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NATO VJTF, il nuovo strumento di sicurezza ai confini dell’Alleanza: definizione, utilizzi e percorso addestrativo

NATO_soldiers-of-the-1st-germannetherlands-corps-salute-during-eefh89Il nuovo concetto del VJTF è stato introdotto dall’ultimo summit della Nato che si è tenuto nel Galles lo scorso mese di settembre 2014, prendendo vita dalle tensioni internazionali che hanno caratterizzato le cronache più recenti a partire dalla questione dell’Ucraina e della Crimea, fino alla minaccia islamica dell’ISIS e alla debolezza del fronte mediterraneo minacciato da infiltrazioni terroristiche. Si chiama Very High Readiness Joint Task Force (VJTF), ed è una forza rapida di immediato impiego considerata una vera e propria punta di lancia della Nato nella gestione delle tensioni ai confini nazionali dei paesi membri, con particolare attenzione all’est europeo.

Di questo nuovo strumento di cui ha deciso di dotarsi l’Alleanza Atlantica si è già parlato in Paola Casoli il Blog, in particolare nell’intervista al generale Massimo Panizzi (link intervista in calce) e all’allora sua brigata italo-francese, che si è formata e addestrata proprio in questa ottica di dispiegamento rapido transnazionale.

Ora riaffrontiamo l’argomento per dare una visione specifica, ma chiara nei termini, di questa novità che ci riguarda molto da vicino, non solo in quanto membri dell’Alleanza Atlantica, in considerazione della complessa esercitazione che il NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA) di Solbiate Olona sta per affrontare al NATO Joint Warfare Centre (JWC) di Stavanger, in Novegia: la Trident Jaguar 15, finalizzata alla validazione NATO del comando multinazionale con sede nella caserma Mara alla vigilia di un periodo di standby quale comando di pronto intervento per una Small Joint Operation in ambito internazionale. In questo caso il VJTF pur non essendo parte della TF costituita da NRDC-ITA potrebbe rappresentare, a seconda degli scenari, l’elemento avanzato da rinforzare e sostituire.

Come anticipato, la brigata VJTF è caratterizzata da una capacità rapida di dispiegamento: 48 ore. Può essere composta, nel caso, da 5.000 elementi e costituisce parte della già meglio conosciuta NATO Response Force (NRF), su cui già si è scritto e si scrive (link articoli in calce).

Come la NRF, forza “joint and combined”, cioè complesso interforze (in cui sono armonizzate le componenti terrestre, navale, aerea e delle forze speciali) e multinazionale, che esprime la capacità immediata di risposta dell’Alleanza a una qualsiasi crisi, così anche la VJTF è finalizzata a dimostrare la volontà delle difesa collettiva dell’Alleanza dotandosi di uno strumento immediatamente impiegabile in tempi ristrettissimi e proiettabile verso i confini della NATO.

Official portrait of NATO Secretary General Jens  Stoltenberg“La forza giusta nel posto giusto”, l’ha definita di recente il Segretario Generale della NATO, il norvegese Jens Stoltenberg. Ed è proprio questa la finalità del Readiness Action Plan (RAP) delineato e concordato al summit del Galles, un piano in cui questo nuovo strumento militare entra a far parte a pieno titolo.

Il RAP è la riposta che la NATO ha inteso dare ai più recenti cambiamenti nel settore della sicurezza, soprattutto in relazione a ciò che accade ai confini dei suoi membri orientali e meridionali. Crimea, Ucraina, Repubbliche Baltiche, ISIS e Libia sono solo alcune delle parole chiave che ispirano questo nuovo progetto atlantico. L’obiettivo è garantire la prontezza di una risposta ferma a ogni minaccia alla sicurezza.

Nel RAP sono incluse tutte le misure della NATO a tutela della sicurezza dei paesi membri, compreso un potenziamento della NRF e la creazione, appunto, di questa VJTF, vera e propria “punta di lancia della NATO”.

La VJTF si centra sul comando di una unità a livello di una brigata in condizione di gestire una componente land fino a cinque battaglioni e con le possibilità di essere supportata da adeguati assetti aeronautici navali e di forze speciali. Il livello di prontezza richiesto gli consentirà di dispiegarsi completamente in un periodo di 48 – 72 ore al massimo.

