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MNCG: all’11° forum dei Comandanti CIMIC la difesa dei bambini e la tutela del patrimonio artistico e culturale nei paesi in conflitto

Si è svolta ieri, 18 settembre, a Venezia, nella Biblioteca Dante Alighieri dell’Istituto di Studi Militari Marittimi, la prima delle due giornate in programma per l’11° Forum Internazionale dei Comandanti delle Unità specializzate in Cooperazione Civile-Militare (CIMIC – Civil Military Cooperation) della NATO, organizzato dal Multinational CIMIC Group (MNCG) di Motta di Livenza su delega del Supreme Headquarters Allied Powers Europe (SHAPE).

È lo stesso MNCG a darne notizia con un comunicato stampa di ieri.

L’evento, che ha riunito circa 200 partecipanti tra i quali numerosi Comandanti delle Unità NATO e membri del Partnership for Peace (PfP), nonché specialisti del settore provenienti da 23 Paesi, ha rappresentato un’occasione per condividere con autorità civili, rappresentanti di organizzazioni internazionali (OI), governative e non (GO/NGO), e del mondo delle universitá, un momento di confronto internazionale su tematiche afferenti alla Cooperazione e all’interazione tra la componente Civile e quella Militare, “ormai fattore imprescindibile in tutti gli scenari operativi”, sottolinea il comunicato.

Quest’anno i temi della conferenza sono stati il “Cultural Property Protection” e “Children and Armed Conflict”, ossia quelle azioni intraprese dalla Comunitá Internazionale, analizzate alla luce delle differenti prospettive di OI, GO/NGO e della NATO, in termini di difesa dei bambini – in quanto considerati soggetti maggiormente vulnerabili e più suscettibili allo sfruttamento da una o più fazioni in guerra – e a tutela del patrimonio artistico e culturale nei territori sconvolti da conflitti armati.

Inoltre, nell’ambito dello sviluppo della tematica relativa alla protezione del patrimonio culturale, é stata allestita una esposizione con alcune delle immagini piú significative della mostra fotografica “Heritage in War. L’arte ferita nelle immagini del fondo” – collezione Marzocchi, i cui scatti, realizzati nel primo conflitto mondiale dal Reparto Fotografico del Comando Supremo del Regio Esercito Italiano, provengono dalle raccolte del Museo della Battaglia di Vittorio Veneto, che ne ha gentilmente concesso l’utilizzo in occasione dell’evento internazionale.

Le immagini, che documentano i danni subiti dal patrimonio artistico, sono state presentate nel corso di un’esposizione intitolata “War&Art. WWI – Usa in Italy”, giá ospitata a Washington presso il Pentagono, si apprende.

Il Brigadier General Tonin Marku, Capo della Divisione CIMIC di SHAPE, nel suo indirizzo di saluto ha evidenziato quanto gli argomenti oggetto della conferenza siano rilevanti, soprattutto in prospettiva di cooperazione e coordinamento tra la componente civile e quella militare.

Tra i relatori che si sono avvicendati é intervenuto l’avvocato Francesco Rocca, Presidente della International Federation of Red Cross and Red Crescent Societies, che ha ricordato quanto siano destabilizzanti gli effetti di una guerra sui bambini e le ripercussioni che si riversano sull’intera societá: i minori coinvolti in contesti bellici possono avere ripercussioni psicologiche che possono minare intere generazioni e generare l’insorgere di altre guerre.

Portando testimonianze reali di bambini vittime di violenza in tempo di guerra, o in contesti simili a stati di conflitto (eccessiva criminalità, violenza urbana, ecc.), il Presidente ha sottolineato la necessità dei minori di essere tutelati più degli adulti con un approccio olistico che includa educazione, salute, supporto psicologico e sviluppo delle capacità relazionali.

Tra le autoritá presenti alla conferenza il Prefetto di Treviso, dottoressa Maria Rosaria Laganá, il Presidente del Consiglio Comunale di Venezia, dottoressa Ermelinda Damiano, e il Generale di Brigata Francesco Bindi, Comandante del Comando Genio dell’Esercito.

