risoluzione 1701

Sector West, UNIFIL: ITALBATT si addestra con la Force Commander Reserve alla interoperabilità in Libano

La Task Force ITALBATT del contingente italiano di UNIFIL, su base reggimento Genova Cavalleria (4°), ha appena completato un intenso ciclo addestrativo – fa sapere un comunicato stampa del Sector West (SW), attualmente su base brigata Pozzuolo del Friuli, che opera nell’ambito della missione delle Nazioni Unite in Libano.

Nello specifico, si apprende, l’attività era volta alla familiarizzazione con il contingente francese, che costituisce la Force Commander Reserve (FCR), impiegata quale Unità di riserva alle dirette dipendenze del Force Commander e Capo della missione UNIFIL, il generale irlandese Michael Beary.

L’addestramento ha visto il personale dei due contingenti svolgere insieme attività operative e addestrative, teoriche e pratiche, finalizzate all’interoperabilità, ossia la capacità di operare insieme per una comune conoscenza e standardizzazione delle procedure nell’ambito della cooperazione sul territorio libanese sotto egida ONU.

I principali compiti assegnati ai contingenti dalla Risoluzione 1701 delle Nazioni Unite sono il monitoraggio della cessazione delle ostilità tra il Libano e Israele, il supporto alle Forze Armate Libanesi (LAF) e il sostegno alle istituzioni locali, ricorda il comunicato stampa del SW.

Il SW di UNIFIL è attualmente a guida brigata Pozzuolo del Friuli al comando del gen Ugo Cillo.

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Sector West, UNIFIL: forze di manovra interessate dalla esercitazione Steel Storm per perfezionare l’addestramento con le LAF

“Il contingente italiano in Libano ha partecipato nei giorni scorsi, a Naqoura, all’esercitazione multinazionale Steel Storm che ha interessato le forze di manovra di tutte le nazionalità che operano sotto egida ONU nel Libano del sud e le Forze Armate Libanesi (LAF)”, ha fatto sapere il Sector West (SW) di UNIFIL con un comunicato stampa del 15 febbraio.

Obiettivo dell’esercitazione il perfezionamento dell’addestramento dei caschi blu con le LAF.

Alla Steel Storm hanno partecipato assetti di ITALBATT e della Sector Mobile Reserve del Settore Ovest, tutti appartenenti al reggimento Genova Cavalleria (4°).

Il supporto alle LAF è uno dei compiti assegnati dalla Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU nel 2006, unitamente al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alla popolazione, ricorda il Sector West.

ITALBATT, oltre al reggimento Genova Cavalleria, è composta da assetti del reggimento Lancieri di Novara (5°) e del 132° reggimento artiglieria Ariete. L’attuale missione in Libano è affidata alla brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli al comando del gen Ugo Cillo.

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Fonte e foto: SW UNIFIL

Sector West, UNIFIL: la Sassari riceve la visita del ministro degli Esteri Gentiloni e il saluto del CaSMD libanese Kahwaji prima del rientro in Italia

20161007_sw-unifil_visita-on-gentiloni-7Il 7 ottobre scorso il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale, onorevole Paolo Gentiloni, si è recato in visita in Libano, dove i militari italiani operano nel sud del paese nell’ambito della missione UNIFIL.

Nel corso della sua visita in Libano l’on Gentiloni ha incontrato il premier Tammam Salam, il presidente del Parlamento Nabih Berri e il capo della diplomazia libanese Gebral Bassil, fa sapere il comunicato stampa del Sector West (SW) su base brigata Sassari al comando del gen Arturo Nitti.

“Crediamo nel futuro di questo Paese che conosciamo molto bene, anche per la presenza nel Sud dei nostri militari impegnati con la missione delle Nazioni Unite UNIFIL”, ha affermato il ministro Gentiloni.

