peacekeepers

UNIFIL: il CaSME gen Farina incontra i militari italiani nella sua prima visita ufficiale in Libano

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, ha visitato lo scorso 13 settembre il Comando della missione UNIFIL e il Contingente italiano schierato nel Sud del Libano.

Si è trattato della prima visita ufficiale in Libano del CaSME, spiega il comunicato stampa di UNIFIL, durante la quale il gen Farina ha incontrato a Beirut il Comandante delle Forze Armate Libanesi (LAF), Generale Joseph Aoun.

Nel corso del colloquio i due Alti Ufficiali hanno avuto modo di confrontarsi anche sul tema della cooperazione bilaterale tra le Forze Armate dei due Paesi, riconoscendo l’impegno dell’Esercito nel mantenere alto il livello della collaborazione, si apprende.

Il gen Farina ha proseguito la sua visita raggiungendo il Comando della missione UNIFIL di Naqoura, dove è stato accolto dal Generale di Divisione Stefano Del Col che, dallo scorso 7 agosto, ricopre il ruolo di Head of Mission e Force Commander della missione Onu in Libano.

Il gen Del Col ha fornito un aggiornamento politico sulla missione e sulle varie attività operative e addestrative che i caschi blu italiani di UNIFIL svolgono in coordinamento con le LAF.

Tutte le operazioni avvengono nel pieno rispetto della Risoluzione 1701 e associate del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La risoluzione 2433, dello scorso 30 agosto, estende il mandato di UNIFIL per un ulteriore anno.

Il gen Farina ha espresso la propria vicinanza ai militari italiani impegnati in Libano, sottolineando l’importanza strategica della missione che si concentra in una delle aree più importanti del Medio Oriente.

Si è inoltre congratulato con il gen Del Col per il prestigioso incarico conferitogli dalle Nazioni Unite.

Il CaSME ha visitato la postazione dell’ONU di Ras Al Naqoura, presidiata dai caschi blu italiani del 7° reggimento Alpini, dove periodicamente si svolgono, sin dalla fine della guerra del 2006 nel sud del Libano, gli incontri tripartito tra gli alti rappresentanti delle LAF e delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) sotto l’egida di UNIFIL e con la mediazione del Capo della Missione e Force Commander.

Il gen Farina ha concluso la propria visita incontrando i militari del Contingente Italiano di stanza nella base Millevoi di Shama.

Dopo la resa degli onori del picchetto della brigata Alpina Julia/Multinational Land Force, ha ricevuto da parte del Comandante del Sector West di UNIFIL, Generale di Brigata Paolo Fabbri, un aggiornamento sull’attuale situazione del Settore Ovest e sulle principali attività operative condotte dal personale italiano in stretta collaborazione con le LAF.

Inoltre, il Colonnello Stefano Giribono, Comandante della Missione Italiana Bilaterale in Libano (MIBIL) lo ha informato sulle attività addestrative condotte a favore delle LAF.

Il gen Farina si è complimentato per la professionalità e la dedizione sempre dimostrate dai militari italiani e ha condiviso il pranzo con i caschi blu presso la mensa unificata della base, augurando a tutti i peacekeeper presenti – italiani e delle quindici nazioni del Sector West – di fare di più tutti insieme, “more together”, per il futuro del Libano, fa sapere UNIFIL.

L’Italia è presente in Libano con circa 1.100 uomini e donne della Missione UNIFIL in osservanza alla risoluzione 1701, emanata a seguito del ritiro delle truppe israeliane e del conseguente schieramento della forza di interposizione delle Nazioni Unite.

Tra i compiti dei caschi blu rientrano il monitoraggio e il controllo della cessazione delle ostilità, il supporto alle Forze Armate Libanesi nelle attività di controllo nel Sud del Paese, nonché l’assistenza alla popolazione locale attraverso i progetti di cooperazione civile e militare (CIMIC).

L’impegno dei militari italiani nel Paese dei Cedri ha radici profonde, sottolinea il comunicato stampa: l’Italia, infatti, partecipa alla missione UNIFIL dal 1979 e ha riarticolato la propria presenza costantemente in aderenza alle successive risoluzioni delle Nazioni Unite.

“Con il Generale di Divisione Stefano Del Col l’Italia è tornata per la quarta volta al comando della Missione in una delle aree più delicate e importanti dell’intero panorama internazionale”, sottolinea il comunicato stampa ricordando i precedenti comandanti italiani: il gen Claudio Graziano negli anni 2007-2010, il gen Paolo Serra negli anni 2012-2014 e il gen Luciano Portolano dal 2014 al 2016).

