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Esercito Italiano: artificieri del 32° reggimento genio della brigata alpina Taurinense bonificano piccolo arsenale a Genova

È stato rinvenuto nel corso di alcuni lavori di ristrutturazione in uno stabile di via Bolzaneto a Genova il piccolo arsenale bonificato ieri dagli artificieri del 32° reggimento genio della brigata alpina Taurinense.

Chiamati a intervenire con urgenza dalla Prefettura di Genova, gli artificieri dell’Esercito hanno rinvenuto in una intercapedine 5 bombe a mano, 1 bomba incendiaria, 2 mine anti uomo, 1 Carabina Winchester e 1 mitra Thompson , 1 silenziatore, 11 serbatoi, 2 portacaricatori e circa 1.600 cartucce. Il materiale è stato successivamente rimosso e trasportato in una cava a Né, in provincia di Genova, dove è stato distrutto.

Ora i residenti, 8 famiglie evacuate lunedì sera, hanno potuto far ritorno nelle proprie abitazioni.

Gli specialisti dell’Esercito appartenenti al 32° genio sono organizzati in team di pronto intervento denominati EOD ( Explosive Ordnance Disposal) e hanno la competenza per questo tipo di interventi su tutto il territorio del nordovest. Vantano una lunga esperienza nel settore maturata anche grazie alle missioni operative svolte all’estero, in particolare in Afghanistan.

Il 32° reggimento genio guastatori costituisce la risorsa dedicata alla mobilità, contro mobilità, schieramento e supporto al combattimento della brigata alpina Taurinense. Oltre ai compiti operativi, come gli altri reggimenti del genio dell’Esercito, interviene, quando richiesto, in attività a supporto della popolazione in caso di calamità naturali. Il reggimento è una delle 12 unità dell’Arma del Genio che hanno l’incarico esclusivo di bonificare il territorio nazionale dai numerosi residuati bellici ancora esistenti e pericolosi.

Ogni reggimento Genio ha competenza su una parte del territorio nazionale e, nell’anno appena concluso, sono stati eseguiti più di 2.000 interventi specialistici per la bonifica di ordigni in tutta la penisola. Negli ultimi 10 anni gli interventi sono stati oltre 30.000.

La Forza Armata, grazie alla capacità dual-use dei propri reparti genio, oltre all’impiego operativo nelle missioni internazionali, è in grado d’intervenire nei casi di pubbliche calamità e utilità, in ogni momento, su tutto il territorio italiano a supporto della comunità nazionale come recentemente avvenuto in occasione dell’emergenza maltempo in Sardegna e in queste ultime ore in Emilia.

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Fonte e foto: stato maggiore Esercito

Prima bonifica del 2013 per gli artificieri dell’Esercito: bomba d’aereo a Grosseto

Una task force dell’Esercito Italiano, fa sapere lo stato maggiore dell’Esercito, è intervenuta questa mattina 4 gennaio a Grosseto, in località Pitigliano, per la bonifica di una bomba d’aereo da 1.000 libre, residuato della Seconda Guerra Mondiale.

Si tratta della prima bonifica del nuovo anno. L’intervento, eseguito dagli specialisti del 2° reggimento genio pontieri di stanza a Piacenza, si è svolto in due fasi: nella prima, la più delicata, il nucleo di artificieri dell’Esercito ha estratto le due spolette, anteriore e posteriore. Nella seconda fase, l’ordigno è stato trasportato in una zona sicura dove è stato fatto brillare.

Per le operazioni di bonifica è stata creata un’area di sicurezza di un chilometro ed è stato interdetto il traffico della strada regionale 74 Maremmana.

Il 2° reggimento genio pontieri è impegnato dallo scorso mese di ottobre scorso con una compagnia in Libano, nell’ambito della missione UNIFIL (United Nation Interim Force in Lebanon) Leonte14.

L’Esercito, per le capacità tecniche del personale e dei mezzi in dotazione, fornisce quotidianamente il proprio contributo nei campi della pubblica utilità e della tutela ambientale. Nel 2012, i nuclei EOD (Explosive Ordnance Disposal) dei reparti del genio hanno eseguito 2.300 interventi specialistici per la bonifica di ordigni esplosivi e residuati bellici (oltre 30.000 negli ultimi 10 anni).

Fonte: stato maggiore dell’Esercito

Foto: stato maggiore dell’Esercito

Mine: in Libano UNIFIL celebra la Giornata mondiale per la sensibilizzazione al rischio mine con gli sci ai piedi e 200 siti bonificati

Ieri, 4 aprile, la missione UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon) ha celebrato la Giornata mondiale per la sensibilizzazione sul rischio delle mine.

