Albania

L’Esercito commemora la Missione Alba nel 20esimo anniversario dal suo inizio

Ieri, 4 aprile, si è svolta nella Biblioteca Militare Centrale di Palazzo Esercito, a Roma, la commemorazione del 20° anniversario dell’inizio della missione Alba in Albania, ha fatto sapere l’Esercito con un comunicato stampa.

Nel corso della missione Alba, iniziata il 13 aprile 1997 e terminata il 12 agosto dello stesso anno, l’Esercito contribuì alla costituzione della Forza Multinazionale di Proiezione (FMP), a guida italiana, schierandosi e operando tra Tirana, Durazzo, Valona e Fier.

Alla cerimonia di commemorazione era presente il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), gen Danilo Errico, che nel maggio del 1997 con il grado di tenente colonnello era al comando del 7° reggimento Vega, uno dei reparti che costituirono il contingente Alba.

Hanno presenziato inoltre i comandanti di vertice della Forza Armata, i comandanti delle unità che hanno costituito il contingente italiano in Albania, gli ufficiali in servizio allo stato maggiore, oltre a ospiti illustri, fa sapere l’Esercito.

Il gen Errico nel corso del suo intervento ha ricordato come “in questo complesso e delicato contesto, l’Italia fornì il contributo più consistente alla missione, guidata dal generale [Luciano] Forlani, tanto in termini numerici – con un contingente formato da circa 3.000 uomini – quanto dal punto di vista capacitivo con la piena responsabilità del comando e controllo, della condotta delle operazioni, della logistica, dei trasporti, terrestri e aerei, dei rifornimenti e delle comunicazioni”.

La missione Alba, approvata dall’ONU nell’aprile del 1997, fu la prima forma di intervento multinazionale (con Francia, Turchia, Grecia, Spagna, Romania, Austria e Danimarca) promossa e guidata dall’Italia.

L’Esercito, schierato tra Tirana, Durazzo, Valona e Fier, contribuì con la brigata meccanizzata Friuli, il 18° reggimento Bersaglieri della brigata Garibaldi (l’attuale 1° reggimento Bersaglieri di Cosenza), il 187° reggimento Paracadutisti della Folgore e il 151° reggimento Fanteria della Sassari, affiancati dagli Incursori del Col Moschin e dagli specialisti dell’AVES, Genio, Sanità e Trasmissioni, ricorda il comunicato.

La presenza dei militari ha consentito di raffreddare la situazione albanese, ricorda il comunicato stampa, degenerata all’inizio del 1997 principalmente a causa del fallimento di società di investimento che avevano vanificato i risparmi di molti cittadini.

Con circa 1.700 attività operative in quattro mesi, la FMP ha consentito alle organizzazioni umanitarie di distribuire alla popolazione oltre 5.700 tonnellate di viveri, medicinali, sementi e vestiario e di garantire la sicurezza agli osservatori OSCE durante le elezioni albanesi del 29 giugno e del 6 luglio 1997.

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Fonte e foto: Esercito Italiano

Cambio Capo di SME: il gen Errico assume il comando dal gen Graziano giovedì 26 all’Ippodromo militare di Tor di Quinto

gen Claudio Graziano_gen Danilo Errico

“Il giorno 26 febbraio 2015 (giovedì) alle 14:30, presso l’Ippodromo militare Generale Pietro Giannattasio di Tor di Quinto (Viale di Tor di Quinto, 118. Quartiere Tor di Quinto – Roma nord), avrà luogo la cerimonia di cambio del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito tra il Generale di Corpo d’Armata Claudio Graziano e il Generale di Corpo d’Armata Danilo Errico”, scrive lo stato maggiore dell’Esercito in una nota diramata oggi agli organi d’informazione.

All’evento è prevista la partecipazione di autorità politiche, civili e militari.

Il generale Claudio Graziano era stato nominato Capo di stato maggiore dell’Esercito il 14 ottobre 2011, assumendo poi l’incarico il 6 dicembre 2011.

Gli succede il collega Danilo Errico, che dal 15 febbraio 2013 ricopriva l’incarico di Sottocapo di stato maggiore della Difesa.

