Antonio Pennino

Scuola di Applicazione: avviato a Tbilisi il primo corso post-conflict di stabilizzazione e ricostruzione

È stato inaugurato a Tbilisi, in Georgia, il “1° Corso di orientamento alla stabilizzazione e ricostruzione”, ha fatto sapere il Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito con un comunicato stampa del 5 dicembre.

All’evento, che si è tenuto alla Defence Institution Building School di Tbilisi, hanno presenziato il Vice Ministro della Difesa della Georgia, Nukri Gelashvili, l’Ambasciatore d’Italia a Tbilisi, Antonio Enrico Bartoli, e il Direttore del Centro Studi sulle Operazioni di Post-Conflict (CSPCO) dell’Esercito, gen Antonio Pennino.

Il progetto, frutto della crescente cooperazione bilaterale tra Italia e Georgia nel settore della formazione militare, si rivolge al personale civile e militare della Georgia appartenente ai settori sicurezza e difesa e si estende ai funzionari di altri dicasteri interessati alle tematiche di ricostruzione e stabilizzazione, si apprende.

L’apertura a Tbilisi del primo corso “post-conflict” rappresenta il coronamento di un progetto avviato nel febbraio scorso a Torino – spiega la Scuola di Applicazione nel suo comunicato – e che ha visto operare, al fianco delle istituzioni georgiane, gli specialisti del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito.

A Torino, nella sede del Centro Studi sulle Operazioni di Post-Conflict dell’Esercito, si è svolta infatti un’articolata fase preparatoria culminata con l’addestramento e la successiva abilitazione degli istruttori georgiani.

“La partecipazione al primo corso di personale in servizio nelle principali istituzioni nazionali della Georgia conferma l’elevata preparazione professionale che gli istruttori georgiani hanno ottenuto in Italia e dimostra l’attenzione del paese caucasico nei confronti delle delicate attività di ricostruzione e rafforzamento della sicurezza conseguenti alla conclusione di un conflitto, sottolinea la Scuola di Applicazione.

Il gen Antonio Pennino, coordinatore del progetto, ha espresso la propria soddisfazione per il positivo esito di un’iniziativa che non esclude possa ampliarsi e che rafforza prestigio e credibilità del “Sistema Italia” sulla scena internazionale.

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Fonte e foto: Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito

L’Esercito a EXPO 2015 con le fanfare dei Bersaglieri sul Decumano

20150927_EXPO Milano_fanfare dei Bersaglieri_Esercito Italiano (1)Ieri, domenica 27 settembre, quattro fanfare dei bersaglieri in congedo si sono esibite a EXPO Milano 2015, fa sapere il reggimento Artiglieria a cavallo Voloire.

In tutto sono stati più di 100 i fanti piumati che si sono radunati a EXPO 2015, provenienti dalle fanfare Manara di Milano, Colombo di Lecco, Garavaglia di Magenta e Tramonti-Crosta di Lonate Pozzolo.

Le fanfare, dopo aver omaggiato la statua della Madonnina, hanno percorso il Decumano di corsa, tra marce e inni; appena raggiunto Piazza Italia hanno intonato e cantato insieme l’Inno di Mameli.

Alla manifestazione hanno partecipato oltre 200mila visitatori e diverse autorità, tra cui il dottor Giuseppe Priolo, viceprefetto vicario di Milano, la dottoressa Sabrina Marino, vicesindaco di Lonate Pozzolo, e il generale Antonio Pennino, comandante del Comando Militare Esercito (CME) Lombardia.

20150927_EXPO Milano_fanfare dei Bersaglieri_Esercito Italiano (2)L’esibizione, organizzata dall’Associazione Bersaglieri in collaborazione con l’Esercito Italiano, ha concluso le commemorazioni del 145° anniversario della Breccia di Porta Pia. Il 20 settembre 1870, infatti, i Bersaglieri posero fine al potere temporale del papato conquistando Roma, che fu annessa al Regno divenendo da allora la Capitale d’Italia.

L’Esercito Italiano, nell’ambito dell’operazione Strade Sicure, dal 1° maggio sta contribuendo in collaborazione con le Forze dell’Ordine alla sicurezza del sito dell’EXPO con oltre 1.600 militari (cinofili, alpini, bersaglieri, lagunari, paracadutisti, artiglieri, genieri e cavalieri).

