sicurezza marittima

NATO CMRE, La Spezia: al via la campagna oceanografica Glisten 15, Media Day il 17 agosto

NATO STO-CMRE_GliderDeploymentDal 26 agosto al 9 settembre, nelle acque a nord dell’Isola d’Elba, si svolgerà la campagna oceanografica Glisten 15 del Centro per la Ricerca Marittima e la Tecnologia (CMRE) della Spezia, fa sapere lo stesso ente nel suo invito per la stampa.

La campagna sarà preceduta da cinque giorni di test ingegneristici nella stessa area, dal 17 al 21 agosto, e un Media Day è stato programmato per l’occasione alle 11 del 17 agosto.

Durante il Media Day la stampa potrà visitare la nave oceanografica Alliance, incontrare gli scienziati del CMRE, toccare con mano le tecnologie utilizzate e comprendere meglio gli scopi della ricerca, con la possibilità di scattare foto, effettuare riprese video e interviste.

Durante la campagna oceanografica Glisten 15, da bordo della nave oceanografica della NATO Alliance gli scienziati del CMRE e i loro partner raccoglieranno dati oceanografici, geofisici e acustici non solo utilizzando metodi tradizionali ma anche sfruttando nuove piattaforme robotiche particolarmente rispettose dell’ambiente, come i glider, veicoli subacquei senza pilota e senza propulsione.

Delle tecnologie sperimentate in Glisten potranno beneficiare tutte le nazioni della NATO, compresa ovviamente l’Italia, la comunità locale e i parchi marini, soprattutto per applicazioni legate alla tutela dell’ambiente marino.

Già NATO Undersea Research Centre (NURC), lo STO-CMRE (Science and Technology Organization – Centre for Maritime Research and Experimentation) si occupa di ricerca scientifica, innovazione e tecnologia, in settori come la difesa delle installazioni e delle forze marittime da terrorismo e pirateria, la costruzione di reti sicure, lo sviluppo delle componenti marittime di supporto alle operazioni e di quadri operazionali integrati, i sistemi di contromisure mine, la protezione non letale dei porti, la lotta antisommergibile, modellazione e simulazione, e la mitigazione dei rischi per i mammiferi marini.

Il Centro si avvale quotidianamente di due unità: la nave da ricerca NRV Alliance, 93 metri di lunghezza per 3.180 tonnellate di dislocamento, in grado di navigare anche in oceano aperto, e il CRV Leonardo, imbarcazione più piccola, particolarmente adatta per le operazioni costiere. Il CMRE ha in dotazione strumenti e sensori per attività di ricerca in mare di primaria importanza a livello scientifico.

È possibile accreditarsi per il Media Day entro le 11 di domani, 13 agosto, contattando direttamente il CMRE Public Affairs Office.

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Fonte e foto: NATO CMRE PAO

Marina Militare e INGV insieme per lo studio delle emergenze naturali a tutela della sicurezza marittima

20150716_marina Militare_istituto Vulcanologia_1È stato siglato l’accordo di collaborazione tra la Marina Militare e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) per lo sviluppo e la valorizzazione di progetti e infrastrutture per la ricerca scientifica in mare e la sicurezza marittima, con particolare riferimento alle emergenze derivanti dai fenomeni naturali. È la stessa Forza Armata a comunicarlo.

L’accordo tra la Marina Militare e l’INGV si inserisce all’interno delle linee programmatiche dual use che vedono la Forza Armata impegnata in attività a favore della collettività volte alla sicurezza, alla difesa dell’ambiente e alla protezione civile.

I temi chiave dell’accordo di cooperazione sono l’attività di ricerca e progetti nel settore della geofisica per fini utili alla conoscenza e previsione dei fenomeni naturali connessi al mare; il supporto reciproco allo sviluppo dei centri di eccellenza nell’ambito della ricerca idro-oceanografica e geofisica mediante fornitura di dati, modelli e formazione del personale; la collaborazione in progetti di ricerca finalizzati ai programmi comunitari.