Il generale Errico ha frequentato il 155° Corso dell’Accademia Militare, da cui, come tenente dei bersaglieri, è stato assegnato al 26° btg della brigata Garibaldi; pilota di elicottero dal 1983 (51° gr. sqd. Leone del 1° rgt. Aves Antares in Viterbo), diventa istruttore di volo nel 1986 e svolge tale attività fino al 1991 presso il Centro Addestramento dell’Aviazione dell’Esercito.

Da colonnello, nel maggio 1997, ha assunto il comando del 7° reggimento Elicotteri d’attacco Vega, alla cui guida del quale ha partecipato all’impegno nazionale in Albania nell’Operazione Alba.

Tra i suoi incarichi all’estero il comando della brigata italo-tedesca in Kosovo (maggio-novembre 2004) nell’ambito della missione NATO KFOR; il comando della Regione Ovest di NATO ISAF a Herat, in Afghanistan, da febbraio a ottobre 2006.

Con i gradi di generale di brigata, da ottobre 2003 a maggio 2004 ha comandato la brigata Corazzata Pinerolo di Bari; come generale di divisione, nel gennaio 2007, ha ricoperto l’incarico di Capo dell’ufficio generale del Capo di SM della Difesa, per poi assumere nel mese di marzo del 2008 l’incarico di Capo del III Reparto e del Centro operativo dello stato maggiore dell’Esercito.

Dal gennaio 2012 al gennaio 2013 è stato comandante del 1° Comando Forze di Difesa (1° FOD) di Vittorio Veneto, in provincia di Treviso. Dal 15 febbraio 2013 è stato Sottocapo di stato maggiore della Difesa.

Con la cerimonia di giovedì 26 febbraio il generale Errico è il nuovo Capo di stato maggiore dell’Esercito.

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La bio completa del generale Errico è al link del Ministero della Difesa

Fonte: PI stato maggiore Esercito; bio Ministero della Difesa

Nella foto d’archivio di La Nuova Ferrara il gen Graziano (sx) e il gen Errico (ds)

Il CaSMD amm Binelli Mantelli in occasione del 199° dei Carabinieri

Il Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD), ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, celebra il 199° Annuale della Fondazione e Festa dell’Arma dei Carabinieri con il seguente messaggio:

Oggi, 5 giugno 2013, in occasione del 199° Annuale dell’Arma dei Carabinieri, giunga al Comandante Generale, agli Ufficiali, ai Marescialli, ai Brigadieri, agli Appuntati, ai Carabinieri e al personale civile dell’Arma il caloroso e affettuoso saluto delle Forze Armate e mio personale.

Dal quel lontano 1814, anno istitutivo dell’Arma quale primo Corpo dell’Armata Sarda, i Carabinieri hanno sempre celebrato, con orgoglioso senso di appartenenza, la loro lunghissima e gloriosa storia, esaltata da episodi di eroismo e di altruismo e di quotidiano spirito di servizio.

L’Arma, in continuità con i valori e le tradizioni che caratterizzano ogni singolo Carabiniere, rappresenta da sempre una solida Istituzione, amata e rispettata dagli italiani, in quanto percepita quale imprescindibile strumento di prevenzione, protezione e presidio di legalità, che assicura alla comunità nazionale il regolare svolgimento delle attività quotidiane attraverso l’operato, costante e silenzioso, del personale impiegato nelle 4.611 stazioni, capillarmente presenti su tutto il territorio nazionale.

La Benemerita, quale Forza Militare di polizia a competenza generale, contribuisce, infatti, in Patria alla difesa dei valori democratici, alla lotta alla criminalità, al mantenimento dell’ordine pubblico e al soccorso nei casi di pubbliche calamità.

Ma l’impegno dell’Arma dei Carabinieri risulta determinante anche nelle operazioni militari fuori dai confini nazionali. Essa si conferma componente moderna e flessibile dello strumento militare, nel quale è perfettamente integrata, essendo capace di assicurare una vasta pluralità di compiti e rivestendo un ruolo concretamente duale e prezioso in innumerevoli settori della vita civile e sociale dei Paesi in cui opera, eccellendo nelle delicate e complesse attività di riorganizzazione e addestramento delle Forze di Polizia locali di Paesi terzi soggetti a conflitti e instabilità politico-istituzionale. L’MSU (Multinational Specialized Unit) costituisce da tempo un modello consolidato e apprezzato per la condotta delle specifiche attività in teatro di operazioni.

