ministro della Difesa

Il ministro della Difesa domani all’aeroporto Fabbri di Viterbo: incontro con gli studenti della città

Roberta Pinotti_MinDifL’Aviazione Esercito (AVES) ricorda che domani, 7 aprile, il Ministro della Difesa Roberta Pinotti incontrerà gli studenti delle ultime classi delle scuole pubbliche e paritarie della città di Viterbo.

La manifestazione si terrà nell’aeroporto militare Fabbri di Viterbo a partire dalle 11.30.

L’incontro, condotto da Francesca Fialdini, di Uno Mattina, si svolgerà nell’ambito del Protocollo d’Intesa tra il ministero della Difesa e ministero dell’Istruzione e prevede la possibilità per gli studenti di interloquire direttamente con il Ministro.

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Fonte: AVES

Foto: Ministero Difesa

Giornata della Marina: omaggio al Grande Ammiraglio Thaon di Revel nel Centenario Grande Guerra

Marina Militare_logoDomani, mercoledì 10 giugno, a Roma, presso Palazzo Marina, si svolgeranno le celebrazioni della Giornata della Marina Militare. Saranno presenti il Ministro della Difesa, senatrice Roberta Pinotti, e il Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD), generale Claudio Graziano.

Li riceverà il Capo di stato maggiore della Marina (CaSMM), ammiraglio Giuseppe De Giorgi.

L’istituzione della giornata dedicata alla Marina Militare risale al 13 marzo 1939 ed è dedicata a una delle più significative e ardite azioni compiute sul mare durante la Prima Guerra Mondiale: l’impresa di Premuda del 10 giugno 1918, quando il Comandante Luigi Rizzo e il Guardiamarina Giuseppe Aonzo, al comando dei MAS 15 e MAS 21, attaccarono una formazione navale austriaca nelle acque antistanti Premuda (costa dalmata), provocando l’affondamento della corazzata Santo Stefano.

Nel triennio celebrativo del centenario della Grande Guerra, durante la quale la Marina Militare si è distinta e ha dato il suo contributo sia nel campo dell’Aviazione Navale, che nella guerra silenziosa combattuta dai sommergibili in Adriatico, si vorrà dare maggiore impulso e importanza storica, rendendo omaggio al Grande Ammiraglio Thaon di Revel.

La cerimonia si svolgerà a Palazzo Marina, Piazzale della Marina, 4, a Roma.

Le richieste di accredito per i media vanno presentate entro le 15 di oggi, 9 giugno, fa sapere la Marina Militare nel suo comunicato.

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Fonte e foto: Marina Militare

Cerimonia di rientro UNIFIL Libano con il ministro Pinotti per la brigata Pinerolo

ESERCITO MINISTRO PINOTTI GEN ERRICO A BARI PER RIENTRO B PINOROLO LIBANO2Si è svolta ieri, 26 maggio, nella caserma Briscese di Bari, alla presenza del Ministro della Difesa, sen Roberta Pinotti, e del Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Danilo Errico, la cerimonia militare di rientro del Contingente Italiano a guida brigata PINEROLO impiegato in Libano nell’operazione UNIFIL.

Il generale Errico, rivolgendosi ai militari della brigata Pinerolo, ha detto che “da Soldato, da Comandante, da Uomo e da Padre, Vi ringrazio perché sono consapevole del silenzioso sacrificio che vi è richiesto e di quanto sia vitale, per noi militari, avere la certezza di poter contare su un sostegno familiare forte, sicuro e incondizionato”.

ESERCITO MINISTRO PINOTTI GEN ERRICO A BARI PER RIENTRO B PINOROLO LIBANO3La cerimonia è stata l’occasione per ripercorrere i sei mesi d’impegno della brigataPinerolo nel territorio libanese in un periodo molto sensibile per la stabilizzazione dell’intera regione; oltre 35.000 attività operative svolte tra pattugliamenti, check point, posti di osservazione e controllo, attività addestrative anche congiunte con le Forze Armate Libanesi (LAF)e numerosi progetti realizzati nel campo della cooperazione civile-militare per migliorare le condizioni di vita della popolazione locale.

