Salvatore Cuoci

Scuola di Applicazione: “Cultural Property Protection in Crisis Response”, primo master internazionale concluso a Palazzo Arsenale

Si è concluso il 31 maggio scorso, nella Sala degli stemmi di Palazzo Arsenale a Torino, sede del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito, il Master internazionale di I livello in “Cultural Property Protection in Crisis Response”.

Ne ha dato notizia la stessa Scuola con un comunicato stampa del 1° giugno scorso.

“Alla cerimonia di chiusura e consegna degli attestati – fa sapere la Scuola – hanno presenziato numerose autorità civili e militari, tra cui l’Ambasciatore Maurizio Enrico Serra e il Prof. Fausto Pocar, Presidente dell’Istituto Internazionale di Diritto Umanitario di Sanremo, ospiti d’onore dell’evento, il Prof. Edoardo Greppi, Direttore Scientifico del Master, il Generale di Divisione Salvatore Cuoci, Comandante dell’Istituto di Studi Militari, e il Generale di Brigata Fabrizio Parrulli, Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale”.

Questa prima edizione del master in lingua inglese, organizzato dalla SUISS (Scuola Universitaria Interdipartimentale in Scienze Strategiche) dell’Università degli Studi di Torino, ha avuto una durata complessiva di un anno con una fase a “distanza” e una “residenziale”, che si è svolta presso il Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito.

Durante il corso si sono studiate materie quali il diritto internazionale e tutti gli aspetti economici, sociologici e politici sulla cultural property protection in periodi di crisi, intesi sia durante i conflitti armati che durante le calamità naturali.

Durante lo svolgimento del master, inoltre, hanno avuto luogo dei seminari ambientati tra vari siti culturali della città di Torino, si apprende.

“Il master che hanno svolto i rappresentanti dell’Esercito Italiano, dell’Arma dei Carabinieri e i frequentatori civili, provenienti da 8 differenti nazioni, pone questa futura generazione di professionisti militari e civili come un unicum professionale nel panorama nazionale e internazionale, avendo acquisito delle approfondite competenze secondo gli standard UNESCO nella protezione e tutela del patrimonio artistico-culturale in tempi di crisi”.

Il Master “Cultural Property Protection in Crisis Response”, conclude il comunicato, colloca sempre più a livello internazionale il Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito in collaborazione con la SUISS, tra gli Istituti di Studi Militari con le più ampie offerte formative.

Fonte e foto: Scuola di Applicazione

 

Scuola di Applicazione: 20 anni in Kosovo, con i generali Del Vecchio, Fungo e Cuoci relatori del seminario

Si è svolto nel pomeriggio di ieri, 20 maggio, nell’aula magna di Palazzo Arsenale a Torino, sede del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito, un seminario sulla missione in Kosovo (KFOR). Ne ha dato notizia con un comunicato stampa lo stesso Comando.

La missione KFOR è un’operazione di peacekeeping, a cui i soldati italiani stanno contribuendo a partire dal 1999.

Relatori del seminario sono stati tre ex Comandanti della missione: il Generale Mauro Del Vecchio, primo Comandante del contingente italiano; il Generale Giovanni Fungo, Comandante della Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito e ventunesimo comandante di KFOR, e il Generale di Divisione Salvatore Cuoci, Comandante del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito e ventiduesimo Comandante del contingente in Kossovo.

Moderatori dell’evento, si apprende, il Colonnello Franco Di Santo, vicecapo Ufficio Storico dello Stato Maggiore Esercito, e il professor Giovanni Cerino Badone, docente di storia militare. Gli Ufficiali Generali hanno raccontato le loro esperienze, sia personali che di Comandanti in terra kosovara, ai giovani ufficiali della Scuola di Applicazione.

Dopo una accurata e precisa ricostruzione storica degli eventi che portarono all’intervento italiano e una puntuale descrizione dello svolgimento della missione da parte del professor Cerino Badone e del Colonnello di Santo, i relatori hanno raccontato la loro esperienza arricchendo il dibattito con aneddoti e particolari poco noti ai più.

Molte e variegate sono state poi le domande da parte della platea. Si è spaziato dalla visione dell’opinione pubblica italiana sulla partecipazione alla missione, alle problematiche logistiche e di comando con un Esercito che alla fine degli anni Novanta sperimentava ancora il passaggio dal servizio di leva al soldato professionista.

