Biagio Abrate

Il CaSMD gen Abrate al cambio del CaSMM: chi serve nelle Forze Armate non sarà mai lasciato solo

Si è svolta ieri, 28 gennaio, presso lo stato maggiore della Marina, la cerimonia di avvicendamento tra l’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli e il parigrado Giuseppe De Giorgi al vertice della Marina Militare.

All’evento erano presenti il ministro della Difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola, il Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD), generale Biagio Abrate, e numerose autorità civili, militari e religiose.

L’ammiraglio Binelli Mantelli  lascia “il timone della Marina, la grande e generosa famiglia di cui ho fatto parte fin da adolescente, consapevole di aver ricevuto, in ogni incarico, molto più di quanto io stesso non abbia saputo dare. Cercherò di servire, – ha proseguito l’ammiraglio Binelli Mantelli –  con lo stesso entusiasmo e la stessa dedizione,  una famiglia ancora più grande, quella di tutte le Forze Armate e della Difesa”.

Nel suo intervento, l’ammiraglio De Giorgi ha chiesto ai suoi uomini, donne, militari e civili che in 40 anni di carriera sono stati “maestri e fonte di ispirazione professionale e morale”, oltre che “sostegno nel momento del bisogno”, uno sforzo utile a realizzare “la trasformazione strutturale” della Marina, “fare di più con meno”, ha sottolineato il nuovo Capo di Stato Maggiore della Marina – confermando che la priorità “sarà data al personale, primo assetto portante della Forza Armata”.

Il generale Abrate, nel corso del suo intervento, ha sottolineato come “gli uomini e le donne della Marina Militare, così come dell’Esercito, dell’Aeronautica e dell’Arma dei Carabinieri, che in Italia e in ogni parte del mondo onorano il Tricolore, sovente in contesti operativi severi, sono certi di poter contare su una guida, costante, competente e sensibile, che non li lascerà mai soli, soprattutto nei momenti più difficili”.

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Marina Militare, cambio al vertice dello stato maggiore: l’ammiraglio De Giorgi avvicenda il collega Binelli Mantelli (28 gennaio 2013)

Fonte: stato maggiore Difesa

Foto: stato maggiore Difesa

Il saluto del CaSMD generale Abrate al COI

In prossimità della fine del suo servizio attivo, prevista per il 31 gennaio, il Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD), generale Biagio Abrate, giovedì 24 gennaio scorso si è recato in visita di saluto al Comando Operativo di Vertice Interforze (COI), ubicato a Roma nell’aeroporto Francesco Baracca di Centocelle.

Dopo essere stato accolto dal comandante del COI, il generale Marco Bertolini, il CaSMD ha incontrato il personale del comando al quale ha rivolto parole di “sincero apprezzamento per il notevole supporto avuto dal comandante del COI e dal suo staff nel pianificare, predisporre e dirigere le operazioni, le esercitazioni interforze e multinazionali e tutte le attività connesse. Il vostro contributo – ha proseguito il generale Abrate – è stato particolarmente apprezzato non solo in Italia ma anche in ambito NATO”.

Il comandante del COI ha ringraziato il generale Abrate per “aver avuto l’onore di avere delegata da Lei la responsabilità dell’impiego dei militari italiani nelle operazioni in Patria e all’estero. E’ motivo di grande soddisfazione e orgoglio – ha proseguito il generale Bertolini – essere stati alle Sue dipendenze. Tutti noi La ringraziamo per quello che ci ha insegnato e per la serenità con cui ci ha consentito di lavorare e di gestire anche le situazioni più delicate”.

La visita è terminata con la firma dell’Albo d’Onore da parte del Capo di stato maggiore della Difesa.

Il COI è il Comando attraverso il quale il Capo di stato maggiore della Difesa pianifica, predispone e dirige le operazioni, le esercitazioni interforze e multinazionali e le attività connesse.

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Fonte: stato maggiore Difesa

Foto: stato maggiore Difesa

Il CaSMD gen Abrate in visita nei teatri operativi prima della fine del suo mandato. Foto

Mancano pochi giorni al termine del mandato per il Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD) generale Biagio Abrate. Prima di questa scadenza, che è prevista per il prossimo 31 gennaio e che coincide con il termine del servizio attivo del generale Abrate, il CaSMD si è recato nei teatri operativi per un saluto ai militari italiani dispiegati all’estero.

