Aves

AVES, il 7° reggimento Vega riceve la visita del Prefetto di Rimini, dottoressa Camporota

Il Prefetto di Rimini, Dottoressa Alessandra Camporota, ha visitato il 7° Reggimento dell’Aviazione dell’Esercito (AVES) “Vega”, si apprende da un comunicato stampa del 25 novembre dello stesso Reggimento.

Accolta dal Comandante, Colonnello Marco Poddi, il Prefetto ha avuto modo di visitare il Reggimento e conoscere più da vicino la realtà operativa e addestrativa di uno dei reparti di punta dell’Aviazione dell’Esercito, che da 20 anni è presente e opera nel territorio romagnolo.

Dopo un briefing illustrativo sul Reggimento, la Dottoressa Camporota, ha visitato il centro formazione equipaggi NH90 e i gruppi di volo, potendo constatare le potenzialità esprimibili dal 7° Vega in caso di necessità e urgenza, quale componente operativa del sistema di protezione civile.

La visita è stata l’occasione per consolidare gli ottimi rapporti tra le due importanti istituzioni che hanno avuto spesso l’opportunità di collaborare proprio negli interventi a favore della popolazione locale, sottolinea il comunicato.

Come tutte le unità dell’Esercito Italiano, il 7° Vega, impiegando i propri elicotteri, può fornire il concorso alle Prefetture che, trovandosi in condizioni emergenziali di necessità e urgenza, richiedono una particolare assistenza – “in modo particolare in caso di imminente pericolo di vita”, sottolinea il comunicato stampa – laddove i servizi preposti non siano disponibili, sufficienti e/o impiegabili, garantendo un supporto immediato al fine di fronteggiare eventi che altrimenti comporterebbero la perdita della vita umana o gravi danni a beni o persone.

Al termine della visita, salutando il Comandante, il Prefetto ha voluto esprimere il suo apprezzamento nei confronti degli uomini e delle donne del 7° Vega per il lavoro che svolgono quotidianamente e per il loro contributo alla sicurezza e al supporto dei cittadini romagnoli.

Fonte e foto: 7° Reggimento AVES Vega

La VARDIREX 2019 si conclude con un intervento emergenziale complesso simulato da Esercito, Marina, Protezione Civile e ANA

Si è conclusa con una maxi-emergenza simulata l’esercitazione VARDIREX 2019 (Various Disaster Relief Management Exercise), si apprende da un comunicato stampa di oggi, 8 novembre, del 1° reggimento di Artiglieria da montagna dell’Esercito Italiano.

La fase dell’atto conclusivo ha visto la partecipazione del Comandante delle Forze Operative Terrestri e del Comando Operativo Esercito dell’Esercito Generale di Corpo d’Armata Federico Bonato, del Comandante delle Truppe Alpine Generale di Corpo d’Armata Claudio Berto, del Comandante della Prima Divisione Navale Contrammiraglio Stefano Turchetto, del Presidente Nazionale dell’Associazione Alpini Ing. Sebastiano Favero, dei Vertici del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile e delle Autorità locali.

Quest’anno la Vardirex, esercitazione interagenzia oramai consolidata, si è svolta in diversi scenari individuati tra Liguria e Lombardia, con lo scopo di testare la risposta sul campo da parte del Dipartimento di Protezione Civile e delle Forze Armate in caso di allertamento per pubbliche calamità, anche di diversa entità, che colpiscono contemporaneamente più aree del Paese.

Nei comuni di Imperia e Lodi sono stati allestiti 3 campi base con relative infermerie da campo (2 in Liguria e 1 in Lombardia) per il coordinamento delle attività di soccorso e ripristino delle normalità a seguito di eventi calamitosi simulati, in particolare, negli abitati di Cervo, Taggia, Diano Castello e Montanaso Lombardo.

Durante i 3 giorni d’esercitazione sono state simulate situazioni emergenziali complesse dovute a scosse sismiche, condizioni meteo particolarmente avverse, alluvioni, smottamenti e frane che hanno richiesto l’intervento immediato dei soccorsi giunti sia via terra che via mare grazie al simultaneo impegno dei soccorritori dell’Esercito, della Marina Militare e dei volontari dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA).

