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Trident Jaguar 15: il gen Marchiò porta il suo NRDC-ITA alla validazione Nato

TRJR15_NRDC-ITA in Stavanger (NOR)_NATO JWC (2)“Due erano i traguardi dell’esercitazione”, fa sapere il generale Riccardo Marchiò, comandante del Nato Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA) attualmente impegnato nella Trident Jaguar 15, ormai in fase di conclusione nel Joint Warfare Centre (JWC) di Stavanger.

“Il primo era mettere alla prova la capacità organizzativa e le procedure del comando, mentre il secondo era passare l’esame”, ha affermato senza mezzi termini il comandante, facendo riferimento alla validazione Nato che arriva alla fine della fase di trasformazione di NRDC-ITA in comando operativo joint (JTF HQ).

In più c’è un innegabile aspetto positivo segnalato dal gen Marchiò, ovvero l’opportunità fornita dall’esercitazione di individuare le aree migliorabili al fine di arrivare alla qualità totale: “ci saranno ulteriori momenti di verifica per aggiustare ciò che non è andato proprio perfettamente”, ha assicurato.

20150426_TRJR15_NRDC-ITA COM gen Riccardo Marchiò_NATO JWC Stavanger (NOR) (5)I contenuti di carattere politico, che hanno, indiscutibilmente, caratterizzato questo scenario di livello operativo, si sono rivelati estremamente utili ai fini del realismo dell’esercitazione permettendo di “allargare l’orizzonte con l’introduzione degli elementi di carattere non militare, che hanno arricchito e reso più stimolante l’evento addestrativo”.

Il comprehensive approach, termine con il quale si indica l’integrazione della componente militare con tutti gli attori e i protagonisti del moderno ambiente operativo, rappresenta, infatti, la modalità di lavoro che la Nato promuove e persegue attivamente negli ultimi anni.

NRDC-ITA_Trident Jaguar 15Quanto la realizzazione del comprehensive approach stia diventando sempre più concreta nell’ambito degli eventi addestrativi condotti dalle nazioni dell’Alleanza è testimoniato proprio dall’iniziativa dell’ NRDC–ITA di aver fatto uso per la prima volta di giornalisti embedded, inserendoli nella propria struttura durante una esercitazione importante e complessa come la Trident Jaguar 15.

“Per noi ha rappresentato un elemento innovativo di grande utilità, sia per implementare la comunicazione verso l’esterno, sia per l’apporto specialistico fornito”, ha concluso il comandante di NRDC-ITA, fornendo un resoconto positivo di tutte le attività svolte nel corso della Trident Jaguar 15.

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Foto: PAO NRDC-ITA

“JWC perno della trasformazione della NATO”: a Stavanger il gen Zuliani, vice di ACT, parla dell’evoluzione verso la qualità totale

20150424_NATO JWC TRJR15 DVDay_NRDC-ITA COM gen Riccardo Marchi_NATO ACT DCOM gen Mirco Zuliani (1)Lo aveva già sottolineato ieri, 24 aprile, nell’auditorium del NATO Joint Warfare Centre (JWC), che il DVDay, Distinguished Visitors Day, è l’evento che rende visibile il risultato di un percorso di preparazione lungo 18 mesi, quanti ne sono serviti per preparare l’esercitazione Trident Jaguar 15 (link articolo in calce).

Ora, nel centro della città di Stavanger, in un breve momento di pausa dagli impegni istituzionali, il generale dell’Aeronautica Italiana Mirco Zuliani, vicecomandante dell’Allied Command Transformation (ACT) di Norfolk, qui al JWC in occasione dell’esercitazione Trident Jaguar 15 che sta coinvolgendo il corpo di reazione rapida della NATO (NRDC-ITA) di Solbiate Olona, ribadisce a Paola Casoli il Blog l’importanza del Joint Warfare Centre nel processo addestrativo dei comandi NATO e di paesi partner.

“Il JWC – afferma – è il comando fondamentale responsabile dell’intera concezione, organizzazione e condotta degli eventi addestrativi finalizzati a formare e preparare i comandi della NATO del livello operativo”.

20150424_NATO JWC TRJR15 DVDay_NATO ACT DCOM gen Mirco Zuliani (3)Stavanger, in stretta collaborazione con il Joint Force Training Centre (JFTC) di Bydgoszcz, (situato in Polonia), che dopo aver assolto il compito di formare il personale di prevista assegnazione a ISAF si è ora orientato all’addestramento dei comandi del livello tattico, e con il Joint Analysis and Lessons Learned Centre (JALLC) di Lisbona (in Portogallo), che si occupa delle lessons learned, costituisce la chiave di volta su cui si basa l’intero processo di trasformazione e formazione della NATO che costituisce l’essenza di ACT.