Fonte e foto: UNIFIL

 

UNIFIL: ITALAIR, dal 1979 in volo nei cieli del Libano per l’Onu, salva un peacekeeper con una MEDEVAC

Il 20 giugno scorso un elicottero della Task Force ITALAIR, unità di volo che opera nell’ambito della missione UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon), ha portato a termine con successo una missione di evacuazione sanitaria (MEDical EVACuation) di un casco blu delle Isole Fiji nel Settore Ovest dell’area di operazioni.

È la stessa UNIFIL a renderlo noto con un comunicato stampa del 21 giugno.

L’elicottero italiano, decollato dall’eliporto di Naqoura, ha raggiunto in pochi minuti dalla ricezione dell’allarme la postazione UN all’interno dell’area di operazione dove il militare era in servizio e, una volta stabilizzato il ferito da parte del team medico (Air Medical Evacuation Team) francese che opera congiuntamente al personale di ITALAIR in caso di emergenze sanitarie, ne ha effettuato il trasferimento al Saint George Hospital di Beirut.

“L’ottimo lavoro di squadra delle varie componenti di UNIFIL, frutto di elevata professionalità e continuo addestramento, ha consentito di portare a termine la missione in maniera precisa ed efficace, permettendo così al peacekeeper delle Isole Fiji di ricevere le cure necessarie in tempi ristrettissimi”, sottolinea il comunicato.

La Task Force ITALAIR, attualmente comandata dal colonnello Giovanni Maria Scopelliti, dal 1979 supporta ininterrottamente tutte le attività delle Nazioni Unite in Libano, garantendo giornalmente, e 24 ore su 24, voli di ricognizione e di osservazione in tutta l’area di operazioni, in particolare lungo la Blue Line, la linea di demarcazione esistente tra il Libano e Israele, nel pieno rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Articoli correlati:

UNIFIL in Paola Casoli il Blog

ITALAIR in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: UNIFIL MPIO

Sector West, UNIFIL: la pace ha un prezzo, i caschi blu ricordano i peacekeeper caduti nell’International Day of UN Peacekeepers

È stato celebrato nel Libano del sud, lo scorso 29 maggio, l’International Day of United Nations Peacekeepers, a memoria di tutti i militari e civili delle Nazioni Unite che hanno perso la vita nelle operazioni di mantenimento della pace nelle aree più difficili del pianeta.

Lo rende noto il Sector West in un comunicato stampa del 29 maggio, riferendo che i caschi blu italiani, insieme al contingente internazionale impiegato nella missione UNIFIL, hanno celebrato nel quartier generale in Naqoura questa giornata in memoria dei circa 3.500 caduti e in onore dei più di 113.000 militari, poliziotti e civili che oggi prestano il loro servizio a favore delle popolazioni in difficoltà.

La Missione UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon), nata nel 1978 con le Risoluzioni n.425 e n.426 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, vede la sua attuale configurazione di oltre diecimila peacekeeper a seguito del conflitto tra Libano e Israele nel 2006, anno in cui fu incrementato il numero di caschi blu nel Sud del Paese dei Cedri a seguito della Risoluzione n.1701.

Da più di dieci anni, l’Italia partecipa alla missione con l’Operazione Leonte per la quale fornisce oltre un migliaio di peacekeeper che rappresentano, in termini numerici, il secondo contingente più grande, dopo quello indonesiano, tra quelli delle quaranta nazioni contributrici.

UNIFIL ha visto al suo comando ben tre ufficiali generali italiani e la guida permanente del settore occidentale con la Joint Task Force – Lebanon Sector West, attualmente su base brigata Granatieri di Sardegna e con a capo il gen Francesco Olla.

In base alla Risoluzione n. 1701, i caschi blu dell’Operazione Leonte XXII supervisionano, senza sosta, la cessazione delle ostilità attraverso un costante monitoraggio della Blue Line, la linea di demarcazione tra Libano e Israele; il supporto alla popolazione locale, attraverso la funzione operativa di cooperazione civile-militare (CIMIC); il supporto alle Forze Armate Libanesi dislocate nel Libano del Sud, attraverso il coordinamento, la pianificazione e l’esecuzione di attività addestrative e operative congiunte.

