cerimonia di cambio comando

CME Puglia, cambio al vertice: il gen Rainò ha avvicendato il gen Prezioso

Nella suggestiva cornice del Cortile d’Onore della storica caserma Damiano Picca si è svolta la cerimonia di avvicendamento del Comandante territoriale dell’Esercito in Puglia, ha fatto sapere lo stesso Comando Militare Esercito (CME) Puglia con un comunicato stampa del 16 novembre.

Alla presenza del Vice Comandante per il Territorio del Comando delle Forze Operative Sud, Generale di Divisione Gualtiero Mario De Cicco, il Generale di Brigata Mauro Prezioso, che andrà a ricoprire incarichi presso gli organi di vertice della Forza Armata, ha ceduto il comando al Generale di Brigata Giorgio Rainò, proveniente dall’Ambasciata italiana in Pakistan.

Durante il discorso di commiato il gen Prezioso ha evidenziato come il CME Puglia, durante il triennio della sua permanenza, ha cercato di essere tra la gente, nel territorio e a fianco delle istituzioni locali, al fine di creare sinergie e far conoscere le realtà della Forza Armata.

A conferma di tale attività, sottolinea il CME Puglia, le oltre 100 iniziative svolte nel territorio, nelle scuole, nei musei, nelle piazze, al fine di promuovere la cultura della Difesa e suggellare l’indissolubile rapporto tra l’Esercito, le Istituzioni e la società.

Il gen Prezioso nel ringraziare le autorità presenti, e in particolare i Sindaci ha voluto, ancora una volta, salutare i suoi uomini e donne esprimendo tutto l’orgoglio di essere stato il loro Comandante.

Alla cerimonia erano presenti numerose autorità che hanno voluto manifestare, in un momento così solenne, un’affettuosa e sentita vicinanza al CME Puglia.

Il Comandante subentrante, Generale di Brigata Giorgio Rainò, di origini salentine, ha frequentato il 166° Corso Dignità dell’Accademia Militare, il 3° Corso ISSMI presso il Centro Alti Studi della Difesa e ha una lunga esperienza maturata in Patria e all’estero, in incarichi operativi, dirigenziali e diplomatici.

È Laureato in Scienze Strategiche e in Scienze Internazionali e Diplomatiche e ha conseguito i master in Studi Internazionali Strategico-Militari, Scienze Strategiche e Peace Bulding Management.

Fonte e foto: CME Puglia

Il gen Farina nuovo Capo di SME: “Sarò sempre tra voi”, ha affermato rivolgendosi agli uomini e alle donne dell’Esercito

Questa mattina, 27 febbraio, nella Caserma Rossetti, all’interno del comprensorio militare Cecchignola, si è svolta la cerimonia di avvicendamento nella carica di Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME) tra il Generale di Corpo d’Armata Danilo Errico e il parigrado Salvatore Farina, ha fatto sapere lo stato maggiore dell’Esercito con un comunicato stampa odierno.

La cerimonia è stata preceduta dall’omaggio alla tomba del Milite Ignoto con la deposizione di una corona d’alloro all’Altare della Patria, segno di deferente ricordo dei Caduti di tutte le guerre.

Il passaggio della Bandiera di Guerra dell’Esercito tra il gen Errico e il gen Farina ha sancito ufficialmente l’avvicendamento del CaSME alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri, on Paolo Gentiloni, del Ministro della Difesa, sen Roberta Pinotti, del Sottosegretario di Stato alla Difesa, on Domenico Rossi, e del Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), gen Claudio Graziano, unitamente a numerose autorità militari civili e religiose.

Dopo aver ringraziato tutti i convenuti, il gen Errico, al termine di una carriera lunga 44 anni, ha rivolto il proprio pensiero a tutto il personale dell’Esercito, attualmente impiegato in attività di addestramento, approntamento e operazioni in Italia e all’estero.

