Nave Anteo

Marina, nave Anteo e COMSUBIN ispezionano i fondali della Battaglia di Noli (1795) e rinvengono cannoni del XVIII sec e rari fucili militari

20160720_Marina Militare_Finale Ligure_Battaglia di NoliNave Anteo e i Palombari del Raggruppamento subacquei e incursori Teseo Tesei (COMSUBIN) hanno avviato il 20 luglio scorso un’attività di ricerca e investigazione, a favore del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT), nelle acque antistanti Finale Ligure su un relitto rinvenuto all’inizio dell’anno.

Sono i resti della famosa battaglia navale del marzo 1795, la prima vittoria dell’allora capitano e futuro ammiraglio Horatio Nelson, al comando del vascello da 64 cannoni HMS Agamemnon.

L’attività si colloca nell’ambito della campagna navale di operazioni subacquee a favore di alcuni dicasteri ed enti pubblici avviato nel giugno scorso dal Porto di Messina da nave Anteo, unità alla dipendenza del COMSUBIN.

Nave AnteoAttraverso il minisottomarino SRV 300, i veicoli filoguidati in dotazione all’unità e le immersioni dei palombari del Comsubin della Marina Militare è stata svolta un’accurata ispezione dell’area tesa a individuare il relitto e acquisire gli elementi necessari a valutare un futuro intervento subacqueo a favore della Soprintendenza della Liguria, fa sapere la Marina.

Oggi il sito archeologico è tutelato grazie a una specifica ordinanza emanata da parte della Capitaneria di Porto di Savona, che vieta qualunque attività subacquea a eccezione delle immersioni tecniche autorizzate espressamente dalla citata Soprintendenza.

L’importante attività di ricerca in alto fondale, che da alcuni anni vede impegnati la Marina Militare e il Mibact, è volta all’individuazione e alla documentazione dei relitti profondi, che, oltre ad arricchire le conoscenze archeologiche sulle imbarcazioni e i traffici commerciali di età antica, medievale e moderna, permette la sperimentazione e lo sviluppo di nuovi e innovativi strumenti di indagine subacquea.

ROV SirioI materiali ritrovati durante il rinvenimento del relitto, avvenuto nel febbraio del 2016, sono cannoni in bronzo di produzione francese databili tra il XVIII e il XIX secolo, rari fucili militari in uso agli equipaggi di bordo della Marina rivoluzionaria francese e oggetti analoghi in uso alle Marine dell’epoca.

È probabile che il materiale costituisca parte dell’equipaggiamento bellico di due navi francesi, la Ca Ira e la Censeur, la prima semi distrutta e poi catturata e la seconda data alle fiamme dagli inglesi, spiega il comunicato.

Per Vincenzo Tinè, Soprintendente Archeologia della Liguria, “questa scoperta è di eccezionale interesse sia archeologico sia storico: l’archeologia subacquea ligure si dimostra ancora una volta all’avanguardia per capacità esplorative, portando alla luce i resti della battaglia di Noli e quindi restituendo un tassello fondamentale alla storia della Liguria e dell’Europa”.

La Battaglia di Noli si inserisce all’inizio del ventennio bellico napoleonico, combattuto nel Mar Ligure.

Ricorda la Marina:

All’inizio del marzo 1795, i francesi salpano da Tolone in direzione della Corsica ma sono raggiunti dagli inglesi, di stanza a Livorno, che ingaggiano battaglia.

L’avanguardia inglese è costituita dalla fregata Incostant e dall’Agamemnon di Nelson, che riescono a incrociare il vascello francese Ca Ira, rimasta indietro perché nella notte aveva disalberato.

PalombariLe due navi inglesi aprono il fuoco sulla nemica francese, che il giorno successivo, gravemente danneggiata, viene rimorchiata dalla Censeur.

Le due unità diventano quindi facile bersaglio per gli inglesi: il 14 marzo del 1795 Nelson ingaggia la battaglia di Capo Noli attaccando coraggiosamente la nave francese di classe superiore Ca Ira, impedendo lo sbarco delle truppe francesi in Corsica.

Al termine del furioso combattimento, la flotta francese si allontana abbandonando il Censeur, dato alle fiamme dagli inglesi, mentre la Ca Ira, ridotta a un pontone con 3 metri di acqua nella stiva, viene catturata.

20160720_Marina Militare_Finale Ligure_Battaglia di NoliÈ la prima importante vittoria del capitano Nelson, futuro ammiraglio e eroe nazionale d’Inghilterra; si tratta dello scontro tra le due più grandi e potenti marine dell’epoca, di cui i resti scoperti al largo di Capo Noli potrebbero rappresentare uno degli esiti finali della battaglia.

