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MNBG-W, KFOR: il Cimic in supporto a educazione e sanità in Kosovo

Con la donazione in Kosovo di attrezzature informatiche per l’allestimento di un’aula multimediale in una scuola di Štrpce/Shtërpce e di attrezzature sanitarie per un Centro di medicina familiare Mališevo/Malishevë, rese disponibili dall’Associazione Nazionale Alpini (ANA) di Trento, dal Consultorio familiare e da una associazione di Velletri, si è concluso un progetto di Cooperazione Civile e Militare (CIMIC) di supporto all’educazione e alla sanità.

Lo ha reso noto con un comunicato stampa del 29 aprile il Multinational Battle Group-West (MNBG-W) di KFOR.

Il progetto è nato su iniziativa dell’ANA di Trento che, nello scorso mese di dicembre, ha avviato una raccolta fondi tra tutti i gruppi alpini della provincia, si apprende. La cellula CIMIC del Multinational Battle Group West ha deciso, in base alle necessità, ove destinare le donazioni.

Presso la scuola elementare “Saja Markovic” del villaggio Gornja Bitinja/Biti, frequentata da circa 100 alunni di etnia serba, è stata allestita un’aula multimediale con attrezzature informatiche. Al taglio del nastro erano presenti l’Ambasciatore d’Italia Piero Cristoforo Sardi, il Presidente dell’ANA di Trento, Maurizio Pinamonti, il Comandante del MNBG-W, Colonnello Gianfranco Di Marco, il direttore della Scuola, Dr. Mile Stojavovio, e rappresentanti delle istituzioni locali.

Due defibrillatori e un elettrocardiografo, inoltre, sono stati donati al Centro di medicina familiare “Dr. Shpetim Robaj” della municipalità di Mališevo/Malishevë a maggioranza kosovaro-albanese.

Il Direttore del Centro, Dr. Nuhi Morina, ha ringraziato il Presidente dell’ANA di Trento e il Comandante del MNBG-W perché “le nuove attrezzature non solo elevano la qualità dei servizi offerti alla popolazione locale, ma offrono la possibilità concreta di salvare vite umane”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

Ampio Raggio: 300 uova di Pasqua donate dagli Alpini della Taurinense

I militari del Reggimento Logistico Taurinense, di stanza alla caserma Ceccaroni di Rivoli, comandata dal Colonnello Giulio Arseni, si sono resi parte attiva del progetto “Un dono per un sorriso”, ha fatto sapere con un comunicato stampa l’Associazione Ampio Raggio.

Il progetto si è realizzato nella consegna di oltre 300 uova di Pasqua a famiglie in difficoltà economica, spiega il comunicato, aiutate dalla bottega solidale Pane sul Muricciolo, gestita dalla chiesa Santa Maria della Stella; ai bambini ricoverati presso il reparto di Pediatria e i degenti del Pronto Soccorso dell’ospedale di Rivoli; agli anziani ospitati in strutture di assistenza locali; alle famiglie indigenti assistite del Centro Aiuto alla Vita.

Sono stati donati anche quattro computer alla Parrocchia Santa Maria della Stella, che provvederà all’istituzione di una sala d’informatica per la digitalizzazione delle persone meno ambienti.

La donazione è frutto di una consolidata collaborazione tra il Reggimento e l’Associazione Ampio Raggio, il cui Presidente è l’alpino Antonino Pio Autorino.

“Per noi militari il tema della beneficenza e della solidarietà è sempre in primo piano – ha affermato il colonnello Arsenie il cercare di alleviare le sofferenze di chi in questo momento vive condizioni di disagio o di solitudine attraverso il calore e l’affetto degli alpini della Ceccaroni mi inorgoglisce e mi riempie di felicità”.

“Speriamo di regalare un sorriso a chi, per ragioni diverse, non è sereno – ha aggiunto il Presidente Autorino -. Farlo nella doppia veste di Presidente di Ampio Raggio e di militare del Reggimento Logistico Taurinense mi emoziona particolarmente”.

Fonte e foto: Ampio Raggio

Alpini: con la VARDIREX la sinergia civile-militare diventa il nuovo modello di intervento in situazione di emergenza

È stata presentata venerdì 12 ottobre, a Verona, nella Sala Rossa di Palazzo Scaligero, la Various Disaster Relief Management Exercise (Vardirex), un’esercitazione di protezione civile che vedrà schierati sul campo, per la prima volta con questi assetti, circa 800 uomini espressione delle professionalità delle Forze Armate e dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA) con il supporto del Dipartimento di Protezione Civile.

