brigata granatieri di Sardegna

Mogadiscio, Somalia: si è celebrato in Libano il 25° anniversario della morte del sottotenente Millevoi

La base di Shama, nel Libano meridionale, è dedicata al sottotenente Medaglia d’Oro al Valor Militare Andrea Millevoi, caduto a Mogadiscio nell’ambito dell’operazione umanitaria dell’ONU UNOSOM II – “Ibis”, nella denominazione italiana – per opera di un cecchino appartenente ai miliziani somali. La base, sede del Sector West di UNIFIL, è dedicata e intitolata alla Medaglia d’Oro.

È lo stato maggiore della Difesa che con un comunicato stampa odierno rende nota l’attività in memoria del sottotenente Millevoi da parte del contingente italiano schierato a Shama.

Alla cerimonia, particolarmente sentita, hanno preso parte volontariamente anche i colleghi stranieri, si apprende.

Il gen Paolo Fabbri, Comandante del Sector West (SW) di UNIFIL, dopo l’Alzabandiera ha reso gli onori ai Caduti e deposto una corona d’alloro davanti alla lapide realizzata in ricordo del Sottotenente Millevoi. Il ceppo fu realizzato dai militari della brigata Meccanizzata Granatieri di Sardegna, alla quale apparteneva il giovane ufficiale nel 1993, poiché effettivo al reggimento Lancieri di Montebello (8°).

“Millevoi – ricorda la Difesa – fu il terzo caduto italiano in quella che viene ricordata come Battaglia del pastificio, nella quale persero la vita anche il paracadutista di leva Pasquale Baccaro e il sergente maggiore Stefano Paolicchi.”

«Comandante di plotone blindo pesanti “CENTAURO”, inquadrato nel contingente italiano inviato in Somalia nell’ambito dell’operazione umanitaria voluta dalle Nazioni Unite,” – si legge nella motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare – “partecipava con il 183º Reggimento Paracadutisti “NEMBO” al rastrellamento di un quartiere di Mogadiscio. Nel corso dei successivi combattimenti, proditoriamente provocati da miliziani somali, con perizia ed intelligenza concorreva con le forze alle sue dipendenze allo sganciamento di alcuni carri rimasti intrappolati nell’abitato. Dopo avere scortato un mezzo adibito allo sgombero di alcuni militari feriti, si riportava nella zona del combattimento e incurante dell’incessante fuoco nemico coordinava l’azione dei propri uomini e contrastava personalmente con l’armamento leggero di bordo l’attacco nemico. Per conferire più efficacia alla sua azione di fuoco, si sporgeva con l’intero busto fuori dal mezzo esponendosi al tiro di un cecchino che lo colpiva mortalmente. Cadeva con le armi in pugno offrendo un chiarissimo esempio di coraggio, determinazione, assoluto sprezzo del pericolo ed elevatissimo senso del dovere sublimato dal supremo sacrificio. Mogadiscio, 2 luglio 1993.»

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Fonte e foto: PI SMD

Granatieri di Sardegna: 242° anniversario in suffragio del Duca di San Pietro

Nella mattinata del 16 febbraio, nella chiesa di Santa Maria degli Angeli in Roma, la più antica unità militare d’Europa, i Granatieri di Sardegna, hanno celebrato la messa in suffragio di Don Alberto Genovese, Duca di San Pietro, nell’anniversario della sua morte, scrive l’Esercito nella nota stampa con cui dà notizia della storica celebrazione.

Onorando il Duca di San Pietro, i Granatieri continuano a rispettare un impegno preso ben 242 anni fa, perpetuando 359 anni di tradizioni e 157 anni di fedeltà all’Italia, ricorda l’Esercito.

Don Bernardino Antonio Genovese, patrizio sardo, padre di Alberto, il 10 luglio 1744 costituì in Cagliari, a sue spese, il Reggimento di Sardegna, con il fine di garantire la sicurezza dei coloni appena approdati sull’isola di San Pietro, prospicente le coste sarde.

Nel 1776, ricorda la nota stampa, suo figlio donò al Reggimento 120.000 lire vecchie di Piemonte, fissando l’uso della loro rendita in apposita scritta “testamentaria” per la costituzione e la successiva manutenzione della musica reggimentale, nonché per aiutare le vedove dei soldati caduti.