Rinnovo a tutti Voi il più sincero ringraziamento per quanto avete fatto e continuate a fare per l’Istituzione militare e per il Paese, operando con entusiasmo e generosità in Italia ed al fianco dei nostri partner internazionali.

Ufficiali, Marescialli, Brigadieri, Appuntati, Carabinieri, personale civile dell’Arma, siate consapevoli della grande eredità e responsabilità che 199 anni di storia comportano e della riconoscenza di tutta la Nazione.

Viva l’Arma dei Carabinieri

Viva le Forze Armate

Viva l’Italia

Firmato

Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli

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Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: carabinieri.it

L’AVES ha spento 62 candeline. Baschi azzurri presenti in Afghanistan, Balcani, Iraq, Libano, Mozambico, Namibia e Somalia

Si è celebrato il 17 marzo scorso, a Viterbo, il 62° anniversario della costituzione dell’Aviazione dell’Esercito (AVES), alla presenza del Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME), generale Claudio Graziano.

Tra i “baschi azzurri” erano presenti il generale Roberto Bernardini, Comandante delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER), il generale Giangiacomo Calligaris, Comandante dell’AVES.

Nel corso dell’evento il generale Graziano ha ringraziato, tra gli altri, il sindaco della città di Viterbo, Giulio Marini, il prefetto, Antonella Scolamiero, il vescovo, monsignor Lino Fumagalli, e il presidente della Provincia, Marcello Meroi, autorità che, “partecipando a questa cerimonia in linea con quella che è la sobrietà imposta dal ridimensionamento delle spese, testimoniano l’ospitalità e l’affetto della città di Viterbo all’Esercito”.

Un doveroso pensiero ai familiari dei caduti in operazione – “che sono l’esempio a cui ci riferiamo, il simbolo del sacrificio verso il Paese e di amore verso la Patria” – è stato poi tributato dal CaSME.

Il generale Graziano ha poi sottolineato “il contributo fornito all’elicottero A-129 Mangusta, che nel teatro afgano ha dato prova di elevata letalità d’ingaggio, minimizzazione dei danni collaterali e eccezionale capacità di operare a stretto contatto con le forze sul terreno”.

Il CaSME ha poi concluso ricordando tutte le missioni dall’Iraq alla Somalia, dall’Afghanistan al Mozambico, nelle quali AVES ha fornito un determinante contributo.

Nell’ambito della cerimonia militare, sono state consegnate dal generale Graziano una Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito, al maggiore Carmine Bertolino, e una Medaglia di Bronzo al Valore dell’Esercito, al primo maresciallo luogotenente Luciano Corsi. Il prefetto di Viterbo, Antonella Scolamiero, ha invece insignito di Medaglia d’Argento al Valor Civile il sergente Francesco Zampino.

L’AVES è nata il 10 maggio 1951. È la più giovane specialità della Forza Armata e si è affermata rapidamente fino a diventare, oggi, una componente determinante e insostituibile dell’Esercito. Nei teatri di operazione i baschi azzurri sono sempre presenti, operando spesso in condizioni di indeterminatezza ed elevato rischio: dalle prime esperienze il Libano alla Namibia, dalla Somalia al Mozambico, dai Balcani all’Iraq e all’Afghanistan.

Proprio in Afghanistan, l’Esercito esprime il proprio sforzo principale impiegando 21 elicotteri che svolgono compiti di trasporto, ricognizione e scorta armata, in piena sinergia con le truppe schierate sul terreno.

L’occasione ha permesso di ospitare il raduno dei reduci della Italian Everest Expedition 73, una delle spedizioni più colossali della storia organizzata in Nepal nel 1973 da Guido Monzino.

