NH-90

Esercito, AVES: il 7° rgt Vega conclude la EmergeRimini dimostrando la piena dualità d’impiego dei suoi elicotteri

Si sono concluse il 14 aprile le due giornate in cui l’Esercito Italiano, in particolare il 7° Reggimento Aviazione Esercito (AVES) Vega, e le altre componenti operative del sistema Protezione Civile sono state protagoniste con simulazioni d’interventi in caso di emergenze, a terra o in mare, nell’ambito della manifestazione “EmergeRimini”.

È stato lo stesso Reggimento a darne notizia con un comunicato stampa del 14 aprile scorso.

L’evento, organizzato dalle locali Associazioni di Protezione Civile e coordinato dalla Prefettura di Rimini, è stato un momento per dimostrare  la piena dualità d’impiego degli elicotteri dell’Esercito Italiano, di stanza a Rimini, i quali, pur concepiti per scopi prettamente militari, hanno caratteristiche tali da poter essere proficuamente utilizzati in ogni situazione di emergenza, proprio come avvenuto nei recenti casi di trasporto d’urgenza d’organi e di una persona affetta da una malattia rarissima, spiega il comunicato.

A sottolineare l’impegno dell’Esercito nel sistema Protezione Civile, si apprende, sabato 14 aprile si è svolta una simulazione d’intervento di ricerca e soccorso di una persona dispersa e rimasta ferita in zona non facilmente raggiungibile via terra, impiegando un AH129 Mangusta e un NH90.

In particolare, l’elicottero AH129, dotato di performante sistema di osservazione diurno e notturno, ha effettuato la ricerca della persona, fornendo indicazioni alla squadra a terra del Soccorso Alpino, che ha individuato e stabilizzato il disperso preparandolo per il recupero, mediante verricello, a bordo dell’elicottero NH90.

Nell’ambito dell’evento è stato inoltre allestito un infopoint, dedicato alla distribuzione di materiale divulgativo e promozionale alla cittadinanza, e all’esposizione dell’equipaggiamento di sopravvivenza dei piloti, di un veicolo VTLM Ambulanza Lince in dotazione al 66° reggimento Fanteria Aeromobile Trieste, e dei robot a controllo remoto Packbot 510 e Teodor in dotazione al reggimento Genio Ferrovieri e utilizzati per le attività di verifica e di ispezione di ordigni esplosivi.

Fonte e foto: 7° rgt AVES Vega

AVES, conclusa la CAEX II 2018: 530 le unità in addestramento, 20 elicotteri e 2 aerei, con diversi sistemi d’arma

L’Aviazione dell’Esercito (AVES), dopo due settimane di intenso addestramento, ha concluso il 26 ottobre scorso l’esercitazione CAEX II 2018 (Complex Aviation Exercise).

È la stessa AVES a darne notizia con un comunicato stampa del 26 ottobre.

L’esercitazione aveva come obiettivo addestrare e validare 2 task group a premessa del loro impiego operativo, verificare le capacità di integrazione tecnico/operativo/logistiche di tutte le unità dell’Aviazione dell’Esercito e mantenere costantemente approntato un assetto di livello Task Group per rispondere in tempi rapidi a eventuali emergenze di Forza Armata.

Dopo una prima settimana di pianificazione e amalgama a Viterbo, la CAEX II 2018 ha visto lo svolgimento di tre atti tattici a fuoco su tre obiettivi, con l’impiego di tutti gli assetti AVES e di alcune componenti terrestri, in Sardegna.

Un aviolancio del plotone esplorante di paracadutisti e l’inserzione di un team Raven, nel tardo pomeriggio dello scorso mercoledì, ha permesso l’acquisizione di informazioni dell’area di interesse, grazie alle quali è stato possibile pianificare l’azione della Task Force Angel.

Giovedì mattina, spiega l’AVES nel comunicato, l’azione è iniziata con un’operazione aeromeccanizzata contro il primo obiettivo, con il lancio di missili Spike, a opera di tre pattuglie di elicotteri AH-129, supportate dal fuoco di un plotone aeromobile mortai.

Successivamente, un plotone di paracadutisti ha effettuato un eliassalto da un elicottero CH47-F, supportato da due elicotteri AH-129, sul secondo obiettivo.

