UE

Difesa, il gen Graziano a Varsavia alla sua ultima riunione NATO come Capo di SMD: “Cooperazione NATO – UE necessaria per sicurezza”

“Ho molto apprezzato i risultati raggiunti dal Comitato militare della Nato in un contesto, come quello attuale, così fluido e imprevedibile per la sicurezza internazionale in generale e per la regione euro Atlantica ed euro mediterranea in particolare”.

Così il Generale Claudio Graziano durante il saluto che ha fatto ai colleghi dell’Alleanza Atlantica a margine della conferenza dei capi di stato maggiore della Difesa della NATO, che si è svolta il 29 settembre scorso a Varsavia e che rappresenta per lui l’ultima riunione alla quale ha presenziato in qualità di Capo di Stato Maggiore della Difesa (SMD), fa presente lo stesso SMD con un comunicato stampa del 29 settembre.

“In questi anni – ha continuato il Generale – ho riconosciuto il profondo valore del nostro approccio olistico, con una prospettiva a 360 gradi, che ha tenuto conto delle minacce provenienti da tutte le direzioni strategiche.”

Il gen Graziano ha poi sottolineato che il Comitato militare ha sempre assicurato un approccio bilanciato in grado di soddisfare tutti i compiti della NATO, contribuendo simultaneamente a rafforzare l’unità e la coesione dell’Alleanza.

“Nel mio futuro ruolo di Presidente del Comitato militare dell’Unione Europea – ha aggiunto – lavorerò per rinforzare e migliorare la sinergia e la cooperazione tra le due organizzazioni internazionali per garantire la sicurezza ai nostri cittadini e promuovere la stabilità”.

Concludendo il suo intervento il gen Graziano ha rivolto un affettuoso pensiero ai militari italiani di cui per molti anni è stato Comandante.

“Voglio ringraziare – ha affermato – le donne e gli uomini delle Forze Armate Italiane che con il loro operato quotidiano contribuiscono ad accrescere il prestigio della Nazione. Il loro straordinario impegno è molto apprezzato e il loro valore è unanimemente riconosciuto a livello internazionale”.

La Conferenza del Comitato militare della NATO consente ai Capi della Difesa di incontrarsi e discutere questioni importanti per l’Alleanza, ricorda il comunicato stampa di SMD.

Tra gli argomenti trattati il 29 settembre a Varsavia le operazioni internazionali in atto, l’importanza di poter disporre di truppe ad alta prontezza, la modernizzazione delle strutture dell’Alleanza e la necessità di una sempre più stretta cooperazione con le altre organizzazioni internazionali, in particolare con l’Unione Europea.

Il Comitato militare si riunisce due volte l’anno per discutere operazioni e missioni della NATO e fornire consigli militari su come l’Alleanza può meglio rispondere alle sfide della sicurezza globale, conclude SMD.

Fonte e foto: PI SMD

CaSMD: il gen Graziano a Bruxelles ai Comitati militari di UE e NATO

“Si sono svolte in questi giorni a Bruxelles, in sequenza, la riunione del Comitato Militare dell’Unione Europea e, successivamente, quella del Comitato Militare dell’Alleanza Atlantica, a cui ha preso parte il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, fa sapere oggi, 17 maggio, con un comunicato stampa lo stato maggiore della Difesa.

Il Comitato Militare dell’UE ha tenuto la sua prima sessione del 2018 alla presenza di tutti i Capi di Stato Maggiore della Difesa europei.

Il Generale Graziano assumerà, a partire da novembre prossimo, l’incarico di Presidente proprio di questo consesso militare (link articolo in calce).

Tra i principali argomenti affrontati, particolare importanza hanno avuto la cooperazione UE-NATO, nonché le operazioni e le missioni addestrative dell’UE, spiega il comunicato. Ad aprire i lavori sono stati l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, e l’attuale Presidente del Comitato militare dell’UE, il Generale Michail Kostarakos.

Proprio il Generale Kostarakos, sottolinea la Difesa, al termine della giornata di lavori, alla presenza di tutti i Capi di Stato Maggiore della Difesa dei ventotto Paesi membri, ha insignito l’Ammiraglio della Marina Militare italiana Fabio Gregori della medaglia per “Meriti Straordinari in servizio”.

L’alto ufficiale italiano ha infatti espletato l’incarico di Comandante della Operazione Atalanta, la cui missione è quella di contrastare la pirateria nell’Oceano Indiano, a largo del Corno d’Africa.

