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La Marina Militare al Salone nautico di Genova. Oggi dibattito sullo sport e celebrazione sport del mare

Il mare come luogo d’amicizia tra tutti i popoli del Mediterraneo. Lo sport come veicolo di valori sociali e come propellente per lo sviluppo del territorio.

Questi i concetti che l’associazione di promozione sociale Learn To Be Free Onlus (LTBF) e Marina Militare Italiana discuteranno insieme oggi al 52° Salone Nautico Internazionale di Genova per celebrare il mare come luogo d’amicizia tra tutti i popoli del Mediterraneo.

Alle ore 15.30, nella sala stampa del quartiere fieristico del salone nautico, si svolgerà il dibattito sullo sport come veicolo di valori positivi e di crescita territoriale e come potente mezzo di inclusione sociale.

Verranno presentate, in tale occasione, iniziative di sviluppo quali la presentazione del futuro Centro sportivo di Tirana, la promozione delle attività sportive, il coinvolgimento dei giovani con un occhio sempre vigile verso la valorizzazione e la difesa delle identità proprio di ogni popolo e territorio. Inoltre verrà consegnato un riconoscimento da parte del Comitato regionale Liguria del Coni nella persona del presidente Vittorio Ottonello all’atleta Massimo Voltolina.

Presenzieranno al dibattito il Presidente della LTBF Onlus, Irene Pivetti, e il realizzatore del futuro Centro sportivo di Tirana nonché gestore del centro sportivo modello di Parma, Raffaele Quarantelli.

Alle 17.00, nella nave scuola Amerigo Vespucci ormeggiata nel Porto Antico di Genova, si terrà la celebrazione degli sport del mare, ricordando le imprese dell’equipaggio della Marina Militare, vincitore del Campionato nazionale ed europeo della classe J24, e la prima traversata a nuoto no-stop del Mare Adriatico, compiuta da Massimo Voltolina. Il triatleta riceverà una targa donata dalla Marina Militare.

Presenzieranno alla cerimonia il Capo di stato maggiore della Marina, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, e il presidente della LTBF Onlus, Irene Pivetti.

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Fonte: Marina Militare Italiana

Foto: 52° Salone nautico internazionale di Genova

Mandiamo i teppisti e i NO TAV alle Olimpiadi

By Cybergeppetto

In uno dei momenti più bui della crisi economica, non si può aspettare la manna dal cielo, bisogna attivarsi, darsi da fare, liberare nuove energie e creare nuove opportunità.

Quale migliore esempio di energia e determinazione dei teppisti e dei NO TAV?

Parliamo di giovani che non temono la competizione, anche dura, e che s’impongono sia per capacità singole che per spirito di gruppo/branco.

Si potrebbe attivare un ciclo virtuoso proponendo delle nuove discipline olimpiche e sfruttandone poi gli effetti sul piano economico.

Il lancio dell’estintore, ad esempio, potrebbe essere una nuova disciplina olimpica, da non confondere con il lancio del peso che, per caratteristiche ponderali e di forma, è del tutto diverso.

Lo scavalcamento della recinzione non è cosa che possa essere lasciata ai cantieri della TAV, portiamo questi giovani alle Olimpiadi e vedrete che si faranno valere.

Non v’è chi non veda la dignità sportiva dell’arrampicata al traliccio dell’alta tensione, disciplina dura che si situa tra l’arrampicata in parete e il free climbing, basta solo ricordarsi di staccare la corrente, giusto per evitare di correre rischi inutili…

Lo slalom dei poliziotti potrebbe essere una specialità molto innovativa dell’atletica leggera che affida i suoi risultati più all’agilità che alla potenza, con ciò riducendo il rischio di ricorso al doping, e poi, si sa, questi giovani non fanno mistero della loro passione per la mariagiovanna…

Ci sono, poi, capacità che si adattano ai giochi di squadra, come il confronto tra scudi, versione moderna del gioco del ponte di Pisa, che potrebbe tornare a essere uno sport di potenza e forza fisica, magari aumentata dall’ideologia e  dalla piena coscienza di essere paladini della migliore delle cause.

Insomma, noi abbiamo in questi ragazzi un gruppo di sportivi di altissima determinazione che sicuramente potrebbero essere a Londra a rappresentarci sbaragliando gli avversari e conquistando medaglie a mani basse.