In questo contesto, la simulazione dell’abbattimento di un elicottero AH-129 ha permesso un’operazione di Personnel Recovery e l’intervento di un team Medevac, solo dopo la bonifica del terreno minato a opera di una squadra IEED e di un assetto K9 (binomio uomo-cane).

Un plotone di fanteria aeromobile, a bordo di 4 elicotteri UH-90, ha effettuato un raid aeromobile contro il terzo obiettivo.

Un’attivazione a sorpresa da parte della direzione dell’esercitazione ha svelato la presenza di forze nemiche in profondità ed è pertanto intervenuta la Quick Reaction Force (QRF), un assetto costituito da un plotone di paracadutisti che, a bordo di un elicottero CH47, era pronto a intervenire.

Grazie a un aviorifornimento di munizioni da un velivolo Dornier-228, la Task Force è riuscita a ripristinare le sue capacità di combattimento.

Diretto dal Comandante dell’Aviazione dell’Esercito, Generale di Brigata Paolo Riccò, l’addestramento è stato caratterizzato dall’integrazione sinergica delle specifiche capacità delle unità di volo e dei reparti di terra.

Il gen Riccò ha avuto parole di apprezzamento per il risultato del livello di realismo addestrativo raggiunto, grazie all’impegno di tutto il personale esercitato, e per l’importanza di tali esercitazioni nell’orientare l’impegno dell’Esercito verso obiettivi concreti di integrazione e di interoparabilità tra le varie pedine operative.

“L’attività ha previsto l’impiego di 530 unità in addestramento, 20 elicotteri e 2 aerei, con diversi sistemi d’arma, e si prefigura come punto di partenza per l’immissione in teatro dei nuovi assetti tattici e operativi previsti dalla Forza Armata”, conclude il comunicato stampa.

Fonte e foto: Comando Aviazione Esercito

Esercito: il 7° rgt AVES Vega a EmergeRimini mostra la dualità d’impiego di NH 90 e AH 129 Mangusta

Si è tenuta nello scorso fine settimana a Rimini la manifestazione EmergeRimini, organizzata dalle locali Associazioni di Protezione Civile e coordinata dalla Prefettura di Rimini, ha fatto sapere il 7° reggimento Aviazione Esercito (AVES) Vega con un comunicato stampa dell’8 aprile.

Nelle due giornate dell’evento l’Esercito Italiano, in particolare il 7° reggimento AVES Vega e le altre componenti operative del sistema Protezione Civile, sono stati protagonisti con simulazioni d’interventi in caso di emergenze, a terra o in mare, nell’ambito della manifestazione EmergeRimini.

L’evento ha rappresentato l’occasione per dimostrare  la piena dualità d’impiego degli elicotteri dell’Esercito Italiano di stanza a Rimini, i quali, pur essendo concepiti per scopi prettamente militari, hanno caratteristiche tali da poter essere validamente utilizzati in ogni situazione di emergenza, proprio come avvenuto nei recenti casi di trasporto d’urgenza d’organi e di una persona affetta da una malattia rarissima, ricorda con un comunicato stampa con cui dà notizia della manifestazione il 7° reggimento AVES Vega.

A enfatizzare l’impegno dell’Esercito nel sistema Protezione Civile, sabato 7 aprile si è svolta una simulazione d’intervento di ricerca e soccorso di una persona dispersa e rimasta ferita in zona non facilmente raggiungibile via terra, impiegando un AH129 Mangusta e un NH90.

In particolare, l’elicottero AH129, dotato di performante sistema di osservazione diurno e notturno, ha effettuato la ricerca della persona, fornendo indicazioni alla squadra a terra del Soccorso Alpino, che ha individuato e stabilizzato il disperso preparandolo per il recupero, mediante verricello, a bordo dell’elicottero NH90.

Nell’ambito dell’evento è stato inoltre allestito un infopoint dedicato alla distribuzione di materiale divulgativo e promozionale alla cittadinanza.

Nel corso della manifestazione sono stati esposti l’equipaggiamento di sopravvivenza dei piloti e un veicolo VTLM Lince in dotazione al 66° reggimento Aeromobile Trieste di Forlì.

