palombari

Il SSSD on Tofalo visita le Forze Speciali del COMSUBIN della Marina Militare

Il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD), on Angelo Tofalo, ha incontrato nei giorni scorsi gli operatori delle forze speciali del Raggruppamento Subacquei e Incursori della Marina Militare (Comsubin), ha fatto sapere con un comunicato del 6 ottobre l’addetto stampa del Sottosegretario.

Il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare (CaSMM), Ammiraglio Valter Girardelli, ha guidato il Sottosegreyario nella visita.

“Capacità, flessibilità e autonomia operativa e logistica fanno di questo Reparto uno strumento di grande efficacia nella gestione di situazioni molto critiche”, ha dichiarato il sottosegretario Tofalo (qui nel VIDEO in Paola Casoli Vlog).

“Ho incontrato professionisti altamente specializzati che riescono a garantire elevatissimi standard operativi grazie a un addestramento molto duro, selettivo e approfondito”.

L’on Tofalo ha poi aggiunto che “per valorizzare al massimo le capacità di questa nicchia di eccellenza della Marina Militare, non è da escludersi che in un futuro prossimo potrebbe esserci un’apertura verso il settore civile subacqueo dove il Comsubin potrebbe affermarsi quale ente certificatore in virtù della sua alta specializzazione”.

Dal Comsubin, spiega in dettaglio il comunicato stampa, dipendono il Gruppo Operativo Incursori (G.O.I.), che costituisce l’unico reparto di Forze Speciali della Marina Militare erede degli uomini dei Mezzi di Assalto della Marina; il Gruppo Operativo Subacquei (G.O.S.), il reparto alle cui dipendenze sono posti i Palombari, gli operatori subacquei con le capacità d’immersione più spinte frutto di una tradizione residente in Marina da oltre 160 anni; l’Ufficio Studi, il cuore pulsante dello sviluppo tecnologico dei materiali e mezzi utilizzati dagli uomini dei Gruppi Operativi; il Gruppo Scuole, suddiviso nelle Scuole Subacquei, Incursori e di Medicina Subacquea e Iperbarica, che oltre a selezionare e formare i nuovi Palombari, Incursori, Medici e Infermieri, ha il compito di addestrare gli operatori subacquei di tutte le Forze Armate e Corpi di Polizia dello Stato; il Gruppo Navale Speciale, alle cui dipendenze sono poste tre Unità Navali (Aneto, Pedretti e Marino) che sono state progettate per fornire il supporto subacqueo al personale dei Gruppi Operativi e delle Scuole di Comsubin; il Quartier Generale del Raggruppamento, che assicura i servizi e il mantenimento dell’efficienza del Comando, al fine di consentire ai Gruppi sopra indicati di assolvere alla loro missione.

Al termine della visita, si apprende, il sottosegretario Tofalo ha ringraziato tutti gli specialisti “per il lavoro reso all’Italia” e ha sottolineato poi che bisogna “far sì che ogni cittadino compre

nda l’importanza di sostenere chi rischia ogni giorno la vita per la sicurezza collettiva. Questo obiettivo potrà essere raggiunto con una buona azione di diffusione della cultura della difesa e della sicurezza”.

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VIDEO: Paola Casoli Vlog

Fonte e foto: Cap Massimiliano Rizzo Addetto Stampa del Sottosegretario di Stato alla Difesa, On Angelo Tofalo

Bonifica ordigni, palombari del COMSUBIN in Liguria e Lazio: neutralizzate 3 bombe e 14 proiettili d’artiglieria

Dal 22 al 24 agosto scorsi, si apprende dallo stato maggiore della Difesa, i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei del Comando Subacquei ed Incursori (COMSUBIN) della Marina Militare, distaccati presso il Nucleo S.D.A.I. della Spezia (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi), hanno condotto due interventi d’urgenza a Santa Margherita Ligure, in provincia di Genova, e ad Anguillara, in provincia di Roma, nel lago di Bracciano, tesi a rimuovere 17 pericolosi ordigni esplosivi.