La brigata meccanizzata Pinerolo è una delle grandi unità destinate alla “presenza e sorveglianza” del territorio nazionale, e ha partecipato alle recenti operazioni svolte sia in campo nazionale sia “fuori area”, come quella nella Terra dei Cedri.

Costituita nel 1821, la Pinerolo ha preso alle tre guerre d’Indipendenza, alla Grande Guerra, alla campagna d’Africa Orientale e alla Seconda Guerra Mondiale, durante la quale ha combattuto sul fronte occidentale, in Albania e in Grecia.

È stata impegnata in operazioni di soccorso delle operazioni colpite da pubbliche calamità, come il terremoto dell’Irpinia (1980), il sisma del Basso Molise (2002), l’alluvione dei comuni di Sarno, Siano e Quindici (1998) e Montacuto (dal 2010).

I militari della brigata Pinerolo concorrono, dall’agosto 2008, all’operazione Strade Sicure, che vede impegnati circa 4.800 militari dell’Esercito su tutto il territorio nazionale con compiti di vigilanza a obiettivi sensibili in concorso alle forze dell’ordine.

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Fonte e foto: Esercito Italiano; brigata Pinerolo

COMFODI-NORD: nella Giornata del personale civile della Difesa il riconoscimento all’importante elemento della struttura

Si è svolta oggi 25 maggio, nel Centro culturale Altinate – S. Gaetano di Padova, la “Giornata del Personale Civile della Difesa”. La cerimonia, iniziata con la lettura del messaggio augurale del Ministro della Difesa, è proseguita con la consegna di medaglie di benemerenza e i relativi diplomi per l’anzianità di servizio raggiunta: venti, trenta o quaranta anni lavorativi.

Una novantina circa i dipendenti civili della Difesa in forza presso i diversi Enti militari delle Forze Armate dislocati nel Veneto che hanno partecipato alla giornata di premiazione.

La cerimonia ha visto anche la presenza del Direttore generale del personale civile della Difesa, dottoressa Enrica Preti e del Comandante delle Forze di Difesa Interregionale Nord (COMFODI-NORD), generale Bruno Stano. L’evento ha significato un momento di giusto riconoscimento alla componente civile della Difesa, importante pedina nella complessa struttura ordinativo-organizzativa delle Forze Armate Italiane.

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Fonte e foto: COMFODI-NORD

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20150525_COMFODI-NORD_Giornata del pers civ della Difesa (1)

4 novembre: Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate, videoteleconferenza con i teatri operativi

Il prossimo 4 novembre 2014, Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate, presso il Comando Operativo di vertice Interforze (COI), avrà luogo il tradizionale collegamento in videoteleconferenza per il saluto del Ministro della Difesa e del Capo di stato maggiore della Difesa ai contingenti militari italiani impegnati nelle operazioni internazionali.

Per i media accreditati (stampa@smd.difesa.it) sarà possibile assistere all’evento, fa sapere lo stato maggiore della Difesa, con accesso dalle ore 14,00 alle ore 14,30 (orario ultimo per l’accesso) del 4 novembre all’ingresso dell’Aeroporto Militare Francesco Baracca, via di Centocelle 301 – Roma (Metro Linea A – fermata Numidio Quadrato).

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Fonte e foto: stato maggiore Difesa

Cyber Defence: oggi alla Cecchignola un seminario sulla difesa informatica. Presenti i ministri della Difesa dell’Italia, dell’Estonia e il sottosegretario Difesa della Lettonia

Oggi 30 ottobre, a Roma, nella Città Militare della Cecchignola, si tiene il seminario sulla difesa informatica “The Role of Cyber Defence to Protect and Sustain EU” organizzato nell’ambito delle attività del ministero della Difesa in occasione della Presidenza di turno italiana del Consiglio dell’ Unione Europea.

Il convegno, attraverso interventi e dibattiti, offrirà una possibilità per discutere sulle sfide e le prospettive future nel settore dello sviluppo industriale sulla sicurezza informatica a protezione e sostegno dell’economia europea.

Il consesso, aperto dal Ministro della Difesa, senatrice Roberta Pinotti, vedrà la partecipazione del Ministro della Difesa dell’Estonia, Mr.Sven Mikser, del Sottosegretario alla Difesa lettone, Mr.Janis Sarts, e del Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli.