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Fonte e foto: 7° rgt AVES Vega

TAAC-W: raggiunte le 12mila ore di volo per i Mangusta da 10 anni in Afghanistan

Con una missione di “fly to advise” a Shindand, destinata al trasporto degli advisor italiani del Train, Advise and Assist Command West (TAAC-W) presso le sedi di battaglioni (kandak) afgani a sud di Herat, gli elicotteri italiani da Esplorazione e Scorta (EES) Agusta AH129 Mangusta hanno raggiunto le 12.000 ore di volo in dieci anni di presenza in Afghanistan: “È dal mese di giugno 2007, infatti, che i Mangusta sono stati rischierati da Kabul ad Herat effettuando oltre 6.700 missioni di volo, ha spiegato il TAAC-W con un comunicato stampa del 9 ottobre scorso.

Nel corso della missione, che segue le precedenti svolte a Qala-eye-Now a luglio e a Farah nei mesi di agosto e settembre, i Mangusta del Task Group “Fenice” hanno garantito la sicurezza del personale impiegato a fianco dei colleghi afgani nelle attività di pianificazione e controllo delle operazioni integrando un complesso dispositivo di trasporto aereo e di soccorso sanitario, composto non solo da elicotteri italiani ma anche  da un velivolo da trasporto C-130 e da elicotteri Black Hawk statunitensi.

“La presenza di assetti altamente qualificati ed efficaci come i Mangusta ci permette di svolgere in sicurezza, con il solo effetto deterrente, la nostra attività di assistenza e consulenza ai Kandak delle forze afgane anche in zone lontane da Herat, all’interno della nostra area di responsabilità, consentendoci di essere sempre più efficaci – ha dichiarato il gen Massimo Biagini, comandante del TAAC West su base brigata Taurinense – La capacità aeromobile delle Forze Armate Italiane è essenziale per l’assolvimento della nostra missione, soprattutto quando in grado di coordinarsi perfettamente con assetti aerei della Coalizione e con le unità sul terreno”.

Le caratteristiche degli elicotteri Mangusta – supporto di fuoco, scorta e più in generale protezione alle basi avanzate, convogli, personale e ad altri assetti, nazionali e internazionali – si sono sempre rivelate vitali per tutte le operazioni dapprima di ISAF (International Security Assistance Force) e, dal 2014, di Resolute Support, coordinandosi sinergicamente e con efficacia con le forze aeree e terrestri della Coalizione internazionale e delle truppe afgane, sottolinea il comunicato.

Il Task Group Fenice, oltre che con gli AH129 Mangusta, opera attualmente anche con gli NH90 e con personale del 66° reggimento Fanteria Aeromobile Trieste, fornendo, in modo flessibile e funzionale, capacità di evacuazione medica (Medevac) e Personnel Recovery (PR) all’interno dell’area di competenza del TAAC-W.

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Fonte e foto: TAAC-W

 

TAAC-W, Herat: fly-to-advise nella provincia di Baghdis, dove è forte la minaccia terroristica a 5 anni dalla transition

“Si è conclusa il 25 luglio scorso la prima attività esterna di Train Advise e Assist (TAA), condotta dagli advisor italiani a circa 150 Km a nord di Herat a favore della 3ª brigata del 207˚ Corpo d’Armata dell’Esercito Afgano, dislocata a Qual-eye-naw”, fa sapere un comunicato stampa del Train, Advise and Assist Command West (TAAC-W).

Il personale italiano del Comando nell’ovest dell’Afghanistan, spiega nel dettaglio un comunicato stampa dello stesso TAAC-W, attualmente su base brigata Taurinense al comando del gen Massimo Biagini, ha svolto un’attività di nuovo concetto, definita “fly to advise”, raggiungendo Qual-Eye-Naw (Qal’he-Ye Now, Qal-i-Naw, Qal-e-Naw), nella provincia di Baghdis, con uno Expeditionary Advisory Package (EAP), al fine di coordinare e implementare la pianificazione speditiva e la condotta delle operazioni della 3^ brigata del 207˚, impegnata a mantenere la sicurezza in una provincia costantemente minacciata da attacchi terroristici dei gruppi ostili al governo e alla popolazione afgana.