Lo si apprende da un comunicato stampa di venerdì scorso del Comando Truppe Alpine (COMALP).

Le aree operative distribuite in tre Regioni (Veneto, Piemonte e Abruzzo) prevedono un intervento all’unisono in situazioni di emergenza diverse, con l’intento di verificare le procedure e l’interoperabilità tra le componenti coinvolte nelle operazioni di soccorso in occasione di pubbliche calamità.

Nel corso dell’esercitazione, che si svolgerà dal 17 al 21 ottobre, sarà testato il sistema operativo di una organizzazione complessa dove opera personale sia militare, sia civile, in relazione alle esigenze di coordinamento a livello locale e nazionale, al fine di rendere sempre più efficienti le capacità di intervento in emergenza, spiega il comunicato.

L’evento è stato presentato da Roberto Giarola, direttore dell’Ufficio Volontariato e Risorse del Dipartimento di Protezione Civile, dal Gen. C.A Claudio Berto, Comandante delle Truppe Alpine dell’Esercito, e da Sebastiano Favero, Presidente dell’ANA.

“Una grande sfida – ha sottolineato il direttore Giarolafinalizzata a testare l’operatività comune delle strutture civile e militare, due componenti importanti della struttura di Protezione Civile. Andremo a testare sul terreno un nuovo modello d’intervento, una formula stabile di collaborazione civile e militare.”

“Sinergia, questo sarà il tema del lavoro degli ottocento uomini in esercitazione, lavorare assieme per trovare delle risposte migliori alle situazioni di emergenza – ha spiegato il gen Berto, Comandante delle Truppe Alpine – Integrazione sarà la parola d’ordine, integrazione delle capacità duali della Foza Armata con la componente di protezione civile dell’ANA e con i tanti attori del sistema nazionale di Protezione Civile”.

Il Presidente dell’ANA ha sottolineato: “16.000 sono gli alpini della componente di Protezione Civile dell’Associazione, che ha nella sua tradizione la disponibilità all’intervento. Due i suoi punti di forza: la sanità, che qui vedremo con l’ospedale da campo operativo, e la logistica”.

Presente alla conferenza stampa, a fare gli onori di casa, il Presidente della Provincia di Verona, Antonio Pastorello.

L’esercitazione Vardirex sarà aperta alla stampa il giorno 19 ottobre in Piemonte e il 20 ottobre, in occasione della visita delle autorità, in Veneto, fa sapere il COMALP.

Le operazioni in programma

Sarà simulato l’intervento e la gestione delle emergenze conseguenti in occasione di un’alluvione nella zona di Fossano, dove assetti del 32° reggimento Genio Guastatori, del reggimento Logistico Taurinense, del 2° reggimento Alpini e del 34° gruppo Squadroni Toro interverranno sul terreno accanto a squadre espresse dall’ANA e gestite dalla locale struttura di protezione civile.

In Veneto, nella zona del Monte Baldo, si interverrà in occasione di un evento sismico.

L’esercito sarà in azione con personale del 2° reggimento Genio Guastatori e del reggimento Logistico Julia; l’ANA con una squadra alpinistica e con il suo ospedale da campo. Il Field Hospital sarà trasportato da assetti aeronautici della 46^ brigata aerea di Pisa, che interviene con un C-130 per il trasporto dell’ospedale da campo e un C-27J in funzione antincendio, si apprende.

In Veneto verrà installata anche la sala operativa, che gestirà simultaneamente i tre scenari emergenziali e le decine di interventi sul terreno.

In Abruzzo, a Coppito, in prossimità dell’Aquila, personale del 9° reggimento Alpini, del battaglione Vicenza, opererà con il personale dell’ANA nell’intervento per un sisma che porterà alla gestione di sfollati.

Parteciperanno all’esercitazione, oltre al Dipartimento di Protezione Civile, aliquote delle organizzazioni di Protezione Civile territoriali e delle Prefetture, assieme alle amministrazioni comunali interessate dall’evento.

Il verificarsi di tre diversi eventi calamitosi, in tre aree e quasi simultaneamente, accrescerà enormemente le difficoltà di gestione rappresentando, se non un unicum, una rarità.

In particolare, a Fossano, sarà allestito un campo di accoglienza e gittato un ponte Bailey su corso d’acqua per il ripristino della viabilità. In tale contesto interverrà una squadra del soccorso alpino per il ritrovamento dei dispersi. Verrà quindi allestito un centro accoglienza, dotato di posto di medicazione avanzato.

