottimismo, disponibilità al cambiamento, recependo appieno le esigenze dettate dal contesto che ci circonda: il futuro va governato, anticipato, trasformato in fattore di miglioramento e di progresso.

Consolidamento, linearità e cambiamento, per assicurare alla Marina un domani basato sul coraggio e sulla coerenza.

In ciò ci sosterranno e rappresenteranno guida e riferimento i contenuti del “Libro bianco per la sicurezza internazionale e la difesa”, laddove espone e rimarca l’ineludibile funzione abilitante, a livello interforze, intergovernativo e internazionale dello strumento marittimo, in tutte le sue componenti ed evidenzia l’importante ufficio delle relative capacità operative interforze, a cui lo stesso è chiamato a contribuire.

Con spirito innovativo e scevro da pregiudizi, soprattutto ideologici e settoriali, tracceremo il percorso di un programma di Forza Armata perfettamente innestato nel più ampio disegno della Difesa, apportando a quest’ultimo il nostro irrinunciabile bagaglio di cultura, di identità, di intelligenza e di buon senso marinaro.

Sarà posta la massima attenzione alle aspettative del personale, che so essere preparato, disponibile, serio, competente, pronto ad ogni sacrificio e applicazione, purché abbia e sia ben chiaro e definito il disegno strategico a cui tendere.

Perseguiremo l’efficienza e il rinnovamento dello strumento aeronavale, certi che una flotta moderna e addestrata, non è solo una esigenza di difesa e sicurezza, ma un forte fattore propulsivo nel campo tecnologico, delle capacità industriali, di posizionamento competitivo del sistema nazionale, di lavoro qualificato e di sostegno alla creazione e consolidamento di forti e amichevoli relazioni internazionali.

Tale azione nel rispetto dei superiori indirizzi.

Dedicheremo pari e altrettanta attenzione, sempre ricercando la massima sinergia a livello integrato, interforze, interagenzia e con le realtà socio-economiche locali, alle strutture di supporto, alle aree in cui insistono basi aeronavali, logistiche, enti tecnici, centri di formazione.

 Desidero sintetizzare in una frase chiave i profili della mia futura azione di comando, richiamando un detto che proviene da lontano e che mi ha sempre ispirato “SOLO CHI NON HA IDEE NON LE CAMBIA”.

Sarà mia cura coinvolgere Voi, uomini e donne della Marina Militare, nelle scelte più importanti e strategiche per la Forza Armata, ascoltare i vostri contributi che so, già da ora, saranno propositivi e disinteressati, farvi partecipi delle decisioni di vertice e percorrere, insieme, il difficile, e non scevro di ostacoli, percorso per attuarle, con sempre a mente il detto che ho appena richiamato, che, in altra chiave di lettura, sottende AUTOREVOLEZZA E NON AUTORITARISMO.

(L’autorevolezza è anche contraddistinta dal silenzio, dalla riflessione, dalla mancanza di clamori, dalla consapevole appartenenza, dalla difesa dei diritti dei più deboli, dalla fedeltà agli impegni e alla parola data, da tutti gli altri valori che da sempre sono bagaglio incorruttibile dei Marinai).

E non lo faremo in una aurea e perfetta solitudine, ma insieme, sinergicamente e sistemicamente con il  Capo di Stato Maggiore della Difesa, con i Comandanti dell’Esercito, dell’Aeronautica, dei Carabinieri, con i Comandanti di tutti i Corpi armati e non dello Stato, con Segretario generale della difesa/DNA, sotto l’attenta e lungimirante azione di indirizzo del Ministro della Difesa, certo che ci riserverà, Signor Ministro, la benevolenza e l’accompagno che voi, personale militare e civile della Marina, meritate per quanto avete sempre dimostrato i poter, di saper e di voler fare con totale dedizione e spiccato senso di servizio.

Sono certo che la Marina è in grado di raccogliere tutte queste impegnative sfide e, soprattutto di vincerle, per la grande tensione morale, lo spirito di attaccamento al dovere, l’abnegazione e perché no il soffio vitale “di genialità corsara”, l’iniziativa, lo spirito di indipendente applicazione, che da sempre contraddistingue chi va per mare.

Chi va per mare deve essere capace di guardare oltre l’orizzonte, di immaginare quanto accadrà, di premunirsi per assicurare risultati di primo livello, di avere doti quasi propiziatorie, queste le qualità e capacità che avrò modo in Voi di sollecitare, indirizzare e consolidare, e che vi chiedo di riservarmi.

Ci attende un lavoro duro, impegnativo, coinvolgente.

Non ci dobbiamo nascondere le avversità e le difficoltà: per chi va per mare, non rappresentano una sorpresa.

Le affronteremo con animo sereno, sicuri di svolgere il nostro dovere, fiduciosi perche tutti noi possiamo contare, con certezza e rigore, sugli uomini e sulle donne della Marina, sulle loro menti, ma soprattutto sui loro cuori, cuori leali, incondizionati, tenaci, perseveranti, di onore, in Patria e sui mari del mondo.

Ho piena fiducia e come Comandante sono fiero di Voi.

Non vi farò mancare il mio sostegno, la assidua presenza e la costante attenzione alle vostre esigenze.

Dedicherò tutto me stesso con l’orgoglio, la determinazione, la passione di chi continuerà, ogni giorno, a prendere il mare con Voi per il superiore interesse dell’Italia.

Viva la Marina.

Viva l’Italia.”

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Marina Militare: l’amm Girardelli nuovo CaSMM. Il discorso d’addio dell’amm De Giorgi tra FREMM, rinnovamento e “dossier anonimi” (22 giugno 2016)

Marina Militare, Capo di Stato Maggiore: avvicendamento tra l’amm Giuseppe De Giorgi e il collega Valter Girardelli (17 giugno 2016)

Fonte e foto: Marina Militare

Marina Militare: l’amm Girardelli nuovo CaSMM. Il discorso d’addio dell’amm De Giorgi tra FREMM, rinnovamento e “dossier anonimi”

20160622_TOA CaSMM_De Giorgi-Girardelli (1)Con la cerimonia di avvicendamento al vertice della Marina Militare, tenutasi stamane alle 11 a Palazzo Marina a Roma, l’ammiraglio Valter Girardelli è il nuovo Capo di stato maggiore della Marina (CaSMM).

L’ammiraglio Girardelli assume l’incarico al vertice della Marina Militare dopo aver ricoperto, dal 10 marzo 2015, l’incarico di Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa.