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Fonte e foto: reggimento Artiglieria a cavallo

20150927_EXPO Milano_fanfare dei Bersaglieri_Esercito Italiano (4)

L’Esercito marciava…” sotto l’Arco della Pace: la staffetta è oggi a Milano. Foto

Taglio nastro Milano Arco della PaceIn occasione della commemorazione del Centenario dell’inizio della Prima Guerra Mondiale, oggi, 20 maggio, è transitata da Milano, sotto la splendida cornice offerta dall’Arco della Pace, la staffetta militare che sta attraversando l’Italia nell’ambito del progetto “L’Esercito marciava..”.

L’evento ha avuto inizio con il consueto taglio del nastro da parte del Comandante Militare Esercito Lombardia, generale Antonio Pennino, alla presenza delle massime autorità militari e civili, tra le quali il Prefetto di Milano, dottor Francesco Paolo Tronca, il Questore di Milano, dottor Luigi Savina, l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia, dottoressa Valentina Aprea, e l’assessore alla Sicurezza, al Comune di Milano, dottor Marco Granelli.

Tedofora Federica Dal Ri sotto l'Arco della PaceIl generale Pennino nel corso del suo intervento ha ricordato che l’iniziativa “L’Esercito marciava…” vuole commemorare il centenario dall’entrata dell’Italia nella Grande Guerra che, a distanza di un secolo, offre uno dei principali spunti di riflessione per evocare l’importanza della pace tra i popoli.

Inoltre, ha continuato, “l’iniziativa rappresenta l’occasione per condividere con la popolazione italiana i valori, i sentimenti, gli ideali dei nostri avi, che sono ancora quelli dell’Esercito di oggi”.

Esercito marciava Arco della PaceInfine, il generale ha concluso evidenziando il ruolo svolto oggi dall’Esercito che grazie alla capacità “dual-use” dei Reparti dell’Arma del Genio, oltre all’impiego operativo nelle missioni internazionali, è in grado di intervenire in ogni momento, in sinergia con gli organi della Protezione Civile e le Prefetture, su tutto il territorio nazionale a supporto della comunità, in attività di pubblica utilità, come testimoniato dal recente intervento in occasione delle alluvioni che hanno colpito il paese.

La staffetta è arrivata da Torino con la tedofora caporal maggiore scelto Federica Dal Rì, mezzofondista di punta del Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito, la quale, scortata dagli allievi della Scuola Militare Teulié che portavano un grande drappo tricolore, è transitata sotto l’Arco della Pace, cedendo poi il testimone all’altro staffettista, il Comandante della Scuola Militare Teuliè, colonnello Gioacchino Violante.

TEDOFORO COL. VIOLANTEIl passaggio sotto l’Arco è stato ritmato dal suono della “Batteria Tamburi” degli Allievi della Scuola Militare Teuliè. Il tedoforo subentrante è partito, invece, al suono del bersaglieresco pezzo musicale di “Flick e flock” che ha dato la “carica emotiva” per il successivo tratto del percorso che porterà la staffetta in serata a Brescia, fa sapere l’Esercito.

Nel corso dell’evento, le autorità civili e militari hanno consegnato, agli eredi dei militari che hanno preso parte alla Grande Guerra, copia di quel documento che costituisce la sintesi della storia militare dell’individuo: lo stato di servizio. Nella stessa occasione è stata anche premiata la classe III C della scuola media statale G.B. Rubini di Romano di Lombardia, risultata tra le vincitrici del concorso fotografico “La via della Grande Guerra”, promosso dall’Esercito e rivolto agli studenti con l’obiettivo di coinvolgerli nel ricordo attualizzato della Grande Guerra.

Tedofora Dal Ri sotto drappo tricolorePresenti scolaresche e numeroso pubblico, composto, in buona parte, da componenti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma che hanno potuto ammirare, negli stand espositivi organizzati dal Comando Militare Esercito Lombardia, i mezzi moderni dell’Esercito, tra cui il Lince, mezzo blindato usato soprattutto nelle missioni internazionali, insieme alle armi e alle uniformi della Grande Guerra dell’Ufficio Storico dello stato maggiore dell’Esercito.

Dall’11 maggio 2015 lungo tutta la Penisola una staffetta di soldati, partendo da cinque diverse località (Trapani, Lecce, Cagliari, Aosta e Bolzano), e correndo ininterrottamente, ha attraversato vie, borghi, paesi, sacrari e città fino a giungere, la sera del 24 maggio, a Trieste dove l’evento musicale, condotto dal professor Umberto Broccoli, in piazza Unità d’Italia, chiuderà ufficialmente l’intera manifestazione (link articoli in calce).