Due gli eventi che hanno segnato l’importante appuntamento finalizzato alla sensibilizzazione sul rischio rappresentato dalle mine, eredità concreta dell’uso fatto di cluster bomb nel 2006 nel Libano meridionale.

Il primo, legato alla campagna Lend-your-leg, è stato organizzato dall’agenzia UNMAST (United Nations Mine Action Support Team) e ha visto protagonista lo stesso responsabile del programma UNMAST, il dottor Michael Hands, che è partito dalla città di Tiro alle prime luci dell’alba per raggiungere il quartier generale di UNIFIL, a Naqoura, con la tecnica del roller skiing.

Dopo circa 25 chilometri percorsi sugli sci a rotelle, Hands  è stato ricevuto a Naqoura dall’Head of Mission e Force Commander di UNIFIL, il generale Paolo Serra, che ha salutato l’iniziativa con parole di apprezzamento esprimendo sentimenti di stima per l’alto contributo fornito dagli sminatori.

A oggi infatti, fa sapere il comunicato stampa dei Military PIO di UNIFIL, sono stati rimossi milioni di mine. In particolare, dal 2006 gli sminatori di UNIFIL hanno bonificato quasi 5 chilometri quadrati di territorio da ordigni esplosivi, distruggendo oltre 34mila tra mine e ordigni esplosivi nel sud del Libano.

Nonostante tale sforzo, avverte il comunicato, la presenza di circa 425mila mine continua a costituire una seria minaccia alla collettività, mentre una porzione di territorio pari a circa 18 chilometri quadrati risulta ancora infestata da ordigni cluster.

Il secondo evento a celebrazione della Giornata mondiale ha avuto luogo nel quartier generale di UNIFIL e si è trattato dell’inaugurazione del 200esimo sito bonificato dalle mine sulla Blue Line.

Nel corso della cerimonia, cui hanno partecipato rappresentanti delle Forze Armate Libanesi e delle Nazioni Unite, il generale Serra ha ricordato come “il completamento nel processo di demarcazione sul terreno della Blue Line, ridurrà le possibilità di incidenti e tensioni nell’area”.

La missione UNIFIL ha iniziato le attività di demarcazione sul territorio della Blue Line nel 2007. Il processo di demarcazione ha richiesto, e tuttora richiede, il controllo e lo sminamento dell’area dove verranno eretti i Blue Pillars, ovvero i plinti colorati di azzurro connessi da una struttura verticale a demarcazione del confine tra Libano e Israele.

UNIFIL si avvale di 11 unità di genieri provenienti dai contingenti militari di Belgio, Cambogia, Cina, Francia, Italia e Spagna, cui si aggiungono 4 squadre di militari Cambogiani, Portoghesi e Turchi, specializzate nella costruzione dei Blue Pillars.

Nel tributare un doveroso omaggio al ricordo degli sminatori di UNIFIL e dei civili libanesi che hanno perso la vita a causa delle mine e coloro che ne siano rimasti feriti, il generale Serra ha sottolineato che gli ordigni esplosivi, in particolare il munizionamento cluster risalente al conflitto del 2006, continuano a rappresentare una preoccupante criticità nel sud del Libano.

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Fonte: MPIO UNIFIL, stato maggiore della Difesa

Foto: MPIO UNIFIL, stato maggiore della Difesa

Libano, UNIFIL: prosegue l’attività di sminamento nonostante condizioni meteo avverse

Non conosce sosta l’attività di sminamento in Libano, lungo la Blue Line, nell’ambito della missione UNIFIL.

In particolare, nell’area a responsabilità italiana del Sector West, attualmente su base brigata Pinerolo al comando del generale Carlo Lamanna, si è appena conclusa l’attività di sminamento lungo il corridoio denominato BP/10/2 (1).

L’attività, fa sapere un comunicato stampa del Sector West, ha visto impegnato il Team Minex dell’11° reggimento genio guastatori  per un totale di ventitré giorni durante i quali sono state rinvenute nove mine.

La bonifica ha interessato un’area di 321 metri quadri. I lavori hanno presentato numerose problematiche legate alle avverse condizioni meteorologiche tanto che il secondo corridoio, denominato BP/10/2 (2), quasi terminato, è a tutt’oggi allagato.

Al contingente italiano, che con queste attività mira al pieno conseguimento degli obiettivi fissati dalla risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, sono stati assegnati altri due nuovi corridoi da sminare, il BP/26 e il BP/26 (1).

I team italiani hanno già cominciato l’attività di bonifica.

Da parte del generale Lamanna, comandante del Sector West di UNIFIL, vi è piena soddisfazione per il lavoro svolto dai propri uomini e donne sul terreno. IL generale ha ribadito che il contingente italiano continuerà a svolgere con il massimo impegno la missione di stabilità e sicurezza nel contesto del contingente UNIFIL al comando del  generale Paolo Serra e a sostenere tutti i progetti rivolti allo sviluppo del Libano del sud.