20150716_marina Militare_istituto Vulcanologia_2L’accordo è stato siglato dal Capo di stato maggiore della Marina Militare, l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, e il presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Stefano Gresta.

Con l’accordo si pongono le basi per un rapporto strutturato di collaborazione istituzionale per lo sviluppo di partenariati nel campo della ricerca, della progettazione, della formazione, della cultura del mare, della sicurezza marittima anche attraverso il coinvolgimento degli enti competenti per la gestione delle emergenze.

È dal 2005, con oltre 22 campagne congiunte, che la Marina Militare e l’INGV collaborano in attività di ricerca in mare, con scambio di competenze e risultati tecnico-scientifici di rilievo.

La prima metà del 2015 ha visto già lo sviluppo di due attività. Infatti, lo scorso 8 e 9 giugno 2015, a bordo della nave scuola Palinuro si è svolta una importante serie di test a cura di alcuni ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), del Distretto Ligure Tecnologie Marine (DLTM), della Historical Oceanography Society (HOS) e della Società Monitoraggio Ambientale Ricerca Innovativa Strategica (MARIS) con lo scopo di valutare le possibilità offerte dalla nave per effettuare, nel futuro, campagne di formazione ed educazione tecnico-scientifica per giovani studenti universitari al fine di migliorare la conoscenza dell’ecosistema marino ripercorrendo le tappe storiche della conoscenza, delle metodologie di analisi e del contributo dato dalle tecnologie marine.

20150716_marina Militare_istituto Vulcanologia_3La seconda collaborazione, iniziata lo scorso anno e proseguita nel 2015, ha riguardato l’esperimento scientifico Tomo-Etna, che ha lo scopo di comprendere meglio le dinamiche interne del vulcano siciliano, nell’ambito dei due progetti europei Mediterranean Supersite Volcanoes ed Eurofleets 2.

All’esperimento ha partecipato la nave Galatea della Marina Militare nell’ambito della campagna istituzionale di rilievi idrografici a favore dell’Istituto Idrografico della Marina. I sofisticati sensori imbarcati e la collaborazione del personale idrografo di bordo che ha affiancato il personale ricercatore civile hanno permesso di osservare la camera magmatica del vulcano che si trova alla profondità di 13-15 chilometri e della quale non è ancora nota nel dettaglio la geometria. Tutta la mole dei dati raccolti è destinata ad incrementare le possibilità di mitigare il rischio sismico e vulcanico nella Sicilia orientale.

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Fonte e foto: Marina Militare

Il CMRE NATO realizza robot per la sorveglianza dei mari nell’ambito del progetto europeo Perseus

NATO CMRE_waveglider with towfishIl Centro NATO per la Ricerca Marittima e la Sperimentazione (CMRE) ha messo a punto, nell’ambito del progetto europeo Perseus, sistemi robotici per la sorveglianza passiva in real-time dell’ambiente marino.

Le tecnologie convenzionali per la sorveglianza passiva non riescono facilmente a rilevare imbarcazioni veloci, che in genere hanno deboli segnature radar e non utilizzano il sistema di identificazione automatica AIS. Per risolvere questo problema il CMRE è stato chiamato a lavorare all’interno del progetto europeo Perseus.

NATO CMRE_wavegliderPerseus (acronimo di Protection of European BoRders and Seas through the IntElligent Use of Surveillance), è un progetto europeo tra i più significativi del Settimo Programma Quadro finanziato dalla Commissione Europea. Portabandiera del segmento dedicato a sviluppo e ricerca nella sicurezza marittima, Perseus è coordinato dall’azienda tecnologica spagnola Indra.

Nell’ambito di Perseus, che si è formalmente chiuso il 30 giugno scorso, scienziati e ingegneri del CMRE hanno ideato, sviluppato e dimostrato un sistema per la sorveglianza sottomarina passiva continua, in grado di elaborare i dati acquisiti e fornire risultati e allarmi in tempo reale.