L’Esercito, si apprende, ha schierato nella VARDIREX assetti specialistici e numerosi mezzi e materiali tecnici provenienti principalmente dalle Truppe Alpine, che nelle diverse simulazioni ha impegnato circa 150 specialisti con competenze nei relativi campi di intervento; in particolare, i piloti e gli elicotteri dell’AVES (Aviazione Esercito) hanno garantito i collegamenti nella terza dimensione a tutto vantaggio della rapidità nei soccorsi, i genieri hanno lavorato al ripristino delle strutture essenziali, ma anche alla tutela dei beni culturali, le Squadre Soccorso Alpino Militare hanno portato a termine operazioni complesse di primo soccorso ed evacuazione di feriti, i trasmettitori hanno garantito a tutti gli attori della simulazione la possibilità di comunicare anche in condizioni estreme.

Il tutto è stato perfettamente coordinato con le componenti del sistema di gestione e risoluzione della crisi emergenziale, punto focale dell’esercitazione.

Le reali condizioni meteo delle scorse settimane hanno consentito in alcune occasioni di testare in modo reale le capacità di intervento delle unità delle Truppe Alpine che sono state chiamate a effettuare alcune ricognizioni tecniche, con i loro assetti del Genio, su siti colpiti dalle forti piogge modificando – “senza impatti”, specifica il comunicato stampa –  il loro assetto da addestrato a operativo, effettuando anche interventi di svuotamento di grandi quantità di acque piovane dal seminterrato di un edificio che, benché non più in uso, avrebbe potuto rappresentare un pericolo per la popolazione.

La Marina Militare ha impiegato la fregata Rizzo, ormeggiata in prossimità di una zona costiera colpita da un evento calamitoso, che ha permesso di intervenire, con un eliporto sempre pronto, immediatamente disponibile, con capacità di operare di giorno e di notte.

La nave, inoltre, con le sue capacità di comando, controllo e comunicazioni ha permesso l’installazione rapida di un posto di comando a poca distanza dall’area colpita, da cui hanno operato i comandi interforze della Difesa, il personale del Dipartimento della Protezione Civile e i volontari dell’ANA.

Gli uomini e mezzi della Marina Militare sono a supporto del Paese in molteplici settori, sottolinea il comunicato.

L’ampio spettro di professionalità del personale, dei mezzi e delle risorse operative e logistiche – come quelle in uso alla Capitaneria di Porto che per l’occasione ha presentato il nuovo natante “Rescue Runner”, capace di navigare sotto costa con solo 30 cm di pescaggio – sono impiegabili per compiti militari tradizionali, ma possono essere resi disponibili per un’ampia gamma di attività e operazioni, dal sociale all’umanitario, dall’ambientale allo scientifico.

Come ha sottolineato il Comandante delle Truppe Alpine, Generale di Corpo d’Armata Claudio Berto, “L’Esercito, in questa circostanza con le Truppe Alpine e le Unità della Marina con la Nave Rizzo e le strutture operative delle Capitanerie, sono pienamente coinvolte in programmi e sperimentazioni che hanno come obiettivo il raggiungimento di una maggiore capacità d’intervento in sinergia con tutte le altre organizzazioni che si occupano di previsioni e soccorso”: quello che in sostanza rappresenta uno degli scopi principali della Vardirex 2019, conclude il comunicato.

Fonte e foto: 1° reggimento Artiglieria da Montagna

Interagency Effort 2019: esercitazione CBRN per il 7° rgt Cremona con Alpini, AVES, Vigili del Fuoco e Croce Rossa Militare

Nei giorni scorsi nell’area addestrativa del poligono di Santa Severa, in provincia di Roma, e in altre aree addestrative limitrofe, il 7° reggimento difesa CBRN Cremona, unità specialistica dell’Esercito nel settore della difesa chimico, biologico, radiologico e nucleare, ha guidato l’esercitazione “Interagency Effort 2019”, si apprende dallo stesso Reggimento.