Il Comitato militare della NATO si è svolto, invece, nella nuova sede del Quartier Generale dell’Alleanza Atlantica, inaugurata pochi giorni fa. Presieduto dal Presidente, Generale Petr Pavel, l’alto consesso militare ha preso in esame alcuni dei temi di maggiore rilevanza relativi all’impegno internazionale della NATO, quali le minacce provenienti dal fianco sud dell’area mediterranea, la missione di addestramento e di capacity building in Iraq, la funzione di deterrenza e difesa, oltre ai rapporti e alla cooperazione tra la NATO e l’UE.

Soprattutto quest’ultimo argomento ha avuto la preminenza nei lavori, testimoniata anche dal fatto che, in via eccezionale, ad alcune sessioni è stato invitato a partecipare anche il Presidente del Comitato militare dell’UE, il Generale Mikhail Kostarakos, spiega la Difesa.

Presenti in sala anche il Vicesegretario Generale della NATO, Rose Gottemoeller, il Comandante Supremo delle forze NATO in Europa (SACEUR), il Generale Curtis Scaparrotti, e il Comandante Supremo Alleato per la Trasformazione (SACT), il Generale Denis Mercier.

A margine dei lavori, il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha avuto anche l’occasione di fare visita all’Ambasciatore d’Italia presso la NATO, dott Claudio Bisogniero, con cui ha potuto scambiare alcune considerazioni sul futuro delle intese e accordi militari tra l’Alleanza e l’Unione Europea. È poi seguito l’incontro con il Comandante del Battle Group a guida canadese, schierato in Lettonia come Enhanced Forward Presence, a cui le nostre Forze Armate contribuiscono con una compagnia di Fanteria.

I lavori di Bruxelles sono stati inoltre un’opportunità per il Generale Graziano di effettuare alcuni incontri bilaterali con i suoi omologhi, tanto dei paesi membri della NATO quanto dell’UE, per affrontare tematiche di comune interesse.

“Di fronte alle nuove sfide alla sicurezza, alla loro complessità e caratteristiche, è necessaria – ha affermato il Capo di Stato Maggiore – la consapevolezza di dovervi fare fronte con un approccio globale e inclusivo. Nessun paese, infatti, sarà mai in grado di affrontare da solo le crisi e la loro imprevedibilità. Solo grazie al forte senso di appartenenza e solidarietà reciproca tra i Paesi della NATO e dell’Unione Europea si potranno contrastare e affrontare efficacemente tali sfide”.

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Fonte e foto: PI SMD

Esercito: a Pasqua circa 11mila militari impegnati al servizio della collettività dentro e fuori l’Italia

“Anche durante le festività Pasquali gli uomini e le donne dell’Esercito sono al lavoro su tutto il territorio italiano nelle piazze delle maggiori città italiane”, ha ricordato con un comunicato stampa del 1° aprile lo stato maggiore dell’Esercito.

In particolare, fa sapere l’Esercito, sono 7mila i militari impegnati costantemente all’interno dei confini nazionali nel presidiare il territorio e le principali aree metropolitane con l’operazione Strade Sicure, in concorso alle forze dell’ordine.

Mentre sono circa 4mila i militari schierati all’estero nell’ambito di missioni internazionali a guida NATO, ONU o Unione Europea, con compiti di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione delle aree più martoriate del mondo, sino all’addestramento delle forze di sicurezza locali, ovvero la gamma di attività definita Security Force Assistance (SFA).

“L’Esercito, con 4.000 soldati – ricorda il comunicato stampa – continua anche in questi giorni il suo impegno in 15 Paesi esteri, per contribuire alla sicurezza. Fuori dai confini nazionali, sono il Libano, l’Afghanistan e l’Iraq i teatri operativi dove è più consistente la presenza dei militari italiani, ma non meno importante è la presenza in Somalia e Mali, dove i nostri soldati addestrano le forze di sicurezza locali, e il Kosovo, dove, peraltro, l’Italia dal 2013 detiene la leadership della missione Nato-Kfor”.

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), gen Salvatore Farina, nell’incontrare gli uomini e le donne che concorrono a garantire la sicurezza a Venezia nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure, ha voluto esprimere gratitudine a tutto personale dell’Esercito con queste parole: “Il vostro continuo impegno e la vostra presenza nei punti sensibili del territorio nazionale contribuiscono a rafforzare la sicurezza per tutti i nostri concittadini. Per questo, ringrazio voi e le vostre famiglie per l’insostituibile sostegno morale e materiale che dimostrano condividendo le scelte, talvolta impegnative e difficili, oggi più che in altri giorni dovendo rinunciare a trascorrere la Pasqua con i propri congiunti”.