L’obiettivo è stato raggiunto integrando soluzioni tecnologiche innovative a bordo di piattaforme mobili senza pilota quali i glider (veicoli autonomi sottomarini in grado di planare sott’acqua semplicemente mutando la distribuzione della massa interna) e i Wave Glider (veicoli autonomi di superficie, dotati di un sistema sommerso che, per muoversi, converte il moto ondoso in energia).

Il sistema ideato dal CMRE, e costituito da un sonar passivo all’avanguardia, si è rivelato particolarmente efficace nella scoperta, localizzazione e classificazione delle imbarcazioni grazie alla capacità di monitoraggio continuo e in real-time dell’ambiente marino.

La piattaforma ha dato prova di sapere operare anche in aree ampie, senza impatto ambientale, in modo affidabile e discreto. I dati elaborati a bordo dei glider e dei Wave Glider, anche con nuovi algoritmi per la classificazione dei natanti, sono stati messi a disposizione non solo del CMRE ma anche dei centri di controllo nazionali previsti da Perseus, a scopo di visualizzazione e per ulteriori analisi.

Il Wave Glider è stato inoltre adattato e testato per operare in acque costiere poco profonde, tramite integrazione di tecnologie a basso costo come normali videocamere ottiche o termiche e piccoli radar utili per le rilevazioni sopra la superficie. Permettendo così la fusione tra la percezione dello scenario sottomarino e di quello sopra la superficie, tale soluzione tecnologica potrebbe rivelarsi molto utile per una più efficace e veloce individuazione di anomalie nel traffico marittimo.

Quello sviluppato dal CMRE è il primo sistema completo di sorveglianza acustica sottomarina, costituito da robot in grado di navigare per lunghi periodi di tempo. In futuro la tecnologia potrà essere sfruttata all’interno di network complessi di monitoraggio di aree sensibili e di interesse.

Lo STO-CMRE (Science and Technology Organization – Centre for Maritime Research and Experimentation) è l’ex NATO Undersea Research Centre (NURC). Si occupa di ricerca scientifica, innovazione e tecnologia, in settori come la difesa delle installazioni e delle forze marittime da terrorismo e pirateria, la costruzione di reti sicure, lo sviluppo delle componenti marittime di supporto alle operazioni e di quadri operazionali integrati, i sistemi di contromisure mine, la protezione non letale dei porti, la lotta antisommergibile, modellazione e simulazione, e la mitigazione dei rischi per i mammiferi marini.

Il Centro si avvale quotidianamente di due unità, la nave da ricerca NRV Alliance, 93 metri di lunghezza per 3.180 tonnellate di dislocamento, in grado di navigare anche in oceano aperto, e il CRV Leonardo, vascello più piccolo, particolarmente adatto per le operazioni costiere. Il CMRE ha in dotazione strumenti e sensori per attività di ricerca in mare di primaria importanza a livello scientifico.

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Fonte e foto: CMRE

Cambiamenti climatici e implicazioni su sicurezza e dominio marittimo: in corso alla scuola navale Morosini il convegno ospitato dalla Marina Militare

La Marina Militare ospita oggi, 24 novembre, nella Scuola navale Francesco Morosini, all’Isola di Sant’Elena a Venezia, un convegno internazionale sui cambiamenti climatici e le serie implicazioni che questi hanno sulla sicurezza e sul dominio marittimo.

La giornata di studio vedrà alternarsi esperti internazionali del mondo accademico militare e scientifico, e rappresentanti delle maggiori organizzazioni internazionali (Nazioni Unite, Nato, Unione Europea) per rispondere all’interesse sempre crescente nei confronti di questa tematica, ormai riconosciuta come una concreta minaccia dalla comunità mondiale.

Le conseguenze del riscaldamento terrestre, infatti, con l’aumento del livello del mare, l’andamento anomalo delle precipitazioni e l’aumento dei fenomeni meterologici estremi, determinano un impatto sia sulle tensioni regionali che sulla stabilità globale; impatto che necessita di una sensibile, responsabile e adeguata risposta.

La Marina Militare, da sempre attenta alla tutela ambientale, pone molta attenzione all’analisi delle possibili conseguenze che i cambiamenti climatici possono provocare sul territorio e in particolare sull’ecosistema marittimo.

