Il gen Farina nuovo Capo di SME: “Sarò sempre tra voi”, ha affermato rivolgendosi agli uomini e alle donne dell’Esercito

Questa mattina, 27 febbraio, nella Caserma Rossetti, all’interno del comprensorio militare Cecchignola, si è svolta la cerimonia di avvicendamento nella carica di Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME) tra il Generale di Corpo d’Armata Danilo Errico e il parigrado Salvatore Farina, ha fatto sapere lo stato maggiore dell’Esercito con un comunicato stampa odierno.

La cerimonia è stata preceduta dall’omaggio alla tomba del Milite Ignoto con la deposizione di una corona d’alloro all’Altare della Patria, segno di deferente ricordo dei Caduti di tutte le guerre.

Il passaggio della Bandiera di Guerra dell’Esercito tra il gen Errico e il gen Farina ha sancito ufficialmente l’avvicendamento del CaSME alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri, on Paolo Gentiloni, del Ministro della Difesa, sen Roberta Pinotti, del Sottosegretario di Stato alla Difesa, on Domenico Rossi, e del Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), gen Claudio Graziano, unitamente a numerose autorità militari civili e religiose.

Dopo aver ringraziato tutti i convenuti, il gen Errico, al termine di una carriera lunga 44 anni, ha rivolto il proprio pensiero a tutto il personale dell’Esercito, attualmente impiegato in attività di addestramento, approntamento e operazioni in Italia e all’estero.

Inoltre, si legge dal comunicato, ha aggiunto: “in questi ultimi 3 anni, avete sempre lavorato con silente dedizione e alacre generosità, avulsi da strumentali protagonismi o da sterili vittimismi, spesso lontano dalle ovattate luci mediatiche della ribalta, proiettando sul campo – “oltre l’ostacolo” – le migliori energie – fisiche, morali e intellettuali – così come è uso e tradizione di questa organizzazione che ha sempre costituito un saldo punto di riferimento sia per i cittadini sia per le autorità costituite nei momenti di difficoltà delle popolazioni e della Nazione”.

Durante il suo intervento, il ministro Pinotti ha dichiarato che l’Esercito si è dimostrato, ancora una volta, insostituibile sia in Patria sia all’estero.

Sul territorio nazionale, che si trattasse di affiancare le Forze dell’Ordine per garantire la sicurezza, o di soccorrere la popolazione colpita da calamità grandi o piccole, “l’Esercito c’è sempre stato”, sottolinea il comunicato stampa, così come all’estero ha saputo assumere nuovi impegni, senza per questo lasciare incompiuto uno sforzo che, negli anni passati, ci aveva visto sostenere così tanti sacrifici.

Il gen Claudio Graziano, durante il suo discorso, ha affermato che “in un periodo di grande trasformazione per le Forze Armate c’è di nuovo l’esigenza dei militari per aumentare la percezione di sicurezza nel territorio nazionale”.

In ambito interforze la nostra prima risorsa è proprio l’Esercito, Forza Armata che impiega lo sforzo maggiore, con circa 4.000 donne e uomini nel mondo, “e soprattutto a loro va il nostro plauso”.

Il gen Farina, proveniente dal NATO JFC (Joint Force Command) di Brunssum, del quale è stato il primo comandante italiano, dopo aver ringraziato il gen Errico “per la sua sapiente opera alla guida dell’Esercito”, e tutti i Comandanti che lo hanno preceduto alla guida della Forza Armata, ha rivolto un pensiero a tutti gli uomini e le donne dell’Esercito: “È innegabile che il merito è soprattutto vostro, che ogni giorno operate con professionalità e abnegazione al servizio del Paese. Dedicherò ogni minuto del mio mandato per essere al vostro servizio. Sarò sempre tra voi, idealmente e sul campo, in operazioni e in addestramento, negli Istituti di Formazione o in guarnigione.”

L’Esercito conta oggi circa 4.000 militari schierati in 15 diversi paesi, tra cui Iraq, Libano, Afghanistan, Kosovo, Libia, Somalia e Mali, con compiti che vanno dalla cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di stabilizzazione e ricostruzione, sino all’addestramento delle forze di sicurezza locali, vale a dire quella gamma di attività nota come Security Force Assistance (SFA).

Più di 7.000 sono invece i soldati impegnati in Italia nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure, in concorso alle Forze dell’Ordine per il presidio del territorio e la vigilanza, inoltre l’operazione assume particolare rilievo in Campania, sottolinea il comunicato stampa dell’Esercito, agendo in risposta all’emergenza Terra dei fuochi, e nell’Italia centrale nelle zone colpite dal sisma del 2016, dove sono presenti le unità specialistiche dell’Esercito impiegate in numerose attività a sostegno della popolazione e dei comuni dei crateri sismici.

Questa la biografia del gen Farina (fonte PI SME):

Generale di Corpo d’Armata Salvatore FARINA

Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano

Il Generale Salvatore FARINA nel corso della sua carriera ha maturato molteplici esperienze a tutto campo, con profilo istituzionale, operativo, interforze ed internazionale sviluppando capacità di comando, profonda conoscenza della propria Forza Armata e genuino spirito interforze con un ruolo attivo negli ultimi 20 anni nei settori operazioni, pianificazione, relazioni tra le tre Forze Armate e tra la Difesa italiana / NATO – EU nonché del livello Politico-Strategico-Militare.

Comandante di compagnia autonoma – in distaccamento per 7 anni, Comandante di Battaglione trasmissioni impiegato in Bosnia, Capo Sezione SO2 G3 presso la 3^ UK Division, Capo centro operativo Interforze, Capo Ufficio Pianificazione dello Stato Maggiore dell’Esercito, Comandante della Brigata Trasmissioni, Capo III Reparto dello Stato Maggiore della Difesa, Comandante delle Forze NATO in Kosovo – COM KFOR 18, Capo Dipartimento Trasformazione Terrestre dell’Esercito, Presidente del Comitato Guida per l’implementazione del Libro Bianco della Difesa.

Dal 4 marzo 2016 al 21 febbraio 2018 il Generale Farina e’ stato Comandante del NATO Joint Force Command di Brunssum (Olanda), primo Ufficiale italiano ad assolvere un incarico di Comandante Operativo Interforze “NATO 4 stars”.

È sposato con la signora Amelia Gianna ed ha due figlie Elisa e Nicoletta e due nipotine Flaminia e Diletta.

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Fonte e foto: PI SME