Inoltre, si legge dal comunicato, ha aggiunto: “in questi ultimi 3 anni, avete sempre lavorato con silente dedizione e alacre generosità, avulsi da strumentali protagonismi o da sterili vittimismi, spesso lontano dalle ovattate luci mediatiche della ribalta, proiettando sul campo – “oltre l’ostacolo” – le migliori energie – fisiche, morali e intellettuali – così come è uso e tradizione di questa organizzazione che ha sempre costituito un saldo punto di riferimento sia per i cittadini sia per le autorità costituite nei momenti di difficoltà delle popolazioni e della Nazione”.

Durante il suo intervento, il ministro Pinotti ha dichiarato che l’Esercito si è dimostrato, ancora una volta, insostituibile sia in Patria sia all’estero.

Sul territorio nazionale, che si trattasse di affiancare le Forze dell’Ordine per garantire la sicurezza, o di soccorrere la popolazione colpita da calamità grandi o piccole, “l’Esercito c’è sempre stato”, sottolinea il comunicato stampa, così come all’estero ha saputo assumere nuovi impegni, senza per questo lasciare incompiuto uno sforzo che, negli anni passati, ci aveva visto sostenere così tanti sacrifici.

Il gen Claudio Graziano, durante il suo discorso, ha affermato che “in un periodo di grande trasformazione per le Forze Armate c’è di nuovo l’esigenza dei militari per aumentare la percezione di sicurezza nel territorio nazionale”.

In ambito interforze la nostra prima risorsa è proprio l’Esercito, Forza Armata che impiega lo sforzo maggiore, con circa 4.000 donne e uomini nel mondo, “e soprattutto a loro va il nostro plauso”.

Il gen Farina, proveniente dal NATO JFC (Joint Force Command) di Brunssum, del quale è stato il primo comandante italiano, dopo aver ringraziato il gen Errico “per la sua sapiente opera alla guida dell’Esercito”, e tutti i Comandanti che lo hanno preceduto alla guida della Forza Armata, ha rivolto un pensiero a tutti gli uomini e le donne dell’Esercito: “È innegabile che il merito è soprattutto vostro, che ogni giorno operate con professionalità e abnegazione al servizio del Paese. Dedicherò ogni minuto del mio mandato per essere al vostro servizio. Sarò sempre tra voi, idealmente e sul campo, in operazioni e in addestramento, negli Istituti di Formazione o in guarnigione.”

L’Esercito conta oggi circa 4.000 militari schierati in 15 diversi paesi, tra cui Iraq, Libano, Afghanistan, Kosovo, Libia, Somalia e Mali, con compiti che vanno dalla cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di stabilizzazione e ricostruzione, sino all’addestramento delle forze di sicurezza locali, vale a dire quella gamma di attività nota come Security Force Assistance (SFA).

Più di 7.000 sono invece i soldati impegnati in Italia nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure, in concorso alle Forze dell’Ordine per il presidio del territorio e la vigilanza, inoltre l’operazione assume particolare rilievo in Campania, sottolinea il comunicato stampa dell’Esercito, agendo in risposta all’emergenza Terra dei fuochi, e nell’Italia centrale nelle zone colpite dal sisma del 2016, dove sono presenti le unità specialistiche dell’Esercito impiegate in numerose attività a sostegno della popolazione e dei comuni dei crateri sismici.

Questa la biografia del gen Farina (fonte PI SME):

Generale di Corpo d’Armata Salvatore FARINA

Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano

Il Generale Salvatore FARINA nel corso della sua carriera ha maturato molteplici esperienze a tutto campo, con profilo istituzionale, operativo, interforze ed internazionale sviluppando capacità di comando, profonda conoscenza della propria Forza Armata e genuino spirito interforze con un ruolo attivo negli ultimi 20 anni nei settori operazioni, pianificazione, relazioni tra le tre Forze Armate e tra la Difesa italiana / NATO – EU nonché del livello Politico-Strategico-Militare.