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Fonti: stato maggiore Esercito, AVES

Foto: stato maggiore Esercito, AVES

La Difesa al XXVI Salone del libro di Torino: conclusione da favola con Il mago delle lacrime dell’Altra metà della divisa

Il mago delle lacrime è la fiaba che ha aperto il programma della Difesa nell’ultima giornata del Salone del libro di Torino, quest’anno alla sua XXVI edizione, per ricordare il ruolo fondamentale delle famiglie dei militari: una iniziativa che fa parte del progetto Una fiaba per volare da te, realizzata da Grazia Mentil dell’associazione L’altra metà della Divisa con il supporto dell’Ufficio comunicazione dello stato maggiore della Difesa.

L’associazione è nata dall’idea di un gruppo di familiari di militari, con l’obiettivo di fornire un sostegno completo alle famiglie del personale militare impiegato in missione. Le storie hanno la capacità di illustrare tutto ciò che sta intorno al mondo militare e possono sfatare luoghi comuni e contrastare interpretazioni errate: questo hanno voluto sottolineare Deborah Croci, Maria Chiara Santoro ed Elena Narciso, rappresentanti dell’associazione.

Il mondo militare raccontato da altri punti di vista e per tutte le età, questo è Il mago delle lacrime, che descrive il distacco di un bambino dal padre che parte in missione e l’orgoglio e i sentimenti di chi resta ad aspettare, Si tratta del primo di una serie di iniziative editoriali che L’altra metà della Divisa vuole portare avanti per descrivere e descriversi.

Alla conclusione della narrazione della fiaba sono stati effettuati due collegamenti: il primo con nave d’assalto anfibio San Marco della Marina Militare, attualmente impegnata nell’operazione NATO Ocean Shield nell’Oceano Indiano e nel Corno d’Africa, nel corso del quale alcuni membri dell’equipaggio di bordo hanno illustrato al numeroso pubblico presente allo stand la propria esperienza di genitore e consorte in missione.

Il secondo collegamento è stato effettuato con il contingente italiano del Regional Command-West (RC-W) di ISAF con sede a Herat, in Afghanistan, attualmente su base brigata alpina Julia sotto il comando del generale Ignazio Gamba. Anche in questa occasione tante le testimonianze presentate sull’importanza della famiglia, sostegno indispensabile e irrinunciabile per chi, come i militari, spesso svolge la propria missione lontano dal proprio Paese. Numerosa e attiva la partecipazione degli studenti dell’Istituto tecnico Galilei Ferrari di Torino.

All’inizio delle attività odierne, lo stand della Difesa ha avuto come illustre ospite il ministro dell’Integrazione, onorevole Cécile Kyenge, che si è intrattenuta a lungo visitando tutte le postazioni delle Forze Armate e le relative progettualità. Nel firmare il libro d’onore, il ministro ha voluto rimarcare che “essere in questo salone con tanta gente che respira la cultura, l’importanza della scrittura testimonia per me e per tutto il paese quella parte che deve vivere forte: l’’Italia migliore’. Grazie del vostro lavoro”.

Nello stand della Difesa è stato possibile vedere da vicino il robot radiocomandato degli artificieri del Reparto antisabotaggio dei Carabinieri. Il veicolo, che è idoneo ad operare in vari scenari, ha catturato l’attenzione del pubblico, prevalentemente studentesco, ospite presso lo stand della Difesa. Il suo meccanismo consente all’operatore di agire in sicurezza facendo avanzare il robot, la cui funzione principale è quella di disarticolare gli oggetti che ha davanti a sé, per verificare una possibile presenza di un ordigno esplosivo occultato all’interno di un oggetto. Il veicolo, che utilizza un cannoncino ad acqua, è dotato di chiavi di codifica particolari che gli consentono di evitare interferenze radio da jammer o da altro disturbatore elettronico, ed è in grado di operare anche in condizioni di scarsa visibilità. Durante la dimostrazione, la Multinational Specialized Unit dei Carabinieri, attualmente dispiegata in Kosovo in particolari contesti con funzioni militari e di polizia, si è collegata in videoconferenza con lo stand rivolgendo un saluto al pubblico presente.

Le dimostrazioni sono giunte al termine con la ricostruzione di una scena del crimine da parte dei Carabinieri – Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando provinciale di Torino. La simulazione ha riguardato un manichino su cui erano stati sparati alcuni colpi con un revolver. Sono state poi mostrate al pubblico le modalità operative per il reperimento e la conservazione delle fonti di prova. In particolare, è stata utilizzata la lampada Scenescope, per la ricerca di impronte papillari, e quella Crimescope, per la ricerca di tracce ematiche e materiale biologico.