Lo stesso Comandante del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione, Gen Cuoci, nel ringraziare gli illustri relatori, ha sottolineato l’importanza per la formazione dei giovani ufficiali della scuola di far proprie le esperienze di chi li ha preceduti e di quanto sia fondamentale la conoscenza della storia recente di un paese per la comprensione delle complesse dinamiche politiche, religiose e sociali e riuscire così a operare al meglio come soldati in terra straniera.          

Fonte e foto: Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito

Scuola di Applicazione: NATO e Space Security, “il dominio spaziale uno dei principali fattori nelle future guerre e conflitti”

Si è svolta il 27 marzo, a Palazzo Arsenale a Torino, sede del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito, una conferenza sulla “Space security: enhancing, leveraging and protecting the space domain” tenuta dal dott Donald A. Lewis, direttore dello “Strategic and Global Awareness Directorate” e membro del NATO “Science and Technology Organization” (STO).

Ne ha dato notizia con un comunicato stampa del 27 marzo scorso la stessa Scuola di Applicazione.

Durante l’esposizione, si apprende, il conferenziere, partendo dalla definizione di dominio nelle operazioni militari, si è soffermato in particolare sul concetto di dominio dello spazio per la NATO e di come questo possa accrescere le potenzialità del Patto Atlantico, come anche sancito nel Summit di Bruxelles del luglio 2018.

Lo sfruttamento dello spazio per le attività militari si concretizza nelle più svariate forme, dall’incremento dell’efficienza del Comando e Controllo, a una maggiore consapevolezza del Battlespace, passando per il maggiore coordinamento nelle operazioni sia letali che non letali, per finire con la valutazione dei danni collaterali.

“La complessità dello spazio e la scarsa comprensione che c’è di esso, fanno sì che pochi possano attualmente capire le sue grandi potenzialità. In questo contesto la NATO, a differenza dei suoi avversari, deve sfruttare la deterrenza di una maggiore conoscenza del dominio spaziale che si prefigura come uno dei principali fattori nelle future guerre e conflitti”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito

Scuola di Applicazione: workshop su ITALCON 1982/84 Libano, prima missione in difesa della popolazione

Si è svolto nel pomeriggio del 19 marzo, presso l’aula magna di Palazzo Arsenale, sede del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito a Torino, un seminario sulla missione italiana in Libano, denominata Italcon.

Lo rende noto con un comunicato stampa la stessa Scuola.

“La missione Italcon è stata un’operazione di peacekeeping, svolta dai soldati italiani tra il 1982 e il 1984, in collaborazione con Francia, Stati Uniti d’America e Gran Bretagna”, ricorda la Scuola.

Fu quella la prima volta, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, che un reparto delle Forze Armate Italiane si recava in missione, fuori dai confini nazionali, con il compito di difendere la popolazione civile.

Relatori d’eccezione sono stati il Generale Franco Angioni, già Segretario Generale della Difesa e Direttore nazionale degli armamenti, nonché membro della Delegazione parlamentare presso la NATO dal 2001 al 2006, e Comandante della missione Italcon, e il Generale Marco Bertolini, già comandante del Comando Operativo Interforze (COI) e comandante di compagnia incursori durante la suddetta operazione.

Come moderatori dell’evento il Colonnello Franco Di Santo, vice capo Ufficio Storico dello Stato Maggiore Esercito, e il Professor Giovanni Cerino Badone, docente di storia militare.

I due ufficiali generali hanno raccontato le loro esperienze, sia personali che di Comandanti in terra libanese, ai giovani ufficiali della Scuola di Applicazione. Dopo una accurata e precisa ricostruzione storica degli eventi che portarono all’intervento italiano e una puntuale descrizione dello svolgimento della missione da parte del professore Cerino Badone e del col Di Santo, i due relatori hanno arricchito il seguito del simposio con aneddoti e retroscena, sottolineando la perfetta sinergia a livello interforze e multinazionale “non poi così scontata nei primi anni Ottanta”, evidenziando come anche l’Italia campione del mondo abbia aiutato l’immagine della Nazione verso gli altri paesi, e marcando l’importanza delle prime attività di cooperazione tra civili palestinesi e militari italiani attraverso il soccorso sanitario.