Dispose, altresì, che venisse celebrato: “perpetuamente… anniversario in suffragio ed in memoria di esso, Sig. Duca Alberto, nel giorno anniversario della di Lui morte”.

La tradizione è perpetuata dai Granatieri di Sardegna discendenti in linea diretta dell’antico Reggimento di Sardegna.

Alla cerimonia del 16 febbraio 2018 hanno preso parte autorità politiche, militari e civili, tra le quali il Sottosegretario di Stato alla Difesa, on Domenico Rossi, il Consigliere del Presidente della Repubblica per gli affari del Consiglio Supremo di Difesa, gen Rolando Mosca Moschini, il Presidente del Centro Alti Studi per la Difesa (CASD), gen Massimiliano Del Casale, il Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen Claudio Mora, e i rappresentanti dei Comuni di Roma e Spoleto.

“Significativa – sottolinea l’Esercito – la presenza dei discendenti in linea diretta di Don Alberto Genovese, a dimostrazione di un attaccamento ad una tradizione ultracentenaria che li ha sempre visti partecipi e vicini ai ‘Giganti con gli Alamari’”.

I “Granatieri”, oltre ad aver partecipato alle principali missioni internazionali in cui l’Esercito Italiano è impegnato, contribuiscono allo sviluppo del programma SIAT (Sistema Integrato per l’Addestramento Terrestre), finalizzato all’evoluzione dell’addestramento dei militari in differenti contesti operativi, utilizzando un avanzato sistema di simulazione e moderne tecnologie.

Oggi, gli uomini e le donne dei “Granatieri”, sono impegnati con il comando del Raggruppamento Lazio, Umbria e Abruzzo nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure, fornendo, con il concorso di altri reparti dell’Esercito, oltre 2.200 militari in supporto alle Forze dell’Ordine, assicurando quotidianamente una vigile e costante presenza sul territorio della Capitale, nel Lazio e nelle vicine regioni di Umbria e Abruzzo.

Alle molteplici attività operative/addestrative, si aggiungono i più importanti servizi presidiari della Capitale e di alta Rappresentanza presso le più importanti istituzioni nazionali.

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Granatieri di Sardegna: i reparti in armi sfilano venerdì in onore del benefattore Duca di San Pietro (15 febbraio 2018)

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Fonte e foto: PI SME

Granatieri di Sardegna: i reparti in armi sfilano venerdì in onore del benefattore Duca di San Pietro

Si svolgeranno venerdì 16 febbraio, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli in Roma (Piazza della Repubblica), le annuali Solenni onoranze funebri in onore e suffragio di Don Alberto Genovese, Duca di San Pietro.

È lo stesso Comando della brigata Granatieri di Sardegna a ricordare lo storico evento che ogni anno commemora il benefattore.

Nel 1776, ricordano i Granatieri, Don Alberto Genovese donò al Reggimento di Sardegna – creato nel 1744 dal padre Don Bernardino Antonio Genovese, patrizio sardo, per la sicurezza dei coloni appena approdati all’isola sarda di San Pietro – 120.000 lire vecchie di Piemonte, fissando l’uso della loro rendita in apposita scritta “testamentaria” per la costituzione e la successiva manutenzione della musica reggimentale, nonché per aiutare le vedove dei soldati caduti.

Dispose, inoltre, che venisse celebrato: “perpetuamente… anniversario in suffragio ed in memoria di esso, Sig. Duca Alberto, nel giorno anniversario della di Lui morte”.

Da allora il reggimento, costituito a Cagliari nel lontano 10 luglio 1744, non è mai venuto meno all’impegno preso e sempre, sia in pace che in guerra, ha celebrato la messa in suffragio del munifico benefattore.

Quella di venerdì sarà una cerimonia militare storica ove i reparti in armi sfilano, come ogni anno, da Viale Castro Pretorio a Piazza della Repubblica.

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Fonte: brigata Granatieri di Sardegna

Foto d’archivio: Granatieri di Sardegna

Divisione Acqui, cambio al vertice: il gen Polli avvicenda il gen Vittiglio

Si è svolta questa mattina, 16 gennaio, nella sala polifunzionale della Caserma Cavalleri di San Giorgio a Cremano, Napoli, la cerimonia di cambio del Comandante della Divisione Acqui, fa sapere con un comunicato stampa odierno la stessa Divisione: il gen Antonio Vittiglio ha ceduto il Comando al gen Fabio Polli.