L’attività esercitativa ha avuto l’obiettivo di schierare sul campo un Posto Comando del livello reggimento, secondo quanto previsto dai requirement dettati dalla NATO per la componente specialistica a elevata prontezza denominata Combined Joint CBRND Task Force, che ha coordinato gli atti tattici condotti dalle compagnie CBRN dipendenti in scenari diversificati e complessi e secondo procedure già validate in ambito Alleanza Atlantica.

“Contestualmente, secondo la peculiare logica del dual use, l’attività ha permesso di approfondire la risposta interagenzia del reggimento in supporto delle diverse componenti di Difesa Civile deputate a far fronte a eventuali eventi CBRN sul territorio nazionale”, si legge dal comunicato stampa del Reggimento.

Le diversificate attivazioni simulate nel corso dell’esercitazione, si apprende, hanno visto porre in essere sul terreno attività congiunte con le unità NBCR dei Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Roma, che hanno permesso di facilitare l’interazione, verificare l’interoperabilità di materiali ed equipaggiamenti e affinare tecniche e procedure d’intervento congiunte, proseguendo la collaborazione avviata da tempo nell’ambito delle predisposizioni interministeriali volte a fronteggiare la specifica minaccia.

In concorso e alle dipendenze del Posto Comando del 7° rgt difesa CBRN sono stati schierati un plotone fucilieri e una squadra di soccorso del 9° reggimento Alpini che, congiuntamente con assetti del 7°, hanno condotto attività di ricognizione, decontaminazione ed evacuazione di un ferito; coinvolto nell’esercitazione anche un equipaggio AB412 dall’AVES, che ha consentito il trasporto in alto bio-contenimento di una persona contaminata e in seguito stabilizzata da personale del Corpo Militare della Croce Rossa. Nella Interagency Effort 2019 anche assetti satellitari dell’11° reggimento Trasmissioni, fondamentali nello stabilire i collegamenti con le unità dislocate nelle diverse zone di esercitazione.

L’obiettivo di rispondere efficacemente in ogni situazione di intervento e di incrementare l’interoperabilità tra le varie componenti è stato raggiunto.

Mercoledì’11 settembre, nell’area addestrativa di Santa Severa, alla presenza del Comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto (COMFOTER SPT), Gen. C.A. Giuseppenicola Tota, di rappresentanti del Ministero dell’Interno, del Ministero della Salute e del mondo accademico, è stata condotta una dimostrazione relativa a un intervento in un deposito clandestino di sostanze chimiche, che ha visto operare le componenti NBCR dei Vigili del Fuoco in attività di soccorso e messa in sicurezza del personale coinvolto, in sinergia con gli assetti dell’unità specialistica dell’Esercito che ha schierato squadre SIBCRA (Sampling Identification Biological Chemical Radiological Agents), veicoli blindati da ricognizione CBRN, laboratori CBRN mobili campali e una stazione di decontaminazione approfondita di grande capacità.

Il gen Tota ha auspicato “che in futuro esercitazioni come questa possano essere organizzate in quello che dovrebbe essere lo scenario reale, all’ interno di un contesto urbano”. E ha dichiarato: “Sarebbe un modo per farsi conoscere, per far vedere che ci addestriamo e lavoriamo per il bene di tutti e per rafforzare il consenso.”

Il 7° reggimento difesa CBRN Cremona è l’unità specializzata dell’Esercito, dotata di mezzi, equipaggiamenti e strumentazioni peculiari per la condotta di attività tecnico-specialistiche CBRN.

“Le capacità di cui dispone, validate anche in ambito NATO, sono costantemente impiegate in tutte le operazioni che vedono la partecipazione delle Forze Armate e possono trovare riscontro anche in ambito istituzionale in specifiche attività tecnico operative (rivelazione CBRN, identificazione e decontaminazione) svolte sul territorio nazionale in supporto agli organismi/enti della difesa civile deputati”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: 7° rgt Difesa CBRN Cremona

Aves, 7° rgt Vega: A129 Mangusta sulla via di rullaggio con Harley Davidson Route 76, immagini che andranno a Milwaukee

Nella giornata di ieri, 4 agosto, il Comandante del 7° Reggimento Aviazione dell’Esercito (AVES) Vega, Colonnello Marco Poddi, ha ospitato la concessionaria Harley Davidson Route 76 con il suo “chapter”, in occasione del motoraduno tenutosi nella città di Rimini, ha fatto sapere con un comunicato stampa odierno lo stesso Reggimento.