Il Multinational CIMIC Group è un’unità di livello reggimento costituita nel 2002 (allora denominata CIMIC Group South) multinazionale.

Infatti, oltre all’Italia, che ne rappresenta la framework nation, vi contribuiscono Grecia, Ungheria, Portogallo, Romania e Slovenia.

Allo stesso tempo l’unità è interforze: alimentata cioè da personale proveniente da tutte le armi e i corpi dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica e dei Carabinieri.

Svolge anche attività di formazione attraverso un programma didattico che annovera un’ampia tipologia di corsi a cui hanno preso parte, fino ad oggi, oltre 1.600 frequentatori.

Ciò avviene grazie alle molteplici esperienze sul campo che gli operatori del Multinational CIMIC Group, al termine dell’impiego presso i principali teatri operativi, possono riversare nella formazione, dando vita a un circolo virtuoso della didattica: realizzare in operazione ció che si é studiato in aula e insegnare in aula ció che si apprende in operazione per offrire una formazione sempre aggiornata e perfettamente aderente agli attuali, mutevoli e complessi scenari operativi.

Ad oggi gli specialisti del MNCG sono impiegati in numerosi contesti internazionali: Kosovo, Libano, Somalia, Gibuti, Afghanistan e, nell’ambito della missione europea EUNAVFOR Med, presso l’Operation HQ di Roma.

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Fonte e foto: MNCG

 

NRDC-ITA: si conclude l’esercitazione Eagle Blade 14. Appuntamento a ottobre con la validazione nazionale

Si è conclusa stamane, 28 febbraio, l’esercitazione Eagle Blade 14, che ha visto impegnati nelle ultime due settimane circa 750 militari di Esercito, Marina, Aeronautica, Forze Speciali e Carabinieri nella caserma Ugo Mara di Solbiate Olona e nella base dell’Aeronautica Militare di Cameri, in provincia di Novara.

La Eagle Blade 14 è arrivata dopo mesi di preparazione specifica e ha consentito al personale esercitato di verificare le procedure di comando e controllo di operazioni congiunte per quanto attiene a manovra, supporto logistico, cooperazione civile e militare, governativa, con organizzazioni internazionali e umanitarie, interazione con media locali e internazionali.

Hanno partecipato all’esercitazione il Comando del NATO Rapid Deployable Corps Italy (NRDC-ITA), insieme con altre brigate italiane, di cui cinque combat (Friuli, Taurinense, Folgore, Julia, Pinerolo), e 4 Combat Support (RISTA, Contraerei, Genio, Artiglieria). Con loro anche il personale di rinforzo di altre Forze Armate proveniente da 14 diverse nazioni.

L’esercitazione Eagle Blade 14 ha costituito inoltre l’occasione per una prima verifica degli studi finora effettuati per la riconfigurazione in Joint Task Force Headquarters (JTFHQ), un Comando internazionale interforze che potrà impiegare Marina, Aeronautica, Carabinieri, oltre a unità di altri paesi della NATO.

In queste due settimane di intenso addestramento sono state anche gettate le basi per poter instaurare un dialogo con tutti gli attori presenti in un’area d’impiego, in modo da riuscire a scambiare informazioni e lavorare insieme in modo coordinato tenendo conto della dimensione politica, militare, economica, sociale, informativa, e infrastrutturale (da cui l’acronimo PMESII), secondo il concetto del comprehensive approach varato dalla NATO.

L’obiettivo principale di NRDC-ITA nell’anno in corso è la preparazione per il futuro impegno come Joint Task Force nel 2015. La Eagle Blade 14 è infatti la prima di una serie di tre importanti esercitazioni, che culmineranno con quella finale del maggio del 2015 durante la quale l’NRDC-ITA sarà testato dal Supreme Headquarters Allied Power Europe (SHAPE).

Il prossimo importante appuntamento con la validazione nazionale è in programma con l’esercitazione di ottobre 2014.

