martedì, marzo 2nd, 2010 1.284 views
Le immagini fornite da un veicolo senza pilota lo hanno confermato: la sede operativa di uno dei gruppi di disseminatori di IED più attivo è stato distrutto oggi a Sangin, nella provincia afgana di Helmand, dagli artiglieri di Sua Maestà.
Ne dà notizia il ministero della Difesa britannico dal sito online, spiegando la dinamica del ritrovamento del laboratorio improvvisato in un compound abbandonato e la tattica utilizzata dai soldati britannici nell’organizzarne la distruzione.
I militari del 1st Battalion The Royal Regiment of Scotland (1 SCOTS), si legge, si erano accorti sin dall’inizio del loro pattugliamento di essere osservati da vicino da sospetti informatori dei talebani. Nonostante questo, dopo il ritrovamento della cache con tutto l’occorrente per la fabbricazione di IED, i militari sono riusciti a rientrare senza incidenti alla loro base, la Forward Operating Base di Wishtan.
L’area è stata messa sotto stretto controllo. Nel giro di due ore un team completo di disseminatori di IED, quattro persone, si è riunito nel compound per organizzare un nuovo attacco, realizzando ordigni improvvisati da sotterrare proprio nelle zone di passaggio dei militari sotto i muri dei compound abitualmente oltrepassati dai soldati con scale a pioli.
La precisione di un colpo d’artiglieria sparato da 48 chilometri di distanza ha neutralizzato i ribelli senza coinvolgere civili. Nell’attacco dei militari britannici sono rimasti uccisi il comandante del gruppo e un suo assistente. Il team era considerato uno dei più esperti seminatori di morte nell’area di Wishtan.
Fonte: UK MoD
Foto: UK MoD
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martedì, marzo 2nd, 2010 47 views
Garantire la sicurezza. Un obiettivo raggiunto secondo la Nato, che in Kosovo ha fatto esercitare le truppe Kfor nell’ex provincia serba con una serie intensa di training sul terreno nell’ultimo mese e mezzo. Ora le truppe dell’Alleanza sono “pronte a reagire a ogni situazione che possa rappresentare una minaccia alla sicurezza dell’intero territorio del Kosovo”.
La serie di esercitazioni ha consolidato la nuova configurazione delle truppe dispiegate nel Paese dei Corvi, che da task forces si sono ridotte a battle groups multinazionali in virtù del “progresso raggiunto da Kfor nel mantenimento della sicurezza per la popolazione del Kosovo”.
Ulteriori esercitazioni sono ancora previste per elevare al massimo lo stato di prontezza delle truppe dispiegate.
Tali esercitazioni continuano tuttavia ad apparire in contrasto con le dichiarazioni dei vertici dell’Alleanza, secondo cui non esisterebbero minacce esterne alla sicurezza del Kosovo. Allo stesso modo è stato appena confermato il progresso raggiunto da Kfor nel mantenimento della sicurezza per la popolazione. Che appare a sua volta come un ulteriore contrasto con la profanazione di sepolture e con le aggressioni ai danni dei serbi verificatisi in questi giorni.
Più semplice pensare a queste esercitazioni come alla sterilizzazione di una intera area, quella a nord dell’Ibar, dove stanno per essere estirpate le cosiddette “strutture parallele serbe” che mantengono ancora un po’ di brezza belgradese nel territorio interamente rivendicato da Pristina.
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Fonti: B92/Tanjug, Kfor, Outside the walls, Serbian Government
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