Per l’occasione, si apprende, più di 250 motociclisti a bordo di oltre 150 motociclette luccicanti provenienti da tutto il territorio italiano hanno varcato i cancelli della base sfilando lungo il percorso che costeggia la pista di volo.

I centauri, dopo una breve sosta presso il piazzale dell’alzabandiera, hanno percorso la “via di rullaggio” che costeggia la pista di volo affiancati da un A129 Mangusta, l’elicottero da esplorazione e scorta dell’Esercito Italiano, che, insieme all’elicottero da trasporto tattico NH90, è in servizio presso il 7° Reggimento AVES Vega.

Il testa a testa tra l’elicottero e le motociclette è durato per poco più di un minuto fino a quando il Mangusta ha superato in accelerazione la testa del gruppo ed è decollato mentre il resto del “chapter” sfilava di lato.

“Motociclette ed elicotteri si sono poi ricongiunti, per le foto di rito, sul piazzale di volo, che per l’occasione è stato letteralmente invaso dalle moto dello storico marchio declinato in ogni sua forma, foggia e colore”, si legge dal comunicato.

Entusiasta il “dealer e director” della concessionaria e “chapter” Route 76 Italy, Stefano Frezzoti “Fritz”, il quale ha concluso la giornata ringraziando così il personale del Vega e i numerosi partecipanti: “E’ per tutti noi un’emozione unica conoscere e visitare una realtà come la vostra, la partecipazione di tutti i nostri soci è stata incredibile e manifesta la nostra vicinanza e la nostra gratitudine per il vostro lavoro quotidiano. Sfilare affiancati da un elicottero dell’Esercito è stato un evento unico le cui immagini ci seguiranno in tutti i nostri motoraduni fino a quello internazionale di Milwaukee”.

Piena soddisfazione del Colonnello Poddi, che ha ringraziato gli ospiti e ha confermato che “sono i momenti come questi che rinsaldano e integrano i legami tra il 7° Reggimento Vega e le diverse realtà presenti nelle località circostanti e che, contestualmente, avvicinano la popolazione all’Esercito Italiano. Legami che nascono e si rafforzano nel tempo e che grazie a eventi come quello di oggi permettono ai cittadini di entrare in contatto con la nostra realtà, che ormai da oltre vent’anni è inserita pienamente nel contesto sociale del territorio riminese”.

Al termine della giornata i centauri hanno reso onore agli equipaggi e agli elicotteri del 7° Vega accendendo le loro moto e accelerando in un concerto di rombi di motore che ha deliziato tutti i partecipanti, concludendo una splendida giornata all’insegna della passione per il volo e per il motociclismo, afferma il Reggimento.

Fonte e foto: 7° rgt AVES Vega

Antincendio boschivo: in Calabria e Sicilia intensa attività delle Forze Armate

Sono stati numerosi gli interventi delle Forze Armate nel quadro della lotta agli incendi boschivi che hanno colpito la Calabria e la Sicilia, ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa dal suo sito istituzionale venerdì 12 luglio.

In particolare, si apprende, le attività di spegnimento nella località di Torano Castello (CS) hanno visto un elicottero AB412 appartenente al 2° Reggimento Sirio dell’Esercito Italiano effettuare in oltre due ore di volo 22 sganci e rilasciando circa 14 tonnellate di acqua.

In Sicilia sono intervenuti elicotteri della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare e dell’Arma dei Carabinieri in oltre 5 zone dell’isola, colpite da incendi di vaste dimensioni.

Nel pomeriggio dell’11 luglio un elicottero AB 212 della Marina Militare, appartenente al Secondo Gruppo della Stazione Elicotteri di Catania (Maristaeli Catania), è intervenuto nella zona di Catania, per un incendio propagatosi nei lidi della Playa, si apprende.

L’elicottero ha effettuato due diverse sortite per un totale di circa tre ore di volo effettuando complessivamente 60 lanci a mezzo “Bambi Bucket”, apparecchiatura in dotazione per il trasporto e il rilascio di acqua nelle zone colpite da incendi.