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Fonte e foto: Esercito Italiano

Scorcio dispositivo promozionale Arco della Pacxe

passaggio tricolore sotto Arco della Pace

La Grande Cavalcata: con le Voloire oggi in favore dell’ippoterapia, progetto introdotto alla Santa Barbara dalla crocerossina Emanuela Setti Carraro negli Anni Ottanta

La Grande Cavalcata nella Città di Milano ha visto impegnati oggi alcuni giovani diversamente abili, accompagnati da personale a cavallo dell’Esercito del reggimento Artiglieria a Cavallo, dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato, dell’Associazione Rangers d’Italia e dell’Associazione Giacche Verdi, in un percorso a cavallo da Corsico alla caserma Santa Barbara di Milano (link articoli in calce).

L’evento è stato promosso dall’Associazione Nazionale Italiana Riabilitazione Equestre (ANIRE), con la coordinazione di tutte le attività da parte del Comando Militare Esercito Lombardia, guidato dal generale Antonio Pennino, del reggimento Artiglieria a Cavallo, con al comando il colonnello Luca Franchini, e con la collaborazione della Croce Rossa Italiana e del Lions Club di Corsico.

La Grande Cavalcata ha avuto lo scopo di far conoscere l’importanza del cavallo nel quadro di una migliore autonomia e integrazione delle persone con difficoltà psicofisiche e di mettere in evidenza l’impegno nel sociale che le Forze Armate/Corpi Armati svolgono costantemente al servizio dei cittadini.

Negli Anni Ottanta, grazie all’intuito della crocerossina Emanuela Setti Carraro, moglie del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, nacque a Milano questo progetto innovativo. Fu lei la prima a introdurre nella caserma Santa Barbara l’attività dell’ippoterapia con il determinante sostegno del reggimento Artiglieria a Cavallo.

Questa azione meritoria valse alla Sorella Setti Carraro nel 1985 il conferimento (postumo) della medaglia d’oro al merito della sanità pubblica da parte del Presidente della Repubblica Sandro Pertini, già conferita allo Stendardo delle Voloire il 3 aprile 1981 «per l’attività svolta dagli artiglieri a cavallo nel recupero di bambini diversamente abili attraverso l’ippoterapia».

Oggi, attraverso l’equitazione, tanti giovani diversamente abili e con problemi motori riescono a prendere in mano le redini della loro vita.

Il reggimento Artiglieria a Cavallo dà lustro non solo alla città di Milano, che lo ospita da oltre 127 anni, ma all’intera nazione, mantenendo una presenza costante a fianco della gente soprattutto ai più bisognosi perpetuando in questo modo lo spirito del “servire”.

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Fonte e foto: reggimento Artiglieria a cavallo

NRDC-ITA alla Stramilano 2013: 900 i militari ai nastri di partenza, 351 del 1° reggimento Trasmissioni

Il Corpo d’armata di reazione rapida della NATO (NRDC-ITA) di Solbiate Olona partecipa ormai di consuetudine alla Stramilano, la quarantennale manifestazione podistica nel capoluogo lombardo.

La tradizionale salva del cannone del reggimento artiglieria a cavallo Voloire ha dato il via oggi alla 42esima Stramilano dei cinquantamila e alla Stramilanina. Ai nastri di partenza erano presenti quasi novecento militari di NRDC-ITA e dei reparti dipendenti, molti accompagnati dalle famiglie. In particolare, il generale Rosario Castellano, capo di stato maggiore e comandante pro tempore dell’unità NATO sul territorio solbiatese, si è cimentato nella gara di dieci chilometri.

La connotazione internazionale della Stramilano, come ricordato dal generale Antonio Pennino, comandante del Comando militare Esercito della Lombardia, è assicurata anche dalla partecipazione dei militari stranieri, rappresentanti delle quindici nazioni alleate di stanza alla caserma Ugo Mara, sede di NRDC-ITA a Solbiate Olona.

Nonostante nessuno dei militari presenti ambisse a battere il record di 59’17’’ realizzato da Paul Tergat nel 1998, un trofeo era già in tasca prima della partenza: il 1° reggimento trasmissioni della brigata di supporto, con sede a Milano nella caserma Santa Barbara, si è aggiudicato il premio per il gruppo militare più numeroso con 351 atleti.