Dal 1° gennaio 2018 a oggi, l’Esercito ha consentito l’identificazione di circa 57.000 persone, 170 delle quali poste in stato di fermo, oltre 200 denunciate; 13.840 veicoli controllati, con 14 sequestri di armi e 152 di veicoli, fa sapere in dettaglio il comunicato della Forza Armata.

“Cospicuo il sequestro di sostanze stupefacenti e oggetti contraffatti”, spiega il comunicato stampa, che così conclude: “Un impegno dinamico e a 360 gradi quello dell’Esercito, che evidenzia una spiccata valenza duale, nell’ottica di dotare lo Strumento Militare Terrestre sia di avanzate capacità di combattimento delle unità sul terreno, sia di poter intervenire tempestivamente, in Patria o all’estero, in situazioni di emergenza o di pubblica utilità: tra queste, solo lo scorso anno, circa 3.000 bonifiche di ordigni esplosivi e residuati bellici e 14 campagne antincendio effettuate con velivoli dell’Aviazione dell’Esercito”.

Fonte e foto: PI SME

NATO Defense College: il CaSMD gen Graziano inaugura il Field Study del 131° Senior Course, focus su Southern Flank e Difesa europea

Il primo Field Study del 131° Senior Course del NATO Defense College (NDC) di Roma, dedicato allo scenario europeo, è stato inaugurato il 2 ottobre scorso dal Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), gen Claudio Graziano, con un intervento sulla politica di Difesa estera e di sicurezza italiana.

È lo stesso NDC a darne notizia con una nota stampa.

Il Comandante del NATO Defense College, gen Chris Whitecross, ha dato il benvenuto al gen Graziano e alla delegazione italiana composta dal gen Lorenzo D’Addario, in rappresentanza del Ministero della Difesa, dal Consigliere d’Ambasciata Federica Favi, Primo Console del Ministero degli Affari Esteri, e dal dott Ezio Gaetano, direttore della Polizia di Stato, in rappresentanza del Ministero degli Interni.

Nel suo intervento, il gen Graziano ha sottolineato i temi salienti dello scenario di sicurezza internazionale, quali il flusso migratorio, il terrorismo internazionale e il proliferare delle organizzazioni criminali, e in proposito ha affermato: “tali minacce vanno affrontate simultaneamente e con l’impiego di tutti gli strumenti a disposizione”.

Rispondendo ad alcune domande dei frequentatori, a proposito del ruolo dell’Italia, il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha evidenziato come: “la strategia italiana è focalizzata sulla regione del Mediterraneo per ragioni storiche e geografiche. In tutti I contesti internazionali e nazionali l’Italia promuove lo sviluppo di strategie che affrontino le sfide della sicurezza provenienti dal cosiddetto “fianco Sud della NATO” e dell’Europa, senza venire meno alle sue responsabilità quale membro attivo dell’Alleanza Atlantica in Europa Orientale”.

Il Generale ha infine enfatizzato l’importante apporto dell’Italia per la costituzione del recente “Hub per il Sud della NATO” a Napoli (link articoli in calce), quale “strumento di pianificazione e di implementazione di tutte le operazioni dell’area meridionale”, si apprende dalla nota stampa dell’NDC.

Muovendo da diversi punti di vista, tutti gli oratori hanno sottolineato la forte complementarietà sussistente tra l’Unione Europea e la NATO.

Secondo il Ministero degli Affari Esteri, tale complementarietà si rende necessaria per facilitare il continuo processo di adattamento in corso in seno alla NATO; in un’ottica militare, invece, essa ѐ necessaria per limitare le crisi odierne e prevenire quelle future; e secondo la Polizia, il binomio EU-NATO deve servire per una migliore cooperazione tra Paesi ed un miglior sfruttamento dei mezzi a disposizione (Europol, Interpol) dell’Italia per affrontare le numerose sfide alla sicurezza, rende noto nel dettaglio l’NDC.

Nel pomeriggio, i frequentatori del Senior Course hanno avuto l’occasione di visitare il Centro Operativo Interforze (COI) di Roma, potendo così avere un approccio diretto alla complessità multi-operativa delle Forze Armate Italiane impregnate all’estero.

“Il NATO Defense College – conclude la nota – organizza periodicamente attività di Field Study, dando modo ai frequentatori dei corsi di approfondire la conoscenza delle politiche per la sicurezza, le strutture e le istituzioni del settore della Difesa così come i governi e le istituzioni internazionali che se ne occupano, attraverso l’incontro con decision-maker nazionali, regionali e globali nei rispettivi Paesi e Quartier Generali”.