All’evento interverranno, inoltre, il Director Capability, Armament and Technology dell’Agenzia di Difesa Europea (EDA), Air Commodore Peter Round, alte cariche istituzionali e rappresentanti del mondo industriale impegnati nel campo della sicurezza informatica.

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Fonte: stato maggiore Difesa

Foto: nextme

UNIFIL, Libano: visita del ministro della Difesa della Serbia, Bratislav Gasic, al comandante, gen Luciano Portolano

Il ministro della Difesa della Repubblica di Serbia, Bratislav Gasic, ha incontrato oggi, 23 agosto, il Force Commander e Head of Mission di UNIFIL, generale Luciano Portolano.

Nel corso dell’incontro, il generale Portolano ha fornito un aggiornamento del quadro operativo, illustrando le molteplici attività giornaliere condotte dai caschi blu nel pieno rispetto del mandato contenuto nella risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Risoluzione che legittima la presenza di UNIFIL in questa porzione di territorio dagli equilibri precari, ma stabilmente garantiti dalla presenza delle 38 nazioni che contribuiscono alla missione.

In particolare, il comandante di UNIFIL ha sottolineato l’importanza strategica del tripartite meeting, unico momento di confronto tra Libano e Israele nel corso del quale UNIFIL svolge, nella completa trasparenza e assoluta imparzialitá, il delicato ruolo di mediatore e trait d’union tra due Paesi che, di fatto, non hanno relazioni diplomatiche.

Nel corso dell’incontro il Ministro ha espresso parole di apprezzamento per la meritoria opera svolta dal personale civile e militare della missione UNIFIL nel contesto del delicato momento storico, evidenziando l’elevato profilo della missione.

Attualmente, la Repubblica di Serbia partecipa alla missione con circa 140 soldati impiegati nel Settore Est dell’area di operazione di UNIFIL.

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Fonte  e foto: UNIFIL

Roberta Pinotti nuovo ministro della Difesa nel Governo Renzi. Gli ultimi eventi da sottosegretario con le Forze Armate

La senatrice Roberta Pinotti, che dal 3 maggio 2013 era sottosegretario alla Difesa, è da oggi 21 febbraio 2014 il neo ministro della Difesa indicato nella lista dei nuovi ministri del Governo Renzi. Andrà a succedere al professor Mario Mauro, che ha ricoperto l’incarico di vertice alla Difesa nel precedente governo Letta.

Il ministro Pinotti è senatrice del gruppo del Partito Democratico.

Uno degli ultimi eventi pubblici a cui il ministro Pinotti ha partecipato a fianco di rappresentanti delle Forze Armate è stata la cerimonia delle premiazioni dei Campionati sciistici alpini CaSTA lo scorso 31 gennaio. Qualche giorno prima il neoministro aveva partecipato ai funerali del generale Giangiacomo Calligaris e del capitano pilota Paolo Lozzi, mesi fa alla presentazione del CalendEsercito e, nel giugno dello scorso anno, al varo della terza FREMM.

Qui una selezione dei post di Paola Casoli il Blog sugli avvenimenti recenti di maggior rilievo a cui l’allora sottosegretario aveva partecipato:

CaSTA 2014: chiusi i Campionati Sciistici Truppe Alpine, vince l’8° reggimento alpini. Le classifiche complete di tutti i trofei (31 gennaio 2014)

AVES, Esercito Italiano. Svolti oggi i funerali del comandante, gen Calligaris, e del pilota, cap Lozzi: “il grande generale che ha compiuto missioni altamente rischiose e il giovane pilota che sognava di farle”, li ricorda l’ordinario militare mons Marcianò (25 gennaio 2014)

CalendEsercito 2014: la famiglia al centro del calendario dell’Esercito Italiano (24 ottobre 2013)

Marina Militare: domani il varo della terza FREMM, la fregata Carlo Margottini, nello stabilimento Fincantieri di Riva Trigoso. Madrina la nipote del comandante Margottini (28 giugno 2013)

Libano, UNIFIL: le commissioni Difesa di Camera e Senato incontrano i caschi blu italiani (11 luglio 2012)

NRDC-ITA Solbiate Olona, il ministro La Russa: la mini-naja non è scoutismo (26 maggio 2009)

Fonte: Ansa

Foto: ministero della Difesa

Naja, Patria nostra

By Cybergeppetto

La politica italiana è sempre fonte d’inesauribile e involontaria comicità, non puoi leggere in pace il giornale che vieni colto da moti d’irrefrenabile simpatia.