La coppa, ritirata dal colonnello Giordano Eusepi, comandante del reggimento, è intitolata alla memoria del capitano dell’Esercito Italiano Massimo Ficuciello, caduto nell’adempimento del dovere a Nassiriya, dieci anni fa. Il primo classificato dei militari, l’allievo Fabio Garnerone, della scuola militare Teuliè, si è invece portato a casa la coppa intitolata al capitano Riccardo Bucci, dell’Esercito Italiano, scomparso in un incidente stradale a Herat, in Afghanistan, nel 2011.

Gli atleti del NRDC-ITA Running Team sono la dimostrazione di quanto i militari italiani e stranieri del Comando di Solbiate riescano a conciliare con successo i numerosi impegni di lavoro con le sedute di allenamento, a testimoniare l’importanza che la preparazione fisica rappresenta per un militare.

La partecipazione a quest’evento è considerata ogni anno un appuntamento irrinunciabile per i militari della Ugo Mara, una realtà completamente integrata e attiva nel tessuto sociale del territorio. L’appuntamento è quindi rinnovato per la prossima edizione, con sempre maggior impegno ed entusiasmo.

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Fonte: NRDC-ITA

Foto: Marina Dore/NRDC-ITA

Storia di un calendario militare

By Vincenzo Ciaraffa

Stamattina, 3 dicembre, nella Sala Conferenze della Provincia di Varese, il Comandante Regionale Esercito della Lombardia, Generale Antonio Pennino, ha presentato il calendario dell’Esercito 2013 in ambito provinciale nel corso di una conferenza alla quale sono intervenuti vari personaggi di rilievo, tra i quali il Comandante del Corpo d’Armata di Reazione Rapida della NATO, Generale Giorgio Battisti, il direttore del quotidiano “Il Giorno”, tre assessori provenienti rispettivamente dalla Regione Lombardia, dalla Provincia e dal Comune di Milano. Oltre, naturalmente, ai padroni di casa della Provincia di Varese, il Prefetto, i giornalisti e perfino lo scultore Eduardo Brocca Toletti che dedicò una sua opera all’Unità d’Italia in occasione della visita a Varese del Presidente della Repubblica, il 17 marzo 2011.

Tanti personaggi per la presentazione di un calendario potrebbero sembrare eccessivi soltanto se non si conosce la tradizione (un po’ da rivedere in verità…) degli Almanacchi militari.

Secondo tale tradizione, infatti, essi nascono dai settecenteschi “Lunari” piemontesi, così chiamati perché, oltre alle immaginette sacre, riportavano le varie fasi della luna, la cui conoscenza era ritenuta molto importante da contadini, allevatori, mescitori di vino e perfino dalle donne in estro. In verità gli almanacchi militari non hanno una storia facilmente individuabile e se l’hanno è diversa e più antica di quello che non dica la tradizione di un esercito dove, fino all’altro ieri, tutto ciò che funzionava passabilmente, doveva essere per forza di estrazione piemontese.

E, invece, chi scrive ha visto con i propri occhi, nel corso di alcune ricerche fatte presso la Biblioteca Nazionale di Napoli, tutta una serie di edizioni de “L’Almanacco Reale” che si stampava a Napoli già ai tempi di Carlo III e che, per i contenuti e la ricchezza delle immagini, non avevano nulla da invidiare sia ai “Lunari” piemontesi, sia ai successivi Almanacchi militari veri e propri.

D’altronde, la supposta “piemontesità” di queste pubblicazioni è smentita anche da Giacomo Leopardi, come ben ricordano gli studenti della nostra generazione che dovettero imparare quasi a memoria “Il dialogo di un venditore di Almanacchi e di un passeggere” che il grande recanatese scrisse nel 1832. Fu soltanto dopo l’Unità d’Italia che prese definitivamente piede nei Reparti dell’Esercito la tradizione degli Almanacchi di Corpo che, fino a una quindicina d’anni fa, erano tanti quanti erano i Reparti militari. Alcuni di essi erano di pregevole impostazione grafica, di grande e documentato rigore storico, di facile impatto sentimentale perché tramandavano in modo orgoglioso le vicissitudini, le tradizioni e le glorie del Reparto. Sopraggiunte le prime avvisaglie della crisi economica, e i successivi tagli di bilancio alle Forze Armate, lo Stato Maggiore dell’Esercito decise di produrre un unico calendario che, “erga omnes”, fosse valido per tutti i Reparti Militari e che, detto con sincerità, si distingue soltanto perché l’ultima edizione è sempre più brutta di quello precedente.