La cerimonia di avvicendamento al vertice della Marina Militare tra l’ammiraglio di squadra Giuseppe De Giorgi e l’ammiraglio di squadra Valter Girardelli ha avuto luogo oggi, 22 giugno, alla presenza del Ministro della Difesa, senatrice Roberta Pinotti, e del Capo di stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano.

Questo il testo integrale del discorso dell’amm Giuseppe De Giorgi in occasione del passaggio di consegne (fonte Marina Militare):

20160622_TOA CaSMM_De Giorgi-Girardelli (2)“Vorrei in primo luogo inviare un deferente affettuoso pensiero alla nostra Bandiera e al nostro Comandante Supremo, il Presidente della Repubblica.

Signora Ministro, Signor Ministro degli Interni, Presidenti delle Commissioni Difesa del Senato e della Camera, Signori Sottosegretari, Signor Presidente della Regione Lazio, Senatori e Onorevoli deputati rappresentanti del Parlamento, grazie per essere intervenuti a questa cerimonia che sancisce il passaggio di testimone al comando della Marina Militare.

Un caloroso saluto al Capo Di Stato Maggiore della Difesa, ai Capi delle Forze Armate, di Segredifesa, al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, il mio fraterno amico Tullio Del Sette, al Segretario Generale della Farnesina Elisabetta Belloni, ai Capi dei Servizi, della Protezione  Civile, ai miei predecessori che tanto hanno dato alla nostra Forza Armata, a tutte le autorità civili, militari e religiose che con la loro presenza hanno voluto testimoniare la loro vicinanza alla Marina Militare. Grazie per essere qui oggi, significa davvero molto per me.

Un particolare affettuoso saluto rivolgo all’ammiraglio Di Paola che mi ha voluto Capo Di Stato Maggiore della Marina.

20160622_TOA CaSMM_De Giorgi-Girardelli (1)Voglio anche rivolgere un caloroso abbraccio ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali, a Susanna Camusso, a Raffaele Bonanni, Carmelo Barbagallo, a Sandro Colombi, a Mario Ghini, a Noemi Manca, a Massimo Battaglia e a Giancarlo Pittelli, per il sostegno dato dai lavoratori alla salvaguardia degli investimenti mirati alla protezione della capacità marittima, ovvero della cantieristica e della tecnologia correlata.

Un abbraccio affettuoso a Vito Vattuone, al Presidente dell’Aiad, Onorevole Guido Crosetto, amico nei tempi buoni e in quelli cattivi.

Senza di voi probabilmente non saremmo riusciti a ottenere i finanziamenti per la 7, 8, 9 e 10 FREMM. Importantissimo il vostro supporto per la Legge navale. Grazie di cuore.

La Legge navale è stata un’impresa che ha impegnato la Marina tutta, notte e giorno. Ingegneri, operativi, esperti amministrativi, maestri della comunicazione, abbiamo dedicato tutti noi stessi a impedire la morte della flotta. Quando anche solo parlare di investimenti alla Difesa era un tabù, siamo riusciti non solo a confermare le 10 FREMM, ma soprattutto a dare vita a una famiglia di navi innovative che segneranno il futuro delle costruzioni navali anche a livello internazionale.

Economiche nella gestione, rispettose dell’ambiente, polivalenti, pienamente idonee all’alto mare, contribuiranno in maniera determinante alla sicurezza nazionale ed alla difesa degli interessi vitali.

20160622_TOA CaSMM_De Giorgi-Girardelli (2)In tutto lascio in eredità 16 navi maggiori e due unità minori. È un risultato di cui dobbiamo e soprattutto dovete andare fieri. Senza di voi, senza il vostro ingegno la vostra dedizione, integrità ed entusiasmo non saremmo riusciti in un’impresa di tale portata, sensazionale sotto tutti gli aspetti.

Voglio ricordare a tutti voi l’azione dei due Ministri della Difesa che ci hanno messo in condizione di raggiungere l’ambita meta. Il Ministro Mario Mauro e Roberta Pinotti. Senza la loro copertura politica non sarebbe stato possibile sviluppare la moltitudine di iniziative necessarie per giungere in poco più di un anno non solo al finanziamento, ma addirittura alla contrattualizzazione di tutte le navi volute dal Governo.

Strategico a tal fine, il ruolo del Capo del Settimo Reparto, l’ammiraglio Natale, del Terzo Reparto ammiraglio Credendino, dell’ammiraglio Berutti, dell’insuperabile ammiraglio Pacioni, dei nostri progettisti e di NAVARM, a partire dall’ammiraglio Bisceglia che con lucida determinazione ha condotto l’azione tecnico-amministrativa, nel cui ambito mi corre l’obbligo di sottolineare la coraggiosa lotta, da me pienamente condivisa, per assicurare alla Marina equipaggiamenti perfettamente rispondenti alle specifiche e congrui con le risorse pubbliche impegnate. Anche al costo di ritardare di mesi l’accettazione d’intere navi se non conformi in tutte le loro componenti ai requisiti della Marina, mantenendo la barra ferma e sicura nonostante i conseguenti scontri a volte duri e purtroppo troppo spesso senza quartiere.

Sono sicuro che tale rigorosa difesa dell’interesse pubblico non verrà meno anche in futuro.

20160622_TOA CaSMM_De Giorgi-Girardelli (3)Eppure mentre vi parlo delle nuove navi, e sapete quanto mi appassioni tale argomento, mi rendo conto che il mio lascito più importante è costituito dagli Ammiragli che ho contribuito a promuovere, che vi guideranno nei prossimi anni.  Voi che siete la nostra gente, meritate Capi che siano all’altezza del vostro sacrificio quotidiano e del vostro grandissimo potenziale professionale e umano.

È difficile immaginare Capi migliori per la nostra Marina. Lo hanno dimostrato prima di tutto sul mare, nell’operazione Norman Atlantic, in Mare Nostrum, in Mare Sicuro, nel periplo intorno all’Africa, in Atalanta e nell’importantissima Operazione Sofia. Lo hanno dimostrato guidando la rivoluzione che ha trasformato la Marina, rendendola più moderna e sempre più integrata con la società civile e con il popolo, grazie alla sua nuova organizzazione, al recupero delle sue basi storiche alla rinnovata fiducia nelle sue capacità.

20160622_TOA CaSMM_De Giorgi-Girardelli (3)Il Comando logistico, la Squadra, il Comando scuole, gli Arsenali, l’Istituto idrografico, la Sanità marittima, il Commissariato e le Capitanerie, sono fra le colonne portanti della trasformazione della nuova Marina, affinchè si consolidi nel tempo.