“Guidare la trasformazione della NATO in un processo continuo in direzione della qualità totale, attraverso esperienze, lessons learned, correzioni, aggiustamenti e processi, è esattamente il core dell’ACT”, spiega il gen Zuliani.

Il comando di Norfolk è infatti responsabile della concezione e della realizzazione dell’intero complesso concettuale degli eventi addestrativi, sviluppati sulla base dei criteri e dei requisiti identificati dal NATO Allied Command Operation (ACO). Nel particolare, poi, ogni esercitazione viene delineata dal JWC di Stavanger sulla base delle necessità addestrative peculiari dei singoli comandi che si devono esercitare.

Ad ACT è devoluta la responsabilità della formazione del livello operativo/strategico, mentre la formazione di base e quella del livello tattico rimangono alle singole nazioni. A questo proposito il comando di Norfolk stila un programma quadriennale di eventi addestrativi, aperto anche a paesi partner e, elemento importante proprio alla luce della continua trasformazione dell’Alleanza, disponibile a realizzare sinergie addestrative tra le esercitazioni condotte dalle singole nazioni e quelle sviluppate dall’Alleanza.

La mole di lavoro in ambito addestrativo è davvero elevata: “Tra CAX (Computer Assisted Exercises), LIVEX (Live Exercises), CPX (Command Post Exercise) ed esercitazioni nazionali sotto egida NATO – ci tiene a sottolineare il vicecomandante di ACT – c’è una esercitazione ogni 4 giorni! “.

Gli impegni tendono ad aumentare in modo direttamente proporzionale all’aumento del livello di specializzazione e il generale Zuliani ritiene importante “raggiungere l’opinione pubblica per rendere noto non solo l’impegno crescente dell’Alleanza, ma anche per informare il contribuente di come vengono spesi i suoi soldi”.

Attualmente, fa sapere il vicecomandante italiano di Norfolk, “dopo 20 anni di operazioni in aree di crisi si è raggiunto un livello altissimo di interoperabilità, che può essere mantenuto e incrementato solo tramite il processo esercitativo”.

La crisi ucraina, poi, “ha determinato una revisione del concetto della NRF (Nato Response Force) orientandolo verso una maggiore prontezza e una più spinta capacità di risposta, definendo la necessità di incorporare il concetto di comprehensive approach, visto che la NATO in sé non dispone di tutte le risorse e quindi non può identificare le soluzioni più idonee in modo isolato. Come conseguenza, quindi, si impone la necessità di incorporare nel processo di gestione di una crisi tutti le differenti entità politico/non militari che concorrono alla soluzione finale. In quest’ottica, replicando questa realtà, il JWC svolge un ruolo importante nelle esercitazioni”.

ACT, con i suoi circa 1.000 elementi, di cui 650 negli Stati Uniti e gli altri in Europa tra Mons e Bruxelles, “è il più grosso provider mondiale di insegnamento a distanza”. E ora, anticipa il generale Zuliani, è fermamente impegnato allo sviluppo di una dottrina della comunicazione strategica.

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20140424_NATO JWC_TRJR15_gen Primicerj COMFOTER_gen Marchiò NRDC-ITAAprendo gli interventi nella giornata dedicata ai visitatori vip nell’ambito dell’esercitazione Trident Jaguar 15, attualmente in corso nel NATO Joint Warfare Centre (JWC) di Stavanger, il generale italiano Mirco Zuliani, vicecomandante dell’Allied Command Transformation (ACT) NATO di Norfolk, in Virginia, ha inteso sottolineare che “il Distinguished Visitors Day (DVDay) è l’elemento visibile di una lunga preparazione durata ben 18 mesi”.

E oggi, 24 aprile, nel “comando NATO più settentrionale”, come ha ricordato il generale tedesco Reinhard Wolski, comandante del JWC, proprio mentre l’esercitazione Trident Jaguar 15 sta coinvolgendo il comando italiano di reazione rapida della NATO (NRDC-ITA) di Solbiate Olona, si mettono a frutto quei lunghi mesi di preparazione: per il JWC stesso, responsabile dell’intera architettura dell’esercitazione, e per NRDC-ITA, che come training audience finora sta svolgendo un ottimo lavoro, come lo stesso gen Wolski ricordava nella sua intervista di mercoledì 22 aprile (link articolo in calce).

Ed è proprio il comando italiano NRDC-ITA ad aprire la serie delle esercitazioni Trident Jaguar destinata a esercitare e a valutare i comandi di livello operativo joint che sono necessari alla NATO per poter gestire tutte le possibili aree di crisi come previsto dal livello di ambizione che l’Alleanza ha definito nel vertice di Lisbona nel 2010, dimostrando contemporaneamente di saper trasformare la propria struttura adeguandola ai mutamenti dello scenario geopolitico.