Fatta, speriamo, un po’ di giustizia storica, veniamo a stamattina.

Il calendario dell’Esercito presentato dal Generale Pennino, presso la sede (per quanto ancora?) della Provincia di Varese, aveva quale filo conduttore “Il cuore delle missioni” perché intende ricordare i trent’anni dell’inizio delle missioni militari italiane all’estero  – che in realtà sono iniziate oltre un secolo fa, con la rivolta dei Boxer in Cina –  per la gestione delle crisi internazionali e che sono generalmente definite dai media di peacekeeping. Anche se una tale definizione è impropria perché il peacekeeping è soltanto una delle azioni appartenenti alla categoria delle Peace support operation (Pso), termine che ingloba le forme d’intervento finalizzate alla prevenzione, gestione e risoluzione di situazioni di crisi esterne al territorio nazionale e non incidenti sugli interessi vitali del nostro Paese.

Chi scrive conosce bene il Generale Pennino per aver servito il Paese ai suoi ordini in anni non molto lontani e, perciò, è certo che egli a Varese non intendesse presentare semplicemente un Almanacco militare: voleva rendere omaggio alla memoria di tutti i nostri soldati che hanno donato la propria vita per consentire che altri, degli sconosciuti, potessero vivere la propria. Grazie dell’iniziativa Comandante, gliene saranno grati, in modo particolare, i familiari dei nostri ultimi cinquantadue caduti in terra afgana, ai quali, ne siamo certi, invierà una copia del Calendario Esercito 2013 che, a ben vedere, è stato scritto anche col sangue dei loro figli, padri o mariti.

Vincenzo Ciaraffa

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Foto: edicoladipinuccio.it

Echi della Valle Olona – Salutiamo un amico: il generale Pennino da NRDC-ITA al Comando Militare Esercito Lombardia

By Vincenzo Ciaraffa

Il 29 marzo scorso, nel Salone Radetzky  di Palazzo Cusani a Milano, il Generale Antonio Pennino ha assunto  il comando  del “Comando Militare Esercito Lombardia” .

La cerimonia si è svolta con la sobrietà che i tempi richiedono e, tuttavia, vi hanno partecipato le massime autorità civili, militari e religiose presenti sulla piazza  Milano, e non soltanto.

Infatti, oltre al sindaco di Solbiate Olona, Luigi Salvatore Melis, erano presenti molte autorità provenienti dalla caserma Ugo Mara e dal Varesotto, e questo per una semplice ragione: il Generale Pennino, durante la sua permanenza al Comando della Brigata di Supporto basata nella caserma di Solbiate ha evidenziato un senso delle relazioni istituzionali, un’attenzione per il territorio e per i suoi abitatori sicuramente fuori dal comune.

Molte, ad esempio, sono state le iniziative alle quali egli non ha fatto mancare il sostegno logistico della sua Unità come, giusto per citarne alcune, la raccolta di fondi per i terremotati di Haiti, gli annuali, straordinari “International day”, la partecipazione all’organizzazione della mostra tenutasi nel Salone Estense di Varese per accogliere il Presidente della Repubblica il 17 marzo del 2011, e tante altre belle iniziative territoriali.

E tutto questo mentre l’Unità al suo comando assolveva, con efficacia, costanza e puntualità i propri compiti istituzionali. Il fatto che l’alternarsi dei comandanti sia segno di vitalità della Forza Armata che si rinnovano, non lenisce il nostro rimpianto di veder andare via un amico di Solbiate Olona e, in generale, di tutta la comunità della Valle Olona.

Certo non possiamo compilare le note caratteristiche del Generale Pennino ma se potessimo farlo, alla voce “Interessi culturali” risponderemmo “pochi”: la Patria, il Dovere, la gente comune, le istituzioni, i propri uomini e… i Bersaglieri.

Buona fortuna, Generale Pennino, e grazie per essere stato sempre  vicino al nostro territorio, grazie soprattutto per averlo fatto con la semplicità e la discrezione che si addice ai grandi uomini.

