STO-CMRE

La Marina di nuovo in Artico: nave Alliance con il NATO CMRE al Polo Nord per studiare le correnti marine

Una nuova spedizione scientifica della Marina Militare nel Mare Artico sta per cominciare: domani, mercoledì 17 gennaio, la nave polivalente di ricerca Alliance partirà dal porto di La Spezia per una missione scientifica con il Centre for Maritime Research and Experimentation (CMRE) della NATO, ha fatto sapere la stessa Forza Armata con un comunicato stampa di ieri, 15 gennaio.

La spedizione porterà nave Alliance e il suo equipaggio tra i mari d’Islanda e Groenlandia, oltre il Circolo Polare Artico.

“A salutare l’equipaggio e i ricercatori imbarcati – si apprende dal comunicato della Marina – ci saranno il Comandante in Capo della Squadra Navale, Ammiraglio di Squadra Donato Marzano, e la direttrice del CMRE, dottoressa Catherine Warner”.

Dopo 90 anni dalla storica missione del Comandante Nobile e a seguito della recente spedizione effettuata nell’estate del 2017 denominata High North (link articoli in calce), la Marina Militare ritornerà al Polo Nord – “per la prima volta in periodo invernale artico”, sottolinea il comunicato stampa –  per sostenere le attività di ricerca a supporto dell’organizzazione internazionale Woods Hole Oceanographic Institution (WHOI) nell’ambito del programma multidisciplinare Iceland-Greenland Seas Project (IGP).

Scopo principale della spedizione è lo studio dell’interazione aria/acqua e la relativa ventilazione che si viene a creare nel Mare Artico, con l’obiettivo di raggiungere una migliore comprensione della circolazione delle correnti marine.

“L’attività scientifica – spiega la Marina nel dettaglio – sarà caratterizzata da due periodi di navigazione di circa venti giorni ciascuno, e consisterà nell’eseguire, nello stretto di mare che separa l’Islanda dalla costa orientale della Groenlandia, rilievi speditivi e approfonditi dei parametri di conduttività elettrica, temperatura, profondità, analisi geochimiche e velocità del suono in acqua, rilievi bati-termografici, misurazione della batimetria e misurazioni meteorologiche (marine e aeree), effettuando la correlazione e la raccolta statistica tra i dati acquisiti”.

Nave Alliance, al comando del capitano di fregata Daniele Cantù, ha un equipaggio composto da 47 militari e imbarca, per l’occasione, un gruppo di ricerca costituito da 22 scienziati provenienti da diverse organizzazioni internazionali.

Responsabile della missione scientifica è il dott Robert Pickart, scienziato del WHOI, assistito dal Capo Missione Marina Militare, il capitano di vascello Massimiliano Nannini.

Due team scientifici si alterneranno durante la missione: il cambio avverrà durante le soste operative nei porti islandesi di Reykjavik e di Isafjordur, rispettivamente nella prima e ultima decade di febbraio.

La nave terminerà la sua missione con il rientro in Italia, previsto per la prima decade del mese di aprile 2018, conclude il comunicato.

Nave Alliance – spiega in dettaglio la Marina nel suo comunicato stampa –  è un’unità polivalente di ricerca (NATO Research Vessel – NRV) che svolge principalmente attività condotte dal Centro di Ricerca e Sperimentazione Marittima (CMRE), per conto dell’Organizzazione Scientifica e Tecnologica (Science and Technology Organization – STO) della NATO.

Nell’aprile 1988, l’unità è stata consegnata all’allora Centro di Ricerche Subacquee del SACLANT (Undersea Research Centre – SACLANTCEN), poi rinominato Centro di Ricerche Subacquee della NATO (NATO Underwater Reserch Centre- NURC), poi ancora ulteriormente rinominato STO/CMRE.

Dal marzo 2016 è equipaggiata con personale della Marina Militare grazie a un’intesa del dicembre 2015 tra la Marina Militare e il CMRE. La nave ha dipendenza organica, per il tramite del Comando Squadriglia Unità Idrografiche ed Esperienze (COMSQUAIDRO) e il Comando delle Forze di Contromisure Mine (MARICODRAG), dal Comando in Capo della Squadra Navale (CINCNAV).

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Fonte e foto: Marina Militare

euRathlon 2015: conclusa a Piombino la Grand Challenge robotica. La classifica vincitori

20150925_euRathlon 2015 (4)Si è conclusa venerdì 25 settembre, nella vecchia centrale Enel di Tor del Sale, a Piombino, la grande sfida europea tra droni e robot euRathlon 2015, giocata sullo scenario dell’incidente di Fukushima del 2011.