Alla cerimonia, presieduta dal Comandante del Comando delle Forze Operative Sud (COMFOP SUD), gen Francesco Luigi De Leverano, erano presenti il Consigliere della Regione Campania, on Carmine De Pascale, il vicesindaco di Napoli, dott Raffaele Del Giudice, il sindaco di San Giorgio a Cremano, dott Giorgio Zinno, oltre ad altre autorità civili e militari della città e l’Associazione Nazionale Reduci della Divisione Acqui Sezione Campania, le Associazioni Combattentistiche e d’Arma degli Alpini, Artiglieri, Bersaglieri, Paracadutisti, Genieri e Trasmettitori.

Il gen Vittiglio, nel discorso di commiato, si è così rivolto ai presenti: “Dopo oltre tre anni di permanenza mi appresto a lasciare il comando della Divisione Acqui con la consapevolezza, l’onore e l’orgoglio di aver guidato una gloriosissima Grande Unità Complessa che ha raccolto e vinto le importanti sfide presentatesi in questo lungo periodo, grazie all’incessante e diuturno impegno profuso da tutti Voi. Questo intenso periodo è stato caratterizzato, soprattutto nell’ultimo anno, da profonde innovazioni legate anche al processo di riorganizzazione della Forza Armata, che hanno comportato l’incremento delle competenze attribuite e il contestuale inserimento della Divisione Acqui in un nuovo e importantissimo scenario operativo. Dal 5 luglio 2016 la Divisione ha ampliato la propria famiglia assumendo alle dirette dipendenze, oltre al Reparto Comando e Supporti Tattici della Divisione Acqui, contestualmente elevato a livello ordinativo reggimentale, anche le seguenti Brigate: Granatieri di Sardegna, Aosta, Pinerolo, Sassari e Garibaldi. Grandi Unità che con il loro prezioso operato, sia in territorio nazionale sia negli scenari di crisi internazionali, hanno contribuito in maniera determinante ad accrescere il lustro della Divisione.”

Il gen De Leverano, durante il suo discorso, ha confermato gli eccellenti livelli addestrativi e operativi raggiunti dalla sua pedina operativa, in particolare, da quando la Divisione ha assunto la responsabilità dell’approntamento e dell’addestramento delle cinque Brigate del Sud Italia e Isole Maggiori (brigata Aosta, Granatieri, Pinerolo, Sassari e Garibaldi).

Per oltre tre anni, sotto la guida del gen Vittiglio, la Divisione Acqui ha confermato l’elevata capacità raggiunta nel poter pianificare e condurre operazioni, non solo in ambito nazionale, ma anche in contesti spiccatamente interforze e multinazionali, sia a guida NATO che a guida Unione Europea, in particolare durante l’esercitazione Arrcade Fusion 14, Acqui 15, Valeria Victrix 16 e Steel Barrier 17.

Il gen Fabio Polli proviene dalla Divisione Friuli in Firenze, dove ha ricoperto l’incarico di Capo di Stato Maggiore e successivamente quello di Vice Comandante. Nel corso della carriera, il gen Polli ha partecipato alle operazioni IBIS in Somalia, UNTSO in Israele-Libano, KFOR in Kosovo, Antica Babilonia in Iraq, UNIFIL in Libano e, infine, all’operazione Ippocrate in Libia.

I futuri appuntamenti per il neo Comandante della Divisione Acqui saranno: l’esercitazione Arrcade Fusion della NATO, che si svolgerà nel prossimo autunno, e le esercitazioni nazionali, che vedranno impegnate le brigate dipendenti nella condotta e nella pianificazione di operazioni militari.

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Fonte e foto: Divisione Acqui

Strade Sicure: saldi ed Epifania in sicurezza a Roma con i militari del Raggruppamento Lazio Umbria Abruzzo

Piazza Re di Roma, via Cola di Rienzo, viale Marconi a Roma, ma anche i centri commerciali Porta di Roma, EUR Roma 2 e Roma Est, sono le zone che hanno visto i militari dell’Esercito Italiano impegnati a tutela della sicurezza della popolazione in occasione di uno dei periodi dell’anno tradizionalmente dedicati agli acquisti stagionali.

L’Epifania e l’inizio dei saldi, spiega infatti un comunicato stampa dell’Esercito, hanno portato la Forza Armata a impiegare i militari nelle vie e presso alcuni centri commerciali dove maggiore è l’afflusso per gli acquisti.