La simulazione dei Carabinieri ha concluso, dunque, l’intenso programma del Ministero della Difesa al XXVI Salone internazionale del libro di Torino. Un bilancio più che positivo per le quattro Forze Armate, con un’alta affluenza di pubblico e un programma intenso, che ha visto tra gli eventi più salienti quelli che interagiscono con il sociale, quali la narrazione della fiaba Il mago delle lacrime e la presentazione del progetto Per un Sari rosa, iniziativa di solidarietà a favore delle giovani ragazze del Bangladesh e per la quale il Ministro della Difesa, Mario Mauro, con una lettera ha voluto inviare il suo personale messaggio di saluto e di sostegno all’iniziativa.

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Fonte: stato maggiore Difesa

Foto: AMD

Alpini a Piacenza per l’86^ adunata nazionale dell’ANA, presenti anche i reduci del Mozambico. Solidarietà ai Marò

Hanno sfilato questa mattina, 12 maggio, per le vie del centro di Piacenza, gli alpini delle sezioni dell’ANA (associazione nazionale alpini), i gonfaloni della Regione Emilia Romagna, della Provincia e del Comune di Piacenza. In apertura della sfilata la Bandiera di Guerra del 1° reggimento artiglieria da montagna, da poco rientrato dall’Afghanistan, un Reparto alpino di formazione dell’Esercito e due fanfare.

Alla cerimonia erano presenti il ministro della Difesa Mario Mauro, il Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, il vicepresidente del Senato Valeria Fedeli.

Per l’occasione, nell’Arena Daturi di Piacenza, è stata allestita dal Comando delle Truppe Alpine dell’Esercito la cittadella alpina, dove ieri pomeriggio, insieme con il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Graziano, si sono ritrovati i reduci della missione in Mozambico (1993) di cui quest’anno ricorre il ventennale.

Il generale Graziano, all’epoca comandante del battaglione Susa, schierato in Mozambico nell’ambito della missione di pace ONUMOZ, dopo aver ringraziato il sindaco di Piacenza, Paolo Dosi, le autorità locali e il presidente dell’ANA, cavalier Corrado Perona, a cui ha espresso “riconoscenza per la preziosa opera nel tramandare i tipici valori alpini alle nuove generazioni”, ha ricordato il tenente Fabio Montagna e il sergente maggiore Salvatore Stabili, caduti in Mozambico il 25 novembre 1993, e ha rivolto un doveroso pensiero a tutti i caduti e ai feriti in operazione.

Rivolgendosi poi agli alpini schierati nell’Arena Daturi, il generale Graziano ha ricordato quell’esperienza vissuta in prima persona da comandante in Mozambico, riportando alla memoria gli episodi e le esperienze di quella missione che è stata “una delle più esaltanti e significative sotto il profilo umano e professionale”.

Il contributo italiano alla missione Albatros, in Mozambico, ha visto impegnati nella prima fase circa 1.030 militari della brigata alpina Taurinense, la maggior parte dei quali svolgevano il servizio di leva, a cui hanno dato il cambio le unità della brigata alpina Julia.

Il generale Graziano ha sottolineato come la presenza attiva dell’Esercito all’adunata nazionale degli alpini “rafforzi ancora di più i vincoli di fratellanza tra i militari in servizio e in congedo, improntati all’adempimento del comune dovere verso il Paese”.

“Non è dunque un caso – ha concluso il Capo di stato maggiore dell’Esercito – se in momenti di particolare difficoltà le unità alpine, palestra militare e di vita, si trovano in prima linea su tutti i principali scenari operativi a dimostrazione della validità, dell’attualità e della vitalità della tradizione alpina”.

Tra le rappresentanze estere erano presenti alcuni reparti di truppe da montagna di Francia e Spagna. Tra queste anche gli Chasseurs des Alpes Francesi, che insieme agli alpini della brigata Taurinense danno vita alla brigata italo-francese.

