Feb 26, 2011
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Libia? No Grazie! Ridateci le mutande di Ruby

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By Cybergeppetto

Ma come?! Noi stavamo dissertando amabilmente dell’età e delle prestazioni sociali e, forse, sessuali di Ruby e cosa ci tocca sentire? Che l’Africa è una polveriera!

Apprendiamo di proteste, rivoluzioni, guerre civili, analisti che analizzano cose che forse non avevano analizzato prima, politici che dicono che si deve fare presto qualcosa anche se sanno che non si può, e chi più ne ha più ne metta. Roba che abbiamo letto solo nei libri di storia.

Questo non va bene, non possiamo tornare al liceo o all’università, non possiamo farci coinvolgere da eventi che aumenterebbero la diffusa ipertensione degli italiani, un popolo che è ormai avvezzo a incavolarsi solo per le fesserie.

Abbiamo un sacco di cose più interessanti da fare, come seguire i processi di Berlusca, commentare gli interventi dei tronisti del primo pomeriggio, ascoltare i monologhi nel confessionale del grande fratello. Abbiamo schiere di sociologi, politologi, psicopedagoghi e fancazzisiti professionisti che ogni giorno ci tengono impegnati in argomenti ameni. Ogni scusa è buona per discutere del nulla, come le chiacchiere sull’unità d’Italia a Sanremo.

La televisione non ci può spaventare con le immagini del Colonnello imbufalito contro gli oppositori, potremmo pensare che è a corto di amazzoni in divisa con le quali lo abbiamo sempre visto e che quindi i giocarelli gli girino a tutt’andare. Presto o tardi qualcuno promuoverà una class action contro i media che saranno costretti a pagare l’incremento di spesa per le pasticche della pressione.

Non abbiamo ancora finito di stabilire se Belen è meglio della Canalis o se Benigni si deve arruolare in cavalleria piuttosto che nel reggimento Lupi di Toscana, ora che è diventato un patriota.

Non ce ne frega niente di capire se le proteste in Egitto siano spontanee o meno. Che Ruby non sia la nipote di Mubarak lo abbiamo già capito, ci basta che Sharm El Sheik sia disponibile per le nostre vacanze.

Se i giovani del nord Africa non trovano lavoro sarà il caso che partecipino ad Amici, come fanno i nostri ragazzi. Se la De Filippi non dovesse avere posto, magari si fa prima a fare un programma simile laggiù.

Tutte queste notizie di disordini, di morti, di profughi, ci impediscono di guardare con calma le fiction alle quali ci appassioniamo, non abbiamo bisogno di altra adrenalina.

Noi usiamo facebook e twitter quanto e meglio dei rivoltosi, ma ci servono solo per il cazzeggio e l’acchiappo, non certo per denunciare le violazioni dei diritti umani o per compiacerci dal fatto che, forse, il vento di libertà spazzerà definitivamente via i tiranni, cosicché altri tiranni potranno fare i loro comodi.

Insomma, sia chiaro che non abbiamo tempo per cose così truci come le rivoluzioni, la nostra vita è ormai incentrata sul pettegolezzo, amico dell’invidia, fratello della cattiveria e figlio prediletto dell’ozio che, com’è noto, è il padre di tutti i vizi.

Cybergeppetto

p.s. In un programma di gossip spunta, forse per errore, una domanda politica: “Cosa ne pensi di Gheddafi?”, sibila la presentatrice. Il tronista sgrana gli occhi, il suo orizzonte cognitivo non lo aiuta e incomincia a farfugliare qualcosa: “Mah … lo vedo un po’ giù di corda, non ha più ragazze vicino, dice delle cose sgradevoli, magari è da troppo tempo che non va in un centro benessere, forse dovrebbe fare una doccia emozionale …”.

Foto: ilmattino.it

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Inchiostro antipatico