Serbia

UNIFIL, Libano: visita del ministro della Difesa della Serbia, Bratislav Gasic, al comandante, gen Luciano Portolano

Il ministro della Difesa della Repubblica di Serbia, Bratislav Gasic, ha incontrato oggi, 23 agosto, il Force Commander e Head of Mission di UNIFIL, generale Luciano Portolano.

Nel corso dell’incontro, il generale Portolano ha fornito un aggiornamento del quadro operativo, illustrando le molteplici attività giornaliere condotte dai caschi blu nel pieno rispetto del mandato contenuto nella risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Risoluzione che legittima la presenza di UNIFIL in questa porzione di territorio dagli equilibri precari, ma stabilmente garantiti dalla presenza delle 38 nazioni che contribuiscono alla missione.

In particolare, il comandante di UNIFIL ha sottolineato l’importanza strategica del tripartite meeting, unico momento di confronto tra Libano e Israele nel corso del quale UNIFIL svolge, nella completa trasparenza e assoluta imparzialitá, il delicato ruolo di mediatore e trait d’union tra due Paesi che, di fatto, non hanno relazioni diplomatiche.

Nel corso dell’incontro il Ministro ha espresso parole di apprezzamento per la meritoria opera svolta dal personale civile e militare della missione UNIFIL nel contesto del delicato momento storico, evidenziando l’elevato profilo della missione.

Attualmente, la Repubblica di Serbia partecipa alla missione con circa 140 soldati impiegati nel Settore Est dell’area di operazione di UNIFIL.

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Fonte  e foto: UNIFIL

KFOR, Kosovo: il COMKFOR, gen Farina, incontra il CaSMD del Montenegro, amm Samardzic, e il comandante della KSF, gen Kastrati

Il Comandante della Kosovo Force (COMKFOR), generale Salvatore Farina, ha ricevuto ieri, 23 aprile, nel quartier generale multinazionale Film City, il Capo di stato maggiore della Difesa del Montenegro, ammiraglio Dragan Samardzic.

I due comandanti hanno discusso della situazione nei Balcani e nel Kosovo, con particolare riguardo all’area nord a prevalenza serba e ai marcati progressi nel controllo del confine Kosovo – Montenegro, convenendo infine sull’importanza della cooperazione tra KFOR e le Forze Armate del Montenegro, finalizzata all’incremento della sicurezza nella regione.

Il generale Farina ha sottolineato il miglioramento nel settore della sicurezza dopo l’accordo tra Pristina e Belgrado, sottoscritto dalle parti il 19 aprile dello scorso anno, e ha confermato il continuo sforzo della missione NATO a supporto della pace, della cooperazione e del progresso su tutto il territorio. Allo stesso tempo, il comandante di KFOR ha rimarcato l’importanza della recente riapertura al traffico aereo civile sopra i cieli del Kosovo, resa possibile dalla buona volontà dimostrata da tutti i paesi limitrofi, tra questi il Montenegro (link articolo in calce).

Il generale Farina e l’ammiraglio Samardzic hanno poi incontrato il comandante della Kosovo Security Force (KSF), generale Kadri Kastrati. Nel corso dell’incontro trilaterale si è discusso di search&rescue, gestione delle emergenze, intervento in caso di inondazioni, capacità EOD (Explosive Ordnance Disposal) ed emergenze sanitarie.

In questa occasione il COMKFOR ha rinnovato il supporto della NATO, in aderenza al corrente mandato, alla KSF, che rappresenta un importante interlocutore in Kosovo e nell’area dei Balcani per la sicurezza e la stabilità.

Il comandante di KFOR, dopo aver ringraziato il generale Samardzic per il supporto delle Forze Armate del Montenegro alla missione KFOR, ha evidenziato l’importanza della A5 Conference di previsto svolgimento nel prossimo mese di giugno, alla quale prenderanno parte i Capi di stato maggiore della Difesa di Albania, FYROM, Kosovo, Montenegro e Serbia sul tema della sicurezza e dello sviluppo di specifiche capacità nella regione per rispondere a situazioni di emergenza. Alla stessa conferenza dovrebbero essere invitati, come osservatori, i rappresentanti di Slovenia e Serbia e per la prima volta i vertici della Kosovo Security Force (KSF).

L’incontro di ieri rientra in una più ampia agenda di appuntamenti programmati con i rappresentati delle forze armate dei paesi vicini. Il generale Farina, infatti, incontra periodicamente i rispettivi Capi di stato maggiore della Difesa di Serbia, Albania, FYROM e Montenegro.