L’obiettivo della giornata di studio è quello di aumentare la consapevolezza circa i potenziali problemi di sicurezza derivanti, direttamente o indirettamente, da processi di cambiamento climatico, e le capacità necessarie per affrontarli adeguatamente.

Fonte e foto: Marina Militare

Primo appuntamento sulla Sicurezza marittima nel semestre italiano di presidenza europea: seminario con la sen Pinotti domani a bordo della portaerei Cavour

Domani, 8 luglio, a bordo della portaerei Cavour, ormeggiata a Civitavecchia, si terrá il seminario intitolato Toward an effective European maritime integration: the implementation of the EU Maritime Security Strategy and the Common Information Sharing Environment.

Si tratta del primo seminario che inaugura le iniziative che coinvolgono il ministero della Difesa nel  semestre di presidenza italiana del Consiglio Europeo.

La marittimità del continente europeo è fondamentale per lo sviluppo economico e la prosperità di tutti gli stati membri e, in particolare, la sicurezza sul mare – Maritime Security – è prioritaria per un Paese come l’Italia che ha più di 8mila chilometri di costa.

Approvata la Strategia di sicurezza marittima comunitaria, il prossimo obiettivo per l’Unione Europea è renderla esecutiva attraverso piani di implementazione, action plans, da realizzare e approvare nel semestre italiano. Il seminario a bordo della portaerei Cavour ha l’obiettivo di presentare, promuovere e discutere gli action plans e approfondire lo sviluppo di un sistema di sorveglianza marittima europeo comune.

In particolare, il seminario si occuperà della salvaguardia degli interessi strategici europei sul mare e dal mare,  aumentando la cooperazione tra gli stati membri al fine di creare un ambiente comune per la condivisione delle informazioni.

La tematica è di piena attualità nell’ambito dell’Unione Europea e questo appuntamento costituisce l’occasione per il passaggio di testimone fra la presidenza greca e quella italiana.

A bordo della portaerei Cavour interverranno il ministro della Difesa, senatrice Roberta Pinotti, insieme con i colleghi di altre nazioni. Presenti i rappresentanti delle istituzioni europee dei 28 paesi membri e dell’industria internazionale e nazionale del settore.

Per i giornalisti interessati è possibile accreditarsi direttamente dal sito della Marina entro le 18 di questa sera.

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Fonte: Marina Militare

Foto: difesa.it

Difesa, Iniziativa 5+5 del Mediterraneo Occidentale: sì a un quartier generale contro le crisi

La consapevolezza dell’implacablità delle crisi ha portato i ministri della Difesa dei paesi che aderiscono all’Iniziativa 5+5 del Mediterraneo Occidentale a valutare un piano per la costituzione di un quartier generale non permanente, a rotazione tra i paesi membri, per interventi in caso di crisi umanitarie determinate da catastrofi naturali.

E’ questa la conclusione a cui sono giunti i ministri della Difesa di Algeria, Francia, Italia, Libia, Malta, Mauritania, Marocco, Portogallo, Spagna e Tunisia, a margine della riunione tenutasi in Mauritania sabato 10 e domenica 11 dicembre, a cui ha partecipato il ministro della Difesa Giampaolo di Paola.

L’Iniziativa 5+5 del Mediterraneo Occidentale, nata a Parigi il 21 dicembre 2004, rappresenta un foro di collaborazione nel settore della difesa e della sicurezza per migliorare, “tramite la realizzazione di attività pratiche e attraverso lo scambio di idee e di esperienze”, come spiegato dal sito della Difesa, la reciproca comprensione e la fiducia nell’affrontare i comuni problemi della sicurezza.

In dettaglio, l’iniziativa promuove la collaborazione in tema di sorveglianza marittima, sicurezza aerea, addestramento ed educazione, contributo delle Forze Armate alla protezione civile, cooperazione nel ricerca e soccorso.

Fonte: ministero della Difesa

Foto: la carta del Mediterraneo è di Teorie su Atlantide