Gli interventi dell’Aeronautica Militare con l’impiego di un elicottero HH-139A, appartenente all’82° Centro C.S.A.R. (Combat Search and Rescue) di Trapani Birgi, nelle giornate del 9 e 10 luglio, hanno interessato quattro aree: il Parco delle Madonie (PA), la Riserva dello Zingaro (TP), Boccadifalco (PA) e la zona di Castronovo di Sicilia (PA). In oltre 12 ore di volo sono stati effettuati 65 sganci per un totale di 44 tonnellate di acqua.

Un elicottero NH500 del Raggruppamento Mobile dell’Arma dei Carabinieri è intervenuto nelle zone colpite della provincia di Palermo nelle giornate del 9 e 10 luglio, effettuando 3 ore di volo e 31 sganci per un totale di 15 tonnellate di acqua.

Gli elicotteri intervenuti fanno parte degli assetti delle Forze Armate che il Ministero della Difesa ha messo a disposizione per la campagna antincendi boschivi (AIB) di quest’anno, iniziata lo scorso 15 giugno, che consolida la collaborazione, in atto già da diversi anni, tra Forze Armate, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e Protezione Civile (PROCIV) per rendere più efficace ed incisiva la lotta agli incendi boschivi.

Per la stagione estiva 2019, la flotta nazionale nel periodo di massimo impegno potrà contare su 31 mezzi aerei, di cui 22 del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e 9 delle Forze Armate.

L’impegno delle Forze Armate rientra nell’accordo stipulato tra Ministero della Difesa e Dipartimento della Protezione Civile nell’ambito della campagna AIB, che prevede la costituzione del Centro Operativo Aereo Unificato (COAU), come ente coordinatore degli interventi in caso di emergenza.

Fonte e foto: PI SMD

Sector West, UNIFIL: la Task Force ITALAIR in volo in Libano da 40 anni. Storia e numeri di un quarantennale in teatro operativo

“La Task Force (TF) ITALAIR, componente elicotteri italiana schierata nell’ambito della missione UNIFIL, ha compiuto 40 anni di presenza continuativa in Libano, scrive in un comunicato stampa di ieri, 4 luglio, lo Stato Maggiore della Difesa nel riportare la celebrazione, a Tiro, della presenza italiana nell’ambito della missione delle Nazioni Unite.

“Originariamente chiamata “Squadrone Elicotteri ITALAIR”, – ricorda il comunicato – l’unità fu dislocata nei pressi della cittadina di Naqoura, a sud del Paese dei Cedri, dal 3 luglio del 1979, per adempiere a quanto richiesto dalle risoluzioni 425/1978 e 426/1978 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che, successivamente, diedero vita alla United Nation Interim Force in Lebanon (UNIFIL), con il mandato di ristabilire la pace e la sicurezza internazionale e assistere il Governo del Libano nella ripresa della sua effettiva autorità nel territorio”.

A seguito della escalation del conflitto tra Libano e Israele del 2006, le Nazioni Unite, con la risoluzione 1701 dello stesso anno, hanno esteso le competenze di UNIFIL, ampliandone il mandato nel monitorare la cessazione delle ostilità tra i due Paesi, assistere le Forze Armate Libanesi e supportare la popolazione locale.

In tale contesto, la TF ITALAIR, così rinominata dal 2006, svolge diverse tipologie di missione di volo nell’area di operazioni, che spaziano dalle evacuazioni mediche (Medevac), per le quali un assetto è sempre in prontezza operativa, all’antincendio delle aree boschive e rurali; dai trasporti logistici, alle pattuglie aeree sulla Blue Line, la linea “pratica” di demarcazione lunga 120 chilometri che separa il Libano da Israele; dalla ricerca e supporto alla popolazione in caso di pubbliche calamità, al trasporto di Autorità in visita nelle zone di competenza di UNIFIL.