Le Prefetture di Genova e Roma, informate del ritrovamento di potenziali ordigni esplosivi rispettivamente dalla Capitaneria di Porto di Santa Margherita Ligure e dai Carabinieri di Anguillara, hanno richiesto un intervento di bonifica d’urgenza al Gruppo Operativo Subacquei (GOS), al fine di ripristinare le condizioni di sicurezza delle aree dove erano stati rinvenuti tali manufatti.

In Liguria il team di Palombari è intervenuto a seguito della segnalazione di un bagnante in merito alla presenza di un probabile ordigno esplosivo rinvenuto in mare a pochi metri di distanza da uno stabilimento balneare.

Le operazioni subacquee degli operatori del GOS hanno permesso di identificare e rimuovere una bomba d’aereo tedesca che giaceva inesplosa a 10 metri di profondità da oltre 70 anni.

L’ordigno, spiega la Difesa, è stato quindi rimorchiato in una zona individuata dall’Autorità Marittima dove è stato distrutto, ripristinando così le condizioni di sicurezza delle persone in vacanza a Santa Margherita Ligure.

Nel Lago di Bracciano una seconda squadra dello SDAI della Spezia era inizialmente intervenuta per rimuovere un probabile proiettile di artiglieria, ma durante le operazioni di ricerca gli operatori subacquei hanno individuato a pochi metri dalla battigia 2 bombe da mortaio tedesche da 80 mm e un totale di 14 proiettili d’artiglieria da 75 e 88 mm.

Tali ordigni sono stati consegnati al nucleo artificieri dell’Esercito in forza al 6° reggimento Genio Pionieri di Roma, che ha poi provveduto al disinnesco e brillamento.

Questi interventi rappresentano una delle tante attività che i Reparti Subacquei della Marina conducono a salvaguardia della pubblica incolumità, anche nelle acque interne, come ribadito dal Decreto del Ministero della Difesa del 28 febbraio 2017, svolgendo operazioni subacquee ad alto rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza della balneabilità e della navigazione, chiarisce la Difesa.

Lo scorso anno, si apprende, i Palombari della Marina Militare hanno recuperato e distrutto un totale di 22.000 ordigni esplosivi residuati bellici, mentre dal 1° gennaio 2018 ne hanno già neutralizzati 23.806 dai mari, fiumi e laghi italiani, senza contare i 33.570 proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm anch’essi rimossi e distrutti.

Con una storia di 169 anni alle spalle, i Palombari rappresentano l’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività subacquee, essendo in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità e in qualsiasi scenario operativo, nell’ambito dei propri compiti d’istituto (soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà e la neutralizzazione degli ordigni esplosivi rinvenuti in contesti marittimi) e a favore della collettività.

Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formati esclusivamente dal Gruppo Scuole di Comsubin che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni in basso fondale secondo le rispettive competenze.

I reparti del Genio dell’Esercito, oltre all’impiego operativo nelle missioni internazionali, sono in grado di intervenire, in ogni momento, in tutto il territorio italiano a supporto della comunità nazionale.

L’Esercito, inoltre, è l’unica Forza Armata preposta alla formazione e all’aggiornamento degli artificieri delle Forze Armate e Corpi Armati dello Stato.

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Fonte e foto: PI SMD; Marina Militare

Marina: i Palombari distruggono 313 ordigni esplosivi della Seconda Guerra a Cassibile

Dal 25 al 29 giugno 2018 i Palombari della Marina Militare appartenenti al Nucleo S.D.A.I. (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) di Augusta hanno condotto nella provincia di Siracusa un’operazione subacquea, svolta nelle acque di Cassibile, tesa a distruggere 313 ordigni esplosivi e 1.500 munizioni di armi portatili risalenti all’ultimo conflitto mondiale, ha fatto sapere la Marina Militare con un comunicato stampa del 30 giugno scorso.