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Fonte e foto NDC Rome

Esercito: a Ferragosto attività operativa per 18mila soldati. Il plauso del Capo di SME, gen Errico

Oltre 18.000 soldati dell’Esercito saranno impegnati anche a Ferragosto in attività operative, in Italia e all’estero”, ha annunciato l’Esercito Italiano con un comunicato stampa del 14 agosto.

A loro e alle loro famiglie, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen Danilo Errico, rivolge il proprio ringraziamento e “plauso per i sacrifici, la dedizione, il senso di responsabilità e la professionalità con cui affrontano, anche in questi giorni, il proprio compito”.

Di questi, circa 7.000 presidiano il territorio, in concorso alle Forze dell’Ordine, nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure, contribuendo alla sicurezza della popolazione, specifica il comunicato.

Dall’inizio dell’Operazione, il 4 agosto 2008, i militari hanno consentito l’arresto di oltre 15.500 persone, di cui 280 dall’inizio dell’anno; ne hanno controllate e identificate quasi 2.930.000, circa 290.000 solo quest’anno, e sequestrato oltre 2,2 tonnellate di sostanze stupefacenti, oltre 30 kg nell’anno corrente, specifica la Forza Armata.

Oltre 4.000 soldati, invece, sono impegnati all’estero, in 14 paesi, in missioni sotto egida ONU, UE e NATO, in particolare in attività di assistenza delle Forze Armate e di Sicurezza locali volte alla stabilizzazione delle aree di interesse strategico nazionale.

A questi 11.000 soldati si aggiungono altri 7.000, che si trovano in stato di prontezza per esigenze nazionali e di coalizioni internazionali, per un totale di 18.000 militari.

Tra questi, particolarmente attivi in questo periodo sono gli assetti dell’Aviazione dell’Esercito (AVES) che, in concorso alla Protezione Civile, sono impegnati nella campagna antincendio boschiva.

A oggi, spiega il comunicato stampa, gli elicotteri dell’Esercito hanno effettuato oltre 1.200 lanci di acqua per un totale di circa 2.800.000 litri e oltre 200 ore di volo.

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Fonte e foto Esercito Italiano

 

Marina Militare e dominio marittimo: oggi a Napoli il CHENs 2015 per promuovere il dialogo tra le Marine

chens - s (1)Oggi, venerdì 8 maggio, nel Palazzo Ammiragliato del Comando Logistico a Napoli, ha luogo il forum annuale CHENs (Chiefs of European Navies), che vede la partecipazione dei Capi di 26 Marine europee, membri della NATO e/o della EU (Albania – Belgio – Bulgaria – Croazia – Cipro – Danimarca – Estonia – Finlandia -Francia – Germania – Grecia – Italia – Irlanda – Lettonia – Lituania – Malta -Olanda – Norvegia – Polonia – Portogallo – Romania – Slovenia -Spagna – Svezia – Turchia – Regno Unito).

Nell’ambito del forum si discuterà delle sfide alla sicurezza dell’ambiente marittimo e il ruolo delle Marine.

chens - s (2)A dare inizio ai lavori del Chens 2015 sarà il Capo di stato maggiore della Marina Militare, ammiraglio Giuseppe De Giorgi. Al meeting presenzierà il Ministro della Difesa, senatrice Roberta Pinotti, e il Capo di stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano.

L’obiettivo del CHENs è promuovere la comprensione e il dialogo tra le Marine, esaminare argomenti di comune interesse e accrescere negli stati membri la consapevolezza dell’importanza del dominio marittimo.

La Marina Militare ha retto la Presidenza nel 1999-2000 con l’ammiraglio Guarnieri (tema sviluppato: “Requisiti per lo sviluppo di una Forza Navale Europea”) e l’ha nuovamente assunta nel 2014 alla conclusione del Meeting di Portsmouth (il tema dell’attuale meeting è: “From Traditional Roles to Emerging Security Challenges. How to Adapt our Navies to a Fast Changing World”). Al termine del CHENs 2015 di Napoli, la presidenza passerà dalla Marina Militare Italiana alla Marina Estone.

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Fonte e foto: Marina Militare

Il comprehensive approach nella pianificazione e condotta operazioni UE: al Tramat un seminario sull’integrazione civile-militare e la testimonianza del gen Mingiardi, comandante EUTM Somalia

Il prossimo 1° ottobre, a partire dalle 15, nella Scuola Trasporti e Materiali dell’Esercito (TRAMAT), alla Cecchignola, a Roma, si terrà un seminario di due giorni intitolato Civilian-Military integration in the planning and conduct of EU operations.

