MEDEVAC

MNBG-W, KFOR: con la Western Blizzard testate le capacità di risposta a escalation di violenza

Si è conclusa ieri, 31 maggio, una complessa esercitazione volta a sperimentare le capacità di risposta del Multinational Battle Group West (MNBG-W) a possibili crisi nel settore occidentale del Kosovo, ha fatto sapere lo stesso MNBG-W con un comunicato stampa del 31 maggio.

L’esercitazione, denominata Western Blizzard, ha avuto come obiettivo il testare la capacità di reazione rapida delle Forze del MNBG-W in risposta a una escalation della violenza provocata dall’avvicinamento di una folla ostile in prossimità di un’area particolarmente sensibile, con il successivo rinforzo a cura della Compagnia Ungherese del Battaglione di Riserva Tattica (KTR BN – Kosovo Tactical Reserve Battalion) di KFOR.

Lo staff del MNBG-W, dopo aver ricreato un’Unità di crisi, ha potuto valutare la capacità decisionale verificando i tempi di reazione in base al mutamento dello scenario, spiega in dettaglio il comunicato.

Tra le capacità espresse, particolare attenzione è stata rivolta al controllo della folla (crowd and riot control – C.R.C.), tramite l’impiego di equipaggiamento tattico specialistico, allo sgombero di blocchi stradali improvvisati e agli interventi di soccorso medico a mezzo elicottero (Medical Evacuation – MEDEVAC).

L’attività ha rappresentato un’importante occasione di valutazione e confronto tra componenti multinazionali.

Il MNBG-W a guida italiana, su base 185° reggimento Artiglieria Paracadutisti Folgore, secondo quanto stabilito dalla risoluzione delle Nazioni Unite 1244, “assicura la libertà di movimento dei cittadini del Kosovo, garantendo un ambiente sicuro e protetto nel pluralismo delle etnie e delle confessioni religiose presenti sul territorio Balcanico”, sottolinea il comunicato stampa.

I militari italiani, sloveni, austriaci e moldavi che compongono l’unità operano con costante impegno (Enduring Commitment), vigilando e proteggendo il Monastero di Decani in qualità di first responder (primo responsabile) e realizzando progetti CIMIC (Cooperazione Civile e Militare), improntati al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione.

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Fonte e foto: MNBG-W

Marina: oggi si conclude il 20° corso di Medicina da combattimento, esercitazione finale alla presenza di osservatori esterni

Si terrà oggi, 13 febbraio, nell’area addestrativa della brigata marina San Marco di Massafra, in provincia di Taranto, l’esercitazione di soccorso ed evacuazione feriti in scenario bellico che conclude il Corso di Medicina di Combattimento di quest’anno, svolto a favore del personale sanitario della Marina Militare.

È la stessa Forza Armata a darne notizia con un comunicato stampa del 10 febbraio.

Durante l’attività, al fine di poter mostrare l’expertise maturata dalla Forza Armata in tale contesto formativo, saranno presenti sul campo sia osservatori esterni delle sanità delle altre Forze Armate Italiane ed estere sia rappresentanti del mondo clinico e universitario, si apprende, e in particolare personalità di vertice del Corpo Sanitario dell’Esercito Italiano, del Corpo Militare della Croce Rossa, della 6^ Flotta della US NAVY, del Dipartimento di Protezione Civile e del Ministero della Salute.

Il Corso, giunto alla sua 20° edizione, è un importante momento formativo e addestrativo, spiega la Marina, della durata di circa 3 settimane che viene svolto presso le strutture della Brigata Marina San Marco con, affiancati al personale sanitario della Marina Militare, frequentatori di altri dicasteri, nell’ottica di condivisione delle risorse e delle conoscenze.

I frequentatori affrontano un intenso periodo di preparazione durante il quale sono addestrati a conoscere e utilizzare i dispositivi attualmente impiegati in teatri operativi complessi e caratterizzati da contesti ambientali difficili e potenzialmente ostili, per la gestione delle vie aeree, l’infusione di liquidi per via intraossea, il trattamento delle ferite e delle emorragie esterne con applicazione di medicazioni avanzate, emostatici o tourniquet, il trattamento dei traumi toracici aperti e delle ustioni, l’estrazione da un veicolo di un traumatizzato e l’immobilizzazione di fratture, oltre che a realizzare l’evacuazione aerea medicalizzata (MEDEVAC) di militari feriti.