L’esercitazione multidominio, iniziata lo scorso 17 settembre, a Piombino, in provincia di Livorno, ha visto coinvolti oltre 40 robot, 150 partecipanti e 18 squadre concorrenti provenienti da università e da centri ricerca di tutto il mondo (link articoli correlati), determinati a trovare nuove e vincenti soluzione per fronteggiare le catastrofi ambientali e proteggere l’umanità dagli incidenti di vaste dimensioni.

20150925_euRathlon 2015 (5)Ispirato all’incidente di Fukushima del 2011, l’evento esercitativo, che è finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del Settimo Programma Quadro (7PQ) e organizzato dal Centro NATO per la Ricerca Marittima e la Sperimentazione (CMRE) della Spezia su mandato del consorzio euRathlon, era stato presentato venerdì 4 settembre in Regione Toscana, ente tra i patrocinatori dell’iniziativa, alla presenza di rappresentanti del CMRE, del Comune di Piombino e della Regione stessa.

La manifestazione, aperta al pubblico in tutte le sue fasi, ha registrato un buon successo con oltre 1.200 presenze in totale in 9 giorni di gare ed eventi collaterali.

Ecco la classifica, suddivisa per gare, fornita dallo stesso CMRE:

GRAND-CHALLENGE 2015

I premio del valore di 10mila euro alla squadra multidominio creata ad hoc per affrontare questa difficile sfida Cobham (Germania), Università di Girona (Spagna), ISEP/INESC TEC (Portogallo)

II premio pari merito a Bebot (Svizzera) + TomKyle (Germania)

II premio pari merito a ICARUS (Belgio, Germania, Polonia, Portogallo, Spagna)

PREMIO SPECIALE IEEE (sponsor) PER AUTONOMIA

ICARUS (Belgio, Germania, Polonia, Portogallo, Spagna)

PREMIO SPECIALE IEEE (sponsor) PER COLLABORAZIONE MULTI-ROBOT

ICARUS (Belgio, Germania, Polonia, Portogallo, Spagna)

PREMIO SPECIALE TEXAS INSTRUMENTS (sponsor) per INNOVAZIONE

Scenario terrestre: Bebot (Svizzera)
Scenario marino: Università di Girona (Mare)
Scenario aereo: ICARUS (Belgio, Germania, Polonia, Portogallo, Spagna)

PREMIO SAUC-Europe (per squadre composte almeno al 75% da studenti)

I premio a Università di Girona (Spagna)

II premio a ENSTA Bretagne I (Francia)

III premio a TomKyle (Germania)

COMPETIZIONE A DOPPIO DOMINIO TERRA-ARIA

I premio a Cobham (Germania) e ISEP/INESC TEC (Portogallo)

II premio a ICARUS (Belgio, Germania, Polonia, Portogallo, Spagna)

COMPETIZIONE A DOPPIO DOMINIO TERRA-MARE

I premio a Cobham (Germania) e Università di Girona (Spagna)

II premio a ICARUS (Belgio, Germania, Polonia, Portogallo, Spagna)

III premio a TomKyle (Germania) e Bebot (Svizzera)

COMPETIZIONE A DOPPIO DOMINIO MARE-ARIA

Cancellata per vento

COMPETIZIONE A SINGOLO DOMINIO Mare 1

I premio a Università di Girona (Spagna)

II premio a ENSTA Bretagne I (Francia)

III premio a AUGA (Spagna)

COMPETIZIONE A SINGOLO DOMINIO Mare 2

I premio a Università di Girona (Spagna)

II premio a ENSTA Bretagne I (Francia)

III premio a AUGA (Spagna)

COMPETIZIONE A SINGOLO DOMINIO Aria 1

I premio a ICARUS (Belgio, Germania, Polonia, Portogallo, Spagna)

II premio a ISEP / INESC TEC (Portogallo)

III premio pari merito a ENSTA 1 e 2 (Francia)

COMPETIZIONE A SINGOLO DOMINIO Aria 2

I premio ENSTA 1 (Francia)

II premio ENSTA 2 (Francia)

COMPETIZIONE A SINGOLO DOMINIO Terra 1

I premio pari merito a Bebot (Svizzera) e Cobham (Germania)

III premio a SARRUS (Spagna)

COMPETIZIONE A SINGOLO DOMINIO Terra 2

I premio a Cobham (Germania)

II premio a pari merito ICARUS (Belgio, Germania, Polonia, Portogallo, Spagna)

II premio a pari merito Bebot (Svizzera)

Premi in denaro da destinare a ulteriori sviluppi del team e della tecnologia sono previsti anche per tutte le altre squadre vincitrici.