Comandante di compagnia autonoma – in distaccamento per 7 anni, Comandante di Battaglione trasmissioni impiegato in Bosnia, Capo Sezione SO2 G3 presso la 3^ UK Division, Capo centro operativo Interforze, Capo Ufficio Pianificazione dello Stato Maggiore dell’Esercito, Comandante della Brigata Trasmissioni, Capo III Reparto dello Stato Maggiore della Difesa, Comandante delle Forze NATO in Kosovo – COM KFOR 18, Capo Dipartimento Trasformazione Terrestre dell’Esercito, Presidente del Comitato Guida per l’implementazione del Libro Bianco della Difesa.

Dal 4 marzo 2016 al 21 febbraio 2018 il Generale Farina e’ stato Comandante del NATO Joint Force Command di Brunssum (Olanda), primo Ufficiale italiano ad assolvere un incarico di Comandante Operativo Interforze “NATO 4 stars”.

È sposato con la signora Amelia Gianna ed ha due figlie Elisa e Nicoletta e due nipotine Flaminia e Diletta.

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Fonte e foto: PI SME

EUROMARFOR: da oggi la Marina Militare al comando della forza marittima europea

nave_Garibaldi MMIOggi, giovedì 17 settembre, a bordo di nave Garibaldi, ormeggiata nella Stazione Navale Mar Grande di Taranto, ha luogo la cerimonia di passaggio di consegne del Comando della Forza Marittima Europea (EUROMARFOR) tra il comandante della Flotta Spagnola (Almirante de la Flota), ammiraglio Francisco Javier Franco Suanzes, cedente, e il comandante in capo della Squadra navale italiana, ammiraglio Filippo Maria Foffi, accettante.

La cerimonia è presieduta dal Capo di stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, e si svolge alla presenza dei vertici militari dei Paesi della Euromarfor e di autorità civili e militari nazionali e internazionali.

20150917_change of command EUROMARFOR Euromarfor è una forza navale non permanente costituita il 15 maggio 1995 da Francia, Spagna, Italia e Portogallo nello spirito della Dichiarazione di Petersberg, poi assorbita dal trattato di Amsterdam, aperta anche ad altre nazioni europee, e agisce come organismo internazionale per il mantenimento della pace e lo sviluppo della sicurezza.

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Fonte: Marina Militare

Foto: EUROMARFOR; Marina Militare

NRDC-ITA: cerimonia di cambio al vertice, il gen Giorgio Battisti cede il comando del corpo d’armata di reazione rapida della Nato al gen Riccardo Marchiò

Oggi, lunedì 24 novembre, alle 11, nella caserma Ugo Mara di Solbiate Olona, in provincia di Varese, il generale Giorgio Battisti cede il comando del Nato Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA) al collega Riccardo Marchiò alla presenza del Comandante delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER), generale Alberto Primicerj.

A cornice della cerimonia sarà schierato il personale delle 15 nazioni alleate contributrici dello staff del Comando NATO di Solbiate Olona, che negli ultimi anni si è distinto per aver creato un forte e positivo impatto socio-economico sul territorio circostante.

La presenza dei gonfaloni della Regione Lombardia, delle Province di Milano e Varese, dei Comuni di Busto Arsizio e Solbiate Olona e dei labari delle Associazioni combattentistiche e d’arma darà la giusta solennità all’evento.

Il Generale Battisti, ufficiale degli alpini, ha comandato NRDC-ITA per oltre tre anni, a partire dal 30 giugno 2011 (link articolo in calce), occupandosi di numerose attività operative e addestrative e ha ricoperto il prestigioso incarico di capo di stato maggiore della International Security Assistance Force (ISAF) in Afghanistan nel 2013.

Andrà ora a ricoprire l’incarico di Ispettore delle Infrastrutture dell’Esercito a Roma.