Al ritorno, poi, si potrebbe passare alla fase due, che consisterebbe nel produrre nuovi equipaggiamenti per queste neo discipline olimpiche, potrebbe nascere una nuova catena di distribuzione di equipaggiamento sportivo.

Non potrebbero mancare dei gadget tipo magliette, cappellini e tutto quello che fa contorno, tipo le applicazioni per gli smartphones per calcolare i parametri delle gare.

Facendo due conti, tutto l’indotto potrebbe arrivare a un punto di percentuale di PIL: l’Agenzia delle Entrate, nota SPA di Stato, affonderebbe i suoi aculei in tutta questa ciccia passandola allo Stato, salvo trattenere il 9%.

La strada delle tasse e dei tagli del Governo tecnico è perdente, bisogna trasformare in lavoro  quello che certi italiani sanno fare meglio: strillare, spaccare e ripetere slogan.

Cybergeppetto

p.s.  Come sarebbe bello apprendere dai mezzi d’informazione una cosa tipo “Fabrizio Filippi, detto ‘Er Pelliccia’, ha conquistato l’oro olimpico nel lancio dell’estintore alle Olimpiadi di Londra. La sua performance, ineguagliabile, non ha lasciato speranze agli avversari. Intervistato subito dopo la gara, l’atleta ha dedicato la vittoria agli amici del corteo di Roma dello scorso anno”.

L’immagine è di Leggo

Olimpiadi Londra 2012, stanno arrivando sulle rive del Tamigi gli atleti italiani con le stellette

Stanno arrivando nella capitale britannica i primi atleti italiani con le stellette che parteciperanno alla 30esima edizione dei Giochi Olimpici di Londra 2012.

Tra di loro, fa sapere lo stato maggiore della Difesa, anche il caporale VFP4 Luigi Agostino Lodde, impegnato nel tiro a volo specialità skeet, e il canoista sottocapo della Marina Militare Stefano Cipressi.

I due costituiscono l’avamposto degli ottanta atleti militari del comparto Difesa che hanno ottenuto il pass per Londra 2012 coronando così il loro sogno olimpico.

A tutti loro il Capo di stato maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, esprime “le più vive felicitazioni per il risultato conseguito e auspica che la loro partecipazione possa contribuire a portare in alto, come da tradizione, il nome dell’Italia nella prestigiosissima competizione”.

L’augurio di un “grande in bocca al lupo” ai 25 atleti dell’Esercito Italiano, ai 6 della Marina Militare, ai 29 dell’Aeronautica Militare e ai 20 dell’Arma dei Carabinieri arriva dallo stato maggiore della Difesa a una decina di giorni dall’inizio ufficiale dei Giochi Olimpici in programma il prossimo 27 luglio.

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Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: il logo di Londra 2012 è tratto da wikipedia

Libano, manifestazione sportiva nel Sector West di UNIFIL: “correre insieme per la pace è un importante traguardo”, ha commentato il generale Lamanna

Si è svolta ieri, nella città libanese di Tiro, nel Sector West di UNIFIL di responsabilità della brigata meccanizzata Pinerolo al comando del generale Carlo Lamanna, una corsa lungo un percorso di 10 chilometri, che ha visto la partecipazione di 330 corridori: 175  militari, della forza di UNIFIL e delle Forze Armate Libanesi, e 155 atleti di associazioni sportive locali. Dieci le nazionalità rappresentate: Libano, Spagna, Ghana, Irlanda, India, Malaysia, Nepal, Indonesia, Brunei  e Italia.

La manifestazione Run together, run for peace, organizzata in collaborazione con l’Associazione podistica Fenicia di Tiro, ha avuto lo scopo di unire in un unico abbraccio peacekeepers e popolazione locale per una pace duratura in Libano.

Lo sport, come sottolinea lo stesso comunicato stampa del Sector West, che ne dà notizia, non è semplicemente lo strumento per migliorare l’aspetto fisico, ma è la manifestazione con la quale si affermano i valori morali di lealtà, di tolleranza e di rispetto, e in questo caso con finalità umanitarie.

Il generale Lamanna, nel suo discorso di ringraziamento agli intervenuti, ha affermato:  “Correre insieme alla popolazione libanese per la pace è  il raggiungimento di un importante traguardo; infatti,  ogni  peacekeeper sa che il nostro primo dovere è costruire un futuro di libertà e pace.  La nostra presenza oggi è la testimonianza dell’unità del nostro intento”.