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Fonte e foto: NATO CMRE

euRathlon 15: si gioca in Italia la Grand Challenge europea tra droni e robot, 18 le squadre in gara da tutto il mondo

20150904_presentazione euRathlon15 (4)Scenario da day after per l’esercitazione europea euRathlon 15 al via domani, 17 settembre, a Piombino, in provincia di Livorno. Oltre 40 robot verranno portati in gara da 150 partecipanti e 18 squadre concorrenti che convergeranno da tutto il mondo a Piombino dal 17 al 25 settembre.

Ispirato all’incidente di Fukushima del 2011, l’evento esercitativo, che è finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del Settimo Programma Quadro (7PQ) e organizzato dal Centro NATO per la Ricerca Marittima e la Sperimentazione (CMRE) della Spezia su mandato del consorzio euRathlon, era stato presentato venerdì 4 settembre scorso in Regione Toscana, ente tra i patrocinatori dell’iniziativa, alla presenza di rappresentanti del CMRE, del Comune di Piombino e della Regione stessa (link articolo in calce).

euRathlon_CMRE (3)Proprio come in un videogame, euRathlon è una sfida multidominio (terra, aria e acqua) assolutamente inedita tra robot, in grado di operare all’aperto e in sinergia in situazioni di crisi: per la prima volta al mondo studenti ed esperti del settore provenienti da 21 paesi testeranno in pubblico intelligenza e autonomia degli automi da loro creati, in scenari simulati ma realistici, dinanzi a una giuria internazionale e anche di fronte a esperti giapponesi interessati a vedere da vicino come, oggi, potrebbero essere meglio affrontate determinate catastrofi.

Il CMRE ha fornito un programma dettagliato sia dell’esercitazione, che è aperta al pubblico per tutta la sua durata, che degli eventi collaterali:

euRathlon_CMRE (1)Il programma

LE GARE A TOR DEL SALE
17 settembre – 19 settembre, dalle 8 alle 18: WARM-UP Prove libere
20 – 21 settembre, dalle 8 alle 18: GARE A SINGOLO DOMINIO
22 – 23 settembre, dalle 8 alle 18: GARE A DOPPIO DOMINIO
24 – 25 settembre, dalle 8 alle 18: GRAND CHALLENGE, gara su tre domini

EVENTI, DIMOSTRAZIONI E CONFERENZE
19 settembre, alle 19: cerimonia di apertura presso il Villaggio Turistico Orizzonte
20-21 settembre: robotics talks, conferenze gratuite al Castello
20 settembre: inaugurazione spazio euRathlon in piazza Bovio, aperto al pubblico fino al 22 settembre con stand del progetto Robot-Era del BioRobotics Institute della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa
22 settembre, alle 21.30: dimostrazione del progetto Robot-Era in piazza Bovio
23 settembre, alle 17: direttamente dal DARPA Robotics Challenge di Los Angeles, a Tor del Sale, prima dimostrazione in Europa dei robot umanoidi per la ricerca e il salvataggio in situazioni di crisi Walk-Man (IIT con Centro “Enrico Piaggio”), unico italiano ed europeo in gara, e DRC-HUBO (KAIST), robot sudcoreano vincitore dell’edizione 2015.

CERIMONIA DI PREMIAZIONE venerdí 25 settembre alle 21.30 ai Giardini Pro Patria, Piombino

euRathlon FUORI GARA – eventi collaterali a Piombino

Ogni giorno, dalle 8 alle 18, il pubblico potrá assistere a ogni fase di gara di euRathlon.

Sono previsti inoltre diversi eventi collaterali a Tor del Sale e in cittá.

Tutti gli eventi euRathlon sono gratuiti.

IN PIAZZA BOVIO
Dal 20 al 22 settembre saranno aperti in piazza Bovio gazebo informativi di euRathlon e del BioRobotics Institute della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa che preparerà in piazza la propria dimostrazione robotica Robot-Era.

ROBOTICS TALKS AL CASTELLO
20 settembre alle 21.30 Conferenza su euRathlon e la robotica subacquea con interventi del Prof. Winfield (University of the West of England), Dott.ssa Anne Bajart, (Commissione Europea), Dott. Gabriele Ferri (CMRE) e Prof. Andrea Caiti (Universitá di Pisa) che parlerá di archeologia subacquea.
21 settembre alle 21.30 Robot-Era e Robot WALK-MAN a cura del Prof.Dario della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e del Dr. Nikos Tsagarakis, Istituto Italiano di Tecnologia di Genova.