La Prefettura di Siracusa ha richiesto l’intervento urgente degli operatori di COMSUBIN a seguito della segnalazione di un bagnante che, a 20 metri dalla costa e a soli 3 metri di profondità, aveva visto dei manufatti riconducibili a dei residuati bellici.

Giunti sul posto, i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei (G.O.S.) si sono immersi per bonificare l’area che era stata sottoposta a bando d’interdizione dalla Capitaneria di Porto di Siracusa, individuando e neutralizzando 158 bombe a mano, 29 bombe da mortaio, 126 proiettili di medio e grosso calibro e 1.500 munizioni per armi portatili.

Al termine dell’operazione il Comandante del Nucleo S.D.A.I. di Augusta, Tenente di Vascello Marco Presti, ha dichiarato: “Sulla base della richiesta della Prefettura di Siracusa siamo intervenuti a Cassibile per effettuare la ricerca degli oggetti segnalati e per procedere al loro riconoscimento. Al termine delle operazioni in una ridotta area di fondale marino abbiamo rimosso un totale di 313 ordigni esplosivi molto pericolosi e 1.500 munizioni per armi portatili, tutti risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, che abbiamo distrutto secondo le consolidate tecniche tese a preservare l’ecosistema marino in una zona di sicurezza individuata dall’Autorità Marittima”.

“Mi preme raccomandare – ha sottolineato il Comandante Presti – alle persone in vacanza al mare, che dovessero imbattersi in manufatti con forme simili a quelle di un ordigno esplosivo o parti di esso, di non toccarli o manometterli in alcun modo, denunciandone immediatamente il ritrovamento alla locale Capitaneria di Porto o alla più vicina stazione dei Carabinieri, per consentirci così di intervenire e rispristinare le condizioni di sicurezza delle nostre acque”.

Questi interventi rappresentano una delle tante attività che i Reparti Subacquei della Marina conducono a salvaguardia della pubblica incolumità, svolti anche nelle acque interne, come ribadito dal Decreto del Ministero della Difesa del 28 febbraio 2017, svolgendo operazioni subacquee ad alto rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza della balneabilità e della navigazione.

Lo scorso anno, si apprende, i Palombari della Marina Militare hanno recuperato e distrutto un totale di 22.000 ordigni esplosivi residuati bellici, mentre dal 1° gennaio 2018 ne hanno già neutralizzati 11.090 dai mari, fiumi e laghi italiani, senza contare i 16.311 proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm anch’essi rimossi e distrutti.

Con una storia di 169 anni alle spalle, i Palombari rappresentano l’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività subacquee, essendo in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità e in qualsiasi scenario operativo, nell’ambito dei propri compiti d’istituto (soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà e la neutralizzazione degli ordigni esplosivi rinvenuti in contesti marittimi) e a favore della collettività.

Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formarti esclusivamente dal Gruppo Scuole di COMSUBIN che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni in basso fondale secondo le rispettive competenze.

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Fonte e foto: Marina Militare

Bonifica ordigni: la bomba di Fano neutralizzata in mare dai palombari del COMSUBIN

“Oggi alle ore 11.00 i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) del Comando Subacquei ed Incursori (COMSUBIN) della Marina Militare hanno concluso le operazioni subacquee distruggendo il pericoloso ordigno esplosivo rinvenuto sulla spiaggia di Fano lo scorso 13 marzo”, fa sapere con un comunicato stampa di oggi, 19 marzo, la Marina Militare.

I Palombari della Marina erano già intervenuti congiuntamente agli Artificieri dell’Esercito, su disposizione della Prefettura di Pesaro e Urbino, per movimentare e mettere in sicurezza il residuato bellico – una bomba d’aereo inglese MK6 da 500 libbre –  dotata di un particolare dispositivo d’innesco a ritardo d’armamento di 144 ore che ne faceva un grave pericolo per il vicino ospedale di Fano (link articolo qui e in calce).