Mentre nei centri commerciali il servizio è stato articolato su un pattugliamento all’interno delle strutture, si apprende, nelle vie dello shopping i soldati hanno espletato il compito di presidio del territorio con gli assetti normalmente adoperati per l’Operazione Strade Sicure. Il servizio è stato disposto dalla Questura di Roma.

È rimasto inalterato, fa sapere l’Esercito, il dispositivo della Forza Armata presente abitualmente in Piazza Navona e Via del Corso.

A partire dallo scorso 5 gennaio, comunica l’Esercito, il Raggruppamento Lazio Umbria Abruzzo, a guida della brigata Granatieri di Sardegna e agli ordini del gen Paolo Raudino, ha incrementato il suo dispositivo assumendo il comando della Task Force Roma 3 con la responsabilità delle zone colpite dal terremoto nell’Italia Centrale nel 2016 – 2017 e le sedi giudiziarie dell’Umbria in Perugia e Spoleto.

“Nel tempo la presenza capillare e costante dei soldati impiegati con le funzioni di agente di pubblica sicurezza, anche se limitatamente all’espletamento del servizio, ha costituito un fattore di deterrenza nei confronti della microcriminalità aumentando la percezione della sicurezza nella popolazione. Prova ne sono le continue richieste da più parti di impiego dei militari in tali compiti e le unanimi attestazioni di stima per l’operato svolto”, conclude il comunicato stampa.

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Fonte e foto: Comando b Granatieri Raggruppamento Lazio Umbria Abruzzo Strade Sicure + Esercito Italiano

Strade Sicure: il rgt Genio Ferrovieri di Castel Maggiore vigila sugli scali ferroviari romani

“L’Operazione Strade Sicure ha superato i nove anni, essendo stata avviata il 4 agosto 2008 a seguito della promulgazione della L. n. 125 del 24 luglio 2008 – ricorda un comunicato stampa del Raggruppamento Lazio-Umbria-Abruzzo di Strade Sicure, guidato dalla brigata Granatieri di Sardegnae tanti sono i contingenti che si sono alternati sulla piazza militare di Roma”.

In particolare a Roma, da alcuni mesi, sta operando un’aliquota di militari effettivi al reggimento Genio Ferrovieri di Castel Maggiore e al Battaglione Genio Ferrovieri Esercizio di Ozzano dell’Emilia, entrambi del Bolognese, inseriti nel Raggruppamento Lazio Umbria Abruzzo a guida brigata Granatieri di Sardegna.

I militari di questa specialità dell’Arma del Genio fanno parte, a livello nazionale, dei circa 7.000 uomini e donne dell’Esercito impiegati nel presidio del territorio.

Nella Capitale hanno il compito di vigilare due scali romani di grande importanza: la stazione Termini e quella Tiburtina.

Entrambi gli scali sono divenuti nodi di scambio e sono affollati in tutte le fasce orarie: “per i Ferrovieri dell’Esercito Italiano non si poteva scegliere una palestra migliore per perfezionarsi nel proprio addestramento tecnico-professionale che, nello specifico settore, prevede intensi periodi di formazione teorica e pratica per diventare macchinista, capostazione, capotreno o addetto alla manutenzione ferroviaria, spiega il comunicato.

Nello specifico, svolgendo ore di didattica frontale nelle aule del Battaglione Genio Ferrovieri Esercizio e ore di tirocinio nelle infrastrutture ferroviarie locali, i militari conseguono le certificazioni rilasciate dall’autorità nazionale e riconosciute a livello europeo per la condotta di treni, per divenire responsabile del convoglio ferroviario, o per specializzarsi nella manutenzione dell’infrastruttura ferroviaria.

Il livello di preparazione dei Genieri di Castel Maggiore e di Ozzano dell’Emilia è consolidato e approfondito a seguito dei ripetuti impieghi non solo nelle attività sul territorio nazionale, ma anche in quelle “fuori area”.

Viene, quindi, costantemente applicato il concetto di dual use, sottolinea il comunicato stampa, caratteristica duale dell’addestramento, in quanto è in grado di replicare diversi scenari operativi in modo assai fedele alla realtà, dalle strade ferrate della Bosnia, alle missioni in Kosovo, Albania e all’emergenza terremoto in Pakistan, dove il reggimento Genio Ferrovieri ha operato, sino alla vigilanza agli scali italiani.