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Fonte e foto: NRDC-ITA PAO

Cambio di comando alla brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli: al gen Angelotti subentra il collega Pace

Si è svolta il 12 settembre, a Gorizia, la cerimonia di cambio di comando al vertice della brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli che ha visto il generale Vasco Angelotti cedere il comando al collega Domenico Pace, che diventa così il 78° comandante della grande unità.

La cerimonia si è svolta a palazzo Guella, sede del Comando Pozzuolo del Friuli, in piazza Cesare Battisti a Gorizia. All’evento, cui ha presenziato il generale Flaviano Godio, Comandante della divisione Friuli, da cui la Pozzuolo dipende, erano presenti numerose autorità religiose, civili e militari tra cui il sindaco di Gorizia, Ettore Romoli.

Con il generale Angelotti la Pozzuolo del Friuli è stata impegnata nell’operazione Leonte 14 in Libano al Comando del Settore Ovest di UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon) da aprile a novembre 2013, nell’Operazione ISAF (International Security Assistance Force) in Afganistan con alcune unità e reparti (in particolare il reggimento Lagunari e 3° reggimento Genio Guastatori) e nell’Operazione Strade Sicure.

Il generale Angelotti andrà a ricoprire l’incarico di vice capo reparto allo stato maggiore dell’Esercito., mentre il generale Pace proviene dall’Ambasciata d’Italia in Giappone dove ha ricoperto l’incarico di Addetto per la Difesa.

La Pozzuolo del Friuli ha alle proprie dipendenze il reggimento Lagunari Serenissima di Venezia, il Piemonte Cavalleria (2°) di Villa Opicina, il Genova Cavalleria (4°) di Palmanova, il 3° Genio Guastatori di Udine, il reggimento Artiglieria a cavallo Voloire di Milano e il Reparto Comando e Supporti Tattici di Gorizia. Alle dipendenze della Pozzuolo anche il Museo Storico Militare di Palmanova.

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Fonte e foto: PIO brigata Pozzuolo del Friuli

Esercito Italiano: cambio all’11° reggimento Trasmissioni di Civitavecchia: il col Ancora cede il comando al collega Tuccillo

Si è tenuta lo scorso 4 settembre, nella caserma D’Avanzo a Civitavecchia, la cerimonia di avvicendamento del comandante dell’11° reggimento Trasmissioni: il colonnello Massimo Ancora ha ceduto il comando al collega Angelo Tuccillo, proveniente dal IV reparto dello stato maggiore.

La cerimonia di cambio è avvenuta alla presenza del comandante della brigata Trasmissioni, generale Alfonso Miro, e delle locali autorità civili e militari.

Il colonnello Ancora lascia il reggimento dopo circa un anno di intenso e proficuo comando, durante il quale il reggimento è stato impiegato in attività operative sia in territorio nazionale, per l’operazione Strade Sicure, sia fuori area in Afghanistan, Libano, Kosovo, Libia e Somalia.

In bilancio anche numerose attività addestrative di supporto al Comando e Controllo (C2) e CIS a favore di grandi unità della Forze Armate e di comandi interforze, nonché a favore della Scuola trasmissioni e informatica (SCUTI) in occasione dell’esercitazione MARCONI 2014, che ha visto impegnati ufficiali e sottufficiali allievi del citato istituto.

Il colonnello Ancora è ora destinato a un prestigioso incarico presso lo stato maggiore dell’Esercito.

A latere della cerimonia, il comandante della brigata Trasmissioni, generale Miro, insieme con il colonnello Ancora, ha inaugurato la nuova palestra della caserma D’Avanzo, strumento indispensabile per mantenere e accrescere l’efficienza operativa dei reparti.

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Fonte e foto: PI 11° reggimento Trasmissioni

Op Atalanta: il contrammiraglio Guido Rando della Marina Militare Italiana assume il comando dell’operazione antiripirateria in Corno d’Africa

Ieri mattina, 6 agosto, a Djibouti, il contrammiraglio Guido Rando ha ricevuto il testimone del comando dell’Operazione Atalanta dal contrammiraglio Jürgen Zur Mühlen della Marina tedesca.