Dopo una lunga, meticolosa ed estenuante attività notturna l’ordigno era stato rimosso dal sito di rinvenimento e trasportato in mare aperto dal personale della Marina Militare a distanza di sicurezza da istallazioni terresti e vie di comunicazione marittima, garantendo la regolare ripresa delle attività sociali della cittadina.

“Intervenire su di un ordigno esplosivo di così grandi dimensioni e innescato con un congegno a tempo è molto particolare, l’adrenalina si fa sentire e l’attenzione che diamo ad ogni minima azione è sempre massima – ha dichiarato il Capitano di Corvetta Therry Trevisan, a capo del team del  COMSUBIN incaricato del brillamento – tuttavia non abbiamo fatto a tempo a smaltire le emozioni di quella notte perché, terminato il riposizionamento della bomba nell’area di sicurezza, siamo tornati a Grado per continuare un importante operazione di bonifica di ordigni esplosivi rinvenuti all’interno di un relitto austriaco della Prima Guerra Mondiale”.

“Allo scadere delle 144 ore, tempo stimato massimo d’armamento dell’ordigno rinvenuto a Fano – ha continuato a spiegare il Comandante – siamo tornati stamani nelle Marche per concludere il lavoro e distruggere la bomba d’aereo che, nei giorni passati, aveva fatto perdere il sonno a molte persone. Le operazioni subacquee condotte stamani sono state condotte con condizioni meteo marine al limite, che i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei sono in grado di affrontare grazie all’addestramento specifico”.

L’attività appena conclusa conferma l’elevato livello di professionalità che le Forza Armate Italiane sono in grado di mettere a disposizione della collettività in perfetta sinergia interforze e in un’ottica di una efficace collaborazione interministeriale e interagenzia, sottolinea il comunicato stampa.

Questo intervento rappresenta una delle tante attività che i Reparti Subacquei della Marina conducono a salvaguardia della pubblica incolumità anche nelle acque interne, come ribadito dal Decreto del Ministero della Difesa del 28 febbraio 2017, svolgendo operazioni subacquee ad alto rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza della balneabilità e della navigazione.

Lo scorso anno, ricorda il comunicato, i Palombari della Marina Militare hanno recuperato e distrutto un totale di 22.000 ordigni esplosivi residuati bellici, mentre dal 1° gennaio 2018 ne hanno già neutralizzati 1.360 dai mari, fiumi e laghi italiani, senza contare i proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm anch’essi rimossi e distrutti.

Chi sono i Palombari (fonte approfondimento: Marina Militare):

Con una storia di 169 anni alle spalle, i Palombari rappresentano l’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività subacquee essendo in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità ed in qualsiasi scenario operativo, nell’ambito dei propri compiti d’istituto (soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà e la neutralizzazione degli ordigni esplosivi rinvenuti in contesti marittimi) ed a favore della collettività.

Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formarti esclusivamente dal Gruppo Scuole di Comsubin che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni in basso fondale secondo le rispettive competenze.

Il Gruppo Operativo Subacquei, GOS (fonte Marina Militare):

Il Gruppo Operativo Subacquei, posto alle dipendenze del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare, ha acquisito nel tempo la capacità di operare sotto la superficie del mare sino a 1.500 metri con i veicoli subacquei e fino a 300 metri con l’uomo.

Le missioni assegnate dal Paese al GOS sono le seguenti:

  • condurre qualsiasi genere di operazione subacquea tesa alla ricerca, recupero ed intervento lavorativo fino ai massimi fondali consentiti dalle numerose apparecchiature subacquee a disposizione (qualsiasi tipologia di autorespiratore, impianti integrati per immersioni profonde, scafandri rigidi articolati, minisommergibili, robot filoguidati ed autonomi ad altissima tecnologia);
  • effettuare il soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà attraverso le apparecchiature speciali imbarcate sulle Navi alle dipendenze di Comsubin o mediante il Nucleo SPAG (Submarine Parachute Assistance Group) trasportato nell’area del sinistro con elicotteri o aerei militari;
  • svolgere la bonifica degli ordigni esplosivi di qualsiasi natura, convenzionali o improvvisati (EOD/IEDD – Explosive Ordnance Disposal/Improvised Explosive Device Disposal) che vengano rinvenuti in contesti marittimi. Per contesto marittimo s’intende il mare, i laghi ed i fiumi, a bordo delle Unità Navali, nelle infrastrutture portuali ed in opere fondate in acqua.