“L’esercitazione finale consente di valutare la preparazione acquisita dai partecipanti, in attività di soccorso ed evacuazione di feriti in uno scenario realistico di combattimento e in condizioni di stress psico-fisico, aspetti che rendono il Corso di Medicina di Combattimento unico nel suo genere nel panorama formativo italiano e, soprattutto, momento fondamentale per la preparazione professionale del personale sanitario della Marina Militare”, ha dichiarato l’ammiraglio ispettore, Mauro Barbierato, Capo del Corpo Sanitario della Marina Militare.

Alla fine del corso gli allievi acquisiscono le conoscenze e le capacità per effettuare, con un alto livello di autonomia, tutte le attività di soccorso a personale ferito/traumatizzato in un contesto operativo diversificato, ad alto rischio, facendo riferimento ai concetti del “Tactical Combat Casualty Care” e in aderenza alla dottrina medica nazionale e della NATO.

Gli hashtag per parlarne: #MarinaMilitare #ProfessionistiDelMare #ilTuoFuturoèilMare

Fonte e foto: Marina Militare

UNIFIL: ITALAIR, dal 1979 in volo nei cieli del Libano per l’Onu, salva un peacekeeper con una MEDEVAC

Il 20 giugno scorso un elicottero della Task Force ITALAIR, unità di volo che opera nell’ambito della missione UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon), ha portato a termine con successo una missione di evacuazione sanitaria (MEDical EVACuation) di un casco blu delle Isole Fiji nel Settore Ovest dell’area di operazioni.

È la stessa UNIFIL a renderlo noto con un comunicato stampa del 21 giugno.

L’elicottero italiano, decollato dall’eliporto di Naqoura, ha raggiunto in pochi minuti dalla ricezione dell’allarme la postazione UN all’interno dell’area di operazione dove il militare era in servizio e, una volta stabilizzato il ferito da parte del team medico (Air Medical Evacuation Team) francese che opera congiuntamente al personale di ITALAIR in caso di emergenze sanitarie, ne ha effettuato il trasferimento al Saint George Hospital di Beirut.

“L’ottimo lavoro di squadra delle varie componenti di UNIFIL, frutto di elevata professionalità e continuo addestramento, ha consentito di portare a termine la missione in maniera precisa ed efficace, permettendo così al peacekeeper delle Isole Fiji di ricevere le cure necessarie in tempi ristrettissimi”, sottolinea il comunicato.

La Task Force ITALAIR, attualmente comandata dal colonnello Giovanni Maria Scopelliti, dal 1979 supporta ininterrottamente tutte le attività delle Nazioni Unite in Libano, garantendo giornalmente, e 24 ore su 24, voli di ricognizione e di osservazione in tutta l’area di operazioni, in particolare lungo la Blue Line, la linea di demarcazione esistente tra il Libano e Israele, nel pieno rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

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Fonte e foto: UNIFIL MPIO

TAAC W (RS): NH90 e Mangusta in soccorso di 11 civili stranieri attaccati a nord di Herat

20160804_TAAC W_RS_medevac Herat (3)Soccorsi italiani per un gruppo di undici viaggiatori a nord di Herat, in Afghanistan. Un comunicato stampa del Train Advice Assist Command West (TAAC W), datato 4 agosto, riferisce dell’attività di recupero e soccorso effettuata tramite due elicotteri NH90 e due A129 del Task Group Fenice, con a bordo personale sanitario, e del personnel recovery a favore di un gruppo di undici persone che viaggiavano a nord di Herat a bordo di un pullman oggetto di un attacco armato.

Il personale italiano, giunto sul luogo dell’attacco dopo essere stato attivato dalle autorità militari afgane, ha provveduto alle prime cure mediche e al trasporto dei feriti presso l’aeroporto di Herat, dove è poi stato predisposto il trasferimento nell’ospedale militare Role 2 del contingente italiano che opera in Afghanistan nell’ambito della missione Resolute Support (RS).

20160804_TAAC W_RS_medevac Herat (2)I medici del contingente italiano hanno prestato le cure necessarie a stabilizzare tre pazienti e per estrarre alcune schegge dal loro corpo, mentre i restanti otto hanno subito lesioni lievi. Nessun ferito è stato giudicato in pericolo di vita.