Gli alpini, specialità dell’Arma di fanteria dell’Esercito, si sono formati nel 1872 e sono, pertanto, il più antico corpo di fanteria da montagna del mondo. Sono due le grandi unità alpine che l’esercito annovera fra le sue fila: la brigata Julia e la brigata Taurinense, che si sono di recente avvicendate nel teatro afgano.

L’appuntamento con l’Associazione Nazionale Alpini è rinnovato il prossimo anno a Pordenone.

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Fonte: stato maggiore Esercito

Foto: stato maggiore Esercito

Celebrazione del 152° anniversario dell’Esercito Italiano: “evento di fondamentale importanza”, sottolinea il CaSME gen Graziano

Si è celebrato questa mattina, mercoledì 8 maggio, presso Palazzo Esercito a Roma, il 152° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano alla presenza del ministro della Difesa Mario Mauro, del Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, e del Capo di stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano.

La celebrazione all’interno di Palazzo Esercito ha sostituito la festa militare programmata all’ippodromo Giannattasio di Tor di Quinto e annullata in seguito alle recenti disposizioni governative in tema di “contenimento delle spese non strettamente indispensabili per la funzionalità delle istituzioni”.

Il generale Graziano, dopo aver ringraziato il ministro della Difesa, che con la sua presenza “ha conferito grande lustro a un evento ridimensionato per le necessità di contenimento delle spese”, ha sottolineato “la fondamentale importanza, per l’Esercito, di questo appuntamento”.

Il Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME) ha poi espresso a tutte le famiglie dei caduti nell’assolvimento del dovere “la calorosa vicinanza dell’Esercito e sentimenti di profonda riconoscenza per l’esemplare dignità con la quale hanno affrontato il loro immenso dolore”, e ha rivolto ai feriti in operazioni “un ringraziamento per la serena fermezza con cui affrontano quotidianamente la propria vicenda personale”, rivolgendo loro “l’augurio di rientrare presto nei ranghi della Forza Armata”.

Al termine del suo discorso, il generale Graziano, rivolgendosi al ministro della Difesa, ha ribadito quanto “difficile è la sfida che attende l’Esercito nell’ambito della profonda riorganizzazione, in chiave riduttiva, dello strumento militare […] una sfida difficile che l’Esercito saprà affrontare con la consapevolezza di essere un’Istituzione sana, efficiente, ricca di valori, che guarda avanti con ottimismo e che farà sempre il meglio con le risorse che il Paese intenderà porre a sua disposizione”.

Nel corso dell’evento, il ministro della Difesa, ha conseguito le seguenti onorificenze:

Medaglia d’Argento al Valore Militare, alla memoria, al caporal maggiore scelto David Tobini, caduto in Afghanistan il 25 luglio 2011;

Medaglia d’Argento al Valore Militare, al maresciallo capo Vincenzo Fanelli;

Medaglia d’Argento al Valore Militare, caporal maggiore capo scelto Giuseppe Scalavino;

Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito, al capitano Massimo Ranzani (caduto in Afghanistan il 28 febbraio 2011), già decorato della Croce d’Onore alla memoria;

Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito, alla memoria, al primo caporal maggiore Matteo Miotto, caduto in Afghanistan il 31 dicembre 2010;

Croce d’Onore, alla memoria, al sergente maggiore Michele Silvestri, caduto in Afghanistan il 24 marzo 2012;

Croce d’Onore, alla memoria, al caporal maggiore Tiziano Chierotti, caduto in Afghanistan il 25 ottobre 2012;

Croce d’Onore, al primo caporal maggiore Monica Contrafatto;

Croce d’Onore, al caporal maggiore Giovanni Memoli.

Le celebrazioni per il 152° Anniversario della Costituzione dell’Esercito assumono, quest’anno, un particolare valore simbolico in quanto coincidono con altre significative ricorrenze.

La prima è rappresentata dal 70° anniversario della Guerra di Liberazione che segnò la rinascita della nazione anche grazie al contributo dell’Esercito testimoniato dagli oltre 87mila soldati italiani tra caduti, feriti e dispersi.

La seconda ricorrenza è rappresentata dal 20° anniversario delle Missioni ONUMOZ in Mozambico e IBIS in Somalia, condotte con volontari di leva, dove persero la vita complessivamente 13 militari.