DIMOSTRAZIONI
22 settembre, alle 21.30 Dimostrazione del progetto Robot-Era del BioRobotics Institute della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa in piazza Bovio
23 settembre, alle 17 A Tor del Sale, direttamente dal DARPA Robotics Challenge di Los Angeles, prima dimostrazione in Europa dei robot umanoidi per la ricerca e il salvataggio in situazioni di crisi: WALK-MAN (IIT con Centro Enrico Piaggio), unico italiano ed europeo in gara, e DRC-HUBO (KAIST), robot sudcoreano vincitore dell’edizione 2015.

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Fonte e foto: CMRE; euRathlon

NATO CMRE presenta euRathlon 15, la competizione europea di robotica che si terrà in Italia

euRathlon_CMRE (1)È in programma domani, 4 settembre, a Firenze, la conferenza stampa di presentazione della competizione robotica europea euRathlon.

Nella sala stampa della Regione Toscana, a Palazzo Strozzi Sacrati, a Firenze, a partire dalle 12, Monica Barni, assessore a Cultura e Universitá della Regione Toscana, Massimo Giuliani, sindaco di Piombino, Gabriele Ferri, direttore tecnico euRathlon ’15, e Jean-Guy Fontaine, responsabile del progetto per il Centre for Maritime Research and Experimentation (NATO STO CMRE), introdurranno pubblicamente la più grande gara per droni e robot europea che avrà luogo interamente in Italia.

euRathlon_CMRE (2)Oltre alle autorità e alle figure istituzionali, all’evento saranno presenti rappresentanti delle varie realtà coinvolte nell’iniziativa, che interessa studiosi e accademici di tutto il mondo e che sarà ospitata in Toscana, a Piombino, dal 17 al 25 settembre prossimi.

La competizione internazionale di robotica avrà come scenario la centrale atomica di Fukushima, che nel 2011 ha subìto un incidente dalle conseguenze planetarie.

L’evento è realizzato con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, della Regione Toscana e del Comune di Piombino, mentre l’organizzatore per l’Italia è proprio il NATO STO CMRE della Spezia.

euRathlon_CMRE (3)EuRathlon è un progetto triennale finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del Settimo Programma Quadro (7PQ – accordo di sovvenzione n.601205).

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Fonte: NATO CMRE

Foto: NATO CMRE; euRathlon

NATO CMRE, La Spezia: al via i test ingegneristici per la Glisten15, che raccoglierà dati anche per la comunità scientifica

GLISTEN Media DayHanno preso il via ieri, 17 agosto, e si protrarranno fino al 21, i test ingegneristici che precedono l’esercitazione Glisten15, del Centro per la Ricerca Marittima e la Sperimentazione (CMRE) della Spezia, in programma dal 26 agosto al 9 settembre prossimi nelle acque a nord dell’Isola d’Elba.

La campagna oceanografica Glisten15 testerà nuovi sensori e soluzioni per la caratterizzazione dell’ambiente marino tramite l’utilizzo di robot sottomarini senza propulsione, i glider. Gli scienziati del CMRE e i loro partner opereranno a bordo della nave oceanografica Alliance.

A bordo della nave oceanografica della NATO Alliance, gli scienziati del CMRE e i loro partner, di nove istituzioni provenienti da Canada, Italia, Norvegia, Stati Uniti e Regno Unito, raccoglieranno dati oceanografici, geofisici e acustici non solo utilizzando metodi tradizionali ma anche sfruttando nuove piattaforme robotiche particolarmente rispettose dell’ambiente come i glider, veicoli subacquei senza pilota e senza propulsione.

In particolare, fa sapere il centro di sperimentazione NATO, la ricerca si concentrerà sull’affidabilità e la versatilità di nuovi sensori e soluzioni sviluppati dal CMRE per” spingere un po’ più in là la frontiera scientifica nella caratterizzazione dell’ambiente marino”.

Glisten rientra proprio in quel settore di ricerca del Centro NATO dedicato alla conoscenza dell’ambiente marino, il programma EKOE (letteralmente Environmental Knowledge and Operational Effectiveness), che offre soluzioni scientifiche e tecnologiche ai paesi NATO e alle Marine nazionali per migliorare i modelli previsionali delle caratteristiche del mare.

“Da questo tipo di ricerche possono trarre giovamento anche altri ricercatori e la comunità locale per una più efficace protezione dell’ambiente stesso – spiega Yong-Min Jiang, responsabile della campagna Glisten15 per il CMRE – i dati raccolti saranno infatti messi a disposizione della comunità scientifica su richiesta”.