Il gruppo di undici persone ha dichiarato di essere in Afghanistan per turismo, ha precisato il portavoce italiano del TAAC W raggiunto telefonicamente da Paola Casoli il Blog: sono di nazionalità inglese, americana, olandese, e tedesca.

Le undici persone, che si trovavano a bordo di un pullman a circa cento chilometri a nord di Herat quando sono state fatte bersaglio dell’attacco, hanno riferito di essere in viaggio nella regione alla scoperta del patrimonio storico e archeologico dell’Afghanistan. Erano scortati dalla polizia afgana.

20160804_TAAC W_RS_medevac Herat (5)Il portavoce del TAAC W ha anche riferito che tutte le 11 persone sono state prelevate da un C130 americano e trasferite nella base americana di Bagram subito dopo aver ricevuto le cure dei medici del contingente italiano a Herat.

Dell’attacco ne ha parlato il francese Le Figaro, che cita Agence France Presse (AFP), attribuendo  la responsabilità ai talebani e precisando che il pullman è stato preso di mira a Chisht-e-Sharif, nella provincia di Ghor, a metà percorso tra Bamyan e Herat.

La polizia afgana ha risposto al fuoco “uccidendo parecchi talebani”, secondo quanto riferisce Le Figaro che riporta le parole del portavoce del governatore di Herat, Jilani Farhad.

Gli assetti Aeromedical Evacuation – MEDEVAC e di personnel recovery del Comando NATO sotto guida italiana, attualmente su base brigata Pinerolo alla guida del gen Gianpaolo Mirra, sono sempre pronti all’impiego in brevissimo tempo.

20160804_TAAC W_RS_medevac Herat (4)“Le vite umane, di qualsiasi nazionalità, rimangono una priorità assoluta per i peacekeeper italiani”, sottolinea il comunicato del TAAC W che ha dato notizia dell’evento.

La notizia di Le Figaro: “Afghanistan: un convoi de touristes attaqué” (Par lefigaro.fr/Mis à jour le 04/08/2016 à 10:32 Publié le 04/08/2016 à 10:04)

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Fonte e foto: TAAC W (RS)

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TAAC W (RS): le forze speciali italiane impegnate in una Medevac simulata

20160701_TAAC W RS_Ex MEDEVAC_atterraggio elicotteroIl Train Advise Assist Command West (TAAC W), comando a guida italiana – attualmente su base brigata Pinerolo al comando del gen Gianpaolo Mirra – inserito nella missione NATO Resolute Support (RS) in Afghanistan, ha coordinato la scorsa settimana una complessa attività di simulazione di trasporto sanitario di emergenza, Aeromedical Evacuation – MEDEVAC.

I reparti del contingente italiano impegnati in questa esercitazione hanno testato una capacità di intervento critica che nel delicato teatro afgano diventa di fondamentale importanza e che, proprio per questo, deve essere mantenuta sempre ai massimi livelli di efficienza e prontezza.

L’esercitazione di Aeromedical Evacuation – MEDEVAC è stata realizzata per testare le procedure, il coordinamento e le tempistiche di reazione di tutti i vari assetti che devono  intervenire in caso di trasporti sanitari d’urgenza effettuati con l’utilizzo di elicotteri.

20160701_TAAC W RS_Ex MEDEVAC_evacuazione ferito (1)Nel dettaglio, l’attività coordinata dal TAAC W  ha visto la partecipazione di elementi delle Forze Speciali, del 4° reggimento Alpini paracadutisti, elicotteri NH 90 del Task Group Fenice, assetti del 66° reggimento Fanteria aeromobile Trieste, team Medevac, due équipe chirurgiche dell’ospedale Role 2, elementi di sicurezza areale della Task Force Arena del 7° reggimento Bersaglieri e del Base Operation Center (B.O.C.) dell’Aeronautica Militare per il monitoraggio e la regolamentazione del traffico aereo civile all’interno dell’Aeroporto di Herat.