20161007_sw-unifil_visita-on-gentiloni-6Il titolare della Farnesina ha incontrato il comandante del contingente italiano in Libano, gen Nitti, al quale ha manifestato l’apprezzamento del Governo e suo personale per l’impegno dei militari italiani nell’ambito della forza di interposizione schierata al confine con Israele, testimonianza concreta del sostegno italiano alle Nazioni Unite, in uno scenario cruciale per gli equilibri del Medio Oriente.

Il gen Nitti è stato ricevuto per una visita di commiato dal Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD) libanese, gen Jean Kahwaji: a pochi giorni dal termine del mandato semestrale della brigata Sassari alla guida dell’operazione Leonte, Kahwaji si è detto particolarmente soddisfatto per la qualità dell’operato dei caschi blu italiani nel garantire il rispetto della risoluzione 1701 dell’11 agosto 2006 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

20161007_sw-unifil_visita-on-gentiloni-9Un vivissimo apprezzamento è stato espresso dal gen Kahwaji nei confronti del contingente italiano per la fattiva collaborazione evidenziata nell’addestramento e nella formazione delle Forze Armate Libanesi (LAF) nell’ottica di una loro sempre maggiore e autonoma capacità d’intervento.

In tale ottica, Kahwaji si è detto particolarmente entusiasta dei risultati conseguiti al termine dell’ultima esercitazione congiunta, di tipo dinamico a fuoco, la prima di questo genere ad essere stata concepita, organizzata e condotta da parte di un contingente di UNIFIL con le LAF (link articolo in calce).

Nel fare riferimento ai tratti distintivi della missione, il gen Nitti ha sottolineato come “il supporto fermo e risoluto garantito dai militari delle LAF abbia permesso di trovare, in ogni circostanza, le soluzioni più idonee a preservare la stabilità e a garantire che in quest’area si continui a vivere uno dei più lunghi periodi di calma mai registrati in precedenza”.

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UNIFIL, Sector West: a 10 anni dalla risoluzione ONU 1701 sono oltre 32mila i caschi blu italiani passati dal Libano

Assetto cinofiloIl contingente italiano di UNIFIL in Libano ha celebrato ieri, 11 agosto, il 10° anniversario dell’approvazione della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza dell’Onu, ricorda un comunicato stampa dello stesso contingente attualmente su base brigata Sassari al comando del gen Arturo Nitti.

Con l’occasione il generale Nitti, comandante del contingente italiano del Sector West (SW) di UNIFIL, ha detto che “il modo migliore per tenere fede a questo storico impegno della comunità internazionale e dell’Italia sotto le insegne delle Nazioni Unite è quello di continuare a garantire la piena attuazione del mandato della missione che ci è stata assegnata”, riferisce il comunicato.

Base avanzata 1-31La risoluzione, adottata all’unanimità l’11 agosto 2006, pose fine ai trentaquattro giorni di scontri tra Israele e le milizie sciite di Hezbollah mediante l’invio di 15.000 “caschi blu” di UNIFIL, la Forza di interposizione delle Nazioni Unite nel Libano del Sud.

L’annuncio della partecipazione italiana fu dato dal governo con una nota di Palazzo Chigi in cui si affermava “la disponibilità a contribuire alla Forza delle Nazioni Unite” e l’avvio delle consultazioni “per determinarne la composizione, l’articolazione ed il mandato”, riporta il comunicato del contingente italiano nel ripercorrere l’evento.

Una missione che si è evoluta nel tempo e che oggi punta ad assicurare il monitoraggio della cessazione delle ostilità tra Israele e Libano, assistere la popolazione civile e sostenere le Forze Armate Libanesi nel garantire la sicurezza dei propri confini e la stabilizzazione dell’area.

Attività di sminamento lungo la ''Blue line''Fatti e cifre dell’impegno militare italiano in Libano trovano riscontro a iniziare dalla prima spedizione a Beirut, che di fatto diede il via alla partecipazione dell’Italia alle moderne missioni internazionali di pace all’estero, fino all’avvio dell’operazione Leonte nel 2006.

Da allora, in Libano, si sono alternati oltre 32.200 militari italiani.