Lo sviluppo e la sperimentazione del concetto VJTF consta di un percorso addestrativo che, assicura la NATO, procede secondo i ritmi prestabiliti. Nel 2016 la nuova forza sarà pienamente operativa così come concepita al summit del Galles.

20150402_150402-spearhead_NATO VJTFNon essendo ancora a pieno regime, dunque, nella VJTF è attualmente la parte terrestre della NRF a fare la funzione di una VJTF ad interim, fornendo la base per lo sviluppo della vera e propria forza VJTF.

Nel 2015 il personale è fornito in prima battuta da Germania, Norvegia e Olanda.

Il 2015 è anche l’anno in cui verrà condotto un intenso programma di esercitazioni e valutazioni del progetto, al fine di implementare il nuovo strumento atlantico entro la fine dell’anno in corso.

La VJTF sarà perciò totalmente operativa dal 2016, in grado di rispondere ovunque e in qualsiasi momento si renda necessario Intanto, a cammino di completamento della formazione e dell’addestramento già cominciato, la VJTF ha già raggiunto una sua capacità, anche se ad interim, e ha cominciato ad affrontare specifiche esercitazioni.

La prima di questa serie è quella che il 4 e 5 marzo scorsi, in Germania, ha visto coinvolto il Comando tedesco-olandese (1st German-Netherlands Corps), componente terrestre in standby nella NRF per tutto il 2015, al suo terzo turno in questo ruolo. Il comando con sede a Muenster ricopre dunque la funzione di Interim VJTF, secondo il concetto spiegato più sopra.

Le prossime esercitazioni si terranno in aprile (alert exercise) e in giugno (deployment exercise).

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La NRF in Paola Casoli il Blog

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Fonte: NATO

Foto: NATO; alamy.com; Wikipedia

NATO-Ucraina: concluso il NAC richiesto dalla Polonia nella cornice dell’art 4 del Trattato. Il SecGen convoca per domani un NATO-Russia Council

A conclusione del vertice del North Atlantic Council (NAC) della NATO, tenutosi oggi su richiesta della Polonia, che ha invocato l’articolo 4 del Trattato Atlantico rilevando nella crisi ucraina una minaccia alla sicurezza dei paesi alleati (link articolo in calce), il Segretario generale Anders Fogh Rasmussen ha rilasciato una dichiarazione in cui si conferma l’unità di intenti tra paesi membri e la forte coesione nella condanna al comportamento della Russia, che violando il diritto internazionale nonostante i continui richiami, attenta alla stabilità euro-atlantica.

Il Segretario generale Rasmussen, nel suo stand up affidato al canale youtube, comunica che verranno intensificati i controlli sulle implicazioni di sicurezza che questa crisi può rappresentare nei confronti degli alleati.

Mentre si mantiene aperto il dialogo con l’Ucraina, fa sapere Rasmussen, domani si terrà una riunione del NATO-Russia Council.

Fonte: NATO ChannelTV Youtube

NATO-Ucraina: riunione del NAC su richiesta della Polonia sotto articolo 4 del Trattato Atlantico

Il North Atlantic Council (NAC) della NATO si riunisce oggi con i suoi 28 ambasciatori su richiesta della Polonia con riferimento all’articolo 4 del Trattato Atlantico.

L’articolo richiamato dalla Polonia riguarda la minaccia verso un paese membro, come specifica il dettato: “Le parti si consultano qualora, secondo l’opinione di una di esse, l’integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza di una delle parti risulti minacciata”.

La Polonia ha percepito come una minaccia gli sviluppi degli eventi in Ucraina e teme che questi possano risultare in serie implicazioni alla sicurezza e alla stabilità dell’area euro-atlantica.

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NATO – Ucraina: in corso riunione urgente del North Atlantic Council a Bruxelles. Tweet del SecGen della NATO (2 marzo 2014)

Fonte e foto: Nato

NATO – Ucraina: in corso riunione urgente del North Atlantic Council a Bruxelles. Tweet del SecGen della NATO

I 28 ambasciatori del Consiglio Atlantico (NAC, North Atlantic Council) sono riuniti a Bruxelles per discutere sul tema dell’Ucraina. Sono stati convocati urgentemente in seguito al peggiorare della situazione e agli ultimi sviluppi nella penisola di Crimea.