Con una storia di 169 anni alle spalle, il GOS è l’eccellenza nell’ambito della Difesa nazionale nel contesto delle operazioni subacquee ed estende le proprie capacità anche a numerose attività a favore della collettività soprattutto in ambito sanitario, scientifico e sociale.  Sono stati migliaia gli interventi volti alla bonifica dei litorali italiani da ordigni esplosivi residuati bellici e quelli svolti per condurre trattamenti di ossigeno terapia iperbarica a favore di pazienti civili.

Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formarti esclusivamente dal Gruppo Scuole di COMSUBIN che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni in basso fondale secondo le rispettive competenze.

Il Gruppo Operativo Subacquei rappresenta un punto di forza, nonché elemento di orgoglio per la Marina Militare, infatti grazie alle sue capacità ed alla stretta collaborazione esistente con i diversi Dicasteri ed Agenzie dello Stato, il GOS viene impiegato in Antartide per coordinare tutte le immersioni che vengono effettuate nell’ambito delle spedizioni italiane organizzate dall’Enea, nelle attività di ricerca e tutela dei beni archeologici subacquei oppure a supporto del Ministero dello Sviluppo Economico per quanto riguarda le attività ispettiva di controllo agli impianti e strutture subacquee delle attività di estrazione idrocarburi off-shore.

I Palombari sono spesso chiamati ad operare anche in complesse operazioni subacquee di Protezione Civile, peculiarità che rende tale componente della Marina un vero e proprio strumento dual use al servizio della collettività.

Le operazioni più recenti condotte dai Palombari di Comsubin sono state:

  • il naufragio della nave passeggeri Costa Concordia (2012);
  • il crollo della torre piloti di Genova a seguito dell’abbattimento causato dal Mercantile Jolly Nero (2013), operazione per la quale la Bandiera di Guerra di Comsubin è stata decorata con una Medaglia d’Argento al Valori di Marina;
  • gli interventi subacquei di Lampedusa (ottobre 2013) e del Mediterraneo Centrale (aprile 2015) conseguenti ai naufragi più drammatici accaduti negli ultimi anni. In particolare, quest’ultima operazione ha visto Comsubin impegnato nella ricerca e recupero delle salme a 370 metri di profondità ed il coordinamento di tutte le attività tese al recupero dell’intero relitto dal fondo (2015-2016). Per questa operazione è stata attribuita la Medaglia d’Oro al Merito Civile alla Bandiera di Guerra della Marina Militare e delle Forze navali;
  • la rimozione e neutralizzazione di oltre 22.000 pericolosi ordigni esplosivi, residuati bellici, rinvenuti nei mari, laghi e fiumi italiani durante il 2017;
  • l’individuazione ed il recupero della scatola nera dell’Eurofighter Typhoon dell’Aeronautica Militare, impattato lo scorso settembre nelle acque antistanti Terracina.

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Fonte e foto: Marina Militare

COMSUBIN: 9 nuovi palombari del GOS ricevono il brevetto dopo dieci mesi di selezione e formazione

Sono nove i giovani marinai del Corso Ordinario Palombari 2017 che entrano a far parte del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) della Marina Militare, ha fatto sapere la stessa Forza Armata con un comunicato stampa del 28 novembre.