La flotta di glider del CMRE, sette in totale, sarà impiegata in Glisten per lo studio delle proprietà dei fondali, della colonna d’acqua e della superficie. La campagna include inoltre un lavoro di caratterizzazione dei fondali tramite l’ascolto del rumore ambientale naturale generato dalle onde.

Grazie a idrofoni, anche montati sui questi robot silenziosi che essendo senza motore non disturbano affatto la raccolta dati, gli scienziati cercheranno di identificare i tipi di fondali presenti nell’area e le caratteristiche dei vari strati di sedimenti.

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Fonte e foto: CMRE

NATO CMRE, La Spezia: al via la campagna oceanografica Glisten 15, Media Day il 17 agosto

NATO STO-CMRE_GliderDeploymentDal 26 agosto al 9 settembre, nelle acque a nord dell’Isola d’Elba, si svolgerà la campagna oceanografica Glisten 15 del Centro per la Ricerca Marittima e la Tecnologia (CMRE) della Spezia, fa sapere lo stesso ente nel suo invito per la stampa.

La campagna sarà preceduta da cinque giorni di test ingegneristici nella stessa area, dal 17 al 21 agosto, e un Media Day è stato programmato per l’occasione alle 11 del 17 agosto.

Durante il Media Day la stampa potrà visitare la nave oceanografica Alliance, incontrare gli scienziati del CMRE, toccare con mano le tecnologie utilizzate e comprendere meglio gli scopi della ricerca, con la possibilità di scattare foto, effettuare riprese video e interviste.

Durante la campagna oceanografica Glisten 15, da bordo della nave oceanografica della NATO Alliance gli scienziati del CMRE e i loro partner raccoglieranno dati oceanografici, geofisici e acustici non solo utilizzando metodi tradizionali ma anche sfruttando nuove piattaforme robotiche particolarmente rispettose dell’ambiente, come i glider, veicoli subacquei senza pilota e senza propulsione.

Delle tecnologie sperimentate in Glisten potranno beneficiare tutte le nazioni della NATO, compresa ovviamente l’Italia, la comunità locale e i parchi marini, soprattutto per applicazioni legate alla tutela dell’ambiente marino.

Già NATO Undersea Research Centre (NURC), lo STO-CMRE (Science and Technology Organization – Centre for Maritime Research and Experimentation) si occupa di ricerca scientifica, innovazione e tecnologia, in settori come la difesa delle installazioni e delle forze marittime da terrorismo e pirateria, la costruzione di reti sicure, lo sviluppo delle componenti marittime di supporto alle operazioni e di quadri operazionali integrati, i sistemi di contromisure mine, la protezione non letale dei porti, la lotta antisommergibile, modellazione e simulazione, e la mitigazione dei rischi per i mammiferi marini.

Il Centro si avvale quotidianamente di due unità: la nave da ricerca NRV Alliance, 93 metri di lunghezza per 3.180 tonnellate di dislocamento, in grado di navigare anche in oceano aperto, e il CRV Leonardo, imbarcazione più piccola, particolarmente adatta per le operazioni costiere. Il CMRE ha in dotazione strumenti e sensori per attività di ricerca in mare di primaria importanza a livello scientifico.

È possibile accreditarsi per il Media Day entro le 11 di domani, 13 agosto, contattando direttamente il CMRE Public Affairs Office.

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Fonte e foto: NATO CMRE PAO

NATO CMRE, progetto Icarus: dal prossimo anno sarà un robot a dare soccorso alle persone in mare

20150715_NATO STO CMRE_ICARUSIl 9 e 10 luglio scorsi, nella base della Marina Portoghese di Alfeite (Almada), a Lisbona, 24 partner da 9 paesi hanno dato dimostrazione del sistema ICARUS (Integrated Components for Assisted Rescue and Unmanned Search Operations), prodotto finale dell’omonimo Progetto Europeo finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del Settimo Programma Quadro.

Il contributo del Centro NATO per la Ricerca Marittima e la Sperimentazione (CMRE) nello sviluppo della componente marittima del progetto europeo ICARUS, in cui robot aerei e di superficie si integrano e collaborano in autonomia, si è rivelato essenziale.

Iniziato nel 2012, ICARUS ha sviluppato robot che potranno aiutare i soccorritori a localizzare e salvare persone in pericolo in zone colpite da disastri e calamità, in mare e in terra.