Articoli correlati:

Il Sector West in Paola Casoli il Blog

La brigata Granatieri di Sardegna in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: Sector West UNIFIL

UNIFIL, il com gen Portolano ai vertici Difesa, Esercito e Intelligence del Libano: sicurezza caschi blu dovere delle autorità libanesi

Il Generale Portolano con il Ministro della Difesa Samir Moqbel“È preciso dovere delle autorità libanesi assicurare l’incolumità, la sicurezza e la libertà di movimento dei caschi blu” ha precisato il generale Luciano Portolano, Capo Missione e Comandante delle Forze UNIFIL nel Libano meridionale, ieri mattina, 19 novembre, nel corso del suo incontro a Beirut con il ministro della Difesa del Libano Samir Moqbel, il comandante delle Forze Armate Libanesi, generale Jean Kawagi, e il direttore dell’Intelligence libanese, generale Edmond Fadel.

L’Head of Mission ha condannato fermamente l’incidente avvenuto nei giorni scorsi nell’area di operazioni di UNIFIL, che ha ostacolato la libertà di movimento delle truppe ONU.

L’obiettivo principale delle operazioni di UNIFIL è quello di assicurare la calma e la stabilità nel Libano del sud congiuntamente alle Forze Armate Libanesi (LAF). La piena libertà di movimento di UNIFIL e la salvaguardia della sicurezza del proprio personale restano gli elementi imprescindibili per l’effettiva esecuzione dei compiti contenuti nel mandato della Risoluzione 1701.

Nell’ambito della discussione l’attenzione è stata rivolta in particolare alla situazione politica e di sicurezza nazionale. Nel corso dei vari incontri con i vertici di Beirut, il generale Portolano ha rinnovato alle autorità libanesi il proprio cordoglio e quello dei caschi blu di UNIFIL a seguito dell’attacco terroristico avvenuto nella capitale libanese lo scorso 12 novembre, in cui 46 persone sono rimaste uccise e oltre 240 ferite.

“Il nostro pensiero va alle vittime, ai loro familiari e alla gente del Libano” ha detto il generale, esprimendo poi il proprio “plauso e il pieno sostegno di UNIFIL al Governo libanese per il continuo sforzo nella lotta al terrorismo”.

Articoli correlati:

Il gen Luciano Portolano in Paola Casoli il Blog

UNIFIL in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: UNIFIL MPIO

UNIFIL, TOA Sector West: la brigata Taurinense subentra alla Friuli

20151014_SW UNIFIL schieratoNel pomeriggio di ieri, 14 ottobre, la brigata alpina Taurinense è subentrata alla brigata aeromobile Friuli alla guida del Sector West di UNIFIL, fa sapere con un comunicato odierno lo stesso Sector West.

Alla cerimonia di passaggio di consegne tra il generale Salvatore Cuoci, cedente, e il subentrante generale Franco Federici, che si è svolta nella base Millevoi di Shama, era presente il comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze (COMCOI), generale Marco Bertolini, e il Force Commander di UNIFIL, generale Luciano Portolano, che ha sovrinteso al passaggio della bandiera di UNIFIL.

20151014_UNIFIL SW_Leonte 18 cede la bandiera OnuIl generale Bertolini ha ringraziato il contingente della Friuli per il lavoro svolto e per il solido contributo al rafforzamento dei rapporti tra UNIFIL e la popolazione libanese, augurando al contempo buon lavoro agli alpini della Taurinense che assumono il comando del Sector West.

All’evento hanno partecipato autorità politiche, religiose e militari locali, nonché delegazioni di diverse nazionalità presenti nella missione delle Nazioni Unite UNIFIL.

La brigata alpina Taurinense, integrata da unità francesi nell’ambito del neo costituito comando brigata italo-francese (link articoli in calce, con intervista al gen Panizzi), assume quindi il comando del Sector West di UNIFIL, a cui contribuiscono 13 nazioni per un totale di circa 3.000 peacekeeper.

20151014_COMCOI riceve gl onori a ShamaArticoli correlati:

La brigata italo-francese in Paola Casoli il Blog

Il gen Panizzi sulla brigata italo-francese intervistato da Paola Casoli il Blog

UNIFIL, Libano: la brigata Friuli subentra alla Pinerolo al comando del Sector West (14 aprile 2015)

Il Sector West di UNIFIL in Paola Casoli il Blog

La brigata Friuli in Paola Casoli il Blog

La brigata Taurinense in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: SW UNIFIL

20151014_gen Cuoci riceve la medaglia ONU

20151014_COM UNIFIL rassegna le truppe

20151011_alpini Taurinense_Unifil

20151014_TOA SW UNIFIL_brigata Taurinense

UNIFIL, il COM gen Portolano a NY per 70^ assemblea ONU: “missione stabile nell’instabilità”

Generale di Divisione Luciano Portolano“UNIFIL continuerà a garantire il mantenimento della stabilità nel Sud del Libano attraverso il rispetto della cessazione delle ostilità e il supporto alle Forze Armate Libanesi”, ha dichiarato il generale Luciano Portolano, Capo Missione e Comandante delle Forze ONU nel Libano Meridionale, in apertura dell’incontro del 29 settembre con la delegazione di parlamentari italiana giunta a New York in occasione della 70^ sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Nel corso dell’incontro, la delegazione, composta dagli onorevoli Pierferdinando Casini, Presidente della Commissione Esteri del Senato, Fabrizio Cicchitto, Presidente della III Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei deputati, e Andrea Manciulli, Presidente della Delegazione italiana presso l’Assemblea Parlamentare della NATO, ha ricevuto un aggiornamento sui principali temi connessi alla situazione della regione mediorientale, con particolare riferimento all’evoluzione della crisi siriana, i cui effetti si riflettono fortemente sugli equilibri geopolitici regionali e mondiali.

Il generale Portolano, nel fare poi il punto di situazione sullo stato di avanzamento della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza, che legittima il mandato di UNIFIL, ha ricordato come la “ricerca dell’implementazione di tale risoluzione si basi sul costante impulso e sostegno al dialogo tra le parti che avviene, oltre che con gli incontri bilaterali, mediante lo strumento dell’incontro tripartito”.

“Nonostante la forte instabilità regionale – ha concluso il generale Portolano – l’area di operazione di UNIFIL continua a rimanere stabile e questo grazie alla stretta cooperazione con le Forze Armate Libanesi, al supporto della comunità internazionale e della popolazione locale, e all’approccio olistico e integrato della missione, capace di mettere a sistema le diverse dimensioni militare, politica e civile”.

Articoli correlati:

UNIFIL: il comandante gen Portolano illustra al ministro degli Esteri on Gentiloni la situazione dello scacchiere mediorientale (14 luglio 2015)

I tripartite meeting di UNIFIL in Paola Casoli il Blog

Il generale Luciano Portolano in Paola Casoli il Blog

UNIFIL in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: UNIFIL MPIO

UNIFIL, anche questo è peacekeeping: mamma e bimbi vittime di un incidente stradale soccorsi dai caschi blu italiani

UNIFIL_pattuglia (1)“Nell’ambito delle attività operative di controllo del territorio, svolte dalla Task Force ITALBATT di UNIFIL sul territorio libanese, una pattuglia in servizio nei pressi di Tiro ha prestato soccorso ad una madre e due bambini coinvolti in un incidente stradale”, citava un comunicato stampa del Sector West di UNIFIL datato 17 luglio.

I caschi blu italiani devono essersi trovati davanti a una scena da brivido sulle strade del Libano meridionale: una mamma, nel tentativo di salvare uno dei bambini che si era portato al centro della strada, è stata investita da un’automobile, subendo un grave trauma. Nonostante questo, la signora è riuscita sorprendentemente ad allontanare i bambini dal pericolo.

I caschi blu italiani sono subito intervenuti, prestando i primi soccorsi e mettendo in sicurezza l’area fino all’intervento dell’assistenza medica libanese.

UNIFIL_pattuglia (2)La Task Force ITALBATT, su base reggimento Genova Cavalleria (4°), è comandata dal colonnello Giovanni Biondi e opera nell’ambito del Sector West di UNIFIL dallo scorso mese di aprile.

Articoli correlati:

La Task Force ITALBATT in Paola Casoli il Blog

Il reggimento Genova Cavalleria (4°) in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: UNIFIL Sector West

UNIFIL: il com gen Portolano evidenzia l’instabilità dell’area mediorientale al Palazzo di Vetro di NY

Palazzo di Vetro_ONU_New YorkNell’ambito della XIII edizione della “Heads of Military Components Conference”, che si è tenuta dal 15 al 19 giugno al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite a New York, il generale Luciano Portolano, Capo Missione e Comandante delle Forze di UNIFIL, ha incontrato gli ambasciatori dei 5 paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza e quelli dei paesi contributori di peacekeeper alla missione ONU nel Libano Meridionale.

I colloqui, tenutisi ieri, 19 giugno, sono stati dominati dall’attenzione sul clima di forte incertezza dovuto al conflitto siriano. Con l’occasione è stato infatti effettuato un punto di situazione sul contesto geopolitico della regione mediorientale e un aggiornamento delle attività operative e delle iniziative intraprese dalla missione UNIFIL per il conseguimento degli obiettivi contenuti nella Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

20140723 UNIFIL- FC Portolano 06_AIl generale Portolano ha ribadito l’importanza di sostenere il dialogo tra le parti sia attraverso gli incontri bilaterali sia mediante lo strumento del cosiddetto “tavolo tripartito” (tripartite meeting) affinchè UNIFIL possa continuare a essere uno “strumento fondamentale di collegamento e interrelazione per la risoluzione delle controversie e delle incomprensioni capaci di ostacolare il processo di pacificazione e stabilizzazione dell’area”.

“A fronte del generalizzato quadro di instabilità regionale – ha detto il comandante agli ambasciatori – appare evidente la necessità di incrementare gli sforzi politici e diplomatici nel tentativo di raggiungere una pace duratura e consolidare definitivamente il processo di stabilizzazione assicurato sinora dai caschi blu di UNIFIL congiuntamente con le Forze Armate Libanesi”.

A margine dei colloqui con i diplomatici, il generale Portolano ha incontrato separatamente il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Paolo Gentiloni, con il quale ha affrontato le principali problematiche connesse all’attuazione e all’implementazione della Risoluzione 1701, specie nell’attuale momento di tensione nello scacchiere mediorientale e nella regione euro-atlantica, evidenziando al tempo stesso la forte determinazione di UNIFIL nel continuare a garantire il mantenimento della stabilità attraverso il rispetto della cessazione delle ostilità, il supporto alle Forze Armate Libanesi e l’assistenza alla popolazione civile.

Articoli correlati:

Il generale Luciano Portolano in Paola Casoli il Blog

UNIFIL in Paola Casoli il Blog

Il tripartite meeting in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: UNIFIL MPIO

Libano, Sector West UNIFIL: diritto al gioco per i bimbi libanesi supportato da caschi blu italiani e Inter Campus

20150330_SW UNIFIL_CIMIC_contingente italiano caschi blu_Inter Campus_dir al gioco (3)I caschi blu della cellula di Cooperazione Civile Militare (CIMIC) del contingente italiano insieme con Inter Campus hanno ultimato un progetto di formazione sportiva ed educativa a favore di giovanissimi studenti delle scuole di Tiro, Al Mansouri e Hannawiyah, tre municipalità nell’area di responsabilità italiana.

Il progetto iniziato lo scorso anno ha visto coinvolti per cinque intensi giorni, alla fine del mese di marzo, numerosi ragazzi e ragazze libanesi attraverso sedute di allenamento di calcio, ma anche attività formative basate sui valori dello sport, sull’etica e sul fair play.

20150330_SW UNIFIL_CIMIC_contingente italiano caschi blu_Inter Campus_dir al gioco (6)L’Inter Campus realizza dal 1997 interventi sociali e di cooperazione flessibili a lungo termine in 29 paesi del mondo, con il supporto di 200 operatori locali, utilizzando il gioco del calcio come strumento educativo per restituire ogni anno a bambine e bambini bisognosi tra i 6 e i 13 anni di età il “diritto al gioco”.

Il comandante del Settore Ovest di UNIFIL e contingente italiano in Libano, generale Stefano Del Col, nel commentare positivamente l’attività svolta, ha sottolineato la sempre crescente e proficua interazione tra le numerose associazioni e aziende italiane che hanno permesso al contingente di realizzare importanti progetti e di incrementare il supporto a favore della popolazione libanese, funzione fondamentale per il successo della missione.

20150330_SW UNIFIL_CIMIC_contingente italiano caschi blu_Inter Campus_dir al gioco (2)Articoli correlati:

Intervista al gen Del Col del 31 marzo 2015, di Paola Casoli il Blog

Il Sector West UNIFIL in Paola Casoli il Blog

Il CIMIC in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: Sector West UNIFIL

20150330_SW UNIFIL_CIMIC_contingente italiano caschi blu_Inter Campus_dir al gioco (5)

Forza NEC, market walks, CIMIC e ISIS: intervista al gen Del Col, comandante del Sector West di UNIFIL in Libano

gen Stefano Del ColDall’ottobre 2014 il generale Stefano Del Col è in Libano con la sua brigata Pinerolo alla guida del Sector West di UNIFIL (United Nations Interim Force Lebanon), al comando di un contingente multinazionale di oltre tremila militari provenienti da più di dieci nazioni diverse.

Avvicinandosi alla fine del suo mandato nel Paese dei Cedri, il comandante gen Del Col traccia per Paola Casoli il Blog un bilancio delle attività svolte in questi ultimi sei mesi, passando dalle iniziative in favore della popolazione, e del successo della missione, alle sfide quotidiane in un ambiente dai fragili equilibri, delineando una prima analisi della sperimentazione della Forza NEC (Network Enabled Capability).

Ecco l’intervista integrale di Paola Casoli al gen Stefano Del Col:

Il 1 ottobre 2014 Lei ha lasciato l’Italia per schierarsi con la sua Brigata in Libano. La sua unità costituisce allo stato attuale il contingente italiano più numeroso impiegato all’estero e quindi Lei rappresenta il maggiore esponente dei nostri interessi nazionali nelle aree di crisi. Quali sono state le sfide vinte e quali le maggiori difficoltà nello svolgere questo ruolo al comando di una tale forza?

UNIFIL_SW_Libano_gen Stefano Del Col con pattugliaIl Contingente Italiano in Libano, attualmente su base Brigata “Pinerolo”, ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL dove opera un contingente multinazionale di 3.500 soldati, provenienti da 11 diverse nazioni, e di questi circa 1.000 sono italiani.

L’Italia ha ricevuto la responsabilità di guidare l’alleanza tra Ghana, Tanzania, Malesia, Brunei, Repubblica della Corea, Finlandia, Irlanda, Serbia, Armenia e Slovenia, tutti paesi che concorrono alla forza e operano nel settore Ovest nel sud del Libano, l’altro settore è quello a est, a guida spagnola.

Tutti i paesi fanno riferimento a quanto sancito dalla risoluzione n. 1701 del 11 agosto 2006 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che assegna alla forza multinazionale denominata UNIFIL, Gen Stefano Del Col (2)i compiti quali il monitoraggio della cessazione delle ostilità nell’Area di Operazione (AO) compresa tra la “Blue Line” (linea di demarcazione) e il fiume Litani, dal sostegno e l’addestramento alle Forze Armate Libanesi (LAF) e, nell’ambito delle capacità dei Contingenti l’assistenza umanitaria alla popolazione locale.

La prima sfida affrontata è stata quella di coordinare e far lavorare con efficacia Unità militari provenienti da aree del mondo con culture e modi di lavorare differenti. Ho improntato la mia azione di comando al massimo rispetto delle diversità, creando così una grande sintonia operativa con gli altri contingenti, ovviamente, il conseguimento di questo risultato è stato la base per poter essere in grado di svolgere i compiti assegnati dalle Nazioni Unite.

generale Stefano Del Col (2)Fondamentale è stato lavorare come partner strategico delle Forze Armate Libanesi al fine di consentire un adeguato ed efficace controllo del territorio. In questa area del mondo gli equilibri sono delicatissimi, pertanto, è essenziale prevenire eventi che possano causare un riaccendersi delle ostilità. Questo obiettivo è stato raggiunto attraverso il monitoraggio costante e capillare dell’Area di Responsabilità con il controllo del territorio svolto in maniera autonoma o con le LAF. Inoltre, ho implementato i “market walks”, ossia, attività di militari appiedati condotta all’interno dei centri abitati nei giorni di mercato, che ci hanno consentito di monitorare la situazione, stringere e consolidare i rapporti con la popolazione locale, creare sempre maggiore fiducia e speranza, e soprattutto acquisire il consenso, fondamentale per il successo della Missione.

UNIFIL SW_LibanoTutto questo si ottiene attraverso il dialogo costante e con la discrezione dell’operato professionale dei nostri caschi blu, svolto in totale trasparenza e imparzialità.

I militari italiani hanno dimostrato e dimostrano quotidianamente, anche in questo Teatro Operativo, di possedere una indiscussa professionalità e una sensibilità, propria del nostro essere, improntata al rispetto degli usi e costumi della popolazione locale, mantenendo però sempre il polso della situazione agendo con determinazione in caso di necessità.

Ritengo che ci stiamo riuscendo e i risultati si vedono per il riscontro positivo dei rappresentati delle Istituzioni con i quali mi riferisco, siano essi Leader religiosi, Autorità Militari ovvero Autorità civili.

UComandante, la Brigata da Lei comandata è la prima Unità responsabile della sperimentazione della Forza NEC (Network Enabled Capability): può fornirmi una sua analisi specifica sul progetto e sulle lezioni apprese nel particolare ambiente operativo fornito dal Libano: come sono stati impiegati i vari sistemi, quali accorgimenti sono stati necessari per adattare il progetto all’ambiente operativo in questione, quali sono gli spunti per una analisi delle Best Practics e delle Lesson Learned individuate, quali sono, infine, le caratteristiche che potrebbero essere suscettibili di una successiva attività di miglioramento o di affinamento del sistema complessivo e come ha preparato i suoi soldati?

UNIFIL_SW_Libano _hitrole (2)La Brigata “Pinerolo”, che ho l’onore di comandare, è l’unica, per ora, brigata digitalizzata dell’Esercito Italiano e con il progetto “Soldato Futuro” rappresenta lo sviluppo tecnologico della Forza Armata nonché uno dei punti di eccellenza dell’Industria italiana nel mondo. La Brigata Digitalizzata rappresenta il futuro, perfettamente contestualizzata nel modern warfare in cui il singolo uomo sul terreno assume una importanza fondamentale, pertanto deve essere in grado di trasmettere in tempo reale la situazione tattica agli organi decisionali competenti. La tecnologia è aspetto irrinunciabile nella nostra epoca, ma il valore aggiunto dell’essere umano resta fondamentale, per questo motivo l’Esercito Italiano è molto attento alla preparazione individuale del singolo soldato, premessa di sicurezza e successo. Prima di essere impiegati in Libano abbiamo svolto diverse attività a fuoco presso il poligono di Tor di Nebbia in Puglia, perché la conoscenza delle armi, dei mezzi e della strumentazione che hanno a disposizione è fondamentale, ovviamente però, l’impiego dei materiali in dotazione deve essere attagliato alla situazione contingente.

UNIFIL_SW_Libano (7)In Libano non abbiamo impiegato tutto l’equipaggiamento della brigata digitalizzata poiché la situazione non lo richiede. Sicuramente ci avvaliamo di un sistema di comando e controllo efficace, altamente performante e perfettamente rispondente alle esigenze operative che siamo stati in grado di usare appieno anche grazie all’esperienza maturata nell’implementazione del posto comando digitalizzato. Per quanto attiene i mezzi abbiamo introdotto in questo teatro operativo il VTLM dotato di torretta remotizzata “HITROLE”, che consente al personale di poter intervenire, ove fosse necessario nel rispetto delle regole di ingaggio e del diritto internazionale, in completa sicurezza dall’interno del mezzo.

UNIFIL_SW_Libano _Blue PillarsOgni esercitazione o missione è per noi fonte di miglioramento e attraverso il processo delle lezioni apprese, a cui personalmente attribuisco molta importanza, è possibile affinare le procedure e individuare miglioramenti da far apportare dall’industria ai mezzi in dotazione. Pertanto al nostro rientro in sede effettueremo uno studio approfondito degli spunti di riflessione colti in teatro operativo.

Indubbiamente, il corretto sviluppo da parte della sua componente Cimic delle attività di cooperazione e di supporto delle comunità locali rappresenta uno dei cardini per il conseguimento degli obiettivi della sua missione nel teatro libanese. Eppure, tale fondamentale attività dall’Italia viene talvolta percepita solo come un modo per blandire la popolazione, quasi un risarcimento a compensazione della presenza delle truppe sul terreno. È davvero così? Quali sono in realtà gli obiettivi che vengono raggiunti con le attività Cimic, ad esempio come influiscono sul risultato complessivo la realizzazione di infrastrutture o le donazioni di materiale, mi riferisco a una delle ultime effettuate in ordine di tempo a favore delle scuole?

UNIFIL SW_Libano_gen Stefano Del Col donazione a Natale per bambini diversamente  abiliLa Cooperazione Civile e Militare è una funzione operativa, che presiede all’interazione tra le forze militari e le componenti civili presenti nell’area d’operazione, fondamentale e irrinunciabile delle missioni militari di peacekeeping. Questa componente, nel sud del Libano, ha consentito, attraverso i numerosi progetti realizzati in tutti i settori, il continuo dialogo e le interazioni quotidiane, di instaurare rapporti di massima collaborazione e di reciproca fiducia con il territorio, consentendo di operare con le unità di manovra nel pieno rispetto dei compiti assegnati dal mandato delle Nazioni Unite, al fine di garantire la stabilità della regione.

UNIFIL_SW_gen Stefano Del Col_LibanoLa componente CIMIC, costituita da personale altamente specializzato proveniente e/o formato presso il Multinational CIMIC Group dell’Esercito Italiano nella sede di Motta di Livenza, a Treviso, è uno strumento di fondamentale importanza per un Comandante impiegato fuori dal Territorio Nazionale. Sarebbe riduttivo ricondurre i compiti di detta componente alla sola realizzazione di progetti e/o donazioni in quanto il compito fondamentale da essi svolto è l’instaurazione del dialogo e la tenuta dei contatti con le autorità locali, elemento irrinunciabile in operazioni di pace in cui le forze militari sono presenti sul territorio su richiesta del governo in carica e su mandato delle Nazioni Unite. Le donazioni e i progetti sono sviluppati sulla scorta delle richieste esclusive delle autorità locali quale garanzia istituzionale di conoscenza delle esigenze della propria comunità. In particolare, i settori d’intervento più richiesti riguardano la sanità, il trasporto pubblico, le infrastrutture, che successivamente analizziamo e inseriamo, in base alla priorità, in una pianificazione di intervento. Lo scopo è anche quello di 137-19A Pattuglia sulla Costal Road di Blindo Centauromigliorare le condizioni di vita della popolazione affinché si possa raggiungere una pace duratura e stabile.

Abbiamo sviluppato con la Cooperazione italiana alcuni importanti progetti per la valorizzazione di beni archeologici, come la ristrutturazione dell’antico castello di Shama sul territorio della municipalità che ospita la base logistica del Contingente. Gli interventi a favore delle scuole e della sanità hanno rappresentato sin da subito punto focale della mia azione di comando poiché sono fermamente convinto, e la storia magistra vitae ce lo rammenta, che lo sviluppo e la futura pace di un paese passano attraverso l’educazione dei più piccoli e la qualità della vita.

UNIFIL_SW_Libano (3)Le Forze Armate Libanesi sono coinvolte in prima linea nella lotta contro l’ISIS. Essendo alla fine del suo mandato quale comandante del Sector West, quale risulta essere la sua interpretazione e la sua analisi sulle condizioni di sicurezza generali e, particolarmente, su quelle relative al settore di responsabilità della sua Brigata?

Attualmente le Forze Armate Libanesi sono impegnate a contrastare efficacemente il fenomeno ISIS, e in generale gli interventi di destabilizzazione del Paese, allo scopo di scongiurare infiltrazioni di cellule terroristiche soprattutto a Nord. Attualmente non ho nessuna indicazione che ci siano elementi o cellule che possano minacciare la stabilità del mio settore di responsabilità ma, ovviamente, la “guardia” è sempre alta e manteniamo un approccio alla UNIFIL_SW_Libano _hitrole (1)situazione di tipo preventivo.

Comandante, in questo fragile contesto non sono mancati gli attacchi ai caschi blu: ci può raccontare cosa è successo il 28 gennaio scorso, data in cui ha perso la vita un casco blu spagnolo? Nel resto del Libano qual è la situazione generale della sicurezza? Essendo alla fine del suo mandato quale comandante del Sector West, quale risulta essere la sua interpretazione e la sua analisi sulle condizioni di sicurezza generali e, particolarmente, su quelle relative al settore di responsabilità della sua Brigata?

generale Stefano Del Col (1)Quello che è successo a fine gennaio al contingente spagnolo ci addolora e per questo siamo vicini loro e alla famiglia della vittima. Abbiamo perso un collega in servizio ed è l’ultimo, in ordine del tempo, dei coraggiosi peacekeeper che hanno perso la vita al servizio della pace nel sud del Libano. L’evento si inquadra nell’ambito delle tensioni di questa regione.

C’è ancora un’inchiesta in corso da parte delle Nazioni Unite tesa a valutare le responsabilità delle parti.

Attualmente, la situazione del settore sotto la mia responsabilità è stabile ma fondata su equilibri estremamente delicati.

USulla scorta di quanto disposto dal Comandante di UNIFIL, ili generale di divisione Luciano Portolano, abbiamo incrementato e intensificato il pattugliamento della zona di responsabilità al fine di prevenire il verificarsi di eventi che potrebbero facilmente degenerare in situazioni di difficile gestione e che potenzialmente potrebbero avere una ricaduta sul Contingente Multinazionale.

Articoli correlati:

Brigata Pinerolo: il saluto alla città di Bari prima della partenza per UNIFIL, in Libano. Sperimentata la Forza NEC nel corso dell’addestramento (26 settembre 2014)

Lezione sui blue pillarIl gen Stefano Del Col in Paola Casoli il Blog

La brigata Pinerolo in Paola Casoli il Blog

Il Sector West UNIFIL in Paola Casoli il Blog

Il CIMIC in Paola Casoli il Blog

Foto: SW UNIFIL