Leonte 13

La Friuli rientra dal Libano. A Bologna il CaSME, gen Graziano, elogia “il personale, componente essenziale su cui si deve investire”

Il Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME), generale Claudio Graziano, ha salutato ieri mattina i militari della brigata aeromobile Friuli, rientrati nei giorni scorsi dal Libano dove hanno operato nel settore ovest di UNIFIL (United Interim Force In Lebanon) nell’ambito della missione Leonte 13.

Il generale Graziano, dopo aver rivolto un commosso pensiero ai caduti “che, con estremo coraggio fisico e morale, hanno assolto il loro compito fino all’estremo sacrificio”, e a tutte le famiglie, “che hanno conosciuto la tragedia della perdita di un congiunto nell’assolvimento del dovere”, ha espresso “affettuosa vicinanza a quanti sono rimasti feriti in operazione e portano, ogni giorno, impresso nella carne il proprio attaccamento al dovere”.

Il CaSME ha poi ringraziato il sindaco, Virginio Merola, le autorità locali e i cittadini bolognesi “per la vicinanza e l’affetto con cui ospitano i reparti della brigata Friuli”.

“Ma soprattutto – ha proseguito il generale Graziano rivolgendosi agli uomini e alle donne della brigata aeromobile al comando del generale Antonio Bettelli – ritengo che l’elemento chiave del successo della vostra missione sia stato il dialogo con le istituzioni locali e la popolazione”.

“Il personale rappresenta la componente essenziale, su cui si deve maggiormente investire – ha concluso il generale Graziano – di fondamentale importanza per la sicurezza del personale militare sono l’addestramento e la formazione, a cui è necessario dedicare adeguate risorse”.

In questo momento storico, il contributo dell’Italia alle missioni internazionali è di particolare valenza. In Libano, il comando delle Forze di pace è affidato a un generale dell’Esercito italiano, Paolo Serra, e all’Italia sarà di nuovo assegnato, da settembre, il comando della missione NATO in Kosovo. Delle tre missioni internazionali in atto, due saranno a comando italiano.

Già comandante della missione UNIFIL, dal 2007 al 2010, il generale Graziano si è rivolto agli uomini e donne della grande unità dell’esercito, al comando del generale Bettelli, per esprimere “soddisfazione per i brillanti risultati conseguiti nel complesso teatro operativo libanese, dove avete condotto attività di controllo del territorio, supporto alle forze armate libanesi, bonifica di aree minate e cooperazione civile – militare”.

Alla cerimonia militare hanno partecipato, tra gli altri, il generale George Chraim, capo del settore del sud Litani delle Forze Armate Libanesi (LAF), e Ahmad Seklaoui, console onorario d’Italia a Tiro che, con la loro presenza, ha detto il generale Graziano, “testimoniano i forti legami che uniscono l’Italia al Libano”.

Schierati nel piazzale della caserma Mameli, al cospetto dello stendardo del reggimento Savoia Cavalleria (3°), c’erano il Gonfalone del comune di Bologna, decorato di medaglia d’oro al valor militare, e i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma che “con la loro presenza attestano i tradizionali e solidi vincoli esistenti fra le nuove generazioni e coloro che le hanno precedute”.

La brigata aeromobile Friuli ha operato nel sud del Libano tra il fiume Litani e la Blue Line, linea di demarcazione fra Libano e Israele, in accordo alla risoluzione 1701 dell’11 agosto 2006 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Ha altresì schierato tra i propri reparti, agli ordini del generale di brigata Antonio Bettelli, il comando brigata e parte del reparto comando Friuli di Bologna, una compagnia del 66° reggimento aeromobile Trieste di Forlì e il reggimento Savoia Cavalleria.

Del contingente italiano Leonte 13 hanno fatto parte anche il 6° reggimento di manovra di Pisa, uno squadrone del reggimento Piemonte cavalleria (2°) di Villa Opicina, Trieste, le trasmissioni del 2° reggimento di Bolzano, i genieri del 2° reggimento genio di Piacenza.