La TF ITALAIR, costituita nel 1979, supporta ininterrottamente le attività delle Nazioni Unite in Libano, garantendo giornalmente e 24 ore su 24 le proprie prestazioni in tutta l’area di operazioni. ITALAIR è un’unità interforze (Joint) che attualmente impiega elicotteri AB-212 dell’Aviazione dell’Esercito Italiano (AVES), su base 2° Reggimento AVES Sirio, di stanza a Lamezia Terme, ed equipaggi di volo e militari di supporto appartenenti principalmente all’Esercito Italiano, con il concorso della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare.

È l’unità operativa più longeva delle Forze Armate Italiane nell’ambito delle missioni internazionali, oltre a essere l’unica unità di volo interforze (con equipaggi Joint) schierata dall’Italia in un teatro operativo.

Il cuore della TF è costituito da 6 elicotteri a doppia turbina AB 212, con capacità di volo strumentale diurno e notturno, sistema di autoprotezione integrato e stabilizzazione e con possibilità di atterrare su ogni superficie dell’area di operazioni, con un’autonomia di volo stimata in poco meno di 2 ore.

Dal 3 luglio del 1979, ITALAIR ha compiuto circa 42.100 ore di volo, ha trasportato oltre 171.000 passeggeri, svolto 1.250 evacuazioni mediche per un totale di 48.400 missioni di volo effettuate.

Per celebrare la ricorrenza del quarantennale, una cerimonia commemorativa è stata organizzata il 3 luglio presso le antiche vestigia romane dell’ippodromo di Tiro, alle quale hanno preso parte, oltre alle autorità locali, l’ambasciatore d’Italia in Libano S.E. Massimo Marotti, l’Head of Mission e Force Commander di UNIFIL Generale di Divisione Stefano Del Col, il comandante del Settore Ovest di UNIFIL e comandante del contingente italiano in Libano.

Per celebrare l’evento, si apprende, sono giunti dall’Italia 39 ufficiali e sottufficiali, oggi non più in servizio attivo, che negli anni passati si sono avvicendati nella compagine di ITALAIR.

Nel corso della cerimonia, sono stati ricordati i caduti dell’incidente di volo del 6 agosto del 1997, costato la vita a 3 membri dell’equipaggio e a 2 passeggeri.

Fonte e foto: PI SMD

 

Esercito, AVES: il 7° rgt Vega impegnato nella CAEX I/19 con UH90A, A129 e paracadutisti del 187° Folgore

Inizia oggi, 10 giugno, e durerà per due settimane, l’esercitazione CAEX I 2019 (Complex Aviation Exercise), si apprende da un comunicato stampa del 7° reggimento Aviazione dell’Esercito (AVES) Vega.

Ente pilota di questa esercitazione, che costituisce un momento di addestramento avanzato per il 7° Reggimento AVES Vega, è il Comando Aviazione dell’Esercito, sotto la guida del Generale di Brigata Paolo Riccò.

In particolare, spiega nel dettaglio il comunicato, questa prima settimana vede il 7° Reggimento AVES Vega impegnato in una serie di attività addestrative che si svolgeranno nell’area di Rimini, Coriano, Novafeltria e Ravenna volte alla verifica e al consolidamento delle tecniche e delle procedure acquisite nel corso dell’anno.

La CAEX I 2019 ha lo scopo di pianificare, organizzare e condurre un’esercitazione complessa che includa attività addestrative mirate a mantenere e implementare le capacità operative, nonché garantire l’impiegabillità e l’interoperabilità di assetti aeromobili di livello Task Force (TF), spiega il comunicato.

Il comandante del 7° Reggimento AVES Vega, Col. Marco Poddi, comanderà la Task Force (TF) Vega composta da equipaggi di volo di UH90A e A129 e da un plotone di fanteria paracadutisti appartenente al 187° Reggimento Folgore.

La TF risulta a sua volta inserita all’interno di una più ampia organizzazione composta da altre analoghe TF e numerosi reparti appartenenti alla Forza Armata, che durante la seconda settimana dovranno operare in perfetta sinergia per sviluppare complesse operazioni aeromobili.