A rendere noto il meeting di emergenza è stato il Segretario generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, con un tweet nella tarda serata di ieri, sabato 1° marzo : “Gli alleati NATO si coordinano da vicino sulla grave situazione in Ucraina. Il North Atlantic Council si riunirà domani [oggi, ndr] seguito dalla Commissione NATO-Ucraina” (@AndersFoghR)

Il NAC rappresenta l’organo politico decisionale principale della NATO. Riunisce gli alti rappresentanti degli stati membri per discutere tutte le questioni relative alla politica e alle attività operative che richiedono una decisione collegiale e che riguardano pace, sicurezza e stabilità. Ogni membro ha uguali diritti di espressione e di condivisione, le decisioni vengono assunte all’unanimità.

La Commissione NATO-Ucraina (NUC) è stata stabilita nel 1997 ed è responsabile dello sviluppo della relazione con la NATO e delle attività di cooperazione. Rappresenta il forum di discussione con i membri NATO in rapporto alle tematiche di sicurezza di interesse comune.

Fonte: Twitter, Nato

Foto: @AndersFoghR/Twitter

Brilliant Mariner – Mare Aperto 2013: conclusa l’esercitazione NATO a guida italiana in vista della NRF 2014. Grandi capacità a rischio senza sostegno finanziario, è il commento del COMFORAL

Si è conclusa ieri, fa sapere la Marina Militare, la Brilliant Mariner – Mare Aperto 2013, esercitazione NATO a guida italiana iniziata lo scorso 26 settembre svolta al largo delle coste della Sardegna.

Ora fanno rientro in porto le navi che vi hanno partecipato, con i loro equipaggi, pronti ad affrontare le sfide della importante partecipazione alla Componente Marittima della NATO Responce Force (NRF) 2014 ed essere impiegati in qualsiasi missione a sostegno della stabilità globale e della pace.

“Una grande prova di capacità militari, una prova della quale l’Italia e non solo la Marina Militare può essere straordinariamente orgogliosa, una attestazione concreta del rango internazionale che merita il Paese e una dimostrazione di un’Italia che funziona”, ha commentato l’ammiraglio Paolo Treu, Comandante delle Forze d’Altura (COMFORAL) e Commander Italian Maritime Forces, sottolineando che “si tratta tuttavia di capacità che potrebbero rapidamente scomparire se non viene assicurato il necessario sostegno finanziario, considerato che all’importante esercitazione internazionale hanno partecipato molte navi che tra cinque anni non saranno più in grado di navigare e che non verranno sostituite”.

Con queste parole l’ammiraglio Treu ha commentato gli undici giorni di esercitazione durante i quali, sotto il suo comando, le navi, i sommergibili e gli aeromobili di ben 6 nazioni della NATO si sono cimentate in un realistico e impegnativo scenario di crisi.

Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Spagna e Turchia, hanno infatti inviato i propri uomini e mezzi allo scopo di partecipare a questa esercitazione volta al raggiungimento di un elevato livello di addestramento, coesione e integrazione di parte delle forze che dal 1° gennaio 2014 faranno parte della Componente Marittima della NATO Response Force a guida italiana.

Mentre in alto mare la portaerei Cavour, flagship della forza navale, si addestrava con le unità maggiori, cacciatorpediniere, fregate, una rifornitrice di squadra e due sommergibili, in attività operative di controllo del traffico mercantile, tiro navale, difesa aerea, difesa antisommergibile, rifornimento in mare, gestione di situazione di crisi e ricerca e soccorso, sei cacciamine operavano nei pressi del porto di Cagliari esercitandosi in attività di ricerca mine, rinvenendo nel corso dell’attività 15 mine della Seconda Guerra Mondiale. Il tutto grazie alla complessa attività di gestione svolta da bordo di nave Cavour da parte di uno staff internazionale composto da 188 uomini e donne alle dipendenze dell’ammiraglio Treu.

Considerevole il contributo dell’Italia, che ha partecipato con 3.150 uomini e donne, tra cui il personale delle componenti specialistiche degli aeromobili e 380 fanti della brigata Marina San Marco, la portaerei Cavour, i cacciatorpediniere Duilio e Mimbelli, la nave anfibia San Marco, le fregate Aliseo, Espero e Grecale, la rifornitrice Stromboli, la corvetta Fenice, i pattugliatori d’altura Foscari e Cigala Fulgosi, i cacciamine Crotone e Milazzo, il portacqua Levanzo e il sommergibile Pelosi, nonché 8 elicotteri di cui 5 EH 101, 2 AB 212 e 1 SH90, oltre a 8 Harrier AV8B.