Nel dettaglio, si apprende, la cerimonia di conferimento dei brevetti agli allievi del Corso Ordinario Palombari 2017 si svolgerà presso il Comando Subacquei e Incursori della Marina Militare (COMSUBIN), a La Spezia, il 1° dicembre 2017, alle 12.00, alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare (CaSMM), ammiraglio di squadra Valter Girardelli.

“Questo momento celebrerà il termine di un intenso periodo formativo della durata di 10 mesi, attraverso il quale sono stati selezionati 9 giovani militari, di cui 4 ufficiali, che saranno impiegati nel Gruppo Operativo Subacquei (GOS) per svolgere attività addestrative e missioni operative al servizio del Paese”, spiega il comunicato stampa.

Durante la cerimonia di consegna del brevetto, la Federazione Italiana Attività Subacquee (FIAS), che da quest’anno riconosce l’attestato da Palombaro militare in equipollenza diretta con i propri brevetti civili sportivi, conferirà ai nuovi Palombari della Marina Militare anche i brevetti Deep Air FIAS-CMAS (Confédération mondiale des activités subaquatiques) riconosciuti in ambito internazionale, fa sapere la Marina Militare.

Il programma della cerimonia (fonte Marina Militare):

12.00 ÷ 12.45 Afflusso delle Rappresentanze Militari e Civili, degli invitati e della stampa

12.45 Ingresso della Bandiera di combattimento di Comsubin

12.50 Arrivo della Massima Autorità e inizio della Cerimonia

13.30 Termine della cerimonia

I Palombari del GOS: chi sono e cosa fanno

I Palombari del Gruppo Operativo Subacquei, posto alle dipendenze del Comando Subacquei e Incursori, hanno acquisito la capacità di operare sotto la superficie del mare sino a 1.500 metri con i veicoli subacquei e fino a 300 metri con l’uomo.

Le missioni assegnate dal Paese al GOS sono le seguenti:

condurre qualsiasi genere di operazione subacquea tesa alla ricerca, recupero ed intervento lavorativo fino ai massimi fondali consentiti dalle numerose apparecchiature subacquee a disposizione (impianti integrati per immersioni profonde, scafandri rigidi articolati, minisommergibili, robot filoguidati ad altissima tecnologia e qualsiasi gamma di autorespiratore);

soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà attraverso le apparecchiature speciali imbarcate sulle Navi alle dipendenze di Comsubin o mediante il Nucleo SPAG (Submarine Parachute Assistance Group) trasportato nell’area del sinistro con elicotteri o aerei militari;

bonifica degli ordigni esplosivi di qualsiasi natura, convenzionali od improvvisati E.O.D./I.E.D.D. (Explosive Ordnance Disposal/Improvised Explosive Device Disposal), che vengano rinvenuti in contesto marittimo, cioè sott’acqua, a bordo delle Unità Navali e nelle relative infrastrutture portuali.

Con una storia di 168 anni alle spalle, il GOS è l’eccellenza nell’ambito della Difesa nazionale nel contesto delle operazioni subacquee ed estende le proprie capacità anche a numerose attività a favore della collettività soprattutto in ambito sanitario, scientifico e sociale.  Sono stati migliaia sia gli interventi volti alla bonifica dei litorali italiani da ordigni esplosivi residuati bellici, sia i trattamenti di ossigeno terapia iperbarica effettuati a favore di pazienti civili.

Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formarti esclusivamente dal Gruppo Scuole di Comsubin, che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni in basso fondale secondo le rispettive competenze.

Il Gruppo Operativo Subacquei rappresenta un punto di forza, nonché elemento di orgoglio per la Marina Militare, infatti grazie alle sue capacità ed alla stretta collaborazione esistente con i diversi Dicasteri ed Agenzie dello Stato, il GOS viene impiegato in Antartide per coordinare tutte le immersioni che vengono effettuate nell’ambito delle spedizioni italiane organizzate dall’Enea, nelle attività di ricerca e tutela dei beni archeologici subacquei oppure a supporto del Ministero dello Sviluppo Economico per quanto riguarda le attività ispettiva di controllo agli impianti e strutture subacquee delle attività di estrazione idrocarburi off-shore.