Ma un riconoscimento particolare va anche al personale dello Stato Maggiore della Marina. Voi siete il vero motore della Marina. Senza di voi tutto si ferma. Silenziosi e operosi, mai elogiati a sufficienza. Grazie di cuore.

Non c’è settore della Marina che non sia stato investito dal rinnovamento.

Troppo lungo sarebbe l’elenco dei risultati che abbiamo conseguito insieme. Voi li conoscete benissimo. Dovete esserne orgogliosi perchè vostro è il merito.

Ma la nostra navigazione non è stata sempre calma.  Sapete a cosa mi riferisco. Gli attacchi contro di me non meritano attenzione oggi. Soprattutto non la meritano i corvi e gli interessi occulti che hanno diffuso dossier anonimi per tentare di condizionare il futuro della Marina.

Ciò che invece voglio sottolineare con gratitudine e affetto è il sostegno morale che mi avete dato in questi mesi e che è stato determinante per non cedere, per non arrendermi.

Voglio inoltre condividere con voi il sentimento di gratitudine per il supporto morale del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio che ha avuto il coraggio di difendere pubblicamente la mia reputazione, all’apice della tempesta, quando altri hanno preferito defilarsi. Sono grato e orgoglioso per il suo coraggio e per la sua leadership.

Ma chi più di tutti mi ha dato forza e sostegno, non mi riferisco solo a questo ultimo scorcio di vita, è stata mia moglie Elisabetta e mio figlio Gabriele; senza di loro sarei stato perduto infinite volte.

Il loro amore è stato la mia salvezza, la mia consolazione e il porto sicuro da cui ripartire nei momenti più difficili e duri della mia vita. Grazie Elisabetta e grazie Gabriele; questa cerimonia, per quanto mi riguarda è dedicata a voi.

Lascio dunque la carica di Capo di Stato Maggiore ed il servizio attivo dopo 45 anni di Marina.

Non starò a dirvi che cosa si agita nel mio cuore in questo momento; non ce n’è bisogno. Voi lo capite da soli, perché avete gli stessi sentimenti che ho io, la stessa passione per il mare e per la Marina.

Io vi lascio, com’è giusto che sia, com’è nella legge della natura, ma sono certo che voi continuerete a operare con immutato impegno, con lo stesso slancio che avete sempre dimostrato, specialmente nei momenti difficili. Sono egualmente sicuro che, così come in passato abbiamo trovato insieme le soluzioni di problemi anche molto complessi, saprete in futuro portare a compimento con tenacia e con fermezza, soprattutto uniti, compatti, solidali, altri problemi non meno importanti e difficili che vi attendono, ma soprattutto ripeto con l’unità, la disciplina e la compattezza che è il segreto della forza della nostra Marina.

All’ammiraglio Girardelli, brillante e integerrimo ufficiale che io stimo incondizionatamente, e che mi succede oggi nell’incarico, l’augurio più affettuoso di ogni successo, certo che godrà del vostro generoso e convinto sostegno, affinchè possa guidarvi vittoriosi, per il bene della Marina e della Nazione.

In questo momento, che è per me di indicibile commozione, il mio saluto affettuoso e grato a voi tutti: Ufficiali, Sottufficiali , Graduati e Marinai, che sulle navi, nei reparti aerei, nei comandi, nelle capitanerie e negli stabilimenti di lavoro, donate la vostra opera quotidiana, con impegno ed  entusiasmo; Funzionari, Tecnici, Impiegati, Operai, che della Marina siete parte integrante ed essenziale; Marinai di ogni grado in congedo, che della vita della nostra organizzazione partecipate con puntuale presenza e con rinnovato amore; fratelli della Marina Mercantile, a noi profondamente uniti sulle vie del mare, nei comuni ideali nazionali, insieme a voi mi inchino riverente nel ricordo di coloro che sono caduti in guerra ed in pace nell’adempimento del dovere.

Io vi lascio con l’animo di chi ha profondamente amato per tutta la vita il mare e la Marina, ma questo mio distacco è reso meno doloroso dalla certezza che la nostra Forza Armata è concretamente proiettata verso un futuro che le appartiene di diritto.

In questo spirito e con questo auspicio sono del pari sicuro che la Marina, in linea con le sue tradizioni di sempre, continuerà a trovare nella compattezza, nell’unità d’intenti e nel senso del dovere di tutta la sua gente, il cardine su cui poggiare l’azione quotidiana nel superiore interesse della Patria e delle sue libere Istituzioni.

Abbiate dunque fiducia nel vostro avvenire, fiducia nell’avvenire della Marina che è destinata – per forza di eventi, perché lo detta la geografia e la nostra storia millenaria –  ad avere un ruolo sempre più determinante nella vita della Patria e del nostro mare.

Guardate perciò al futuro con la consapevolezza che avrete una funzione sempre più importante da svolgere per il nostro Paese.

E adesso addio miei cari Marinai, addio.

Che il vento e le onde vi siano favorevoli e che il Signore del Cielo e degli Abissi protegga sempre la nostra amata Marina,  e la nostra gloriosa Bandiera.

Forza e Onore

Viva la Marina

Viva l’Italia !!”

20160622_TOA CaSMM_De Giorgi-Girardelli (1)Durante gli oltre tre anni di mandato dell’ammiraglio De Giorgi, la Marina Militare ha condotto numerose operazioni come l’operazione militare umanitaria Mare Nostrum, iniziata il 18 ottobre 2013, grazie alla quale sono state salvate più di 170.000 persone.

Dal 12 marzo 2015 è impegnata nell’Operazione Mare Sicuro, con il compito di svolgere attività di presenza, sorveglianza e sicurezza marittima nel Mediterraneo Centrale: oltre 172.000 i migranti recuperati dall’ inizio dell’operazione.

L’ammiraglio De Giorgi ha diretto l’operazione di soccorso al traghetto sinistrato Norman Atlantic, oggi riconosciuto e studiato come case study, grazie alla quale sono stati salvati 427 naufraghi e tre cani.

In questo periodo è stato introdotto il concetto “dual – use” dello strumento aero – navale, ovvero la capacità di impiegare prontamente le tecnologie e i mezzi della Marina Militare sia per scopi militari che civili.

