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Op antipirateria Atalanta: rientra nave Doria, nessun attacco in 192 giorni

_andrea_doriaRientra oggi, 12 marzo, nella stazione navale Mar Grande di Taranto, il cacciatorpediniere Andrea Doria della Marina Militare, concludendo un lungo periodo di attività di contrasto alla pirateria svolta nell’Oceano Indiano.

Nave Doria era partita da Taranto lo scorso 22 luglio (link articoli in calce). Da allora ha ricoperto per 192 giorni il ruolo di flagship della missione europea Eunavfor Atalanta, per garantire la sicurezza del traffico marittimo in un’area strategica per gli interessi nazionali.

La presenza del cacciatorpediniere nell’Oceano Indiano, al comando dell’ammiraglio Guido Rando, in coordinamento con le altre unità navali, spagnole, tedesche e olandesi, non ha consentito alcun attacco ai mercantili in transito.

L’equipaggio della nave, comandata del capitano di vascello Angelo Virdis, è composto da 192 militari e integrato dagli specialisti del gruppo operativo subacquei, dai marinai della brigata marina San Marco e dal personale del 1° e del 3° Gruppo elicotteri di La Spezia e Catania.

Di notevole importanza si è confermato il supporto dell’elicottero EH-101, il quale, con le sue capacità, ha ampliato le operazioni di ricerca e sostenuto nell’arco di sei missioni le attività di assistenza e soccorso sanitario a favore delle navi mercantili in difficoltà.

Nave Doria, terminato il suo impegno europeo nella missione di antipirateria il 13 febbraio 2015, ha preso parte all’International Defence Exhibition and Conference (IDEX 2015), ad Abu Dhabi, dove nella seconda decade del mese di febbraio ha rappresentato le eccellenze industriali italiane e ospitato significativi eventi a favore dell’industria nazionale.

In 233 giorni di attività, nave Andrea Doria ha percorso 42.852 miglia ed effettuato 4.150 ore di moto.

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Fonte e foto: Marina Militare

Op Atalanta: il contrammiraglio Guido Rando della Marina Militare Italiana assume il comando dell’operazione antiripirateria in Corno d’Africa

Ieri mattina, 6 agosto, a Djibouti, il contrammiraglio Guido Rando ha ricevuto il testimone del comando dell’Operazione Atalanta dal contrammiraglio Jürgen Zur Mühlen della Marina tedesca.

L’Italia assume così per la terza volta il comando della missione diplomatico-militare dell’Unione Europea per prevenire e reprimere gli atti di pirateria marittima lungo le coste degli Stati del Corno d’Africa.

L’operazione Atalanta ha avuto inizio nel 2008 e ha lo scopo di proteggere le navi mercantili che transitano tra il Mar Rosso, il Golfo di Aden e l’Oceano Indiano. Ha inoltre il compito di svolgere attività di scorta alle navi mercantili del Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (WFP), incaricate di consegnare aiuti alimentari in Somalia.

L’ammiraglio Rando ha preso il comando della Task Force 465, composta dal cacciatorpediniere Andrea Doria, sede di comando, una fregata olandese, una spagnola e da una rifornitrice di squadra tedesca; l’ammiraglio si avvarrà di uno staff internazionale formato da 34 ufficiali e sottufficiali appartenenti a 12 differenti nazioni (Belgio, Croazia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Olanda, Portogallo, Romania, Serbia e Spagna).

Il cacciatorpediniere Andrea Doria, al comando del capitano di vascello Gianfranco Annunziata, ha un equipaggio di 208 tra uomini e donne tra cui i team specialistici della brigata marina San Marco, del Gruppo Operativo Subacquei e della Sezione elicotteri.

Nave Andrea Doria, salpata lo scorso 22 luglio da Taranto (link articolo in calce), sostituirà nel Corno d’Africa il caccia Mimbelli, impegnata dallo scorso 6 febbraio nell’operazione NATO Ocean Shield per il contrasto alla pirateria (link articolo in calce), continuando così ad assicurare la presenza della Marina Militare Italiana nelle acque del Golfo di Aden e del bacino della Somalia, interessate da traffici commerciali di interesse nazionale.

L’ammiraglio Rando assume anche il comando del gruppo Euromarfor – del quale fanno parte Francia, Italia, Portogallo e Spagna – impegnato nelle missioni di controllo marittimo, umanitarie, mantenimento e rafforzamento della pace, gestione delle crisi.