In Veneto, nei comuni di Caprino Veronese e Ferrara di Monte Baldo, i soccorritori interverranno nel recupero di personale disperso e nella gestione di un’emergenza con decine di feriti, nel corso dell’evento l’ospedale da campo supporta la struttura locale di sanità nazionale lesionata dal sisma. Anche assetti delle Forze Speciali dell’Esercito saranno impiegati in questo scenario.

In Abruzzo sarà allestito un campo di prima accoglienza con un posto medico e le squadre soccorso civili e militari gestiranno il supporto all’evacuazione di una scuola. Nell’area di Coppito saranno impiegati anche assetti antincendio con l’impiego di aeromobili dell’Aeronautica Militare.

La Protezione Civile regionale, le Prefetture, le Province e i Comuni interessati saranno parte dell’emergenza con l’attivazione dei Centri Operativi Comunali e dei Centri di Soccorso con l’apertura delle Sale Operative locali.

Fonte e foto: COMALP

Alpini: al btg Bassano del 6° Alpini il nuovo comandante è un socio del Gruppo Alpini Acciaierie di Bolzano

“Grandi emozioni per il Gruppo Alpini Acciaierie di Bolzano – ha fatto sapere il 28 settembre scorso lo stesso Gruppo – che ha visto un socio diventare Comandante del Battaglione Bassano del 6 Reggimento Alpini”.

“Partiti di buon mattino – prosegue il comunicato – Veci e Bocia da Bolzano hanno raggiunto a San Candido la Caserma Cantore per rendere omaggio e onore al loro Socio Ten. Col. Stefano Bertinotti, che subentra al Ten.Col. Ivan Iacca”.

Il Gruppo conclude così il comunicato: “Giornata piena di grandi emozioni per i più temperati, come il socio Giuliano che ben 40 anni fa ha prestato servizio propio in questa caserma nel Battaglione Val Brenta”.

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Fonte e foto: Paolo Massardi – Gruppo Alpini Acciaierie di Bolzano

Ponte Morandi: l’Esercito a Genova controlla la “zona rossa” con gli Alpini della Taurinense

Genova, 27/08/2018. Ponte Morandi via Porro

L’Esercito ha concluso ieri, 17 settembre, lo schieramento delle proprie unità a presidio della “zona rossa”, circoscritta dopo crollo di Ponte Morandi a Genova, assumendo il controllo dei varchi d’accesso all’area ritenuta a rischio per ulteriori crolli, ha fatto sapere con un comunicato stampa di ieri lo stato maggiore della Difesa: il passaggio di consegne tra il personale della Polizia di Stato e della Polizia Locale di Genova con i militari nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure è avvenuto nella notte.

Il presidio dei varchi della “zona rossa” sarà garantito dagli Alpini tratti dalle unità della brigata alpina Taurinense, che agiranno in concorso alle Forze dell’Ordine, si apprende.

“Tale misura – si legge dal comunicato – si è resa necessaria per incrementare ulteriormente la sicurezza della popolazione, tanto per evitare il coinvolgimento della popolazione in eventuali nuovi crolli, quanto per assicurare un presidio continuo e costante contro possibili odiosi episodi di sciacallaggio. Inoltre, l’intervento delle Forze Armate consentirà di liberare il personale delle Forze di Polizia, per consentirgli di riprendere le consuete attività istituzionali di prevenzione e contrasto della criminalità cittadina”.

La possibilità di tale concorso da parte delle Forze Armate era già emersa durante la riunione del Centro Coordinamento Soccorsi (CCS), fa sapere la Difesa, proprio con l’obiettivo di alleggerire lo sforzo aggiuntivo espresso dalle Forze di Polizia dal momento del crollo del viadotto autostradale.

L’impiego del personale dell’Esercito, avvenuto in tempi brevi, rappresenta la capacità delle Forze Armate di essere professionalmente preparate a fronteggiare situazioni emergenziali inaspettate e improvvise, per contribuire ad alleviare difficoltà e sofferenze della popolazione.

“È questo un intervento esemplificativo di quella capacità duale di tutte le Forze Armate, che sono in grado di mettere a disposizione della collettività nazionale professionalità, materiali e mezzi inizialmente concepiti per impieghi strettamente militari”, sottolinea il comunicato.

Già in passato gli eventi di pubblica calamità hanno visto l’impiego delle Forze Armate in supporto e in coordinamento con altre amministrazioni dello Stato, in particolare con la Protezione Civile Nazionale operante quale trait d’union per la gestione delle emergenze, un contributo che le Forze Armate devono assicurare nell’ambito dei compiti di istituto.