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Alzabandiera a Shama

UNIFIL, Sector West: nodo siriano e sicurezza al centro della visita del Lebanese Military Council

20160610_SW_UNIFIL_visita Lebanese Military Council (9)Continuare a lavorare a stretto contatto con le Forze Armate Libanesi (LAF), proseguire la cooperazione strategica per prevenire incidenti e trovare soluzioni pacifiche per la sicurezza e la stabilità del sud del Libano: questi i temi al centro dei colloqui tra il comandante del contingente italiano di Unifil, generale Arturo Nitti, e i generali Georges Chreim e Samir El Hajj, due dei maggiori esponenti del Lebanese Military Council, il più alto organo decisionale delle LAF.

È lo stesso contingente italiano responsabile del Sector West (SW) di UNIFIL, attualmente su base brigata Sassari, a darne la notizia con un comunicato stampa datato 10 giugno.

Nel recente incontro, dunque, il comandante del SW, gen Nitti, ha esaminato le tematiche relative alla sicurezza nel settore occidentale a guida italiana e ha ribadito “la necessità di un impegno ampiamente condiviso mediante lo svolgimento di attività operative congiunte e la pianificazione di addestramenti mirati”.

20160610_SW_UNIFIL_visita Lebanese Military Council (8)Sul tavolo della discussione anche il punto sulla questione mediorientale, con particolare riferimento al nodo siriano e alle implicazioni nel contesto operativo nel sud del Libano, che, “nonostante sia caratterizzato da forte incertezza”, rimane “stabile” grazie “alla capacità del contingente italiano di Unifil di mettere in sistema le diverse realtà locali, senza il supporto delle quali sarebbe tutto di più difficile realizzazione”.

All’incontro erano presenti anche il generale Pierluigi Monteduro, addetto militare per la Difesa dell’ambasciata d’Italia a Beirut, i comandanti della 5^ e della 9^ brigata delle LAF, il comandante del settore a Sud del fiume Litani, ufficiali dei rispettivi quartieri generali e il comandante della Mibil, la missione militare italiana bilaterale e interforze volta all’implementazione dei programmi di formazione, di assistenza e di consulenza a favore delle LAF.

20160610_SW_UNIFIL_visita Lebanese Military Council (7)Il supporto alle LAF, insieme al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al sostegno alla popolazione locale, è uno dei compiti assegnati al contingente italiano di UNIFIL nel rispetto della risoluzione 1701 dell’11 agosto 2006 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

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UNIFIL, gen Portolano ai vertici libanesi: le violazioni della risoluzione 1701 compromettono l’operato della missione. Il problema dell’impasse politica

Il Generale Portolano inncontra il Ministro degli Interni Nouhad MachnoukIn qualità di capo missione UNIFIL, nell’ambito della sua attività di mediazione politico-diplomatica, il generale Luciano Portolano ha concluso ieri, 27 gennaio, a Beirut, una due giorni di incontri con le più alte cariche istituzionali e militari del Paese dei Cedri, fa sapere la stessa missione Onu in Libano.

Dal primo ministro Tammam Salam, al presidente del Parlamento Nabih Berri: dal ministro degli Interni Nouhad Machnouk, al ministro della Difesa Samir Moqbel; passando per il comandante delle Forze Armate Libanesi (LAF), generale Jean Kahwagi, il generale Portolano ha confermato l’impegno di UNIFIL per un Libano “stabile e pacificato”.

I colloqui hanno riservato particolare attenzione alla situazione di impasse politica in cui si trova il Libano, condividendo l’auspicio che si possa presto giungere a un accordo consensuale per l’elezione del Presidente e rafforzare così l’impianto istituzionale libanese e la sua capacità di garantire sicurezza, stabilità e piena sovranità.

Il Generale Portolano inncontra il Ministro della Difesa Samir MoqbelGli incontri hanno offerto, inoltre, la possibilità per uno scambio di valutazioni sullo sviluppo del quadro di sicurezza interna ed esterna, anche alla luce delle gravi violazioni della risoluzione 1701, del 20 dicembre e 4 gennaio scorsi, che hanno minacciato di compromettere la situazione e quanto di buono fatto sinora nel sud del paese.