Tutte le navi della Marina Militare sono pensate e progettate con elevate capacità di autosufficienza logistica, flessibilità d’impiego e possibilità di fornire supporti e servizi; questo conferisce loro una naturale capacità duale che si concretizza in diverse attività: supporto delle operazioni e interventi della Protezione Civile, supporto medico –  sanitario attraverso l’uso delle camere iperbariche, supporto nella ricerca dei siti archeologici marini, monitoraggio e protezione della fauna e della flora marina, supporto per lo svolgimento di campagne scientifiche e raccolta di dati idro-oceanografici.

A ciò si aggiungono i compiti di salvaguardia della vita umana in mare, anche attraverso il concorso alle operazioni di ricerca e soccorso, le attività di supporto umanitario nei territori colpiti da calamità naturali, la sorveglianza per la prevenzione e il contrasto dell’inquinamento dell’ambiente marino, il concorso nella ricerca e salvaguardia dei beni archeologici in mare.

L’impegno della Marina per l’ambiente e il risparmio energetico è poi proseguito in questi anni con il progetto “Flotta Verde” per individuare un combustibile navale alternativo a quello di origine petrolifera, per aumentare la sicurezza energetica nazionale e ridurre le emissioni inquinanti.

Oggi la Marina Militare è la prima tra le Marine europee ad aver sperimentato con successo il “green diesel”, anche nel rivoluzionario progetto di ammodernamento della flotta navale, che, grazie all’uso del carburante bio, consentirà la riduzione delle emissioni nell’ambiente circostante.

Con le Leggi di Stabilità 2014 e 2015, nell’ambito del “Programma navale per la tutela delle capacità navali della Difesa” è stata assicurata la copertura finanziaria di circa la metà del fabbisogno per il rinnovamento della flotta in relazione alla quale è stata approvata la costruzione di 7 pattugliatori polivalenti d’altura – PPA, 1 unità anfibia multifunzionale tipo LHD, (Landing Helicopter Dock, cioè una nave portaelicotteri a bacino allagabile), 1 nave  logistica/rifornitrice di squadra (LSS, Logistic Support Ship);  2 mezzi minori UNPAV (Unità Navali Polivalente ad Altissima Velocità) per il Gruppo Operativo Subacquei  GOI del Comsubin.

Alla Marina Militare è affidato il controllo e la condotta delle operazioni navali nelle acque territoriali e internazionali per assicurare la difesa degli interessi vitali del Paese contro ogni possibile minaccia al nostro territorio, ai concittadini all’estero, alle linee commerciali di traffico marittimo; assicura il controllo e la sorveglianza marittima, la salvaguardia dalle minacce negli spazi marittimi internazionali fino al contrasto della pirateria in mare.

Opera a salvaguardia degli spazi euro-atlantici attraverso il contributo alla difesa collettiva della NATO, nella gestione delle crisi internazionali e concorre alla salvaguardia delle libere istituzioni, svolge compiti specifici in circostanze di calamità e in casi di straordinaria necessità e urgenza.

La Marina Militare è un’organizzazione dalle forti tradizioni, che punta sulla professionalità del personale e che investe nell’innovazione tecnologica dei mezzi che impiega, come sottolinea la stessa Forza Armata.

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Il CaSMM amm De Giorgi in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: Marina Militare

 

Giornata della Marina: nella sua ultima allocuzione il CaSMM De Giorgi denuncia il sottofinanziamento e la dismissione di navi

Nella Giornata della Marina Militare, che si è tenuta oggi 9 giugno a Roma, a Palazzo Marina, il Capo di stato maggiore della Marina, ammiraglio Giuseppe de Giorgi, ha pronunciato la sua ultima allocuzione da Capo di stato maggiore.

Qui di seguito il testo integrale (fonte Marina Militare):

20160609_Giornata della Marina (2)“Signor Presidente della Repubblica, la ringrazio a nome della Marina per aver voluto presenziare alla celebrazione della nostra festa.

È un grande onore per tutti noi, con l’auspicio che la prossima occasione si possa celebrare in mare, secondo una storica consuetudine, a noi particolarmente cara.

Ringrazio inoltre il Ministro della Difesa, il Ministro della Salute, le autorità religiose, civili e militari, i gentili ospiti, per aver voluto testimoniare, con la loro presenza, attenzione e vicinanza alla Marina.

Un grato e devoto pensiero ai caduti ed ai feriti civili e militari che hanno dato la vita in servizio in pace e in guerra. ai decorati e a tutti coloro che hanno servito la Patria con onore e abnegazione.

20160609_Giornata della Marina (1)Si tratta di una celebrazione, quella di oggi, resa particolarmente festosa per il rientro in italia del 2° Capo Girone della Brigata Marina San Marco, dopo 4 anni di lontananza.

Noi tutti esprimiamo a Lei Signor Presidente, al nostro Presidente del Consiglio, al Governo tutto la nostra gratitudine per questo importantissimo risultato. Un grazie particolare al Ministro degli Esteri ed al nostro Ministro della Difesa per la loro opera nelle rispettive competenze e per l’affettuosa vicinanza costantemente dimostrata ai famigliari dei due nostri fucilieri.

La Marina può finalmente stringersi con animo lieto intorno a Capo Latorre, a Capo Girone e alle loro famiglie che con ammirevole stoicismo e patriottismo hanno sopportato questa durissima prova. La Marina vi è costantemente grata anche per l’esempio di disciplina e di compostezza di cui avete dato costantemente prova, unitamente alle vostre famiglie che saluto con affetto. Bentornati a casa!

Ricordiamo oggi l’Impresa di Premuda del 10 giugno 1918, quando il capitano di corvetta Luigi Rizzo ed il guardiamarina Giuseppe Aonzo attaccarono una formazione di navi da battaglia della flotta austro-ungarica, affondando la corazzata Santo Stefano, segnando in maniera irreversibile, le sorti della guerra sul mare. Una guerra sul mare vinta anche grazie alla determinazione e alla visione illuminata del Grande Ammiraglio Paolo Emilio Thaon di Revel, difensore di Venezia, convinto propugnatore dei MAS e della forza aerea della Marina.

Oggi la forza aerea, le navi, i sommergibili, i reparti della brigata San Marco, della squadra navale, gli uomini di COMSUBIN e i mezzi aeronavali delle nostre Capitanerie sono impegnati in mare senza tregua, questa volta non in una guerra tra popoli, ma in una guerra contro la morte e i mercanti di esseri umani, salvando migliaia di diseredati, in fuga da persecuzioni, guerre, fame, disperazione.