Le foto pubblicate si riferiscono all’Afghanistan, al Kosovo e al Libano. Sono relative all’articolo Il CaSMD gen Abrate in visita nei teatri operativi prima della fine del suo mandato, data in cui terminerà anche il suo servizio attivo (21 gennaio 2013).

Fonti e foto: RC-W ISAF, KFOR, Sector West UNIFIL, SMD

Il CaSMD gen Abrate in visita nei teatri operativi prima della fine del suo mandato, data in cui terminerà anche il suo servizio attivo

Mancano pochi giorni al termine del mandato per il Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD) generale Biagio Abrate. Prima di questa scadenza, che è prevista per il prossimo 31 gennaio e che coincide con il termine del servizio attivo del generale Abrate, il CaSMD si è recato nei teatri operativi per un saluto ai militari italiani dispiegati all’estero.

Afghanistan

Sabato 19 gennaio il CaSMD, generale Biagio Abrate, ha visitato i militari del  contingente italiano in Afghanistan inquadrato nel Regional Command–West (RC-W) di ISAF,  il comando NATO attualmente guidato dalla brigata alpina Taurinense, volendosi personalmente accomiatare da quanti sono impegnati in teatro operativo nell’approssimarsi della data del termine del suo mandato, prevista per il 31 gennaio.

Accompagnato dal generale Dario Ranieri, comandante dell’RC-W, il generale Abrate ha raggiunto tutte le basi ove i militari italiani sono quotidianamente impegnati.

A Farah, è stato accolto dal comandante della Transition Support Unit South, su base 9° reggimento Alpini dell’Aquila, colonnello Riccardo Cristoni,  con il quale si è successivamente portato presso la base avanzata di Bala Boluk. Da qui, dopo un pranzo con il personale della base, il generale Abrate ha raggiunto Shindand, dove ha incontrato gli Alpini del 3° reggimento di Pinerolo, guidati dal colonnello Andrea Bertocchi, che costituiscono insieme ad altri assetti militari italiani la Transition Support Unit Center, e il team dell’Aeronautica Militare che forma i piloti di elicottero dell’aviazione militare afgana. La visita è quindi terminata a Camp Arena, sede dell’RC-W.

A tutti il CaSMD, la cui data di passaggio di consegne coinciderà con il termine del servizio attivo, ha rivolto parole di ringraziamento per quanto è stato fatto e per il lavoro svolto con sacrificio e costante impegno in favore dell’Afghanistan  con ovvie positive ripercussioni anche sul nostro Paese, rimarcando quanto sia pagante, specie in contesti operativi, la collaborazione tra tutte le Forze Armate. “Dopo 44 anni con le stellette, se fosse possibile ricominciare – ha poi concluso il generale Abrate – ripercorrerei esattamente la medesima strada che mi ha portato sin qui”,  aggiungendo che è sua intenzione, almeno nei primi tempi e come mai prima, visti gli impegni che la professione di militare comporta, “dedicarsi alla propria famiglia”.

Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Kosovo

Lo scorso 8 gennaio il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, ha fatto visita al contingente italiano impegnato in Kosovo per portare il suo personale saluto di commiato ai militari impegnati nell’ambito delle forze NATO KFOR dell’Operazione Joint Enterprise.

Dopo aver incontrato il personale del Comando KFOR e del reggimento Carabinieri Multinational Specialized Unit (MSU) a Pristina, il generale Abrate, accolto dal colonnello Ascenzo Tocci, comandante del Multinational Battle Group West (MNBG-W), l’unità a guida italiana deputata al controllo dell’area ovest, ha incontrato tutto il personale di stanza a Villaggio Italia a Pec.

Prima di decollare per il rientro dall’Aeroporto AMIKo di Djakovica, ha salutato gli uomini e le donne dell’Aeronautica Militare in servizio nella base.

Il Capo di SMD, durante gli incontri, ha rivolto un sentito plauso per il costante impegno con il quale, da oltre un decennio, viene garantita l’attività operativa e di supporto nel teatro balcanico, nonché i suoi personali ringraziamenti per quanto fatto durante il suo periodo alla guida della Difesa.

In particolare, nell’incontro con il personale italiano a Villaggio Italia, ha manifestato la propria soddisfazione per l’impegno profuso e i risultati conseguiti in Kosovo, evidenziando anche come “il lavoro svolto dagli uomini e dalle donne appartenenti a tutte le Forze Armate e all’Arma dei Carabinieri è sempre molto apprezzato da tutte le autorità politiche e militari, nazionali e internazionali, ma soprattutto dalle autorità e dalla popolazione del Kosovo”.

Fonte: Contingente italiano KFOR, SMD

Foto: Contingente italiano KFOR, SMD

Libano

Ieri, 20 gennaio, ormai a pochissimi giorni dal termine del suo mandato, il Capo di stato maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, ha salutato il personale del contingente italiano impegnato in Libano nell’ambito della Missione UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon).

Il generale Abrate è stato accolto nella base militare di Naqoura dal comandante di UNIFIL, il generale Paolo Serra. Nel corso dell’incontro con il Force Commander, il CaSMD ha espresso parole di apprezzamento per la meritoria opera svolta dal personale delle Forze Armate italiane impegnate nel quadro del delicato mandato contenuto nella risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, sottolineando l’elevato contributo fornito dai caschi blu italiani alla missione.

Nel prosieguo della visita, il generale Abrate ha quindi incontrato una rappresentanza di Soldati, Aviatori, Marinai e Carabinieri del comando di Unifil rivolgendo loro il messaggio di ringraziamento e saluto. In particolare, il generale Abrate ha manifestato la propria soddisfazione per i risultati conseguiti, evidenziando come il lavoro svolto dagli uomini e dalle donne appartenenti a tutte le Forze Armate  è sempre molto apprezzato da tutte le Autorità politiche e militari, nazionali e internazionali, ma soprattutto dalle Autorità e dalla popolazione del Libano.

Il generale Abrate si è poi trasferito alla base militare italiana di Shama dove è stato accolto dal generale Antonio Bettelli, comandante del settore ovest di Unifil, su base brigata aeromobile Friuli, e ha incontrato le truppe italiane sottolineando che la loro costante presenza sul terreno, attraverso il lavoro, l’impegno e il sacrificio, contribuisce al conseguimento degli obiettivi prefissati dall’ONU.

L’Italia contribuisce alla missione Unifil con circa 1.100 soldati e fornisce 4 elicotteri per il supporto aereo. Unifil, composto da circa 12mila peacekeeper  provenienti da 37 differenti nazioni, nel breve periodo ha conseguito i seguenti obiettivi: un generale rispetto nella cessazione delle ostilità; lo sviluppo di un dialogo tra le parti attraverso l’unico forum, il meeting tripartito, in grado di realizzare un processo di confidence building; il dispiegamento, dopo circa 30 anni, delle forze armate libanesi nel sud del Libano; un progressivo aumento delle capacità delle medesime forze armate nell’azione di controllo dell’area a sud del fiume Litani.

Fonte: UNIFIL – MPIO

Foto: UNIFIL – MPIO

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“Vi chiamate forze speciali perché svolgete compiti speciali”. Così il CaSMD gen Abrate agli uomini del COFS

Ieri, 14 gennaio 2013, il Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD), generale Biagio Abrate, si è recato in visita al Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS), con sede a Roma nell’aeroporto Francesco Baracca di Centocelle.

Dopo essere stato accolto dal comandante del COFS, generale Maurizio Fioravanti, il Capo di stato maggiore della Difesa ha incontrato il personale del comando al quale ha rivolto parole di “sincero apprezzamento per il delicato lavoro svolto sempre con spirito di abnegazione e altissima professionalità. Voi – ha proseguito il generale Abrate – avete sempre operato con impegno e determinazione, sostenuti da validi Comandanti i quali vi hanno addestrato e guidato nelle situazioni più delicate. Siete chiamati Forze Speciali in quanto venite chiamati a svolgere compiti speciali”.

Il comandante del COFS ha ringraziato il generale Abrate per “il supporto ricevuto durante il suo mandato. In questi ultimi anni abbiamo svolto numerose esercitazioni in Italia e all’estero, attività che ci hanno consentito di accrescere la nostra professionalità, adattandola sempre meglio agli attuali scenari operativi”.

La visita è terminata con la firma dell’Albo d’Onore da parte del Capo di stato maggiore della Difesa.

Il COFS, costituito il 1° dicembre 2004 alle dirette dipendenze del CaSMD, è competente per la condotta delle operazioni interforze alle quali sono chiamate a partecipare le Forze Speciali in organico alle singole Forze Armate.

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Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: stato maggiore della Difesa

Passaggio di consegne alla presidenza del CASD: il generale Panato lascia all’ammiraglio Veri

L’11 gennaio scorso, nella storica sede di Palazzo Salviati a Roma, il Capo di stato maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, alla presenza del sottosegretario di Stato alla Difesa, Filippo Milone, ha partecipato alla cerimonia di avvicendamento del Presidente del Centro Alti Studi della Difesa (CASD) tra il generale Orazio Stefano Panato e l’ammiraglio Rinaldo Veri.

Il discorso di commiato del generale Panato ha destato particolare commozione, fa sapere lo stato maggiore della Difesa, poiché oltre a cedere la Presidenza del CASD il generale lascia il servizio attivo. Il subentrante, ammiraglio Veri, si è detto onorato del prestigioso incarico assegnatogli, pur conscio delle alte responsabilità da esso derivanti.

Nel suo intervento, il generale Abrate ha inteso ringraziare il generale Orazio Stefano Panato per “il valore aggiunto fornito alla crescita dell’Istituto”, per il contributo di pensiero offerto allo stato maggiore della Difesa e per l’altissima professionalità dimostrata in un momento di particolare crisi mondiale come quello attuale, nel quale lo strumento militare non può esimersi dalla necessità “di una ristrutturazione volta alla proiettabilità” e nella quale il personale è sempre più “elemento centrale sul quale investire”.

Il CASD,  massimo organismo interforze nel campo della formazione avanzata, degli studi e ricerche riguardanti la difesa e la sicurezza nazionale e internazionale, si pone come  polo di studio, riflessione, scambio di esperienze e integrazione tra grandi sistemi organizzativi. Basti pensare che nell’ultimo anno accademico, tra i 252 frequentatori ben 52 provengono da 32 paesi diversi.

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Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: stato maggiore della Difesa

NRDC-ITA, le allocuzioni dei generali nella cerimonia di saluto prima della partenza per l’Afghanistan

Alla cerimonia di saluto del corpo di reazione rapida della NATO in Italia, il NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA) comandato dal generale Giorgio Battisti, che si è tenuta giovedì 11 gennaio nella caserma Ugo Mara di Solbiate Olona, hanno presenziato il Capo di stato maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, il comandante delle forze NATO e statunitensi in Europa (Supreme Allied Commander Europe, SACEUR), ammiraglio James G.Stavridis.

Delle quattro autorità, due sono le allocuzioni integrali che sono state rese disponibili a beneficio dei lettori di Paola Casoli il Blog, qui riportate unitamente alle fotografie dell’evento (PAO NRDC-ITA).

Fonte: PAO NRDC-ITA

Foto: PAO NRDC-ITA

Allocuzione del generale Giorgio Battisti, comandante NRDC-ITA e prossimo Capo di stato maggiore del comando ISAF, oltre che senior national representative del contingente italiano dispiegato in Afghanistan:

Per l’allocuzione integrale dell’ammiraglio statunitense James G.Stavridis (SACEUR), clic su Read the rest of this entry.

(altro…)

In Afghanistan NRDC-ITA opererà in una fase delicata di ISAF. Ieri la cerimonia di saluto

Si è svolta ieri mattina a Solbiate Olona, alla presenza del Capo di stato maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, e del Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, la cerimonia di saluto al generale Giorgio Battisti e al personale del Nato Rapid Deployable Corps ITA (NRDC – ITA), che nei prossimi giorni sarà impiegato a Kabul, in Afghanistan, nell’ambito della missione ISAF (International Security Assistance Force).

Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, l’ammiraglio USA James Stavridis, comandante di tutte le Forze Nato e Statunitensi in Europa (Supreme Allied Commander Europe – SACEUR), che nel suo intervento ha sottolineato come “l’Italia possieda una profonda conoscenza delle operazioni expeditionary”, comprendendo appieno l’importanza di possedere delle forze di proiezione da schierare in aree di crisi ed è per questo che ritengo assolutamente appropriato il fatto che il Comando NRDC si trovi proprio qui in Italia”.

Il Capo di stato maggiore dell’Esercito, dopo aver rivolto un doveroso pensiero ai caduti e feriti in operazione, ha ringraziato le autorità civili e militari intervenute, la cui presenza, ha sottolineato il generale Graziano, “testimonia il forte legame tra le Istituzioni e l’Esercito”. Il generale Graziano ha poi indirizzato il suo saluto agli uomini e alle donne di NRDC ITA e, rivolgendosi al generale Giorgio Battisti, che assumerà l’incarico di Capo di stato maggiore del Comando ISAF e di senior national representative per il personale italiano impegnato in Afghanistan, ha detto: “il generale Battisti e tutto il personale del Comando NRDC si troveranno a operare in una fase delicata, quella della transizione. Un momento cruciale dell’operazione ISAF che segnerà il punto di svolta dell’impegno internazionale nel 2014”.

Il generale Abrate, nel suo discorso, ha esortato i militari a non dimenticare che “il focus delle vostre attività e il loro reale valore aggiunto si rifletterà sull’abilità delle Forze di Sicurezza Afgane di gestire e assumere la piena responsabilità della sicurezza del loro Paese”.

Il comando del corpo d’armata di reazione rapida della NATO in Italia, costituito il 1° novembre 2001 a Solbiate Olona, in provincia di Varese, è uno dei sette comandi altamente proiettabili dell’Alleanza Atlantica e uno dei due comandi NATO ad alto profilo presenti in Italia. Costituito da personale di nazionalità italiana e da personale straniero proveniente da nazioni alleate quali Bulgaria, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Paesi Bassi, Portogallo, Polonia, Romania, Slovenia, Spagna, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti è impiegato come comando sempre disponibile per interventi multinazionali in aree di crisi in base a quanto stabilito dal Consiglio Nord Atlantico (North Atlantic Council, NAC).

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NRDC-ITA: “Partiamo preparati e pronti”, così il gen Battisti parte con i suoi uomini per l’Afghanistan (10 gennaio 2013)

L’NRDC-ITA parte per l’Afghanistan: domani la ISAF Farewell Ceremony nella caserma Mara (9 gennaio 2013)

Fonte: NRDC-ITA PAO

Foto:

NRDC-ITA: “Partiamo preparati e pronti”, così il gen Battisti parte con i suoi uomini per l’Afghanistan

“Ci siamo preparati per essere pronti a reagire a qualsiasi evento”, assicura il generale Giorgio Battisti, comandante del corpo di reazione rapida della NATO in Italia, il NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA), con sede nella caserma Ugo Mara di Solbiate Olona.

L’affermazione del comandante di NRDC-ITA arriva a margine della cerimonia di saluto che si è tenuta stamane 10 gennaio nella caserma Mara in prossimità del completamento del dispiegamento di personale di NRDC-ITA nella missione a guida NATO ISAF a Kabul.

La preparazione del personale in vista della missione è cominciata almeno un paio di anni fa, ma si è intensificata nel corso dell’ultimo anno in vista dell’importante impegno che vedrà 240 elementi di staff impiegati nella capitale afgana per un anno. Lo stesso comandante Battisti assumerà a Kabul l’incarico di Capo di stato maggiore del comando ISAF, oltre che quello di senior national representative del contingente italiano dispiegato in Afghanistan.

Per il generale Battisti si tratta di un ritorno in Afghanistan. Nel suo giro di ricognizione, nello scorso mese di ottobre, ha ritrovato una capitale “molto viva e caotica rispetto alla prima volta, nel 2001”.

L’intera cerimonia ha sottolineato il carattere di delicatezza dell’impiego a Kabul, che avviene in un momento di trasformazione della missione ISAF con il passaggio della responsabilità di territorio e operazioni dalle forze alleate alle forze di sicurezza afgane, una transizione definita transition o, in lingua locale, inteqal.

I vertici militari presenti all’evento erano, per l’Italia, il Capo di stato maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, e il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano; per la NATO il Supreme Allied Commander Europe, l’ammiraglio statunitense James G.Stavridis.

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