I vertici libanesi hanno manifestato gratitudine per l’operato degli oltre 10mila caschi blu che, sotto la guida del generale Portolano, concorrono quotidianamente al processo di stabilizzazione del Libano meridionale.

Questo giro di colloqui cade alla vigilia del primo tavolo tripartito (tripartite meeting) dell’anno, nel cui ambito il Libano e Israele, che non hanno alcun tipo di relazione diplomatica, si confrontano direttamente grazie alla mediazione del comandante di UNIFIL.

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Fonte e foto: MPIO UNIFIL

Il Generale Portolano inncontra il Primo Ministro Tammam Salam

Il Generale Portolano inncontra il Comandante delle LAF Generale Kahwagi

UNIFIL, SW: caschi blu italiani riposizionano moduli abitativi strategici per le LAF

20151220 Trasferimento congiunto Container LAF-015I caschi blu del reggimento Logistico Taurinense, fa sapere un comunicato del Sector West (SW) di UNIFIL del 28 dicembre scorso, hanno sostenuto le Forze Armate Libanesi (LAF) nella ridislocazione e nell’allestimento di numerosi moduli abitativi a sud della città di Tiro, nell’area di responsabilità del settore ovest di UNIFIL a guida Italiana.

I militari delle LAF addetti al trasporto con i propri autocarri e gli specialisti italiani del reggimento Logistico di Rivoli hanno movimentato, trasportato e riposizionato moduli abitativi dei battaglioni della 5^ Brigata in diverse aree a sud del fiume Litani, al fine di realizzare postazioni di controllo semi-permanenti in aree impervie e cruciali per il controllo del territorio.

20151220 Trasferimento congiunto Container LAF-016Il sostegno logistico alle LAF, durato circa una settimana, ha visto operare congiuntamente militari italiani e libanesi in stretto coordinamento con lo staff del Sector West: l’utilizzo di expertise italiana nelle attività logistiche è infatti uno dei modi con cui il contingente nazionale supporta le LAF nel rispetto della risoluzione 1701 nell’ambito della missione UNIFIL.

Il reggimento Logistico Taurinense, rischierato in Libano come Combat Service Support Battalion (CSS bn), garantisce il sostegno logistico a tutto il contingente nazionale, contribuendo inoltre, con le proprie professionalità e assetti specialistici, alle attività operative del settore ovest a guida brigata alpina Taurinense.

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Fonte e foto: SW UNIFIL

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UNIFIL, Sector West: gli alpini della Taurinense e le Forze Armate Libanesi incrementano le attività congiunte

20151127 UNIFIL e LAF Pattugliamento Congiunto notturno-001Gli stati maggiori del Sector West (SW) di UNIFIL, su base brigata alpina Taurinense, e della 5^ brigata delle Forze Armate Libanesi (LAF), unità libanese che insiste sull’area di responsabilità del settore a guida italiana, si sono recentemente incontrati nella base di Shama, nel Libano del sud, ha fatto sapere ieri, 30 novembre, il Sector West di UNIFIL.

L’importante momento di confronto dei due staff è stato finalizzato a incrementare le attività congiunte tra i due Comandi e a migliorare ulteriormente l’integrazione attraverso la pianificazione di addestramenti comuni per rendere sempre più efficaci le attività svolte, in stretta coordinazione, dai militari italiani e libanesi.

20151126 UNIFIL e LAF Pattugliamento Congiunto-209-ModificaIl supporto alle Forze Armate Libanesi è uno dei compiti principali assegnati ai contingenti UNIFIL dalla risoluzione 1701 delle Nazioni Unite, unitamente al monitoraggio della cessazione delle ostilità e di sostegno alla popolazione locale.