Oggi è di turno il ministro Mauro, che ha indicato qual è il problema principale dell’Italia dei giorni nostri, l’integrazione, e ha anche indicato la soluzione: far fare il servizio militare agli immigrati. Se i francesi hanno la legione straniera, il cui motto “Legio, Patria nostra” è famoso in tutto il mondo, anche noi potremmo fare lo stesso.

Che meraviglia! Potremo ricostruire tanti corpi militari di tradizione italiana che c’erano nelle nostre ex colonie. Per esempio l’operazione Strade sicure potrebbe essere affidata ai “basci buzuk”, la polizia eritrea che fu il primo reparto coloniale italiano.

Qualcuno di voi si ricorderà il vecchio e solitario ascaro di guardia al comando italiano a Mogadiscio nel ’93, presto potrebbe diventare il padre nobile di interi reparti con il turbante o con la kefiah, che per molto tempo andava di moda tra i ragazzi di buona famiglia cattocomunista. Gli immigrati con il più elevato profilo fisico potrebbero essere arruolati addirittura negli “ascari del cielo”, i primi paracadutisti dell’Esercito Italiano.

I Carabinieri attualmente impiegati nelle missioni internazionali potrebbero essere sostituiti dagli “Zaptiè”, il personale coloniale dei “reali carabinieri”, che saranno sicuramente in grado di spiegare il rispetto di qualsiasi legge nei teatri di crisi, foss’anche la Sharia, la legge coranica.

Nelle missioni che vengono eufemisticamente definite “ad elevato attrito”, potremmo impiegare i “dubat”, la fanteria irregolare somala, truppe appiedate, ma che avevano anche una specialità montata su dromedari.

In quanto a truppe montate su quadrupedi avremmo un’ampia scelta, che va dai “meharisti”, truppe cammellate eritree e libiche, ai “savari”, reparti di cavalleria libica, fino agli “spahis” cavalieri scelti di tradizione ottomana.

Si potrebbe continuare all’infinito, dai “cacciatori d’Africa”, alla “milizia coloniale” passando attraverso le numerose formazioni di bersaglieri, alpini e reparti del genio costituiti durante la guerra d’Abissinia.

Finalmente si ritorna al concetto di Patria imparato sotto le armi: il prossimo ministro della Difesa, che sarà sicuramente Kalid Chaouki, ricorderà i fatti d’arme dell’Amba Alagi e dell’Amba Aradam. E’ ben probabile che la sconfitta di Adua diventi la nuova festa delle Forze Armate.

Certo bisogna che il ministro Mauro, finchè è in carica, si renda conto che ci sono anche tanti italiani che non hanno fatto il servizio militare e che dovrebbero essere “integrati” anche loro.

Per esempio, i giovani dei centri sociali, che già hanno la kefiah in dotazione, potrebbero fare la guardia agli ospedali da campo in giro per il mondo.

Gli obiettori di coscienza, soprattutto quelli che, successivamente, hanno ottenuto il porto d’armi, potrebbero fare la guardia ai punti sensibili.

Insomma, tra galoppini elettorali, faccendieri, veline, tronisti e fancazzisti d’ogni tipo, ci sono tanti italiani da rieducare al concetto di Patria, anzi, “Naja, Patria nostra!”,  il nuovo motto dell’Esercito che sostituirà il vecchio e incomprensibile “Salus Rei Publicae, suprema lex esto”…

Cybergeppetto

p.s.: Dall’Ansa riportiamo un’ ultimora dal Libano: “Conflitto a fuoco nel Libano del sud tra “Zaptiè” ed “Hezbollah”, i miliziani filo siriani hanno reagito sparando con armi pesanti ai nostri “carabinieri immigrati” che gli avevano contestato la mancanza del triangolo e il mancato funzionamento degli indicatori di direzione sulle loro auto…

L’immagine è tratta da Wikipedia

Gli auguri natalizi del Ministro della Difesa a Palazzo Cusani

By L’Anacoreta

Sabato mattina il Ministro della Difesa ha incontrato i vertici militari dell’area nord-ovest, e zone limitrofe, a Milano per un indispensabile saluto d’augurio natalizio.