Il Comando delle Forze d’Altura (COMFORAL) è stato istituito il 22 ottobre 1999, riunendo sotto un unico comando le forze che prima appartenevano a tre distinte divisioni navali, con sedi rispettivamente a La Spezia, Brindisi e Taranto, e sarà appunto la “citta dei due mari” a divenirne sede con nave Garibaldi quale Unità di Bandiera.

Posto alle dipendenze del comando in capo della squadra navale (CINCNAV), il comandante delle Forze d’Altura si avvale di uno stato maggiore organico di circa 130 uomini e donne tramite i quali segue la preparazione, l’addestramento, la logistica, il mantenimento in efficienza e la prontezza operativa delle 23 navi – distribuite tra le sedi di Taranto, Brindisi e La Spezia – che rappresentano le Unità di prima linea della Marina Militare, sulle quali sono imbarcati circa 5.500 uomini e donne, tra ufficiali, sottufficiali, graduati e personale di truppa.

In ambito NATO l’ammiraglio comandante del COMFORAL, ammiraglio Treu, nella sua veste di Commander Italian Maritime Forces (COMITMARFOR), svolge il ruolo di comandante della componente navale NATO delle forze a elevata prontezza operativa.

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Fonte e foto: Marina Militare

Nave Cavour ospita il NAC Atlantico nell’ambito della Brilliant Mariner – Mare Aperto 2013

Il Consiglio Atlantico, ovvero i massimi vertici della NATO, si sono riuniti ieri a bordo di Nave Cavour, al largo delle coste della Sardegna, per seguire da vicino l’addestramento delle Forze aereonavali dell’Alleanza.

La Brillant Mariner 2013, un’attività a guida italiana iniziata il 26 settembre con impegnati oltre 5.000 tra uomini e donne imbarcati su 21 unità navali delle Marine di Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Spagna e Turchia, si svolge in concomitanza della Mare Aperto 2013, esercitazione con l’obiettivo di validare la Maritime Response Force della NATO ove l’Italia partecipa con 3.150 uomini e donne in forza alle componenti specialistiche degli aeromobili imbarcati, della brigata marina San Marco, nave Cavour, i cacciatorpediniere Duilio e Mimbelli, l’unità anfibia San Marco, le fregate Aliseo, Espero e Grecale, la rifornitrice Stromboli, la corvetta Fenice, i pattugliatori Foscari e Cigala Fulgosi, i cacciamine Crotone e Milazzo e il sommergibile Pelosi, nonché 8 elicotteri di cui 5 EH 101, 2 AB 212, 1 SH90 e 8 aerei Harrier AV8B.

A ricevere a bordo le massime autorità della NATO, il Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, che nel suo discorso di benvenuto ha voluto sottolineare l’importanza delle Forze Armate e del loro addestramento: “La formazione e la prontezza operativa delle nostre forze sono la vera sfida di oggi, dobbiamo fare del nostro meglio per mantenere alto il livello di interoperabilità raggiunto attraverso le nostre comuni missioni”.

Aggiungendo poi che “la nostra credibilità, il nuovo ruolo della deterrenza militare, che gioca una parte chiave nella Diplomazia e nel supporto alla Diplomazia, sono concetti basati sulla nostra capacità e tempestività di risposta, aspetti che sono intrinsecamente legati all’addestramento e alla preparazione delle forze”.

I rappresentanti del NAC, da parte loro, hanno specificato con l’occasione che la NATO è presente, credibile e pronta a intervenire ove fosse richiesto, ma non c’è connessione tra l’esercitazione che in questi giorni viene condotta nel Mar Tirreno e le diverse situazioni di crisi che minacciano la stabilità dell’area mediterranea.

La giornata di ieri, NAC-MC SEA DAY, è stata dedicata interamente agli ambasciatori del Consiglio del Nord Atlantico e al Comitato Militare della NATO. Si tratta di un evento organizzato su base biennale con l’obiettivo di dimostrare ai componenti del Consiglio Atlantico e del Comitato Militare le capacità e il livello di prontezza delle Forze di Reazione Rapida della NATO, ovvero delle forze standing della NATO.

