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Afghanistan, i ribelli ci riprovano: attaccato con bomba a mano Lince italiano a Farah

Nella mattinata di oggi, riferisce il Regional Command-West (RC-W) di ISAF, nei pressi di Farah un “individuo adulto non meglio identificato” ha lanciato un ordigno esplosivo contro un convoglio di militari italiani della Transition Support Unit South (TSUS), appartenenti all’8° reggimento alpini, e di militari afgani dell’Afghan National Army (ANA), impegnati in un’operazione congiunta.

L’ordigno, dopo aver colpito un veicolo Lince, come quello su cui ha perso la vita sabato scorso il capitano Giuseppe La Rosa, è caduto a terra esplodendo e causando il ferimento non grave di alcuni civili afgani.

Nessuna conseguenza per personale e mezzi del convoglio, che si è messo in sicurezza allontanandosi dall’area dell’attacco.

Il presunto attentatore risulterebbe fermato dalle forze di sicurezza afgane.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: veicolo Lince (archivio)

Afghanistan, l’RC-W ISAF ricorda con un monumento a Camp Arena il maresciallo Gigli e il caporalmaggiore De Cillis

Domenica 18 marzo a Camp Arena, sede del Regional Command West (RC-W) a Herat, Comando NATO a guida italiana su base brigata Sassari, si è svolta la cerimonia di inaugurazione del monumento in ricordo del 1° maresciallo Mauro Gigli e del caporalmaggiore capo Pier Davide De Cillis.

Presente alla cerimonia, voluta dal comandante del 5° reggimento genio guastatori, colonnello Maurizio Mascarino, il fratello di De Cillis, maresciallo Michele De Cillis, anche lui geniere guastatore effettivo al 21° reggimento genio guastatori, attualmente in affiancamento per il prossimo avvicendamento tra unità del genio.

Il monumento è stato ideato e realizzato dai guastatori appartenenti al 5° reggimento della brigata Sassari, per ricordare i commilitoni scomparsi nell’adempimento del proprio dovere.

I due militari erano parte del Team IEDD (Improvised Esplosive Device Disposal) di Herat incaricato della rimozione di un ordigno esplosivo improvvisato in un villaggio alla periferia della città. Rimasero vittima dell’esplosione dell’ordigno mentre cercavano di disinnescarlo il 28 luglio 2010.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Nrdc-Ita, bonificati i residuati bellici. Generale Pennino: “la nostra parola d’ordine è sicurezza”

Sono stati fatti esplodere all’ora di pranzo di oggi 10 aprile i residuati bellici risalenti alla Seconda Guerra Mondiale rinvenuti sul sedime della caserma Ugo Mara di Solbiate Olona, sede del comando di reazione rapida della Nato Nrdc-Ita comandato dal generale di corpo d’armata Gian Marco Chiarini.

Il generale di brigata Antonio Pennino, comandante della brigata di supporto al comando di reazione rapida della Nato (Nrdc-Ita), ha commentato così l’intervento di bonifica: “Per noi la parola d’ordine è “sicurezza”, sia per i nostri operatori che per la popolazione che vive nelle zone limitrofe”.

Gli ordigni, tra i quali anche una bomba d’aereo americana del tipo AN M-57 da 250 libbre di esplosivo (foto), hanno impegnato gli specialisti appartenenti al 10° reggimento genio guastatori di Cremona dell’Esercito Italiano per circa cinque ore.

“I nostri specialisti del genio dell’Esercito – ha dichiarato il generale Pennino – possiedono una notevole esperienza specifica nel campo della bonifica degli ordigni esplosivi, accumulata tra l’altro nel corso di tutte le missioni che la Forza Armata ha effettuato nei teatri operativi, dove il rischio collegato alle mine e alle bombe rudimentali è considerato altissimo”.

L’attività è stata condotta sotto la supervisione del vice prefetto aggiunto e dirigente della Protezione Civile della prefettura di Varese, dottor Biagio Del Prete, in stretto coordinamento con gli organi di Pubblica Sicurezza. Il necessario coordinamento è stato assicurato presso l’Incident Control Point attrezzato all’interno della caserma Mara, presso il comando della brigata di supporto al comando di reazione rapida della Nato.

Nelle foto la bomba d’aereo americana e le fasi di bonifica dopo il disinnesco dell’ordigno avvenuto con la rimozione della spoletta anteriore, il detonatore, e il suo trasferimento in un fornello realizzato nella medesima area. L’intervento è stato effettuato dal caporalmaggiore capo Alfredo Ricchiuto e dal suo nucleo di specialisti EOD (Esplosive Ordnance Disposal) che vantano ormai una preziosa esperienza maturata anche nel campo degli insidiosi ordigni di circostanza rinvenuti nel corso delle varie missioni operative svolte all’estero.

Il 10° reggimento genio guastatori è una delle sette unità dell’Arma del genio incaricate di bonificare il territorio dell’Italia centro settentrionale dai numerosi residuati bellici ancora esistenti e pericolosi (nell’anno 2010 sono stati effettuati dal reparto circa 200 interventi per un totale di oltre 5000 ordigni di cui ben 5 bombe d’aereo).

Si tratta di una attività particolarmente delicata coordinata dal 1° FOD con sede a Vittorio Veneto e diretto dal generale di corpo d’armata Roberto Bernardini.

Fonte: PAO Nrdc-Ita

Foto: PAO Nrdc-Ita