Il seminario, che rientra tra le iniziative che il ministero della Difesa organizza nel semestre di presidenza italiana del Consiglio Europeo, ha lo scopo di illustrare la necessità di un’efficace cooperazione civile-militare nella pianificazione e nella condotta delle operazioni a guida UE, evidenziando l’importanza di adottare un approccio “comprehensive”, cioè un approccio multidimensionale, che integri e coordini strumenti d’intervento e gestione diversi, civili e militari, cinetici e non cinetici.

Saranno presenti il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, il Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, e il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano. Tra i relatori numerosi rappresentanti civili e militari, italiani e dell’Unione Europea, docenti universitari ed esponenti di think-tanks.

Nel corso delle due giornate verrà discusso l’approccio europeo alla gestione delle crisi e del quadro giuridico-legale nel quale questo approccio si inserisce.

Particolare attenzione sarà infine posta sul reale funzionamento del meccanismo civile-militare di gestione delle crisi dell’Unione Europea, attraverso la testimonianza del generale Massimo Mingiardi, comandante della missione di addestramento Europea (EUTM) in Somalia.

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Fonte: Esercito Italiano

Foto: autieri.it

La regione del Grande Mar Nero a cavallo tra Europa e Asia; focus sulle interrelazioni con la Bulgaria, A.Miykova/10

By Anna Miykova

Cap 2 della tesi La regione del Grande Mar Nero a cavallo tra Europa e Asia; focus sulle interrelazioni con la Bulgaria (Anna Miykova)

La prospettiva bulgara

La partecipazione della Bulgaria nella sopracitata Organizzazione rappresenta un’indubbia testimonianza delle sue ambizioni di essere uno dei centri della stabilità politica ed economica nella Regione dei Balcani e del Mar Nero. Questa volontà venne palesata già nel 1989 (tre anni prima dell’inizio della BSEC) attraverso il sostegno dimostrato all’idea della Turchia di dar vita a una tale formazione regionale di cooperazione economica. Il 25 giugno 1992 il Presidente della Repubblica Zheliu Zhelev sottoscrisse a Istanbul il documento istitutivo della BSEC, facendo della Bulgaria uno degli 11 Stati fondatori. Con una legge, votata il 28 ottobre 1998, il Parlamento ne ratificò lo Statuto, mentre con la legge del 6 ottobre 1999 venne ratificato anche il Protocollo per i privilegi e le immunità dell’Organizzazione per la cooperazione economica del Mar Nero.

La Banca europea per gli investimenti (BEI), o European Investment Bank, è l’istituzione finanziaria dell’Unione Europea creata nel 1957, con il Trattato di Roma. Scopo della Banca è quello di sostenere gli obiettivi dell’Unione Europea fornendo finanziamenti a lungo termine per specifici progetti di investimento e contribuire in tal modo a una maggiore integrazione e coesione socio-economica dei paesi membri. Come istituzione comunitaria la BEI effettua, inoltre, un continuo adattamento delle proprie attività di investimento in funzione degli sviluppi delle politiche comunitarie. Gli obiettivi politici dell’UE finanziati dalla BEI sono: sviluppo regionale, reti trans-europee di trasporto, sviluppo delle telecomunicazioni e del settore dell’energia, ricerca/sviluppo e innovazione, sviluppo e protezione dell’ambiente, salute ed educazione. Pur muovendosi nell’ambito del sistema normativo comunitario (lo Statuto della Banca è oggetto di uno dei protocolli allegati al Trattato CEE) la BEI è dotata, rispetto alla UE, di autonoma personalità giuridica nonché di indipendenza finanziaria, amministrativa e di controllo.

Tra i maggiori contributi apportati dalla Bulgaria allo sviluppo della cooperazione nell’ambito della BSEC, possono essere indicati:

i. Gli sforzi della Bulgaria per l’ininterrotto rafforzamento istituzionale dell’organizzazione, incluso il mantenimento della flessibilità istituzionale guadagnata nel corso degli anni. Sebbene all’inizio lo Stato ritenesse che un’iniziativa di questo tipo potrebbe rivelarsi in futuro, condizione limitante per le aspirazioni europee degli Stati della regione, successivamente è diventata uno dei membri più attivi dell’Organizzazione, sostenendo il suo diritto di esistenza e di sviluppo;

ii. La partecipazione della Bulgaria all’attività dei gruppi di lavoro (a livello di esperti) della BSEC. Così, ad esempio, lo Stato coordina il gruppo per la tutela dell’ambiente dal 1998 al 2000, il gruppo sul turismo dal 2000 al 2002, il gruppo di lavoro sull’agricoltura e l’agroindustria dal 2005 al 2007, il gruppo che fornisce aiuto in caso di emergenza dal 1° maggio 2005 al 1° maggio 2007 et alii.