Cinque anni e mezzo fa, nel gennaio 2012, nella sede del Provincial Reconstruction Team (PRT) spagnolo di Qal-e-Naw, nella provincia di Badghis, in area di responsabilità italiana del Comando Regionale Ovest (Regional Command West- RC-W) di ISAF, allora a guida brigata Sassari, si era svolta la cerimonia del passaggio di responsabilità della sicurezza dalle forze NATO di ISAF alle Forze di Sicurezza Afgane (ANSF) di tutti i distretti scelti dal Governo afgano nella seconda fase del processo di transizione, o transition.

Qual-eye-naw costituiva allora l’ultimo di tre passaggi di responsabilità nell’area di RC-W, segnando la fine della seconda fase del processo di transizione annunciato dal governo afgano il 27 novembre 2011 (link articolo in calce).

Nell’ottobre 2016 i militari italiani hanno fatto ritorno a Qual-eye-naw per una assemblea (shura) finalizzata a ottenere un aggiornamento sulla situazione operativa e di sicurezza nella provincia di Badghis (link articolo in calce).

Ora, nel corso dell’attività di fly-to-advise del luglio scorso che ha visto impegnati numerosi elicotteri dell’Aviazione dell’Esercito, sia NH 90 per il trasporto dei team, sia A129 Mangusta per la sicurezza in volo, gli Alpini del 2° reggimento della brigata Taurinense, supportati dai Fanti del 66° reggimento di Fanteria aeromobile Trieste, hanno consentito al gen Biagini, comandante del TAAC W, di confrontarsi sul campo con il comandante della 3^ brigata, discutendo le linee operative delle prossime operazioni che le forze di sicurezza locali condurranno nella seconda fase della campagna estiva.

La seconda fase, infatti, vedrà gli advisor italiani assistere il personale di quei comandi delle forze afgane (ANDSF) che dovranno controllare e coordinare le unità locali impegnate nel mantenimento della sicurezza sia nell’area a nord di Herat che nelle province del sud, al fine di limitare e annullare la minaccia delle formazioni terroristiche.

Durante il ‘fly to advise” svolto a Qual-eye-Naw, il comandante del TAAC-W ha inoltre incontrato il governatore della provincia di Baghdis e i rappresentati della polizia locale, ricevendo da loro importanti aggiornamenti utili a implementare la conoscenza di un’area impervia, spesso teatro di azioni antigovernative.

Il lavoro degli advisor italiani – caratterizzato da attività fondamentali per l’addestramento quali lezioni, seminari e conferenze per migliorare il livello di preparazione dei colleghi afgani, oltre alla realizzazione di corsi specialistici in comunicazioni radio, informatica, identificazione e disattivazione degli ordigni esplosivi improvvisati (IED) e numerosi altri, specifica il TAAC-W nel suo comunicato stampa – ha consentito nei mesi scorsi l’innalzamento degli standard operativi delle unità del 207° Corpo d’Armata dell’Afghan National Army (ANA) e, da questa ultima attività, di poter assistere durante le operazioni anche i comandi brigata dislocati nelle altre province della regione ovest attraverso il “fly to advise”.

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Fonte e foto: TAAC-W Resolute Support

TAAC-W, Afghanistan: avvicendamento alla task force Fenice, il col Silvestrini cede il comando al ten col Giannini

20150814_TAAC-W_Herat_TOA TF Fenice (3)Si è svolto sabato, 14 agosto, l’ultimo avvicendamento al comando della task force Fenice a Herat, nell’Afghanistan occidentale, si apprende dal sito dell’Esercito Italiano. La cerimonia, che ha avuto luogo a Camp Arena, sede del Train Advise Assist Command West (TAAC-W), ha visto il colonnello Stefano Silvestrini cedere il comando al tenente colonnello Luca Giannini.

La task force Fenice dispone di elicotteri AW 129 Mangusta Delta, con funzioni di ricognizione e scorta, e di NH90 per trasporto personale, materiali ed evacuazioni sanitarie (MEDEVAC).

20150814_TAAC-W_Herat_TOA TF Fenice (1)Alla cerimonia ha preso parte il comandante di TAAC W, generale Michele Risi, che ha passato in rassegna i reparti schierati rendendo onore allo stendardo di combattimento del 1° reggimento AVES Antares.