Primo classificato della Categoria uomini è stato un militare delle Forze Armate Indiane, nella Categoria donne un militare irlandese.

Durante la manifestazione si è esibita la Fanfara dei bersaglieri.

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Fonte: Sector West UNIFIL

Foto: Sector West UNIFIL

Afghanistan, le mischie del rugby potrebbero presto sostituire le azzuffate del buzkashi

Il rugby potrebbe spiazzare lo sport nazionale afgano del buzkashi, il polo giocato con la carcassa di capra decapitata.

E non solo per il semplice fatto che un cavallo per giocare a buzkashi costa e ben poche società sportive afgane se lo possono permettere, ma proprio perché gli afgani sembrano proprio fatti per il rugby, a detta dei più appassionati.

Così il calcio d’inizio del primo torneo di rugby in Afghanistan di venerdì 23 dicembre ha acceso molte speranze, tanto che i più entusiasti, fa sapere un articolo di RugbyRugby, vedono nelle azzuffate del rugby una pratica sportiva molto simile al buzkashi, ma senza i costosi cavalli.

“E’ il nuovo buzkashi”, ha confermato Asad Ziar, il CEO dell’Afghan Rugby Federation (ARF) che solo il mese scorso si è affiliata all’Asian Rugby Football Union. “Siamo gente rude e dura, siamo fisicamente tagliati per questo gioco energico e veloce”, ha sottolineato Ziar.

Con questa convinzione c’è da credere che davvero il rugby potrà spiazzare non solo lo sport nazionale afgano, ma anche il cricket e il calcio, recentemente entrati nel gusto locale.

Per il momento l’ARF conta solo 220 iscritti. Ancora pochi per puntare alla diffusione del gioco in tutto l’Afghanistan. Ma la curiosità destata nei giovani spettatori al torneo sponsorizzato dall’ambasciata britannica a Kabul, dove si sono incontrate dieci squadre provenienti da quattro province per sette incontri in due giorni, promette bene.

L’aspetto difficile, al momento, è trovare allenatori che capiscano il gioco, ha spiegato Steve Brooking, inglese di Bristol, in Afghanistan con le Nazioni Unite e consulente tecnico nell’ARF. Ma i giocatori sono convinti che con il giusto supporto il rugby possa davvero decollare in tutto l’Afghanistan.

Fonte: rugbyrugby.com

Foto: bestourism.com

Libano, Settore Ovest di UNIFIL: lo sport come valore morale a tutela della vita

Si è svolta a Shama lo scorso giovedì 22 dicembre, nella base intitolata al militare italiano Millevoi, sede del Comando generale del Settore Ovest a responsabilità della brigata meccanizzata Pinerolo, una corsa di 10 chilometri che ha visto la partecipazione di 200 militari della forza di UNIFIL e delle Forze Armate Libanesi.

La manifestazione, nominata Run for Merhi, ha avuto lo scopo di fornire supporto finanziario alla famiglia di una bambina libanese che, afflitta da una grave patologia, si sta curando fuori dai confini nazionali, fa sapere il comunicato stampa del Settore Ovest.

A conferma del fatto che lo sport  non è solo lo strumento per migliorare l’aspetto fisico, ma è la manifestazione con la quale si affermano i valori morali di lealtà di tolleranza e rispetto, il generale Carlo Lamanna, comandante del Settore Ovest di UNIFIL, nel suo discorso di ringraziamento agli intervenuti ha così affermato: “correre per la vita è per un soldato  il raggiungimento di un importante traguardo, infatti  ogni  peacekeeper sa che il nostro primo dovere è garantire la vita in tutte le sue forme e la vostra presenza è la testimonianza dell’unità del nostro intento”.

Alla Run for Merhi hanno partecipato tredici rappresentanze: Libano, Spagna, Francia, Ghana, Irlanda, Slovenia, Sud Corea, India, Malesia, Tanzania, Nepal, Indonesia e Italia.

Primo classificato della Categoria Uomini è stato un militare delle Forze Armate Libanesi nella Categoria Donne un militare irlandese.

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Fonte: Sector West UNIFIL

Foto: Sector West UNIFIL