“La CAEX rappresenta un momento fondamentale per incrementare il livello addestrativo di tutte le Unità esercitate, grazie alla possibilità di essere impiegate in operazioni in differenti contesti ambientali sia diurni che notturni, con aeromobili con compiti diversi, utilizzati in contemporanea e in varie aree, che vanno da Viterbo fino alle zone addestrative in Friuli passando per quelle dell’Emilia Romagna, sottolinea il Reggimento.

La CAEX I 2019 si concluderà il 21 giugno.

Fonte e foto: 7° rgt AVES Vega

Esercito, AVES: il 7° rgt Vega conclude la EmergeRimini dimostrando la piena dualità d’impiego dei suoi elicotteri

Si sono concluse il 14 aprile le due giornate in cui l’Esercito Italiano, in particolare il 7° Reggimento Aviazione Esercito (AVES) Vega, e le altre componenti operative del sistema Protezione Civile sono state protagoniste con simulazioni d’interventi in caso di emergenze, a terra o in mare, nell’ambito della manifestazione “EmergeRimini”.

È stato lo stesso Reggimento a darne notizia con un comunicato stampa del 14 aprile scorso.

L’evento, organizzato dalle locali Associazioni di Protezione Civile e coordinato dalla Prefettura di Rimini, è stato un momento per dimostrare  la piena dualità d’impiego degli elicotteri dell’Esercito Italiano, di stanza a Rimini, i quali, pur concepiti per scopi prettamente militari, hanno caratteristiche tali da poter essere proficuamente utilizzati in ogni situazione di emergenza, proprio come avvenuto nei recenti casi di trasporto d’urgenza d’organi e di una persona affetta da una malattia rarissima, spiega il comunicato.

A sottolineare l’impegno dell’Esercito nel sistema Protezione Civile, si apprende, sabato 14 aprile si è svolta una simulazione d’intervento di ricerca e soccorso di una persona dispersa e rimasta ferita in zona non facilmente raggiungibile via terra, impiegando un AH129 Mangusta e un NH90.

In particolare, l’elicottero AH129, dotato di performante sistema di osservazione diurno e notturno, ha effettuato la ricerca della persona, fornendo indicazioni alla squadra a terra del Soccorso Alpino, che ha individuato e stabilizzato il disperso preparandolo per il recupero, mediante verricello, a bordo dell’elicottero NH90.

Nell’ambito dell’evento è stato inoltre allestito un infopoint, dedicato alla distribuzione di materiale divulgativo e promozionale alla cittadinanza, e all’esposizione dell’equipaggiamento di sopravvivenza dei piloti, di un veicolo VTLM Ambulanza Lince in dotazione al 66° reggimento Fanteria Aeromobile Trieste, e dei robot a controllo remoto Packbot 510 e Teodor in dotazione al reggimento Genio Ferrovieri e utilizzati per le attività di verifica e di ispezione di ordigni esplosivi.

Fonte e foto: 7° rgt AVES Vega

Scuola Sottufficiali: il XXI corso Esempio conclude la Statue Signum 2019

Si è conclusa l’esercitazione “Statue Signum 2019”, impegnativo ciclo di attività continuative fuori sede organizzate dalla Scuola Sottufficiali dell’Esercito e condotte dagli Allievi Marescialli del XXI Corso Esempio nell’area addestrativa di Trignano di Spoleto (Perugia), ha fatto sapere con un comunicato stampa dell’8 aprile la Scuola Sottufficiali dell’Esercito.

Intenso il programma che ha visto protagonisti, dal 1° al 5 aprile, i futuri Comandanti di plotone dell’Esercito Italiano: elitrasporto, addestramento individuale al combattimento, lavori sul campo di battaglia, esercizi di topografia, procedure di comunicazione e tecnico tattiche delle unità di livello squadra nell’ambito delle operazioni difensive.

Diversi i momenti salienti dell’attività, scrive la Scuola. Il 1° aprile unità di livello plotone sono state elitrasportate, con il concorso degli elicotteri CH47F del 1° Reggimento Aviazione dell’Esercito (AVES) Antares, dall’Aeroporto Fabbri di Viterbo nell’area di Piano degli Scopi (Massa Martana – Perugia).