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Fonte: Sector West UNIFIL

Foto: Sector West UNIFIL

Libano, Leonte 10 – Unifil: completato lo sminamento della Blue Line

Gli specialisti del 4° reggimento genio guastatori di Palermo hanno da poco ultimato lo sminamento del quinto corridoio attraverso la Blue Line bonificando da numerose mine antiuomo l’equivalente di circa otto campi da tennis di terreno, ovvero duemila metri quadrati.

Per i genieri della missione Leonte 10 in ambito Unifil, l’avvio delle operazioni di bonifica sulla Blue Line, così è stata chiamata la linea del ritiro delle forze armate israeliane dal sud del Libano (foto), è iniziato il 1° agosto scorso.

In meno di tre mesi, quindi, i due team di specialisti della bonifica dell’Italian engineer battalion, composti dai militari del 4° reggimento genio guastatori, sono riusciti a completare i lavori in cinque diversi siti per un’area totale di duemila metri quadrati.

Il generale Gualtiero Mario De Cicco, comandante della Joint Task Force Lebanon – Sector West composta da militari della brigata meccanizzata Aosta, ha seguito da vicino le operazioni dei guastatori dell’Aosta.

Le attività di bonifica dalle mine condotte nel sud del Libano da unità del genio di diversi paesi sono inserite nel più ampio progetto di Unifil, denominato Blue Line marking process, volto alla materializzazione sul terreno della Blue Line attraverso il posizionamento dei cosiddetti Blue Pillar.

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Fonte: stato maggiore Difesa

Foto: la Blue Line da Wikipedia

Nrdc-Ita, bonificati i residuati bellici. Generale Pennino: “la nostra parola d’ordine è sicurezza”

Sono stati fatti esplodere all’ora di pranzo di oggi 10 aprile i residuati bellici risalenti alla Seconda Guerra Mondiale rinvenuti sul sedime della caserma Ugo Mara di Solbiate Olona, sede del comando di reazione rapida della Nato Nrdc-Ita comandato dal generale di corpo d’armata Gian Marco Chiarini.

Il generale di brigata Antonio Pennino, comandante della brigata di supporto al comando di reazione rapida della Nato (Nrdc-Ita), ha commentato così l’intervento di bonifica: “Per noi la parola d’ordine è “sicurezza”, sia per i nostri operatori che per la popolazione che vive nelle zone limitrofe”.

Gli ordigni, tra i quali anche una bomba d’aereo americana del tipo AN M-57 da 250 libbre di esplosivo (foto), hanno impegnato gli specialisti appartenenti al 10° reggimento genio guastatori di Cremona dell’Esercito Italiano per circa cinque ore.

“I nostri specialisti del genio dell’Esercito – ha dichiarato il generale Pennino – possiedono una notevole esperienza specifica nel campo della bonifica degli ordigni esplosivi, accumulata tra l’altro nel corso di tutte le missioni che la Forza Armata ha effettuato nei teatri operativi, dove il rischio collegato alle mine e alle bombe rudimentali è considerato altissimo”.

L’attività è stata condotta sotto la supervisione del vice prefetto aggiunto e dirigente della Protezione Civile della prefettura di Varese, dottor Biagio Del Prete, in stretto coordinamento con gli organi di Pubblica Sicurezza. Il necessario coordinamento è stato assicurato presso l’Incident Control Point attrezzato all’interno della caserma Mara, presso il comando della brigata di supporto al comando di reazione rapida della Nato.

Nelle foto la bomba d’aereo americana e le fasi di bonifica dopo il disinnesco dell’ordigno avvenuto con la rimozione della spoletta anteriore, il detonatore, e il suo trasferimento in un fornello realizzato nella medesima area. L’intervento è stato effettuato dal caporalmaggiore capo Alfredo Ricchiuto e dal suo nucleo di specialisti EOD (Esplosive Ordnance Disposal) che vantano ormai una preziosa esperienza maturata anche nel campo degli insidiosi ordigni di circostanza rinvenuti nel corso delle varie missioni operative svolte all’estero.

Il 10° reggimento genio guastatori è una delle sette unità dell’Arma del genio incaricate di bonificare il territorio dell’Italia centro settentrionale dai numerosi residuati bellici ancora esistenti e pericolosi (nell’anno 2010 sono stati effettuati dal reparto circa 200 interventi per un totale di oltre 5000 ordigni di cui ben 5 bombe d’aereo).

Si tratta di una attività particolarmente delicata coordinata dal 1° FOD con sede a Vittorio Veneto e diretto dal generale di corpo d’armata Roberto Bernardini.

Fonte: PAO Nrdc-Ita

Foto: PAO Nrdc-Ita