“Per questo l’addestramento Dual Use viene utilizzato per addestrare il personale a operare all’estero, ma anche in Italia”, conclude il Comando brigata Granatieri.

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Fonte e foto: Raggruppamento Lazio-Umbria-Abruzzo Strade Sicure

Strade Sicure, drone sul Milite Ignoto: intervento dei militari del 6° Genio Pionieri e della Polizia di Roma Capitale

I militari operanti nel Raggruppamento Lazio Umbria e Abruzzo nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure ed effettivi al 6° reggimento Genio Pionieri di Roma hanno provveduto, insieme con gli agenti del gruppo Trevi della Polizia di Roma Capitale, a fermare il pilota di un drone in sorvolo sul Vittoriano.

“Un drone di ultima generazione, in grado di volare alto e inviare immagini in tempo reale anche su social”, lo definisce la nota stampa del Comando brigata Granatieri – Operazione Strade Sicure Raggruppamento Lazio–Umbria-Abruzzo di oggi, 1° ottobre.

Gli agenti del gruppo Trevi della Polizia di Roma Capitale e i militari dell’Esercito Italiano dell’operazione Strade Sicure, a guida brigata Granatieri di Sardegna, lo hanno avvistato nella serata di ieri, alle 21 circa, in “hovering” – ossia fermo in volo stabile – a piazza Venezia, spiega il comunicato.

Dopo una ventina di secondi il drone si è spostato verso la scalinata del Vittoriano, salendo poi sulla verticale del monumento al Milite Ignoto.

“Messi in allarme, i vigili hanno chiamato i rinforzi iniziando una ricognizione dell’area: il pilota, che era in compagnia di una donna, è stato individuato quasi subito, fermo al centro di piazza Venezia con il naso in sù, e il telecomando tra le mani”, si apprende nel dettaglio.

Dopo aver ordinato all’uomo di far atterrare il velivolo, gli agenti hanno proceduto alle necessarie fasi di identificazione, accompagnando la coppia presso il comando di via della Greca.

Le indagini, portate avanti d’intesa con le autorità di sicurezza preposte in simili casi, hanno accertato che i due sono turisti in vacanza a Roma, che alloggiano in un hotel del centro da due giorni, che sono ambedue incensurati e non a conoscenza delle normative relative al divieto di sorvolo su Roma.

“Una buona fede che però non è servita all’uomo, 36enne, ad evitare la denuncia all’Autorità Giudiziaria – si legge nella nota stampa –  e il sequestro dell’apparato per la violazione delle norme sulla navigazione aerea”.

I militari operanti sono effettivi al 6° reggimento Genio Pionieri di Roma, attualmente impiegato con alcune sue componenti nel Raggruppamento Lazio Umbria e Abruzzo.

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Fonte e foto: Comando brigata Granatieri – Operazione Strade Sicure Raggruppamento Lazio–Umbria-Abruzzo

Sector West, UNIFIL: i Lancieri di ITALBATT addestrano le Forze Libanesi alla gestione del fuoco con i mortai pesanti

Si è concluso il 24 settembre scorso, con una esercitazione finale condotta nell’area addestrativa vicina alla base Millevoi di Shama, nel Libano del sud, il Fire Obervation Course a favore delle Lebanese Armed Forces (LAF).

Il corso si prefissava lo scopo di insegnare ai giovani ufficiali delle LAF le tecniche di osservazione e gestione del fuoco durante le operazioni condotte con le armi a tiro indiretto, in particolare con i mortai pesanti, ed è stato condotto dal contingente italiano in Libano, ha fatto sapere lunedì il Sector West di UNIFIL con un comunicato stampa.

La complessità del corso e il livello di difficoltà hanno consentito la partecipazione di solo un esiguo numero di ufficiali delle LAF che, in base al concetto di “train the trainer”, svilupperanno, a loro volta, l’addestramento dei militari di stanza nei reparti schierati nel Sud del Libano, spiega il comunicato.

L’attività formativa, della durata di due settimane, è stata sviluppata dal personale istruttore di ITALBATT, l’unità di manovra del contingente italiano in Libano, oggi su base reggimento Lancieri di Montebello (8°).

L’addestramento delle LAF dislocate nel Sud del Libano è uno dei più importanti target previsti dalla risoluzione n.1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, unitamente al monitoraggio costante della Blue Line, attraverso il pattugliamento appiedato e motorizzato, nonché al supporto alla popolazione locale attraverso le attività promosse dalle unità della Civil – Military Cooperation (CIMIC).