All’Italia l’onore di ospitare l’evento del 2013. Nel recente passato il ruolo di host nation è stato assunto dalla Spagna (nel 2003), dalla Grecia (nel 2005), dall’Italia (nel 2007) e poi di nuovo dalla Spagna nel 2009.

Nel 2011, premessa la disponibilità italiana a ospitarlo nuovamente, ma con la crisi Libica in corso, l’attività è stata cancellata. Quest’anno, tenuto conto che all’esercitazione Brillant Mariner avrebbero preso parte i gruppi navali NATO già presenti in mediterraneo (denominati Standing Naval Maritime Group 2- SNMG2 e Standing Naval Mine Counter Misure Group 2-SNMCMG2), il Comandante Supremo delle forze NATO in Europa ha ritenuto ottimale la condizione creatasi anche per la realizzazione del NAC SEA DAY 2013 a bordo di Nave Cavour, flagship e principale assetto di supporto alla NATO in concomitanza con l’esercitazione Mare Aperto 2013, in linea più moderni principi di Connected Force Initiative dell’Alleanza.

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Fonte e foto: Marina Militare

Nato Cax Forum 2012: conclusa la 7^ edizione

Si è concluso ieri 27 settembre il NATO Computer Assisted Exercise Forum 2012  (CAX 12), quattro giorni di lavori dedicati a promuovere lo scambio di informazioni e l’affinamento delle procedure fra i centri di simulazione NATO e delle nazioni alleate tenutosi all’Hotel Ergife di Roma.

L’evento si è svolto congiuntamente al workshop internazionale WAMS (Workshop On Applied Modeling & Simulation), organizzato dall’università di Genova e diretto dal professor Agostino Bruzzone, una struttura che coopera da alcuni anni con il Centro di Eccellenza di Modelling e Simulation (M&S COE).

La CAX ‘12, organizzata anche quest’anno dal NATO M&S COE, ha visto interventi e presentazioni di autorevoli rappresentanti della Difesa, della Ricerca e dell’Industria a livello internazionale.

Circa 300 partecipanti dei 29 paesi membri e partner dell’Alleanza (Partnership for Peace, Mediterranean Dialogue, Istanbul Cooperation Initiative) hanno avuto modo di discutere sul futuro delle esercitazioni NATO CAX, con il prezioso contributo del mondo dell’università e di numerose dimostrazioni tecnologiche allestite nelle sale dell’Hotel Ergife dai circa 27 diversi gruppi industriali presenti.

Numerosi anche i comandi e i centri della NATO presenti al convegno, tra i quali l’Allied Command for Transformation (ACT), il Joint Warfare Centre (JWC), il Joint Force Training Centre (JFTC) e la NATO Communication & Information Agency (NCIA) che svolgono un ruolo centrale nella pianificazione e nell’esecuzione delle CAX.

Il NATO M&S COE si è potuto presentare al nuovo appuntamento CAX Forum 2012 come un’entità multinazionale riconosciuta e accreditata, dato che, sotto la direzione italiana del colonnello Francesco Mastrorosa, il centro ha ottenuto il supporto e la partecipazione della Repubblica Ceca e degli Stati Uniti in qualità di nazioni sponsor permanenti e, attraverso questo primo passo fondamentale, ha conseguito  l’accreditamento NATO da parte Comitato Militare ottenendo infine il riconoscimento di Indipendent Military Organization (IMO) da parte del Consiglio Nord-Atlantico (NAC).

L’occasione di riunire così tanti esperti a livello internazionale ha anche permesso di svolgere, sempre nel contesto del CAX Forum, due gruppi di lavoro del Nato Modeling & Simulation Group, che fa parte dell’organismo di ricerca tecnologica (S&T Science & Technology) della NATO. I riconoscimenti e i consensi ricevuti oggi dal COE, nel corso della sessione plenaria conclusiva del CAX Forum, hanno confermato il successo di questa seconda edizione italiana dell’evento e ha posto le basi per garantire che l’evento continui a svolgersi in Italia anche per le prossime edizioni.

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Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: stato maggiore della Difesa

CoE – Centres of Excellence – The NATO Rapid Deployable Corps Italy in Solbiate Olona (Part I)

Multinationality as a key of success is far longer the best impression depicting the characteristics of the NATO Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC-ITA) based in Ugo Mara Barracks, in Solbiate Olona (Varese), whereas “ubique celere”, the specific Latin motto to express rapidity in deployment  to wherever it is needed, comes in this case immediately after as a natural consequence of a perfectly balanced multinational military environment.