Il superamento delle dure sfide e il raggiungimento degli eccellenti risultati conseguiti è stato realizzato soltanto attraverso la piena sinergia tra Forze Armate, Vigili del Fuoco, Corpi Armati dello Stato, Croce Rossa Italiana, Volontariato, Protezione Civile, risultando ancora una volta un valido e imprescindibile strumento a diposizione di tutte le autorità locali per il sostegno e il supporto alla popolazione, dando prova di un Sistema Paese pienamente efficiente ed efficace, in grado di fornire una risposta immediata e concreta alla risoluzione delle emergenze, conclude il comunicato.

Fonte: PI SMD

Foto: Il Secolo XIX

Esercito: nove alloggi di servizio consegnati oggi a Cesana Torinese nel progetto di aumento dell’offerta alloggiativa

Il Reparto Operativo del Genio Infrastrutturale dell’Esercito ha riconsegnato oggi, 12 settembre, nove alloggi di servizio riqualificati e ammobiliati che saranno assegnati al personale del Reparto Comando e Supporti Tattici della brigata alpina Taurinense, di stanza presso la Caserma Monginevro della base logistico-addestrativa di Bousson, e agli alpini della 34^ compagnia del 3° reggimento Alpini, di stanza a Ulzio, presso la Caserma Assietta.

È l’Esercito a darne comunicazione con una nota stampa oggi stesso.

I lavori erano stati decisi a seguito della visita all’infrastruttura di Cesana Torinese svolta dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, durante gli ultimi Campionati Sciistici delle Truppe Alpine (CaSTA) a Sestriere, nell’ambito delle verifiche dello stato delle caserme e degli alloggi del personale condotte su tutto il territorio.

La palazzina, di proprietà del demanio militare e parzialmente deteriorata, è stata riqualificata e resa disponibile all’uso attraverso una serie di interventi manutentivi coordinati dal Reparto Operativo del Genio Infrastrutturale in stretta sinergia con la brigata alpina Taurinense, al fine di poter offrire nuove opportunità alloggiative al personale in servizio nella Val di Susa.

Il comprensorio, denominato “Alloggetti montani di Cesana”, si compone di sei alloggi doppi e tre singoli, spiega la nota stampa, e darà ospitalità a quindici militari.

Gli alloggi sono dotati di cucina, bagni e televisione. Iniziati e conclusi nell’arco di un mese, i lavori hanno consentito di rendere nuovamente disponibile una struttura che contribuirà a migliorare il benessere del personale impiegato nella zona.

“È motivo di orgoglio e soddisfazione consegnare questi alloggi ai nostri Graduati che, ogni giorno, si addestrano e operano nelle nostre vallate, mantenendo vivo il legame con la montagna e con tutti coloro che ci abitano”, ha detto il gen Massimo Biagini, comandante della brigata Alpina Taurinense e rappresentante per l’Esercito nel suo breve discorso durante la riconsegna.

“Ogni qualvolta l’Esercito riesce ad andare incontro alle esigenze del proprio personale, viene rinforzato e ribadito quello spirito di corpo che anima tutti i militari, gli Alpini in particolare”, ha chiosato il Comandante.

“Il progetto portato a termine – si legge nella nota – unitamente agli alloggi realizzati precedentemente a Ulzio e Roma, rientra in una serie di iniziative che l’Esercito, nel suo complesso, ha avviato recentemente per migliorare la qualità della vita del proprio personale, aumentando in questo caso la capacità ricettiva nelle vicinanze delle installazioni militari, dando segno tangibile di attenzione e riguardo verso chi quotidianamente opera in contesti operativi e addestrativi a elevata intensità, contribuendo così anche alla valorizzazione del territorio”.

“L’aumento dell’offerta alloggiativa conferma la centralità che l’Esercito attribuisce al proprio personale e al benessere delle rispettive famiglie”, conclude la nota stampa.

Fonte e foto: PI SME

Le Truppe Alpine dell’Esercito all’8° Sestriere Film Festival con cortometraggio sulle 5 Torri

A quattro anni di distanza dalla prima partecipazione – nel 2014 fuori concorso con il cortometraggio “La gara regina” – le Truppe Alpine dell’Esercito tornano al Sestriere Film Festival, kermesse internazionale del film di montagna giunta all’8^ edizione, si apprende da un comunicato stampa odierno del Comando Truppe Alpine (COMALP).