La Task Force Montebello, che compone ITALBATT con un battle group di Lancieri e uno di Granatieri, ha effettuato decine di corsi a favore delle LAF della 5^Brigata libanese, in particolare nelle attività tattiche connesse al controllo del territorio, forti dell’esperienza maturata nelle precedenti operazioni di homeland security in occasione del “Giubileo Straordinario della Misericordia” in Roma.

I reparti di manovra schierati in Libano, su base brigata Granatieri di Sardegna, prima di essere impiegati quali peacekeeper con l’Operazione Leonte XXII sono stati per tre anni in prima linea a supporto della Forze di Polizia con l’Operazione Strade Sicure, a dimostrazione della grande versatilità delle Forze Armate Italiane, conclude il comunicato del Sector West.

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Sector West, UNIFIL: test di reattività e interoperabilità con l’esercitazione RITE III/17

Si è conclusa nella prima decade di settembre, nel Libano del Sud, l’esercitazione RITE III/17 (Reserve Integration Training Exercise) per il contingente italiano della Joint Task Force– Lebanon (JTF-L), che conduce l’operazione Leonte XXII dal 27 aprile scorso, ha fatto sapere il Sector West di UNIFIL con un comunicato stampa del 12 settembre.

In contesto multinazionale, il Sector West di UNFIL, attualmente su base brigata Granatieri di Sardegna con a capo il gen Francesco Olla, ha testato le proprie capacità di comando e controllo delle unità dispiegate sul terreno al fine di aumentarne la reattività, l’interoperabilità e la flessibilità.

L’esercitazione ha visto oltre 200 uomini e donne, 45 veicoli blindati e 4 quattro Posti Comando tattici condurre le operazioni che garantiscono la stabilità dell’area da oltre undici anni, spiega il comunicato stampa.

Attraverso l’ausilio degli assetti specializzati, quali squadre antisommossa e nuclei EOD (Explosive Ordinance Disposal), per far fronte al riconoscimento e disinnesco degli ordigni inesplosi (UXO – Unexploded ordnance) o improvvisati (IED – Improvised explosive device), le unità del contingente multinazionale sono state ingaggiate e valutate attraverso la simulazione delle più probabili minacce che potrebbero verificarsi nel Sud del Libano.

L’esercitazione si è svolta in una zona non popolata del villaggio di Naqoura, che insiste nell’area di responsabilità del contingente italiano su base Granatieri di Sardegna.

L’unità di manovra italiana (ITALBATT), congiuntamente a quella malese, irlandese, finlandese, sud-coreana e ghanese, garantisce, in base a quanto sancito dalla Risoluzione n.1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il monitoraggio costante della Blue Line, la linea di demarcazione che divide il Libano da Israele; il supporto alla popolazione locale, attraverso numerosi progetti in sostegno alle autorità municipali e governative a Sud del fiume Litani; la pianificazione e condotta, a favore delle Lebanese Armed Forces (LAF), di attività addestrative e operative finalizzate all’implementazione del mandato previsto dalla risoluzione stessa.

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Sector West, UNIFIL: il contingente italiano in linea con gli standard ONU per logistica e infrastrutture

Una complessa attività di verifica finalizzata a garantire il rispetto degli standard previsti dalle direttive delle Nazioni Unite per la missione nel Sud del Libano, UNIFIL, si è svolta negli ultimi giorni di agosto nella base Millevoi di Shama.

Si è trattato della Operational Readiness Inspection (ORI) per i caschi blu italiani impiegati nella missione UNIFIL, ovvero una attività di verifica svolta da un team di ispettori delle Nazioni Unite nei confronti dei contingenti impiegati nelle missioni in aree sensibili, ha fatto sapere un comunicato stampa del Sector West di UNIFIL, che opera nel sud del Libano su base brigata Granatieri di Sardegna al comando del gen Francesco Olla.

In proposito, la Joint Task Force Lebanon su base brigata Granatieri di Sardegna ha confermato di possedere un livello delle capacità operative, logistiche e infrastrutturali ben al di sopra dei requisiti previsti dalla normativa in vigore.

“Ciò è un elemento di vitale importanza per l’assolvimento dei compiti assegnati dalla Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”, conclude il comunicato stampa del Sector West.

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