La ricerca e soccorso robotizzata (in inglese: Unmanned Search and Rescue, SAR) può essere di grande aiuto ai soccorritori per operare più velocemente, in maggior sicurezza, e salvare così più vite umane. In mare, dove i tempi di sopravvivenza per un disperso sono ridotti e anche la vita dei soccorritori può essere a rischio in particolari condizioni, l’aiuto dei robot è ancora più essenziale. Veicoli di superficie senza pilota (Unmanned Surface Vehicles, USVs) in grado di trasportare e rilasciare zattere di primo soccorso possono davvero fare la differenza, sottolinea nel suo comunicato stampa lo stesso CMRE.

La dimostrazione che ha avuto luogo a Lisbona ha coinvolto i partner di progetto portoghesi (CINAV, INESC, ESRI), spagnoli (EURECAT e INTEGRASYS), svizzeri (ETHZ), italiani (Calzoni), polacchi (IMM) e belgi (SpaceApplicationServices), oltre ovviamente agli esperti del CMRE.

Nelle acque del Tago è stato simulato un disastro marittimo: “Pensiamo per esempio a una nave passeggeri in difficoltà o addirittura a un naufragio, magari in condizioni meteo-marine proibitive. Robot possono essere di grande aiuto alle squadre di soccorso soprattutto quando per queste è impossibile operare in sicurezza”, ha spiegato Aníbal Matos, ricercatore della INESC TEC (INESC Technology and Science) e docente alla facoltà di Ingegneria dell’Università di Porto (FEUP), tra i responsabili dell’evento.

Nella dimostrazione sono stati utilizzati veicoli autonomi di superficie (Unmanned Surface Vehicles, USVs) e aerei (Unmanned Aerial Vehicles, UAVs), in grado di lavorare insieme in una rete che ne accresce interoperabilità e quindi indipendenza. Il CMRE, all’interno del Progetto, si è occupato proprio dello sviluppo di questa capacità, integrando nuovi software su una piattaforma USV esistente creata dall’azienda italiana L3 Calzoni.

“Grazie all’apporto tecnologico, assolutamente all’avanguardia, del CMRE, il sistema è in grado di portare a termine missioni SAR con minima supervisione da parte dell’uomo – ha spiegato Stefano Fioravanti, Scientist in Charge CMRE per ICARUS – Tutte le componenti robotiche collaborano tra loro nel network ICARUS, compresa la piccola piattaforma di salvataggio studiata da INESC-TEC per l’avvicinamento fisico ai naufraghi”.

Il sistema sarà pronto per l’uso a inizio 2016, quando ufficialmente il progetto verrà chiuso. Tra gli utilizzatori finali vi sono i team SAR della Marina Belga e di quella Portoghese che hanno espresso interesse per le future applicazioni.

Ex NATO Undersea Research Centre (NURC), lo STO-CMRE (Science and Technology Organization – Centre for Maritime Research and Experimentation) si occupa di ricerca scientifica, innovazione e tecnologia, in settori come la difesa delle installazioni e delle forze marittime da terrorismo e pirateria, la costruzione di reti sicure, lo sviluppo delle componenti marittime di supporto alle operazioni e di quadri operazionali integrati, i sistemi di contromisure mine, la protezione non letale dei porti, la lotta antisommergibile, modellazione e simulazione, e la mitigazione dei rischi per i mammiferi marini. Il Centro si avvale quotidianamente di due unità, la nave da ricerca NRV Alliance, 93 metri di lunghezza per 3180 tonnellate di dislocamento, in grado di navigare anche in oceano aperto, e il CRV Leonardo, vascello più piccolo, particolarmente adatto per le operazioni costiere. Il CMRE ha in dotazione strumenti e sensori per attività di ricerca in mare di primaria importanza a livello scientifico.

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Fonte e foto: NATO CMRE

Il CMRE NATO realizza robot per la sorveglianza dei mari nell’ambito del progetto europeo Perseus

NATO CMRE_waveglider with towfishIl Centro NATO per la Ricerca Marittima e la Sperimentazione (CMRE) ha messo a punto, nell’ambito del progetto europeo Perseus, sistemi robotici per la sorveglianza passiva in real-time dell’ambiente marino.

Le tecnologie convenzionali per la sorveglianza passiva non riescono facilmente a rilevare imbarcazioni veloci, che in genere hanno deboli segnature radar e non utilizzano il sistema di identificazione automatica AIS. Per risolvere questo problema il CMRE è stato chiamato a lavorare all’interno del progetto europeo Perseus.