iii. Gli impegni della Bulgaria negli incontri ad hoc e nelle iniziative di istituzioni separate della BSEC. Infatti, lo Stato ospita alcuni incontri ed iniziative tenutesi tra il 2006 e il 2008 a Varna.

iv. La partecipazione della Bulgaria all’attività dell’Assemblea interparlamentare della BSEC (PABSEC). Durante il primo semestre del 2007 (01 gennaio – 30 giugno 2997), la Bulgaria ricoprì la Presidenza della PABSEC nella persona di Georgi Pirinski, Presidente del Parlamento. Nel giugno del 2007, Varna – in quanto città marittima del Mar Nero – ebbe nuovamente l’onore di fare da padrona di casa a un prestigioso forum della PABSEC, ovvero la ventinovesima sessione dell’Assemblea. Il tema principale delle discussioni fu proprio lo sviluppo futuro dei contatti tra la BSEC e l’UE, inclusi i parametri dell’attività congiunta tra la PABSEC e il Parlamento europeo.

v. La partecipazione della Bulgaria alla Banca per il commercio e lo sviluppo del Mar Nero. Il paese ha attivamente contribuito – già ai tempi della sua presidenza della BSEC nella seconda metà del 1994 – alla realizzazione dell’idea che la BSEC creasse una propria istituzione finanziaria. In aggiunta, la Bulgaria possiede ben 13,5% del capitale sociale della Banca ed è rappresentata nel Consiglio di amministrazione e nel Consiglio dei direttori della Banca, oltre ad avere un proprio vice presidente.

Da un punto di vista puramente economico, le aspettative della Bulgaria sono connesse soprattutto con il finanziamento di progetti bulgari da parte della BSTDB. Alla fine di dicembre del 2006 il portafoglio di crediti della BSTDB per la Bulgaria ammontava a 114.547.334 milioni di dollari, posizionando lo Stato al quarto posto nella lista dei progetti per i paesi membri approvati in toto.

vi. Il ruolo chiave della Bulgaria per l’attivazione della cooperazione tra gli Stati membri della BSEC, in ispecie nella sfera energetica. A Sofia ha sede il Centro regionale energetico del Mar Nero e la capitale stessa ha ospitato nella primavera del 2004 (25 marzo 2004) il primo incontro del gruppo di lavoro per la politica energetica dell’Europa sud-orientale, al quale partecipano anche molti membri della BSEC. Inoltre la Bulgaria lavora molto attivamente nella realizzazione di azioni concrete contro l’inquinamento dell’ambiente dovuto alla produzione e al trasporto di risorse energetiche nella regione del Mar Nero.

vii. La prontezza dimostrata dalla Bulgaria, sia come membro potenziale che come membro effettivo dell’UE (tale è attualmente), di lavorare in maniera continuativa e sistematica per approfondire la cooperazione tra la BSEC e l’UE. In qualità di Stato membro di entrambe, la Bulgaria prevede di indirizzare i propri sforzi nel rafforzamento del pragmatismo nel quadro di questa cooperazione, nel superamento delle incomprensioni o degli ostacoli di origine puramente tecnica.

In quanto Stato membro dell’Organizzazione, la Bulgaria contribuirà in pratica anche per il raggiungimento di uno degli obiettivi strategici dell’UE – stimolando i rapporti di buon vicinato tra gli Stati della regione – di garantire ulteriore stabilità e sicurezza, utili alla prosperità economica e sociale dei popoli della regione.

Considerazioni generali

Come avevamo già affermato nell’Introduzione di questo capitolo, la fitta presenza di organizzazioni e iniziative regionali si inserisce in un contesto molto più complesso di quanto non appaia. Infatti, spesso si assiste a una sovrapposizione di ordini del giorno delle singole strutture, a rivalità regionali e a relazioni bilaterali tutt’altro che rosee, supportate da una capacità istituzionale insufficiente per intraprendere validi progetti di rilevanza regionale.

L’Organizzazione per la cooperazione economica del Mar Nero è un ottimo esempio di quanto appena descritto. A dispetto di strutture permanenti, quali una Segreteria, una Banca per la ricostruzione e lo sviluppo, un’Assemblea parlamentare, un Consiglio d’affari, un think tank e gruppi di lavoro tematici, la BSEC soffre di una serie di carenze quali la lentezza dei processi decisionali, la mancanza di fondi, la carenza di esperti e di personale qualificato e la limitata partecipazione del settore privato e degli attori della società civile. (altro…)

La regione del Grande Mar Nero a cavallo tra Europa e Asia; focus sulle interrelazioni con la Bulgaria, A.Miykova/1