Molte sono state le domande da parte della platea. Si è spaziato dalla visione dell’opinione pubblica italiana dei primi anni Ottanta, “probabilmente all’epoca non pronta per attività militari di tale livello”, alle problematiche logistiche e di comando con un Esercito ancora basato sul servizio di leva, per finire con il paragone con l’attuale presenza italiana in Libano con la missione UNIFIL “che, verosimilmente, tra non molti mesi, vedrà protagonisti, come Comandanti, alcuni dei sottotenenti oggi seduti in aula magna”. 

Lo stesso Comandante del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione, Generale di Divisione Salvatore Cuoci, nel ringraziare gli illustri relatori, ha sottolineato l’importanza per la formazione dei giovani ufficiali della scuola di far proprie le esperienze di chi li ha preceduti e di quanto sia fondamentale la conoscenza della storia recente di un paese per la comprensione delle complesse dinamiche politiche, religiose e sociali “per riuscire a operare al meglio come soldati in terra straniera”.          

Fonte e foto: Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito

Scuola di Applicazione: rinnovata la convenzione con la Fondazione Cavour, si consolida la collaborazione

È stato firmato ieri mattina, 18 novembre, a Palazzo Arsenale a Torino, il rinnovo della convenzione tra il Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito e la Fondazione Camillo Cavour di Torino, ha fatto sapere con un comunicato stampa la stessa Scuola.

L’accordo, sottoscritto dal Comandante dell’Istituto, Gen.D. Salvatore Cuoci, e dal Presidente della Fondazione, Nerio Nesi, prevede il “consolidamento della collaborazione tra le due storiche realtà culturali subalpine”.

Visite didattiche, scambio di conoscenze, convegni e seminari sono alcune delle iniziative contemplate nella convenzione, si apprende.

Al centro dell’intesa vi è infatti l’impegno a conservare e divulgare l’eredità culturale e il patrimonio di valori di una delle figure chiave della storia del nostro paese: il documento, infatti, è stato firmato nella sala di Palazzo Arsenale, dedicata proprio al grande statista piemontese.

Cavour fu ufficiale dell’Armata Sarda e ottenne le spalline da luogotenente a soli quindici anni, ricorda il comunicato. Nella sala di Palazzo dell’Arsenale a lui dedicata è custodito lo spadino da allievo ufficiale dello statista.

Nata ufficialmente nel 1957, la Fondazione Cavour ha come scopo la promozione degli “studi cavouriani e le iniziative rivolte ad approfondire la conoscenza dell’opera del Conte Camillo Benso di Cavour” e di mantenere “nella condizione attuale il castello già dei Benso di Cavour, sito in Santena”.

“L’accordo siglato [ieri] mattina pone l’accento sul proficuo inserimento del Comando nel tessuto sociale torinese e più in generale sullo sforzo compiuto dall’Esercito a beneficio della collettività”, conclude il comunicato stampa.

Fonte e foto: Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito

Scuola di Applicazione: al via il Military Erasmus del CSPCO per 44 studenti, di cui 14 sono civili

Ha avuto inizio nell’Aula Magna del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito di Torino, in collaborazione con la Scuola Universitaria Interdipartimentale in Scienze Strategiche (SUISS), la fase residenziale del Common Security Defence Policy – Common Module che, erogato interamente in lingua inglese da esperti militari e civili, è organizzato e diretto dal Centro Studi Post Conflict Operations (CSPCO).

Ne dà notizia con un comunicato stampa del 4 marzo la stessa Scuola di Applicazione.

Durante l’indirizzo di saluto, il Generale di Divisione Salvatore Cuoci, Comandante dell’Istituto di Studi Militari, ha affermato: “Il CSPCO, grazie alla rete di relazioni instaurata con il mondo militare, accademico e istituzionale, nazionale ed estero, è lo specchio dell’ormai consolidata internazionalizzazione dell’offerta formativa in un campo unico nel suo genere, quale quello delle operazioni di Stabilizzazione e Ricostruzione, che costituisce una ‘frontiera’ nel contesto dell’impegno profuso dai Paesi maggiormente attivi nelle operazioni/missioni internazionali”.

L’attività formativa rientra nell’iniziativa europea per lo scambio degli Ufficiali delle forze armate europee, durante la loro formazione iniziale, a cui il Comando per la Formazione aderisce da alcuni anni.