Terminate le operazioni di sbarco, gli Allievi hanno iniziato il movimento lungo una serie di percorsi, di circa 14 chilometri ciascuno, nell’area compresa tra le località denominate Monte Prallongo, Montemartano, Trignano e Terzo San Severo: muniti di bussola e carta topografica, hanno proceduto alle determinazioni topografiche necessarie per il riconoscimento degli itinerari durante la navigazione in ambiente vario (montano, boschivo e collinare).

Nei giorni successivi, alla presenza del Comandante della Scuola Sottufficiali dell’Esercito, Generale di Brigata Pietro Addis, e del Comandante del Reggimento Allievi Marescialli, Colonnello Cristian Margheriti, ha avuto luogo l’esercitazione, incentrata sul tema la squadra in difesa: organizzazione, pianificazione e condotta di azioni tattiche difensive, a livello squadra fucilieri”.

Dopo un attento studio del terreno, e seguendo i principi dottrinali di riferimento, si è proceduto alla realizzazione di apprestamenti difensivi che sono stati oggetto di una serie di attivazioni finalizzate alla verifica del livello addestrativo raggiunto.

L’attività, coordinata dal Tenente Colonnello Michelangelo Genchi, Comandante del Battaglione Allievi Marescialli, si è svolta nell’ambito di una adeguata cornice di sicurezza garantita dal personale della linea di comando, costituita da Ufficiali e Marescialli provenienti dai reparti operativi dell’Esercito Italiano.

Gli assetti logistici (attendamento, vettovagliamento, trasporti e sanità) necessari per lo svolgimento dell’esercitazione sono stati forniti, sulla base delle direttive del Tenente Colonnello Rocco La Rocca, dal Reparto Supporti dell’Istituto di formazione militare viterbese in sinergia con il 2° Battaglione Cengio della Brigata Granatieri di Sardegna.

Fonte e foto: Scuola Sottufficiali dell’Esercito

 

Scuola Sottufficiali: inaugurata la mostra Storming the Skies, gli allievi marescialli del XX Certezza e XXI Esempio in visita

Il 4 aprile 2019, presso l’Auditorium del Comune di Vitorchiano (Viterbo), il Generale di Brigata Pietro Addis, Comandante della Scuola Sottufficiali dell’Esercito, e il Sindaco Ruggero Grassotti hanno inaugurato la mostra fotografica dal titolo “Storming the skies”, realizzata dal Comune di Vittorio Veneto nell’ambito delle commemorazioni relative al centenario della Grande Guerra.

Lo ha reso noto con un comunicato stampa di ieri, 4 aprile, la Scuola Sottufficiali dell’Esercito.

La cerimonia si è svolta alla presenza delle locali autorità civili e militari, delle rappresentanze del Comando Aviazione dell’Esercito (AVES), della Scuola Sottufficiali dell’Esercito, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato, dell’AVIS Comunale di Viterbo e della cittadinanza.

Composta di immagini, per la maggior parte provenienti dal Fondo Luigi Marzocchi del Museo della Battaglia di Vittorio Veneto, e in parte fornite dall’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, la mostra approfondisce alcuni aspetti peculiari del fronte italiano, come la guerra in alta montagna e quella in laguna, con una sezione dedicata all’impiego degli animali e una relativa all’intervento del contingente inglese in Italia.

L’esposizione è stata arricchita con cimeli e testi sulla Grande Guerra messi a disposizione dalla Biblioteca Militare di Presidio della Scuola Sottufficiali dell’Esercito.

Gli Allievi Marescialli del XX corso Certezza e del XXI corso Esempio, accompagnati dal Direttore della Biblioteca Militare di Presidio, hanno avuto modo di visitare la mostra presso la Caserma Soccorso Saloni, sede dell’istituto di formazione militare viterbese, mostrando interesse e ponendo particolare attenzione agli approfondimenti proposti nelle diverse sezioni.

“Lo studio della storia militare è una costante fondamentale nel percorso formativo degli Allievi Marescialli finalizzato alla creazione di Junior Leader sempre più capaci e preparati”, ricorda il comunicato.

La mostra sarà aperta al pubblico tutti i giorni, dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19, fino al 12 aprile 2019.

Fonte e foto: Scuola Sottufficiali dell’Esercito