Insieme hanno messo in salvo 360.000 migranti distruggendo più di 300 barconi e facendo arrestare quasi 400 scafisti. È stata ed è un’attività certo gratificante, purtroppo troppo spesso dolorosa e molto usurante per i mezzi e il personale, resa sempre più complessa dall’esigenza di coniugare il dovere del soccorso della vita in mare con la necessità di assicurare contemportaneamente la protezione dei soccorritori e la difesa della sicurezza nazionale.

L’attivazione dell’operazione europea a comando italiano Sofia, complementare e sinergica con l’operazione di sicurezza nazionale Mare Sicuro, costituisce indiscutibilmente un grande successo dell’Italia in Europa e un tassello importante nel più ampio quadro delle iniziative in ambito europeo prese dal nostro Governo, tra cui si evidenzia, per le sue indubbie potenzialità strategiche, il cosiddetto Migration Compact, mirato a intervenire nei paesi d’origine della migrazione, nella consapevolezza della sempre maggiore interconnessione tra Corno d’Africa, Costa d’Avorio e Mediterraneo. A riprova, se ce ne fosse bisogno, di come questa parte del mondo, il cosiddetto Mediterraneo allargato, sia di diretto e vitale interesse nazionale.

È stato ed è tuttora, quindi, fondamentale, sostenere la missione europea Sofia, assicurando la partecipazione della nostra Marina con forze navali in grado di mantenerne, per qualità e capacità, la piena credibilità a livello internazionale, a sostegno, aspetto non secondario, del ruolo italiano in Mediterraneo.

Ma la grande migrazione in atto non è la sola sfida che la Marina è chiamata ad affrontare.

L’Italia, costituendo l’anello di raccordo tra l’Europa, l’Africa ed il Vicino Oriente, si propone – per posizione geografica, cultura e storia – quale referente naturale per i paesi nord-africani e mediorientali.

In tale prospettiva, la nazione sta assumendo crescente rilevanza, agendo anche quale partner abilitante dell’Europa, nell’opera di dialogo e cooperazione con i paesi rivieraschi.

Tale orientamento consentirà alla nazione anche di meglio tutelare nel bacino mediterraneo i propri interessi strategici, che includono tanto la sicurezza e lo sviluppo dell’economia, quanto la tutela dell’ambiente e l’utilizzo sostenibile delle risorse energetiche ed alimentari del nostro mare.

Contestualmente, l’Italia dovrà adeguare lo strumento marittimo nazionale in modo da poter rivestire, sin dal tempo di pace, di questa pace tormentata, un ruolo primario nella difesa avanzata e nella sicurezza della regione, attraverso una costante opera di presenza, sorveglianza, deterrenza e capacità d’intervento nel Mar Mediterraneo, nelle acque del Corno d’Africa e della Costa d’Avorio.  In quest’ottica assume grande importanza la presenza continuativa in quei bacini della nostra Marina, non solo in compiti di antipirateria, ma anche di addestramento delle giovani marine locali, di supporto sanitario, di sostegno alla nostra diplomazia, di promozione industriale, dando seguito alle eccellenti esperienze maturate dal Gruppo Cavour nel suo periplo dell’Africa.

Auspico quindi che sia mantenuta nel tempo la nostra partecipazione alla missione europea antipirateria Atalanta, nel cui ambito il contributo italiano è stato particolarmente efficace, come certamente ha potuto apprezzare Lei stesso Signor Presidente nella sua visita, in Oman, a Nave Carabiniere, del cui equipaggio, il comandante Saladino mi ha chiesto di porgerle oggi il suo affettuoso saluto e la rinnovata gratitudine per la Sua visita, così lontano dalla Madrepatria.

La Marina Militare ha tutte le competenze culturali, strategiche, di visione di lungo periodo per affrontare le tempeste all’orizzonte. ma le competenze e l’abnegazione non sono sufficienti se non sostenute da adeguate risorse materiali e finanziarie, con conseguenze che possono essere di grave danno per la nazione.

Nell’ultimo decennio, i fondi per il funzionamento della componente navale sono diminuiti del 65%.

Tale costante sottofinanziamento ha nel tempo eroso il patrimonio d’efficienza e d’addestramento su cui si fondano la nostra prontezza e le nostre capacità operative.

È invece evidente come il mare abbia nel frattempo assunto una valenza sempre più centrale per il benessere e la sicurezza della popolazione.

Il 90% delle merci complessive, viaggiano via nave.

L’Italia, in particolare, situata al centro del Mediterraneo, con i suoi 8.000 chilometri di costa, ultima sua vera frontiera, è un paese a vocazione assolutamente marittima. La sua economia di trasformazione dipende in maniera vitale dalla possibilità d’approvvigionarsi liberamente d’energia, di materie prime e di esportare i propri prodotti.

Siamo il primo paese in Europa per importazione marittima di merci e l’80% del petrolio che consumiamo arriva via mare.

Disponiamo dell’11^ flotta mercantile del mondo e della 3^ flotta peschereccia europea, con oltre 12.700 battelli da pesca e 60.000 addetti del settore.

Il cluster marittimo nazionale genera da solo circa il 3% del PIL.

Il mare rappresenta per l’Italia una fonte di opportunità straordinarie, ma anche di sfide temibili, come la nostra storia ci dovrebbe ricordare.

A fronte di un impegno della Marina esponenzialmente crescente (basti pensare che dal 2012 al 2015, le ore di moto della squadra navale sono aumentate del 71%) la consistenza della flotta si sta sempre più assottigliando.

Nel 2013 annunciavo alle Commissioni Difesa di Camera e Senato, con il sostegno del Ministro pro-tempore, onorevole [Mario] Mauro (a cui va il mio grato saluto) e poi al ministro della Difesa Pinotti, l’esigenza di un intervento strategico di 10 mld di euro in 10 anni per evitare la dissoluzione della flotta.

Evidenziavo infatti come entro il 2025 saremmo stati costretti a dismettere 54 delle 60 navi allora in linea.

Purtroppo non si trattava di una trovata d’effetto. ad oggi abbiamo già dismesso 9 unità, entro il prossimo anno altre 6 lasceranno il servizio, a fronte di sole 4 entrate in linea nel frattempo.

È quindi a mio parere necessario, quale responsabile della capacità marittima nazionale, rappresentare l’esigenza di dare urgente avvio ad una seconda tranche di finanziamenti per la tutela dello strumento marittimo nazionale, completando il programma d’emergenza avviato con la legge di stabilità del 2014.

Cari Marinai, la nostra navigazione non è stata tranquilla, lo sarà ancora meno in futuro; richiederà tutta la vostra inventiva, la vostra determinazione, ma soprattutto richiederà il sostegno politico del Governo e del Parlamento, affinché la capacità marittima nazionale rifiorisca e si consolidi.

Del resto è evidente che sulla strategia marittima, in Mediterraneo, ma non solo, si gioca una grande parte della nostra rilevanza nella politica estera europea.

In questo contesto assume assoluta valenza strategica il nuovo Libro Bianco della Difesa.

La decisione di utilizzare un disegno di legge organico di ampio respiro è senz’altro la migliore garanzia per individuare, attraverso il democratico confronto parlamentare, le soluzioni migliori e piu’ equilibrate.

Le sfide all’orizzonte sono dunque numerose e complesse, ma la Marina, forte delle sue tradizioni e armata del coraggio del suo personale, non teme il futuro.

Oggi come in passato, il personale è la nostra arma decisiva. Indomabile, resiliente, formato dal mare, temprato dalla sua durezza, ispirato dalla sua grandezza.

In questa giornata, il mio pensiero riconoscente si rivolge a tutti i servitori dello Stato, impegnati nella difesa delle istituzioni e della sicurezza nazionale, militari e civili, in Patria e nel mondo.

Sento anche il desidero d’inviare un grato pensiero al personale della componente aeronavale della Guardia di Finanza, alle Crocerossine Volontarie e al personale del Ministero della Sanità, dell’Ordine di Malta e delle onlus che insieme ai Marinai della squadra navale e delle Capitanerie della Marina Militare, affrontano ogni giorno il mare al servizio della Nazione.

Un grazie di cuore ai Carabinieri per la Marina la cui opera è fondamentale per il contrasto della corruzione e per la sicurezza delle nostre basi. bravi Carabinieri.

Consentitemi, però, un saluto particolare ai Marinai in mare e in cielo, impegnati a difesa della libertà di navigazione, della sicurezza delle linee di comunicazione marittime e alla protezione delle nostre navi mercantili; al personale impegnato nelle missioni mare sicuro erede di Mare Nostrum, Nelle operazioni europee Sofia, Atalanta in Oceano Indiano; agli uomini ed alle donne che operano nelle basi, sulle motovedette, sui mezzi di soccorso, negli arsenali, nei porti, nell’accoglienza, negli istituti di formazione, nella struttura di comando centrale.

Onore sempre, a voi, prodi e generosi Marinai d’Italia.

Dal profondo dei nostri cuori

Viva la Marina

Viva l’Italia !!”

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Marina: nella Giornata del 9 giugno l’audacia dell’Impresa di Premuda, che impressionò gli inglesi (8 giugno 2016)

Fonte: Marina Militare

Foto: @ItalianNavy

Marina: nella Giornata del 9 giugno l’audacia dell’Impresa di Premuda, che impressionò gli inglesi

20160609_Giornata Marina Militare_Impresa di Premuda (2)Giovedì 9 giugno a Roma, a Palazzo Marina, si svolgeranno le celebrazioni della Giornata della Marina Militare, comunica la stessa Forza Armata.

Saranno presenti il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il Ministro della Difesa, senatrice Roberta Pinotti, e il Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD), generale Claudio Graziano, che saranno ricevuti dal Capo di stato maggiore della Marina (CaSMM), ammiraglio Giuseppe De Giorgi.

L’istituzione della giornata della Marina Militare risale al 13 marzo 1939, ricorda la Forza Armata nel suo comunicato stampa, ed è dedicata a una delle più significative e ardite azioni compiute sul mare durante la 1ª Guerra Mondiale: l’impresa di Premuda del 10 giugno 1918, quando il comandante Luigi Rizzo e il guardiamarina Giuseppe Aonzo, al comando dei MAS 15 e MAS 21, attaccarono una formazione navale austriaca nelle acque antistanti Premuda, sulla costa dalmata, provocando l’affondamento della corazzata Santo Stefano.

20160609_Giornata Marina Militare_Impresa di Premuda (1)L’impresa di Premuda rappresenta un’azione straordinaria per audacia e professionalità ed è il simbolo dell’opera corale svolta, nella Grande Guerra, dalla Marina italiana sotto l’illuminata e innovativa guida del Grande Ammiraglio Thaon di Revel, al quale verrà reso omaggio nel pomeriggio del 9 giugno con la deposizione da parte del CaSMM di una corona di alloro presso la basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma.

Nel triennio celebrativo del centenario della Grande Guerra, la Marina Militare ripercorre l’opera assicurata tra il 1915 e il 1918 dal suo personale: uomini imbarcati sulle navi da guerra, sui sommergibili operanti in Adriatico e dagli equipaggi degli idrovolanti dell’Aviazione Navale e dalla stessa Brigata Marina, giorno e notte e con ogni condizione atmosferica e sintetizzabile in 86.184 missioni di guerra e oltre 25 milioni di miglia percorse.

Il programma della cerimonia (fonte Marina Militare):

10.00/10.30          Arrivo degli invitati e autorità (ingresso pedonale da Via Azuni, 2)

10.35                      Completamento dello schieramento con manovra di formazione

a seguire                Ingresso sul luogo della cerimonia dei Medaglieri e Gonfaloni

10.50                      Ingresso delle Bandiere

11.00                      Ingresso del Presidente della Repubblica

a seguire                Rassegna dello schieramento

a seguire                Allocuzioni

a seguire                Conferimento onorificenze

a seguire                Il Presidente della Repubblica lascia il luogo della cerimonia

a seguire                Uscita delle Bandiere

a seguire                Deflusso dei Medaglieri e Gonfaloni

12.00 circa             Termine della cerimonia

Gli eventi correlati (fonte Marina Militare):

9 giugno – dalle 08.00 alle 20.00 in Piazza del Popolo sarà presente il Centro Mobile Informativo per tutti coloro che hanno il desiderio di approfondire la conoscenza della Marina Militare.

9 giugno – ore 16.00 presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli e Martiri, il Capo di Stato Maggiore della Marina, deporrà una corona d’alloro sulla  tomba del Grande Ammiraglio Thaon di Revel.

9 giugno – dalle 19.00 alle 19.15 in Piazza del Popolo esibizione del Plotone di Alta Rappresentanza e, a seguire dalle 19.15 alle 20.15, concerto della Banda Musicale della Marina Militare.

10 giugno – ore 18.00 cambio della Guardia d’Onore al Palazzo del Quirinale tra compagnia Rgt. San Marco e compagnia Allievi di Mariscuola Taranto

La storia della Giornata della Marina (fonte Marina Militare):

L’istituzione della “Giornata della Marina Militare” risale al 13 marzo 1939. All’epoca ogni singola Forza Armata ebbe l’opportunità di scegliere il giorno in cui celebrare la propria festa.

Per la Marina Militare fu indicata la data del 10 giugno in ricordo di una delle più significative e ardite azioni compiute sul mare nel corso della Prima Guerra Mondiale: l’impresa di Premuda.

In precedenza, la giornata della Marina era celebrata il 4 dicembre, festa di Santa Barbara patrona della Forza Armata.

Il 10 giugno del ’39 solenni cerimonie si svolgono in tutte le piazze marittime militari, a bordo delle unità navali e all’interno di tutti gli stabilimenti di lavoro.

A Roma, ventiduemila marinai, con 150 stendardi di unità di superficie e 105 di sommergibili, rendono omaggio alla tomba del Milite Ignoto per sfilare poi su via dei Fori imperiali.

Nel 1940 e 1941 la rievocazione assume un carattere decisamente più moderato, ma nel ‘42, nonostante gli avvenimenti della guerra in corso, ritorna ai toni solenni della prima volta.

Sospesa dal 1945 al 1949, la celebrazione è ripristinata nel 1950, ed è abbinata nuovamente alla festa di Santa Barbara.

Nel novembre del 1963, anche su particolare insistenza del presidente dell’Associazione nazionale dei marinai d’Italia, l’allora Capo di stato maggiore della Marina, ammiraglio Ernesto Giuriati, chiese al ministro della Difesa di riportare la giornata celebrativa alla più rilevante data del 10 giugno.

Ottenuta l’autorizzazione ministeriale, la tradizione fu definitivamente ripresa con i festeggiamenti del 10 giugno 1964, e da allora non ha più subito variazioni.

L’azione di Premuda (fonte Marina Militare):

La notte tra il 9 e il 10 giugno 1918 una sezione composta dai MAS “15” e “21” al comando del capitano di corvetta Luigi Rizzo lascia il porto di Ancona dirigendosi verso l’isola di Premuda per un normale rastrellamento allo scopo di accertare la presenza in zona di campi minati.

Durante le operazioni di perlustrazione, le unità intercettano la potente squadra navale austriaca composta di due corazzate, un cacciatorpediniere e sei torpedinieri che, uscita dalla base nemica di Pola, sta dirigendo verso il canale di Otranto.

Ha così origine una delle più brillanti azioni navali della Prima guerra mondiale, nel corso della quale, a conclusione di un attacco condotto con incredibile audacia e grande perizia, il comandante Rizzo silura e affonda la corazzata Santo Stefano.

Luigi Rizzo, già decorato con medaglia d’oro al valor militare per aver forzato sei mesi prima il porto di Trieste e affondato la corazzata Wien, è insignito con questa impresa di una seconda medaglia d’oro.

La medaglia d’oro è conferita anche al comandante del Mas21, il guardiamarina di complemento Giuseppe Aonzo.

A Premuda Rizzo risolse, senza saperlo, un problema ben più importante dell’affondamento di una singola nave, poiché l’impresa modificò profondamente l’attuazione di un piano politico e strategico che avrebbe portato le forze austriache, con ogni probabilità, a ottenere la supremazia navale in Adriatico e forse nel Mediterraneo.

La flotta austriaca, infatti, si trovava in mare nel tentativo di uscire da una lunga e umiliante situazione d’inerzia. Il piano dell’ammiraglio Horty è chiaro: attaccare all’improvviso le unità di vigilanza del canale di Otranto e le forze leggere di protezione italo-franco-inglesi distruggendole prima che la parte più consistente della flotta alleata, concentrata a Taranto e a Corfù, possa intervenire.

I siluri di Luigi Rizzo, colpendo un’importante aliquota delle forze austriache e facendo crollare l’elemento sorpresa, troncarono l’impresa sul nascere, costringendo la flotta austriaca a rinunciare definitivamente all’ambizioso progetto. L’azione di Premuda convinse inoltre definitivamente gli alleati a lasciar cadere la questione riguardante l’istituzione dei comandi navali in Mediterraneo lasciando il totale controllo dell’Adriatico all’Italia.

Ammirato dall’azione messa in atto da Luigi Rizzo il comandante in capo della Grand Fleet, l’ammiraglio David Beatty, fece giungere all’ammiraglio Cusani Visconti, comandante della flotta italiana, il seguente telegramma: “La Grand Fleet porge le più sentite congratulazioni alla flotta italiana per la splendida impresa condotta con tanto valore e tanta audacia contro il nemico austriaco”.

L’impresa di Premuda rimase un fatto poco noto alla grande massa del popolo italiano, fino a quando, nel 1939, la data dell’azione fu scelta come festa della Marina Militare.

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Marina e WWF: nel 35° anno di cooperazione il CaSMM De Giorgi è ambasciatore WWF

20160212_Marina Militare e WWF_amm De Giorgi ambasciatore (3)“In occasione del 50° Anniversario della fondazione del WWF Italia, nel corso della presentazione delle iniziative ad esse collegate per il 2016, la presidente del WWF Italia, dottoressa Donatella Bianchi, ha insignito l’Ammiraglio Giuseppe de Giorgi, Capo di Stato Maggiore della Marina, del titolo di ambasciatore del WWF Italia, ha fatto sapere la stessa Marina Militare con un comunicato stampa del 12 febbraio.

Il titolo di ambasciatore del WWF, sottolinea la Forza Armata – da tempo impegnata a sviluppare la capacità dual-use – è rivolto a personalità del mondo imprenditoriale e delle istituzioni che si sono distinte nel corso della loro dirigenza per aver messo in atto misure volte alla tutela e alla salvaguardia dell’ambiente.

Per la Marina Militare questo riconoscimento testimonia l’impegno costante a favore del mare e dell’ambiente sottolineando in modo sempre più deciso il suo carattere duale.

20160212_Marina Militare e WWF_amm De Giorgi ambasciatore (2)Dal 2013, a 35 anni dalla prima cooperazione tra Marina Militare e WWF, è stata avviata una collaborazione dal nome “Il mare deve vivere”. A bordo della nave a vela Amerigo Vespucci, nei principali porti italiani, esperti e operatori del WWF hanno illustrato le bellezze del mare e sensibilizzato i visitatori sulle minacce che mettono a rischio l’ecosistema marino, indicando le azioni necessarie per assicurare un Mediterraneo di qualità alle generazioni future.

“Nell’ambito delle sue funzioni a sostegno del Paese, la Marina continuerà a dare voce alle attività del WWF: nave Vespucci sarà nuovamente sede di attività divulgative e promozionali nella sua campagna navale intorno all’Italia. In più, il 50% delle nostre navi entro il 2020 sarà alimentato con il biofuel ha dichiarato il Capo di stato maggiore della Marina, ammiraglio De Giorgi, durante la cerimonia.

20160212_Marina Militare e WWF_amm De Giorgi ambasciatore (4)Articoli correlati:

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Marina: il ministro Pinotti in visita ai 900 marinai di Mare Sicuro

20151223_Mare Sicuro_Marina Militare_visita MinDif sen Pinotti (2)Ieri, 23 dicembre, il ministro della Difesa Roberta Pinotti, accompagnata dal Capo di stato maggiore della Marina, ammiraglio Giuseppe De Giorgi, ha fatto visita ai circa 900 marinai impegnati nell’operazione Mare Sicuro per portare personalmente gli auguri in occasione delle prossime festività natalizie.

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Marina Militare, ridimensionamento: fine vita operativa per la fregata Maestrale

_maestraleOggi, martedì 15 dicembre, alle 11, la fregata Maestrale della Marina Militare terminerà la vita operativa dopo 33 anni di attività al servizio delle istituzioni e della collettività.

La cerimonia dell’ultimo ammaina bandiera si svolgerà alla presenza del Capo di stato maggiore della Marina Militare, ammiraglio Giuseppe De Giorgi, e avrà luogo nella banchina Scali della Base navale della Spezia, per l’occasione eccezionalmente aperta al pubblico, fa sapere la stessa Forza Armata. 

Con il saluto di nave Maestrale, continua inesorabile il processo di ridimensionamento della Squadra Navale che, a causa dell’invecchiamento delle unità, nel prossimo decennio radierà altre 51 navi attualmente in servizio, chiarisce la Marina Militare.

“Grazie al programma navale d’emergenza la Marina Militare potrebbe evitare la sua estinzione e molto è stato fatto grazie alla prima tranche di finanziamenti previsti dalla Legge Finanziaria 2014, si legge nel comunicato stampa della stessa Marina. “Solo con la seconda tranche il rinnovo della flotta potrebbe dirsi completato, restituendo al Paese una Marina Militare moderna e bilanciata come sempre al servizio della Nazione”.

Questi gli eventi aperti alla cittadinanza (fonte Marina Militare):

– Entro le ore 10.30 ingresso della cittadinanza nella Base Navale

– Ore 11.00 Inizio cerimonia

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La Marina premiata quale “esempio di professionalità e umanità per l’Europa” dalla Fondazione Masi

20151003_Premio Fondazione Masi_Marina Militare (3)“La Marina, con l’encomiabile impegno dei propri uomini e senza risparmio di mezzi, offre all’Europa e al mondo un grande esempio di professionalità e di umanità”. È questa la motivazione dell’assegnazione del Premio Masi Grosso d’Oro Veneziano assegnato alla Marina Militare dalla Fondazione Masi lo scorso 3 ottobre a Verona con un contributo di 3.000 euro da dedicare a opere umanitarie.

La somma è stata devoluta dal Capo di stato maggiore della Marina, ammiraglio Giuseppe De Giorgi, all’Istituto Andrea Doria, ente nato il 23 dicembre 1917 con lo scopo di “soccorrere gli orfani dei dipendenti della Regia Marina” morti in guerra, il cui principio originario e fondante è l’assistenza alle famiglie dei marinai deceduti attraverso una forma di solidarietà tra tutti coloro che a bordo e a terra fanno parte della grande famiglia marinara.

20151003_Premio Fondazione Masi_Marina Militare (2)Il Premio Grosso d’Oro Veneziano, un riconoscimento internazionale riservato a personalità che hanno contribuito a diffondere un messaggio di cultura, solidarietà e progresso civile nel mondo, è stato conferito alla Marina Militare “In riconoscimento della nobile opera umanitaria di soccorso in mare per migliaia di migranti che da anni rischiano la vita, spesso in condizioni disperate e sottoposti a odioso sfruttamento, attraversando il Mediterraneo in fuga da conflitti, dittature e inumane condizioni di vita. La Marina, con l’encomiabile impegno dei propri uomini e senza risparmio di mezzi, offre all’Europa e al mondo un grande esempio di professionalità e di umanità”.

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Fonte e foto: Marina Militare

20151003_Premio Fondazione Masi_Marina Militare (1)

Marina Militare: fine vita operativa per il pattugliatore di squadra Granatiere

20150930_ridimensionamento Marina Militare_nave GranatiereDomani, mercoledì 30 Settembre, alle 10.30, nel posto di ormeggio 14 della Stazione navale Mar Grande di Taranto, il pattugliatore di squadra Granatiere della Marina Militare terminerà la vita operativa dopo 30 anni di attività al servizio delle istituzioni e della collettività. È la stessa Forza Armata a darne notizia con un comunicato stampa.

L’atto formale con cui nave Granatiere verrà radiata dalla flotta della Marina Militare si svolgerà con la cerimonia dell’ultimo ammaina bandiera, presieduta dal Capo di stato maggiore della Marina Militare, ammiraglio Giuseppe De Giorgi.

Con la cancellazione dai ruoli del naviglio militare di nave Granatiere, continua il processo di ridimensionamento delle navi della Marina Militare che, a causa dell’invecchiamento della squadra navale, nel prossimo decennio radierà ben 51 delle 60 attuali navi in servizio.

Dopo la cerimonia presso la Stazione navale Mar Grande, alle 12.30 nave Granatiere attraverserà lo storico Ponte Girevole per l’ingresso nel Mar Piccolo effettuando l’ultimo passaggio nel canale navigabile. Sarà scortata dalla fregata Euro.

La Marina Militare comunica gli eventi aperti alla cittadinanza:

– Ore 12.30 Apertura straordinaria del ponte girevole per transito del Canale Navigabile

– Ore 17.45 Concerto della Fanfara in Piazza della Vittoria. A seguire, esibizione del Plotone Alta Rappresentanza della brigata marina San Marco

– Ore 18.35 Cerimonia ammaina bandiera solenne in Piazza della Vittoria

L’evento, si apprende, sarà trasmesso in diretta sull’account Periscope di Twitter della Marina Militare.

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Fonte e foto: Marina Militare