Infine, la ricorrenza del 10° anniversario dall’avvio della missione Antica Babilonia, per contribuire alla stabilità e alla sicurezza in Iraq, nel corso della quale persero la vita 11 soldati dell’Esercito.

Attualmente sono circa 9mila i militari della Forza Armata impegnati in operazioni sul territorio nazionale e fuori dai confini nazionali.

L’Esercito celebra la ricorrenza del 4 maggio 1861, data in cui Manfredo Fanti, in qualità di ministro della Guerra, decretò che il Regio Esercito, prima denominato Armata Sarda, avrebbe preso il nome di Esercito Italiano.

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Fonte: stato maggiore Esercito

Foto: stato maggiore Esercito

La storia dell’Esercito Italiano in mostra: inaugurata stamane al Vittoriano L’Esercito è/e libertà

Questa mattina, presso il Sacrario del Vittoriano in Roma, il Sottocapo di stato maggiore dell’Esercito, generale Enzo Stefanini, ha inaugurato la mostra dal titolo “L’Esercito è/e Libertà” dedicata alla storia dell’Esercito nel 152° anniversario della sua costituzione e nel 70° della guerra di liberazione.

“La mostra”, ha detto il generale Stefanini, “testimonia, tra l’altro, il contributo degli uomini dell’Esercito nella Guerra di Liberazione, a fondamento dei valori che hanno ispirato la Costituzione della Repubblica Italiana, per la cui difesa e prosperità ciascun soldato presta giuramento”.

L’allestimento, curato dall’Ufficio Storico dell’Esercito, attraverso un percorso di circa 200 metri lineari, mostra alcuni dei cimeli più rappresentativi e interessanti della Forza Armata, a partire dai Moti carbonari alle Guerre d’indipendenza, dalle Guerre mondiali fino alle recenti missioni internazionali. I preziosi reperti storici, tratti dai musei militari, sono accompagnati da ricostruzioni scenografiche, tabelloni didascalici e proiezioni video a fini didattici ed esplicativi dell’evoluzione storica dell’Esercito Italiano.

Una sezione della mostra è stata dedicata interamente alla Guerra di Liberazione, a ricordo del pesante impegno dell’Esercito, testimoniato dai circa 80mila tra caduti, feriti e dispersi in combattimento contro i tedeschi, in internamento e nelle formazioni partigiane; la mostra si conclude con la proiezione del Rapporto Esercito 2012.

L’ingresso all’esposizione è dal lato dell’Ara Coeli e i visitatori potranno affluire all’interno del Sacrario tutti i giorni (escluso il lunedì) dalle 09.30 alle 15.00, la chiusura della manifestazione è prevista per il 15 settembre.

Fonte: stato maggiore Esercito

Foto: stato maggiore Esercito

Policlinico militare del Celio a salvaguardia dei cittadini con e senza stellette: sindaco Alemanno concede cittadinanza onoraria

Domenica 21 aprile il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha concesso la cittadinanza onoraria della capitale al Policlinico militare del Celio quale “Testimonianza solenne di apprezzamento e di affetto per la costante, pluriennale e meritoria attività svolta da Policlinico Militare di Roma a salvaguardia della salute dei cittadini con e senza le stellette”.

All’evento, che si è svolto nell’ambito delle celebrazioni del 2766esimo anniversario del Natale di Roma, hanno partecipato, tra gli altri, il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, l’onorevole Domenico Rossi e il direttore del Policlinico Militare, generale Maria Alberto Germani.

“Il Policlinico militare di Roma, costruito sul colle Celio, nel 1891”, si legge nel verbale di delibera dell’Assemblea capitolina, “in oltre centoventi anni di vita operosa e ininterrotta, sia in pace sia in guerra, ha acquisito nel corso di tanti anni un profondo radicamento nella città che lo ospita e ha continuato a essere severo custode di quelle virtù che consacrano il Soldato di Sanità”.

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, nel suo discorso ha rivolto un particolare ringraziamento al personale del policlinico militare Celio “per l’assistenza prestata a tutti i militari all’estero, portando per il mondo il nome di Roma”, sottolineando inoltre “l’impegno profuso nella sperimentazione delle cellule staminali”.