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Fonte e foto: KFOR PAO

KFOR: il COMKFOR, gen Farina, riceve la visita del ministro austriaco Kurz. Le prossime elezioni politiche in Serbia al centro del colloquio

Il Comandante della Kosovo Force (COMKFOR), generale Salvatore Farina, ha ricevuto ieri 27 febbraio, nel quartier generale multinazionale Film City a Pristina, in Kosovo, il ministro austriaco degli Affari Europei e Internazionali, Sebastian Kurz.

Nel corso dell’incontro il generale Farina e il ministro Kurz hanno discusso dell’attuale situazione politica e della sicurezza in Kosovo e nell’area balcanica. In particolare, è stato trattato il tema delle recenti elezioni del sindaco a Mitrovica nord, concluse senza incidenti, e delle prossime elezioni politiche in Serbia per la costituzione del Parlamento.

Il generale Farina, nel sottolineare l’eccellente lavoro svolto da KFOR in collaborazione con le organizzazioni per la sicurezza internazionali e locali, ha espresso parole di apprezzamento per la professionalità del contingente austriaco di KFOR, ringraziando il ministro austriaco per il contributo dell’Austria alla missione KFOR.

Il ministro Kurz non solo ha confermato il pieno supporto dell’Austria, che attualmente contribuisce con oltre 350 militari al processo di stabilizzazione del Kosovo e alla missione KFOR, ma ha anche annunciato l’immissione di una ulteriore compagnia di manovra a metà 2014, quando il totale del contributo austriaco sarà di circa 500 unità.

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Fonte e foto: KFOR HQ

EUTM Somalia: l’Italia al comando della missione. A fine febbraio al via i corsi Train the trainer con 8 istruttori italiani

Il generale Massimo Mingiardi ha da poco assunto la guida della missione europea di addestramento in Somalia (EUTM SOMALIA – European Union Training Mission Somalia) sostituendo il collega irlandese Gerald Aherne, ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa.

Alla cerimonia erano presenti il contrammiraglio Bruce Williams, vicedirettore generale e capo di stato maggiore dello staff militare dell’Unione Europea; l’ambasciatore Michele Cervone D’Urso, inviato speciale dell’Unione Europea in Somalia; autorità di vertice del governo somalo – Mohamed Sheikh Hassan Hamud, ministro della Difesa; generale Dahir Adan Elmi, comandante delle Forze Armate; generale Abdirizak Khalif Elmi, vicecomandante delle Forze Armate; Musse Abdulle Mohamud, segretario permanente del ministero della Difesa – oltre ad ambasciatori provenienti dalle nazioni contributrici, tra cui l’ambasciatore italiano per la Somalia Andrea Mazzella. Presente anche il comandante del comando Operativo di Vertice Interforze (COI), generale Marco Bertolini.

La missione EUTM Somalia, lanciata nel 2010 in Uganda e poi trasferita completamente a Mogadiscio dal dicembre scorso, ha addestrato sino a ora 3.600 soldati somali contribuendo in maniera significativa al miglioramento del comparto di difesa della nazione. L’Italia, con il personale dell’Esercito Italiano e dell’Arma dei Carabinieri, fornisce circa il 50% del personale, che proviene da 9 diverse nazioni dell’Unione Europea e dalla Serbia, tra cui il comandante della missione, generale Mingiardi; il vicecomandante, colonnello Lorenzo Cucciniello, a Mogadiscio dal settembre scorso; il personale del Security Support Element, paracadutisti del 186° reggimento della brigata Folgore, responsabili della sicurezza, e numerosi trainer, mentor e advisor tra cui il consigliere strategico del ministro della Difesa. Entro la fine di febbraio prenderanno il via i corsi del programma Train the trainers, che vede impiegati 8 istruttori italiani, attraverso il quale verranno formati gli istruttori dell’esercito somalo destinati ad addestrare i loro stessi colleghi.

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Fonte e foto: stato maggiore Difesa

L’AVES ha spento 62 candeline. Baschi azzurri presenti in Afghanistan, Balcani, Iraq, Libano, Mozambico, Namibia e Somalia

Si è celebrato il 17 marzo scorso, a Viterbo, il 62° anniversario della costituzione dell’Aviazione dell’Esercito (AVES), alla presenza del Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME), generale Claudio Graziano.

Tra i “baschi azzurri” erano presenti il generale Roberto Bernardini, Comandante delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER), il generale Giangiacomo Calligaris, Comandante dell’AVES.

Nel corso dell’evento il generale Graziano ha ringraziato, tra gli altri, il sindaco della città di Viterbo, Giulio Marini, il prefetto, Antonella Scolamiero, il vescovo, monsignor Lino Fumagalli, e il presidente della Provincia, Marcello Meroi, autorità che, “partecipando a questa cerimonia in linea con quella che è la sobrietà imposta dal ridimensionamento delle spese, testimoniano l’ospitalità e l’affetto della città di Viterbo all’Esercito”.