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L’op Atalanta in Paola Casoli il Blog

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Fonte e foto: Marina Militare

Marina Militare italiana e mozambicana insieme contro la pirateria. Il pattugliatore Comandante Borsini si addestra con i colleghi del Mozambico

La Marina Militare Italiana ha fatto sapere che è da poco iniziata la cooperazione tra la Marina Militare Italiana e la Marina Militare Mozambicana contro la pirateria e non solo: per la prima volta le due Marine collaborano infatti non soltanto per il contrasto alla pirateria marittima e ai traffici illeciti, ma anche per lo svolgimento delle attività di pattugliamento, di vigilanza in mare e di difesa del libero commercio marittimo al fine di tutelare gli interessi dei due stati.

L’equipaggio del pattugliatore d’altura Comandante Borsini della Marina Militare, dislocato nel paese africano dallo scorso 30 gennaio (link in calce), svolge con la Marina mozambicana un programma pratico e teorico il quale prevede addestramenti mirati al raggiungimento della piena autonomia marittima per il controllo delle coste e il contrasto ai traffici e alle attività illecite.

Sicurezza in mare, arte marinaresca, controllo del danno e sopravvivenza in mare, anti-inquinamento e interventi di primo soccorso sono alcuni dei temi sviluppati da entrambi gli equipaggi a partire dalla prima navigazione.

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Fonte e foto: Marina Militare

Marò. Staffan…. casino

By Cybergeppetto

E’ da due anni che il blog predica al vento, mentre una classe dirigente impresentabile guarda per aria senza pretendere il rispetto delle leggi internazionali, fregandosene dell’azione giudiziaria italiana, abbandonando al loro destino due fedeli servitori della Patria per gli interessi di una compagnia di navigazione e per gli affari di una serie di aziende di stato. Stanno proprio a fa’n casino…

Per memoria, l’elenco degli articoli del blog sull’argomento:

Cyber epigrammi – 8 settembre fuori stagione (20/02/2012)

Marò, che ingiustizia (23/02/2012)

Il Marò a chi lo consegnerò (24/02/2012)

Cyber epigrammi – Piove in India, Governo Ladro (3/03/2012)

Cyber epigrammi – Chi volete in carcere? I Marò o Barabba? (5/03/2012)

On.Marcazzan in visita a NRDC-ITA commenta arresto marò in India: “ora si moltiplicheranno gli sforzi” (5/03/2012)

Cyber epigrammi – Non è il momento di dividersi sui Marò (6/03/2012)

India, time to step back (7/03/2012)

Marò detenuti in India: l’armatore D’Amato non commenta la situazione (9/03/2012)

Marò: meritano di essere difesi, non vogliamo che diventino eroi. Lettera del presidente dell’ANA Perona a Monti (10/03/2012)

L’armatore è afono e viaggia a quota periscopio (11/03/2012)

Italy and India, two twins hanging around (22/04/2012)

Dai Marò a Marassi, l’Italia comme il va (24/04/2012)

Il turbante e la tarantella, sceneggiata indo-napoletana (03/05/2012)

Aria nuova a New Delhi! (26/05/2012)

Cyber epigrammi – Mandateci FINMECCANICA dai Marò… (29/05/2012)

Marina Militare: il 151° anniversario è all’insegna della sobrietà. I Marò Latorre e Girone partecipano alla cerimonia con una lettera dall’India (08/06/2012)

Chi rompe paga, e i Marò sono suoi (12/06/2012)

Marò, chi paga? (17/07/2012)

Marò, negata traduzione atti giudiziari. Il disappunto del ministero della Difesa: leso il diritto di accesso agli atti processuali (18/07/2012)

Caro Marò ti videochiamiamo (05/11/2012)

Vogliamo le primarie alla difesa! Votate i Marò! (6/12/2012)

Risotto “tecnico” al curry (21/12/2012)

Marò: due Attilio Regolo in uno stato senza regola (03/01/2012)

Cyberepigrammi. Marò, la goccia tecnica scava il turbante (18/01/2013)

Marò: il loro rientro è nei meandri dell’affaire Finmeccanica più che nelle stanze della Farnesina (19/02/2013)

