LIsbon summit 2010

Eagle Joker 2014: si conclude l’esercitazione NATO che porta NRDC-ITA alla validazione nazionale

Si è conclusa venerdì 17 ottobre scorso, con l’annuncio dell’”endex” (fine esercitazione) nella caserma Nacci di Lecce da parte del generale Massimiliano Del Casale, comandante del CESIVA e ODE (Officer Directing the Exercise), la fase finale della condotta dell’esercitazione Eagle Joker (EJ14) che ha visto impiegato in Puglia il NATO Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC-ITA) con oltre 1.500 uomini e donne di 15 diverse nazioni dell’Alleanza Atlantica.

La EJ14 porta NRDC-ITA alla validazione nazionale, trasformando il comando NATO in Joint Task Force (JTF) secondo il dettato del summit di Lisbona del 2010.

Tutto il comando coinvolto nell’esercitazione è stato dispiegato nel poligono militare di Torre Veneri, in provincia di Lecce; il JLSG, ovvero il Joint Logistic Support Group, era situato nell’area militare dell’aeroporto di Brindisi; mentre da Poggio Renatico, in provincia di Ferrara, il Joint Force Air Component Command (JFACC) ha partecipato all’esercitazione di NRDC-ITA conducendo al contempo la sua Virtual Flag, che unita alla Eagle Joker ha dato luogo alla Joint Eagle. L’Excon è stato collocato a Lecce, nella caserma Nacci (foto).

La EJ14 si è caratterizzata per l’alto livello di operatività e per aver testato la capacità di risposta a una minaccia contro uno stato membro dell’Alleanza Atlantica. Si è trattato di una “art 5 exercise”, elemento su cui si concentra particolarmente l’attenzione della NATO.

Nel giro di qualche mese, più precisamente dal 20 aprile prossimo, NRDC-ITA sarà impegnato nella successiva validazione a livello NATO a Stavanger, presso il Joint Warfare Centre (JWC), con l’esercitazione Trident Jaguar 15.

Dopo la Trident, NRDC-ITA sarà pronto a essere impiegato come Joint Command Deployable (Land) dal 1° luglio 2015 al 30 giugno 2016.

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Foto: Combat Media Team Esercito Italiano

ISAF: “L’Afghanistan ha la piena sovranità sul proprio territorio”, così il generale Battisti all’annuncio di Karzai sulla fase finale della transition

Il cerchio si è chiuso ieri. Dal summit NATO di Lisbona del 2010, quando è stato delineato il processo di transizione delle responsabilità dalle forze alleate di ISAF a quelle afgane, da completarsi entro la fine del 2014, alla dichiarazione dell’avvio della fase finale dell’intero processo da parte del presidente afgano Hamid Karzai di ieri, 18 giugno, c’è di mezzo un intero percorso fatto di continuo lavoro che ha saputo mantenere il ritmo in vista della sua scadenza.

“Il processo che vede le forze di sicurezza assumere un sempre maggiore ruolo in Afghanistan si sta svolgendo nel pieno rispetto del calendario previsto”, ha infatti dichiarato il presidente Karzai nel corso della cerimonia che si è tenuta ieri mattina all’Afghan National Defence University, con la partecipazione dei massimi vertici dell’Alleanza Atlantica e del governo afgano, alla presenza del segretario generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, e del comandante in capo di tutte le forze NATO in Europa, generale statunitense Philip M. Breedlove.

Con l’annuncio della Tranche 5 e della Milestone 2013 soldati e poliziotti afgani saranno responsabili giorno per giorno dell’esecuzione delle attività operative, che saranno supervisionate e dirette da un nuovo comando nell’ambito del Ministero della Difesa, l’Afghanistan Ground Forces Command. Inoltre, il governo afgano fornirà la direzione politica per la campagna attraverso i suoi ministeri.

Grazie all’impegno della Nato e della comunità internazionale le forze afgane, ANSF, sono passate da circa 40mila effettivi nel 2009 a circa 352mila di oggi.

L’epocale annuncio di ieri del presidente Karzai ha suscitato i commenti positivi dei leader maggiormente coinvolti nel processo di transizione (transition, o inteqal nella lingua locale) di ISAF, che porterà al cambiamento della missione a guida NATO da combat a support, da puramente operativa ad addestrativa e di assistenza. “La NATO e l’Afghanistan – è il commento del segretario generale dell’Alleanza Atlantica Rasmussen – continueranno questo viaggio insieme sulla base di una nuova relazione che rimarrà forte negli anni a venire”.

Per il generale italiano Giorgio Battisti, capo di stato maggiore della missione ISAF dal 22 gennaio 2013, “l’assunzione di responsabilità per la sicurezza a livello nazionale dimostra chiaramente che il progresso in Afghanistan è reale e tangibile. Anche se le sfide restano, le ANSF continuano a crescere in capacità e fiducia nei propri mezzi ogni giorno. L’Afghanistan ha la piena sovranità sul proprio territorio”.

“Il passo è epocale – ha sottolineato il generale Battisti – le giovani forze di sicurezza nazionali rimpiazzeranno in toto quelle della Coalizione e queste ultime muoveranno interamente a un ruolo di sostegno, formazione e tutoraggio. In particolari situazioni di emergenza, inoltre, la Coalizione potrà fornire un supporto sotto forma di appoggio aereo ed evacuazione medica”.

Particolare enfasi è stata data nell’ambito della cerimonia alla presenza di alcuni “wounded warriors”, soldati afgani e delle nazioni facenti parte della missione ISAF che sono rimasti feriti a vario titolo nell’adempimento del dovere in Afghanistan e citati da tutti quale esempio di spirito di sacrificio, tenacia, saldezza di carattere e dedizione alla causa del popolo afgano.

L’Italia è stata ben rappresentata dal capitano di corvetta Luigi Romagnoli, dal capitano Stefano Ferrari e dal caporal maggiore scelto Andrea Maria Cammarata.

Il capitano di corvetta Romagnoli, nel settembre del 2006 in servizio con la Task Force 45, è rimasto vittima di trauma cranico e cervicale quando il mezzo sul quale si stava spostando nel distretto di Bala Boluk veniva coinvolto nell’esplosione di una mina anticarro e proiettile di artiglieria collegati a un ricevitore radio. E’ tornato in Afghanistan altre quattro volte e a tutt’oggi presta servizio a Kabul.

Il capitano Stefano Ferrari, del 2° reggimento Pontieri di Piacenza, il 24 novembre 2007 è rimasto ferito a seguito di un attentato suicida nella valle di Pagman, a circa 15 chilometri da Kabul, durante una cerimonia di inaugurazione di un ponte.

Il caporalmaggiore scelto Cammarata, invece, in servizio con l’8° reggimento genio paracadutisti, si trovava nel luglio del 2009 a bordo di un veicolo Lince nei pressi del villaggio di Ganjabad, 40 chilometri a nord est di Farah, quando è rimasto coinvolto nell’esplosione di un ordigno esplosivo improvvisato che gli ha causato la frattura del radio e ulna del braccio destro.

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Fonte: SMD, ufficio del Capo di stato maggiore di ISAF

Foto: NATO; il gen Battisti con l’amb Pezzotti (archivio, Kabul 02 giugno 2013) Photo by OF4 Stefano SBACCANTI)/NRDC-ITA Flickr