Un doveroso pensiero ai familiari dei caduti in operazione – “che sono l’esempio a cui ci riferiamo, il simbolo del sacrificio verso il Paese e di amore verso la Patria” – è stato poi tributato dal CaSME.

Il generale Graziano ha poi sottolineato “il contributo fornito all’elicottero A-129 Mangusta, che nel teatro afgano ha dato prova di elevata letalità d’ingaggio, minimizzazione dei danni collaterali e eccezionale capacità di operare a stretto contatto con le forze sul terreno”.

Il CaSME ha poi concluso ricordando tutte le missioni dall’Iraq alla Somalia, dall’Afghanistan al Mozambico, nelle quali AVES ha fornito un determinante contributo.

Nell’ambito della cerimonia militare, sono state consegnate dal generale Graziano una Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito, al maggiore Carmine Bertolino, e una Medaglia di Bronzo al Valore dell’Esercito, al primo maresciallo luogotenente Luciano Corsi. Il prefetto di Viterbo, Antonella Scolamiero, ha invece insignito di Medaglia d’Argento al Valor Civile il sergente Francesco Zampino.

L’AVES è nata il 10 maggio 1951. È la più giovane specialità della Forza Armata e si è affermata rapidamente fino a diventare, oggi, una componente determinante e insostituibile dell’Esercito. Nei teatri di operazione i baschi azzurri sono sempre presenti, operando spesso in condizioni di indeterminatezza ed elevato rischio: dalle prime esperienze il Libano alla Namibia, dalla Somalia al Mozambico, dai Balcani all’Iraq e all’Afghanistan.

Proprio in Afghanistan, l’Esercito esprime il proprio sforzo principale impiegando 21 elicotteri che svolgono compiti di trasporto, ricognizione e scorta armata, in piena sinergia con le truppe schierate sul terreno.

L’occasione ha permesso di ospitare il raduno dei reduci della Italian Everest Expedition 73, una delle spedizioni più colossali della storia organizzata in Nepal nel 1973 da Guido Monzino.

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Fonti: stato maggiore Esercito, AVES

Foto: stato maggiore Esercito, AVES

La storia dell’Esercito Italiano in mostra: inaugurata stamane al Vittoriano L’Esercito è/e libertà

Questa mattina, presso il Sacrario del Vittoriano in Roma, il Sottocapo di stato maggiore dell’Esercito, generale Enzo Stefanini, ha inaugurato la mostra dal titolo “L’Esercito è/e Libertà” dedicata alla storia dell’Esercito nel 152° anniversario della sua costituzione e nel 70° della guerra di liberazione.

“La mostra”, ha detto il generale Stefanini, “testimonia, tra l’altro, il contributo degli uomini dell’Esercito nella Guerra di Liberazione, a fondamento dei valori che hanno ispirato la Costituzione della Repubblica Italiana, per la cui difesa e prosperità ciascun soldato presta giuramento”.

L’allestimento, curato dall’Ufficio Storico dell’Esercito, attraverso un percorso di circa 200 metri lineari, mostra alcuni dei cimeli più rappresentativi e interessanti della Forza Armata, a partire dai Moti carbonari alle Guerre d’indipendenza, dalle Guerre mondiali fino alle recenti missioni internazionali. I preziosi reperti storici, tratti dai musei militari, sono accompagnati da ricostruzioni scenografiche, tabelloni didascalici e proiezioni video a fini didattici ed esplicativi dell’evoluzione storica dell’Esercito Italiano.

Una sezione della mostra è stata dedicata interamente alla Guerra di Liberazione, a ricordo del pesante impegno dell’Esercito, testimoniato dai circa 80mila tra caduti, feriti e dispersi in combattimento contro i tedeschi, in internamento e nelle formazioni partigiane; la mostra si conclude con la proiezione del Rapporto Esercito 2012.

L’ingresso all’esposizione è dal lato dell’Ara Coeli e i visitatori potranno affluire all’interno del Sacrario tutti i giorni (escluso il lunedì) dalle 09.30 alle 15.00, la chiusura della manifestazione è prevista per il 15 settembre.

Fonte: stato maggiore Esercito

Foto: stato maggiore Esercito

Kosovo, protesta di Vetëvendosje al confine con la Serbia: vogliamo piena reciprocità, spiega il leader Kurti

Si tratta di una protesta politica contro la Serbia, spiega Albin Kurti, leader del movimento autonomista Vetëvendosje in Kosovo, e non è diretta né contro i serbi né contro la popolazione serba in Kosovo.