L’Aviation Battalion è l’unità dell’Aviazione dell’Esercito (AVES) appositamente costituita per il teatro operativo afgano a base rotazionale tra il 1° reggimento AVES Antares, con sede in Viterbo, il 5° reggimento AVES Rige, con sede in Casarsa della Delizia, e il 7° reggimento AVES Vega, con sede in Rimini.

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Fonte e foto: Esercito Italiano

20150814_TAAC-W_Herat_TOA TF Fenice (4)

NH-90: raggiunte le mille ore di volo nei cieli dell’Afghanistan con la TF Fenice AVES dell’RC-W ISAF

Nei giorni scorsi, a poco più di anno dal loro primo impiego operativo in Afghanistan, una coppia di elicotteri NH-90 dell’Aviazione dell’Esercito (AVES) in forza alla Task Force Fenice del Regional Command West (RC-W) di ISAF, dopo circa un’ora di volo di ricognizione sui cieli di Herat, ha raggiunto e superato le 1.000 ore di volo.

È un comunicato stampa dell’RC-W a renderlo noto oggi, ricordando che gli NH-90 italiani, giunti in teatro operativo afgano il 20 agosto dello scorso anno (il primo elicottero è arrivato il 18, come annunciato in anteprima in queste pagine) sono stati impegnati in missioni operative di supporto al combattimento per la prima volta in assoluto tra le nazioni partecipanti al consorzio di produzione (Italia, Germania, Francia, Olanda e Portogallo).

L’NH90 è un elicottero da trasporto tattico, dotato di avanzati apparati avionici di bordo di ultima generazione, completamente integrati ai sistemi per la visione diurna e notturna; permette all’equipaggio un costante ed elevato stato di Situational Awareness, ovvero la piena e continua percezione di tutti gli aspetti tecnici e operativi rilevanti per lo svolgimento in sicurezza delle missioni che, unita all’elevata professionalità ed esperienza maturata dai piloti anche in situazioni ambientali critiche tipiche di scenari operativi come quello afgano, dimostra di essere uno strumento estremamente flessibile a disposizione del comandante di RC-W.

La Task Force Fenice è l’unità dell’AVES, attualmente comandata dal colonnello Antonio Villani e su base 1° reggimento Antares di Viterbo, schierata nel teatro di operazione afgano. Si basa su tre diverse linee di elicotteri (A129 Mangusta, CH47 Chinook ed NH-90) al fine di ottenere un dispositivo flessibile, bilanciato e dalle potenzialità inedite.

L’ Aviation Battalion soddisfa i requisiti di Expeditionary & Combat Capabilities in ambiente non permissivo/ostile, in particolare garantisce interventi a fuoco, di supporto e di trasporto logistico in tutta l’Area di Operazioni; supporto alle funzioni operative di Comando e Controllo e intelligence; capacità di pianificazione aderente alla complessità della minaccia e delle Rules of Engagement (ROE); possibilità di schieramento di una forza mobile, deterrente e sostenibile, fino a medio raggio, in tempi ridotti (QRF); assetti in QRA (Quick Reaction Alert) con elicotteri A129 e assetti in QRF (Quick Reaction Force) con elicotteri CH47 e un plotone di fanteria, entrambi in grado di intervenire in tempi ridotti, sia di giorno che di notte, in tutta l’area di responsabilità; Forward Medevac Team, capacità di eccellenza unica in AOR e in territorio nazionale capace di garantire interventi sanitari d’urgenza nell’immediato essendo imbarcato prevalentemente su NH90 a seguito delle formazioni impegnate in operazione.

Nello specifico l’elicottero da trasporto tattico NH90 è un aeromobile multiruolo, realizzato al fine di effettuare, tra le altre, missioni di trasporto tattico, ricerca e soccorso, evacuazione medica, lanci di paracadutisti.

L’aeromobile è stato costruito per operare in volo strumentale e a vista, di giorno e di notte, anche con l’impiego di sistemi di visione notturna a intensificazione di luce o all’infrarosso, ha un’autonomia di volo di circa 4 ore, una velocità massima di oltre 300km/h, possibilità di imbarcare due squadre con assetto da combattimento ed equipaggiamento completo (fino a 20 passeggeri), e una capacità di carico di 3.000 kg .