Subito dopo il comando italiano, infatti, sarà il similare comando inglese, ARRC (Allied Rapid Reaction Corps), a esercitarsi su uno scenario, come quello utilizzato da NRDC-ITA, caratterizzato da una situazione geopolitica complessa che bilancia effetti militari con situazioni politiche, basato su dati reali: a partire dalla geografia – l’area scandiva baltica; passando attraverso le infrastrutture realmente esistenti; per finire con paesi coinvolti che fanno realmente parte dell’Alleanza Atlantica.

La componente politica, mai come ora, rappresenta un elemento di fondamentale importanza nello sviluppo e nella condotta dell’esercitazione. L’ambiente operativo di riferimento, appositamente creato per la serie di esercitazioni Trident Jaguar, consente di ricreare uno scenario complesso i cui fattori militari e politici sono ideali per poter impiegare una forza multinazionale, tale da condurre operazioni del livello operativo joint a prevalente orientamento terrestre idonee a testare con realismo un Comando di una Task Force Joint secondo le procedure della NATO.

Questa trasformazione presuppone una “mentalità interforze più ampia”, come ha sottolineato il generale Riccardo Marchiò, comandante dell’NRDC-ITA, parlando oggi nell’auditorium del JWC di Stavanger.

Del resto, questo nuovo ruolo, che si indirizza a una tipologia di operazioni full spectrum e che può vedere un impiego della NATO sia come entità a sé stante, sia sotto l’egida di un mandato ONU o UE, corrisponde in modo diretto all’evoluzione dell’Alleanza così come indicato anche dalle risultanze del summit del Galles del settembre 2014. In tale contesto, infatti, il JTF HQ rappresenta la risposta ideale per far fronte a ogni sfida proveniente da un ambiente cosiddetto di hybrid warfare.

“È una questione di responsabilità crescente”, ha affermato il gen Zuliani. In cui “è necessario essere preparati per ogni evenienza, anzi, per il caso peggiore possibile”, gli ha fatto eco il vicecomandante del JFC di Napoli, il generale canadese Michael Day, sottolineando quanto sia importante “avere effetti deterrenti e dimostrare le proprie capacità”.

Un chiaro messaggio della NATO – “many voices, one message”, lo ha definito il gen Day – in un momento in cui, come ha evidenziato il vicecomandante inglese di NRDC-ITA, generale Sir George Norton, si assiste a una ”instabilità nel settore meridionale”.

Il periodo è dunque propizio per dare il via alla serie di esercitazioni Trident Jaguar, il cui obiettivo, sottolinea il comandante del JWC, gen Wolski, “è addestrare NRDC-ITA e ARRC per primi in operazioni non article 5”.

La mentalità più ampia a cui fa riferimento il gen Marchiò non prescinde tuttavia da una continua formazione, come ha dichiarato il comandante italiano dai microfoni dell’auditorium: “dobbiamo guardare al futuro”.

Ed è una visione che si basa sulla profonda comprensione degli attori presenti nell’ambito di una crisi, sottolinea il capo di stato maggiore di NRDC-ITA, generale Maurizio Boni. Un percorso già delineato nella esercitazione Eagle Joker 14 di Lecce, che in ottobre 2014 ha visto dispiegate 1.693 persone a centinaia di chilometri dalla sede di Solbiate Olona, come ricorda lo stesso gen Boni nel fornire i dati dell’attività che aveva condotto l’NRDC-ITA a ottenere la validazione nazionale come JTFHQ.

Oggi sono circa 1.100 gli uomini e le donne di NRDC-ITA che stanno sviluppando la Trident Jaguar 15 a Stavanger, provenienti dalle 12 nazioni rappresentate nel comando italiano. A completamento del complesso organico dell’esercitazione, l’Italia ha partecipato con il concorso di numerose cellule di risposta che hanno rappresentato la componente terrestre con le brigate Folgore, Julia, Granatieri di Sardegna, Friuli e Genio, quella marittima con il Maritime Component Command e quella aerea con il Joint Force Air Component Command, come esposto dal J7 di NRDC –ITA, colonnello Aldo Maria Vergano.

Tutta l’esercitazione è completamente ospitata all’interno del JWC. Ed è da questa collina che domina il fiordo di Stavanger che la NATO manda il suo messaggio di coesione e forza a concretizzare quanto stabilito e concordato dall’Alleanza nel recente summit del Galles.

Il rappresentante dello stato maggiore italiano presente a questa importante giornata, che vede l’Alleanza lanciare un messaggio forte di deterrenza e dimostrazione delle proprie rinnovate capacità, è stato il comandante delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER), generale Alberto Primicerj.

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