Il filmato proposto quest’anno è un cortometraggio recentemente realizzato sulle 5 Torri, nel cuore delle Dolomiti bellunesi dichiarate dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, in uno scenario, estivo e roccioso, differente da quello che aveva caratterizzato il video del 2014, allora registrato in ambiente invernale, “a sottolineare le capacità dell’Esercito di saper operare a 360° nel difficile scenario montano”, evidenzia il comunicato stampa.

Eredi dei leggendari soldati che durante il primo conflitto mondiale scrissero sulle Alpi epiche pagine di storia militare e alpinistica – “dai famosi ‘Mascabroni’ del capitano Sala alle ‘pattuglie volanti’ di Sepp Innerkofler”, ricorda il COMALP – nell’anno in cui si celebra la fine della guerra gli Alpini hanno voluto far rivivere lo spirito che animò quegli uomini valorosi con una spettacolare esercitazione multinazionale interforze svoltasi sulle 5 Torri.

Un’esercitazione che ha dato dimostrazione del moderno concetto di “mountain warfare”, “evoluzione delle tradizionali tecniche di combattimento in alta montagna che, con procedure in continuo aggiornamento, caratterizza le Truppe Alpine di oggi quale componente dell’Esercito prontamente impiegabile e idonea a operare in qualsiasi contesto ambientale e condizione climatica”, conclude il COMALP.

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Fonte e foto: COMALP

Esercitazione 5 Torri: aperta nuova via alpinistica di decimo grado sulla Torre Grande

Alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), Generale Claudio Graziano, del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, e del Comandante delle Truppe Alpine (COMALP), Generale di Corpo d’Armata Claudio Berto, si è svolta ieri, 4 luglio, nell’omonimo comprensorio montano – “cuore delle Dolomiti bellunesi e patrimonio dell’umanità” – l’esercitazione 5 Torri 2018 che, assieme alle Truppe Alpine dell’Esercito, ha visto impegnati soldati di 14 Paesi alleati e amici, assetti di tutte le Forze Armate nazionali e personale del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico e della Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini.

Lo rendono noto il COMALP e lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa di ieri, 4 luglio.

“Esercitazione tradizionale e moderna – ha affermato il gen Graziano, CaSMD, intervenuto all’avvio della 5 Torri 2018 – in cui hanno operato 14 Paesi amici e alleati alle nostre Forze Armate che si sono addestrati insieme per prepararsi a intervenire in qualsiasi condizione climatica e ambientale. Gran parte della Terra è composta da montagne e gran parte delle operazioni in questo momento in atto si sviluppano in aree compartimentate e montuose”.

Su queste vette, dove 100 anni fa era posizionato il Comando dell’artiglieria italiana, le Truppe Alpine – “eredi dei leggendari soldati di montagna che durante il Primo Conflitto Mondiale scrissero epiche pagine di storia militare e alpinistica”, sottolinea il comunicato – hanno dato dimostrazione delle proprie capacità di sviluppare in modo efficace il moderno concetto di ‘mountain warfare’, evoluzione delle tradizionali tecniche di combattimento ad alta quota.

“Bisogna imparare a operare in un mondo moderno e a quattro dimensioni, compreso lo spazio cibernetico, e dobbiamo continuare ad addestrare i nostri uomini e donne nel modo migliore. La palestra naturale di oggi ne è un esempio, perché là dove l’ambiente è severo si cimenta la fratellanza in armi, in amicizia, la solidarietà, la capacità di sapersi relazionare e operare in sinergia con la società e le componenti civili e quindi ad essere soldati della montagna ed alpini. Cento anni fa su queste montagne si combatté in un modo violento e spaventoso, anche con odio, perché nell’ultimo anno della Grande Guerra l’Italia comprese che una sconfitta militare avrebbe significato il tracollo di tutta la Nazione. Ma gli stessi nemici di allora sono adesso i nostri amici più forti, con gli sloveni, con i croati, con gli austriaci siamo oggi impegnati nelle operazioni internazionali, come in Libano e in Kosovo. Dobbiamo perciò tutelare quanto costruito finora, non dare nulla per scontato, tutelando in particolare quel patrimonio di valori comuni e condivisi anche con gli altri paesi, tramandati dai nostri nonni, e fare in modo che il valore più importante da custodire sia quello di un’Europa unita.”