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Fonte e foto: NRDC-ITA PAO

Afghanistan, RC-W ISAF: il generale Shirreff, DSACEUR, visita il Regional Command West di Herat

Si è conclusa ieri, 26 giugno, la visita del deputy del Supreme Allied Command Europe (DSACEUR), ovvero il vicecomandante delle forze NATO in Europa, generale Richard Shirreff, presso il Regional Command West (RC-W) di Herat, il comando multinazionale di Herat sotto responsabilità italiana su base brigata alpina Julia al comando del generale Ignazio Gamba.

Dopo aver visitato, il giorno precedente, i militari italiani della Transition Support Unit Center (TSU-C) e gli aviatori dell’Air Advisory Team di stanza a Shindand, il DSACEUR si è trasferito a bordo di un elicottero NH-90 della Task Force Fenice presso l’aeroporto militare di Herat, dove ha ricevuto il benvenuto dal generale Gamba.

Nella base Camp Arena, a Herat, il generale Shirreff è stato aggiornato sulla situazione delle operazioni in corso e di futuro svolgimento con cui le forze della coalizione multinazionale di stanza nella regione ovest forniscono il proprio supporto alle Afghan National Security Forces (ANSF, forze di sicurezza afgane).

L’alto ufficiale ha poi proseguito la visita nell’area nord della regione ovest, presso la base Rui Gonzalez de Clavijo di Qala-e-Now, per visitare il Provincial Reconstruction Team a guida spagnola e presenziare a un simposio sulla rule of law organizzato a favore della polizia afgana.

Prima di ripartire, il generale Shirreff ha espresso parole di profonda soddisfazione per il lavoro svolto dai militari del contingente multinazionale, sottolineando come il loro delicato compito nell’attuale fase del processo di transizione sia di fondamentale importanza per il pieno successo della missione ISAF.

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Fonte: RC-W ISAF, ACO NATO

Foto: RC-W ISAF

Il generale Allen, ex comandante di ISAF, lascia la NATO per stare a fianco della moglie malata

Avrebbe dovuto diventare il capo delle forze NATO in Europa, prendendo il posto dell’uscente ammiraglio James Stavridis, e assumere il ruolo di SACEUR a Shape, in Belgio.

Invece ha rassegnato le dimissioni dalla vita militare, preferendo ritirarsi alla vita privata. Esce così di scena il più longevo comandante di ISAF, la decennale missione NATO in Afghanistan. Dopo 19 mesi passati a Kabul, superando anche lo scandalo a sfondo sessuale che ha coinvolto in pieno il generale Petraeus, il marine John R.Allen lascia le stellette e, con queste, anche il prestigioso incarico in ambito europeo.

Le sue dimissioni sono state accettate dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che ha acconsentito a concedere all’ex COMISAF di “curare le questioni di salute nell’ambito della sua famiglia”. Niente di più è stato specificato in proposito dal presidente Obama, mentre il generale Allen ha chiarito in separata sede che il suo obiettivo è quello di stare a fianco della moglie Kathy, come fa sapere il Guardian, citando in proposito il Washington Post che riferisce di problemi di salute cronici della signora Kathy, una combinazione di disordini autoimmunitari.

“I motivi della mia decisione sono personali – ha spiegato il generale Allen – non è stata una decisione affrettata, ma dopo attenta considerazione sono giunto alla conclusione che questa era l’unica scelta che potessi fare”.

“Anche se non entro nei dettagli – ha continuato l’ex COMISAF, riportato dal Guardian – il mio primo pensiero è la salute di mia moglie, che ha sacrificato tanto e per tanto tempo. Per più di 35 anni la mia amata Kathy mi è stata devotamente a fianco, consentendomi di servire il mio paese”.

Dopo una riflessione al lungo tempo passato lontano da lei e dalle due figlie, il generale Allen ha dichiarato che “ora è giunto il mio turno di stare al loro fianco ed essere presente nel momento in cui hanno più bisogno di me”.

Ancora non è noto, intanto, quale sarà il successore del SACEUR uscente James Stavridis.