I Palombari sono spesso chiamati ad operare in complesse operazioni subacquee di Protezione Civile, peculiarità che rende tale componente della Marina un vero e proprio strumento dual use al servizio della collettività.

Le operazioni più recenti condotte dai Palombari hanno riguardato in particolare:

il naufragio della nave passeggeri Costa Concordia (2012); il crollo della torre piloti di Genova a seguito dell’abbattimento causato dal Mercantile Jolly Nero (2013); gli interventi conseguenti ai naufragi più drammatici accaduti negli ultimi anni nel Mar Mediterraneo: Lampedusa (ottobre 2013) e Mediterraneo Centrale (aprile 2015).

In particolare, quest’ultima operazione ha visto Comsubin impegnato nella ricerca e recupero delle salme a 370 metri di profondità ed il coordinamento di tutte le attività tese al recupero dal fondo dell’intero relitto (2015-2016). Per questa operazione è stata attribuita alla Marina Militare la Medaglia d’Oro al Merito Civile; la rimozione e neutralizzazione di oltre 20.000 pericolosi ordigni esplosivi, residuati bellici, rinvenuti nei mari, laghi e fiumi italiani dal gennaio 2017; l’individuazione ed il recupero della scatola nera dello Eurofighter Typhoon dell’Aeronautica Militare, impattato lo scorso settembre nelle acque antistanti Terracina.

Gli Hashtag per parlarne sono: #MarinaMilitare  #ProfessionistiDelMare

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Fonte e foto d’archivio: Marina Militare

La Marina Militare a Chioggia partecipa a Ottobre Blu 2013. Protagonista il mondo dell’immersione con i palombari del COMSUBIN

È in corso a Chioggia, in provincia di Venezia, la manifestazione Ottobre Blu, organizzata dall’ASPO (Azienda Speciale per il Porto di Chioggia) della Camera di Commercio di Venezia, con il patrocinio della Marina Militare, la collaborazione dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia e del comune di Chioggia con lo scopo di promuovere la realtà marinaresca legata alla città.

La manifestazione, cominciata sabato 19 ottobre, continuerà fino a domenica 27. L’obiettivo dell’evento è mettere in evidenza il mondo marinaresco in un percorso che coinvolge il sociale, la cultura, lo sport, l’arte e l’imprenditoria.

La costante presenza della Marina Militare in tutte le edizioni ha consentito di conoscere la realtà della Forza Armata e del mare. Il protagonista della quinta edizione di Ottobre Blu è il mondo dell’immersione con il tema Immersione, Idrografia e Idraulica: per conoscere il mondo in cui viviamo.

Per celebrare il tema di quest’anno la Marina Militare sarà presente con i palombari del COMSUBIN (Comando Subacquei e Incursori), sempre pronti a operare sia in attività militari che civili, come per il naufragio della Costa Concordia e nella tragedia di Lampedusa.

Tra gli eventi in programma, un’attività dedicata ai bambini di età compresa tra i 4 e i 13 anni, con l’obiettivo di far conoscere loro il mondo sommerso. I bambini avranno l’opportunità di un’immersione “protetta”, con i palombari della Marina, e la possibilità di conoscere l’ambiente subacqueo e i suoi misteri, vivendo un’esperienza unica nel suo genere.

La Marina Militare sarà presente con la fregata Euro, il sommergibile Pelosi, i Palombari, il Centro Mobile Informativo, la Banda Musicale, le unità e gli equipaggi della Sezione Velica. Farà sosta nel porto di Chioggia anche la nave Aretusa dell’Istituto Idrografico della Marina Militare.