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UNIFIL, il com gen Portolano ai vertici Difesa, Esercito e Intelligence del Libano: sicurezza caschi blu dovere delle autorità libanesi

Il Generale Portolano con il Ministro della Difesa Samir Moqbel“È preciso dovere delle autorità libanesi assicurare l’incolumità, la sicurezza e la libertà di movimento dei caschi blu” ha precisato il generale Luciano Portolano, Capo Missione e Comandante delle Forze UNIFIL nel Libano meridionale, ieri mattina, 19 novembre, nel corso del suo incontro a Beirut con il ministro della Difesa del Libano Samir Moqbel, il comandante delle Forze Armate Libanesi, generale Jean Kawagi, e il direttore dell’Intelligence libanese, generale Edmond Fadel.

L’Head of Mission ha condannato fermamente l’incidente avvenuto nei giorni scorsi nell’area di operazioni di UNIFIL, che ha ostacolato la libertà di movimento delle truppe ONU.

L’obiettivo principale delle operazioni di UNIFIL è quello di assicurare la calma e la stabilità nel Libano del sud congiuntamente alle Forze Armate Libanesi (LAF). La piena libertà di movimento di UNIFIL e la salvaguardia della sicurezza del proprio personale restano gli elementi imprescindibili per l’effettiva esecuzione dei compiti contenuti nel mandato della Risoluzione 1701.

Nell’ambito della discussione l’attenzione è stata rivolta in particolare alla situazione politica e di sicurezza nazionale. Nel corso dei vari incontri con i vertici di Beirut, il generale Portolano ha rinnovato alle autorità libanesi il proprio cordoglio e quello dei caschi blu di UNIFIL a seguito dell’attacco terroristico avvenuto nella capitale libanese lo scorso 12 novembre, in cui 46 persone sono rimaste uccise e oltre 240 ferite.

“Il nostro pensiero va alle vittime, ai loro familiari e alla gente del Libano” ha detto il generale, esprimendo poi il proprio “plauso e il pieno sostegno di UNIFIL al Governo libanese per il continuo sforzo nella lotta al terrorismo”.

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UNIFIL, Sector West: la Taurinense fa un bilancio del suo primo mese in Libano

20151115_UNIFIL_SW_ITALBATT_Taurinense (11)A un mese dall’assunzione di responsabilità in teatro libanese, i caschi blu italiani della brigata alpina Taurinense fanno un bilancio delle attività svolte nel rispetto della risoluzione ONU 1701 per quanto attiene al controllo continuativo del territorio, impegnando giornalmente i propri assetti sia in attività congiunte con le Forze Armate Libanesi (LAF), sia in pattugliamenti indipendenti.

Nel dettaglio, Italbatt, l’unità di manovra su base reggimento Nizza Cavalleria (1°) e rinforzata con gli alpini battaglione L’Aquila, ha effettuato nei primi 30 giorni di operazione oltre 1.300 pattuglie, molte delle quali congiunte alle LAF, e sta garantendo con posti di osservazioni avanzati diurni e notturni un efficace controllo delle aree più impervie del territorio libanese, caratterizzato da gole, elevate quote e da una difficile viabilità nelle aree prossime alla Blue Line, 20151115_UNIFIL_SW_ITALBATT_Taurinense (10)fa sapere il comunicato stampa del Sector West di UNIFIL attualmente al comando del generale Franco Federici.

Il lavoro quotidianamente svolto dai caschi blu della Taurinense contribuisce al conseguimento di un elevato livello di sicurezza, indispensabile per il rilancio dello sviluppo economico dell’area e per assicurare le normali condizioni di vita e convivenza nel sud del Libano.

La brigata alpina Taurinense, unità di manovra dell’Esercito, al suo primo mandato in Libano nella missione UNIFIL, attraverso l’esperienza maturata dal proprio personale nelle precedenti operazioni di pace e la flessibilità dei propri assetti supporterà le Forze Armate Libanesi (LAF) del sud del Libano nei prossimi mesi, favorendo in un contesto multinazionale l’implementazione di procedure comuni.

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