NATO CMRE_wavegliderPerseus (acronimo di Protection of European BoRders and Seas through the IntElligent Use of Surveillance), è un progetto europeo tra i più significativi del Settimo Programma Quadro finanziato dalla Commissione Europea. Portabandiera del segmento dedicato a sviluppo e ricerca nella sicurezza marittima, Perseus è coordinato dall’azienda tecnologica spagnola Indra.

Nell’ambito di Perseus, che si è formalmente chiuso il 30 giugno scorso, scienziati e ingegneri del CMRE hanno ideato, sviluppato e dimostrato un sistema per la sorveglianza sottomarina passiva continua, in grado di elaborare i dati acquisiti e fornire risultati e allarmi in tempo reale.

L’obiettivo è stato raggiunto integrando soluzioni tecnologiche innovative a bordo di piattaforme mobili senza pilota quali i glider (veicoli autonomi sottomarini in grado di planare sott’acqua semplicemente mutando la distribuzione della massa interna) e i Wave Glider (veicoli autonomi di superficie, dotati di un sistema sommerso che, per muoversi, converte il moto ondoso in energia).

Il sistema ideato dal CMRE, e costituito da un sonar passivo all’avanguardia, si è rivelato particolarmente efficace nella scoperta, localizzazione e classificazione delle imbarcazioni grazie alla capacità di monitoraggio continuo e in real-time dell’ambiente marino.

La piattaforma ha dato prova di sapere operare anche in aree ampie, senza impatto ambientale, in modo affidabile e discreto. I dati elaborati a bordo dei glider e dei Wave Glider, anche con nuovi algoritmi per la classificazione dei natanti, sono stati messi a disposizione non solo del CMRE ma anche dei centri di controllo nazionali previsti da Perseus, a scopo di visualizzazione e per ulteriori analisi.

Il Wave Glider è stato inoltre adattato e testato per operare in acque costiere poco profonde, tramite integrazione di tecnologie a basso costo come normali videocamere ottiche o termiche e piccoli radar utili per le rilevazioni sopra la superficie. Permettendo così la fusione tra la percezione dello scenario sottomarino e di quello sopra la superficie, tale soluzione tecnologica potrebbe rivelarsi molto utile per una più efficace e veloce individuazione di anomalie nel traffico marittimo.

Quello sviluppato dal CMRE è il primo sistema completo di sorveglianza acustica sottomarina, costituito da robot in grado di navigare per lunghi periodi di tempo. In futuro la tecnologia potrà essere sfruttata all’interno di network complessi di monitoraggio di aree sensibili e di interesse.

Lo STO-CMRE (Science and Technology Organization – Centre for Maritime Research and Experimentation) è l’ex NATO Undersea Research Centre (NURC). Si occupa di ricerca scientifica, innovazione e tecnologia, in settori come la difesa delle installazioni e delle forze marittime da terrorismo e pirateria, la costruzione di reti sicure, lo sviluppo delle componenti marittime di supporto alle operazioni e di quadri operazionali integrati, i sistemi di contromisure mine, la protezione non letale dei porti, la lotta antisommergibile, modellazione e simulazione, e la mitigazione dei rischi per i mammiferi marini.

Il Centro si avvale quotidianamente di due unità, la nave da ricerca NRV Alliance, 93 metri di lunghezza per 3.180 tonnellate di dislocamento, in grado di navigare anche in oceano aperto, e il CRV Leonardo, vascello più piccolo, particolarmente adatto per le operazioni costiere. Il CMRE ha in dotazione strumenti e sensori per attività di ricerca in mare di primaria importanza a livello scientifico.

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Fonte e foto: CMRE

Interoperabilità nella NATO: il CMRE della Spezia si esercita a Bydgoszcz in Polonia

logoNATO-CMREÈ in corso dal 9 al 25 giugno 2015, presso il Joint Force Training Centre (JFTC) di Bydgoszcz, in Polonia, l’esercitazione annuale NATO Coalition Warrior Interoperability eXploration, eXperimentation, eXamination, eXercise (CWIX), focalizzata a migliorare l’interoperabilità dei sistemi NATO, a cui stanno partecipando per la terza volta consecutiva scienziati e ingegneri del Centro NATO per la Ricerca Marittima e la Sperimentazione (CMRE), parte della NATO Science and Technology Organization, con sede a La Spezia.

Questa edizione ospita 15 Paesi NATO e 4 Paesi partner (Partnership for Peace).

NATO CMRE_centre_entrance_500In quanto più grande evento dell’Alleanza in questo settore, CWIX è un’esercitazione chiave per aiutare la NATO a individuare le prossime sfide in tema di interoperabilità, soprattutto in un’ottica di condivisione di risorse e compiti come prevedono molte delle iniziative congiunte in corso – tra queste: il Readiness Action Plan- RAP, la Federated Mission Networking – FMN, la Smart Defence e la Connected Forces Initiative – CFI.