L’NH90 dispone di tecnologie avanzatissime quali il Radar Meteo e i sistemi per la protezione dal ghiaccio sulle pale, idonei a estendere le possibilità di volo in condizioni meteorologiche finora proibite.

Il velivolo può contare inoltre su sistemi di visione notturna integrati nel casco di volo, sistemi di autoprotezione (sistemi di allarme radar, laser e missile), protezione balistica e armamento composto da mitragliatrici a 6 canne rotanti e mitragliatrici di bordo.

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L’NH-90 in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: RC-W ISAF

NH-90, da un anno operativi in Afghanistan con la TF Fenice dell’AVES all’RC-W ISAF di Herat

Nei giorni scorsi, che coincidono con il compimento del primo anno di impiego operativo in Afghanistan, una coppia di elicotteri NH-90 dell’Aviazione dell’Esercito (AVES) in forza alla Task Force Fenice del Regional Command-West (RC-W) di ISAF, dopo circa tre ore di volo e una breve sosta presso la Forward Operating Base (FOB) di Chaghcharan, e dopo aver sorvolato la catena montuosa dell’Hindu Kush, è giunta presso la sede dell’ISAF Joint Command (IJC), il comando della NATO in Afghanistan che ha la responsabilità delle operazioni militari su tutta l’area di responsabilità di ISAF.

Gli NH-90 italiani dell’AVES, che recentemente hanno superato le 1.000 ore di volo, sono giunti in teatro operativo afgano nell’agosto dello scorso anno e, per la prima volta in assoluto tra le nazioni partecipanti al consorzio di produzione, sono stati impegnati in missioni di combattimento e supporto al combattimento. Proprio dalle pagine di Paola Casoli il Blog la notizia è stata data in anteprima in occasione dell’arrivo del primo mezzo in teatro operativo il 18 agosto 2012.

L’elicottero NH-90 è dotato di apparati avionici di bordo di ultima generazione completamente integrati ai sistemi per la visione diurna e notturna; permette all’equipaggio un costante ed elevato stato di Situational Awareness, ovvero la piena e continua percezione di tutti gli aspetti tecnici e operativi rilevanti per lo svolgimento in sicurezza delle missioni che, unita all’elevata professionalità ed esperienza maturata dai piloti anche in situazioni ambientali critiche tipiche del teatro operativo afgano, dimostra di essere uno strumento estremamente flessibile a disposizione del comandante di RC-W.

L’organizzazione posta in atto dalla Task Force Fenice per la gestione di questi velivoli è stata oggetto di visita da parte di una delegazione australiana che ne ha apprezzato l’efficacia e le brillanti soluzioni adottate in campo manutentivo.

La Task Force Fenice, attualmente comandata dal colonnello Luigi Adiletta, è l’unità dell’AVES schierata nel teatro di operazione afgano che ha il compito di svolgere missioni di supporto aereo ravvicinato alle truppe di terra, trasporto e sostegno logistico delle forze, nonché missioni di evacuazione medica e stabilizzazione immediata del personale rimasto ferito in combattimento, Forward Medical Team (FMT).

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Eurocopter consegna il primo NH90 per operazioni marittime alle Forze Armate del Belgio

Eurocopter ha consegnato il 6 agosto il primo NH90 NFH (NATO Frigate Helicopter) alle Forze Armate del Belgio, fornendo un elicottero avanzato, dalle elevate capacità e pienamente qualificato per rispondere ai requisiti delle missioni multi ruolo del Paese.

Oltre a essere il primo NH90 NFH ricevuto dal Belgio, si tratta anche del primo elicottero costruito nello stabilimento Eurocopter di Donauwörth in Germania, a dimostrazione della capacità dello stesso di assemblare e consegnare questi elicotteri bimotore di nuova generazione.

Il Belgio diventa il quinto Paese a far entrare in servizio l’NH90 NFH dopo Francia, Italia, Olanda e Norvegia. L’elicottero recentemente consegnato è caratterizzato da piena capacità operativa (FOC, Full Operational Capability), garantendo la sua predisposizione per l’intera gamma di missioni navali del Belgio, come operazioni di ricerca e soccorso (SAR) o missioni militari in mare.