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Fonte e foto: TAAC W (RS)

20160701_TAAC W RS_Ex MEDEVAC_discesa elicottero (2)

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20160701_TAAC W RS_Ex MEDEVAC_simulazione in sala operatoria 2

20160701_TAAC W RS_elicottero mitragliere

20160701_TAAC W RS_Ex MEDEVAC_evacuazione ferito (2)

UNIFIL: militare francese gravemente ammalato evacuato in 6 minuti da ITALAIR

EVACUAZIONE SANITARIA IN LIBANO DA PARTE DI ITALAIRLa Task Force ITALAIR ha svolto con successo l’evacuazione sanitaria aerea di un militare delle Nazioni Unite in servizio in Libano, ha fatto sapere il Sector West (SW) della missione UNIFIL (United Nations Interim Force In Lebanon) con un comunicato stampa del 21 gennaio.

Ricevuto l’allertamento da parte del Mission Air Operation Center di UNIFIL, l’elicottero AB 212 dell’Esercito Italiano, con a bordo il team aeromedico francese, è decollato in sei minuti alla volta della base ONU francese presso cui il militare presta servizio e dove gli erano stati riscontrati rilevanti problemi di carattere neurologico.

Imbarcato il paziente, l’equipaggio ha raggiunto il Saint Geroge Hospital di Beirut dove il soldato francese ha ricevuto le cure necessarie.

La Task Force ITALAIR, composta dagli equipaggi di volo dell’Aviazione dell’Esercito (AVES), da un equipaggio della Marina Militare e uno dell’Aeronautica Militare, opera in Libano dal 1979, risultando l’unità più veterana al servizio delle Nazioni Unite.

Quello del trasporto sanitario d’urgenza è uno dei servizi più importanti svolti dai militari italiani a Naqoura in tutta l’area di operazioni. Gli equipaggi di volo garantiscono ogni giorno, 24 ore su 24, un elicottero pronto al decollo in 30 minuti per tale scopo e un secondo elicottero con le stesse caratteristiche di prontezza per compiti di vario genere, svolgendo quotidianamente missioni di ricognizione, pattugliamento e trasporto.

Nei 37 anni di servizio, ITALAIR ha effettuato più’ di 39mila ore di volo nei cieli del Libano e di Israele, effettuando oltre 1.700 trasporti di feriti o ammalati gravi.

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Fonte e foto: SW UNIFIL

Migranti, Mare Sicuro: in 239 soccorsi da nave Aviere della Marina Militare

Nave Aviere soccorre 240 migranti nel Mediterraneo CentraleIeri, 4 ottobre 2015, durante l’attività di pattugliamento nel Mediterraneo Centrale, il pattugliatore di squadra Aviere, inserito nel dispositivo Mare Sicuro, ha individuato e soccorso un natante in difficoltà recuperando 239 migranti. Ne dà notizia con un comunicato stampa odierno la stessa Marina Militare.

Nave Aviere ha eseguito nella serata di ieri una Evacuazione Medica (MEDEVAC) con un elicottero AB 212 imbarcato per consentire il trasferimento di un migrante in stato di incoscienza presso l’ospedale civile di Lampedusa.

I migranti, di cui 173 uomini, 37 donne e 30 minori, sono stati trasbordati nella tarda serata a bordo del rimorchiatore d’altura norvegese Siem Pilot.

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Fonte e foto: Marina Militare

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20151004_nave Aviere soccorre migranti_Marina Militare (6)

TAAC-W, Afghanistan: avvicendamento alla task force Fenice, il col Silvestrini cede il comando al ten col Giannini

20150814_TAAC-W_Herat_TOA TF Fenice (3)Si è svolto sabato, 14 agosto, l’ultimo avvicendamento al comando della task force Fenice a Herat, nell’Afghanistan occidentale, si apprende dal sito dell’Esercito Italiano. La cerimonia, che ha avuto luogo a Camp Arena, sede del Train Advise Assist Command West (TAAC-W), ha visto il colonnello Stefano Silvestrini cedere il comando al tenente colonnello Luca Giannini.

La task force Fenice dispone di elicotteri AW 129 Mangusta Delta, con funzioni di ricognizione e scorta, e di NH90 per trasporto personale, materiali ed evacuazioni sanitarie (MEDEVAC).

20150814_TAAC-W_Herat_TOA TF Fenice (1)Alla cerimonia ha preso parte il comandante di TAAC W, generale Michele Risi, che ha passato in rassegna i reparti schierati rendendo onore allo stendardo di combattimento del 1° reggimento AVES Antares.

L’Aviation Battalion è l’unità dell’Aviazione dell’Esercito (AVES) appositamente costituita per il teatro operativo afgano a base rotazionale tra il 1° reggimento AVES Antares, con sede in Viterbo, il 5° reggimento AVES Rige, con sede in Casarsa della Delizia, e il 7° reggimento AVES Vega, con sede in Rimini.