Therefore, the multinational environment is the strategic factor which enables the NRDC-ITA to operate effectively in  contributing to deter an aggression against NATO through establishment and maintenance of a capability to deploy in a very short time in support of North Atlantic Council (NAC)-approved operations.

NRDC-ITA is a high readiness deployable corps with a complete and complex structure.

The Headquarters (HQ) is currently composed of 15 different NATO members countries: Bulgaria, France, Italy, Germany, Greece, Hungary, the Netherlands, Poland, Portugal, Romania, Slovenia, Spain, Turkey, the United Kingdom and the United States of America.

Indeed, HQ NRDC-ITA is a multinational HQ with Italy as the framework nation; Italy provides almost 70% of personnel, and the remaining 30% is made by Officers and NCOs from other Nations contributing to the Headquarters.

The NRDC-ITA Commander has the authority to take other nation’s units under command and to assign them tasks in order to accomplish the given mission, according to the Memorandum of Understanding (MoU) signed by contributing nations. He will deploy “in the capacity as either a Land Component Commander (LCC) or a Corps Commander in the context of NATO operations”.

The NRDC-ITA activity is focused to train, exercise, and lead in operation  personnel, affiliated forces, and other forces assigned using NATO procedures in order to be ready  to conduct defensive, offensive, peace support operations (PSO), humanitarian support, and other operations throughout NATO territory and beyond NATO’s Area of Responsibility (AOR) as directed by the appointed NATO mission commander.

Currently, the NRDC-ITA commander is General Gian Marco Chiarini, even if in the very next future  he will  transfer his authority to General Giorgio Battisti, the change of command ceremony has been scheduled on 30th of June. General Chiarini has been NRDC-ITA Commander since 27th August 2008; he’s now moving to Brussels, since he’s been appointed as NATO and EU Italian Military Representative to the NATO and EU Military Committees.

NRDC-ITA as Land Component Command during NATO Response Force (NRF) rotation

During the last six months, NRDC-ITA accomplish the task to be the NATO Response Force (NRF) Land Component Command (LCC).

The NATO Response Force is “a highly ready and technologically advanced multinational force made up of land, air, maritime and special forces components that the Alliance can deploy quickly to wherever it is needed”. It’s based on a rotational system; nations commit land, air, naval or special forces units to the NRF for a six-month period.

In this six-month period, the Corps headquarters and portions of the Italian Support  Brigade were  ready to deploy to a NATO Joint Operational Area on very short notice, under the command of the Joint Forces Command (JFC) based in Naples.

It goes without saying that such a challenging task implies a specifically dedicated national preparation, followed by training with other participants in the multinational force. As units rotate through the NRF, they develop new capability, so the associated high standards, concepts and technologies are progressively spread throughout the Alliance, thereby fulfilling one of the key purposes of the NRF – the further transformation of Allied forces.

Each rotation of the force has to train itself to face a wide range of challenges, and to prepare for so many tasks such as contributing to the preservation of territorial integrity, making a demonstration of force, participating to peace support operations, disaster relief, protection of critical infrastructure, security operations and, as part of a larger force, conducting initial entry operations.

As part of the specific training aimed to NRF LCC rotation, NRDC-ITA trained itself in 2010 with a series of exercises named Eagle Meteor 2010, Noble Light 2010 and Steadfast Juno 2010. During the NRF LCC rotation, NRDC-ITA kept fit by conducting three exercises named Eagle Eye 2011, Iron Triangle 2011 and Eagle Settler 2011. All of them demonstrated the NRDC-ITA capability to provide a rapid military response to an emerging crisis, whether for collective defense purposes or for other crisis response operations.

The NATO Response Force (NRF) initiative was announced at the Prague Summit in November 2002 and approved by Ministers of Defense in June 2003 in Brussels. In 2006, NRF was declared to be at full operational capability with up to 25,000 troops.

Any decision to use the NRF is a consensual political decision, taken on a case-by-case basis by all 28 Allies in the North Atlantic Council (NAC), NATO’s principal decision-making body. It will be tailored as required to the needs of a specific operation, and able to move quickly to wherever needed, but is not a permanent force. The NRF is able to perform well-defined missions on its own, or serve as part of a larger force to contribute to the full range of Alliance operations; it can sustain itself for up to one month and remain operational for longer if re-supplied.