L’Italia assume così per la terza volta il comando della missione diplomatico-militare dell’Unione Europea per prevenire e reprimere gli atti di pirateria marittima lungo le coste degli Stati del Corno d’Africa.

L’operazione Atalanta ha avuto inizio nel 2008 e ha lo scopo di proteggere le navi mercantili che transitano tra il Mar Rosso, il Golfo di Aden e l’Oceano Indiano. Ha inoltre il compito di svolgere attività di scorta alle navi mercantili del Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (WFP), incaricate di consegnare aiuti alimentari in Somalia.

L’ammiraglio Rando ha preso il comando della Task Force 465, composta dal cacciatorpediniere Andrea Doria, sede di comando, una fregata olandese, una spagnola e da una rifornitrice di squadra tedesca; l’ammiraglio si avvarrà di uno staff internazionale formato da 34 ufficiali e sottufficiali appartenenti a 12 differenti nazioni (Belgio, Croazia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Olanda, Portogallo, Romania, Serbia e Spagna).

Il cacciatorpediniere Andrea Doria, al comando del capitano di vascello Gianfranco Annunziata, ha un equipaggio di 208 tra uomini e donne tra cui i team specialistici della brigata marina San Marco, del Gruppo Operativo Subacquei e della Sezione elicotteri.

Nave Andrea Doria, salpata lo scorso 22 luglio da Taranto (link articolo in calce), sostituirà nel Corno d’Africa il caccia Mimbelli, impegnata dallo scorso 6 febbraio nell’operazione NATO Ocean Shield per il contrasto alla pirateria (link articolo in calce), continuando così ad assicurare la presenza della Marina Militare Italiana nelle acque del Golfo di Aden e del bacino della Somalia, interessate da traffici commerciali di interesse nazionale.

L’ammiraglio Rando assume anche il comando del gruppo Euromarfor – del quale fanno parte Francia, Italia, Portogallo e Spagna – impegnato nelle missioni di controllo marittimo, umanitarie, mantenimento e rafforzamento della pace, gestione delle crisi.

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Fonte e foto: Marina Militare

Esercito Italiano: cambio al vertice del Comando Logistico, al gen Roggio subentra il collega Montuori

Ieri mattina, 28 febbraio, nel Centro Polifunzionale di Sperimentazione di Montelibretti, alla presenza del Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, si è svolta la cerimonia di avvicendamento del Comandante Logistico dell’Esercito.

Il generale Mario Roggio ha ceduto l’incarico al collega Alessandro Montuori, terminando così il servizio attivo dopo una lunga e brillante carriera.

Durante il suo intervento il generale Graziano ha sottolineato che “il nostro focus è l’operatività e la logistica consente l’operatività, è la base essenziale anche della sicurezza del personale ed è assolutamente vitale per l’efficienza delle nostre unità.”

Nell’occasione è stata conferita la Croce d’Argento al merito dell’Esercito al Centro militare veterinario che sviluppando la capacità cinofila operativa finalizzata alla ricerca e al rilevamento di ordigni esplosivi, ha fornito un preziosissimo aiuto per la sicurezza dei contingenti, elevando il prestigio della Forza Armata in Italia e nel contesto internazionale.

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Fonte e foto: stato maggiore Esercito

KFOR Kosovo, cambio al comando del Joint Regional Detachment Centre (JRDC): il tenente colonnello Pellone cede il comando al colonnello Andreani

Ieri mattina, 10 dicembre, nella base di Camp Film City, sede del Comando della Kosovo Force (KFOR) a Pristina, in Kosovo, si è svolta la cerimonia di cambio del comandante del Joint Regional Detachment Centre (JRDC).