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Fonte e foto: Esercito Italiano

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Italian Blade 2015: make-up cinematografico con ferite di guerra da brivido grazie alle crocerossine

20150630_Italian Blade_Ostaggi feritiUn salvataggio di feriti che più realistico non si può, grazie al make-up cinematografico “da paura” realizzato dalle infermiere volontarie della Croce Rossa.

Così la missione di salvataggio degli ostaggi, nell’ambito dell’esercitazione Italian Blade 2015 in fase conclusiva a Viterbo (link articoli in calce), è stata resa estremamente vicina alla realtà dall’intervento delle infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana, che, applicando delle tecniche di make-up cinematografico, hanno truccato cinque militari facendo comparire sui loro corpi ferite di vario tipo del tutto simili a vere ferite di guerra.

Le truppe intervenute per liberare gli ostaggi nel corso dell’esercitazione si sono trovate dunque davanti uno scenario carico di tutta la drammaticità del reale, con ferite e fratture da brivido.

20150630_Italian Blade_MedevacI militari esercitati hanno continuato l’azione come previsto, eliminando i componenti ostili della fazione contrapposta e consentendo il recupero degli ostaggi feriti e il loro successivo trasferimento presso l’ospedale da campo allestito nell’aeroporto Fabbri di Viterbo.

L’esercitazione, che simulava una delle tipologie di missioni che le forze europee potrebbero trovarsi ad affrontare nei teatri operativi, ha coinvolto le truppe e gli elicotteri di tutte le nazioni che stanno prendendo parte all’Italian Blade 2015, ovvero circa 1.200 militari provenienti da 7 nazioni e oltre 30 elicotteri.

L’Italian Blade 2015, organizzata dall’Agenzia Europea della Difesa (EDA), è la più grande esercitazione per elicotteri militari d’Europa, finalizzata al raggiungimento della massima interoperabilità e capacità di collaborazione tra le Forze Armate dei paesi partecipanti.

La presenza della Croce Rossa ha sottolineato ancora una volta l’importanza che ricoprono i rapporti delle Forze Armate con tutte le istituzioni di volontariato, che molto spesso offrono il loro operato concorrendo alla buona riuscita delle attività addestrative dei militari.

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Fonte e foto: AVES (Aviazione Esercito)

Il trasporto sanitario aereo dal punto di vista delle Forze Armate tra biocontenimento, MEDEVAC e STRATEVAC: un seminario oggi al COI dedicato alla salute dei cittadini

Si svolge nella mattinata di oggi, 27 ottobre, a partire dalle 8.30, nel Comando Operativo di Vertice Interforze (COI) – Aeroporto militare F.Baracca a Centocelle, Roma, la giornata di studio “Aggiornamenti in Medicina Aeronautica 2014 – Medical Evacuation e Strategical Evacuation stato dell’arte: lezioni apprese”.

L’evento è stato organizzato dalla Divisione JMED del COI e rappresenta l’opportunità per fare un punto di situazione sulle lezioni apprese dall’effettuazione di quasi 2.900 Strategical Evacuation (STRATEVAC) e Medical Evacuation (MEDEVAC), dai teatri operativi al Role 4 nazionali (Policlinico Militare di Roma), che negli ultimi 12 anni hanno visto il coinvolgimento delle Forze Armate e dell’Arma dei Carabinieri.

Il convegno esamina la tematica del trasporto sanitario aereo dalle varie angolazioni esperienziali, evidenziando il servizio effettuato dalle  Forze Armate a favore del paese e per la salute dei cittadini.

Durante il convegno verranno toccati argomenti di attualità come il trasporto in biocontenimento di pazienti affetti da malattie altamente diffusive (assetto di eccellenza offerto dall’Aeronautica Militare), le MEDEVAC di massa (trattate da personale della Protezione Civile) in caso di catastrofe naturale, il contributo del trasporto di grandi numeri di persone nelle maxiemergenze sanitarie.

Nella sessione pomeridiana è prevista la lectio magistralis del dottor Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro Nazionale Trapianti (CNT), sul sistema integrato tra il trasporto sanitario aereo e la rete del CNT.

Fonte e foto: stato maggiore Difesa