Quello che Kurti rivendica nella protesta programmata per le 13 di oggi, sabato 14 gennaio, al confine est del Kosovo con la Serbia, è la piena reciprocità tra Kosovo e Serbia, dato che “la reciprocità è un valore dell’Unione Europea e che gli stati europei si riconoscono gli uni con gli altri e mantengono relazioni reciproche”.

Kurti, che ha pubblicamente annunciato la protesta di oggi nei giorni scorsi, ha confermato l’intento pacifico della manifestazione anche alla Kosovo Police, dove è andato per un incontro giovedì scorso.

Alla manifestazione, che intende spingere il Governo del Kosovo a dare forza a una risoluzione del Parlamento in favore della reciprocità con la Serbia, Kurti ha invitato anche la popolazione, garantendo la presenza di un totale di 400 attivisti di Vetëvendosje a tutela dello svolgimento pacifico.

Vetevendosje si batte per l’autonomia del Kosovo, mentre il presidente serbo Boris Tadic ha da poco ribadito il rifiuto da parte della Serbia di riconoscere come indipendente l’ex provincia serba.

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Fonte: Vetëvendosje, Adnkronos

Foto: shqiperianatyrale.org

Svezia, da gennaio presso lo Swedint è operativo il centro per il pre-deployment training sulle differenze di genere

Non sarà certo l’unica nazione a manifestare sensibilità verso le differenze di genere, ma intanto la Svezia ha stretto un accordo con l’Allied Command Transformation (ACT) della Nato per l’apertura di un centro deputato allo studio delle differenze tra sessi sia sul piano nazionale che internazionale.

Il Nordic Defence Cooperation Centre for Gender in Military Operations (NORDEFCO), che sarà operativo dal prossimo mese di gennaio 2012 nello Swedish Armed Forces International Centre (SWEDINT) di Kungsängen, è deputato a sviluppare una più approfondita competenza dei militari in questioni collegate alle differenze di genere a livello interno, sul piano nazionale, e a livello esterno, su piano internazionale.

La nascita del centro, infatti, trova le sue radici nella constatazione dello stesso comandante del Nordefco for Gender in MilOps, Jan Dunmurray, che ha sottolineato come la non conoscenza delle questioni correlate alle differenze tra i sessi nelle zone di conflitto, dove le donne sono presenti per un 50%, sia un elemento di disturbo al sostegno della pace.

Il Nordefco Centre sarà la sede di seminari e di corsi pre-dispiegamento per consulenti, esperti del settore, ufficiali e pianificatori. Oltre a offrire il training, il Nordefco aspira a diventare un punto di riferimento dottrinale per il comparto Difesa della Svezia e dei paesi nordici.

Fonte: ACT NATO

Foto: ACT NATO

Ivan e Ratko, testosterone giovanile e demenza senile

By Sugar Lady

Da una parte l’ultrà serbo, che aveva terrorizzato i celerini alla partita Italia-Serbia del 12 ottobre 2010. Dall’altra il nazionalista fino a ieri più ricercato dei Balcani.

Ma mentre Ivan-dalle-cesoie Bogdanov scoppia di salute, con i suoi muscoloni da maschio riproduttore in fase testosteronica acuta, Ratko Mladić invece no.

Ha un braccio paralizzato e dalla reverenza dei suoi 69 anni compiuti lo scorso 12 marzo ha chiesto a un suo vicino di casa di dargli una mano a vestirsi, prima che gli uomini della BIA se lo portassero via. E poi s’è cacciato in testa il cappellino con la visiera per una foto di rito.

Gli resta forse poco da vivere lucidamente. Di sicuro niente se si pensa al Ratko vibrante di una volta che ora non c’è più. Il suo tempo è ormai andato. Passato in un lampo, in fondo, esattamente come il momento di gloria di quell’Ivan-dalle-cesoie, che dopo aver esibito per un’oretta bicipiti e tatuaggi se ne è andato in questura a smaltire i suoi fumi di birra.

Non è che il presidente serbo Boris Tadić abbia fatto un granché di elargizione, arrestando Ratko. Il vecchio generale viveva da solo e forse aveva bisogno di una badante, dato che ha una demenza senile incombente visto che non riesce neppure a rispondere al suo avvocato.

Perché dunque non fargli un favore, al leone ormai rauco, consegnandolo alla giustizia con tanto di squillo di tromba?

Tanto più che questo è il biglietto per l’ingresso in Europa e vale come buono per un sorriso a sessantaquattro denti della Ashton.

Per il filoeuropeista Tadić praticamente un colpaccio. E al momento più opportuno: prima che il generale muoia per morte naturale e ancora prima che l’Europa affondi del tutto, zavorrata dall’euro.

Sugar Lady

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