Fonte: The Guardian

Foto: The Guardian

NRDC-ITA, il Comitato dei Capi di stato maggiore di Forza Armata ne verifica l’evoluzione interforze

Si è riunito oggi 23 luglio, nel quartier generale del corpo di reazione rapida della Nato (NATO Rapid Deployable Corps-Italy, NRDC-ITA), comandato dal generale Giorgio Battisti, a Solbiate Olona, il Comitato dei Capi di stato maggiore delle Forze Armate italiane.

In discussione la jointizzazione del comando terrestre della Nato, ovvero la trasformazione da comando terrestre, che si avvale di advisor di altre forze armate, a comando con capacità interforze, o joint, in grado di gestire operazioni interforze in teatro operativo.

Finora, infatti, NRDC-ITA ha sempre costituito un comando prevalentemente terrestre con componente aerea, con una piccola componente navale e con elementi di police mentoring. Da ora la parola chiave di NRDC-ITA sarà “concezione, pianificazione e condotta joint delle operazioni”.

Il concetto di Joint Task Force Headquarter, in verifica oggi, darà inizio a una interforzizzazione del comando che fa seguito alla necessità del paese di dare risposta alla Nato, promuovendo così il corpo d’armata e preparandolo alla gestione di Small Joint Operations già in tempo di pace.

È la prima volta che il Comitato dei Capi di stato maggiore delle Forze Armate si riunisce a Solbiate Olona, nella sede di NRDC-ITA. L’obiettivo è quello di valutare da vicino le possibilità di modifica del comando, che diventerà un punto di riferimento per la Nato sul territorio italiano.

Il progetto di trasformazione trova origine nella contrazione della Nato Command Structure, annunciata nel summit di Lisbona a fine 2010, che porta a fare affidamento sulla Nato Force Structure.

L’ambito Small Joint Ops indica che il livello operativo-tattico è gestito da Shape, a differenza delle Major Ops gestite da Brunssum e Napoli.

Il Comitato dei Capi di stato maggiore è composto dai Capi di stato maggiore di Forza Armata, più il Segretario Generale della Difesa-Direzione generale armamenti e il Comandante dell’Arma dei Carabinieri. È l’organo di consulenza del Capo di stato maggiore della Difesa, che lo presiede.

Oggi a Solbiate si sono dunque riuniti il Capo di stato maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, il Capo di stato maggiore della Marina, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, il Capo di stato maggiore dell’Aeronautica, generale Giuseppe Bernardis, il Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale Leonardo Gallitelli, il Segretario generale della Difesa-Direttore nazionale degli armamenti, generale Claudio Debertolis.

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Foto: esercito.difesa.it

La violenza sessuale come nuova arma nei conflitti è un problema in crescita. NATO e UN ne hanno discusso a Shape

Margot Wallstrom (foto), Rappresentante speciale del Segretario Generale dell’Onu sulla Violenza sessuale nei conflitti, è intervenuta martedì 29 novembre a Shape nell’incontro dedicato al problema in forte crescita dell’uso della violenza sessuale come nuova arma nel corso delle guerre.

La tavola rotonda ha stimolato la riflessione di NATO e ONU su una questione che sta diventando sempre più problematica.

Ai lavori, diretti dal generale francese Michel Yakovleff,  Rappresentante SACEUR al quartier generale della NATO a Bruxelles (foto), hanno partecipato i rappresentanti dei vari uffici dell’Allied Command Operations e del gruppo di  lavoro sulle prospettive di genere a Shape.

E’ il cambiamento della natura della guerra, ha sottolineato la Wallstrom, a determinare la crescita dell’uso di questa nuova arma dalle molteplici manifestazioni: dalla schiavitù sessuale alle gravidanze forzate, senza tralasciare stupri e prostituzione. E le vittime non sarebbero solo donne e ragazzi, ma anche gli uomini. La violenza sessuale rappresenta una facile arma usata per influenzare, punire e intimidire una popolazione già indebolita dal conflitto con effetti devastanti per l’intera umanità.

I lavori hanno evidenziato la necessità di agire di concerto per fronteggiare con successo la nuova sfida.

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Fonte: ACO

Foto: ACO