L’articolo è pubblicato su Echi della Valle Olona del mese di aprile attualmente in edicola

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Foto: Echi della Valle Olona

NRDC-ITA, cambio di comando alla brigata di supporto: al generale Pennino succede il collega Guarisco

Si è svolta oggi 11 novembre nella caserma Ugo Mara di Solbiate Olona, sede del corpo d’armata di reazione rapida della NATO (NATO Rapid Deployable Corps – Italy, NRDC-ITA), comandato dal generale Giorgio Battisti, la cerimonia di cambio di comando alla brigata di supporto di NRDC-ITA.

Il generale Antonio Pennino ha ceduto il comando al collega Alessandro Guarisco dopo circa due anni di intensa attività, durante la quale ha garantito con la sua brigata un regolare ed efficace supporto al funzionamento dell’intero comando.

In particolare, il generale Pennino ha assicurato che la brigata svolgesse il fondamentale ruolo di supporto con la massima efficacia dello sforzo logistico e comunicativo. Come dimostrano  i brillanti dispositivi realizzati nel corso delle esercitazioni, di cui l’ultima, la Eagle Roster 3, si è svolta meno di un mese fa nell’area laziale tra Civitavecchia, Bracciano e Monte Romano.

Il comandante Battisti, che ha presieduto la cerimonia, si è complimentato con il generale Pennino per il lavoro svolto e ha espresso i suoi migliori voti augurali al subentrante generale Guarisco, che negli ultimi due anni ha ricoperto il ruolo di vicecomandante dell’Accademia di Modena.

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Esercitazioni militari NRDC-ITA in Paola Casoli il Blog

Fonte: NRDC-ITA

Foto: NRDC-ITA

NRDC-ITA presenta l’esercitazione Eagle Roster 3

Viene presentata ai giornalisti oggi 11 ottobre, e precisamente nella mattinata a Palazzo Cusani, a Milano, e nel pomeriggio nella caserma Ugo Mara, a Solbiate Olona, la prossima esercitazione del corpo d’armata di reazione rapida dell’Alleanza Atlantica Nato Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC-ITA), comandato dal generale Giorgio Battisti (foto PAO NRDC-ITA).

La Eagle Roster 3 (ER3), così come è stata chiamata, è una esercitazione di deployment, fondamentale cioè per  sperimentare concretamente le capacità di trasporto su rete intermodale di tutti i materiali e le aliquote del comando, rendendone possibile il trasferimento a centinaia di chilometri dalla sede.

La ER3 si protrarrà per due settimane a partire da lunedì prossimo e vedrà il comando di Solbiate Olona rischierarsi al completo nelle aree addestrative laziali di Civitavecchia e Monte Romano.

In tutto verranno trasferite 1300 persone a circa 600 chilometri di distanza con due navi e sei aeromobili.

A gestire l’intero flusso e organizzare la struttura dove il personale alloggerà e lavorerà ci hanno pensato la brigata di supporto al corpo d’armata, comandata dal generale Antonio Pennino, con i suoi due reggimenti: il reggimento di supporto, che ha il compito di preparare la struttura e urbanizzare nel senso più letterale del termine  l’area destinata all’esercitazione, e il reggimento Trasmissioni, che realizza i collegamenti voce, dati, fonia e fax su ponti radio e satellite per le comunicazioni (sulla struttura di NRDC-ITA: CoE NRDC-ITA in Solbiate Olona).

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NRDC-ITA: concluso il seminario medico Eagle Care 11 per una perfetta logistica sanitaria militare a vantaggio dei civili (29 settembre 2011)

NRDC-ITA si esercita sulla cyber security. Concluso il seminario Eagle Mercury 2011 (15 luglio 2011)

Ex Eagle Roster 2: NRDC-ITA  si prepara in vista del prossimo impiego in Afghanistan (13 luglio 2011)

Tutto su NRDC-ITA e le sue esercitazioni in Paola Casoli il Blog

Fonte: PAO NRDC-ITA

Foto: PAO NRDC-ITA

CoE – Centres of Excellence – The NATO Rapid Deployable Corps Italy in Solbiate Olona (Part II)

NRDC-ITA organization

NRDC-ITA Headquarters is a complex organization “with committed, confident and experienced multinational staff working in a cohesive and structured team and using well-developed doctrine for multinational and joint operations at the land component level”.

This statement indicates the capability of NRDC-ITA in training its own personnel, in analyzing the results of the exercises and in creating specialized doctrine. Without any doubt, we’re staring at a Centre of Excellence in an Italian framework which is not only self-sustainable in terms of education of personnel, but it’s also able to educate personnel belonging to other structures.