L’adunata ha avuto luogo nella suggestiva cornice del prestigioso Palazzo Cusani, a metà mattinata, senza fanfare e squilli di tromba, in una atmosfera un po’ sonnecchiosa e molto prenatazilia, dove i privilegiati alti ufficiali sono convenuti, increduli di cotanto e siffatto onore, dimentichi per un attimo del fatto che fosse sabato mattina e che, magari, non tanto loro, ma il personale che con loro ha dovuto sobbarcarsi il gravoso peso dell’evento (autisti, portaborse, aiutanti) avrebbe preferito finire la preparazione del Natale insieme alle rispettive famiglie.

Naturalmente non è che il Ministro si sia messo a girare l’Italia per salutare personalmente i vertici militari periferici del Paese e augurare loro Buon Natale e che Milano sia stata una delle tappe. Macchè! È che essendo egli arrivato nella sua città per le feste di Natale, ha cercato di giustificare, con un gesto magnanimo e ricco di significato, la sua presenza (e quella del suo seguito – autista, scorta, portaborse, aiutanti etc.ect.) convocando il vertici dell’area per diffondere loro la lieta novella.

Diciamolo, non si può che apprezzare la perfetta scelta di tempo del Ministro e la sua disponibilità istituzionale per aver trovato il tempo e l’occasione di svolgere un’attività di tale importanza, pur tuttavia, si trovasse a Milano per godere una breve e meritatissima pausa ricavata a fatica nel turbinio dei gravosi impegni ministeriali che lo affliggono!

Ovviamente, a parte la rottura di cabasisi del fatto che fosse il sabato prima di Natale (vedi sopra), ci vogliamo mettere che tutto il seguito e la corte dei miracoli che ruota intorno all’evento ha lavorato in regime di straordinario. Che per poco che possa essere, comunque è una spesa extra dettata da un’esigenza non catalogabile come necessaria (alla faccia della spending review!!!!).

Non avrete mica pensato che il Ministro abbia preso il treno a spese sue per tornare a casa per il Natale o che chi è stato convocato, da Torino o dalle sedi fuori Milano, si sia messo alla guida della sua macchina per arrivare lì???

Ma tant’è, lasciamo da parte le considerazioni d’opportunità o meno dell’evento e andiamo, piuttosto, a considerare un attimo i contenuti del messaggio augurale natalizio.

Orbene, udite udite la lieta novella che, agli increduli alti ufficiali, il Ministro ha trasmesso con fare serafico e annunciatorio: le Forze Armate (FFAA) Italiane sono la maggiore organizzazione esistente nel Paese in materia di assistenza umanitaria. Sì, avete letto bene: le FFAA della Repubblica sono una organizzazione di assistenza umanitaria!!

Immagino lo stupore che deve avere invaso i presenti quando tale verità è stata rivelata; vedo per un attimo i loro visi trasfigurati e le loro bocche aperte in un Ohhhhhhhh si meraviglia trascendentale.

“Ma come –  si saranno detti i nostri – quando ho giurato fedeltà alla Repubblica ero convinto di dover servire in armi la mia Patria? Ma allora mi sono sbagliato! Le armi non sono più necessarie, adesso devo solo compiere buone azioni, assistere i bisognosi, i diseredati del mondo, i sofferenti, le vittime dell’odio e della violenza che gli altri eserciti generano!”.

Sembra, addirittura, che alcuni degli astanti, presi da furore mistico natalizio, abbiamo anche avanzato ipotesi di forme di volontariato a favore di Gino Strada & Co. Proposta subito rientrata nella forma (se non nella sostanza) in quanto, vista la precaria situazione finanziaria del Paese oltre al blocco degli stipendi sine die, magari il Ministro, commosso per siffatto slancio umanitario e colpito al cuore dalla parola volontariato, avrebbe anche potuto prendere la palla al balzo e pensare di ridurre ulteriormente gli stipendi alle Forze Armate!!!!