Si tratta, del programma “The European Iniziative for the Exchange of Young Officers, inspired by ERASMUS”, meglio noto con il nome di “Military Erasmus”, sviluppato dall’Implementation Group nell’ambito dello European Security and Defence College (ESDC) in Bruxelles, spiega la Scula.

L’obiettivo del corso è fornire ai frequentatori un’ampia informazione sulla politica comune di sicurezza e difesa dell’Unione Europea e rafforzare la capacità dei giovani Ufficiali di lavorare insieme ai colleghi degli altri Stati Membri.

Gli studenti che partecipano al Modulo sono 44, di cui 14 studenti civili della Laurea Specialistica in Scienze Strategiche dell’Università di Torino, 1 studente civile polacco (in ERASMUS presso la SUISS), 17 studenti militari stranieri di cui 2 provenienti dal Belgio, 2 dalla Croazia, 2 dalla Germania, 5 dalla Grecia, 2 dalla Polonia, 2 dalla Romania e 2 dagli USA, 7 Sottotenenti dell’Esercito Italiano del 197° corso e 4 Sottotenenti dell’Aeronautica Militare Italiana.

Il Modulo, che terminerà l’8 marzo, è stato preceduto da una fase in modalità e-learning della durata di 4 settimane, guidata da tutor. Il superamento del corso comporta il riconoscimento di 2 Crediti Formativi Universitari nazionali (CFU) e 2 europei (ECTS) e ha previsto il conferimento di un diploma firmato dall’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, carica che dal 2014 è ricoperta dall’Italiana Federica Mogherini.

Fonte e foto: Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito

Scuola Sottufficiali Esercito: visita del Comandante per la Formazione e Scuola Applicazione, gen Cuoci

Il 25 febbraio scorso ha avuto luogo presso la Caserma Soccorso Saloni di Viterbo, sede della Scuola Sottufficiali dell’Esercito, la visita istituzionale del Generale di Divisione Salvatore Cuoci, Comandante per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito.

È la stessa Scuola Sottufficiali a darne notizia con un comunicato stampa del 25 febbraio.

Accolto al suo arrivo dal Generale di Brigata Pietro Addis, Comandante dell’Istituto di formazione militare viterbese, l’Alto Ufficiale ha presenziato la cerimonia dell’alzabandiera. Dopo il deferente saluto alla Bandiera d’Istituto, decorata di Medaglia di Bronzo al Valore dell’Esercito e di Medaglia d’Argento al Merito Civile, ha assistito al briefing relativo alle principali attività della Scuola Sottufficiali dell’Esercito e visitato le principali strutture dedicate per l’addestramento e la formazione degli Allievi Marescialli.

Il gen Cuoci ha poi incontrato il Quadro Permanente, i Marescialli frequentatori del Corso di Branca e gli Allievi Marescialli del XX Corso Certezza e del XXI Corso Esempio.

“Nel suo discorso il Comandante per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito – scrive la Scuola – nel ringraziare la componente militare e civile del personale della Scuola Sottufficiali dell’Esercito per il diuturno impegno profuso a favore della formazione di base dei futuri Comandanti di Plotone dell’Esercito Italiano, ha rivolto ai giovani Allievi Marescialli parole di incoraggiamento e di sprone a indirizzare ogni risorsa mentale e fisica per il raggiungimento di sempre più importanti obiettivi in ogni settore della delicata fase della formazione di base del Maresciallo. Al termine, con la firma dell’Albo d’Onore, si è conclusa la visita”.

La Scuola Sottufficiali dell’Esercito ha il compito di formare Marescialli Comandanti di plotone e Marescialli con Specializzazione Sanità. L’iter formativo si sviluppa coniugando una didattica di livello universitario con un’intensa attività ginnico-sportiva unitamente a un impegnativo programma di attività militari, teoriche e pratiche, svolte in sede, in aree e strutture addestrative sul territorio nazionale. Presso l’Istituto, inoltre, si svolgono il Corso per Sottufficiale di Corpo, finalizzato a fornire i principali strumenti per assolvere le mansioni connesse con lo specifico incarico uniformando le conoscenze su tematiche etico-morali e tecnico-professionali, e il Corso di Branca, volto alla formazione avanzata del personale da abilitare a operare nelle diverse branche funzionali dei Comandi di livello Brigata e superiore.