Il colonnello Luca Andreani, effettivo al Comando Militare Nord di Torino, è subentrato al tenente colonnello Antonio Pellone, effettivo al 5° reggimento MLRS Superga di Portogruaro.

La cerimonia è stata presieduta dal generale Salvatore Farina, comandante della KFOR. Erano presenti all’evento l’Ambasciatore italiano in Kosovo, SE Andreas Ferrarese, e numerose altre autorità civili e religiose delle diverse etnie presenti nell’area, oltre a numerosi rappresentanti delle  organizzazioni internazionali con sede a Pristina.

Il Joint Regional Detachment-Centre (JRD-C), a guida italiana, è responsabile di un’area geografica ampia circa 2.500 chilometri quadrati da est a ovest, quasi un terzo dell’intera superficie del Kosovo, e include militari di Italia, Slovenia, Ungheria, Finlandia e Turchia.

Il JRD-Centre opera con 10 team di collegamento e monitoraggio (Liaison Monitoring Team – LMT) sul territorio municipale di 13 Comuni del Kosovo: tra questi Pristina, la capitale. La sua missione è quella di mantenere e garantire un continuo monitoraggio del territorio e il necessario collegamento tra la NATO, le istituzioni locali e le altre organizzazioni internazionali che operano nella zona ovest del Kosovo.

I Liaison Monitoring Team (LMT) lavorano a stretto contatto con la popolazione, le istituzioni e i rappresentanti delle diverse etnie e religioni presenti sul territorio al fine di acquisire elementi di conoscenza utili al comando KFOR per meglio operare a favore della pace e stabilità: tre di questi LMT sono a leadership italiana e operano nelle municipalità di Pec/Peja, Decane/Decan, Pristina/Pristine.

Durante i sei mesi di attività svolta il JRDC ha contribuito in maniera decisiva al raggiungimento di obiettivi importanti per la missione di KFOR, quale la cessione della sorveglianza del Patriarcato serbo-ortodosso di Pec/Peje ,da parte dei militari di KFOR, alla polizia del Kosovo.

Un altro importantissimo successo del JRDC è stata la realizzazione da parte della Protezione Civile Kosovara (Kosovo Security Force)di un ponte pedonale a favore della comunità di monaci ortodossi del Monastero di Decani, che viene anche utilizzato dalla popolazione albanese del limitrofo comune di Decane.

Tale evento ha contribuito concretamente al miglioramento delle relazioni tra la comunità serba e quella albanese, sulla strada verso un Kosovo pacifico, democratico e multietnico.

Il generale Farina, nel suo discorso, ha messo in risalto l’eccezionale reputazione che l’unità di KFOR  si è guadagnata grazie all’eccellente lavoro svolto sul terreno, frutto della completa dedizione e della professionalità con le quali tutti i militari del JRDC hanno sempre condotto il proprio compito.

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Fonte: KFOR PAO

Foto: difesa.it

Afghanistan, TOA all’RC-W di ISAF: la brigata alpina Taurinense cede alla Julia la guida del Regional Command–West a Herat

È avvenuto ieri, 24 marzo, a Herat il passaggio di consegne alla guida del Regional Command – West (RC-W) di ISAF (International Security Force Assistance) tra la brigata alpina Taurinense, comandata dal generale Dario Ranieri, e gli alpini della brigata Julia, al comando del generale Ignazio Gamba.

Alla cerimonia, svoltasi presso la base di Camp Arena, sono intervenuti l’Ambasciatore d’Italia in Afghanistan, Luciano Pezzotti, il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, il comandante dell’ISAF Joint Command (IJC), generale statunitense James L. Terry, e il comandante delle Truppe Alpine, generale Alberto Primicerj, oltre alle massime autorità civili e militari locali.

Nel rivolgersi ai militari schierati, il generale Terry ha sottolineato il ruolo importante dell’RC-W nel sostenere i militari afgani, i quali “sono i veri protettori della popolazione”.