Avete visto i Marò? (20/ 02/2013)Marò, “malo e oscuro cammino” (23/03/2013)

Marò: per la Difesa la vicenda è una farsa, “si concluda quanto prima” auspica il CaSMD ammiraglio Binelli Mantelli (23/03/2013)

Marò: ma quale figuraccia internazionale, sembra piuttosto un voto di scambio (24/03/2013)

Cyberepigrammi. Marò. All’Ammiraglio naufragare è dolce in quel mare (26/03/2013)

Marò, chi era d’accordo? (27/03/2013)

Marò, premio “Zelig per la Politica” a Monti (27/03/2013)

Autoironia e tranquillità, ovvero la Compagnia D’Amato dopo il caso dei Marò (29/03/2013)

Marò, non c’è più l’alibi della “tragedia dell’8 settembre”  (30/03/2013)

Cyberepigrammi. Marò, saggezza e schizofrenia (02/04/2013)

Marò, lo Stato contro lo Stato (04/04/2013)

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Marina Militare, ieri la celebrazione del 152° anniversario. Bocconi amari per i due marò in India (11/06/2013)

Marò, chi ve l’ha fatto fare… (15/07/2013)

Cyberepigrammi. Dai Marò ad Abu Omar, oltre il ridicolo (20/07/2013)

Ora cosa gli dico a quei due in India? (28/08/2013)

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Cyberepigrammi. Mandiamo Babbo Natale in India (4/12/2013)

Cyberepigrammi. Arruolati, girerai il mondo… e non tornerai più (27/12/2013)

Un nuovo giuramento per le forze armate italiane (06/01/2014)

Marina Militare: il cacciatorpediniere Mimbelli salpa domani per l’operazione antipirateria Ocean Shield in Corno d’Africa e Oceano Indiano. Tappe di solidarietà e cooperazione

Domani, sabato 18 gennaio 2014, il cacciatorpediniere della Marina Militare Francesco Mimbelli  partirà dalla base navale Mar Grande di Taranto per partecipare all’operazione Ocean Shield per il contrasto alla pirateria, integrata nella Task Force 508 della Nato, dando così il cambio alla fregata Libeccio, attualmente impegnata nell’operazione Atalanta di contrasto alla pirateria dell’Unione Europea. Il Mimbelli rientrerà in Italia in agosto.

La missione assegnata non sarà solo di contrasto alla pirateria ma anche di cooperazione e solidarietà. Durante le soste saranno infatti distribuiti aiuti umanitari e beni di prima necessità, fornendo assistenza alle popolazioni dell’area del Corno d’Africa e dell’Oceano Indiano.

Il 3 gennaio scorso è iniziata infatti una raccolta di beneficenza di latte pediatrico e giocattoli da inviare in terre di missione promossa dall’Ordinario Militare in Italia, monsignor Santo Marcianò.

Numerosi enti e organizzazioni si sono impegnati nell’attività di raccolta, effettuata in varie zone della Calabria, conclusa il 14 gennaio scorso raccogliendo un totale 10 metri cubi di materiale tra cui latte pediatrico.

Raggiunto il paese africano, il materiale sarà consegnato da nave Mimbelli della Marina Militare alle Suore Missionarie di Carità d’Ivrea, presenti a Mawe Dar Es Salaam.

Durante le soste la nave contribuirà al consolidamento dei rapporti di amicizia e cooperazione con i paesi rivieraschi.

La costante presenza dei dispositivi aeronavali e dei nuclei militari di protezione delle navi mercantili nelle zone del Corno d’Africa e dell’Oceano Indiano ha determinato dal 2010, anno di massima presenza del fenomeno, a oggi una riduzione di attacchi di pirateria del 93%.

Il cacciatorpediniere Mimbelli ha partecipato nell’ottobre scorso all’esercitazione NATO a guida italiana Brilliant Mariner – Mare Aperto 2013; prima ancora, nel febbraio 2011, è stato uno dei protagonisti dell’evacuazione degli italiani dalla Libia durante la crisi libica che è sfociata nel rovesciamento della leadership di Gheddafi e del suo assassinio nell’ottobre dello stesso anno.

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Fonte e foto: Marina Militare

La giurisdizione intercontinentale

By Cybergeppetto

L’Italia buonista, demoproletaria e samaritano/marxista ha raggiunto nuove vette nell’edificazione di un diritto transnazionale, antinavale e oriental classista.

Insomma, per risolvere il problema della lunghezza dei processi, pare che si sia giunti alla determinazione di esportarne un po’, magari in India. Si tratta del primo caso di quella che d’ora in avanti potrebbe essere chiamata “giurisdizione intercontinentale”.

Due loschi figuri, appartenenti alla componente navale del militarismo italico, sono stati da tempo  lasciati in India per un processo che il Ministro degli Affari Esteri, Emma Bonino, definisce “rapido ed equo”.

Evidentemente sono stati proficui i tempi in cui si discuteva se il “giudice naturale” del Caimano dovesse essere a Roma o a Milano, ora abbiamo sviluppato la capacità di sviluppare la giurisdizione anche oltre oceano o, meglio, di applicare quella indiana a casa nostra.

Siccome i nostri eroi tecnico moderati, nazional ciellini e neo demo proletari non erano contenti di essersi puliti il culo con il diritto di bandiera  che, reazionariamente, prevederebbe di applicare il diritto italiano sulle navi italiane in acque internazionali, che cosa ti hanno escogitato?

Consentiranno a degli indiani di venire in Italia a finire di abusare del diritto italiano applicando quello indiano entro i nostri confini per interrogare i Marò che non sono riusciti a trattenere in India. Solo i nostri geni della giurisdizione politicamente idiota potevano inventarsi un autogol in finale di campionato del mondo.

Insomma, diventeremo indiani dal punto di vista del diritto, visto che in quasi due anni gli indiani non hanno fatto ancora un tubo, a parte di cercare “prove” su un fatto di cui ormai si conosce tutto, basta leggere i resoconti della rete.

Chi glielo dice ai Marò che, mentre in Italia si discute d’indulto e grazia, loro dovranno fare i palafrenieri d’elefanti in carcere, ben che gli vada?

Insomma, la strada è tracciata, basta con lo studio delle istituzioni di diritto romano e con il Codice Rocco, l’Italia diventerà un paese indo-giuridico.

Il Turbante bianco sarà il copricapo che i giudici useranno al posto di quella ridicola berretta con il pon pon sia in cassazione che al CSM, anche i carabinieri di guardia dietro il giudice metteranno il pennacchio rosso e blu su un turbante, ma sarà di colore diverso.

I trasferimenti dei detenuti da un carcere all’altro si faranno con gli elefanti e i poliziotti useranno un frustino di foggia indo britannica al posto dello sfollagente.

Nelle carceri verranno messi dei take away ”tandoori” e anche in parlamento si dovranno mangiare cibi speziati.

La leva obbligatoria sarà ripristinata per spiegare ai giovani i fondamenti della giurisdizione indiana.

La società italiana sarà riorganizzata  in classi per porre i benpensanti in cima alla scala sociale, a imitazione di quella indiana, sotto verranno sistemati i reprobi qualunquisti e, proprio in fondo, i reazionari conservatori.

I due Marò non avranno problemi di sorta, tanto a loro la legislazione indiana è già applicata.

Cybergeppetto

p.s. Nell’ambito dello scambio cultural giuridico tra Italia e India, il Ministro Bonino ha proposto l’applicazione in regime di reciprocità della legge sul femminicidio in India, stante l’elevato numero di stupri. Il suo omologo indiano ha affermato che si tratta di una vessazione post coloniale da parte di uno stato ex imperialista europeo…

Marina Militare, avvicendamento a COMFORAL e COMITMARFOR: l’ammiraglio Massagli cede il comando al collega Treu

Alle 10 di stamane, martedì 30 luglio, a bordo dell’Incrociatore portaereomobili Giuseppe Garibaldi, ormeggiata presso la base navale Mar Grande di Taranto, ha luogo la cerimonia di avvicendamento al Comando delle Forze d’Altura (COMFORAL) e Commander of Italian Marittime Forces (COMITMARFOR) tra l’ammiraglio Carlo Massagli e l’ammiraglio Paolo Treu. La cerimonia si tiene alla presenza dell’ammiraglio Filippo Maria Foffi, Comandante in Capo della Squadra Navale.

L’ammiraglio Massagli lascia l’incarico dopo poco più di un anno di intensa attività, in cui le unità navali dipendenti sono state impegnate in numerose attività addestrative, operative nazionali e internazionali. Tra queste unità, Nave Zeffiro, attualmente impegnata in Corno d’Africa nella missione Atalanta per il contrasto alla pirateria marittima sotto egida dell’Unione Europea.

Tra le attività meritano particolare menzione la partecipazione di Nave San Marco all’ Operazione Ocean Shield e l’attività svolta lo scorso febbraio da Nave Cavour, oltre all’ esercitazione bilaterale con la Marina Israeliana nel Mediterraneo orientale.

In ambito NATO, quale Commander Italian Maritime Forces (COMITMARFOR), sono state poste le basi per l’organizzazione dell’esercitazione NATO Brilliant Mariner 2013 che, il prossimo settembre, condurrà alla certificazione del Comando stesso quale Maritime Component Commander della forza di reazione rapida della NATO (NATO Response Force – NRF) per il 2014.

L’ammiraglio Treu ha comandato la portaerei Garibaldi dal settembre 2004 all’agosto 2005, cedendo il prestigioso comando proprio all’allora capitano di vascello Massagli, e assume il Comando delle Forze d’Altura e il Comando della Italian Maritime Force dopo aver svolto l’incarico di Capo del 6° Reparto aeromobili dello stato maggiore della Marina e Comandante delle Forze Aeree della Marina dal 5 settembre 2008.

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Fonte: Marina Militare

Foto: Marina Militare

Ex Canale 13: conclusa l’esercitazione joint e combined pianificata e condotta dal COI con il supporto di COMFORPAT

Si è conclusa venerdì 21 giugno, dopo un settimana di intensa attività addestrativa, l’esercitazione multinazionale e interforze italo-maltese Canale 13 condotta nelle acque e nello spazio aereo limitrofo l’isola di Malta.

Pianificata e coordinata dal Comando Operativo di vertice Interforze (COI) e condotta con il supporto del Comando delle Forze da Pattugliamento per la Sorveglianza e la Difesa Costiera (COMFORPAT) di Augusta, la Canale 13 ha visto la partecipazione di assetti e di personale della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare, dei Carabinieri e della Guardia Costiera, oltre a unità e personale di paesi del Mediterraneo.

Oltre a rappresentare un momento significativo nell’ambito della cooperazione e dell’accordo bilaterale in atto con le Forze Armate maltesi, l’esercitazione ha costituito un’importante occasione per rafforzare il dialogo e la cooperazione tra i paesi dell’Iniziativa 5+5, accrescendo la fiducia reciproca e l’uso di procedure standard comuni.

L’attività addestrativa è stata intensa e si è sviluppata attraverso operazioni multinazionali (combined) di Ricerca e Soccorso marittimo (Search and Rescue Operations – SAR), di sorveglianza degli spazi marittimi con controllo e ispezione di mercantili sospettati di svolgere traffici illeciti, scorta a convogli e pratica di Explosive and Ordnance Disposal (EOD) navali.

Per l’occasione è stato costituito l’Exercise Command and Control Centre (ECC), avente il compito di coordinare le attività e incrementare i contenuti addestrativi ed esercitare le funzioni di Comando e Controllo degli assetti impiegati.

Non solo. Particolare enfasi è stata data all’attività di sorveglianza degli spazi marittimi e controllo dei traffici mercantili (Maritime Law Enforcement Operations) per il contrasto alle attività illecite e criminali, oltre naturalmente al soccorso di navi in situazioni di pericolo ed emergenza.

L’esercitazione ha avuto come obiettivo principale il miglioramento della cooperazione e interoperabilità delle capacità operative delle forze aero-navali nelle operazioni di peace-support, per questo si è sviluppata in una serie di fasi distinte finalizzate esclusivamente al mantenimento della sicurezza.

Tali attività hanno consentito di accrescere lo scambio di esperienze attraverso l’addestramento del personale nell’uso di procedure standard comuni, di allerta e il corretto uso delle tecniche di SAR. Con queste finalità in questa edizione è stato tenuto a battesimo, per la prima volta in un contesto internazionale, il nuovo elicottero HH139A in dotazione al 15° stormo dell’Aeronautica Militare e dislocato presso l’82° Centro CSAR di Trapani.

Specifica attenzione è stata rivolta all’addestramento di team EOD (Explosives Ordinance Disposal – Bonifica Ordigni Esplosivi) in attività subacquee e di unità nella condotta di operazioni di ispezione a bordo di navi mercantili. Così favorendo e incoraggiando anche la cooperazione e integrazione tra le forze partecipanti nelle operazioni di controllo di naviglio mercantile sospettato di svolgere attività illegali, e che ha visto la partecipazione dei palombari della Marina Militare e dei fucilieri della brigata marina San Marco.

Inoltre, per sviluppare una situazione condivisa sul traffico mercantile, è stato utilizzato il Virtual – Regional Maritime Traffic Centre (V-RMTC), la rete virtuale sviluppata dalla Marina Militare per la condivisione delle informazioni relative al traffico mercantile.

Il VIP e Media Day si è tenuto il 21 giugno a bordo della nave italiana Cigala Fulgosi della Marina Militare, nel porto Grand Harbour di Malta, alla presenza di autorità militari italiane, maltesi e delle nazioni partecipanti.

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Fonte: stato maggiore Difesa

Foto: stato maggiore Difesa

Nave San Marco, Op Ocean Shield: cerimonia di cambio di comando dell’SNMG2, il comandante Antonio Natale cede al collega Eugenio Diaz del Rio

Ieri, a bordo di Nave San Marco, nel porto turco di Aksaz, ha avuto luogo la cerimonia di passaggio di consegne del comando del secondo gruppo navale permanente della NATO (Standing NATO Maritime Group 2, SNMG2) tra il contrammiraglio Antonio Natale e il contrammiraglio Eugenio Diaz del Rio, della Marina Spagnola.

La cerimonia si è svolta alla presenza del Comandante in capo della squadra navale, ammiraglio Filippo Maria Foffi, e del Comandante della componente marittima della NATO, ammiraglio Peter Hudson, della Marina Britannica.

L’Italia ha guidato lo storico gruppo navale della NATO per più di 200 giorni. In particolare, dal 7 dicembre 2012 allo scorso 7 giugno, ha preso parte all’Operazione Ocean Shield. L’ammiraglio Natale ha comandato la Task Force composta da 4 unità, la turca TCG Gokova, l’americana USS Halyburton, poi avvicendata dall’ USS Nicholas, la danese HDMS Iver Huitfeldt da poco avvicendata dall’olandese HNMS Van Speijk, che assieme ad altri importanti attori rappresentanti l’intera comunità internazionale ha salvaguardato i traffici marittimi dall’incubo della pirateria marittima nel Golfo di Aden.

“Abbiamo raggiunto un punto di svolta in cui non si può più prescindere da azioni maggiormente focalizzate verso lo sviluppo dello stato somalo, al fine di facilitare l’imposizione e il mantenimento dello stato di diritto e di maggiore sicurezza e controllo del territorio stesso: questa è la sfida più impegnativa che la Somalia e le nazioni che la stanno supportando, devono affrontare”, ha affermato l’ammiraglio Natale rivolgendosi allo schieramento e agli ospiti intervenuti per la cerimonia, tra cui i comandanti della squadra navale spagnola e di quella turca.

Una lunga missione fatta di costante presenza, deterrenza, incontri, esercitazioni, incessante pressione sui noti hubs criminali e assistenza medica a centinaia di pazienti somali – attività svolta anche con il supporto di un’equipe cinese e andata in onda sulla CCTV, emittente cinese a copertura globale – ma anche fine diplomazia navale nonché cooperazione con tutti i principali e importanti paesi che si affacciano sull’Oceano Indiano, tra cui Djibouti, Oman, Emirati Arabi Uniti, Tanzania, Kenya, Seychelles Madagascar, Yemen.

Non solo, anche celebri record, momenti che resteranno nella storia, come i primi appontaggi di elicotteri cinesi e russi su un’unità italiana e viceversa, e le esercitazioni congiunte in mare, evento non solo storico ma visto in diretta sulla CNN da milioni di persone.

L’Italia contribuisce all’attività di contrasto alla pirateria nel Corno d’Africa sin dal Dicembre 2008 e ha assunto il comando dell’Operazione Ocean Shield dal 7 Dicembre 2012 allo scorso 7 Giugno. Nave San Marco, unità flagship della Task Force, a breve farà rientro in Italia dopo circa 7 mesi di attività in mare.