Fonte e foto: Scuola Sottufficiali dell’Esercito

 

Scuola Applicazione: inaugurata la mostra Storming the skies, la Grande Guerra in montagna e in laguna in 91 foto

Nell’ambito delle commemorazioni relative al Centenario della Grande Guerra, il Comune di Vittorio Veneto, in collaborazione con l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, ha realizzato e donato alla Forza Armata la mostra fotografica “Storming tre skies”, ha fatto sapere con un comunicato stampa di ieri, 31 gennaio, la Scuola di Applicazione dell’Esercito.

La cerimonia di inaugurazione, si apprende, ha avuto luogo presso il Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito a Torino alla presenza del Comandante dell’Istituto di Studi Militari, Generale di Divisione Salvatore Cuoci, dell’Assessore al Centenario della Grande Guerra, dottoressa Barbara De Nardi, di una curatrice della mostra, dottoressa Marta Covre, dei rappresentanti locali delle Associazioni d’Arma e di una rappresentanza di personale militare e civile del Comando.

“Storming the skies” si compone di novantuno foto, riprodotte su ventotto pannelli, provenienti dal Fondo Luigi Marzocchi del Museo della Battaglia di Vittorio Veneto e dall’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito e approfondisce alcuni aspetti peculiari del fronte italiano, come la guerra in alta montagna e quella in laguna, con una sezione dedicata all’intervento del contingente inglese in Italia.

Un intenso percorso espositivo per riflettere sulle dinamiche del conflitto che ha innescato profondi cambiamenti culturali, sociali e tecnologici, nei paesi della vecchia Europa in cui si ricordano il valore e il coraggio dei soldati Italiani al fronte, tra cui Brandolino Brandolini d’Adda, che si arruolò volontario e fu l’unico Deputato del Regno d’Italia a cadere in guerra proprio nelle zone del Piave, ricorda la Scuola nel suo comunicato stampa.

Dopo essere stata ospite durante tutto il mese di agosto dello scorso anno a Londra, nella sede dello storico club privato dell’Army and Navy Club, la mostra è diventata itinerante e sarà successivamente allestita nelle principali Scuole e Istituti di Formazione dell’Esercito, fa sapere il comunicato, tra cui l’Accademia Militare di Modena, la Scuola Sottufficiali dell’Esercito di Viterbo, la Scuola Militare Teuliè di Milano e la Scuola Militare Nunziatella di Napoli.

“La mostra – fa sapere la Scuola di Applicazione – permarrà a Palazzo Arsenale fino al 14 febbraio prossimo e sarà aperta al pubblico dal lunedì al venerdì, dalle 10.00 alle 12.00; dal lunedì al giovedì, dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 16.00 e il venerdì dalle 09.00 alle 11.00, riservato a eventuali scolaresche, su prenotazione allo 011.56032097”.

Fonte e foto: Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito

Scuola di Applicazione: giura il 31° corso della Riserva selezionata

Ventidue ufficiali appartenenti al 31° corso della Riserva Selezionata hanno pronunciato venerdì 14 dicembre scorso la formula del giuramento dinanzi alla Bandiera del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito, decorata di medaglia d’argento al Valore Militare.

Ne ha dato notizia con un comunicato stampa la stessa Scuola.

La cerimonia si è svolta nella suggestiva cornice del Salone delle Armi di Palazzo Arsenale per l’occasione gremita di familiari, amici e da personale dell’Istituto di studi militari.

Il Generale di Divisione Salvatore Cuoci, Comandante per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito, rivolgendosi ai presenti ha sottolineato: “La fedeltà al giuramento non deve essere provata solo nei momenti gravi o di pericolo, ma è una testimonianza che viene onorata silenziosamente nelle attività quotidiane, agendo con onestà e lealtà”. 

Obiettivo del corso è stato fornire ai frequentatori gli strumenti di base per un proficuo inserimento nella realtà dell’Esercito, in previsione di un loro futuro impiego in contesti operativi nazionali e internazionali.

In possesso di una professionalità di peculiare interesse per l’Esercito, il personale della Riserva selezionata ha seguito un ciclo formativo di cinque settimane, che ha previsto studi teorici ed esercitazioni pratiche.