During its last NRF rotation, NRDC-ITA hasn’t got any order to intervene, in spite of the recent turmoil against governments that blew up in Northern Africa. In particular, Libyan crisis focused the international attention, and not only media but also general public showed specific interest in following the situation, while peering at what NAC was going to announce day-by-day for what concern the NRDC-ITA possible deployment.

“At the end no political order was issued – said general Chiarini in his last interview as NRDC-ITA Commander with Paola Casoli il Blog – and we kept on preparing for any task while maintaining our own readiness”.

Ready to deploy rapidly everywhere

“Ubique celere”  is the Latin motto one can read close to NRDC-ITA acronym in the green shield of the armed corps. It means everywhere rapidly, referring directly to the main purpose of NRDC-ITA that is to provide a High Readiness Force (HRF) according to NATO’s request.

In 2001, in fact, NATO decided to provide the Alliance with rapidly deployable, mobile, sustainable and flexible multinational forces and command and control capabilities.

In accordance to the request to review the force structure, the Alliance decided to create five new High Readiness Forces (Land) (HRF), to react on short notice to future NATO operational commitments. In November 2001 HQ NATO Rapid Deployable Corps – Italy was established at Ugo Mara Barracks in Solbiate Olona, near Milan, Italy, in conjunction with HRFs in France, Germany, Spain, and Turkey.

Even though the new strategic concept of the Alliance is currently aiming to a reduction of personnel serving in NATO, so to shape a slimmer force structure, this seems not dramatically affecting the HRF concept. “In some measure the downsizing was expected – said general Chiarini – and NATO will face up a great challenge”.

… Part II is following …

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Photo credit: PAO NRDC-ITA

Libia, risoluzione Onu per no-fly zone mette Nato in allerta. Nrdc-Ita per ora non coinvolto

La risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu numero 1973, votata ieri 17 marzo a Bruxelles, impone una no-fly zone sulla Libia.

Per la Nato questo significa essere pronti a ogni evenienza, come già del resto aveva comunicato pubblicamente il Segretario Generale Anders Fogh Rasmussen il 24 febbraio scorso.

Così conferma anche il colonnello Francesco Cosimato, portavoce del comandante del Nato Rapid Deployable Corps Italy (Nrdc-Ita) generale Gian Marco  Chiarini, ricordando che “il Segretario Generale aveva già parlato di una attività di prudent planning, che potremmo definire come attività di pianificazione di contingenza”.

Al momento appare escluso un intervento terrestre; quindi un coinvolgimento del Comando della Componente Terrestre della Nato Response Force 16 (NRF 16), ovvero di Nrdc-Ita, è per ora improbabile.

Tuttavia, fa notare il colonnello Cosimato, “ancora non esiste una dichiarazione del Consiglio Atlantico” che specifichi i dettagli dell’intervento sulla Libia.

Non appena verrà riunito tale Consiglio conosceremo maggiori particolari.

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“Faremo quel che verrà deciso nel vertice di emergenza”, afferma il colonnello Francesco Cosimato, portavoce del generale Gian Marco Chiarini comandante del Corpo di reazione rapida della Nato in Italia (Nato Rapid Deployable Corps – Italy, Nrdc-Ita), riferendosi al vertice di emergenza sulla Libia, programmato dal segretario generale della Nato per oggi pomeriggio a Bruxelles.

Pur non essendoci piani di intervento della Nato sul suolo libico, come ha dichiarato ieri 24 febbraio il segretario Nato Anders Fogh Rasmussen nel corso della sua visita in Ucraina, rimane alta l’attenzione per una situazione che non minaccia direttamente i paesi Nato e i loro alleati, ma che comunque ha ripercussioni indubbiamente negative.

Uomini e donne di Nrdc-Ita sono in ogni caso “pronti a implementare quel che decide il North Atlantic Council (NAC, l’organo politico con poteri decisionali dell’Alleanza, ndr)”, assicura il colonnello Cosimato.

Nrdc-Ita è attualmente al comando della componente terrestre della Nato Response Force 16 (Nrf 16), lo strumento di risposta militare a disposizione dell’Alleanza Atlantica in caso di crisi emergenti, siano esse questioni di difesa collettiva o di salvaguardia di interessi nazionali.

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Foto: esercito.difesa.it