Le nazioni della NATO, lo scorso 19 Marzo 2012, hanno raggiunto un accordo per prolungare l’Operazione Ocean Shield sino alla fine del 2014.

“Vi voglio ringraziare tutti, dal Comandante al più giovane dei marinai, nessuno si è risparmiato in questa lunga avventura, in questo viaggio che ci ha portato lontani da casa, al fine di salvaguardare la libertà di navigazione in quest’arteria tanto preziosa quanto vitale per il nostro Paese. Ma il grazie più grande va ai vostri cari, perché senza il loro supporto non avremmo potuto fare quanto abbiamo fatto. Loro ora sono a casa, vi stanno aspettando e sono fieri di voi perché siete uno degli esempi migliori che il nostro Paese può offrire”.

Così , fa sapere la Marina Militare, “l’ammiraglio ha ringraziato l’intero equipaggio al tramonto, nell’ultima sera di Comando, proprio perché i grandi viaggi e le grandi esperienze si possono comprendere solo una volta arrivati a destinazione quando, con un filo di malinconia, ci si volta indietro”.

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Fonte: Marina Militare

Foto: NATO MARCOM

Marò, cosa faranno da grandi?

By Cybergeppetto

Parliamoci chiaro, la situazione dei Marò non cambierà tanto facilmente, anzi, per come si sono messe le cose in Italia, non sembra proprio che ci sia spazio per iniziative del nostro esecutivo. Il governo é in così brutte acque a Roma che é davvero difficile che possa occuparsi di cose e persone lontane dai palazzi della politica.

Per bene che vada, i nostri Marò riusciranno a non pagare l’IMU in Italia, ma dovranno pagare una parte di quella dell’ambasciata in India. Dopo un anno d’ inchiesta nel Kerala, gli indiani hanno ricominciato tutto daccapo, se va bene i nostri ritorneranno per la pensione, ammesso che possa esistere ancora tra vent’anni qualcosa che sia pagata dallo Stato. In Italia i processi si prescrivono, in India mi sembra che già la fase istruttoria sia interminabile, figuriamoci il resto…

Bisogna trovare qualcosa da fare da grandi ai due sfortunati servitori dello stato, non possiamo tenerli a far nulla in ambasciata, ricordo d’aver proposto di metterli al posto dell’ambasciatore, ma, per tutta risposta, il governo ha confermato Staffan De Mistura a gestire la trattativa. Dicono che conosce il caso, ma temo che agli indiani piaccia solo perché é buffo e divertente. Come tutti quelli che vengono dall’ ONU, non ha mai risolto nulla delle crisi affrontate, ma costa un casino.

Potremmo far aprire un ufficio regionale nel Kerala alla Compagnia d’Amato e metterci i Marò, visto che sono tanto amici degli indiani e che questo casino l’hanno fatto loro, al massimo i due dovranno imparare il dialetto del posto oltre, naturalmente, al napoletano.

Potremmo chiedere a Finmeccanica di assumerli per vendere gli elicotteri il cui acquisto é sospeso dalle inchieste, o per discutere le commesse navali. A quanto pare li abbiamo rimandati laggiù proprio nella speranza di non perdere commesse del carrozzone statal-nazionale. Si tratta solo di istruire i due malcapitati su come ci si “relaziona” con le autorità locali, magari si dovrà aggiungere un periodo di lezione sugli avvisi di garanzia in Italia e in India.

Potremmo far mettere i Marò in un ufficio di quegli organismi ONU o Unione Europea che si occupano di lotta alla pirateria. Visto che ci hanno chiesto di combattere la pirateria, possono sicuramente farsi carico di aiutare quelli che l’hanno fatto davvero.

Insomma, va bene tutto, basta che qualcuno di quelli che, direttamente e indirettamente ci hanno messo in questo casino, paghi le spese di quest’odissea. È inutile fare la “spending review” in Italia se poi buttiamo i soldi nell’Oceano Indiano. Se nessuno di quelli che potrebbero risolvere il caso, cioè il governo, la compagnia di navigazione, gli organismi internazionali, le multinazionali che fanno affari da quelle parti, si darà da fare, allora chiederò all’editrice del blog di lanciare una sottoscrizione per aiutare i Marò ad aprire un ristorante a Kochi. Chissà , potremmo chiamarlo “Il pirata”.

Cybergeppetto

Il caso dei Marò in Paola Casoli il Blog