Il Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito presiede alla formazione di base e avanzata del personale appartenente ai diversi ruoli e categorie della Forza Armata.

Ha alle proprie dipendenze l’Accademia Militare di Modena, la Scuola Sottufficiali dell’Esercito di Viterbo, le Scuole militari Nunziatella di Napoli e Teuliè di Milano, la Scuola Lingue Estere dell’Esercito di Perugia, l’80° Reggimento Addestramento Volontari Roma di Cassino e il Centro Studi Post Conflict Operations di Torino, quest’ultimo preposto allo studio, alla ricerca e alla formazione di personale militare e civile, nazionale e internazionale, nei settori della ricostruzione e stabilizzazione.

Fonte e foto: Scuola di Applicazione

MNBG-W, KFOR: un parco giochi per i bambini di Dečani con il sostegno del CIMIC italiano

È stato inaugurato nella mattina del 24 settembre scorso un nuovo parco giochi per bambini in località Carrarog I – Eprem, un abitato in periferia della città di Dečani/Deçan, grazie all’aiuto dei militari impiegati nella missione in Kosovo denominata KFOR, fa sapere con un comunicato stampa del 25 settembre il Multinational Battle Group-West (MNBG-W).

“Il CIMIC italiano – sottolinea il comunicato – ha fortemente sostenuto in più modi il progetto che ha permesso la riqualifica di un parco giochi, dotato non solo di strutture ricreative per i bambini più piccoli, ma anche di aree in cui poter praticare liberamente sport come il calcio o il basket, permettendo così ai giovani di poter vivere un’infanzia serena, tra svago e giochi di squadra che possano accrescere il senso di comunità, unione e rispetto per il prossimo”.

Attività di questo tipo sono molto importanti, sottolinea il MNBG-W, poiché vanno a tangibile supporto di una categoria, quella dei bambini e adolescenti, tra le più a rischio in un’area in cui è ancora forte il ricordo delle violenze di quel conflitto di fine Anni 90 che spinse il Consiglio di Sicurezza delle Nazione Unite, mediante la risoluzione n° 1244, a inviare una forza multinazionale in Kosovo al fine di far cessare gli scontri interetnici: il contingente KFOR (Kosovo Force), di cui l’Italia è sempre stata importante protagonista sin dall’origine dell’operazione nel 1999.

All’inaugurazione del nuovo parco giochi era presente il col Ruggero Cucchini, comandante del MNBG-W, unità multinazionale composta da italiani, sloveni, austriaci e moldavi, di competenza nella regione occidentale del Kosovo, e già comandante del 5° reggimento Alpini di Vipiteno, reparto che attualmente costituisce l’ossatura del contingente italiano in Kosovo, spiega il comunicato.

Il col Cucchini ha voluto sottolineare l’importanza di questo progetto dedicato ai bambini e ai giovani cittadini kosovari, poiché a loro è affidato l’importante compito di superare le diffidenze legate alla convivenza interetnica per garantire un miglior futuro a questo Paese.

Approfondimenti (fonte MNBG-W):

CIMIC

Il CIMIC è la branca militare composta da personale qualificato nel soccorso e nella ricostruzione di aree sconvolte da conflitti. CIMIC è l’acronimo che indica la Civil Military Cooperation, una funzione operativa che presiede all’interazione tra le forze militari e le componenti civili presenti nelle aree di crisi. Oggi giorno, la cooperazione con la componente civile presente nelle aree di crisi è indispensabile per il compimento della missione.

KFOR

KFOR, attualmente guidata dal Generale di Divisione Salvatore Cuoci, è la missione della NATO di maggior successo che vede le Forze Armate Italiane impegnate sin dal 1999. Ad oggi, all’operazione denominata “Joint Enterprise” partecipano circa 4.000 soldati di 28 Paesi differenti e il contingente italiano conta oltre 500 militari inquadrati in diverse unità multinazionali a guida italiana come il Multinational Battle Group West (MNBG-W), la Multinational Specialized Unit (MSU) dell’Arma dei Carabinieri, il Joint Regional Detachment – South East (JRD – SE) oltre che in numerosi incarichi di responsabilità presso il quartier generale di Priština/Prishtinë.

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Fonte e foto: MNBG-W KFOR