Ma senza aspettare che i poveretti si potessero riprendere dalla notizia il Ministro ha affondato, affermando con fare compiaciuto e mistico filosofico (lui è del ramo …) che questa vocazione delle FFAA è, ormai, talmente radicata e interiorizzata nel nostro DNA militare, che facciamo scuola nel mondo in termini di assistenza umanitaria.

Al che, colpiti nel loro più intimo senso del dovere, i nostri si sono definitivamente arresi e hanno iniziato a sventolare bandiere arcobaleno, abiurando agli insegnamenti di Clausewitz e inneggiando, con delirio mistico, a Gino Strada!

Lasciando per un attimo perdere l’ironia, che copre un senso di indicibile scoramento e profonda tristezza per il contenuto del messaggio e per quello che esso rappresenta in termini di impostazione politica, mi sono accorto che, comunque, il discorso del nostro filosofo non è frutto di un estemporaneo delirio catto-comunista di stampo radical-chic, ma si inserisce in un filone di pensiero preciso e logico tendente a una progressiva demonizzazione di una struttura fondamentale del nostro come di qualsiasi altro stato: le Forze Armate.

Il fine è quello di rieducare una struttura costruita per un preciso scopo, cioè l’uso delle armi e della forza al fine del bene nazionale (il perseguimento degli obiettivi di politica nazionale passa anche per l’uso controllato di questo strumento), mediante un percorso di abiura delle proprie connotazioni concettuali (l’uso delle armi) e l’adozione di una impostazione non violenta (l’assistenza umanitaria), in modo da dare soddisfazione all’anima utopica, moralmente falsa e concettualmente disonesta che pervade una parte del nostro spirito nazionale.

Dal secondo dopoguerra in poi, le FFAA sono passate attraverso un percorso che, partito dalla negazione della centralità del ruolo svolto e dei sacrifici sopportati dopo l’armistizio nel processo di ricostruzione del Paese, si è sviluppato, successivamente, con una metodica svalorizzazione del ruolo svolto, una offensiva svalutazione del personale che ne fa parte, e un processo di snaturamento delle funzioni.

Il nostro Paese probabilmente si vergogna di avere dei cittadini che come servitori dello stato hanno il compito e la responsabilità di impiegare le armi e quindi ha cercato di trasformare questa struttura in qualche cosa d’altro.

Prima, mano d’opera a basso costo per grandi eventi (uno per tutti i Mondiali di calcio Italia ’90), per pulire le strade dall’immondizia, per spalare neve dalle strade, per spalare fango quando un fiume straripava.

Successivamente, personale ausiliario e di contorno per il controllo del territorio (piantoni fuori dagli edifici pubblici e dalle sedi diplomatiche, controllori delle borse dei turisti che entrano nel Duomo di Milano etc. ect .etc.).

Dopo, operatori di pace in missioni al di fuori del territorio nazionale, dove è assolutamente proibito dire la verità e quindi si chiama missione umanitaria quella che invece non è altro che una missione militare (come testimonia il tributo di caduti che le FFAA hanno pagato negli anni).

Quindi, come agenzia di sicurezza per società civili a costo gratuito, con abbandono a se stesso del personale militare in caso di intoppo internazionale, come da caso dei due marò, che, anche quest’anno, sono arrivati a mangiare il panettone ancora in India!!!

E alla fine di tutto, ecco il tassello che mancava: le FFAA sono un’organizzazione di assistenza umanitaria.

Il dopo magari sarà quello di nominare Gino Strada Ministro della Difesa. Ops, pardon! Ministro delle forze umanitarie della Repubblica, e inserire l’arcobaleno in tutti gli stemmi delle FFAA sostituendo tutti quei simboli che richiamano la funzione militare, ormai inopportuni e arrecanti offesa all’anima umanitario- pacifista del nostro paese.

Quando ho iniziato a scrivere volevo esporre il mio dissenso supportandolo con vari argomenti, ma a questo punto non riesco a dire che una cosa: VERGOGNA!!!!!! Se questo è lo spirito dei vertici politici del mio Paese nei confronti di una delle sue istituzioni cardine allora è proprio vero che mala tempora currunt !!!!!!!

L’Anacoreta

Foto d’archivio: i due marò italiani ancora detenuti in India, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre