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Somalia, missione EUTM: due team di istruttori italiani per le forze di sicurezza somale

Sono arrivati il 30 dicembre scorso in Uganda i militari italiani componenti i Team Mine and IED Awareness (M-IEDA) e Combat Life Saving (CLS), che opereranno presso la Scuola addestrativa di Bihanga nell’ambito del terzo turno degli avvicendamenti dei team addestrativi internazionali della missione European Union Training Mission Somalia (EUTM Somalia).

Il personale dell’Esercito – composto da due ufficiali, due sottufficiali e quattro graduati, provenienti dal reggimento Genio ferrovieri di Bologna, dalla Scuola di sanità e veterinaria militare di Roma e dal 24° REMA di Merano – dopo aver effettuato il briefing introduttivo inerente gli aspetti salienti della missione, presso il Main HQ a Kampala, ha raggiunto l’area addestrativa di Bihanga, dove opera il battaglione addestrativo multinazionale.

I due Team M-IEDA e CLS, fa sapere lo stato maggiore della Difesa, hanno il compito rispettivamente di addestrare le reclute delle Forze di sicurezza somale in merito al riconoscimento delle principali mine utilizzate in Somalia e di ordigni inesplosi attraverso esercizi di Explosive Ordinance Reconnaisance, e di spiegare, tra i tanti argomenti, il concetto di emergenza medica nel campo di battaglia, i diversi livelli di cura, le diverse tipologie di evacuazione medica e il corretto uso dei pacchetti di medicazione individuali.

La missione EUTM, mirata all’addestramento di oltre 2mila soldati somali, è schierata in Uganda, con il Mission Headquarters (MHQ) nella capitale Kampala, una base addestrativa a Bihanga e un ufficio di collegamento a Nairobi, in Kenia.

Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: stato maggiore della Difesa

Afghanistan. Brevettati i piloti della “giovane Aeronautica Afgana”, istruiti anche dagli italiani dei due team dell’NTM-A

La cerimonia della consegna dei brevetti della più recente classe di piloti, ingegneri aeronautici, e capo squadra specialisti di volo (flight crew chief) dell’Afghan Air Force (AAF) è avvenuta domenica scorsa 8 gennaio a Shindand, fa sapere il comunicato stampa del Regional Command West ISAF di Herat, su base brigata Sassari.

L’inizio ufficiale dell’addestramento dei piloti della “giovane Aeronautica Afgana”, così come l’aveva definita il generale Wahab, Capo di stato maggiore dell’AAF, nella cerimonia di inaugurazione del corso, era stato celebrato il 13 dicembre 2011.

L’attività di formazione degli equipaggi afgani, che verranno  impiegati nel comparto ad ala rotante dell’Aeronautica Afgana sull’elicottero Mi-17, è stata condotta dagli advisor dell’Aeronautica Militare Italiana che a Shindand costituiscono due team al comando del colonnello Luigi Casali: ASAAT-Airbase Support Air Advisory Team e MI17AAT Air advisory Team.

I due Team svolgono quotidianamente attività di addestramento e advising al personale afgano appartenente alle diverse articolazioni dello Stormo e ai futuri equipaggi assegnati all’elicottero Mi-17.

I corsi di pilotaggio effettuati a Shindand, si apprende dal comunicato, comprendono il  basico 1^ Fase, co-pilota e Capo Equipaggio. L’addestramento per gli ingegneri aeronautici e i capi squadra specialisti di volo che sono parte integrante dell’equipaggio di volo MI-17, viene svolto con lezioni teoriche a terra e voli addestrativi, in cooperazione con i colleghi dell’Aeronautica Ungherese, che vantano un’esperienza decennale sul MI-17.

A Shindand si svolge l’equivalente dell’addestramento effettuato presso il  72^ Stormo di Frosinone,  e presso i Reparti Operativi dell’Aeronautica Militare. Per la prima volta tale capacità verrà acquisita dall’AAF.

Nel 2011 sono state brevettate 6 classi per un totale di 48 allievi ripartiti tra piloti, ingegneri aeronautici  e capi squadra specialisti di volo.

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I piloti afgani in Paola Casoli il Blog

Gli elicotteri Mi-17 in Paola Casoli il Blog

Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W  ISAF

Giappone, combattimenti corpo a corpo a Camp Zama: istruttori militari statunitensi si addestrano nelle arti marziali dei Samurai

Tutto è cominciato nell’ottobre scorso, narra Leonardo Munoz, istruttore nella base americana di Camp Zama in Giappone, quando il comandante della scuola giapponese, generale Makato Hatanaka, ha apprezzato una lezione della US Army Combatives, fatta di combattimenti corpo a corpo che prendono in prestito molte delle tecniche delle arti marziali giapponesi.

L’articolo di Stars and Stripes racconta così la nascita di un’iniziativa che offre l’opportunità ai soldati americani in Giappone di studiare alla Japan Self-Defense Force Physical Training School, grazie alla collaborazione tra la stessa scuola e l’esercito statunitense.

Il generale Hatanaka, dopo aver visto quella lezione di ottobre, ha stretto un accordo con il comandante dello US Army Japan, generale Michael Harrison, finalizzato all’addestramento degli istruttori dello US Combatives, mentre i soldati giapponesi avranno l’opportunità di seguire le classi americane a Camp Zama. Il primo scambio, si apprende, è previsto per febbraio.

Il codice Bushido dei Samurai giapponesi comincerà ora a far capolino nella cultura americana, svelando i fasti degli antichi guerrieri del Sol levante.

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Sulle arti marziali e i militari:

Libano, Leonte XI di UNIFIL: inaugurato il corso di tae kwon do nel quartier generale della brigata Pinerolo (29 novembre 2011)

Fonte: Stars and Stripes

Foto: Staff Sgt. Quail Hjelmeir, top, grapples with Spc. Melissa Myers during a U.S. Army Combatives tournament at Camp Zama in December 2011. Myers defeated Hjelmeir to win the flyweight division – Seth Robson/Stars and Stripes