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Fonte e foto: Marina Militare

Ex Deep Divex: i palombari della Marina Militare nei fondali profondi del Garda con colleghi di altre sei nazioni. Programma dell’esercitazione

Da oggi 30 settembre, fino al prossimo 11 ottobre 2013, si svolge l’esercitazione internazionale di immersioni su alti fondali, denominata Deep Divex, che vede coinvolti palombari della Marina Militare e team militari provenienti da Canada, Norvegia, Svezia, Finlandia, Belgio e Portogallo.

Per la prima volta l’evento, che si svolge con una cadenza biennale tra le Marine in possesso di capacità d’immersione autonoma fino alla quota di 80 metri, non è condotto in mare aperto, ma vede i subacquei militari più preparati al mondo esercitarsi a Riva del Garda, nelle acque del lago in provincia di Trento.

Questa scelta, voluta dalla Marina Militare e supportata dall’amministrazione comunale rivana, è nata dall’esperienza maturata dalla Scuola Subacquei del Comsubin (Comando Subacquei e Incursori), che nella fase conclusiva della formazione dei Palombari della Marina sfrutta le caratteristiche logistiche del porto tentino di San Nicolò e la morfologia dei suoi fondali, che arrivano oltre i cento metri di profondità.

La Deep Divex è nata con lo scopo di confrontare le esperienze maturate dai reparti subacquei sull’impiego di autorespiratori a miscela a circuito chiuso (rebreather), standardizzare le procedure di supporto sanitario e logistico, sviluppare le modalità di impiego operativo per immersioni nella fascia tra i 60 e gli 80 metri.

Questo il programma della Deep Divex reso disponibile ai media dalla Marina Militare:

Lunedì 30 settembre ore 10:30

Conferenza Stampa d’apertura dell’esercitazione Deep Divex

Riva del Garda, Parco Lido

Lunedì 7 ottobre ore 10.30

Visita agli alunni delle locali scuole superiori alla cittadella della Deep Divex

Riva del Garda, Porto San Nicolò

Mercoledì 9 ottobre ore 10.30

Media Day – Apertura della cittadella agli organi stampa e troupe televisive

Riva del Garda, Porto San Nicolò

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Fonte e foto: Marina Militare

Genova, incidente porto: intervengono i palombari della Marina Militare

Un team di palombari del Comando subacquei incursori della Marina Militare (COMSUBIN), fa sapere la stessa Marina Militare in un comunicato, sta collaborando con i Vigili del Fuoco e personale della Capitaneria di Porto nella ricerca dei dispersi a seguito dell’incidente occorso ieri in tarda serata.

Per il supporto sanitario nelle operazioni subacquee e per i feriti della tragedia sono presenti a Genova anche Ufficiali medici e psicologi della Marina Militare.

Attualmente si contano 7 vittime accertate, 4 feriti e si stimano 2 dispersi, il sergente Gianni Jacoviello, 33 anni, della Spezia, e il maresciallo Francesco Cetrola, 38 anni, di Santa Marina in provincia di Salerno, riporta l’agenzia Ansa.

Sempre l’Ansa comunica i nomi delle 7 vittime accertate: Daniele Fratantonio, 30 anni, di Rapallo; Davide Morella, 33 anni, di Biella; Marco De Candussio, 40 anni, di Lavagna, originario di Barga (Lucca); Giuseppe Tusa, 25 anni, di Milazzo, tutti e quattro militari della Guardia Costiera; il pilota Michele Robazza, 31 anni, di Livorno; l’operatore radio dei rimorchiatori Sergio Basso, 50 anni, di Genova; l’operatore radio dei piloti Maurizio Potenza, 50 anni, di Genova.

E quelli dei 4 feriti: i due ricoverati all’ospedale Galliera sono Enea Pecchi, 40 anni, di Pavia, in prognosi riservata; e Raffaele Chiarlone, 36 anni, di Cuneo. I due ricoverati al Villa Scassi di Sampierdarena sono Gabriele Russo, 32 anni, di Messina; e Giorgio Meo, 35 anni, di Taranto, ritrovato sotto le macerie della torre.

Fonti: Ansa, Marina Militare

Foto: Ansa