By Anna Miykova

Introduzione della tesi “La regione del Grande Mar Nero a cavallo tra Europa e Asia; focus sulle interrelazioni con la Bulgaria” (A.Miykova)

Tempo fa, leggendo un articolo del Prof. Devedzhiev, presidente dell’Associazione geopolitica bulgara, mi hanno colpito queste parole: “Con un velo di dispiacere constato che gli ambienti scientifici in Bulgaria, ma anche i pubblicisti, la politica e gli attori statali vantano conoscenze e dimostrano competenze sulla geopolitica globale, mentre sulla Bulgaria resta l’eco del vuoto. Non una parola, né un urlo di salvezza sul suo destino sfortunato di “isola” infrastrutturale con le conseguenti perdite nazionali irreparabili che questo triste fatto ha comportato”.

Mi trovo alquanto d’accordo. A prima vista, guardando la cartina dell’Europa, la Bulgaria non risalta particolarmente all’occhio. È uno Stato piuttosto piccolo – forse in passato non lo era? – che confina a Nord con la Romania, a Sud con la Grecia e la Turchia, a Ovest con la Serbia e la Macedonia e a Est con una distesa d’acqua: il mar Nero; il mare che ne ha influenzato la politica, la geografia e le sue relazioni con l’esterno. E lo stesso è vero per tutti gli altri grandi attori della regione circostante che in un modo o nell’altro determinano l’immagine odierna della Bulgaria: la grande Russia, la Georgia, l’Ucraina, gli Stati del Caucaso, nonché la NATO, gli Stati Uniti e l’UE.

Il motivo che mi ha spinta ad interrogarmi sul ruolo della Bulgaria nella regione del “grande mar Nero” è la volontà di dare delle risposte concrete. Essa è davvero solo un’isola infrastrutturale, un territorio di passaggio? Quali sono le sue reali potenzialità? Quale ruolo ha assunto o potrà assumere la Bulgaria nel suo prossimo futuro, come attore – sebbene piccolo – all’interno del complesso gioco geopolitico che si delinea nel Mar Nero?

Il presente lavoro verrà suddiviso in cinque capitoli tematici. Nella prima parte sarà analizzato il Mar Nero sotto l’aspetto geografico e le sue origini storiche, portando l’esempio della famosa teoria di Ryan e Pittman sull’inondazione storica che avrebbe trasformato il lago di acqua dolce – allora esistente – nell’attuale bacino marittimo e quindi salato. Verrà data una breve descrizione dei popoli antichi che vi abitarono e la colonizzazione delle sue coste, dove si vedrà come anche nell’Antichità la funzione di arteria commerciale del Mar Nero fosse una delle sue principali funzioni. Seguirà una dettagliata spiegazione sulla nascita del concetto di “Wider Black Sea Region” – introdotto per la prima volta ad opera del German Marshall Fund – e sugli attori principali che nutrono un interesse per questa regione. Il capitolo si concluderà con un breve inquadramento storico che delinea le cosiddette “tre catastrofi nazionali” della Bulgaria – ovvero la Seconda guerra balcanica, il Primo e il Secondo conflitto mondiale – e le rispettive gravi perdite sia in termini territoriali che in termini umani. In aggiunta, si percorrerà velocemente il periodo successivo alla Seconda guerra mondiale, con le relative influenze sovietiche e gli sviluppi politici successivi.

Il secondo capitolo è interamente incentrato sulla cooperazione economica nella regione del mar Nero. Infatti, verrà trattata la nascita e lo sviluppo dell’Organizzazione per la cooperazione economica del mar Nero di cui fa parte anche la Bulgaria. Si analizzeranno in modo approfondito le sue funzioni, la sua struttura e gli organi politici nonché esecutivi dell’organizzazione. Poi, si darà una descrizione delle funzioni del suo strumento finanziario – la Banca per il commercio e lo sviluppo del Mar Nero – e i principali progetti bulgari che la Banca ha finanziato. Si farà riferimento a dati economici fornitici dalle Istituzioni finanziarie internazionali e i programmi o progetti che hanno beneficiato dei loro fondi. E per concludere, verrà affrontata la prospettiva e il ruolo della Bulgaria all’interno della BSEC e si analizzeranno i progetti transfrontalieri per i quali lo Stato ha versato fondi nazionali.