Il generale Graziano, dopo aver ringraziato le autorità presenti e la città di Roma, che ospita dal 1891 il Policlinico militare Celio, per il prestigioso riconoscimento concesso ha espresso la sua riconoscenza “per l’attività svolta dall’ospedale militare, in particolar modo negli ultimi anni: numerosi soldati, uomini e donne, sono vivi per la professionalità che il personale medico militare ha espresso sul terreno, sul campo e nelle sale operatorie”, ha continuato il Generale Graziano facendo sapere che “noi stiamo investendo sulla ricerca, assieme alla componente sociale e umana del Paese per assicurare una sempre maggiore professionalità nell’interesse del Paese, di tutte le Forze Armate e della città di Roma”.

Il direttore del Policlinico Celio, generale Germani, ha dichiarato che “il Policlinico militare Celio, oltre a operare in Afghanistan , Libano e Kosovo, si evolve anche dal punto di vista tecnico scientifico grazie alle collaborazioni con le Università di Roma e con gli altri ospedali della Capitale”.

“Sul territorio nazionale – ha spiegato il direttore – il Policlinico militare è inserito nel circuito dell’emergenza sangue a Roma e ha curato, di recente, tanti cittadini romani che in situazioni di criticità non potevano essere ricoverati, a causa del sovraffollamento, nelle strutture pubbliche”.

L’impegno del Policlinico militare si è anche estrinsecato nella partecipazione alle missione di pace nel mondo in cui l’Italia ha fornito il suo contributo di solidarietà internazionale.

Sono trascorsi ormai più di 30 anni dal suo primo intervento nella città di Beirut nel 1982. Da allora gli Ufficiali medici e i Sottufficiali infermieri del Celio sono periodicamente partiti per fornire la loro assistenza in molti teatri operativi, tra i quali il Kurdistan nel 1991, la Somalia nel 1993, il Mozambico nel 1994, la Bosnia e l’Albania nel 1996, il Kosovo nel 1999, la Macedonia nel 2000, l’Iraq dal 2003 al 2006, il Ciad nel 2008 e Haiti, in occasione del terremoto nel 2010. Attualmente, il Celio alimenta con personale sanitario l’Afghanistan, il Libano e il Kosovo.

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Fonte: stato maggiore dell’Esercito

Foto: stato maggiore dell’Esercito

Concluso il convegno “1982-2012: trent’anni di missioni all’estero”

Si è svolto, oggi, presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio, il convegno “1982-2012: trent’anni di missioni all’estero”.

Il convegno è stato un’occasione per favorire un dibattito aperto sul ruolo che l’Italia svolge da oltre trent’anni nelle missioni internazionali di pace, analizzando la situazione negli scenari di crisi e l’efficacia dell’azione dell’Italia in essi.

All’evento sono intervenute numerose autorità politiche, militari, rappresentanti delle istituzioni italiane ed estere, del mondo accademico e giornalistico.

Il convegno si è sviluppato in due sessioni: la prima ha avuto come tema “L’evoluzione dello scenario geopolitico”, mentre la seconda ha approfondito gli aspetti relativi alla cooperazione e allo sviluppo.

Il generale Franco Angioni, dopo aver illustrato l’evoluzione e il significato della missione del 1982, ha ceduto la parola al generale Biagio Abrate, Capo di stato maggiore della Difesa, il quale, nel suo intervento, ha sottolineato come “gli oltre seimila militari che, in questo momento, sono in missione sotto l’egida delle principali organizzazioni internazionali (ONU, NATO, Unione Europea) hanno idealmente raccolto il testimone dalle decine di migliaia di uomini e donne che da trent’anni onorano il Tricolore e accrescono il prestigio del paese, portando ovunque la solidarietà e l’umanità del popolo italiano. La missione in Libano – ha proseguito il generale Abrate – segnò l’inizio di un nuovo corso non solo per la politica militare, ma per la stessa politica estera italiana. Sono particolarmente grato al generale Angioni, della cui straordinaria energia e della cui proverbiale determinazione, le Forze Armate, a distanza di trent’anni, continuano a beneficiare”.

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Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: stato maggiore della Difesa