Salutando tutte le autorità intervenute e il pubblico presente, il Comandante delle Truppe Alpine ha ricordato come “oggi, dopo oltre 100 anni, i nomi delle montagne intorno riportano alla memoria cruente battaglie, gesta eroiche ed episodi legati alla dura vita dei soldati tra i monti di cui rimangono evidenti e ben visibili tracce in tutta la zona circostante”.

Proprio per ricordare tutti quei giovani che sui monti donarono la propria vita alla Patria, personale della Sezione militare di Alta Montagna del Reparto Attività Sportive del Centro Addestramento Alpino ha aperto nei giorni scorsi una nuova via alpinistica di decimo grado sulla Torre Grande, denominata “I ragazzi del ’99”, da loro risalita ora per la prima volta in modo integrale.

La Sezione di Alta Montagna è formata da alcuni tra i migliori elementi del panorama alpinistico italiano e dalle più qualificate Guide Alpine Militari dell’Esercito e rappresenta oggi la migliore e più elevata espressione delle capacità tecniche del Centro Addestramento Alpino nell’alpinismo e nell’arrampicata sportiva di altissimo livello.

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Fonte e foto: COMALP; PI SMD

CME Abruzzo: gli Alpini del 9° assumono il comando della “TF Roma II” di Strade Sicure

Dall’8 giugno fino alla fine dell’anno, ha fatto sapere il Comando Militare Esercito (CME) Abruzzo con un comunicato stampa del 26 giugno, gli uomini e le donne del 9° reggimento Alpini dell’Aquila, al comando del Colonnello Marco Iovinelli, sono impegnati nell’ambito dell’operazione Strade Sicure nella città di Roma per svolgere, in concorso alle Forze di Polizia, il pattugliamento del settore dell’area metropolitana assegnato e la sorveglianza dei punti sensibili decisi dalla Prefettura.

Gli Alpini del 9° reggimento, prima dell’impiego nella Capitale, hanno completato un intenso iter addestrativo, caratterizzato da simulazioni realistiche di eventi che potrebbero verificarsi durante lo svolgimento dell’operazione, quali l’utilizzo delle procedure di identificazione e di perquisizione e le modalità di intervento per il controllo della folla.

Con l’Operazione Strade Sicure, ricorda il CME Abruzzo nel comunicato, l’Esercito contribuisce a incrementare la sicurezza del Paese attraverso l’intensificazione dei controlli sul territorio e il presidio di obiettivi sensibili in concorso alle Forze di Polizia che, grazie a questo contributo, possono dedicare maggiori risorse alle altre attività di investigazione e prevenzione.

Il 9° reggimento Alpini è inquadrato nella brigata Alpina Taurinense e dipende dal Comando delle Truppe Alpine con sede in Bolzano.

Ha preso parte alle recenti operazioni fuori area che hanno visto coinvolto l’Esercito Italiano, ricevendo, a seguito del contributo fornito all’Operazione Enduring Freedom in Afghanistan, la Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia.

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Fonte e foto: CME Abruzzo

Esercitazione 5 Torri 2018: impegno multinazionale interforze per le Truppe Alpine. Foto

Si stanno perfezionando i preparativi per l’imminente esercitazione multinazionale interforze 5 Torri 2018, di previsto svolgimento il 4 luglio prossimo.

All’esercitazione, che vede le Truppe Alpine impegnate nel moderno mountain warfare dove 100 anni fa si combatteva la Prima Guerra Mondiale, parteciperanno 14 paesi.

Le dimostrazioni di progressione alpinistica e manovre di soccorso in parete (con e senza elicotteri) e della capacità di sviluppare azioni militari in un ambiente particolarmente difficile e selettivo sono aperte al pubblico: “per seguire da vicino e in sicurezza tutti i momenti dell’esercitazione, si consiglia di avere al seguito il caschetto da alpinismo” consiglia il Comando Truppe Alpine (COMALP).

Eredi dei leggendari soldati, che durante il Primo Conflitto Mondiale scrissero su queste montagne epiche pagine di storia militare e alpinistica, in questa esercitazione gli Alpini daranno particolare risalto al concetto di mountain warfare, evoluzione delle tradizionali tecniche di combattimento in alta montagna che, con procedure in continuo aggiornamento, caratterizza le Truppe Alpine moderne quali componente dell’Esercito prontamente impiegabile e idonea ad operare in qualsiasi contesto ambientale.

Per seguire l’esercitazione il COMALP raccomanda di raggiungere la zona (rifugio Scoiattoli) entro le 09.30, parcheggiando in località Bai de Dones e proseguendo sul panoramico sentiero o con la comoda seggiovia.

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Fonte e foto: COMALP