Proprio in Libano, trentun anni fa, l’Esercito Italiano iniziava la sua nuova storia. Nell’estate del 1982, a Beirut, l’Esercito Italiano diventava un esercito moderno e da allora i militari italiani, ieri di leva e oggi professionisti, sono presenti con impegno e dedizione in tutti i teatri internazionali di operazione.

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Fonte: brigata aeromobile Friuli/stato maggiore Esercito

Foto: brigata aeromobile Friuli/stato maggiore Esercito

Libano, a Beirut UNIFIL corre la maratona. Centoundici i caschi blu italiani alla Blom Beirut Marathon 2012

Centoundici caschi blu italiani, in Libano per la missione UNIFIL, hanno partecipato alla maratona di Beirut di domenica 11 novembre.

In tutto i peacekeeper erano 500, provenienti da 20 diverse nazioni. Ben 33mila in totale i partecipanti alle diverse gare inserite nella Blom Beirut Marathon.

Il podio della regina delle competizioni podistiche, la maratona da 42 chilometri, è stato dell’etiope Kadir Pecaro, che ha attraversato il traguardo dopo 2 ore e 12 minuti.

Per i militari italiani significativo il tempo di 3 ore e 58 minuti del generale Antonio Bettelli, che a breve sarà il prossimo comandante della missione Leonte 13.

Il generale Paolo Serra, Force Commander e Capo della Missione UNIFIL, partecipando alla manifestazione assieme all’ambasciatore d’Italia Giuseppe Morabito ha detto: “Correre insieme alla popolazione libanese è il raggiungimento di un grande traguardo, infatti, ogni peacekeeper sa che il nostro primo dovere consiste nell’assolvere al mandato contenuto nella risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite teso a costruire un futuro di libertà e pace. La nostra presenza oggi è il segno concreto dell’unità del nostro intento”.

La missione UNIFIL al momento si compone di 12mila militari provenienti da 37 nazioni e di 1.000 rappresentanti civili, di cui 700 locali e 300 internazionali. Il dato comprende anche la componente navale, forte di 8 navi e di 1.000 marinai costituenti la Maritime Task  Force che opera lungo le coste libanesi, e la Aviation, forte di 10 elicotteri, di cui 3 imbarcati.

Fonte: UNIFIL M-PIO

Foto: UNIFIL  M-PIO

Libano, Leonte 13: il saluto del CaSME gen Graziano alla brigata Friuli

Il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, ha salutato ieri mattina, 12 ottobre, a Bologna, i militari della brigata aeromobile Friuli in procinto di assumere la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL (United Nation Interim Force In Lebanon) nell’ambito dell’operazione Leonte 13 in Libano.

Già comandante della missione UNIFIL dal 2007 al 2010, il generale Graziano, rivolgendosi al comandante della Friuli, generale Antonio Bettelli, e a tutti gli uomini e donne della brigata, ha detto: “Il ruolo che vi attende non è dei più semplici, il sud del Libano è un’area estremamente delicata in cui UNIFIL sta garantendo il mantenimento del cessate il fuoco tra Libano e Israele contribuendo così, in collaborazione con le Forze Armate libanesi, al mantenimento della pace e più in generale alla stabilità del Paese”.

Presenti alla cerimonia il generale Roberto Bernardini, Comandante delle Forze Operative Terrestri e il prefetto di Bologna, Angelo Tranfaglia.

Il generale Graziano ha poi consegnato la Medaglia di Bronzo al Valore dell’Esercito al colonnello Fabrizio Salvatore Barone, comandante nel 2009 della task force dell’Aviazione Esercito, nell’ambito dell’operazione ISAF, e al colonnello Giuseppe Potenza, che ha comandato nel 2010 la task force Fenice in Afghanistan.

Sono circa 1.100, attualmente, i militari italiani della Joint Task Force Lebanon, su un totale di oltre 12mila provenienti da 35 Paesi. L’operazione Leonte 13, dal nome del fiume libanese che attraversa quei territori, è la settima missione all’estero condotta della brigata aeromobile Friuli dopo Albania nel 1997, Bosnia nel 1998, Kosovo nel 2000, Iraq nel 2004, Afghanistan nel 2008 e Libano 2009.

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Fonte: brigata aeromobile Friuli

Foto: brigata aeromobile Friuli, stato maggiore Esercito