Prontezza e interoperabilità sono cruciali per garantire alle forze alleate un’efficiente collaborazione in ogni fase, come si addice a una forza efficace e coesa.

Come Centro NATO per la ricerca marittima, il CMRE porta ormai da tre anni alla CWIX il proprio prezioso contributo, che al momento consta di sei strumenti, pienamente integrati nello scenario dell’esercitazione, in ambito meteo-oceanografico (Geospatial and Meteorological and Oceanographic – GeoMETOC), marittimo e decisionale (Joint/Operational Command focus area).

In particolare, l’apporto scientifico del Centro consiste in informazioni e previsioni oceanografiche; data fusion da fonti molteplici ed eterogenee; mappe di rischio sviluppate sulla base di dati ambientali, quali per esempio quelle che considerano i rischi provenienti da piccole imbarcazioni; stima delle prestazioni degli apparati sonar per pianificazione a livello tattico; modelli e schemi di rotte marittime fuori dalle normali linee di traffico; pianificazione automatica delle missioni per veicoli di superficie e sottomarini.

L’obiettivo principale della sperimentazione CMRE è quello di provare la piena ed efficiente integrazione di questi strumenti nei sistemi di comando e controllo (C2) dei Paesi NATO e Partner. Per farlo vengono utilizzati protocolli e interfacce web all’avanguardia così come NATO standard. Potenzialità e deficit saranno oggetto di analisi per un miglioramento complessivo delle performance.

Lo STO-CMRE (Science and Technology Organization – Centre for Maritime Research and Experimentation), ex NATO Undersea Research Centre (NURC), si occupa di ricerca scientifica, innovazione e tecnologia, in settori come la difesa delle installazioni e delle forze marittime da terrorismo e pirateria, la costruzione di reti sicure, lo sviluppo delle componenti marittime di supporto alle operazioni e di quadri operazionali integrati, i sistemi di contromisure mine, la protezione non letale dei porti, la lotta antisommergibile, modelli e simulazione, e la mitigazione dei rischi per i mammiferi marini.

Il Centro si avvale quotidianamente di due unità, la nave da ricerca NRV Alliance, 93 metri di lunghezza per 3.180 tonnellate di dislocamento, in grado di navigare anche in oceano aperto, e il CRV Leonardo, vascello più piccolo, particolarmente adatto per le operazioni costiere.

Il CMRE ha in dotazione strumenti e sensori per attività di ricerca in mare di primaria importanza a livello scientifico.

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Fonte: NATO CMRE

Foto: Oceans’15 MTS/IEEE Genova; NURC

ITA MINEX 2013: Marina Militare impegnata nella principale esercitazione contromisure mine a livello nazionale. Obiettivo: protezione portuale da minaccia terroristica

È attualmente in corso, e si protrarrà fino al prossimo 28 maggio, l’esercitazione ITA-MINEX 2013 della Marina Militare. Si tratta della principale esercitazione di contromisure mine nazionale, il cui obiettivo è quello di sviluppare l’addestramento, la sperimentazione e l’impiego dei mezzi in dotazione alle varie componenti del Comando delle Forze di dragaggio.

Il ruolo duale delle unità cacciamine si pone all’avanguardia in un contesto particolarmente importante quale la protezione portuale da minaccia di tipo terroristico, sia lungo le vie di accesso ai porti che nelle acque interne e costiere.

A questa edizione partecipano 10 nazioni, NATO e non, oltre l’Italia: Emirati Arabi Uniti, Algeria, Slovenia, Croazia, Francia, Grecia, Olanda, Turchia e Gran Bretagna.

L’ITA MINEX ha anche lo scopo di promuovere l’interazione dei mezzi in dotazione alle diverse componenti dello strumento aeronavale nazionale con le apparecchiature/sensori di altri Enti/Istituti normalmente impiegati in altri settori, in particolare con l’Istituto Idrografico della MMI, la brigata marina San Marco, i reparti aerei della MMI, il gruppo operativo subacquei di COMSUBIN e lo STO-CMRE (Science and Tecnologie Organization – Center for Maritime Research and Experimentation) di La Spezia, quale ente NATO di riferimento in ambito di ricerche in ambiente marino.

Tutto ciò testimonia l’impegno della Forza Armata per la sicurezza e la difesa della collettività nazionale a sostegno delle principali attività commerciali e di rilevanza economico-sociale.

Fonte: Marina Militare

Foto: Marina Militare