La formazione degli equipaggi per il volo e per la manutenzione avrà inizio in settembre, mentre le operazioni inizieranno nel 2014 utilizzando i primi due elicotteri.

Il Belgio ha complessivamente ordinato otto NH90, compresi quattro in versione navale NFH, che andranno a sostituire gli elicotteri Sea King della Marina Belga. La configurazione degli aeromobili è identica a quella degli NH90 NFH olandesi.

Le forze militari che operano attualmente con l’NH90 NFH hanno utilizzato con successo l’elicottero in missioni di soccorso, trasporto e sorveglianza. A oggi oltre 50 persone sono state recuperate dagli NH90 della marina francese, mentre l’Olanda ha recentemente schierato i suoi elicotteri sul Corno d’Africa a supporto delle operazioni navali dell’Unione Europea.

L’NH90 è uno dei programmi elicotteristici di maggior successo in Europa, con 529 ordini confermati da 14 diversi Paesi. Sono già stati consegnati in totale 154 NH90. La versione NH90 NFH ha avuto da sola 111 ordini, fa sapere l’azienda.

La gestione del programma NH90 è eseguita dal consorzio NHIndustries, di proprietà Eurocopter (62.5%), AgustaWestland (32%) e Stork Fokker (5.5%).

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Fonte: TT&A Eurocopter

Foto: Eurocopter

Ex Tuscia 2013, pre-deployment Afghanistan per AVES e Folgore, il CaSME gen Graziano: “L’addestramento è fondamentale, sulla sicurezza niente sconti”

Dopo la kinetic week di fine giugno per l’approntamento dell’Aviation Battalion destinato a breve alla missione ISAF in Afghanistan, ora l’esercitazione Tuscia 2013 conclude il training pre-deployment con la sua fase finale dedicata all’elemento sicurezza. L’attività, che costituisce l’ultimo step addestrativo dei reparti prima di recarsi, a breve, in Afghanistan, vede protagonisti nel poligono di Monteromano i reparti dell’Aviazione dell’Esercito (AVES) ed è condotta da reparti specialistici della brigata Folgore (185° reggimento acquisizione obiettivi e 183° reggimento), e da elicotteri dell’Esercito A129 Mangusta, CH47, NH90.

Dato che questa fase finale costituisce l’ultimo passaggio esercitativo prima del dispiegamento in teatro, fase di sensibile importanza per l’elemento sicurezza, acquistano particolare significato le parole che il Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME), generale Claudio Graziano, ha pronunciato ieri a margine dell’esercitazione: “L’addestramento, prima di una missione all’estero, è fondamentale. L’addestramento significa sicurezza per il personale, capacità di operare sul terreno integrati con le forze alleate e di conseguire il successo della missione”. In particolare il generale ha sottolineato che “senza addestramento non ci possono essere attività operative” e che “sull’addestramento non si può risparmiare”.

Il CaSME ha anche ricordato come l’Esercito stia comunque razionalizzando le spese anche trasferendo alcune unità operative vicino ai poligoni per diminuire le spese.

Il generale Graziano ha fatto un riferimento anche ai mezzi, evidenziando che “rispetto a quando siamo entrati in Afghanistan nessun mezzo di trasporto personale è ancora in servizio, sono stati tutti sostituiti perché la nuova minaccia degli IED (ordigni esplosivi improvvisati) ha imposto nuovi veicoli; in questo momento i mezzi a disposizione sono adeguati e idonei a operare, taluni rappresentano anche il meglio che c’è”.

Poi, parlando della riduzione dei costi di gestione dell’Esercito, il CASME ha affermato che “l’intero processo di trasformazione delle Forze Armate vuole risparmiare sul personale e sulle strutture di supporto per concentrare le risorse sulle forze operative; il nostro impegno è grande e riteniamo sia possibile a patto che ci sia una stabilità economica idonea a sostenere la trasformazione e un’attenzione da parte del Paese a sostenere quelle cose fondamentali che sono la sicurezza del personale, quindi mezzi sufficientemente moderni per integrarsi con i sistemi digitali per prevenire la minaccia”, ribadendo poi che “su questo serve l’attenzione del Paese perché sulla sicurezza non si possono fare sconti”.

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Fonte: stato maggiore Esercito

Foto: stato magigore Esercito