Il generale Graziano ha innanzitutto ricordato il sacrificio dei caduti in Afghanistan, auspicando al tempo stesso un pronto rientro in servizio dei militari rimasti feriti in missione. Il Capo di stato maggiore ha poi evidenziato come “lo sforzo del contingente italiano verso la stabilità e la ricostruzione stia producendo i suoi frutti, con il trasferimento entro l’anno della sicurezza alle forze di sicurezza afgane”. Prima di rivolgersi agli alpini della Julia, esortati a “non abbassare la guardia”, il generale Graziano ha ringraziato gli alpini della Taurinense con parole di elogio: “siate orgogliosi di ciò che avete fatto in Afghanistan”.

L’RC-W è uno dei sei Comandi regionali della coalizione multinazionale ISAF in Afghanistan e corrisponde alla regione occidentale del paese, nelle cui quattro province sono schierati oltre 5.500 militari di nove nazioni, 2.900 dei quali sono italiani.

Il mandato semestrale della brigata alpina Taurinense, conclusosi appunto ieri, si è sviluppato nell’ambito della transizione (transition, o inteqal in lingua locale), ovvero del graduale passaggio alle autorità politiche e militari afgane della leadership nel campo della governance e della sicurezza.

In quest’ultimo settore, le forze di sicurezza locali hanno recentemente raggiunto la soglia delle 30mila unità, triplicando la consistenza di tre anni fa e dotandosi di mezzi moderni e di un’organizzazione maggiormente efficiente. Tali progressi hanno permesso tra l’altro il passaggio della base operativa avanzata di Bakwa alle forze di sicurezza afgane, avvenuto lo scorso dicembre, e la riduzione del contingente italiano da 4mila a 2.900 unità.

Negli ultimi sei mesi è stata sancita l’assunzione della leadership sulla sicurezza in 31 dei 43 distretti della regione da parte dei militari afgani, i quali guidano oggi circa l’80% delle operazioni, in coordinamento con l’RC-W tramite appositi centri a livello regionale e provinciale.

Contestualmente le forze di RC-W sono passate da un ruolo attivo a uno di supporto, in particolare per quanto riguarda le capacità operative ancora in via di acquisizione da parte delle Forze afgane. In tale ottica, le unità di manovra sul terreno, originariamente denominate Task Force, hanno acquisito dall’inizio dell’anno il nome di Transition Support Units (TSU).

Nel quadro dell’evoluzione della missione ISAF, alle TSU si affiancano i team di Advisor che accompagnano le forze di sicurezza afgane in addestramento e in operazione. Inquadrati nell’RC-W a guida italiana operano oggi 38 nuclei denominati Military Advisor Team e Police Advisor Team, dei quali i 20 italiani appartengono a Esercito, Marina e Carabinieri.

Sul fronte dello sviluppo, i quattro Provincial Reconstruction Team (PRT) dell’RC-W, forniti da USA, Spagna, Lituania e Italia, hanno realizzato un numero consistente di progetti di assistenza in favore delle autorità e delle comunità locali in tutto il territorio della regione.

Il Provincial Reconstruction Team – CIMIC Detachment italiano ha operato nella provincia di Herat in sinergia con i piani di sviluppo locali, pianificando sedici progetti per l’anno in corso e inaugurando numerose infrastrutture di base. Il settore prioritario di intervento nel semestre della Taurinense si è confermato quello dell’istruzione, ambito nel quale si sono registrati i progressi più significativi nell’ultimo decennio.

Il PRT italiano ha inaugurato 13 scuole nei distretti più remoti della provincia di Herat, per un totale di 120 aule che potranno ospitare in più turni fino a 8mila studenti di ambo i sessi. La provincia di Herat si colloca al primo posto in Afghanistan per la percentuale di alunne rispetto ai coetanei maschi, mentre la locale università è la seconda più importante del paese e conta circa 11mila iscritti, di cui circa 4.500 ragazze.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF