Mar 19, 2018
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Bonifica ordigni: brillamento allo scadere del ritardo pirico per l’ordigno di Fano innescato accidentalmente e rimosso da Esercito e Marina

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È stato neutralizzato e rimosso nella notte tra il 13 e il 14 marzo scorso dagli artificieri dell’Esercito provenienti dal reggimento Genio Ferrovieri di Castel Maggiore (Bologna) e i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei del Comando Subacquei ed Incursori (COMSUBIN) della Marina Militare.

È l’ordigno bellico della Seconda Guerra Mondiale ritrovato durante i lavori in corso sul lungomare Sassonia a Fano in un cantiere aperto per i lavori di prolungamento degli scolmatori a mare, innescato accidentalmente durante le escavazioni.

Gli artificieri dell’Esercito, in coordinamento con i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei del COMSUBIN della Marina Militare, hanno individuato e riconosciuto l’ordigno: una bomba d’aereo inglese MK6 da 500 libbre.

Il particolare dispositivo d’innesco prevede un ritardo d’armamento compreso tra le 6 e le 144 ore e, per tale ragione, l’intervento di bonifica rappresentava un grave pericolo per il vicino Ospedale di Fano, impossibile da evacuare completamente, spiegava il comunicato stampa dello stato maggiore della Difesa del 14 marzo scorso.

L’intervento di bonifica d’urgenza, disposto e coordinata dalla Prefettura di Pesaro e Urbino, ha previsto un raggio di sgombero orizzontale di 1.816 metri, di 1.392 metri per quanto riguarda quello verticale e di 2.500 metri per lo specchio acqueo antistante al luogo di rinvenimento.

Tali criteri di sicurezza hanno imposto di bloccare la Ferrovia Adriatica e di evacuare circa 23.000 persone attraverso il coordinamento delle forze dell’ordine supportate da personale del 28° reggimento Pavia dell’Esercito Italiano.

Tuttavia, non potendo sgomberare il locale ospedale l’intervento di bonifica, è stato dichiarato di massima urgenza allo scopo di tutelare la salute dei degenti e del personale della struttura sanitaria.

“Dopo una lunga, meticolosa ed estenuante attività notturna – spiega in dettaglio il comunicato stampa – gli artificieri dell’Esercito hanno effettuato l’imbragatura dell’ordigno, la pericolosa rimozione e la successiva consegna al personale della Marina Militare, che ha provveduto al trasporto lontano dalla costa in mare aperto, a distanza di sicurezza da qualsiasi installazione o rotta navale”.

Allo scadere delle 144 ore previste dal ritardo pirico di costruzione dell’ordigno, si procede alla sua distruzione.

“Tale intervento sarà ovviamente svolto attuando tutte consolidate tecniche e misure tese a preservare l’ecosistema marino, sottolinea il comunicato.

I Palombari della Marina Militare, gli Artificieri dell’Esercito e dell’Aeronautica Militare rappresentano l’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività di bonifica ordigni nel rispettivo settore di competenza e sono in grado di condurre operazioni in qualsiasi scenario operativo, in territorio nazionale come all’estero.

“Un esempio di come le Forze Armate siano sempre al servizio del Paese”, conclude il comunicato stampa dello stato maggiore della Difesa.

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Fonte e foto: PI SMD

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Forze Armate