Nel terzo capitolo ci si addentrerà nell’analisi più prettamente marittima delle principali sfide e dei rischi che possono minacciare il Mar Nero, portando ad esempio gli incidenti della superpetroliera rumena Indipendenta e del sequestro della nave passeggeri Avrasya. In seguito, ci si soffermerà sull’analisi della principale forza operativa degli Stati litoranei del Mar Nero – BLACKSEAFOR – e si vedrà come la Bulgaria si sia impegnata in prima persona per dare l’input per la creazione di una forza navale congiunta a cui partecipa anche la Russia. Infine, verranno toccati in modo più approfondito i tratti salienti della cosiddetta “questione degli Stretti turchi” e il ruolo degli attori principali, ovvero Russia e Turchia, cercando di spiegare l’importanza di questi “accessi” alle acque del mare aperto per tutti gli Stati della regione, nonché per fini di proiezione di potenza o di operazioni militari.

Il penultimo capitolo si incentrerà principalmente sull’analisi del lungo iter che ha portato la Bulgaria a inserirsi nelle strutture euro-atlantiche. In primo luogo, si passeranno in rassegna gli iniziali contatti diplomatici e politici utili per l’avvicinamento e la reciproca conoscenza tra i leader politici bulgari e l’Alleanza atlantica. Seguiranno, poi, i principali programmi di partenariato della Bulgaria con la NATO, nonché quelli atti a preparare lo Stato alla “preadesione” al Patto atlantico. Ci si soffermerà sul difficile e ambiguo percorso – definito neutralismo – della classe politica statale che ha condotto, non senza difficoltà, a chiedere l’adesione della Bulgaria alla NATO. In conclusione, si vedrà come il principale membro della NATO – gli Stati Uniti – e l’Alleanza stessa attuino i loro interessi nella regione del Mar Nero, e in particolare nella Bulgaria (attraverso le basi aeree nel territorio bulgaro), non solo per fini di stabilizzazione ma anche per fini militari globali.

Nel quinto e ultimo capitolo, verrà analizzato il percorso della Bulgaria come membro dell’UE, soffermandosi in particolar modo sulla politica europea nella regione del Mar Nero. Si toccheranno le aree di cooperazione della Sinergia del mar Nero e si vedrà come lo Stato bulgaro persegua gli obiettivi definiti dall’UE. In ultimo, si tratterà l’importanza delle forniture energetiche per l’UE e per la Bulgaria in particolare, analizzando i principali progetti statali in costruzione. In questa analisi, emergerà anche il ruolo chiave della Russia in particolare per il trasporto energetico legato al progetto South Stream (alternativo al progetto Nabucco) sostenuto dall’UE per raggirare la dipendenza dal grande Paese fornitore.

Alla fine di questo lavoro, si proporranno delle conclusioni personali sul ruolo della Bulgaria nell’ intricato schema geopolitico che si delinea nella regione del Grande Mar Nero.

Anna Miykova

Foto: bulgaria-italia.com

EUTM Somalia: nel corso della Medal Parade il comandante della missione, gen Aherne, ringrazia i militari italiani del 186° reggimento paracadutisti per il prezioso lavoro svolto in fase cruciale

Il 30 ottobre scorso, nell’aeroporto internazionale di Mogadiscio, il generale Gerald Aherne, comandante della missione EUTM Somalia, durante la cerimonia di consegne della Union Common Security and Defence Policy Medal for Somalia, ha espresso il suo profondo ringraziamento al personale italiano per il lavoro svolto in Somalia in questa fase cruciale della missione.

In particolare, il generale irlandese ha fatto riferimento a quanto svolto dal Security Support Element (SSE), su base 186° reggimento paracadutisti, che sta effettuando numerose attività operative per garantire agli advisors e mentors presso il ministero della Difesa e lo stato maggiore della Difesa Somali di lavorare nelle migliori condizioni di sicurezza.

Il comandante della Missione ha consegnato le medaglie a 13 militari del Mentoring, Advising and Training Element (MATE) di stanza in Mogadiscio, appartenenti a diverse nazionalità come Italia, Finlandia, Francia, Irlanda e Spagna, tra i quali c’era il comandante del MATE, colonnello Lorenzo Cucciniello.

EUTM Somalia è una missione di addestramento militare dell’UE che ha lo scopo di rafforzare il Governo Nazionale Somalo e le istituzioni della Somalia, fornendo l’addestramento militare alle forze armate somale. Lanciata dall’UE in base alla risoluzione ONU 1872 del 2009, per promuovere il progresso politico, migliorare la governabilità, rafforzare il rispetto della legge e rispondere ai bisogni umanitari e di sviluppo, la missione proseguirà su decisione del Consiglio Europeo sino a marzo del 2015. L’Italia partecipa con 38 militari in servizio presso le sedi di Kampala e Bihanga in Uganda, e il MATE a Mogadiscio. L’intera missione, attualmente sulle tre sedi, verrà trasferita a Mogadiscio nei primi mesi del 2014.

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Fonte e foto: EUTM Somalia