Last exercise conducted at the end of June 2011, named Eagle Settler 2011, is only the first training course offered by NRDC-ITA specialists to an external military audience, the Italian Army Post Conflict Operations Study Centre in Turin.

More of this contributions will follow, particularly now that a Memorandum of Understanding between NATO Rapid Deployable Corps-ITA and the Italian Army Post Conflict Operations Study Centre was recently signed with the purpose to provide the Officers’ School and the Italian Army Post Conflict Operations Study with specific lectures on the new NATO strategic concept, the NATO comprehensive approach, the operational planning process, information operations, intelligence-surveillance target acquisition – reconnaissance, operational analysis in Post Conflict Operations and lessons learned from areas of NATO operations.

General Chiarini underlined the importance of this MoU in increasing the importance of NRDC-ITA among military structures by saying: “We are becoming a point of reference for all new NATO member countries eager to train in accordance with NATO standards”.

All of these capabilities are guaranteed by a multinational experienced staff that can rely on a well-developed doctrine to offer NATO an outstanding organizational environment.

The NRDC-ITA organization is composed of a central staff, an operations division, a combat support division (CSS), a combat service support division, a TRADOC division, a rear support command division (RSC), a communication information system division (CIS), a command post (CP).

The Corps is capable of commanding up to four divisions, combat support (CS) and combat service support (CSS) units for a total of 60,000 men. A huge range of options will be available to command and control land forces at the brigade and divisional level to operate as a stand-alone formation or subordinated to a higher HQ. A fundamental role in sustaining capability is played by the support brigade.

Support Units

– The Support Brigade

NRDC-ITA relies on an in-place support structure with equipment both for training and operations, which is dedicated to the entire range of communications. It is crucial to have a well-tailored support, since the HQ manages a filled training schedule dealing with the full operational spectrum up to high intensity war fighting with the complete range of modern weaponry.

The Support Brigade is the vital Support Unit of the HQ. It provides command support, allowing the Commander and his staff to exercise command and control over the assigned divisions and Corps troops.

The Support Brigade is composed of the 1st Signal Regiment based in Milan, which is composed itself  by Spluga Battalion and Sempione Battalion, a Tactical and Logistic Support Regiment, and the Post HQ based in Solbiate Olona.

The Support Brigade’s main task is to guarantee the Corps staff life support by deploying, moving, feeding, accommodating, administering and protecting it. Nonetheless, the brigade has also an administrative role, since it manages the entire administrative section of the armed corps. This is the unique Italian brigade with such a specific task among the Italian Army.

Referring to the high-profile brigade, the Brigade Commander general Antonio Pennino affirmed: “We’re able to create a complex structure starting from the roughest landscape”. In practical words, the brigade is able to put in place timely an entire village with sewers, bakery and communication lines starting from the drainage of the ground, just to give an idea.

Indeed, command support includes the provision of communication and financial support, the transport and building up of the NRDC’s deployable command posts (CPs), the establishment of a combined radio and satellite communication network.

– The Signal Support Brigade

The 1st Signal Regiment provides NRDC–ITA HQ with Command, Control, Communications and Computer (C4) support both in peace time and in operations. It is composed of two Signal Battalions, the Spluga and the Sempione. The former is committed full-time to the provision of Communications and Information Systems support at Rear, Alternate, Step up, (RAS)/Rear Support Command (RSC) CPs; the latter covers the CIS requirements of NRDC-ITA HQ Main CP.

– The Tactical and Logistic Support Regiment

This unit provides the tactical and logistic full-time support to NRDC-ITA, both in everyday life and in operations. It is composed also of a Security company, which is responsible for providing security and defence of the CPs and of Communication Centre.

The Support Regiment can give complete support in both NRF and HRF configuration of NRDC-ITA.

– The Post HQ

The Post HQ is responsible for the real life inside the Ugo Mara Barracks by giving assistance to assigned personnel and their families.

Considerations

Multinationality has been in the past and will remain for the future the strategic factor of success for NRDC-ITA.

Moreover an enlightening statement released by the NRDC-ITA Deputy Commander (DCOM), UK general Thomas Beckett, unveils the secret of the outstanding goals achieved by this HQ from its constitution: “The real benefit of multinationality is the fact that each national character is strengthened by other nations”.

Indeed even if the influence of the framework nation– Italy in this case, can be considered in some aspects predominant general Beckett highlights that every different point of view contributes to an excellent result by saying that “everyone brings his style”. This is the key of success.

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Photo credits: PAO NRDC-ITA