Infatti la disposizione sul fondale e la tipologia delle artiglierie, spiega la Marina Militare, insieme ai numerosi moschetti in dotazione della Marina Francese della fine del XVIII sec., configura una nuova e concreta ipotesi: probabilmente si tratta del relitto di una scialuppa armata in fuga dallo scontro.

Fonte e foto: Marina Militare

Marina Militare: un ufficiale italiano per la prima volta a capo della prevenzione incidenti ai sottomarini NATO

ismerÈ un sommergibilista italiano, il capitano di fregata Aniello Cuciniello, a essere da giugno al vertice dell’International Submarine Escape and Rescue Liaison Office (ISMERLO), ufficio della NATO istituito nel 2003 dopo la tragica esperienza del disastro del sottomarino russo K-141 Kursk.

La notizia si apprende dal sito istituzionale della Marina Militare, che sottolinea che si tratta della prima volta dalla costituzione dell’ISMERLO che un ufficiale italiano è a capo dell’ente creato con l’obiettivo di provvedere a un servizio di consulenza mirata a prevenire incidenti a bordo di sottomarini e per rispondere velocemente in caso di un sinistro a un sottomarino.

_anteoIl capitano di fregata Cuciniello ha conseguito una solida esperienza nell’ambito della formazione e della ricerca e soccorso a sommergibile completata durante l’anno di comando a bordo di Nave Anteo, l’unità di soccorso sommergibili della Marina Militare.

L’ISMERLO è costituito da un team internazionale di ufficiali e tecnici, esperti delle operazioni di soccorso a sommergibile sinistrato: si tratta di una branca molto specifica del più ampio soccorso marittimo.

Il team attualmente guidato dal capitano di fregata Cuciniello, responsabile anche dello sviluppo della dottrina, vede al suo interno un ufficiale della marina norvegese, come esperto dei sistemi di ricerca e soccorso sommergibili; un ufficiale della marina inglese, esperto di operazioni e curatore del sito web, e di un consulente americano, attuale direttore del centro ricerca e soccorso sommergibili statunitense nell’area del Pacifico.

20150717_ISMERLO_Marina Militare (2)Nel mese di giugno, l’ISMERLO ha conseguito la Full Operational Capability (FOC) e ha completato il suo trasferimento da Norfolk (USA) a Northwood (UK).

Nel corso del 2014 e 2015, l’ISMERLO ha supportato molteplici esercitazioni ed eventi addestrativi organizzati dalla NATO e dai vari paesi per mantenere sempre alto il livello di prontezza operativa in un ambito così delicato e specifico del soccorso marittimo.

“L’aver messo al vertice dell’ISMERLO un ufficiale della Marina Militare è sicuramente un riconoscimento volto alla Forza Armata per aver maturato una esperienza e un know how internazionalmente riconosciuto nel settore della ricerca e soccorso a sommergibile sinistrato”, chiosa la Marina Militare.

20150717_ISMERLO_Marina Militare (1)Articoli correlati:

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Fonte e foto: Antonio Tasca/marina.difesa.it

Il COMSUBIN scopre un tesoro di colonnati spagnoli d’argento da 8 reali dentro il relitto del piroscafo Polluce nelle acque dell’Isola d’Elba

Nella giornata del 25 settembre scorso la Marina Militare, in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT), ha recuperato una serie di monete provenienti dal tesoro del relitto del piroscafo Polluce nelle acque dell’Isola d’Elba.

L’operazione è stata condotta da Nave Anteo e dal Gruppo Operativo Subacquei (GOS) del Comando Subacquei e Incursori (COMSUBIN) Teseo Tesei, a una profondità di oltre 100 metri.

Il piroscafo Polluce, noto per il suo leggendario tesoro, affondò il 17 giugno 1841, speronato dal piroscafo Mongibello.

La scoperta è stata possibile grazie all’impiego del nuovo ROV (Remoted Operative Vehicle) Pegaso, in dotazione al COMSUBIN, un sofisticato sistema robotico dotato di potenti bracci manipolatori, telecamere ad alta definizione e sonar di ultima generazione che può raggiungere i 2.000  metri di profondità.

Le monete recuperate – colonnati spagnoli  d’argento da 8 reali – sono di grande interesse storico e numismatico e vanno ad aggiungersi alle oltre cento monete riportate alla luce da Nave Anteo e dai suoi palombari nelle precedenti missioni del 2007 e 2008.

La Marina Militare esprime le proprie capacità e impiega i propri uomini e mezzi su una gamma di attività e operazioni che spaziano dal sociale, all’umanitario, all’ambientale, allo scientifico e in tutti i settori d’interesse della collettività che unitamente alla funzione prettamente militare delineano le capacità dual–use in senso più ampio.

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